INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Al Ministro dell’Ambiente
Al Ministro dello Sviluppo Economico
Per sapere – premesso che:
Attualmente la centrale a carbone di Vado, provincia di Savona, è costituita da: 2 sezioni a carbone che utilizzano metodiche obsolete per la salvaguardia ambientale, per un totale di potenza installata di 660 MW; 1 sezione a gas naturale entrato in funzione nel 2007 in condizioni tecnologiche già obsolete per quanto riguarda i sistemi di denitrificazione (abbattimento delle emissioni di ossidi di azoto), con emissioni circa doppie rispetto a quelle di centrali di analoghe dimensioni statunitensi);
In data 11 aprile 2007 la Società Tirreno Power, titolare dell’impianto, ha presentato un progetto preliminare che prevede l’ ampliamento della centrale con altri 460 MW a carbone (utilizzando una tecnologia abbastanza moderna - a polverino di carbone) e il contestuale ammodernamento dei due gruppi attuali al fine di ridurne l’impatto ambientale nonché lo Studio di Impatto ambientale;
Contestualmente, la Tirreno Power ha presentato al Ministero dello Sviluppo Economico richiesta di autorizzazione unica ai sensi della legge 9 aprile 2002, n. 55 e richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale al Ministero dell’Ambiente ai sensi del DPCM 10 agosto 1988, n. 377;
Per ciò che concerne le tre sezioni esistenti, in data 20 novembre 2007 il Ministero dell’Ambiente su istanza della Società Tirreno Power ha avviato il procedimento amministrativo per il rilascio dell’Autorizzazione Integrale Ambientale (di fatto sostitutiva delle autorizzazioni ambientali di competenza degli Enti pubblici territoriali interessati) attualmente in corso;
Secondo Tirreno Power, al termine delle opere che porteranno ad una potenza installata totale di 1900 MW, si otterrà una riduzione delle emissioni del 7,3% per gli ossidi di zolfo, 1,1% per gli ossidi di azoto, 3,2% per le poveri;
Gli Enti Locali interessati hanno manifestato una chiara volontà di fare una opposizione molto soft al progetto, portando, nelle loro controdeduzioni, per lo più argomenti di tipo normativo tanto che nel parere della Regione si legge “le conclusioni a cui giunge la relazione di incidenza sono sostanzialmente condivisibili” ;
Il 17 luglio 2007, mentre ancora pendeva il pronunciamento della commissione ministeriale di VIA sul progetto furono presentati al palazzo della provincia di Savona i risultati degli Studi IST-ARPAL che, a parere dell’interrogante, pur condotti correttamente non erano assolutamente in grado di dimostrare la non sussistenza di un rapporto diretto fra inquinamento ambientale in Provincia di Savona e rischi per la salute;
Nonostante infatti le richieste giunte da numerose associazioni di categoria e dall’Ordine dei Medici di Savona, l’Assessore Regionale all’Ambiente decise senza nessuna preventiva consultazione quale tipo di studi avrebbero dovuto essere condotti;
La Tirreno Power, riferisce dati relativi alle emissioni di polveri a dir poco ridicoli dal momento che, è universalmente noto come oltre alle emissioni di polveri primarie, occorra calcolare anche le polveri secondarie, che si formano dopo la fuoriuscita dei fumi dalle ciminiere, e che quantitativamente sono assai più importanti delle polveri primarie: in realtà il progetto T.P. dichiara valori di emissioni di almeno 30 volte inferiori rispetto a quelle reali;
Un cospicuo gruppo di cittadini, abitanti della zona e preoccupati per la propria salute, ha costituito l’Associazione “Uniti per la Salute” che da tempo ormai denuncia, col sostegno e la collaborazione dell’Ordine dei Medici Provinciali e di alcuni medici ISDE, la preoccupante situazione ambientale del territorio interessato.
Per sapere:
Quali iniziative i Ministri in indirizzo, per quanto di loro competenza, intendano adottare al fine di verificare la correttezza, trasparenza e conformità del progetto presentato a quanto disposto dalla legge anche e soprattutto in considerazione del fatto che per quanto concerne i gruppi della centrale già in essere, sono previsti solo modesti interventi di ambientalizzazione;
Se non ritengano in tal senso doveroso pretendere che le nuove tecnologie adottate per la realizzazione del nuovo impianto siano, per quanto possibile, applicate anche ai gruppi già esistenti, al fine di abbattere in modo molto più consistente l’impatto ambientale;
Se, infine, non si ritenga di doversi attivare in ogni modo in difesa di quello che è un diritto costituzionalmente garantito e cioè, il diritto alla salute.
Roma, 4 dicembre 2008
On. Giovanni Paladini