31 gennaio 2010

2010/01/31 Inquinamento in Puglia, Cerano, Ilva,e discariche sui pozzi ..../CENTRALI A CARBONE, ARIA PULITA, VAPORE ACQUEO E RAPPORTI POCO PULITI.

Tratto da Sdime.com

Inquinamento in Puglia, Cerano, Ilva,e discariche sui pozzi dell'acquedotto.

Video ben realizzato, che documenta l’impressionante quantità di inquinanti presenti in Puglia, dovuti alla centrale termoelettrica di Cerano (Brindisi), all’ILVA di Taranto, alla Copersalento a Maglie, e infine l’inquinamento che avremo in futuro, con una discarica che sorgerà PROPRIO SUI POZZI DA CUI L’ACQUEDOTTO SALENTINO PRELEVA L’80% DELL’ACQUA POTABILE. Tutto ciò è incredibile. Ed è il frutto di errori, e di stupidità da parte di chi amministra il territorio. Siamo in mano a degli incoscienti........ Tutto ciò era prevedibile.Se l’energia venisse prodotta con fonti rinnovabili, come eolico e solare, e se i rifiuti fossero differenziati, e non si pretendesse la differenziazione dai cittadini, che non potrà mai arrivare al 100%, ma si creasse una società che analizza i rifiuti e li seleziona e differenzia, si potrebbe davvero arrivare a percentuali di differenziata altissime, e risolvere il problema dei rifiuti, che di questo passo ci sommergeranno. E come ragazzo di 20 anni, mi chiedo, come abbiano potuto le vecchie generazioni, non capire delle cose cosi elementari. Video realizzato da Current Piattaforma S ky Canale 1 3 0, ed è andato in onda in eurovisione. Per fortuna finalmente le tv, iniziano a parlare di questo problema…dopo anni di silenzio. Il programma che ha trasmesso tutto è Van guard, che ringraziamo….


Guarda il video suddiviso in tre parti
Prima parte http://www.youtube.com/watc...
Seconda parte http://www.youtube.com/watc...
Terza parte
http://www.youtube.com/watc...

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Tratto da Trucioli Savonesi
di Antonia Briuglia

CENTRALI A CARBONE, ARIA PULITA, VAPORE ACQUEO E RAPPORTI POCO PULITI

.....Sulla stampa del 28 gennaio scorso compare nuovamente un’altra classifica che torna premiare Savona, questa volta proprio per l’aria che qui si respira eufemisticamente” a pieni polmoni”, corredata da dati che ne dovrebbero attestare la veridicità.

Ci piacerebbe pensarlo, ma come i medici del Moda e il Dott. Franceschi, responsabile dei medici per l’ambiente e l’Ordine dei medici di Savona affermano da tempo, i dati non sono proprio quelli.

Il superamento delle polveri sottili PM10 è ormai accertato anche perché i quattro analizzatori automatici, collocati dall’ARPAL sul territorio, sono dichiaratamente non a norma e quindi non attendibili.

Quelle sottili, strettamente legate alla combustione delle centrali a carbone, PM2,5 a Savona non si sono mai misurate, nonostante sia obbligatorio dal 2002 e raccomandato dall’organizzazione Mondiale della Sanità e nonostante ne sia provata la pericolosità per la salute degli abitanti.

Tutte le Autorità e tutte le Amministrazioni sono a conoscenza, a diversi livelli, di tutto questo ma nulla è ancora cambiato neanche in questi ultimi anni, densi di battaglie e di conflitti sull’aberrante richiesta di potenziamento della centrale a carbone da parte di Tirreno Power e, da più parti, fortemente osteggiata.

Anche le Autorità degli Enti locali che si sono dichiarati contrari promuovendo ricorsi al TAR, non hanno denunciato apertamente questa imbarazzante situazione, non hanno respinto quest’ultima attestazione di Legambiente, forse pensando che in periodi preelettorali possa fare sempre comodo.

Così Legambiente torna, provvidenzialmente, a premiare, ignorando ciò che già il Piano Regionale dell’aria affermava e cioè che nella zona 2 (Savona, Vado e Quiliano) la centrale termoelettrica è la prioritaria responsabile d’inquinamento da NOX(68,3), SOX(89,7),PM10(34,9),COV(37,9).

Meglio tranquillizzare la popolazione, invece che stigmatizzare comportamenti irresponsabili di chi inquina e di chi non esige, concretamente e urgentemente, corretti controlli, soprattutto se si è azionisti di Sorgenia insieme a De Benedetti, proprietario proprio di Tirreno Power.

La stessa Tirreno Power che risponde sulla Stampa al dott. Franceschi che le più consistenti emissioni dai camini della centrale di questi giorni, altro non sono che vapore acqueo, dovuto alla rigida temperatura esterna.

La stessa risposta mi fu data, in un’altra regione, sulla richiesta di chiarimenti circa i fumi di un inceneritore: vapore acqueo!

Se così è, nulla in contrario, quindi, se sia un Ente esterno e qualificato a verificare i controlli sulle emissioni, a richiedere centraline di monitoraggio più efficienti e attendibili, a esigere finalmente controlli sulle PM2,5?

Savona non può aspettare ancora e ha il diritto e il dovere di non rinunciare a combattere la sua battaglia per la salute.

Savona: “futuro centro dell’energia del nord” (!!??), non potrà ridursi a barattare la salute dei cittadini per qualche cattedra di docenza nella sua Università, non dovrà perpetrare un atteggiamento compromissorio tenendo il piede in più scarpe, quella delle energie rinnovabili di facciata e quella più concreta ma, da più parti, ampiamente superata del carbone: dovrà fare scelte coraggiose e realmente innovative che dovranno necessariamente passare dalla bocciatura dell’ampliamento della centrale e dal depotenziamento dei due gruppi esistenti, ormai fuori legge, senza falsità, senza calcoli preelettorali e ipocrisie, senza ignoranza.

Solo così potrà ritirare meritatamente il suo premio.

Leggi l'Articolo integrale di su Trucioli Savonesi di ANTONIA BRIUGLIA
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Tratto da UNONOTIZIE


PARMA / 30-01-2010

PARMA, SCANDALO NELLE SCUOLE / Enia Spa presentata a Parma come insegnante in temi ambientali nella scuola

Emilia Romagna, ultime notizie Parma - Sempre più insegnanti e genitori ci segnalano preoccupati e contrariati per la la presenza invadente nelle scuole di Parma di una azienda privata come Enia, che si è assunta, non è dato sapere a che titolo, il ruolo di educatore su temi ambientali come il trattamento dei rifiuti.
La facoltà che viene data a questa azienda di comunicare il proprio punto di vista sulla miglior gestione dei rifiuti, durante le ore scolastiche obbligatorie, genera negli allievi l’impressione di essere di fronte, non ad opinioni particolari, ma a dati certi provenienti dall’istituzione scolastica stessa.

E ovviamente non esiste contraddittorio, che spiegherebbe invece loro che le pratiche di trattamento dei rifiuti sono varie e molto diversificate fra loro.

L’opuscolo che viene distribuito ad ogni studente, che in realtà è materiale pubblicitario ed autoreferenziale, suggerisce che l’incenerimento (rinominato termo-valorizzazione) sia l’esito naturale della raccolta differenziata, fornendo in tal modo una informazione falsa, parziale e fuorviante.

L'incenerimento sembra essere l'unico metodo per trattare l'indifferenziato residuo, mentre invece altre tecniche innovative stanno prendendo piede in Italia, tecniche che mettono da parte una volta per sempre gli inceneritori.

Qui invece si tenta maldestramente di far passare l'idea dell'innocuità dell'incenerimento, quando invece sappiamo bene i gravi danni all'ambiente che produce, come ad esempio succede a Pistoia dove il latte materno è risultato essere inquinato da diossina prodotta da un inceneritore.
Riteniamo gravissimo che le Istituzioni Provinciali, Comunali e Scolastiche abdichino al loro diritto-dovere di educare con completezza e imparzialità i bambini e i ragazzi, a favore di un portatore di pesanti interessi privati.
E' un po' come se vedessimo nelle nostre scuole una proposta di educazione alimentare affidata senza controllo a Mc Donald's o a Coca Cola.

Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti Parma & Provincia
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29 gennaio 2010

2010/01/30 A PROPOSITO DI MONITORAGGI .......nella Provincia di Savona .


A PROPOSITO DI MONITORAGGI ......................a Savona

Per tutti quelli che seguono regolarmente il nostro blog volevamo fare una precisazione :
finalmente sono ricomparsi ,come per incanto, i monitoraggi mancanti sul sito " Ambiente in Liguria" ,Guarda il collegamento al sito ,ed è tornato in rete anche lo storico relativo agli anni precedenti.
Forse che la nostra lettera ,inviata al Presidente della Regione e della Provincia e ai Sindaci di Savona Vado Ligure e Quiliano ,ha posto la loro attenzione sul problema dell' informazione ai cittadini dei monitoraggi degli inquinanti sul nostro territorio a norma di legge.
Un cittadino informato è anche un cittadino consapevole dei suoi diritti.
Ci attendiamo ora dai" nostri Pubblici Amministratori "un salto di qualità nello svolgimento del proprio mandato CONFERITOGLI DAI CITTADINI :
E' così difficile ,per tranquillizzarci ed adeguarsi nello stesso tempo alle normative vigenti ADOPERARSI UNA BUONA VOLTA PER CONSEGUIRE IL MONITORAGGIO DELLE POLVERI SOTTILI PM 2,5 in continuo e conoscere realmente la QUALITA' DELL'ARIA IN CUI FACCIAMO VIVERE I NOSTRI FIGLI.
La legge lo prevede ed è un dovere anche verso i vostri figli fare in modo che siano tutelati.
PERCHE' PRIMA CHE AMMINISTRATORI SIETE "COME NOI GENITORI: " siamo certi che darebbe una tranquillità maggiore a tutti ,ma soprattutto una diversa consapevolezza delle problematiche ambientali del nostro territorio.Ed infine sarebbero sicuramente SOLDI PUBBLICI BEN SPESI perchè andrebbero nella direzione della TUTELA DEI DIRITTI PRIMARI DEL CITTADINO.IL DIRITTO ALLA SALUTE.

2010/01/30 "Porto Tolle, l’inchiesta si allarga Commissioni Via, nuovi indagati ...

Tratto da" Il Corriere del Veneto .it"

Porto Tolle, l’inchiesta si allarga Commissioni Via, nuovi indagati

L’accusa è abuso d’ufficio in concorso. Componenti da identificare

La centrale di Porto Tolle

La centrale di Porto Tolle

ROVIGOSi allarga l’inchiesta della procura rodigina sulla conversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle. Non c’è solo la verifica sul possibile nesso di casualità tra attività della centrale a olio e l’insorgenza di malattie respiratorie nella popolazione minorenne residente nel raggio di 25 chilometri a interessare i magistrati Manuela Fasolato e Dario Curtarello che si stanno occupando del fascicolo. I capi d’imputazione sono ben più ampi e chiamano in causa direttamente la commissione per la valutazione d’impatto ambientale (Via) della Regione e quella del ministero dell’Ambiente che hanno dato l’ok al progetto di conversione a carbone a Polesine Camerini. Per i componenti delle due commissioni, ancora da identificare, per l’attuale amministratore delegato del colosso energetico Fulvio Conti e per l’ad di Enel Produzione Spa Leonardo Arrighi l’accusa, pesante, è di abuso d’ufficio in concorso.

In sostanza il semaforo verde dato al carbone, secondo la procura, avrebbe procurato intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale permettendo una conversione dal peggior impatto sul territorio rispetto ad altri sistemi, arrecando un danno ai residenti. Arrighi, per altro, deve rispondere in concorso, assieme a persone da identificare, dei reati di falsità materiale e ideologica con l’aggravante di aver ingannato altre persone. In sostanza l’ad di Enel Produzione si è mosso per creare le condizioni adatte per ottenere pareri di compatibilità ambientale riguardante la riconversione, considerati dall’accusa non veri dato che garantivano prestazioni migliori rispetto a fonti d’alimentazione come il gas o olio combustibile «ambientalizzato».
Dell’accusa di omessa cautela riguardo agli infortuni sul lavoro rispondono, con Arrighi, Renzo Busatto e Carlo Zanatta, ex direttori della centrale; l’attuale amministratore delegato di Enel Fulvio Conti e i suo predecessori Franco Tatò dal 1996 al 2002 e Paolo Scaroni fino al 2005; Antonino Craparotta, ex presidente di Enel produzione, e Giuseppe Antonio Potestio, anch’egli in passato ai vertici della Divisione Enel produzioni e progettista dell’impianto ad olio combustibile.
Con loro, ancora una volta, componenti delle Commissioni Via regionale e ministeriale da identificare. Per la procura rodigina gli indagati hanno, a vario titolo, omesso di collocare tecnologie idonee a prevenire disastri, contravvenendo alla legge regionale 36 del 1997. Si tratta del provvedimento che istituisce l’ente Parco del Delta del Po, e che viene considerato nella parte che stabilisce l’alimentazione a metano per la centrale con relativo obbligo di presentazione del piano di riconversione entro un anno dall’entrata in vigore della legge. Gli otto, inoltre, avrebbero creato pericoli per l’insorgenza di malattie respiratorie e deteriorato l’ambiente

I commissari, invece, per la procura hanno emesso documenti favorevoli alla compatibilità ambientale del carbone nonostante fossero in contrasto con quanto presentato dall’Arpav di Rovigo, e anche nello stabilire le prescrizioni sul funzionamento a carbone avrebbero fatto altrettanto esponendo la popolazione ad emissioni in atmosfera potenzialmente dannose per la salute. Sul fronte delle omissioni di cautela, la procura il 9 febbraio affiderà un incarico a due consulenti per verificare lo stato di salute di una cinquantina di bambini colpiti, tra il 2000 e 2006, da malattie respiratorie. Lo scopo è verificare se vi sono stati dei peggioramenti o meno di salute dopo quell’arco di tempo. I risultati arriveranno in autunno...........Leggi l'articolo integrale

Antonio Andreotti

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Tratto da " New notizie "Quotidiano on line

Enel, nuovi indagati sulla centrale di Porto Tolle: a rischio la salute pubblica?

Partendo da uno studio che va dal 2000 al 2006 e che si basa sull’aumento dell’utilizzo di farmaci anti-asma o comuque volti a guarire o limitare vari tipi di malattie respiratorie, da parte degli abitanti in un raggio di 25 km attorno alla centrale Enel di Porto Tolle, la procura di Rovigo apre un nuovo filone dell’inchiesta sui presunti illeciti che riguardano la centrale Enel di Porto Tolle. I danni maggiori tra l’altro li avrebbero subìti i minorenni, dallo studio emerge infatti come siano loro i più colpiti da un“qualcosa” che potrebbe essere determinato dalla centrale di proprietà del colosso energetico.

Leonardo Arrighi, autore dell’accordo della conversione a carbone della centrale è uno degli indagati, proprio dal carbone tra l’altro potrebbero venire i problemi respiratori causati ai residenti della zona.

Una recente ricerca spagnola pubblicata su Science of Total Environment, ha dimostrato che chi abita in prossimità di centrali alimentate a carbone rischia molto di più di ammalarsi di tre tipi di tumore : del polmone, del laringe e della vescica. Lo studio ha preso in considerazione circa 200 000 decessi, un campione decisamente ampio. Certo poi dipende dalla capacità dei depuratori e dalle misure di sicurezza in genere adottate dalla centrale, ma il sospetto comunque resta. Difficile pensa che se si hanno problemi solo nella zona vicino ad una centrale Enel, la stessa non c’entri assolutamente niente, a prescindere dalle dichiarazioni ufficiali degli addetti ai lavori.

A corollario, gli stessi ricercatori spagnoli hanno aggiunto che le centrali a carbone emetterebbero anche sostanze radioattive (Uranio e Torio), in quantità infinitamente superiore a quelle di una centrale nucleare; se fosse così non ci sarebbe niente di cui stupirsi rispetto ai problemi respiratori del minori nella zona di Porto Tolle.........

L’accumulo dei metalli pesanti all’interno del corpo sarebbe uno dei risultati più chiarificatori dello studio citato all’inizio, condotto dalle Asl di diversi comuni limitrofi alla centrale e da alcune associazioni. Il 9 Febbbraio la procura ha fissato un incidente probatorio dove allo scopo di verificare eventuali modificazioni dei risultati dello studio in questione. ........

Anche se ovviamente è ancora tutto da verificare, se fosse confermata l’ipotesi della procura la situazione sarebbe a dir poco intollerabile e la centrale andrebbe chiusa nell’immediato. Tale ipotesi tra l’altro è inquietante; pensare che per puri fini commerciali ci sia qualcuno, anche in Italia, che agisce ignorando bellamente i rischi alla salute pubblica farebbe veramente imbestialire.

A.S


28 gennaio 2010

2010/01/29 "La classifica “taroccata” di Legambiente"

Riceviamo dal Dottor Paolo Franceschi

"La classifica “taroccata” di Legambiente"

Egregio Direttore,

l’ articolo pubblicato su La Stampa del 28 gennaio,a pagina 54, con il titolo: Savona respira a pieni polmoni”, non fa certo giustizia alla verità.

Legambiente fa informazione a senso unico, pubblicando tabelle che, caso strano, pongono regolarmente città in cui sorgono centrali a carbone grandi (come Savona), o grandissime ( come Brindisi) tra quelle meno inquinate d’ Italia.

Non possiamo dimenticare infatti come Legambiente sia azionista, con il Gruppo CIR De Benedetti, proprietario di Tirreno Power, della società Sorgenia Menowatt.

Dobbiamo contestare il documento di Legambiente citato nell’ articolo, perché viziato da molteplici e vistose imprecisioni, che inducono nei lettori nostrani l’ impressione che i valori di inquinamento registrati a Savona siano esaurienti e tranquillizzanti, insistendo sul concetto che il traffico sia il principale responsabile dell’ inquinamento atmosferico, senza mai citare le centrali termoelettriche.

Precisiamo quanto segue:

  1. Nell’ area di Savona, Vado e Quiliano, il contributo della centrale a carbone nelle emissioni di polveri primarie, secondo i dati della regione Liguria del 2006, corrispondono al 35%, e diventano oltre l’ 80% se si calcolano anche le polveri sottili secondarie che derivano dalla trasformazione degli ossidi di azoto e di zolfo, emessi dalla centrale, in polveri sottili secondarie.

  2. la centrale a carbone inoltre emette il 68% degli ossidi di azoto, e il 90% degli ossidi di zolfo totali

  3. l’ emissione di polveri sottili dovute al traffico, in quest’ area, è di circa 10 volte inferiore.

  4. La valutazione dell’ inquinamento mediante la sola determinazione delle PM 10 è inefficace e fuorviante dal punto di vista sanitario: esse infatti sono polveri grossolane (non sottili), inalabili ma non respirabili, e pertanto non raggiungono i polmoni, dove invece arrivano le vere polveri sottili respirabili (PM 2,5) che determinano i danni maggiori per la salute umana.La normativa italiana dal 2002 prevede l’ obbligo di misurare anche le PM 2,5, ma questo non viene fatto e, guarda caso, questa grave carenza non viene stigmatizzata da Legambiente.


Ma perché è così importante il monitoraggio delle PM 2,5? Semplice: gli ossidi di zolfo, che sono emessi dalle centrali a carbone e non dal traffico, si trasformano in PM 2,5 e non in PM 10: per questo motivo la misurazione delle sole PM 10 sottovaluta di molto l’ inquinamento nelle città dove esistono centrali a carbone, che in Italia sono le principali fonti di emissioni di ossidi di zolfo.

Ed ecco che questa dimenticanza mette qualche dubbio sui conflitti d’ interesse che potrebbero animare chi stila certe classifiche poco scientificamente corrette.

Ci pare poi assai strano che come riferimento per Savona si sia presa la centralina di Corso Ricci, quando altre centraline, come ad esempio quella di via S. Lorenzo registrano un numero di superi solitamente superiori di 2 o 3 volte.

Ma anche dal punto di vista strettamente sanitario l’ associazione favorisce una interpretazione assolutamente non condivisibile, facendo intendere che i valori stabiliti per legge (i famosi 35 superi all’ anno) assicurino anche una tranquillità dal punto di vista della protezione della salute, mentre invece questo dato deve essere assolutamente contestato.

Nel 2006 l’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito 2 concetti fondamentali:

il primo è quello della necessità di misurare anche le PM 2,5, (cosa che a Savona non avviene) mentre il secondo è quello che il limite massimo di superi consentiti per le PM 10 e le PM 2,5 è di 3 all’ anno. Quindi, in base ai criteri stabiliti dall’ OMS per la tutela della salute dell’ uomo, l’ aria di Savona non è affatto salubre, anche basandoci sui rilievi utilizzati, lo ripetiamo, assolutamente insufficienti, di Corso Ricci, avendo oltrepassato di quasi 3 volte i livelli ritenuti accettabili dall’ OMS.

Dottor Paolo Franceschi
Referente per l’ Ambiente della Commissione
Ambiente e Salute dell’ Ordine dei Medici di Savona. ISDE Savona.

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Tratto da Il Ponente
COMUNICATO DEL" MODA "
“LEGAMBIENTE MAL’ARIA 2010″ PROMUOVE SAVONA CON DATI INATTENDIBILI.

IN CITTA’ I LIMITI DI LEGGE PER LE POLVERI SOTTILI SONO SUPERATI!

I risultati dell’inquinamento a Savona città secondo Legambiente:

NO2 (4° posto assoluto)
media annuale 2008 15,8 ug/mc (limite 40 ug/mc) 4°/88 posto
O3 (5° posto assoluto)
4 superi giornalieri (limite giornaliero legge 120 ug/mc con 25 giorni superi/anno) 45°/50 posto
PM 10 (5° posto assoluto)
8 superi giornalieri (limite giornaliero legge 50 ug/mc con 35 giorni superi/anno) 83°/88 posto

Tali dati sono evidenziati su la La Stampa del 28/01/10 nell’articolo “Savona respira a pieni polmoni”. Come già risposto al Sindaco di Savona Berruti e all’Assessore all’Ambiente Costantino in data 27/10/2009, è doveroso tuttavia aggiornare sia i cittadini savonesi che Legambiente con alcune informazioni di carattere scientifico:

1. Legambiente dovrebbe sapere che il DM 60/02 ma anche la recente direttiva europea 2008/50/CE del 21/5/2008 per le polveri PM10 e PM 2,5 indica come valori limite da non superare non solo quelli giornalieri ma anche le medie annuali (che Legambiente stranamente non cita). Legambiente non sa che le misure satellitari dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) documentano il superamento dei limiti di Legge annuali (40? g/m3) dal 2004 al 2008 anche nella Provincia di Savona?
Perché non si misurano a Savona le PM 2,5 obbligatorie dal 2008?

2. Legambiente, da specialista qual è, dovrebbe sapere che le misurazioni delle polveri Pm10 effettuate da ARPAL a Savona non sono attendibili. Riporta uno studio di F.Grasso e M. Beggiato di ARPAL di Genova sul bollettino PM dell’Ordine dei Medici di Savona n°3/2007 “…nella rete di Savona sono attualmente presenti 4 analizzatori di Pm10 automatici (nefelometrici)….la loro equivalenza con il metodo di riferimento è ancora dubbia”.
E’ noto che il DM60/02 prescrive come attedibile il metodo gravimetrico sequenziale: quindi i valori di Pm10 riportati da Legambiente e misurati a Savona nelle stazioni di Corso Ricci e Varaldo con analizzatori nefelometrici
non a norma di Legge devono considerarsi del tutto inattendibili.

3. Leggiamo nella Premessa del dossier di Legambiente a pag. 4: Le principali fonti di inquinamento atmosferico a livello nazionale sono rappresentate dal settore industriale e della produzione di energia ……e dai trasporti, Diversa è la situazione se analizziamo le fonti di emissione all’interno delle aree urbane dove a farla da padrone è sempre e comunque il traffico veicolare, ad eccezione di alcune città che convivono con grandi complessi industriali. È questo il caso di Taranto dove, …, l’industria è responsabile del 92% delle polveri sottili e di oltre l’80% degli ossidi di azoto emessi su scala comunale. Nelle altre grandi città la principale fonte di inquinamento rimane invece il trasporto stradale…….”.
Legambiente non cita stranamente Savona come città che convive con impianti industriali, ma dovrebbe sapere che il Piano Regionale sulla Qualità dell’Aria 2006 a pag. 1073 afferma
che nella zona 2 (Savona, Vado e Quiliano) “essenzialmente la centrale termoelettrica è la prioritaria responsabile delle emissioni di NOx(68,3%) SOx (89,7%) PM10 (34,9%) e di COV (37,9%).”
Ci sorprende quindi questa errata valutazione che fa Legambiente sulla qualità dell’aria a Savona e ci stupisce ancora di più che Legambiente, azionista di Sorgenia che è a sua volta proprietaria di Tirreno Power, non conosca l’inquinamento della centrale di Vado e neppure i monitoraggi satellitari europei.

Data questa drammatica situazione ambientale si impone quindi urgentemente la chiusura degli obsoleti inquinanti gruppi a carbone 3 e 4 della centrale di Vado che sono “fuorilegge” rispetto alle norme Ippc della Ue e privi della obbligatoria certificazione AIA. Si otterrebbe così depotenziamento e completa metanizzazione, che attendiamo da più di 20 anni, come votato dagli enti locali savonesi fino al 2007 compreso il Comune di Savona.

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Leggi anche "E Savona che aria tira?

Con le "Considerazioni di Uniti per la Salute "........

2010/01/28 Rovigo. Malattie respiratorie dei bambini a Porto Tolle: indagati i vertici dell'Enel

Tratto da Il gazzettino.it

Rovigo. Malattie respiratorie dei bambini a Porto Tolle: indagati i vertici dell'Enel

La centrale ancora nel mirino della Procura, accertamenti sulle patologie di chi abita nel raggio di 25 chilometri

(27 gennaio) - Nuova inchiesta sulla centrale Enel di Porto Tolle: il sostituto procuratore di Rovigo Manuela Fasolato sta indagando sulle malattie respiratorie dei bambini dei Comuni compresi nel raggio di 25 chilometri dalla centrale nel periodo che va dal 2000 al 2006 e tra gli indagati figurano i vertici presenti e passati dell'Enel.

Il magistrato ha disposto un accertamento tecnico non ripetibile per il 9 febbraio, affidando l'incarico ai consulenti Claudio Rango e Armando Cirillo, e per quel giorno ha convocato i vertici attuali e passati di Enel come l'amministratore delegato Fulvio Conti e gli ex Paolo Scaroni e Francesco Tatò. Nella nuova inchiesta sono indagati assieme agli ex direttori dell'impianto di Porto Tolle Carlo Zanatta e Renzo Busatto. Nell'indagine sono coinvolti anche Leonardo Arrighi, il progettista della nuova centrale a carbone; Antonino Craparotta, ex presidente di Enel produzione, e Giuseppe Antonio Potestio, anch'egli in passato ai vertici della Divisione Enel produzioni e progettista dell'impianto ad olio combustibile.

La Procura intende verificare se nel corso degli anni sia peggiorato lo stato di salute di bambini, oggetto di uno studio epidemiologico effettuato dalle Asl di Rovigo e Adria. Lo studiosi riferisce ad un periodo che va dal 2000 al 2006 e riguarda i minorenni residenti nel raggio di 25 chilometri dalla centrale che hanno utilizzato farmaci per l'asma o altre patologie respiratorie.

Numerose le parti offese indicate dalla Procura di Rovigo: i Comuni di Ariano, Adria, Goro, Loreo, Mesola, Porto Tolle, Porto Viro, Taglio di Po, Rosolina, Ente Parco delta del Po, Ente Parco delta del Po Emilia Romagna, Ministero dell'Ambiente, Ministero della Salute, Provincia di Ferrara, Provincia di Rovigo, Regione Emilia Romagna, Regione Veneto e Comitato cittadini liberi di Porto Tolle.

27 gennaio 2010

2010/01/27 GRAZIE SATELLITE!!!!/AMBIENTE:DIOSSINE IN LATTE MAMME,ABITANO PRESSO INCENERITORE


Tratto da UOMINI LIBERI
PECCATO CHE CI SIA IL SATELLITE!!!

Abbiamo pubblicato, senza commento, il rapporto di Lega Ambiente sull'aria che respiriamo nelle nostre città, lasciando ai lettori il loro personale giudizio sui dati e sulle analisi in esso contenuti. Ora, un giornale on-line si avventura in considerazioni euforiche sulla qualità dell'aria di Savona e dintorni, quasi una apologia gentilmente concessa e soprattutto, per quanto riguarda le particelle pm10, pm2,5 totalmente destituita di ogni fondamento, visto nessun ente, a quanto ci risulta, le misura o le ha mai misurate negli anni passati.

Quindi…leggise non vi e' rilevatore, non c'e' neppure il problema, anzi, di più, non esiste neppure la fonte inquinante!!!

A questo porta il sillogismo del commentatore, il quale dovrebbe sapere che nel cielo ruotano dei satelliti ai quali fu attribuito il compito di rappresentare dall'alto lo stato di salute dell'aria che ci sovrasta e che ci dicono, a confusione dei giornalisti faciloni e/o in malafede, che in queste ultime giornate di gennaio 2010,sta succedendo..... Q u e s t o !!!!!!...GUARDA

Considerazioni di Uniti per la Salute

Ringraziamo la redazione di Uomini Liberi che ,ha risposto adeguatamente a chi ,continua a mandar messaggi che vogliono tranquilizzare i cittadini e distogliere l'attenzione dal Principale Problema del nostro territorio che è la insufficienza di un adeguato monitoraggio che metta in evidenza la reale situazione ambientale .
Meno male ,per tutti noi,che c' è il satellite .......
A noi permane comunque un piccolo dubbio:PERCHE' per LEGAMBIENTE a PORTO TOLLE a BRINDISI a CIVITAVECCHIA ..........LA combustione del carbone provoca serie problematiche ambientali e a Savona NO?

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tratto da http://www.unita.it/notizie_flash
AMBIENTE:DIOSSINE IN LATTE MAMME,ABITANO PRESSO INCENERITORE

(ANSA) - PISTOIA, 27 GEN - Diossine sono state scoperte in campioni di latte materno di donne abitanti a Montale, localita' vicino a Pistoia dove e' presente un impianto di incenerimento dei rifiuti. Lo rende noto il Comitato contro l'inceneritore di Montale che, spiega una nota, ''dopo aver ripetutamente sollecitato senza successo amministrazioni e organi competenti ad eseguire controlli biologici e sanitari sulle persone da sempre residenti nelle vicinanze dell'inceneritore, ha provveduto a proprie spese ad eseguire in un laboratorio accreditato la ricerca di inquinanti ambientali''. Gli esami sono stati fatti su campioni di latte materno di mamme che abitano in case situate nell'area di ricaduta dell'impianto. Secondo il Comitato ''di particolare interesse e' stato il riscontro di Pcb che in entrambi i campioni di latte materno hanno infatti impronte digitali (profili emissivi) del tutto sovrapponibili a quelle riscontrate dalle indagini dell'Asl nelle carni di pollo e a quelle riscontrate nelle emissioni dell'inceneritore da Arpat e dallo stesso gestore, a dimostrazione di quella che e' la causa preponderante dell'inquinamento esistente nella zona''. Il Comitato contro l'inceneritore ha anche evidenziato che ''le inopportune affermazioni date a suo tempo dalle istituzioni circa la totale assenza di Pcb nelle emissioni dell'inceneritore trovano ora ulteriore smentita sulla base di indagini che i cittadini, di tasca loro, hanno provveduto ad eseguire''.(ANSA).

26 gennaio 2010

2010 /01/26 "Inquinamento in Lombardia, indagato anche Penati " E a Savona che aria tira?...........

Tratto da Reuters.com

Inquinamento in Lombardia, indagato anche Penati

Martedì 26 gennaio

MILANO (Reuters) - Anche l'ex-presidente della Provincia di Milano Filippo Penati -- attuale candidato del Pd alla presidenza della Regione Lombardia -- è stato iscritto nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sull'inquinamento dell'aria nel territorio lombardo.

Lo riferiscono fonti giudiziarie.

Il nome di Penati si aggiunge a quello di Roberto Formigoni, presidente della regione Lombardia, Guido Podestà, attuale presidente della provincia di Milano e Letizia Moratti, sindaco del capoluogo lombardo, che avevano ricevuto il mese scorso avvisi di garanzia nell'ambito della stessa indagine.

L'accusa per tutti è quella di aver violato l'articolo 674 del codice penale sul "getto pericoloso di cose", ovvero per non aver messo in atto i procedimenti necessari per evitare che venissero sforati i limiti previsti dalla legge in materia di smog.

L'inchiesta è partita da un'azione dell'associazione dei consumatori Codacons, che ha più volte sporto denuncia per un presunto mancato rispetto della normativa ambientale da parte delle autorità competenti.

Considerazionidi Uniti per La Salute

E a Savona che aria tira?

In Liguria forse non abbiamo il traffico di Milano ma abbiamo ben "TRE CENTRALI A CARBONE........"e non ci risulta che misurino in modo continuativole polveri sottili Pm 2,5 come previsto dal decretoministeriale 60/2002.

I Cittadini hanno il Diritto di Sapere l'Aria che respirano......
le autorità competenti hanno la responsabilità di far in modo che la normativa ambientale venga rispettata.

Come fanno i cittadini a sapere gli eventuali sforamenti in mancanza di dati sugli stessi?

Tutti i dati ambientali liguri hanno avuto un momentaneo oscuramento dal 1 gennaio al 26 gennaio 2010 " sottolineato nella nostra lettera inviata ,per conoscenza ai nostri amministratori, dati ora miracolosamente ricomparsi,,,,,,,,,,,,,,Ve ne pubblichiamo lo stralcio diuno ,a noi parso particolarmente rilevante, relativo alla postazione di Vado Ligure, del benzene Eccovi alcuni Valori 13,42 9,64 9,5 9,4...........Guardateli nell'immagine sottostante o in rete in tempo reale
sul sito
Ambiente in Liguria ;
Inoltre i dati pubblicati in rete ,da parecchi mesi si sono ridotti solo a tre inquinanti :Benzene,pm10,ossidi di azoto.....
Continuiamo quindi a non vedere ossidi di zolfo e ozono .....e le .......famigerate Pm2,5non abbiamo ancora avuto l'onore di saperequando saranno una buona volta misurate.
Solo per conoscenza vi proponiamo lo stralcio di alcuni di tali valori,apparsi su tale sito, del 25 -26 gennaio con l'ora delle misurazioni
Via Aurelia - Via Ferraris - Vado L. - Tipo zona: Urbana - Tipo postazione: TrafficoBenzene - adsorbimento continuo, gc/fid

dataoravalore
25/01/2010 09:0025/01/2010 10:007.24

25/01/2010 10:0025/01/2010 11:007.57

25/01/2010 12:0025/01/2010 13:006.28

25/01/2010 13:0025/01/2010 14:0013.42

25/01/2010 14:0025/01/2010 15:007.25

25/01/2010 15:0025/01/2010 16:007.66

25/01/2010 16:0025/01/2010 17:007.91

25/01/2010 17:0025/01/2010 18:007.84

25/01/2010 18:0025/01/2010 19:007.99

25/01/2010 19:0025/01/2010 20:007.65

25/01/2010 20:0025/01/2010 21:007.43



22/01/2010 09:0022/01/2010 10:007.25

22/01/2010 10:0022/01/2010 11:007.09

22/01/2010 11:0022/01/2010 12:008.18

22/01/2010 12:0022/01/2010 13:008.93

22/01/2010 13:0022/01/2010 14:009.39

22/01/2010 14:0022/01/2010 15:009.64
22/01/2010 15:0022/01/2010 16:009.5

22/01/2010 16:0022/01/2010 17:009.63

22/01/2010 17:0022/01/2010 18:009.48

22/01/2010 18:0022/01/2010 19:008.79

22/01/2010 19:0022/01/2010 20:008.15

22/01/2010 20:0022/01/2010 21:008.1


I VALORI di questi giorni, non proprio di intenso traffico automobilistico (infatti il benzene è prodotto oltre cheda certi impianti industriali ....dal traffico automobilistico,e dai riscaldamenti)
nostro malgrado non ci tranquillizzano proprio ....

Infatti leggiamo sulla Direttiva 2000/69/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2000, concernente i valori limite per il benzene ed il monossido di carbonio nell'aria ambiente :"Il benzene è una sostanza cancerogena genotossica per l'uomo ed è impossibile individuare un limite al di sotto del quale non vi siano rischi per la salute umana".

E i valori delle sovrastanti tabelle sono di per se abbastanza eloquenti......Non avremo il traffico di Milano ma i sovrastanti valori dovrebbero farci riflettere sull'aria di questi giorni.
E non solo noi...............


Ci permettiamo alcune considerazioni:

valutando il benzene su tutte le postazioni presenti sulla schermata di Ambiente in Liguria,siamo gli unici ad avere valori così alti per intervalli di tempo così lunghi.
Qualcuno si sarà chiesto il motivo di questi valori di benzene?
Non saranno certo dovuti solo al traffico, in realtà molto limitato in questi giorni sul nostro territorio,anche perchè a Genova, con sicuramente maggior quantità di traffico di autovetture ,hanno solo in centro pochi valori in linea con i nostri .Attendiamo provvedimenti seri che tutelino la nostra salute anche perché è giunto il momento di di porre "come priorità atti concreti a tutela della salute dei cittadini".
A Quiliano dove operano una "Centrale a Carbone"e un deposito Costiero di olii minerali misurano un solo inquinante gli ossidi di Azoto.
Invece di diimplementarne il numero,nel corso del 2009 , da tre siamo passati ad uno solo !!!!!!!!
Ci sembra realmente troppo poco per sentirci tranquilli.

ANZI DALLE ISTITUZIONI CI ASPETTEREMMO UNA DECISA PRESA DI POSIZIONE nell'ottica di RAGGIUNGERE un" EFFICIENTE ,CONTINUO E CAPILLARE MONITORAGGIO DEGLI INQUINANTI SUL TERRITORIO" E SOPRATTUTTO "A NORMA DI LEGGE "