31 agosto 2010

Dal PUNTO DI MARIO MOLINARI: Il filo (elettrico) che lega Savona a Trieste

Tratto da Savona News

Dal PUNTO DI MARIO MOLINARI:
Il filo (elettrico) che lega Savona a Trieste

Gli articoli di approfondimento a volte, non sono di immediata e facile lettura: d'altronde non sono di facile lettura neppure i complessi legami che si intrecciano a monte di molte (tutte?) le attività politico-economiche della nostra provincia (e del nostro Paese).
Il "Punto" di oggi non è breve come il web vorrebbe, e forse richiederà una particolare attenzione per seguirne il filo (elettrico) conduttore, ma crediamo possa valere la pena leggerlo integralmente, non solo per il pubblico savonese e vadese ma per chiunque come noi stia cercando di capire che cosa si muove dietro certi scenari, che ci toccano poi molto da vicino. Buona lettura.

“Inquinavano, inquinano e inquineranno.”

Non è il titolo di una canzone ambientalista ma le dichiarazioni del sostituto procuratore della Repubblica di Trieste Federico Frezza che nella sua requisitoria descrive le acciaierie di Servola con annessa cockeria e centrale termoelettrica, dopo l'ennesimo sequestro.

Dal satellite, il nero, si vede ad occhio nudo.

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Cosa c'entrano le acciaierie di Servola (Trieste) con Savona?

Oggi, qui, più di quel che si creda.

Guardate il seguente video:"Ferriera di Servola"

Da Vado Ligure, Servola è lontana ma non troppo.
Qualcosa o qualcuno lega l'inquinamento di Trieste con quello di Savona...? Vediamo:

Nella seconda metà degli anni 90 e fino al 2003 il Gruppo LUCCHINI Siderurgica con base a Brescia e stabilimenti in mezza Italia ha avuto come direttore della produzione Giovanni Gosio, un nome che a Savona, specie dopo le 10 domande rivolte all' Ing. Carlo De Benedetti sul progetto di ampliamento a carbone della centrale di Vado Ligure, è sotto i riflettori ........
...
Bresciano, classe 1951 (?), Gosio, attuale direttore di Tirreno Power, la scorsa settimana ha tentato in ogni modo di prendersi la scena, cercando di rispondere a tutti i costi in vece del Controllante De Benedetti, agitandosi in uno scomposto tentativo di difesa e nonostante il segretario provinciale PD Livio di Tullio (rude ma ben informato) abbia già definito Tirreno Power come “interlocutore non affidabile” (Il Secolo XIX - 31 Luglio 2010)

E' il 25 agosto 2010: Su tutti i principali quotidiani italiani escono le “Dieci domande all'Ing. Carlo De Benedetti” sul contestato progetto di ampliamento a carbone della centrale Tirreno Power di Vado Ligure. Un putiferio in nazionale: Liberazione, Il Giornale, Il Manifesto, Libero, Il Secolo XIX, la Stampa, l'Ansa e tutta l'Informazione Indipendente......

Vi consigliamo vivamente di continuare a leggere "il MOLTO INTERESSANTE ARTICOLO di MARIO MOLINARI" dIrettamente SU SAVONA NEWS

1) Rossano Calabro chiama Brindisi e Vado Ligure 2) Il ‘Coordinamento Nazionale No al Carbone’ ringrazia il cantante Simone Cristicchi


Tratto da Brundisium

Rossano Calabro chiama Brindisi. Di Maurizio Portaluri

Rossano Calabro è una cittadina di 45mila abitanti sul mare Ionio, adagiata sulla collina che scende dalla Sila fino al mare. In alto il nucleo storico, in basso la marina di sant'Angelo ed in mezzo la parte nuova intorno allo scalo ferroviario.
A metà luglio scorso il Forum Ambientale della Calabria ha organizzato una tre-giorni di riflessione su quanto sta accadendo in questa area del Paese.
I dibattiti si svolgevano sulla marina, una attrezzatissima passeggiata di lidi balneari rispetto alla quale la costa brindisina impallidisce per frammentarietà e disorganizzazione. Spiagge ampie ed attrezzate, bar e ristoranti sul mare, parcheggi, pulizia.

Ma in fondo al panorama si erge, come un pugno nell'occhio, la centrale elettrica, proprio sul mare.
Una delle ragioni per cui la tre-giorni è stata convocata è costituita dal progetto dell'Enel di trasformare la centrale suddetta dall'attuale alimentazione a gas a quella a carbone.

Il progetto prevede anche la costruzione di un imponente molo per le carboniere.


La storia di Rossano Calabro fornisce tre insegnamenti.
Il primo riguarda la politica energetica e la continua espansione del ricorso al carbone, combustibile poco costoso per chi lo brucia, molto costoso per chi ci vive vicino.
Mentre a Brindisi si parlava in passato di convertire le centrali a carbone in centrali a metano, osserviamo a Rossano un passaggio dal gas al carbone, dal meno inquinante al più inquinante. A meno che lì non si voglia bruciare il carbone gasificato. Ma non ci risulta.

Il secondo riguarda gli enti locali che lì si sono schierati nettamente contro la riconversione a carbone, sia per le note ricadute ambientali e sanitarie, sia per il previsto aumento del traffico pesante sulle strade calabresi.
Una parte del carbone arriverebbe infatti dalla Puglia via gomma.
Si tratta di oltre 50 Comuni, dell'Amministrazione Provinciale di Cosenza e della Regione Calabria che
ha approvato anche una legge con la quale vieta la costruzione di centrali a carbone in quella regione. Un po' come la California, che pure ce le ha, ma ha deciso di non costruirne più e di non importare energia da centrali a carbone di altri Stati.

Il terzo riguarda il turismo. Se si vuole davvero sviluppare il turismo non si può abbandonare la costa a se stessa e non porre in atto nessuna azione di contrasto all'uso del carbone.
Gli imprenditori di Rossano sanno bene, e lo hanno dimostrato sostenendo la tre-giorni, che se arriva il carbone, lì non andranno più turisti.

Maurizio Portaluri
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E ROSSANO CALABRO CHIAMA VADO LIGURE..

Tratto da Sibarinet.it
Anche a Vado Ligure (SV) si contrasta il carbone

Non solo i cittadini, i comitati, le associazioni e i Comuni del nostro territorio sono impegnati nella battaglia contro la riconversione a carbone di una centrale, ma anche quelli di Vado Ligure (Sv) e del territorio circostante che da mesi si oppongono all’ampliamento, a carbone, della centrale termoelettrica, ex Enel, ora Tirreno Power (Gruppo Cir- Sorgenia De Benedetti) pensata e realizzata negli anni 60.

Per contrastare questo ampliamento i cittadini, circa 20 associazioni, i partiti, I Comuni, l’ordine dei medici, la Regione hanno creato una petizione. Si tratta di un documento frutto del lavori di sintesi di esperti, amministratori, medici, giornalisti, associazioni e comitati che si può leggere e firmare sul sito www.savonaeponente.com . La petizione è già stata firmata da personalità del mondo della cultura, della medicina, dell’associazionismo del giornalismo del calibro di Margherita Hack (astrofisica), Beppe Grillo (attivista politico), Maurizio Maggiani (scrittore), Luigi de Magistris (parlamentare Europeo IDV),Oliviero Beha (Scrittore e Opinionista), Ferdinando Imposimato (Magistrato Presidente Onorario della Suprema Corte di Cassazione).....

“Produrre energia non è un fine ma è un mezzo per far funzionare la società in cui viviamo; è etico e doveroso investire in capitali per produrre energia con le metodiche meno inquinanti possibili, con la salute dei cittadini evitando il combustibile più inquinante di tutti che è il carbone” così si conclude la petizione che formula anche 10 domande a Carlo de Benedetti.

Anche a Vado Ligure, come a Rossano, si chiede il rispetto della volontà preminente della Comunità contro il progetto di ampliamento della centrale a carbone, e la riduzione dei livelli di inquinamento e di mortalità tumorale.

Prenderemo contatto con il Comitato di Vado Ligure per confrontarci e darci sostegno per la stessa battaglia, che riguarda territori lontani ma identici per morfologia e per la forte volontà dei loro cittadini di preservarsi un futuro eco-sostenibile e una dignitosa qualità della vita.
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Tratto da Unonotizie
ETRURIA ECO-FESTIVAL: il ‘Coordinamento Nazionale No al Carbone’ ringrazia il cantante Simone Cristicchi
CERVETERI (RM) / 30-08-2010

La quarta edizione del '“Etruria Eco-festival”, bell'appuntamento con la musica, s'è concluso a Cerveteri nei pressi di Roma con un grande
Simone Cristicchi. Charlie Gnocchi, conduttore d'eccezione ha aperto la manifestazione invitando sul palco Amnesty International e alcuni Comitati impegnati su legalità e sviluppo sostenibile.

I rappresentanti del movimento “No al Carbone Alto Lazio” e del “Comitato dei Cittadini Liberi” di Tarquinia hanno testimoniato il loro impegno pluriennale contro la centrale a carbone di Civitavecchia; a nome del Coordinamento Nazionale dei Comitati No al Carbone (CNNC) hanno poi rivolto un messaggio di gratitudine al coraggio di Simone Cristicchi, che lo scorso 7 agosto ha disertato un concerto presso la centrale a carbone di Cerano-Brindisi, la più inquinante d’Italia.

“Un gesto che”, sottolineano i comitati, “ha messo a nudo il cinismo degli inquinatori, che a suon di euro tentano di trasformare le loro fabbriche di sostanze tossiche in luna-park, nonostante i dati ambientali e le statistiche sanitarie descrivano un impatto tremendo per i territori ove sorgono”.
Prima del concerto Cristicchi è stato ringraziato di persona dai rappresentanti dei Movimenti ed ha ricevuto il documento di lancio della campagna “Artisti fuori dalle centrali”, che invita gli artisti “a non prestare la loro immagine per il makeup degli ecomostri”.

Il documento è stato predisposto a più mani dai
Comitati delle aree di Brindisi, Rossano Calabro, Porto Tolle, Savona, Gualdo Cattaneo, Civitavecchia e Tarquinia, che annunciano un autunno d'iniziative contro il combustibile fossile più inquinante che esista.

Leggi anche da Savona e Ponente

No al carbone: artisti fuori dalle centrali

Molto interessanti i commenti ed il dibattito tra la giornalista Valeria Rossi e Rinaldo Sorgenti........

30 agosto 2010

1)Cancro e denari

Tratto da Il fatto Quotidiano

AMBIENTE & VELENI | di Pino Petruzzelli

CANCRO E DENARI

Sorsero due nuovi partiti che sotto il nome di progressisti e moderati in realtà nascondevano gli interessi di diverse famiglie maggiorenti.” Scriveva Mario Rigoni Stern.

L’ingegner Carlo De Benedetti vanta la tessera n°1 del Pd.

In provincia di Savona ci sono delle spiagge splendide. Ci sono anche diverse bandiere blu assegnate per il mare pulito. La settimana scorsa sono andato a fare il bagno in una di quelle spiagge. Arrivo, svesto maglietta e pantaloncini e mi tuffo in acqua. Dopo poco incrocio un amico savonese. Nuotiamo e scambiamo due parole.
Mi dice che la centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure a pochi chilometri da dove stiamo nuotando sarà ampliata. La Centrale è controllata dalla CIR Sorgenia di proprietà dell’ingegner Carlo De Benedetti.
Riprendiamo a nuotare in silenzio. A rana, con la testa fuori. Vengo anche a sapere che l’85% dei cittadini della provincia di Savona ha espresso parere contrario all’ampliamento della Centrale. Anche il segretario del Pd savonese, in un’intervista, si è detto contrario; e anche i Comuni di Savona, Vado Ligure, Quiliano, Bergeggi, Spotorno, Noli, Finale Ligure, Balestrino, Vezzi Portio, Albissola Marina, Celle Ligure, Altare, Carcare, Cairo, hanno detto no all’ampliamento della Centrale.
Continuiamo a nuotare a rana, ma improvvisamente scelgo di farlo mettendo la testa sott’acqua a ogni bracciata. Mi fermo a riprendere fiato. L’amico è sempre al mio fianco che continua il suo discorso.
Ora m’informa di come il referente scientifico dell’Ordine dei Medici di Savona abbia dichiarato che in tutta la provincia di Savona, con dati che peggiorano quanto più ci si avvicina alla Tirreno Power, tumori e patologie vascolari, aumentino drammaticamente rispetto alla media nazionale. In particolare i tumori al polmone, alla vescica e alla laringe. Ma anche le patologie cardiovascolari non scherzano: infarti, emorragie cerebrali, ictus.

Sempre nuotando nelle limpide acque del savonese vengo anche a sapere che in provincia di Savona in 16 anni sono morte circa 2.664 persone in più rispetto alle previsioni e che, a Vado Ligure, iltumore maligno al polmone colpisce il 30% in più degli uomini rispetto al resto della Provincia. Per le malattie ischemiche del cuore, a Vado le donne fanno registrare il 71,9% di casi in più rispetto alla media regionale, mentre, per le malattie respiratorie croniche ostruttive, a Vado gli uomini fanno registrare il 150% in più sulla Regione.

Esco dall’acqua e non so perché, ma inizio ad asciugarmi in fretta. L’amico mi dice anche che le ricerche commissionate dalla Comunità Europea asseriscono che nel territorio savonese ci sono valori di inquinamento fra i più alti in Italia.
Continuo a frizionare il capo con ritmo più veloce.
Tutte le principali ricerche mondiali” Conclude l’amico ”riportano di come il livello di mortalità sale enormemente abitando vicino alle centrali a carbone. Eppure la Tirreno Power ha in stadio avanzato l’ampliamento della centrale.”
Prima di salutarmi l’amico estrae dallo zainetto un giornale e me lo porge: “Leggilo se ti interessa questa storia.
Resto solo con i piedi nella sabbia. Sfoglio il giornale. In un articolo leggo che i dirigenti della Tirreno Power hanno deciso di investire capitali per mettere a norma la centrale esistente, ma che lo faranno solo se il governo concederà in cambio anche l’ampliamento della centrale stessa.
Cerco in fretta la maglietta e i calzoncini. Rivestito, guardo il bagnino e penso a cosa accadrebbe se domani chiedesse a gran voce di non voler emettere più scontrini fiscali fin quando non gli concederanno una fetta di spiaggia in più.

Sono in auto. Pigio sull’acceletore per rientrare a Genova. Accendo la radio.
C’è il premio NobelCarlo Rubbia che parla: Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell’umanità. La CO2 dura in media fino a 30.000 anni. Il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso…”.
Spengo la radio e penso alla mia nuotata, all’amico, alle belle spiagge savonesi, agli abitanti della zona, ai tanti morti crepati di tumore e all’ingegner Carlo De Benedetti con la sua tessera n°1 del Pd.

29 agosto 2010

1) Enel chiede agli agricoltori danneggiati di non chiedere soldi 2)La GRAN BRETAGNA : PUNTA SU VENTO E GAS PER SOSTITUIRE VECCHIE CENTRALI.

DOMENICA, 29 AGOSTO 2010

Enel piglia tutto! Comune non chiede risarcimenti a Enel e Enel chiede agli agricoltori danneggiati di non chiedere soldi

( La mostruosa centrale a carbone di Cerano causa di tanti mali e affanni per tutti i cittadini salentini. Quale male abbiamo fatto per meritarci tanto scem-pio? Foto Brindisi Report.it )

E INTANTO ENEL CHIEDE AGLI AGRICOLTORI UN PASSO INDIETRO

Enel presenta agli agricoltori di Cerano una clausola identica a quella pretesa dal Comune, chiedendogli di rinunciare a "ogni diritto, pretesa, azione, ragione o reclamo nei suoi confronti, delle società che appartengono al gruppo e dei rispettivi dirigenti e dipendenti in relazione all'esercizio della centrale Federico II".

La clausola è stata inserita nella bozza di protocollo che la società ha presentato alle associazioni dei redidenti dell'agro come presupposto per l'intesa che dovrebbe regolare le operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell'area che rientra nel Sito d'interesse nazionale definito dal Ministero dell' Ambiente.

L'efficacia del protocollo è "risolutivamente condizionata alla consegna ad Enel Produzione" di quegli atti, "ivi compresa la revoca delle querele e l'espressa rinuncia alla costituzione di parte civile nel procedimento penale intentato dalla Procura di Brindisi relativo al presunto inquinamento dei terreni limitrofi all'asse attrezzato e alla centrale.

Il testo tornerà sul tavolo tecnico domani, 30 agosto, dopo il nulla di fatto di luglio.
Nell'arco di trenta giorni non sembrano esserci state novità, nè da parte di Enel con la modifica dell'accordo, nè da parte dei comitati degli agricoltori ("codiansa" e "agricoltura, ambiente e natura")
che non hanno rinunciato al procedimento penale e non hanno neppure abbandonato l'ipotesi di chiedere il ristoro dei danni.
Non solo patrimoniali ma anche per patologie che ritengono legate all'esposizione alle polveri di carbone.



Fonte:
No al Carbone Brindisi - 29/agosto/2010

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Tratto da Agi Energia.it

(AGI) La GRAN BRETAGNA : PUNTA SU VENTO E GAS PER SOSTITUIRE VECCHIE CENTRALI

(AGI) Londra - La Gran Bretagna per sostituire le vecchie centrali a carbone o nucleari guarda all'eolico e al gas. Sono otto i nuovi progetti in fase avanzata che dovrebbero essere pronti entro un anno. A spingere il governo a puntare sul vento e sul gas anche le preoccupazioni riguardanti le emissioni degli impianti a carbone e i tempi lunghi necessari per costruire una nuova centrale nucleare. .

28 agosto 2010

1)ENERGIA: USA, PER IL CARBONE FORSE MISURE ANTI-INQUINAMENTO2)Dopo l’esposto, due ipotesi di reato e dodici indagati 2)L’Enel non vuole azioni legali

Tratto da Agi News On


ENERGIA: USA, PER IL CARBONE FORSE MISURE ANTI-INQUINAMENTO

New York - L'Epa potrebbe approvare nuove misure anti-inquinamento contro le polveri dal carbone. L'Agenzia Usa per la protezione dell'ambiente avviera' la prossima settimana una fitta serie di audizioni, alla fine delle quali
potrebbe decidere la qualifica di "residui nocivi" per le polveri sottili sprigionate dal carbone utilizzato nella produzione di energia elettrica.
Gli operatori del comparto si oppongono, favorevoli gli ambientalisti.
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Sempre per la serie "Carbone Pulito" basta guardare i volti dei soccorritori e la lunga serie di vittime che continua a mietere

Tratto da Ansa.it

Georgia: esplosione in miniera, 3 morti

Fuga metano forse dovuta a mancate precauzioni


(ANSA)- MOSCA, 28 AGO - L'esplosione di un pozzo nella miniera di carbone di Tkibuli, in Georgia, ha provocato la morte di 3 operai e 7 feriti. Lo dice l'Interfax. Lo scoppio e' avvenuto ieri sera quando nella miniera lavoravano 11 operai. Secondo le prime indagini la fuga di metano potrebbe essere stata causata da mancate precauzioni. Nel marzo scorso nella stessa miniera erano morti quattro minatori.
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Tratto da "Senza colonne"

Dopo l’esposto, due ipotesi di reato e dodici indagati


BRINDISIDue ipotesi di reato dopo l’esposto presentato dagli agricoltori dell’area di Cerano lo scorso anno e dodici indagati: il getto pericoloso di cose (le polveri di carbone) e il danneggiamento (delle coltivazioni e più in generale delle piante). Sotto inchiesta ci sono tutti i dirigenti della società elettrica, tra attuali ed ex: Lorenzo Laricchia, 56 anni, di Bari, responsabile del nastro trasportatore del carbone; Sandro Fontecedro, 65 anni, ex dirigente responsabile di Enel Produzione; Giuseppe Varallo, 48 anni, residente a Brindisi, responsabile del nastro trasportatore; Vittorio Vagliasindi, 54 anni, nato a Catania, dirigente Enel di stanza a Roma; Diego Baio, 51 anni, residente a Galatina, responsabile dell’ufficio Ambiente e sicurezza di Cerano; Antonino Caprarotta ex amministratore delegato di “Enel Produzione”; Calogero Sanfilippo, Luciano Pistillo e Antonino Ascione, tutti e tre ex responsabili dell’unità Business di Brindisi-Cerano, e l’ex capo centrale di Cerano, Vincenzo Putignano.
Indagati anche finiti i brindisini Luca Screti, 40 anni, residente a San Pietro Vernotico, titolare della ditta “Nubile”, e Aldo Cannone, 59 anni, residente nel capoluogo, titolare dell’omonima ditta.
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Tratto da "Senza Colonne"

L’Enel non vuole azioni legali


BRINDISI – Nero su bianco la “condizione” chiesta dall’Enel Produzione per dare il via alla messa in sicurezza e alla bonifica dell’area di Cerano: la società ha chiesto al Comune non solo di rinunciare al processo “Coke”, nato dall’inchiesta sul carbonile scoperto, ritirando la richiesta di risarcimento danni con una provvisionale di cinque milioni di euro, ma di abbandonare qualsiasi azione – presente e futura - legata al funzionamento della centrale, comprese quelle sul piano della giustizia amministrativa.
L’adesione al programma delle bonifiche delineato nei giorni scorsi dal Ministero dell’Ambiente si configura in maniera differente sino ad assumere la natura di un “sì condizionato” al comportamento che l’Amministrazione terrà sul piano legale e che ha già avuto il primo riscontro con la decisione della Giunta di uscire dal processo in cui l’Enel è stata citata come responsabile civile in ragione dei danni per “getto pericoloso di cose”, ipotesi di reato che la Procura ha sostenuto arrivando a chiedere il sequestro del carbonile il 4 marzo 2005 sino a ottenere il rinvio a giudizio di 55 persone. Dai dirigenti della società a quelli di Edipower, la società proprietaria della centrale di brindisi Nord che si appoggiava al carbonile di Cerano, senza tralasciare i “padroncini”.