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06 agosto 2016

Ambientalisti lucani?Inseriti nella relazione del Viminale su sicurezza e criminalità.



Tratto da Il Fatto Quotidiano
Ambientalisti lucani? Problema per l’ordine pubblico: inseriti nella relazione del Viminale su sicurezza e criminalità


Tre associazioni nella lista stilata dal ministero, la cui posizione è confermata da Alfano in visita a Potenza. M5s: "Vicenda gravissima, così si criminalizza il dissenso e si intimoriscono le associazioni e i cittadini che non accettano le scelte contro il loro territorio".

Le associazioni ambientaliste della Basilicata finiscono nella ‘lista nera’ di Angelino Alfano, ossia la relazione annuale del Viminale sullo stato della sicurezza pubblica e sulla criminalità organizzata per l’anno 2014. ......a intervenire è  Piernicola Pedicini, eurodeputato M5s: “È incredibile che delle libere associazioni vengano trattate alla pari di fenomeni malavitosi che nulla hanno a che vedere con la partecipazione dei cittadini – spiega Pedicini a ilfattoquotidiano.it – e la possibilità di protestare ed esprimere il proprio pensiero così come sancito dalla Costituzione italiana”.
LA RELAZIONE SOTTO ACCUSA - A pagina 931 del testo si approfondisce la questione dell’ordine pubblico, facendo riferimento a particolari situazioni di tensione. Per intenderci: dalle vertenze occupazionali fino alle manifestazioni ambientaliste. “È stata attenzionata – si legge nella relazione – la campagna contro le trivellazioni in Basilicata, da tempo al centro dell’impegno di sodalizi d’area ecologista, più volte scesi in piazza con manifestazioni di protesta e iniziative volte a stigmatizzare i conseguenti danni alle falde acquifere e alla salute pubblica”. Tra le associazioni che hanno mostrato maggiore dinamismo si citano ‘NoscorieTrisaia’, ‘Scanziamo le scorie’ e ‘Ola -Organizzazione Lucana Ambientalista’, quest’ultima “particolarmente attiva – si scrive – nel contrastare l’asserito tentativo da parte di Total di estendere il perimetro delle concessioni estrattive anche ad aree del materano”. Il testo spiega, poi, come la mobilitazione abbia trovato nuovo impulso “a seguito delle misure governative emanate nel decreto Sblocca Italia in tema di ricerca gestione e stoccaggio di idrocarburiritenute oltremodo penalizzanti per il territorio e, pertanto, osteggiate anche attraverso la pressante richiesta rivolta alle Istituzioni locali di impugnare davanti alla Corte Costituzionale gli articoli 35, 36, 37 e 38 del provvedimento normativo”.
LE REAZIONI - Il testo ha scatenato una scia di polemiche. ‘....... Il 20 giugno scorso, poi, dopo 10 anni di attività, ha invece annunciato la sospensione delle pubblicazioni e di ogni attività informativa la terza associazione citata nel rapporto, l’Organizzazione Lucana Ambientalistache parla di “una scelta libera, senza condizionamento alcuno”. Le ragioni, però, si possono leggere sulla homepage del sito ufficiale: “Assistiamo da più fronti a costante criminalizzazione e isolamento di chi ha sempre esercitato ed esercita democraticamente il diritto ad informare, nel pieno rispetto dei principi sanciti dalla Costituzione”.
ALFANO: “E’ ORDINE PUBBLICO, NON PROTESTA PACIFICA – “Rispettiamo la scelta della ‘Ola’, ma non possiamo che dolerci della grave perdita subìta dal panorama dell’informazione lucana: tanto e bene ha fatto l’organizzazione nelle sue attività di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali della Basilicata” hanno subito detto i consiglieri M5s Leggieri e Perrino. Poi è arrivata la relazione sullo stato della sicurezza pubblica e sulla criminalità e, qualche giorno fa, la visita istituzionale del ministro nel capoluogo lucano. Dove ha ribadito la sua posizione su quanto contenuto nel documento: “Non parliamo certo di fenomeni pacifici di protesta, che sono tutelati dall’articolo della Costituzione sulla libertà di espressione del pensiero e riconosciuti dalle leggi di pubblica sicurezza, tanto che vengono concessi spazi per le manifestazioni”. Per Alfano, però, quest’ambito è diverso da quello “dell’ordine pubblico, che è quello tracciato e monitorato nella relazione”. 
....... ha replicato Piernicola Pedicini, secondo cui “ha dell’incredibile ed è gravissima e preoccupante la vicenda delle associazioni attenzionate dal ministero dell’Interno per la loro sacrosanta e democratica attività di denuncia e di informazione sulle estrazioni petrolifere, sulla tutela dell’ambiente e della salute pubblica in Basilicata”. ....
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Tratto da Dorsogna

Istat 2015: Basilicata terza regione piu' povera d'Italia. Anche quest'anno niente di nuovo sotto le trivelle

In questi giorni Angelino Alfano decide che le organizzazioni ambentaliste lucane sono un problema per l'ordine pubblico e le inserisce in una "lista nera" in riferimento alla sicurezza pubblica e alla criminalita' organizzata.

Fra i motivi che rendono queste associazioni "cattivissime" la protesta al petrolio. Queste azioni che io personalmente non ho mai visto violente o criminali, vanno avanti da tanti anni e includono marcie, incontri, lettere.  E' anche una protesta che ha sicuramente dato fastidio alla politica di Roma.....

Alfano avra' avuto le sue fonti, i suoi motivi per inserire queste associazioni nella sua lista nera.

Ma se uno allarga un po l'orizzonte, la prospettiva e' un po' diversa. E questo orizzonte basta allargarlo sul rapporto Istat appena pubblicato sulla poverta' in Italia per l'anno 2015: anche quest'anno la Basilicata si scopre ai vertici delle classifica della poverta'......

E' povera nonostante le trivelle abbiano ingoiato buona parte del territorio lucano, nonostante le roboanti promesse di royalties, progesso e sviluppo che l’Istituto Luce non potrebbe far meglio, ........
Una persona su quattro in Basilicata, questo Texas d'Italia, e' povera, caro Angelino Alfano.
Forse invece che criminalizzare chi protesta ci si potrebbe soffermare sulle ragioni della protesta. Perche' i lucani protestano secondo lei? Perche' vedono le loro vite sporche e difficili e senza speranza per colpa delle trivelle mentre invece c'e' chi ci specula sopra. Perche' loro sono poveri mentre ENI e Total pompano veleni nel loro sottosuolo prima e contano i milioni in banca dopo. Perche' in quasi venti anni di petrolio nessuno ha saputo dare loro ascolto, e risposte alle loro legittime richieste di vita sana. Non e' bello. La protesta, che come detto ai miei occhi e' sempre stata pacifica, e' tutto cio' che gli resta. 

Quand'e' che Angelino Alfano creera' una lista nera di chi inquina l'ambiente? Quand'e' che vedremo multe salte a chi ci avvelena? Quand'e' che vedremo ripristini ambientali degni di questo nome? Quand'e' che la gente di Basilicata smettera' di respirare aria avvelenata? Leggi tutto qui



 

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