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24 marzo 2019

Hans Bruyninckx ha definito l’inquinamento atmosferico “un assassino invisibile”..

Tratto da Sardegnasoprattutto
Quei paesi che stanno perdendo la lotta all’inquinamento [di Peter Teffer]
ciminiera
Vox Europe del 7 marzo 2019. Bulgaria, Ungheria, Polonia, Romania, Slovacchia, Spagna e Paesi Bassi “non hanno lavorato a sufficienza  per migliorare la qualità dell’aria”, spiega un rapporto pubblicato lo scorso 30 gennaio.
Si tratta di un lavoro congiunto realizzato dalla Corte dei conti europea, 14 uffici di revisione nazionali e l’ufficio israeliano per la revisione.......
I governi dei paesi analizzati non hanno dato sufficiente importanza al problema dell’inquinamento dell’aria e alle relative conseguenze per la salute dell’uomo, spiega il rapporto......
La Corte dei conti europea, in precedenza, aveva definito l’inquinamento dell’aria come “il più grande rischio ambientale per la salute dei cittadini comunitari”, mentre l’Agenzia europea dell’Ambiente (Aea) lo scorso anno aveva spiegato che nel 2015 circa 391mila persone nell’Unione Europea sono morte prematuramente a causa dell’inquinamento dell’aria, tanto che il direttore dell’Agenzia Hans Bruyninckx ha definito l’inquinamento atmosferico “un assassino invisibile”..
Nonostante i progressi registrati i paesi Ue hanno un ritardo di anni rispetto all’obiettivo di depurare l’aria. La Commissione europea ha il compito di accertarsi che i singoli governi attuino quanto promesso a livello comunitario nella Direttiva sulla qualità aria ambiente adottata nel maggio del 2008.
L’unico strumento legale nelle mani della Commissione è la cosiddetta “procedura d’infrazione”, ovvero una serie di avvertimenti che iniziano con l’invio di lettere e culminano con il deferimento del paese all’Alta Corte di Giustizia Ue in Lussemburgo. Seguendo questa procedura lo scorso maggio la Commissione ha inviato 6 stati europei di fronte alla Corte europea di giustizia.
In ogni caso, dei 7 paesi Ue analizzati, per i quali il rapporto ha stabilito che i singoli governi nazionali non hanno messo in pratica politiche sufficienti, soltanto Ungheria e Romania sono state incluse tra i 6 paesi portati di fronte alla Corte; gli altri 4 paesi interpellati erano Germania, Francia, Regno Unito e Italia. Anche Slovacchia, Repubblica Ceca e Spagna, rimproverate nel rapporto sull’analisi, sono state risparmiate dal deferimento nel maggio 2018.
Per quale motivo? Il commissario europeo all’ambiente, Karmenu Vella, ha fatto sapere che questi  3 paesi avevano annunciato misure per il miglioramento della qualità dell’aria “entro un periodo ragionevolmente breve”.Secondo la maggior istituzione di controllo slovacca, citata nel rapporto, “manca [in Slovacchia] una strategia di ampio respiro per la protezione dell’aria e non esiste un programma nazionale di riduzione delle emissioni”.
Il ministro dell’ambiente di Bratislava, sempre dal rapporto in questione, fa sapere che il il paese sta “preparando una nuova strategia in tema di protezione dell’aria che dovrebbe essere adottato nel 2019”. Riguardo alla Spagna, il rapporto sottolinea che, anche se Madrid ha approvato un Piano di protezione dell’atmosfera e della qualità dell’aria a livello nazionale, “soltanto alcune delle misure sono state implementate”.
L’ufficio di controllo spagnolo, infatti, ha dichiarato che il 62 per cento dei provvedimenti è stato implementato solo parzialmente o non è ancora stato attuato. Il rapporto ricorda anche che ci sono molti esempi di miglioramento in tutta Europa. Ma non è sufficiente.
I risultati dell’audit sollevano dubbi sull’efficacia stessa della procedura d’infrazione della Commissione nel costringere gli Stati membri a rispettare le norme Ue sull’inquinamento atmosferico.Lo scorso novembre la Commissione ha inviato a Repubblica Ceca e Bulgaria le cosiddette lettere di costituzione in mora, invitando i due paesi “ad armonizzare la legislazione nazionale rispetto alla Direttiva sulla Qualità dell’Aria”; una lettera dello stesso genere è stata recapitata al governo belga.
Sempre in novembre, la Commissione ha ricordato alla Bulgaria che la Corte di Giustizia dell’Ue ha già deliberato contro il paese nel 2017 per la mancata applicazione delle norme sull’inquinamento atmosferico: il paese è stato quindi minacciato di essere rinviato, cosa che potrebbe portare a sanzioni pecuniarie. Sono passati otto mesi da quando il commissario UE Vella ha detto alla stampa che la qualità dell’aria della Bulgaria è migliorata dopo la sentenza del tribunale.
All’inizio di gennaio 2019 la Commissione ha inviato a Francia, Grecia e Svezia lettere di costituzione in mora per combattere l’inquinamento atmosferico.
Traduzione di Andrea Torsello

23 marzo 2019

Taranto:DOPO DATI ALLARMANTI SU INQUINAMENTO, CODACONS PRESENTA NUOVO ESPOSTO IN PROCURA

EX ILVA: DOPO DATI ALLARMANTI SU INQUINAMENTO, CODACONS PRESENTA NUOVO ESPOSTO IN PROCURA

CHIESTO IL SEQUESTRO URGENTE DEGLI IMPIANTI A TUTELA DELLA SALUTE DEI CITTADINI E INDAGINI SU VERTICI SOCIETA’

Nuova denuncia del Codacons sull’ex Ilva. Dopo gli allarmanti dati sui livelli di inquinamento raggiunti in città e pubblicati nei giorni scorsi dai mass media, l’associazione ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Taranto in cui si chiede di aprire una nuova indagine disponendo il sequestro degli impianti, e accertare le responsabilità della nuova società.
Si legge nell’esposto del Codacons:
“la scrivente Associazione non può esimersi dal portare all’attenzione dell’intestata Procura quanto appreso dagli organi di stampa circa i preoccupanti livelli di inquinamento che deriverebbero dalla gestione della nuova proprietà della Ex ILVA S.p.A..
Dal raffronto del bimestre gennaio-febbraio 2019 con il corrispondente periodo del 2018, emerge un incremento delle emissioni. Nel dettaglio, gli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) sarebbero cresciuti del 195%, con la concentrazione di benzene salita del 160% e quella dell’idrogeno solforato più che raddoppiata. Il sindaco di Taranto, sulla scorta di tali informazioni e in via precauzionale, ha provveduto alla chiusura di due scuole vicinissime alle collinette ecologiche ex ILVA già sequestrate dalla Procura, trasferendo tutti gli alunni dei due siti in altri siti scolastici, sempre del rione Tamburi”.
L’associazione ha dunque chiesto alla Procura di accertare “se nei fatti esposti siano ravvisabili responsabilità penalmente rilevanti e in particolare:
– ipotesi di reato di cui agli articoli 452-bis e ss. c.p. nonché ogni altra fattispecie che dovesse essere ravvisata ed, in caso affermativo, esperire l’azione penale;
– di considerare l’applicazione, a tutela della salute umana e della salvaguardia dell’ecosistema, del sequestro preventivo degli impianti interessati stante la possibile reiterazione dei reati o l’aggravamento delle conseguenze del reato o ancora l’agevolazione della commissione di altri reati;
– di considerare la responsabilità della nuova compagine societaria ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001”.

22 marzo 2019

Inquinamento atmosferico: l’aria che respiriamo ci ucciderà

Tratto da Torinomedica

Inquinamento atmosferico: l’aria che respiriamo ci ucciderà


Con il passare del tempo si moltiplicano nel mondo enormi catastrofi ambientali che, fino a poco tempo fa, non richiamavano attenzione da parte dell’opinione pubblica. Tra surriscaldamento globale e sovrappopolazione, i nostri motori continuano ancora a pompare emissioni inquinanti e la metà del mondo non ha ancora a disposizione combustibili o tecnologie pulite.
L’aria che respiriamo ogni giorno è pericolosamente inquinata e uccide sette milioni di persone ogni anno. Gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute sono gravi: un terzo delle morti per ictus, cancro ai polmoni e malattie cardiache è dovuto a cause ambientali. Questo ha un effetto equivalente a quello del tabacco da fumo e molto più alto, ad esempio, degli effetti del mangiare troppo sale. Le sostanze dannose presenti nell’aria possono oltrepassare le difese immunitarie dell’organismo e penetrare nelle aree più profonde del sistema respiratorio e circolatorio, arrecando danno a polmoni, cuore e cervello. Le persone con malattie croniche (in particolare malattie cardiorespiratorie), con scarso sostegno sociale e accesso limitato ai servizi medici corrono un grave rischio per la loro salute.
L’inquinamento atmosferico è strettamente connesso al cambiamento del clima e su questi due fattori converge una causa comune, ovvero l’utilizzo di combustibili di origine fossile. Quindi, sforzandoci di migliorare uno dei due fattori, si potrebbe migliorare anche l’altro.
Il fatto di non riuscire a vedere lo smog con i nostri occhi non significa di certo che l’aria sia pulita. In tutto il mondo, sia le città che i villaggi registrano nell’aria inquinanti tossici che superano i valori medi annui raccomandati dalle linee guida della qualità dell’aria dell’OMS. Per aiutare le persone a capire meglio quanto sia inquinata l’aria dove vivono, la campagna Breathe Life della WHO, delle Nazioni Unite e della Climate and Clean Air Coalition ha sviluppato un contatore dell’inquinamento online.
Per smuovere gli animi della comunità globale su questo grave problema, la compagnia Select Car Leasing ha realizzato immagini a dir poco sconcertanti, che mostrano l’aspetto dell’aria se le sostanze inquinanti al suo interno si potessero realmente vedere. Per la realizzazione delle immagini sono stati utilizzati i dati sullo smog risalenti allo scorso anno, tenendo conto anche dell’Indice della Qualità dell’Aria. Ovviamente, città che presentano un minor livello di inquinamento presenteranno un leggero strato di grigio, mentre in primis quelle più grandi e più industrializzate saranno avvolte da una vera e propria nebbia di smog.
Paesi come la Cina – il più grande in via di sviluppo in tutto il mondo e con un’eccezionale crescita economica – analogamente ad altri Paesi con crescente industrializzazione, presenta serissimi problemi ambientali che si aggiungono all’inquinamento atmosferico, come la contaminazione delle acque e il degrado del suolo......
Implementare norme, nazionali e internazionali, che abbraccino la filosofia ecologica in modo da salvaguardare prima di tutto la salute globale, in questo momento è letteralmente di vitale importanza.

21 marzo 2019

Avvocato Matteo Ceruti : Sono stupito che gli enti locali non si siano costituiti parte civile”

Un ‘ immagine tratta da La Stampa oggi in edicola 
Avvocato Matteo Ceruti : Sono stupito che gli enti locali non si siano costituiti parte civile”







20 marzo 2019

Processo Tirreno Power: 50 cittadini contro la centrale

Immagine tratta da Il Secolo XIX di oggi
Tirreno  Power , 50 residenti contro la centrale

Immagine tratta da La Stampa di oggi
Si alla” class action”:cinquanta Vadesi parti civili nel processo a Tirreno Power


19 marzo 2019

Comunicato di Uniti per la Salute Onlus del 19 Marzo 2019

Comunicato di Uniti per la Salute ONLUS 

L'associazione esprime la propria soddisfazione per la decisione del giudice Dott. Giannone  di ammettere come parti civili tutti i soggetti, enti, associazioni e privati, che ne avevano fatto richiesta. ritenendosi danneggiati dal disastro ambientale e sanitario contestato.
Altrettanto positivo è che si sia giunti rapidamente all'apertura del dibattimento per cui già nella prossima udienza verrà sentito il primo testimone della Procura della Repubblica. 
Rimane il rammarico per la decisione di tutti gli enti locali:comuni di Vado e Quiliano, Provincia e Regione di non essere presenti in questo processo così importante per le comunità locali quando al processo si sono costituiti i Ministeri dell' Ambiente e della Salute 

Processo Tirreno Power - intervista avv. Matteo Ceruti di Uniti per la Salute



               Tratto da Re:Common
Processo Vado Ligure : Intervista all’ Avvocato Matteo Ceruti di Uniti per la Salute 

La Stampa:Processo Tirreno Power, 50 abitanti di Vado ammessi come parte civile

 “UNITI PER LA SALUTE ONLUS” AMMESSA COME PARTE CIVILE INSIEME ALLE ALTRE ASSOCIAZIONI.
Tratto da La Stampa

Processo Tirreno Power, 50 abitanti di Vado ammessi come parte civile

Accolte anche le richieste di associazioni ambientaliste, ministero alla Salute e all’Ambiente
SAVONA
Il giudice nel pomeriggio ha sciolto le riserve e accolto la costituzione
di parte civile di una cinquantina di abitanti di Vado Ligure, tutti
 residenti nella cosiddetta «zona di ricaduta» delle emissioni (
secondo l’accusa inquinanti) della centrale. Con loro sono stati
 accolti come parti civili anche Ministero della Salute, l’Accademia 
Kronos, il Codacons, Cittadinanza Attiva, Articolo 32, Adoc 
e le associazioni ambientaliste (Greenpeace, Medicina 
Democratica, Legambiente, Uniti per la Salute, Wwf e Anpana)
e il Ministero dell’Ambiente.

Medico Isde Giovanni Ghirga :"Effetti del carbone sulla salute".


Riportiamo il post del 27 novembre 2014 IL MEDICO ISDE GIOVANNI GHIRGA CI MOSTRA IL CARBONE CREA DANNI  ALLA SALUTE OVUNQUE , A MAGGIOR RAGIONE QUANDO SI CONVIVE CON  UNA CENTRALE POSIZIONATA IN MEZZO ALLE CASE........

"Effetti del carbone sulla salute, Dott. Ghirga"

Effetti del carbone sulla salute, le rinnovabili sinonimo di salute e lavoro

850 milioni di Euro di danni alla salute, 67 sostanze inquinanti immesse nell’ambiente, cancro, arteriosclerosi, alterazioni genetiche, aggressività, lievi lesioni al sistema nervoso e ritardo scolastico per i bambini: queste sono solo alcune delle conseguenze che siamo costretti ad affrontare a causa della presenza di centrali a carbone in Italia. Il dott. Ghirga, medico pediatra, membro del Comitato degli Esperti della Società Internazionale dei Medici per l’Ambiente (ISDE) e referente ISDE per l’Italia della “Health and Environment Alliance”, l’importante organizzazione europea che studia come l’ambiente influisce sulla salute nell’Unione Europea, ci spiega perché il carbone è la fonte di energia più sporca che esista e perché le fonti rinnovabili sono sinonimo di salute e lavoro.

Ringraziamo il Dottor G.Ghirga per le sottostanti  efficacissime slide che focalizzano assai bene le problematiche per la nostra salute  connesse con la combustione del carbone.
Tratto da Slideshare.net

Gli Effetti del Carbone sulla Salute (Giovanni Ghirga)Presentation

  • Gli effetti del carbone sulla salute Giovanni Ghirga
  • Nei 27 paesi della UE i COSTI SANITARI causati dalla combustione del CARBONE per la produzione di energia, ammontano incredibilmente a circa 43 miliardi di euro l’anno. In Italia la spesa è di 857 milioni di euro l’anno. Health and Environment Alliance, 2013.

  • LE CENTRALI A CARBONE emettono 67 sostanze inquinanti. Tra queste, 55 sono note per la loro capacità di interferire patologicamente con lo sviluppo del sistema nervoso (1). Di queste 55, 24 sono sostanze carcinogene dimostrate, possibili o probabili (2). 1) U.S. EPA. 1998. 
  • Le POLVERI FINI PM 2.5 sono l’inquinante più importante prodotto dalla combustione del carbone ed il maggior responsabile della mortalità e della morbilità. Le polveri PM 2.5 sono state recentemente dichiarate carcinogene appartenente al Gruppo 1 (IARC, 2013). 
  • Ricerche effettuate negli USA sulla relazione tra la mortalità della popolazione statunitense ed il materiale particolato in rapporto alla fonte di emissione, hanno dimostrato che le POLVERI FINI EMESSE DALL’USO DEL CARBONE come combustibile, risultano essere quelle più dannose per la salute umana, in quanto strettamente legate all’eccesso di mortalità. 
  • LE POLVERI TOSSICHE Un micron (μm) equivale ad un milionesimo di un metro PM 2.5 Polveri Fini PM 10 Polveri sottili CAPILLARI VENULE Polveri “Ultrafini” Ø dia 0.1 - 0.001 μm Fuliggine Ø dia > 10 μm Giovanni Ghirga
  • La combustione del carbone emette nell’aria soprattutto polveri fini di diametro compreso tra 0.1 – 0.5 μm (pag. 8, col. 2, riga 43) e l’efficacia dei filtri a manica, si riduce sensibilmente per le polveri di diametro < 1 μm (1). PM 0.3 PM 0.5 PM 0.1 PM 0.2 PM 0.3 PM 0.5 1)  La maggior parte del materiale particolato (PM) causato dalla combustione del carbone si forma successivamente alla emissione dei fumi (PM secondario), come conseguenza della condensazione di altri inquinanti emessi in forma gassosa (NOx, SO2) (1).
  • Molti inquinanti come l’arsenico sono veicolati in grande quantità dalle polveri delle stesse dimensioni di quelle emesse dalla combustione del carbone. 
  • Arsenico - Mercurio -  Nichel - Piombo
  • Le polveri fini causano una moltitudine di malattie a carico di vari sistemi ed apparati (cardiocircolatorio, respiratorio, ecc.). Il danno può avvenire in modo acuto già poche ore dopo l’esposizione ad alti livelli, oppure in seguito ad una esposizione cronica. Non esiste un livello di polveri fini che non sia comunque associato a danni alla salute. 
  • Numerosi inquinanti come arsenico (As), mercurio (Hg) e diossine, emessi nell’ambiente attraverso la combustione del CARBONE, dei rifiuti e da altre attività antropiche, possono interferire con il sistema endocrino e causare un ampio spettro di problemi di apprendimento e di sviluppo (sessualità precoce, riduzione della fertilità maschile, ecc.) 
  • As, Pb, Hg, Cd, Ni, Mg, Fl, diossine e numerosi altri inquinanti emessi nell’ambiente attraverso la combustione del CARBONE, dei rifiuti e da altre attività antropiche possono causare, anche a dosi estremamente basse, danni al sistema nervoso in via di sviluppo che si possono manifestare con riduzione dell’attenzione, lieve incoordinazione dei movimenti, turbe del linguaggio, aggressività, riduzione del quoziente intellettivo, turbe della sfera emotiva e riduzione della performance scolastica. Il cervello di milioni di bambini continua a ricevere un danno. Le loro menti sono la risorsa più preziosa per la società.
  • Arsenico, mercurio, piombo, diossine e numerosi altri inquinanti emessi nell’ambiente attraverso la combustione del CARBONE, dei rifiuti e da altre attività antropiche, hanno la capacità di modificare l’espressione genetica, vale a dire la funzionalità o meno di determinati geni. Tale modifica può «predisporre» ad una malattia cronica come il diabete, l’arteriosclerosi ed il cancro, che può manifestarsi decine e decine di anni dopo ed essere trasmessa alle generazioni successive.
  • In Italia il 62 % delle polveri fini PM 2.5 è legato alla al ciclo della produzione di energia da combustibili fossili. EEA Air Pollution 2013. PM 2.5 il 62 % da ENERGIA (ciclo produzione) 
  • TERNA una potenza totale di circa 120 GW contro una richiesta massima storica di circa 56,8 GW 
  • Riscaldamento Terrestre: «Il Peggior Nemico è il Carbone»  La combustione del carbone emette nell’aria circa il doppio di anidride carbonica (CO2), per unità di energia, del gas naturale; la combustione dell’olio, invece, sempre come emissione di CO2, si colloca fra il carbone ed il gas. La combustione del carbone provoca emissioni di materiale particolato PM 2.5 che rappresentano un’altra causa molto importante del riscaldamento terrestre. 

                                                                                               E POI...... NELLE SOTTOSTANTI IMMAGINI :                     la collocazione della centrale a carbone Tirreno Power chiamata CENTRALE IN CITTA' per  la sua particolare ubicazione , posizionata tra  le aree residenziali di Vado Ligure e Quiliano, dove vi è già una situazione ambientale e sanitaria problematica , come  già accertato dai risultati delle recenti indagini svolte dalla Procura della Repubblica di Savona  .
                                
  •  Terminiamo con l'immagine,tratta dal nostro post  del gennaio 2011......

17 marzo 2019

L’ inquinamento che in tutto il mondo uccide i bambini.

Tratto da National Geographic.it

L’inquinamento che uccide i bambini 

Secondo un rapporto dell'OMS, nel mondo 1,7 milioni di morti sotto i cinque anni sono dovute alla scarsa qualità dell'ambiente, specie nei paesi in via di sviluppo.
Nel mondo ogni anno l'inquinamento uccide almeno 1 milione e 700 mila bambini sotto i cinque anni: si tratta di un quarto di tutte le morti infantili. Ad affermarlo è un rapporto appena pubblicato dall'Organizzazione mondiale della Sanità. 

In particolare, 570.000 bambini muoiono di infezioni respiratorie come la polmonite, attribuibili all'inquinamento dell'aria dentro e fuori casa, ai fumi tossici delle cucine, al fumo passivo di sigaretta. 361.000 sono i morti di diarrea, causata dallo scarso accesso all'acqua potabile e dalle cattive condizioni igieniche; 200 mila quelli di malaria, anch'essa evitabile da misure per il miglioramento dell'ambiente, come la bonifica dei siti di riproduzione delle zanzare; 200 mila bambini infine muoiono in incidenti - avvelenamento, cadute,  annegamento - anch'essi attribuibili alle condizioni ambientali. 
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I paesi in cui l'aria è più inquinata sono quelli in via di sviluppo: già nel 2014 uno studio dell'OMS aveva  svelato che in quei paesi il 98 per cento delle città con più di 100 mila abitanti non fornisce aria sufficientemente pulita. È Delhi, in India, la città più inquinata del mondo

"Un ambiente inquinato è potenzialmente mortale, soprattutto per i bambini", ha dichiarato Margaret Chan, direttore generale dell'OMS, in un comunicato stampa. "Gli organi e il sistema immunitario ancora in formazione, il corpo più piccolo, le vie aeree immature, li rendono particolarmente vulnerabili ad acqua e aria contaminate". 

Inoltre, le donne che durante la gravidanza entrano in contatto con condizioni ambientali non sicure hanno maggiori probabilità di partorire bimbi prematuri. Secondo il rapporto sono 270,000 i bimbi che soccombono all'inquinamento prima di compiere un mese di vita. 

Altri rischi per i più giovani vengono dallo smaltimento scorretto delle apparecchiature elettroniche, che può liberare nell'ambiente piombo, arsenico e altre sostanze tossiche che provocano ritardi nello sviluppo mentale e aumentano il rischio di cancro. Si stima che nel 2018 il totale dei rifiuti elettronici non smaltiti correttamente aumenterà del 19 per cento rispetto al 2014, raggiungendo i 50 milioni di tonnellate. 

Per migliorare le condizioni di vita dei bambini del mondo, l'OMS ha fatto una serie di raccomandazioni, tra cui l'inasprimento delle norme di sicurezza per le industrie, il divieto di usare materiali tossici come le vernici al piombo, la reduzione dei pesticidi in agricoltura, e più in generale il miglioramento delle condizioni sanitarie. 

"Qualunque investimento fatto per rimuovere i rischi ambientali, ad esempio per migliorare la qualità dell'acqua o per usare combustibili meno inquinanti, si tradurrà in giganteschi effetti positivi per la salute", dice Maria Nara, direttrice del Dipartimento per la Salute pubblica dell'OMS. Tra i Sustainable Development Goals - gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile fissati dall'ONU - compare anche l'eliminazione di tutte le morti evitabili di bambini sotto i cinque anni entro il 2030.

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15 marzo 2019

Clima, dai medici Isde :"allarme rosso per Italia"per i cambiamenti climatici

Tratto da Adnkronos

Clima, dai medici Isde "allarme rosso per Italia"

"Il nostro Paese è fra quelli più a rischio", avverte il vice presidente dei camici bianchi per l'ambiente che lancia una proposta: "Unire i ministeri Salute e Ambiente"



Gli effetti dei cambiamenti climatici sull'Italia "devono far scattare un allarme rosso, perché il nostro Paese è uno di quelli più a rischio. Abbiamo già il record in Ue per la mortalità dovuta all'inquinamento atmosferico, 80-90 mila decessi l'anno, e la nostra posizione geografica agevola i processi di desertificazione e l'arrivo di patologie infettive tipiche delle regioni Sub Sahariane. Non c'è più tempo, occorre agire e farlo subito per fermare l'innalzamento delle temperature". A parlare all'AdnKronos Salute è Ferdinando Laghi, vice presidente dell'Isde Italia, Associazione medici per l'ambiente, e presidente eletto dell'Isde International. L'Isde ha aderito al 'Fridays for Future' e oggi è scesa in in piazza con gli studenti italiani.

A fine 2018 l'Isde ha pubblicato il position paper 'Cambiamenti climatici, salute, agricoltura e alimentazione'. Nel documento si evidenzia come, "in un contesto internazionale, l'Italia subisce le maggiori conseguenze in termini di mortalità giornaliera correlata a elevate temperature, seppure con ampia variabilità urbana, con effetti negativi più evidenti nelle grandi città (Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli), al meridione e durante i mesi estivi".

"L'incremento in frequenza e intensità delle ondate di calore, associate al progressivo invecchiamento della popolazione, avranno in futuro un significativo impatto sanitario - ricorda il documento - Nell'estate del 2015 si è registrato un incremento del 13% dei decessi attribuibili alle elevate temperature nella popolazione italiana di età superiore ai 65 anni".

L'innalzamento delle temperature ha effetti enormi sulla salute, evidenziano i medici per l'ambiente. "Le patologie, principalmente cardiovascolari e respiratorie, ma anche del periodo perinatale, metaboliche e cronico-degenerative, sono correlate agli inquinanti atmosferici - evidenzia il position paper - le cui concentrazioni sono strettamente dipendenti dall'utilizzo di combustibili fossili usati per la climatizzazione degli edifici (per esempio ossidi di azoto e carbonio) e dalla formazione di inquinanti secondari (soprattutto particolato secondario e ozono) prodotti dal traffico motorizzato".

Poi ci sono effetti negativi sulla salubrità degli alimenti, come conseguenza dei cambiamenti climatici sull'agricoltura, sugli allevamenti, sulla distribuzione delle specie animali. "La contaminazione della catena alimentare con sostanze chimiche tossiche può derivare sia dall'utilizzo di pesticidi come tentativo di correggere la ridotta produttività agricola che dalla contaminazione del suolo in aree interne (in particolare da Pcb e diossine) in seguito a fenomeni alluvionali - avverte l'Isde - La contaminazione del suolo può derivare dalla mobilizzazione di sedimenti fluviali e di aree terrestri contaminate (ad esempio aree industriali, discariche) con successivo deposito di sostanze tossiche nelle aree alluvionate".

L'Isde vuole "sensibilizzare le coscienze sul futuro ambientale del nostro pianeta - ricorda Laghi - e smuovere i decisori politici nazionali e internazionali affinché prendano al più presto provvedimenti chiari e radicali. E' questo anche lo scopo di 'Fridays for Future', un movimento mondiale formato da giovani e studenti, nato dall'impegno della ragazza svedese Greta Thunberg. Dovremmo tutti iniziare a guardare la realtà attraverso gli occhiali dei cambiamenti climatici, ponendo questo tema in cima alla lista di priorità delle nostre agende, in qualunque settore operiamo, in primis la politica".

LA PROPOSTA: "UN SOLO MINISTERO SALUTE-AMBIENTE" - "Un unico ministero che unisca Ambiente e Salute", per affrontare al meglio le conseguenze dei cambiamenti climatici che vendono l'Italia in prima linea. Laghi lancia questa proposta perché "c'è una cosa che oggi come Isde vorremo sottolineare: è che una differenziazione tra i ministeri dell'Ambiente e della Salute non ha più senso: le due cose sono esattamente correlate e devono marciare insieme".

Allarme rosso per il Clima.Gli scienziati Onu: investire $22mila miliardi per risparmiarne 54mila

Tratto da Valori


Mentre i ragazzi scioperano per il clima,
il Programma ONU sull'ambiente calcola:
intervenire farà risparmiare miliardi e salverà
milioni di vite umane           
                     Di Corrado Fontana



La sede dell'UNEP a Nairobi (Kenya)
È scattato il medesimo allarme rosso per il clima, la salute e
la sicurezza alimentare: «danni causati al pianeta sono così importanti che, se non verranno prese delle misure urgenti,
la salute delle popolazioni verrà sottoposta a minacce 
crescenti». Parole chiare e, soprattutto, supportate dalla
 rigorosa analisi sviluppata da 250 scienziati ed esperti provenienti da oltre 70 Paesi.
Questo è il senso del Global Enviroment Outlook (GEO6) pubblicato dall’Onu alla fine di uno studio durato 5 anni. Una
sortadi documento definitivo, dell’ora o mai più, presentato a
 Nairobi alla United Nations environment assembly, forum
 ambientale di massimo livello, di fronte ai ministri dell’Ambiente
di tutto il mondo. Cioè di fronte ai decisori politici che hanno
 il potere di  imprimere la necessaria e ormai ineluttabile
 iniezione di finanziamenti alla lotta contro gli effetti del cambiamento climatico in corso.



Relazione tra la salute del Pianeta e quella della società umana – FONTE: Global Environmental Outlook GEO6, Onu, marzo 2019

Di più. Nell’ampio rapporto si sviluppa un’indagine omnicomprensiva in grado di mettere in relazione aspetti climatici ed ecologici, economici e sociali, di sicurezza alimentare e occupazionale, con un’evidenza dei meccanismi di causa-effetto su cui chiudere gli occhi sarebbe un crimine contro l’umanità. Mentre incombe l’avvicinamento ad un punto in cui certi fenomeni saranno irreversibili.

Contrasto al cambiamento del clima: 22mila miliardi o una catastrofe sanitaria

Certo, se siamo giunti a lanciare gli ultimatum, non possiamo aspettarci che la soluzione della sfida climatica, prospettata già nell’Accordo di Parigi del 2015, sia a costo zero.
Ma è pur vero che, se stiamo a guardare uno dei capitoli più preoccupanti, quello dei rischi per la salute umana, dal raggiungimento del traguardo climatico di mantenere il surriscaldamento globale entro i 2 °C avremo un beneficio finanziario netto. Quanto? Un risparmio di ben 32 trilioni di dollari 
di spesa sanitaria aggiuntiva, rispetto ai 54 trilioni previsti se non investiamo nelle politiche globali di contrasto al climate change “solo” 22 trilioni di dollari........

Cifre impressionanti per quel che riguarda le loro dimensioni, ma che non risultano affatto “fredde”, dal momento che dietro si nascondono sofferenze per milioni di persone.
Basti pensare alla relazione tra cambiamenti climatici e inquinamento, alla quale viene attribuito il 25% di morti e malattie sulla Terra, concentrate soprattutto nei Paesi in via di sviluppo e nelle porzioni di popolazione più vulnerabili sul piano economico e sociale. Parliamo di 9 milioni di decessi nel 2015.
Sotto accusa finiscono in particolare gli inquinanti nei sistemi di acqua dolce. Nella maggior parte delle regioni del mondo la qualità dell’acqua è infatti peggiorata dal 1990, a causa di inquinamento organico e chimico. Un deterioramento è stato causato da agenti patogeni, pesticidi, sedimenti, metalli pesanti, plastica e microplastiche, inquinanti organici persistenti.
Fenomeni complessi in cui rientra ad esempio l’abuso di antibiotici, specialmente negli allevamenti intensivi. Proprio a questi ultimi è stata spesso connessa una crescita della resistenza antimicrobica, che potrà diventare una delle principali cause di morte entro il 2050. Ma non va trascurato il sempre più studiato inquinamento da interferenti endocrini, sostanze che avranno un impatto sulla fertilità maschile e femminile così come sul neurosviluppo dei bambini.

Dall’inquinamento un decesso su quattro: l’aria che respiriamo

Tuttavia, secondo gli scienziati dell’Onu, «il più grande rischio ambientale per la salute è l’inquinamento atmosferico». In uno scenario business-as-usual (cioè se non cambia qualcosa\) si prevede che continuerà ad avere effetti negativi significativi. Con studi che stimano tra 4,5 milioni e 7 milioni di morti premature entro la metà del secolo.....
Al contrario, raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, fissati dalle Nazioni unite (i famosi Sustainable Development Goal) a proposito della fame, dell’accesso all’acqua potabile, a servizi igienico-sanitari e a moderni sistemi di fornitura dell’energia, porterebbe vantaggi enormi. Consentirebbe, ad esempio, di ridurre di 400mila unità l’anno entro il 2030 la mortalità nei bambini sotto i 5 anni legata a malnutrizione, diarrea e infezioni respiratorie....

Basta fonti fossili

E infine, ça va sans dire, è imprescindibile una «graduale eliminazione dell’uso di combustibili fossili», puntando quindi su quelli a basse emissioni di gas climalteranti e sulle bioenergie sostenibili. Risorse disponibili e clima non reggerebbero infatti un consumo globale di energia che la stima peggiore sostiene aumenterà del 63% nel periodo 2014-2040. Un consumo dovuto in misura sempre maggiore a Paesi con economie in crescita e dipendenti da fonti energetiche sporche.

Mongolia, l’inquinamento divide le famiglie.

Tratto da Asianews
Mongolia, l’inquinamento divide le famiglie.
I bambini respirano solo nelle steppe

I minori sono più a rischio perché il loro respiro è più veloce e incamerano una maggiore quantità d’aria nei polmoni. Le polveri sottili vengono anche assorbite dal sangue e dalla placenta, danneggiando il feto.

Ulaan Baatar (AsiaNews) – I bambini tornano a vivere nelle steppe dai nonni e i genitori rimangono in città per lavorare: è quanto accade sempre di più a Ulaan Baatar, capitale della Mongolia, dove l’aria è diventata talmente irrespirabile che i bambini stanno sviluppando gravi problemi respiratori che mettono a rischio la loro salute.

I bambini sono la categoria più affetta dalle patologie legate allo smog perché il loro respiro è più veloce rispetto a quello degli adulti; anche la bassa statura è una delle cause, perché le polveri tossiche sono dense e si concentrano a pochi centimetri dal terreno. Per questo tanti genitori hanno iniziato a lasciare i piccoli da parenti e amici nelle campagne, dove l’aria è pulita. Essi sono anche disposti a non vederli crescere – se non per qualche ora a settimana – pur di salvar loro la vita.

In base agli ultimi rilevamenti sulla qualità dell’aria, la capitale della Mongolia risulta tra le maggiori città inquinate al mondo, insieme a Delhi, Dhaka e Pechino. A gennaio il livello di polveri sottili PM 2.5 ha raggiunto i 3.320, cioè 133 volte in più rispetto ai limiti fissati dall’Organizzazione mondiale della sanità. Il principale responsabile dello smog è il carbone utilizzato per riscaldare le case e le ger (la tipica tenda mongola).

L’inquinamento eccessivo provoca non solo difficoltà di respirazione, ma anche danni permanenti agli organi interni in fase di crescita, come reni e polmoni. I rischi valgono anche per i feti nell’utero materno, dato che le particelle sottili riescono ad essere assorbite dal sangue e dalla placenta. Questo aumenta il rischio di aborti, neonati sottopeso e disabilità.

Le ultime ricerche effettuate dai medici delineano uno scenario ancora più grave: l’inquinamento atmosferico provocherebbe il diabete infantile e malattie cardiovascolari. Questi ultimi, a loro volta, sono tra le cause della leucemia e dei disturbi del comportamento.

OGGI FRIDAYS FOR FUTURE :Mobilitazione planetaria.

     
          OGGI FRIDAYS FOR FUTURE .
MOBILITIAMOCI PER SALVARE IL PIANETA E PER SALVARE LA NOSTRA STESSA SOPPRAVVIVENZA .

UNITI PER LA SALUTE ONLUS
 ADERISCE  A FRIDAYS FOR FUTURE .

Tratto da Facebook di Luca Mercalli :
Mai tante crisi tutte insieme: clima, ambiente, energia, risorse naturali, cibo, rifiuti, economia. 
Eppure la minaccia della catastrofe non fa paura a nessuno. 
Come fare? Ci vuole una nuova intelligenza collettiva. 

Stop a dibattiti tra politici disinformati o in conflitto d’interessi. Se aspettiamo loro sarà troppo tardi, se ci arrangiamo da soli sarà troppo poco, ma se lavoriamo insieme possiamo davvero cambiare.

Il cambiamento deve partire dalle nostre case (più coibentate), dalle nostre abitudini, più sane e economiche: dal consumo d’acqua, ai trasporti, dai rifiuti alle energie rinnovabili e allo stop al carbone, dall’orto all’impegno civile!!