13 luglio 2009

2009/07/12 "Carbone e nucleare: la rivoluzione verde italiana........"

Tratto da "Blogolandia":Adria

Carbone e nucleare: la rivoluzione verde italiana..............

Enel investe nel carbone e il governo vuole il nucleare: il futuro energetico italiano e’ improntato a queste due scelte.

3587549719_39435f3d64_m.jpgLimitare la CO2 a 450 parti per milione, per limitare a due gradi l’aumento medio della temperatura. Questo è l’obiettivo universalmente riconosciuto per evitare aumenti maggiori della temperatura media, che avrebbero effetti che non sappiamo prevedere.

Anche l’Agenzia Internazionale per l’Energia non vede altre soluzioni e sprona i governi ad agire subito”De-carbonizzare il settore della generazione è un tema politico chiave, i politici devono focalizzarsi su di esso. La prima priorità è l’efficienza energetica perché offre il maggior rapporto costi-benefici, e poi de-carbonizzare la generazione elettrica e con l’energia elettrica far funzionare le automobili.”, queste le parole del direttore esecutivo, Nobuo Tanaka. (16 marzo 2009 EWEC Marsiglia).

Ma stimolare le imprese elettriche ad investire nelle rinnovabili non è facile, la verità è che parliamo di imprese che hanno come obiettivo quello di generare valore per gli azionisti, e le fonti fossili rimangono le meno costose da bruciare per produrre corrente. Generare rendite immediate non collima col fare investimenti per il domani.

Sino a che non si contabilizzeranno i danni ambientali a loro associati, non ci sara’ scampo. Per questo molti insistono che non servono pacchetti di stimolo, ovvero soldi pubblici, ma serve una carbon tax che stabilisca un costo della CO2 prodotta stimolando il “mercato” ad orientarsi verso la generazione verde.

E’ la ricetta che la Svezia, nuova presidente di turno dell’Unione Europea, vorrebbe proporre agli altri 26 stati membri, una tassa che sperimenta da anni, “che castiga chi si ostina a inquinare, mentre stimola gli altri a diventare sempre piu’ verdi” (Corsera 30 giungo 2009).

La Svezia trarra’ il 50% della sua energia da fonti rinnovabili entro il 2020 (non il 20%, obiettivo Ue o il 17%, obiettivo italiano), dal 1970 ha gia’ tagliato le emissioni del 40% godendo contemporaneamente di una crescita economica del 100%, smentendo coi fatti chi sostiene che sia impossibile crescere puntando sulla green economy.

Da noi invece si continua ad investire sulle vecchie fonti fossili.

Spulciando il bilancio 2008 di Enel, nel perimetro italiano dell’azienda, quello che ci riguarda come paese, possiamo leggere che sul fronte della potenza efficiente installata (quella misurata ai morsetti di uscita di una centrale, per intenderci), nel termoelettrico abbiamo aumentato la quota alimentata a carbone (+12,4% ovvero i 616 MW del primo gruppo della centrale di Torrevaldaliga), nelle rinnovabili c’e’ da registrare un misero aumento di 70 MW, 47 eolici, il resto idroelettrico, dunque 616 a 70, una partita senza storia.

Guardando la corrente prodotta i dati si invertono solo perche’ l’anno e’ stato generoso di precipitazione e l’idroelettrico e’ andato a gonfie vele: + 4,7 GWh, è tutta qui la crescita di produzione rinnovabile di Enel Italia.

Venendo ai combustibili, sempre nel perimetro Italia, la spesa 2008 e’ stata pari a 7, 397 miliardi di euro: 646 milioni in olio combustibile, 1..282 per il gas e ben 5.179 per il carbone (+1.401% rispetto all’anno precedente).

Guardando i combustibili bruciati, equivalenti in totale a 14,1 Mtep, prevale il carbone (49,2%), segue col 40,1% il metano e col 9,8 il petrolio (olio combustibile).

Un mix che non cambia di molto guardando i perimetri esteri, considerando Slovacchia, Bulgaria e Russia abbiamo: carbone 59,7%, gas 38,5%, petrolio 0,8%. Endesa (l’ultima grande acquisizione estera) conferma il primato del carbone (51,5%) seguito da gas (32,8) e petrolio (15,4%).

Il carbone appare dunque la fonte principale sia all’estero che in Italia, dove nel 2008 ne sono state consumate 11,7 milioni di tonnellate e in questo 2009 ne consumeremo di più perché a giugno è stato accesa la prima caldaia di Torrevaldaliga, nel Lazio, che a regime consumera’ 210 tonnellate di carbone all’ora, ovvero 1 milione e 600 mila l’anno. Gli altri due gruppi entreranno in funzione a fine anno e all’inizio del 2010, anno in cui questa centrale da sola brucera’ 4 milioni e mezzo di tonnellate di carbone. E non è finita qui, visto che l’altro giorno il Veneto ha dato l’ok alla conversione da olio combustibile a carbone della centrale di Porto Tolle, dove l’Enel prevede di riprodurre il modello Torrevaldaliga.

Il veloce avvio dei nuovi investimenti nelle centrali a carbone porterebbero alla creazione di migliaia di posti di lavoro, garantirebbe un miglioramento delle performance ambientali ed eviterebbe la delocalizzazione all’estero di progetti già programmati in Italia”(n.b. il condizionale è d'obbligo.....): così recitano le campagne mediatiche (La Stampa 22 giugno 2009) per convincere che carbone è bello e nuovo...................

Infine gli investimenti: nel 2008 sono stati 887 milioni di euro, 849 dei quali negli impianti di produzione dove fonti fossili battono rinnovabili 733 a 116, 91 dei quali destinati a rifacimenti e manutenzioni del settore idroelettrico e solo 25 per impianti con fonti energetiche innovative.

Di questo comportamento c’è poco da stupirsi, il mix produttivo è determinato in base alla “leadership di costo”, non da parametri ambientali. Ma l’energia non è un business qualunque, il clima non è un affare banale ed i governi devono evitare quell’atteggiamento di disinteresse che in ambito finanziario ha generato la crisi che tutti stiamo vivendo.

Peccato che la ricetta del nostro governo in tema di energia sia il nucleare.

L’altro ieri la Camera ha approvato la terza lettura del DDL denominato “Sviluppo” che contiene le norme per il ritorno del nucleare in Italia. Ora passera’ nuovamente al Senato, dopodiché il governo avra’ sei mesi di tempo per scrivere le regole per la scelta dei siti dove costruire le centrali, creare la nuova agenzia per la sicurezza, stabilire le regole per lo stoccaggio dei rifiuti nucleari e le misure compensative per “corrompere” i comuni destinati ad ospitare i nuovi impianti. In sostanza il ddl è un mandato senza limiti che viene conferito al governo per costruire centrali nucleari a costo di militarizzare i siti.

Una scelta errata per un tema così delicato. Evitando il confronto con il paese si è scelto la via facile ma non la piu’ efficace. Come sanno bene gli stessi nuclearisti convinti della bonta’ delle loro proposte, il ritorno in Italia del nucleare puo’ avvenire solo con l’appoggio dei cittadini perche’ troppo ingenti sono gli investimenti necessari ed il loro costo aumenta se manca la sicurezza che non ci siano possibilita’ di intoppi autorizzativi o di ostilità da parte delle popolazioni.

Al momento i siti possibili per costruire i nuovi EPR (il modello francese adottato dall’Enel) sono solo sulla costa, troppo poca l’acqua assicurata dai fiumi, il nucleare e’ molto esoso di acqua, per ogni Kwh prodotto servono 3,2 litri (negli impianti slovacchi) e addirittura 49, 8 in quelli spagnoli, controllati da Enel. Montalto di Castro nel Lazio, Veneto, Friuli, Puglia, Molise e Sicilia sono i candidati per un mega impianto che potrebbe addirittura accorpare tutti e quattro i reattori ipotizzati.

-Roberto Meregalli

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Tratto da "Uno Notizie"

VIDEO IN PRIMO PIANO

  • CENTRALE A CARBONE, APPELLO DA BRINDISI A CIVITAVECCHIA 1^ PARTE

  • Un filmato girato dai cittadini a Brindisi, dove è stata realizzata una centrale a carbone simile a quella in costruzione a Torre Valdalica, ad un passo dal confine fra Civitavecchia e Tarquinia,...

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    Per una miglior informazione sul Nucleare un interessante articolo

    Tratto da" Next Ville "energie rinnovabili ed efficienza energetica

    6 Luglio 2009
    Ddl sviluppo, cominciamo dal nucleare di "Anna Bruno "

    Il Ddl sviluppo (attualmente 1441-ter-B) ha terminato il 1° luglio il terzo passaggio parlamentare e torna al Senato in quarta lettura. Seppure non definitivo, il testo non dovrebbe subire ulteriori cambiamenti significativi. segue»

    Tratto da "Qualenergia"

    Documento
    Per Confindustria le rinnovabili sono un peso
    Il Tavolo della Domanda di Confindustria dice che il prezzo che consumatori e aziende pagano per gli incentivi alle fonti pulite è un peso per il Paese. Ma, ribatte Aper, costerebbe molto di più non investirvi e si perderebbe anche una grande opportunità. Secondo il CER gli obiettivi 2020 possono far crescere l'economia di oltre 7 punti di Pil.Leggi tutto

    Terminiamo apportando alcune aggiunte alla conclusione dell'articolo :

    Forse l'organizzazione degli industriali italiani dovrebbe iniziare a ragione sul lungo termine anziché sul brevissimo e considerare gli interessi del sistema-paese( ci auspichiamo anche gli interessi dei consumatori che hanno ancor prima dei diritti come cittadini ) e non solo quelli di alcuni comparti produttivi.(Industrie energetiche in primis)

    2009/07/13"LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI BARAK OBAMA"


    Inviato da ricercatori.ispra 12/07/2009 -

    Signor Presidente,

    Nei giorni del G8 Lei ha giocato un ruolo determinante rispetto al problema dei mutamenti climatici e della tutela dell’ambiente. Pensiamo che questa sia l’occasione per porLe una questione che riteniamo fondamentale per l'umanità: la ricerca pubblica ambientale.
    Signor Presidente, la sua elezione ha suscitato nel mondo molte aspettative.

    Lei è stato visto come un leader capace di dire al proprio paese e al mondo intero che dai terribili problemi del pianeta si esce solo tutti assieme.
    Noi siamo un gruppo di ricercatori fortemente motivati che svolgono il loro lavoro con dedizione e professionalità dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) un ente vigilato dal Ministero dell’Ambiente italiano.


    Il 30 giugno di quest’anno a 200 tra ricercatori, tecnici e amministrativi non sono stati rinnovati i contratti con enorme danno per le attività di ricerca presenti e future, mentre altri 200 lavoratori perderanno il proprio lavoro a dicembre.
    E’evidente che il taglio di ricercatori e tecnici graverà pesantemente non solo sulle attività dell’Ispra ma anzitutto sulla qualità dell’ambiente nel nostro paese, il quale rischierà di perdere il ruolo di primo piano nella ricerca ambientale, conquistato negli anni attraverso l’autorevolezza e l’alto livello del personale anche precario. L’Italia vedrà così ulteriormente vanificato quel patrimonio di conoscenze che ha faticosamente costruito nel tempo, comportando un danno ai cittadini e alle future generazioni.

    Crediamo che la ricerca scientifica sia tra le fondamenta del futuro della nazione, ed il futuro di una nazione è affare anche e soprattutto dei suoi cittadini.
    Le inviamo la lettera aperta al Ministro dell’ambiente italiano Stefania Prestigiacomo che speriamo lei possa sottoscrivere e di cui farsi portavoce presso il governo italiano, vista la sua grande sensibilità per i temi ambientali e il grande peso che il suo interessamento può avere anche nei confronti dei nostri rappresentanti.
    Abbiamo autoprodotto un video che troverà sul sito www.nonsparateallaricerca.org dove è anche possibile firmare la petizione.

    Certi del suo interessamento

    L’assemblea dei Precari dell’ISPRA

    12 luglio 2009

    2009/07/13 "Solare termodinamico, è il momento dell'Italia""......PROGETTO DESERTEC:Come il sole del Sahara riunisce l'Europa e l'Africa"

    FORSE ANCHE PER L'ITALIA COMINCIA AD USCIRE,DALLE NUVOLE, QUALCHE RAGGIO DI SOLE.Speriamo .........che vada a buon fine.....

    25 Giugno 2009
    Solare termodinamico, è il momento dell'Italia
    (Filippo Franchetto)

    La prima centrale solare termodinamica italiana verrà realizzata in Lazio, e più precisamente in provincia di Latina.
    L’accordo per la costruzione dell’impianto, da 25-30 megawatt di potenza, è stato raggiunto il 22 giugno con la firma di un Protocollo tra Regione Lazio, Enea e Confindustria Lazio.

    Il famoso progetto Archimede di Priolo, sviluppato in questi anni grazie ad una collaborazione tra Enel ed Enea, ha rappresentato il progetto pilota indispensabile per testare l’affidabilità di una tecnologia, brevettata dall’Enea e fortemente voluta dal premio nobel Carlo Rubbia, che oggi sembra matura per concretizzarsi nel primo vero impianto commerciale.

    Enea e Confindustria Lazio realizzeranno entro tre mesi uno studio di fattibilità, nel quale verranno definiti tutti i dettagli tecnico-economici del progetto. L’investimento per l’impianto di Latina, che occuperà un’area di circa 100 ettari (pari a una superficie di un km per un km), è stimato in 150 milioni di euro. I tempi stimati per la costruzione e l’avvio della centrale sono di due-tre anni. Parte del finanziamento iniziale verrà da fondi regionali e Por (Programmi Operativi Regionali), ma nell’iniziativa verranno coinvolti anche imprenditori e banche. Si attendono infatti importanti ricadute economiche e occupazionali per tutta la regione, anche sulla spinta della realizzazione – tuttora in corso – della centrale fotovoltaica di Montalto di Castro (VT), che con 24 megawatt sarà l’impianto fotovoltaico più grande d’Italia.

    Si tratta dei primi importanti passi verso una riconversione verde dell’economia, : “la nuova centrale solare termodinamica di Latina, se andrà a buon fine, contribuirà al raggiungimento dell'obiettivo del 20% di energie rinnovabili al 2020, data per la quale il settore della green economy potrà produrre oltre 18 mila nuovi posti di lavoro nel Lazio”.

    Marrazzo sottolinea come la regione Lazio, che oggi presenta bassissimi livelli di penetrazione delle rinnovabili, con questi due nuovi impianti e con l’inarrestabile crescita del fotovoltaico potrà passare dagli attuali 35 megawatt a ben 600 megawatt di tecnologie solari installate nel 2010.

    Dal buon esito del progetto di Latina, dipenderanno probabilmente anche le sorti della tecnologia solare termodinamica sviluppata e brevettata dall’Enea in partnership con centri di ricerca e industrie italiane. Sebbene esistano in tutto il mondo impianti con collettori parabolici lineari, molto simili a quelli progettati per Latina, il brevetto italiano presenta alcune peculiarità. Da segnalare in particolare l’utilizzo di sali fusi come fluido termovettore al posto dell’olio minerale normalmente impiegato in questi impianti. Il vantaggio dei sali fusi sta nella loro capacità di raggiungere temperature di 550° C (contro i 390 °C dell’olio minerale), e conseguentemente di catturare maggiori quantità di energia.

    Se l’esperienza laziale dovesse rivelarsi positiva, il nostro paese, tradizionalmente dipendente da manufatti e materie prime estere, potrebbe qualificarsi come uno dei principali produttori ed esportatori di tecnologie legate al solare termodinamico.
    Riferimenti

    Che cos'è il solare termodinamico
    Nextville (Energie rinnovabili)


    Desertec, 400 miliardi di euro per il solare termodinamico
    dall'archivio News di Nextville


    Un quarto dell'energia mondiale dal solare termodinamico entro il 2050
    dall'archivio News di Nextville


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    MONACO (GERMANIA) / 13-07-2009

    ENERGIA SOLARE - CORRENTE DALL'AFRICA DEL NORD/ si firma oggi in Germania l'avvio del progetto Desertec ma i francesi vogliono i propri reattori nucleari

    Monaco (UnoNotizie)

    Avrà luogo oggi, a Monaco di Baviera (Germania), la riunione di fondazione di Desertec, una tra le più grandi inizative private nel campo dell'energia rinnovabile. L'obiettivo di Desertec consiste nel costruire campi solari nell'Africa del Nord e fornire così energia anche all'Europa.

    In primis a simpatizzare per il progetto è l'Algeria, ma non manca un forte interessamento anche da parte del Marocco e dell'Egitto. Desertec non lascia in ogni caso indifferente nessun Paese africano, in quanto il bisogno di energia è molto forte.

    PROGETTO DESERTEC/ Come il sole del Sahara riunisce l'Europa e l'Africa

    Ma all'orizzonte già si prospettano le prime lotte per la supremazia nel campo della produzione energetica, con la lobby nucleare francese che vuole vedere i propri reattori piazzati in Nord Africa

    - Uno Notizie estero -

    2009/07/12 "FIAMME E NUBE DI FUMO IN DEPOSITO AUTO, PAURA A ROMA.La Procura indaga..."

    Tratto da Ansa News
    2009-07-12

    FIAMME E NUBE DI FUMO IN DEPOSITO AUTO, PAURA A ROMA
    ROMA - Esplosioni a raffica, fiamme alte, copertoni che volano e soprattutto un'alta e densa colonna di fumo visibile praticamente da tutta Roma a decine di chilometri di distanza: sono gli effetti di un'enorme incendio in un autodemolitore che ha coinvolto oltre mille vetture in un'area vasta oltre 20 mila metri quadri nel quartiere Appio, a ridosso del Parco della Caffarella.

    Il fronte del fuoco, però, si sta espandendo verso un campo da golf perché le continue esplosioni dei serbatoi delle auto pieni di benzina e soprattutto di bombole di Gpl, alimentano le fiamme che stanno mettendo in seria difficoltà i vigili del fuoco. Il deposito è di un privato, la "Romana Recuperi", che ha un contratto con il Comune di Roma per recuperare tutte le auto abbandonate nella capitale e poi le accumula nel deposito per la demolizione. Un vigili del fuoco è stato investito in pieno dall'onda d'urto dell'esplosione di una vettura, ed è stato portato da un'ambulanza del 118 all'ospedale Figlie di San Camillo. Le sue condizioni non sono gravi; a quanto si è appreso è soltanto in stato confusionale e non sarebbe ferito. I vigili del fuoco hanno cominciato a lavorare per spegnere l' incendio dalle 15.15 e, secondo le previsioni, andranno avanti per quasi tutta la notte, con 12 mezzi, un elicottero. Dall'aeroporto di Ciampino è partito anche un mezzo speciale che sparge schiuma e generalmente viene usato per incendi di aerei. Sul posto anche le forze dell'ordine, mezzi del 118 e gli uomini della protezione civile comunale e regionale. La nuvola di fumo sovrasta gran parte della città: è visibile in quasi tutta Roma e anche dal Grande Raccordo Anulare.
    Paura tra gli abitanti del quartiere spaventati dalle continue esplosioni: le case più vicine si trovano ad appena circa 150 metri. "Ciò che spaventa di più sono gli pneumatici proiettati in alto dalle deflagrazioni e che poi piovono dal cielo infuocati, sembra l'apocalisse", racconta un abitante. Il fumo sta creando problemi alla circolazione per la visibilità ridotta e anche perché per isolare l'area dell'incendio sono state disposte deviazioni e modificata la viabilità. Ancora non è stato possibile stabilire la causa dell'incendio, ma già è polemica. Il sindaco Gianni Alemanno, ha chiesto ai vigili del fuoco un rapporto tecnico non solo per conoscere le cause dell' incidente ma per stabilire tutte le misure idonee ad evitare il ripetersi di episodi analoghi, come la regolamentazione e la dislocazione degli operatori del settore autodemolizioni. "Non è ammissibile - ha detto il sindaco - che all'interno della nostra città si sviluppino incendi di questa portata che mettono in grave difficoltà i vigili del fuoco e tutte le strutture di soccorso. Vogliamo sapere se tutti i regolamenti sono stati rispettati mentre, la settimana prossima, ci incontreremo con il commissario regionale per i rifiuti, Pierluigi Di Palma, per definire gli interventi che Regione e Comune devono attuare per una chiara regolamentazione e dislocazione degli operatori del settore autodemolizioni"

    Tratto da "Il Messaggero.it"

    La Procura indaga sul mancato trasferimento degli “sfasci” fuori dal Gra/di Marco Giovannelli


    11 luglio 2009

    2009/07/11"...........Mail inviataci da Claudia di Greenpeace"e un aggiornamento...

    Pubblichiamo uno stralcio della mail inviataci da Claudia di Greenpeace
    ..........L'entusiasmo il calore e l'affetto che ci avete dimostrato sono enormi, grazie grazie soprattutto per quello che siete e che fate:

    cittadini consapevoli, tenaci e caparbi nel voler difendere le proprie idee e i propri diritti, per la salute e per un futuro migliore.


    Noi diciamo che Greenpeace "agisce per ispirare le persone al cambiamento", a prendere in mano la propria vita e le proprie responsabilità nei confronti degli altri, dell'ambiente, delle future generazioni.
    Voi siete già ben oltre tutto ciò.
    Grazie ancora e avanti così!!!
    Abbracci Claudia

    Grazie anche voi ragazzi, per i vostri ideali e la vostra simpatia !!

    Tratto da "Greenpeace"

    Grande successo delle azioni: l'appoggio di operai, cittadini, politici e di Nek da Porto Tolle.

    Le azioni di Greenpeace nelle cinque centrali a carbone, occupate in questi giorni per lanciare messaggi sul clima al G8 dell’Aquila, si sono concluse con successo e senza incidenti. Alcune testate giornalistiche, tuttavia, hanno descritto in modo fortemente scorretto quanto stava accadendo.

    IL G8 rinvia l'azione sul clima al 2050 fallendo la sua missione

    Mentre il G8 dell’Aquila si conclude con miseri progressi sul clima, Greenpeace invita l’opinione pubblica mondiale a fare pressione sui governi delle nazioni più ricche perché prendano misure decisive sui cambiamenti climatici.

    Terzo giorno: ancora in azione

    Continuano le azioni di Greenpeace nelle centrali a carbone italiane. Gli attivisti aspettano la conclusione del G8 dell'Aquila, che fin qui ha prodotto risultati insoddisfacenti. SEGUI LA DIRETTA

    Il fallimento sul clima è colpa dei paesi del G8

    La speranza di significativi progressi sul clima al MEF (Major Economies Forum) è stata affondata ieri, all'Aquila, per l’assenza di leadership mostrata dai capi di governo del G8. L’onere di prendere le prime decisioni per far progredire i negoziati sul clima spettava ai cosiddetti leader dei Paesi più ricchi del mondo: hanno fallito.

    Tratto da "La Stampa"di Oggi

















    "Riceviamo Dal Dottor Paolo Franceschi e pubblichiamo

    Grazie agli amici di Greenpeace.

    Che il loro gesto sia di incoraggiamento a tutti gli amici che lottano per la salute e l'ambiente,
    ed in particolare
    agli amici della nuova giunta comunale di Vado Ligure: forza ragazzi, siete tutti noi!!!

    Cari saluti.
    Paolo Franceschi


    Tratto da" Uomini Liberi "

    M.O.D.A. Savona

    GLI AMBIENTALISTI DEL MODA RINGRAZIANO "GREENPEACE"

    Il movimento ambientalista del M.O.D.A. ringrazia Greenpeace per l’intervento sulle ciminiere della centrale termoelettrica a carbone Tirreno Power di Vado che ha portato alla ribalta locale e internazionale i danni provocati dalla combustione del carbone sia per l’eccesso di produzione di CO2 e relativi gravi effetti climatici a livello planetario che per i danni locali alla salute e ...CONTINUA

    Guarda il VIDEO "GREEPEACE SULLE CIMINIERE DI VADO LIGURE"

    2009/07/11 Brindisi:"MA IL CARBONE NO!"Tvn:la centrale è FUORILEGGE. Si fermerà la centrale o si cambierà la legge?

    Tratto dal "Blog del Comitato per Taranto"

    MA IL CARBONE NO! A Brindisi una manifestazione per la riduzione dell'uso del carbone e la difesa della salute

    lunedì 13 luglio 2009

    Ma il carbone no!!


    E’ consuetudine ormai, per i grandi stabilimenti industriali, provvedere ad un ritocco di immagine attraverso la promozione di iniziative culturali. Questo principio vale anche per l’Enel, che ha organizzato a Brindisi per l’estate in corso una rassegna di concerti gratuiti dall’emblematico titolo “Correnti Musicali”.Questa operazione di maquillage non ha però convinto gli attivisti brindisini, che hanno deciso di far sentire la propria voce durante il concerto, tenutosi sabato sera proprio davanti alla centrale Federico II, di Renzo Arbore accompagnato dall’Orchestra Italiana.

    Un presidio di oltre trecento manifestanti, durante tutta la durata del concerto, ha “disturbato” la performance musicale con tamburi, fischietti e slogan. Nel corso della rumorosa protesta, i manifestanti hanno distribuito materiale informativo sulle conseguenze ambientali e sanitarie dovute alle attività del polo energetico di Brindisi. Tra le associazioni aderenti, Medicina Democratica e Salute pubblica evidenziano come “da anni subiamo gli effetti nefasti delle massicce quantità di inquinanti emessi in atmosfera e in acqua dalle aziende energetiche che gravitano nel territorio Salentino. E’ necessario procedere senza indugi alla riduzione dell'uso del carbone. Questo territorio non è più in grado di reggere oltremisura gli impianti industriali attualmente presenti”.
    Bisogna ricordare che la centrale termoelettrica a carbone ENEL Federico II ha una capacità totale di 2640 MW installati e, per estensione, è la più grande centrale termoelettrica d'Italia ed una delle più grandi d'Europa. Nel rapporto del WWF Dirty Thirty, pubblicato nel maggio 2007, l'impianto è stato classificato come la venticinquesima peggiore centrale elettrica d'Europa in termini di efficienza energetica in relazione alle emissioni di CO2.
    I dati ambientali relativi al polo energetico brindisino e all’intera area industriale tarantina evidenziano come l’arco ionico-salentino rappresenti, nell’ambito dell’unione europea, una assoluta anomalia, con le popolazioni interessate costrette a pagare lo scotto di un’industrializzazione selvaggia. (G.F.)

    Vedi foto e video qui!

    sabato 11 luglio 2009

    TorreValdaligaNord: la centrale è FUORILEGGE. Si fermerà la centrale o si cambierà la legge?

    da TrcGiornale.it/news

    "Aia TorreValdaliganord, il 15 conferenza dei servizi. Nel mirino i monossidi d'azoto"


    È fissata per il prossimo 15 luglio alle ore 15 a Roma, presso la Sala Europa del Ministero dell'Ambiente, una nuova seduta della conferenza dei servizi per il riesame dell'autorizzazione unica della centrale a carbone di Torre Valdaliga Nord, limitatamente gli aspetti dell'autorizzazione integrata ambientale.

    All'incontro, ovviamente, è convocato anche il comune di Civitavecchia che, viste le numerose assenze del passato, pare non sia particolarmente interessato all'argomento.
    In realtà vale la pena ricordare che il nostro comune, come gli altri enti convocati, ha diritto all'espressione di un parere e che il suo pronunciamento potrebbe risultare determinante nelle decisioni che saranno assunte, trattandosi peraltro del comune nel cui territorio ricade l'impianto. Ma di cosa si parlerà il 15 luglio? Al centro del dibattito ci saranno i livelli di monossido d'azoto. Nel corso dell'ultima conferenza dei servizi dell'8 aprile, infatti, si era proceduto alla definizione del Piano di monitoraggio e controllo della centrale di Torre Valdaliga Nord e dei limiti di emissione di arsenico, fluoro, cloro e monossido di azoto. Rispetto a quest'ultimo inquinante il valore prescritto è stato di 50 mg/N metro cubo, quale media giornaliera. Enel però lo scorso giugno ha scritto al Ministero ribadendo che "l'obiettivo di contenimento del monossido d'azoto contrasta tecnicamente con l'altro forte obiettivo di contenimento della produzione di ossidi di azoto, decisamente perseguito sulle caldaie di Torre Nord con un avanzato sistema di bruciatori a bassi Nox". Enel spiega nel dettaglio che le caldaie, sebbene di ultima generazione, sono state progettate per valori più alti di 50, valori che comunque all'epoca della progettazione - spiega sempre l'azienda elettrica nella sua lettera - erano al di sotto dei limiti massimi di legge, poiché si perseguì "l'obiettivo della massima compatibilità ambientale della trasformazione a carbone". Enel allega anche una nota dei fornitori delle caldaie - Ansaldo-Babcock-Hitachi - i quali rispondono alla richiesta della società di reimpostare le caldaie per un limite di 50 giornaliero, affermando che non si può scendere sotto i 150 e che addirittura non ci sarebbero soluzioni alternative. Enel chiede quindi di riportare la prescrizione al limite di 150, facendo presente che in caso contrario si determinerebbe "la non esercibilità dell'impianto". Di tutto questo, come si diceva, si parlerà il 15 luglio a Roma.

    NDR: come pensate che agirà Moscherini, dopo aver incassato i soldi di enel vendendo la nostra salute? Agirà per far rispettare la legge, nell'interesse della nostra comunità? O si batterà per gli affari

    2009/07/09 " Grazie Greenpeace: Tante belle facce pulite"


    Tante belle facce pulite








    "Tante belle facce pulite".

    La sosta di Greenpeace presso di noi è stata una vera sorpresa.
    Dopo aver assistito alle impressionanti evoluzioni sulle ciminiere della centrale, ieri sera siamo andati a trovare i ragazzi di Greenpeace che seguivano da terra: sei bellissime facce pulite. Abbiamo mangiato qualcosa insieme, abbiamo piacevolmente parlato con Sara, Claudia e gli altri ragazzi scoprendo persone semplici, ma allo stesso tempo formidabili, dotati di grande vivacità ed intelligenza senza alcuna ostentazione.
    La serena consapevolezza di questi giovani ci ha aperto il cuore alla speranza.
    Oggi, poco prima di mezzogiorno c’era una piccola folla ad attendere gli “scalatori” reduci da una notte passata sulle ciminiere: mamme, papà, nonni, ragazzi, bimbi e persino neonati: un’atmosfera da festa di famiglia. Tutti hanno portato qualcosa come la torta di Linuccia, le pizze di Maria Rosa, la Focaccia di Emilia, il vino di Giuliano, la frutta di Enrica, il cesto di amaretti Besio e molto altro ancora, sui tavolini da pic nic.
    Verso mezzogiorno sono arrivati i primi sei “scalatori” accolti da un applauso che sembrava non finire mai e “grazie” e “bravi” urlati o appena sussurrati da voci commosse. Abbiamo visto persone con gli occhi lucidi continuare ad applaudire quei ragazzi con le mani ed il viso anneriti, ma tutti con facce e occhi straordinariamente belli e “puliti”.
    Neanche un’ombra o un accenno di trionfalismo, ma sorrisi sereni, di una timidezza quasi ritrosa.

    Dopo circa un’ora è arrivato l’altro gruppo e di nuovo applausi, tanti applausi e le stesse facce pulite, gli stessi sguardi che esprimevano modestia ed anche un po’ di stupore per la festosa accoglienza.
    A dare il benvenuto agli scalatori, ragazze e ragazzi tedeschi e polacchi, c’era anche Jannina, ottantanovenne insegnante poliglotta di origine polacca, figura minuta ma straordinaria per prontezza e vivacità intellettuale, con tanto di nipote e pronipote: è stata un po’ la reginetta dell’evento abbracciata, quasi coccolata da tutti i ragazzi di Greenpeace.
    Facce pulite, si diceva, facce pulite, sguardi limpidi e sinceri: una ventata d’aria pura.


    Tratto da Ivg

    » G8, Greenpeace a Vado: i dimostranti scendono dalle ciminiere

    Per ora, sono stati accolti nel quartiere Griffi, a confine con il sito industriale, ... fra le quali “Uniti per la salute”. ...