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17 aprile 2018

Problematica Tirreno Power. I nostri dati sono giusti dice il CNR dopo il rapporto su rischio mortalita' .

Guardate l'apertura del Tg Rai 3  di oggi delle 14 con l'importante  servizio sulla problematica centrale a carbone di Vado Ligure - Quiliano .Ecco uno stralcio del  servizio :

"I NOSTRI DATI SONO GIUSTI DICE IL CNR DOPO IL RAPPORTO  SU RISCHIO MORTALITA' 

In primo piano il rapporto tra  industria e salute nel caso della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure  La settimana scorsa il giudice  del Tribunale di Savona ha rinviato a giudizio i 26 indagati per disastro  ambientale e sanitario colposo -

Secondo uno studio del Cnr di Pisa e' aumentata la mortalita' nel territorio intorno alla centrale .Dati contestati da Tirreno Power e ancora da  verficare secondo la regione 

I  NOSTRI RISULTATI SONO ATTENDIBILI  RIBATTE IL RESPONSABILE DELLA RICERCA .
Lo ha intervistato Serena Biondini.
I RISCHI SONO MOLTO ELEVATI DI MORTALITA' GENERALE ,MORTALITA' PER TUMORI ,MORTALITA' CARDIOVASCOLARE E RESPIRATORIA 

       AL CNR DI PISA NON HANNO DUBBI  .

 SECONDO IL LORO STUDIO TRA IL 2000 E il 2013 MIGLIAIA DI PERSONE SI SONO AMMALATE E SONO MORTE NELLA ZONA INTORNO ALLA TIRRENO POWER DI VADO LIGURE  A CAUSA  DELLE EMISSIONI DELLA CENTRALE .
                        
                                    
40 % in piu' di mortalita'  nelle aree piu' scure rispetto alle  aree piu' chiare  quelle di riferimento
e si arriva sino al 60 % se si considera la mortalita'  per malattie respiratorie 
40% 50% quelle cardiovascolari 

 QUINDI SI STA PARLANDO DI ECCESSI DI RISCHIO MOLTO ALTI.
 Lo studio di corte residenziale  ha  analizzato i dati di 140.000 residenti in 12 comuni  intorno a Vado Ligure, Quiliano e Savona tenendo conto di tutte le fonti di inquinamento compresi riscaldamento,porto e altre industrie .

COME DISEGNO DI STUDIO E' IL PIU' EVOLUTO CHE OGGI SI POSSA FARE 

L' inquinamento atmosferico  e  da traffico ,da altre cause  e' stato tenuto in considerazione  quindi GLI EFFETTI SONO EFFETTI ASCRIVIBILI ALLA CENTRALE .

Termina il Dirigente di Ricerca 
Dottor Fabrizio  Bianchi del Cnr:
 NOI ABBIAMO RIBATTUTO PUNTO , PUNTO ALLE CRITICHE  FATTE E  COMUNQUE NOI INVIEREMO I NOSTRI ARTICOLI SCIENTIFICI ALLE RIVISTE INTERNAZIONALI  SPECIALIZZATE E CI 
SOTTOMETTIAMO AL GIUDIZIO DI REVISORI INDIPENDENTI.

PENSIAMO CHE ANCHE CONSIDERANDO I LIVELLI DI INCERTEZZA I RISULTATI SIANO PREOCCUPANTI E DEBBANO RICHIEDERE UNA SERIA RIFLESSIONE."

Guarda il video integrale  su Tg Rai3



15 aprile 2018

La Stampa “Il processo per i vertici di Tirreno Power segna un precedente storico”


Tratto da La Stampa 

“Il processo per i vertici di Tirreno Power segna un precedente storico”

Risultati immagini per tirreno power

Non si fermano le reazioni da parte delle forze politiche al rinvio a giudizio per disastro colposo per 26 dirigenti e manager di Tirreno Power. Lorenzo Ferraro segretario provinciale di Rifondazione comunista e Franco Zunino, responsabile ambiente dello stesso partito affermano: «La scelta di inserire una centrale a carbone nel pieno centro abitato è stata miope e come dimostrano anche i dati dello studio del Cnr ha avuto ricadute pesanti sulla popolazione. Sta ora alla magistratura stabilire i...continua

Tratto da Ninin

PRC: a proposito di Tirreno Power

La scelta di una centrale a carbone a Vado Ligure, nel pieno centro abitato, è stata non solo una scelta miope di politica industriale, ma ha avuto pesanti ricadute sulla salute della popolazione dell’intero comprensorio savonese. Lo studio epidemiologico di un Ente di così grande serietà ed incontrovertibile professionalità, quale è il CNR, fiore all’occhiello della comunità scientifica nazionale, ci dice con estrema chiarezza cosa ha significato l’utilizzo del carbone, peraltro non delle migliori qualità e per moltissimi anni, per l’intera comunità, in un raggio di parecchi chilometri, attorno a Vado Ligure

Sono dati che fanno impressione e non possono che provocare rabbia e sconcerto, soprattutto per chi ha avuto in questi anni amici e parenti colpiti da malattie incurabili. Non sta a noi, ma alla magistratura stabilire il nesso diretto tra l’inquinamento della centrale e l’eccesso rilevante di mortalità per tumori, malattie dell’apparato cardiocircolatorio, in particolare ischemie cardiache e cerebrali, ma l’evidenza della connessione tra inquinamento atmosferico e questi dati è scientificamente provata, così come provato, dagli stessi dati della Regione Liguria, il rilevante contributo delle emissioni della centrale a tale inquinamento.

Il rinvio a giudizio dei vertici dell’Azienda rappresenta ulteriormente, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto non fossero affatto prive di fondamento le argomentazioni e le accuse a riguardo della centrale, portate avanti da coloro che in questi anni si sono battuti per fare chiarezza e per migliorare la qualità della vita dei cittadini del nostro territorio....

Non possiamo che ringraziare chi, a cominciare da Uniti per la Salute e dalla Rete savonese contro il carbone, si è battuta per stabilire la verità troppo spesso nascosta ai cittadini, alla faccia della trasparenza troppo spesso sbandierata. Un doveroso ringraziamento va fatto anche alla magistratura savonese e in particolare all’ex procuratore Granero che hanno avuto il coraggio di scoperchiare questa drammatica situazione.Continua qui

Tratto da IVG 

Tirreno Power, M5S: “Ottima notizia i rinvii a giudizio, adesso Ministero Salute si costituisca parte civile”

tirreno power
Savona. “L’impianto accusatorio della procura era solido: l’abbiamo sempre sostenuto e il risultato dell’udienza di oggi ce lo ha confermato”. Così i parlamentari Liguri di Camera e Senato del MoVimento 5 Stelle commentano il rinvio a giudizio dei 26 dirigenti ed ex dirigenti di Tirreno Power, deciso oggi dalla Procura savonese.
“E’ un’ottima notizia – sostengono i pentastellati – L’11 dicembre saremo in tribunale e vigileremo affinchè sul processo non incomba l’ombra della prescrizione. Questo risultato è merito di anni di impegno e lavoro del comitato Rete Savonese Fermiamo il Carbone che come M5S abbiamo sempre supportato”.
Sulla scia di Medicina Democratica, che per bocca di Maurizio Loschi ha invitato i Comuni, la Provincia, la Regione e l’Asl a costituirsi parti civili, i parlamentari liguri del MoVimento fanno un analogo invito al Ministero della Salute: “Segua le orme di quello dell’Ambiente e si costituisca parte civile in un procedimento che vede migliaia di cittadini vittime e potenziali vittime della centrale contro cui ci siamo sempre battuti”.

Tratto da Greenreport

Tirreno Power: 26 a giudizio per disastro ambientale. I commenti delle associazioni

 ...il presidente nazionale di Legambiente,  Stefano Ciafani,commentando il rinvio a giudizio, ha sottolineato: «Il carbone fa male al clima, all’ambiente e alla salute dei cittadini come è emerso con il rinvio a giudizio per la Tirreno Power di Vado Ligure. Ora si acceleri l’uscita effettiva dal carbone entro il 2025 come stabilito dalla Sen. Per questo al prossimo Governo ricordiamo l’urgenza di un cambio di rotta nella politica energetica di questo Paese con atti concreti e un impegno reale per accelerare l’abbandono del carbone. È ora di dire basta anche ai sussidi e alle politiche a favore delle fonti fossili, ed è fondamentale incentivare sempre di più politiche che spingano l’efficienza, le fonti rinnovabili e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano».
Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria e l’avvocato Stefano Bigliazzi, presidente del Centro di azione giuridica di Legambiente Liguria, aggiungono: «Siamo fiduciosi che il dibattimento dimostrerà la fondatezza delle accuse. La gravità della situazione è stata recentemente confermata anche da uno studio del CNR non ancora agli atti del processo ma che non potrà che aumentare la valutazione di gravità dei fatti, confermando quello che tutte le associazioni ambientaliste, i comitati di cittadini, la rete savonese Fermiamo il carbone, hanno sempre sostenuto nelle denunce sui pericoli ambientali e sanitari per i cittadini ed i lavoratori causati dalla attività della centrale».....

13 aprile 2018

I dirigenti della centrale andranno a processo a dicembre

Dalla prima pagina di Savona de La Stampa oggi in edicola  

Da pag 41 de La Stampa 


Dalla prima pagina nazionale  de Il  Secolo XIX   
da pag 10 de Il Secolo XIX


Da pag 17  de Il Secolo XIX edizione di Savona



12 aprile 2018

Inchiesta su Tirreno Power a Vado, in 26 rinviati a giudizio .Ecco l'intervista dell' Avvocato Matteo Ceruti -


 Ecco l' intervento dell' Avvocato Matteo Ceruti tratto da Savona News 

26 rinvii a giudizio per il "caso Tirreno Power"


“Il lavoro che è stato fatto dalla Procura di Savona è stato importante con l’appoggio di tutte le associazioni di protezione ambientale locali e nazionali e ci si attendeva che venisse disposto il rinvio a giudizio. Ci sarà da lavorare però abbiamo un primo vaglio di un giudice per l’udienza preliminare che ha ritenuto che ci sia un materiale probatorio serio per sostenere l’accusa in giudizio riteniamo di poter lavorare seriamente per portarla avanti. 

L’imputazione è quella di disastro sanitario e ambientale colposo non è necessario provare il nesso di casualità tra la singola patologia e il singolo decesso, c’è la prova che c’è stato un disastro immane provocato dalle emissioni di questa centrale, confortato da due importanti perizie, una ecologica e una epidemiologica molto forti e fondate, esistono ulteriori studi che corroborano e confortano queste consulenze della Procura” spiega l’avvocato Matteo Ceruti.
È proprio dello studio epidemiologico del Cnr di Pisa sugli effetti sulla salute della centrale Tirreno Power di Vado Ligure si è concentrato l’avvocato in chiusura: “Non ho ancora appreso questo documento, come associazioni di protezione ambientale non ci è stato ancora consegnato dalla Regione, da quello che è trapelato sembra di comprendere che sia la prova del nove di quello che ci hanno detto i consulenti della Procura della Repubblica credo che sia un apporto fondamentale per l’accusa”.
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Immagini tratte  dal  Tg3 della notte  di oggi 
12 aprile 





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Tratto da Il Secolo XIX 

Inchiesta su Tirreno Power a Vado, in 26 rinviati a giudizio

Giovanni Ciolina redazione Web

Savona - Tutti rinviati a giudizio i 26 imputati, tra dirigenti e membri del cda di Tirreno Power, accusati di disastro ambientale e sanitario colposo. Lo ha deciso oggi pomeriggio in Tribunale il giudice per l’udienza preliminare Francesco Meloni.
La prima udienza del maxi processo ai manager dell’ex centrale a carbone di Vado Ligure è stata fissata per l’11 dicembre di quest’anno.
Soddisfazione tra i legali delle parti civili, comitati e associazioni ambientaliste, che sono state ammesse al processo.
L’inchiesta 
L’inchiesta si era chiusa il 17 giugno 2015 con 86 indagati
, tra i quali figuravano anche politici e amministratori locali, tra i quali l’ex presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e tutta la sua giunta. La posizione di tutti i politici e degli amministratori locali era stata archiviata, così come quella di altri indagati.
L’inchiesta era culminata nel sequestro della centrale di Vado Ligure, l’11 marzo del 2014, per presunte violazione all’ Aia. La procura ha indagato su 427 morti definite “anomale” tra il 2000 e il 2007 per malattie respiratorie e cardiovascolari. Secondo perizie in mano alla procura, tra il 2005 e il 2012 sono stati oltre 2 mila i ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari, che i magistrati temono dovuti alle emissioni della centrale. Nello stesso periodo sono stati 586, sempre secondo la procura, i bambini ricoverati per patologie respiratorie.
Secondo l’allora procuratore Francantonio Granero (oggi in pensione) i fumi emessi dai gruppi a carbone avrebbero causato un aumento dell’inquinamento nonché della mortalità dei residenti: a sostegno di questa tesi negli anni sono stati prodotti diversi studi legati sia alla diffusione dei licheni (per l’aspetto ambientale) che dei tumori (per quello sanitario).
Sotto accusa anche la mancata installazione da parte dell’azienda di centraline a camino che permettessero di monitorare in modo più efficace la composizione di quei fumi e la rispondenza ai dettami di legge. Alla chiusura hanno fatto seguito mesi di polemiche furibonde tra ambientalisti e sostenitori dell’azienda, con gli operai finiti in cassa integrazione e l’indotto in crisi. Alla fine la centrale è stata riaperta, ma soltanto a metano, con una sostanziale diminuzione della forza lavoro e la decisione di abbattere una delle due ciminiere......
Legambiente: «Fiduciosi sulla fondatezza delle accuse» 
«Siamo fiduciosi che il dibattimento dimostrerà la fondatezza delle accuse». Lo affermano Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria e l’avvocato Stefano Bigliazzi, presidente del Centro di Azione Giuridica di Legambiente Liguria, esprimendo soddisfazione per il rinvio a giudizio di tutti i 26 imputati nel processo per il disastro ambientale e sanitario della centrale Tirreno Power di Vado Ligure. «La gravità della situazione è stata recentemente confermata anche da uno studio del Cnr non ancora agli atti del processo ma che non potrà che aumentare la valutazione di gravità dei fatti, confermando quello che tutte le associazioni ambientaliste, i comitati di cittadini, la rete savonese Fermiamo il carbone, hanno sempre sostenuto nelle denunce sui pericoli ambientali e sanitari per i cittadini ed i lavoratori causati dalla attività della centrale», sottolineano.
L’associazione Uniti per la Salute: «Il lavoro della Procura è stato importante» 
«Possiamo dire che il lavoro fatto dalla Procura di Savona, con l’appoggio di Uniti per la Salute e di tutte le altre associazioni di protezione ambientali locali e nazionali, è stato importante. Sì, ci attendevamo il rinvio a giudizio». Per l’avvocato Matteo Ceruti che assiste l’associazione Uniti per la Salute, inserita tra le parti civili nel processo a Tirreno Power per disastro ambientale e sanitario colposo, la decisione di oggi rappresenta una grande soddisfazione ma anche un «nuovo inizio». «Adesso ci sarà da lavorare - conferma Ceruti - però abbiamo un primo vaglio di un giudice per l’udienza preliminare che ha ritenuto che ci sia un materiale probatorio serio per sostenere l’accusa in giudizio. Riteniamo quindi di poter lavorare seriamente per portarla avanti». «L’imputazione è quella di disastro colposo ambientale e sanitario, non è necessario provare il nesso di causalità tra la singola patologia o il singolo decesso e le emissioni della centrale. Qui c’è la prova che c’è stato un disastro immane provocato dalle emissioni di questa centrale e confortato da due importanti perizie, una ecologia e una epidemiologica molto forti e fondate. E ultimamente abbiamo appreso dalla stampa che esistono ulteriori studi che corroborano queste consulenze della procura».
Le parti civili: «Gli Enti stiano con noi» 
«I Comuni nei dintorni della centrale Tirreno Power di Vado Ligure, la Provincia di Savona, la Regione Liguria e l’Asl 2 si costituiscano parte civile». È l’appello lanciato alle istituzioni locali da Maurizio Loschi, esponente di Medicina Democratica, associazione che sarà parte civile nel processo ai dirigenti della centrale elettrica che inizierà l’11 dicembre. «Se non dovesse avvenire sarebbe inspiegabile - sostiene Loschi -: i rappresentanti delle popolazioni esposte sono anche coloro che poi dovranno intervenire economicamente per curare le persone ammalate per colpa di questa esposizione. Non si capisce perché non debbano intervenire nel procedimento e chiedere di essere risarciti da coloro che hanno causato il disastro per quello che hanno dovuto o dovranno spendere».
Il M5S: «Il ministero della Salute si costituisca parte civile» 
Analogo appello arriva invece dai parlamentari liguri del Movimento 5 Stelle al ministero della Salute: «Segua le orme di quello dell’Ambiente e si costituisca parte civile in un procedimento che vede migliaia di cittadini vittime e potenziali vittime della centrale contro cui ci siamo sempre battuti»

12 Aprile 2018 :Tirreno Power, 26 rinviati a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo







Tratto da Il Fatto Quotidiano 
Tutti gli imputati, dirigenti e membri del cda dell'ex centrale a carbone di Vado Ligure, andranno a processo. Lo ha stabilito il giudice di Savona. L’inchiesta era culminata con il sequestro della centrale nel marzo 2014 per presunte violazioni all’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale


Manager ed ex manager di Tirreno Power saranno processati per le accuse di disastro ambientale e sanitario colposo. Lo ha stabilito il giudice di Savona che ha accolto le 26 richieste di rinvio a giudizio che erano state formalizzate dai pm Daniela Pischetola e Vincenzo Carusi. Il processo all’ex centrale a carbone di Vado Ligure, che vedrà come parti civili sei associazioni ambientaliste – Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana – e il Ministero dell’Ambiente, inizierà il prossimo 11 dicembre.
Tutti gli imputati, dirigenti e membri del consiglio d’amministrazione, andranno a processo. L’inchiesta era culminata con il sequestro della centrale nel marzo 2014 per presunte violazioni all’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale. La procura ha indagato anche su 427 morti‘anomale’ verificatesi tra il 2000 e il 2007. Mentre, secondo perizie in mano ai pm, tra il 2005 e il 2012 sono stati 2097 i ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari, che i magistrati temono dovuti alle emissioni della centrale. Nello stesso periodo sono stati 586, sempre secondo la procura, i bambini ricoverati per patologie respiratorie.

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Tratto da Ansa 
 © ANSA

Tirreno Power, a processo 26 dirigenti

Per disastro ambientale e sanitario dopo indagine su 427 morti

Manager ed ex manager di Tirreno Power saranno processati per le accuse di disastro ambientale e sanitario colposo. Lo ha stabilito il giudice di Savona che ha accolto le 26 richieste di rinvio a giudizio formalizzate dai pm Daniela Pischetola e Vincenzo Carusi. Il processo alla centrale di Vado Ligure vedrà come parti civili 6 associazioni ambientaliste e il ministero dell'Ambiente e inizierà l'11 dicembre. Sono stati rinviati a giudizio tra gli altri Giovanni Gosio, direttore generale di Tirreno Power dal 2003 al 2014 e Massimo Orlandi presidente del Cda in diversi periodi. A giudizio numerosi consiglieri di amministrazione e direttori di dipartimento e manager fino al 2014. I pm avevano chiesto l' archiviazione per altri 14 dirigenti. L'inchiesta era finita a giugno 2015 con 86 indagati, tra i quali l'ex presidente della Regione Burlando e la sua giunta. La posizione di tutti i politici era stata archiviata. L'indagine su 427 morti 'anomale' era culminata nel sequestro della centrale, l'11 marzo del 2014.
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Tratto da Rainews
Centrale di Vado Ligure Tirreno Power, 26 a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo -

Centrale di Vado Ligure Tirreno Power, 26 a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo Secondo l'allora procuratore Francantonio Granero (oggi in pensione) i fumi emessi dai gruppi a carbone avrebbero causato un aumento dell'inquinamento nonché della mortalità dei residenti: a sostegno di questa tesi negli anni sono stati prodotti diversi studi legati sia alla diffusione dei licheni (per l'aspetto ambientale) che dei tumori (per quello sanitario).

.....La procura ha indagato su 427 morti definite 'anomale' tra il 2000 e il 2007 per malattie respiratorie e cardiovascolari. Secondo perizie in mano alla procura, tra il 2005 e il 2012 sono stati oltre 2 mila i ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari, che i magistrati temono dovuti alle emissioni della centrale. Nello stesso periodo sono stati 586, sempre secondo la procura, i bambini ricoverati per patologie respiratorie. Secondo l'allora procuratore Francantonio Granero (oggi in pensione) i fumi emessi dai gruppi a carbone avrebbero causato un aumento dell'inquinamento nonché della mortalità dei residenti: a sostegno di questa tesi negli anni sono stati prodotti diversi studi legati sia alla diffusione dei licheni (per l'aspetto ambientale) che dei tumori (per quello sanitario). Sotto accusa anche la mancata installazione da parte dell' azienda di centraline a camino che permettessero di monitorare in modo più efficace la composizione di quei fumi e la rispondenza ai dettami di legge. -

Leggi tutto qui
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Tratto da La Repubblica  

Tirreno Power, in 26 rinviati a giudizio


Coinvolti manager ed ex mamager accusati di disastro ambientale e sanitario colposo


Manager ed ex manager di Tirreno Power saranno 
processati per le accuse di disastro ambientale e sanitario colposo. Lo ha stabilito il giudice di Savona che ha accolto le 26 richieste di rinvio a giudizio che erano state formalizzate dai pm Daniela Pischetola e Vincenzo Carusi.

Il processo alla centrale, che vedrà come parti civili sei associazioni ambientaliste - Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana - e il Ministero dell'Ambiente, inizierà il prossimo 11 dicembre.

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Leggi su Il Messaggero 

Tirreno Power, processo per 26, accusati di disastro ambientale e sanitario colposi

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Dalla prima pagina di Savona de La Stampa oggi in edicola  


da pag 10 de Il Secolo XIX


Da pag 17  de Il Secolo XIX edizione di Savona

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Leggi su Savona News 

26 rinvii a giudizio per il "caso Tirreno Power"

L'accusa per i vari consigli di amministrazione è di disastro sanitario e ambientale colposo. 

Rinviati a giudizio con l’accusa di disastro ambientale e sanitario colposo tutti i 26 imputati del caso Tirreno Power e l’inizio del processo si svolgerà il prossimo 11 dicembre 2018.
Questa la decisione assunta questo pomeriggio dal gup Francesco Meloni dopo l’udienza svoltasi il 25 gennaio scorso, dove le associazioni ambientaliste Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana (e il Ministero dell’Ambiente), erano state ammesse quale parte civile nel processo per disastro ambientale e sanitario alla centrale vadese. .....Leggi tutto qui  



            


11 aprile 2018

STRESS-TEST :Perché i cambiamenti climatici fanno paura alle Banche centrali

Tratto da Energiaoltre

Perché i cambiamenti climatici fanno paura alle Banche centrali


Presto potrebbero essere ideati e realizzati degli “stress test” per le banche con l’obiettivo di verificare gli impatti del riscaldamento globale e della transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio per le istituzioni finanziarie
I governatori delle banche centrali di Regno Unito, Francia e Paesi Bassi, stanno valutando la possibilità di rafforzare la vigilanza regolamentare per affrontare i rischi per il sistema finanziario legati al clima, compresa la possibilità di effettuare degli “stress test” alle banche.

PERICOLI DA CAMBIAMENTI CLIMATICI E DA UNA BRUSCA TRANSIZIONE VERSO UN’ECONOMIA A BASSE EMISSIONI DI CARBONIO

Parlando ad una riunione delle autorità di vigilanza finanziaria ad Amsterdam, rivela il Financial Timesil governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney ha avvertito degli “impatti catastrofici” che possono avere i cambiamenti climatici e i pericoli che potrebbero derivare da una brusca transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. François Villeroy de Galhau, capo della banca centrale francese, nel corso della stessa riunione, ha esercitato a sua volta pressioni per rendere obbligatoria la divulgazione dei rischi climatici per le attività di banche e assicuratori dell’Unione europea, le penalizzazioni legate agli investimenti in attività ad elevate emissioni e gli stress test riguardanti le emissioni di carbonio per tutte le istituzioni finanziarie; una misura che non avrebbe precedenti nel settore bancario.

METTERE IL SISTEMA FINANZIARIO IN CONDIZIONE DI ADATTARSI ALL’EVOLVERSI DELLE POLITICHE CLIMATICHE

“Ciò di cui avremo bisogno sono stress test lungimiranti che valutino l’interazione globale tra cambiamento climatico, attivi e passivi – ha dichiarato Villeroy de Galhau a FT -. Questa quindi è la nostra prima sfida tecnica: come possiamo elaborare un legame tra scenari climatici e scenari economici?”. I banchieri centrali, pur non concordando sulle specifiche tecniche di ciò che si dovrebbe fare, hanno accettato il fatto che la regolamentazione è necessaria per adattarsi ai rischi posti dal cambiamento climatico. “Una volta che il cambiamento climatico diventa un pericolo chiaro e presente per la stabilità finanziaria, potrebbe essere già troppo tardi – ha ammesso Carney –. La nostra responsabilità è quella di lavorare in modo tale da mettere il sistema finanziario nel suo complesso in condizione di adattarsi in modo fluido, efficace e ordinato all’evolversi delle politiche climatiche”.
Continua su Energiaoltre

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Il carbone deve morire

POSTED BY: SARA SILANO

L’Europa ha ancora molta strada da percorrere per raggiungere un modello di sviluppo economico più attento all’ambiente e alla sostenibilità. In particolare, l’Unione si è posta tre obiettivi ambiziosi in tema di cambiamento climatico entro il 2030: la riduzione del 40% delle emissioni di gas serra rispetto agli anni Novanta, almeno il 27% dei consumi energetici derivanti da fonti rinnovabili e non meno del 30% di risparmio di energia in situazioni normali.
Secondo la Banca europea per gli investimenti, per centrare i target servono 270 miliardi di euro in più ogni anno rispetto a quelli già stanziati per intervenire nei settori dell’energia, dell’acqua, dei rifiuti e dei trasporti.
Investimenti per la finanza sostenibile
Fonte: BEI
Il Piano di azione della Commissione europeaCon oltre 100 mila miliardi di euro di asset, il settore finanziario può dare un contributo significativo. Va in questa direzione la pubblicazione, lo scorso 8 marzo, dell’Action Plan della Commissione europea, che cerca di indirizzare alcuni aspetti fondamentali tra cui l’affidabilità delle informazioni, la gestione dei rischi degli investimenti legati al clima, all’ambiente e più in generale, alla sostenibilità, l’inclusione dei criteri ESG nei doveri fiduciari degli istituzionali e l’incremento della trasparenza da parte delle imprese sulle attività di responsabilità sociale.
L’inquinamento e il surriscaldamento del globo sono tra le sfide più urgenti e le centrali a carbone ne rappresentano una delle principali cause. In Europa, secondo il movimento Europe beyond coal, ci sono ancora 287 impianti di questo tipo e i più pericolosi sono in Germania e Polonia. Sempre più governi, tuttavia, hanno detto di volerli chiudere entro i prossimi anni. L’Italia ha indicato come obiettivo il 2025, mentre la Francia, con il presidente Emmanuel Macron vorrebbe anticipare al 2021-22.
Nel corso del 2017, hanno annunciato la transizione verso un business coal free anche diverse imprese, energetiche e finanziarie, tra cui l’italiana Enel, che ha dichiarato nell’assemblea annuale che entro 10-15 anni non avrà più impianti di questo tipo. ....
Cambiano i consumi energeticiSe nel breve, saranno ancora i combustibili fossili a coprire gran parte della domanda mondiale di energia, a lungo andare la situazione è destinata a cambiare radicalmente. La transizione verso le rinnovabili non è un fenomeno degli ultimi anni: dal 1990 ad oggi, il consumo delle cosiddette energie pulite è cresciuto del 1.200% contro il 78% del gas e il 37% del petrolio.
Consumi energetici nel mondo dal 1990 al 2016 continua  la lettura  su It.forum.it

10 aprile 2018

ISDE ;Ambiente e Salute, un rapporto indissolubile


Interessantissimo video  consigliata la visione

Tratto da http://www.telecolor.net

Ambiente e salute, un rapporto indissolubile

Tutti noi sappiamo anche per semplice intuizione che l’inquinamento, ormai diffuso ovunque nell’acqua nell’aria nella terra e nel cibo, ha un effetto diretto sulla nostra salute e incide pesantemente sul numero elevatissimo di bronchiti, forme d’asma, allergie, ma anche infertilità, infarti, ictus e cancro
Oggi l’organismo mondiale della sanità e molti studi epidemiologici stanno tentando di quantificare a quanto ammonta questo danno e anche noi infatti lo abbiamo fatto in questa puntata di Medicina Amica insieme all’ospite il Dott. Giuseppe Miserotti responsabile ISDE per l’Emilia Romagna.
Tracceremo questa linea rossa tra uno sviluppo non più sostenibile e il nostro stato di lento e inesorabile avvelenamento che mina il futuro delle nuove generazioni.