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11 novembre 2018

1) Rete 5G, i medici ISDE: “Danni a fertilità”2) Raccolta fondi Terra Nuova per fermare il 5G

Tratto da Viagginews

Rete 5G, i medici ISDE: 

“Danni a fertilità”

Rete 5G, i medici ISDE: “Danni a fertilità”. Sulla nuova Rete 5G, più veloce e di qualità, si pronunciano i medici dell’ISDE Italia sottolineando i potenziali rischi che la nuova tecnologia potrebbe portare alla salute degli esseri umani. Il Dr Agostino Di Ciaula in una intervista a Sanità Informazione parla dei potenziali rischi alla fertilità e del silenzio della politica.

Rete 5G, aumenta la velocità della connessione ma quali sono i rischi per la salute?

La Rete 5G assicurerà una connessione sempre più veloce e di qualità ed è già stata sperimentata in diversi paesi d’Europa. Tale rete sarà inoltre alla base della Internet of Things e di tante tecnologie a supporto della telemedicina. Proprio ieri è avvenuta l’asta per definire chi si aggiudicherà le frequenze. ..... Il Ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha dichiarato: “Le infrastrutture del nostro tempo sono la banda ultra larga e il 5G e devono essere il volano di un nuovo miracolo economico”.
L’innovazione tecnologica porta però con sé anche i dubbi sui potenziali rischi per la salute delle nuove frequenze. Il 5G infatti registra una frequenza delle onde elettromagnetiche più elevata rispetto alle tecnologie precedenti, che arriva fino alle decine di gigahertz (GHz). Le onde del 5G inoltre penetrano con maggiore difficoltà attraverso l’aria, la vegetazione e le pareti degli edifici, rendendo necessario potenziare perciò la presenza di microantenne sul territorio. Aspetto su cui i medici stanno mettendo in guardia. Non a caso infatti, lo scorso settembre, 170 scienziati da 37 Paesi hanno chiesto all’Unione Europea di bloccare lo sviluppo della Rete 5 G per accertare preventivamente quelli che sono i rischi connessi alla salute dei cittadini.

Le dichiarazioni dell’ISDE sulla Rete 5G

L’International Society of Doctors for the Environment, ovvero l’ISDE Italia,ha dichiarato in merito alla questione“Le prime evidenze che stanno venendo fuori dalla sperimentazione del 5G sono abbastanza preoccupanti. Sono state segnalate alterazione dell’espressione genica, effetti sulla cute, effetti sulla proliferazione cellulare, sulla sintesi di proteine, sui processi infiammatori”.  Il dottore Agostino Di Ciaula, internista della ASL Barletta-Andria-Trani, Segretario Scientifico e Presidente del Comitato Scientifico ISDE, ha spiegato a Sanità Informazione che il 5G può celare un effettivo pericolo: “Indipendentemente dal rischio di cancro, ci sono studi che mettono questa nuova forma di inquinamento in relazione con rischi della fertilità, con conseguenze neurologiche e metaboliche, soprattutto in età infantile. Il problema è che sui rischi di fondo dei campi elettromagnetici si inserisce questa enorme moltiplicazione dei dispositivi. L’AgCom, il Garante delle comunicazioni, ha calcolato che ci saranno in Italia circa un milione di dispositivi per kilometro quadrato, con un incremento abnorme del traffico. Alla luce delle evidenze scientifiche che abbiamo a disposizione è difficile pensare che questo non possa causare effetti biologici sugli esposti. Proseguendo ancora: “Le onde elettromagnetiche ad alta frequenza causano effetti biologici soprattutto in termini di stress ossidativo, alla base di numerose patologie croniche e dello stesso cancro. Poi causa alterazioni dell’espressione del genoma, alterazioni della fertilità, conseguenze neurologiche. Ci sono numerosissime evidenze che documentano danni del neurosviluppo comportamentali, persino danni metabolici, ecc. Da un lato ci sono gli effetti biologici che sono stati ben documentati dalle evidenze scientifiche. Dall’altro abbiamo dei limiti di legge (quelli imposti a livello internazionale dall’ICNIRP, International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection), che valutano soltanto gli effetti termici acuti delle onde elettromagnetiche e non gli effetti biologici e le esposizioni croniche. Ci sono evidenze, anche in questo caso, che hanno dimostrato effetti biologici per esposizioni a campi elettromagnetici centinaia di volte inferiori ai limiti di legge, soprattutto nei feti e nei bambini. A questo si somma l’incertezza delle frequenze legate al 5G, che sono onde millimetriche che non sono mai state utilizzate prima con una diffusione e con una intensità così elevate”. Il Dr Di Ciaula ha spiegato ancora: Le evidenze preliminari sugli effetti del 5G sono abbastanza preoccupanti. Sono state segnalate alterazione dell’espressione genica, effetti sulla cute, effetti sulla proliferazione cellulare, sulla sintesi di proteine, sui processi infiammatori, per cui a nostro parere è quantomeno imprudente avviare un’esposizione di questo tipo senza tenere minimamente in conto le possibili implicazioni di tipo sanitario”, secondo il Di Ciaula inoltre bisognerebbe dunque puntare alla prevenzione e sottolineando il silenzio della politica sul problema ha affermato: “In tutto il mondo si riscontra una bassa sensibilità della politica sui rischi del 5G. E sui possibili rischi alla fertilità“Ormai ci sono pochissimi dubbi che l’esposizione all’elettromagnetismo causi alterazione della fertilità soprattutto maschile, così come conseguenze sul neurosviluppo. Ci sono recentissime evidenze che hanno registrato persino alterazioni anatomiche e studi che hanno documentato nei bambini alterazioni metaboliche. Il problema vero dei nostri tempi non è solo il cancro ma sono le malattie croniche degenerative”.
Leggi tute le notizie su Google News
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Tratto da terranuova.it

 2)  Aiutaci a fermare il 5G

Una raccolta fondi  chiedendo aiuto ai cittadini per acquistare spazi sui media mainstream da utilizzare per informare la popolazione sui rischi del 5G: è l'iniziativa promossa da Terra Nuova Edizioni in collaborazione con il giornalista Maurizio Martucci, autore di "Manuale di autodifesa per elettrosensibili"  . Aderiscono inoltre l'Associazione italiana elettrosensibili, l'Istituto Ramazzini, l'Associazione elettrosmog Volturino, l'Associazione obiettivo sensibile, i comitati Oltre la MCS e No Wi-Fi Days, Oasi Sana e l'equipe che ha realizzato il docu-film Sensibile.
Il crowdfunding  (sulla piattaforma Produzioni del Basso) è iniziato a novembre e si concluderà il 15 dicembre.
Gli spazi pubblicitari che verranno acquistati con i proventi conterranno: 
i dati delle più recenti ricerche medico-scientifiche sul 5G come pericolo sanitario e sull’emergenza elettrosmog, ignorata dall’opinione pubblica; 
un appello al Governo italiano e agli organi politico-istituzionali in nome del principio di precauzione, per fermare la pericolosa avanzata del 5G.
di Maurizio Martucci

10 novembre 2018

Patrizia Gentilini: Per ambiente e salute occorre andare alle radici del problema

Tratto da Il Fatto Quotidiano
Governo, basta soluzioni frettolose. Per ambiente e salute occorre andare alle radici del problema             di Patrizia Gentilini

Risultati immagini per ambiente salute
Le sfide che aspettano il nuovo governo – cui porgo i più sinceri auguri di buon lavoro condotto nell’esclusivo interesse del Paese – non sono certo semplici e specialmente per quanto attiene ambiente e salute non sarà facile venirne a capo, visti i livelli di inquinamento di aria, acqua, suolo in tante aree d’Italia. Mi auguro che la filosofia che ispirerà l’operato dei ministri non sia quella di cercare soluzioni rabberciate e frettolose – spesso peggiori del male – ma di andare alla radice dei problemi, ricercarne le cause e rimuoverle il più possibile, operando quindi nell’ottica della prevenzione primaria, ben sapendo che ciò che può apparire un costo grazie al risanamento dell’ambiente è in realtà un grande risparmio in termini non solo di sofferenza ma anche economici.

La letteratura scientifica sull’argomento è sempre più nutrita e attendibile, specie per quanto attiene l’infanzia e, ad esempio, si stima che nella sola Europa per i deficit cognitivi secondari all’esposizione a pesticidi organofosforici i costi ammontino ogni anno a 194 miliardi di dollari, cui ne vanno aggiunti altri 60.6, 10.8 e 12.6 per danni cognitivi da esposizione rispettivamente a piombo, mercurio e ritardanti di fiamma. Per non parlare degli oltre 37 miliardi di dollari spesi ogni anno in Europa per patologie cardiovascolari dovute alla cattiva qualità dell’aria o delle nascite pretermine il cui costo negli Usa. per l’esposizione al solo Pm 2.5ammonta a 4.33 miliardi di dollari ogni anno.
Tuttavia, qualcosa di semplice e con immediati benefici effetti già potrebbe essere fatto togliendo di mezzo alcuni vergognosi decreti approvati a governo già dimissionario. Il primo da cancellare sarebbe l’infame decreto Martina del 13 febbraio, che obbliga all’uso di neonicotinoidi nei territori pugliesi interessati dal disseccamento degli ulivi. Ricordo che alcuni di questi insetticidi di recente sono stati vietati dall’Ue in quanto responsabili della moria delle api ed è paradossale che l’Italia in Europa voti per la messa al bando di queste sostanze e all’interno del Paese obblighi al loro utilizzo anche le aziende biologiche suscitando fior di proteste.......
Parimenti auspico una profonda rivisitazione del decreto sul Testo unico forestale di cui tanto ho già parlato: mi limito a comunicare che sono disponibili gli atti del convegno fatto sull’argomento il 6 aprile a Rieti, si tratta di un documento importante in cui tutti gli aspetti relativi alle biomasse forestali (ambientali, ecologici, energetici, sanitari etc.) sono stati affrontati e in cui finalmente si fa chiarezza delle troppe bufale che circolano anche in merito alle fonti rinnovabili di energia, che pure tanto piacciono a certi “ambientalisti” che non si rendono conto che incentivando i processi di combustione, di fatto paghiamo di tasca nostra il peggioramento della qualità dell’aria, aumentando il rischio di ammalarci.
L' articolo integrale su Il Fatto Quotidiano

09 novembre 2018

Firenze 27 novembre 2018: XI Giornate Italiane Mediche dell’Ambiente

Tratto da Isde 

XI Giornate Italiane Mediche dell’Ambiente

Gli incontri sono in programma a Firenze il prossimo 27 Novembre e sono organizzate dall’ Associazione Medici per l’Ambiente-ISDE Italia nel contesto del  13° Forum Risk Management  
(Qua puoi consultare il programma integrale del Forum)
L’evento in oggetto si compone delle seguenti 4 sessioni:
I Sessione –
Sostanze chimiche di origine farmaceutica nell’ambiente
II Sessione – Gestione del rischio e della sua comunicazione nei siti inquinati
III Sessione – I registri di patologia per studi su ambiente e salute: criticità e potenzialità
IV Sessione – Per un nuovo approccio normativo basato sulle evidenze scientifiche
Scarica il programma della giornata in PDF

Peacelink- Inquinamento e bambini: per crescere ci vuole aria pulita

Tratto da Peacelink
Oltre il 90% dei bambini al mondo respira aria tossica ogni giorno.

Inquinamento e bambini: per crescere ci vuole aria pulita

Un nuovo rapporto dell'OMS esamina il pesante bilancio dell'inquinamento atmosferico sulla salute dei bambini nel mondo.
Fonte: who.int - 
Air Pollution and Child Health
Ogni giorno circa il 93% dei bambini di età inferiore ai 15 anni (1,8 miliardi di bambini) respira aria così inquinata da mettere a serio rischio la loro salute e il loro sviluppo. Tragicamente, molti di loro muoiono: l'OMS stima che, nel 2016, 600.000 bambini sono morti per infezioni acute delle basse vie respiratorie causate da aria inquinata.
Un nuovo rapporto dell'OMS, “Prescrivere aria pulita”, esamina il pesante bilancio dell'inquinamento atmosferico sia ambientale (esterno) che domestico sulla salute dei bambini del mondo, in particolare nei paesi a basso e medio reddito. Il rapporto è stato lanciato alla vigilia della prima Conferenza Mondiale dell'OMS su Inquinamento Atmosferico e Salute.
Esso rivela che quando le donne incinte sono esposte all’aria inquinata, hanno più probabilità di partorire prematuramente e hanno figli più piccoli e di peso inferiore alla nascita. L'inquinamento atmosferico influisce anche sul neurosviluppo e sulle capacità cognitive e può scatenare l'asma e il cancro infantile. I bambini che sono stati esposti ad alti livelli di inquinamento atmosferico possono essere maggiormente a rischio di malattie croniche come le malattie cardiovascolari più avanti nella vita.
"L'aria inquinata sta avvelenando milioni di bambini e rovinando le loro vite", afferma il dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'OMS. "Questo è imperdonabile. Ogni bambino dovrebbe essere messo nelle condizioni di poter respirare aria pulita per poter crescere e realizzare pienamente le proprie potenzialità."
Uno dei motivi per cui i bambini sono particolarmente vulnerabili agli effetti dell'inquinamento atmosferico è che respirano più rapidamente degli adulti e quindi assorbono più inquinanti.
Vivono anche più vicino al suolo, dove alcuni inquinanti raggiungono concentrazioni di picco - in un momento in cui i loro cervelli e i loro corpi sono ancora in fase di sviluppo.
I neonati e i bambini piccoli sono anche più esposti all'inquinamento atmosferico domestico nelle abitazioni che utilizzano regolarmente combustibili e tecnologie inquinanti per cucinare, riscaldare e illuminare.
"L'inquinamento atmosferico sta ostacolando il cervello dei nostri figli e influenzando la loro salute in maniera molto maggiore rispetto a quanto sospettavamo. Ma le emissioni di inquinanti pericolosi possono essere ridotte in molti semplici modi", afferma la dott.ssa Maria Neira, direttore del Department of Public Health, Environmental and Social Determinants of Health dell’OMS.
"L'OMS sta sostenendo l'attuazione di misure politiche per la salute come l'accelerazione del passaggio a combustibili e tecnologie di cottura e riscaldamento puliti, promuovendo l'uso di trasporti più puliti, alloggi efficienti dal punto di vista energetico e pianificazione urbana. Stiamo preparando il terreno per la produzione di energia a basse emissioni, tecnologie industriali più pulite e più sicure e una migliore gestione dei rifiuti urbani", ha aggiunto.

Risultati chiave:
• L'inquinamento atmosferico influisce sul neurosviluppo, portando ad un minor esito dei test cognitivi, influenzando negativamente lo sviluppo mentale e motorio.
• L'inquinamento atmosferico danneggia la funzione polmonare dei bambini, anche a livelli più bassi di esposizione.
• Globalmente, il 93% dei bambini al di sotto dei 15 anni di età sono esposti a livelli di particolato ambientale (PM2,5) superiori a quelli previsti dalle linee guida sulla qualità dell'aria dell'OMS, che comprendono i 630 milioni di bambini sotto i 5 anni di età e 1,8 miliardi di bambini con meno di 15 anni.
• Circa 600.000 decessi nei bambini sotto i 15 anni sono stati attribuiti agli effetti congiunti dell'inquinamento atmosferico ambientale e domestico nel 2016.
• L'inquinamento atmosferico è una delle principali minacce per la salute dei bambini, responsabile di circa 1 decesso su 10 nei bambini sotto i cinque anni di età.....Continua a leggere su Peacelink
Note:Qui il report completo:
http://www.who.int/ceh/publications/air-pollution-child-health/en/

08 novembre 2018

Professore Antonio Marfella :«Non contestiamo il registro tumori, ma chi nega la correlazione tra malattie e inquinamento»

Tratto da youtube

Ambiente e tumori, "I negazionisti fuori dall'ordine"

"L'inquinamento in Irpinia Incide per il 30% sui tumori, chi dice il contrario va perseguito" così il professore Antonio Marfella che questa mattina insieme ai Medici per l'Ambiente, in conferenza stampa, ha puntato il dito contro chi durante la presentazione dei dati del registro tumori ad Avellino ha asserito che solo il 2% dei tumori è legato a fattori ambientali.

GUARDATEVI L' INTERESSANTE VIDEO
.....QUANDO C'E' UNA CRITICITA' AMBIENTALE E' INDUBBIO CHE CI SIA UN DANNO ALLA SALUTE


Tratto da Orticalab

«Non contestiamo il registro tumori, ma chi nega la correlazione tra malattie e inquinamento»: la verità dei Medici per l’Ambiente.

In riferimento alla recente presentazione del Registro Tumori che raccoglie i dati per l’Irpinia, la sezione provinciale dell’Isde – International Society of Doctors for Enviroment – ha voluto sottolineare alcuni aspetti che andrebbero chiariti: in modo particolare precisano quanto sia pericoloso minimizzare il fattore di rischio ambientale per i tumori.....



.....Promozione della salute e controllo dei fattori di rischio, è questo il primo obiettivo che ogni medico dovrebbe perseguire, come conferma l’oncologo del Pascale di Napoli, Dottor Antonio Marfella che vede confermato tutto quello che ha sempre denunciato: «Ho il cancro, sono un medico e sono un tecnico che purtroppo deve riconoscere come la Terra dei Fuochi non sia una fake news, ma sia una questione diffusa in tutte quelle terre che hanno un problema di rifiuti speciali, non urbani, senza controllo e senza impianti, che hanno licenza di uccidere gli uomini e non le pummarole. 
......Solo oggi cominciamo a chiederci se questi incendi sono dolosi, abbiamo perso anni e non è più tollerabile che si neghi questa situazione. ....... abbiamo i medici “No Tox” che ricoprono incarichi pubblici e si affidano a dati obsoleti e continuano a dire che la percentuale dei tumori ambientali è solo del 2%. E’ un divario assurdo rispetto al 30% accertato dall’OMS, il problema ambientale è un problema enorme e non riguarda solo il cancro: stiamo avendo un’epidemia di autismo, di demenza, di diabete, tutti evidentemente correlati all’inquinamento. Abbiamo deciso che anche i medici “No Tox” vanno perseguiti dall’ordine, li segnaliamo in quanto pericolosi».

Giovanni Ghirga :Su un “terreno costituzionale predisponente”, sostanze ed elementi tossici ambientali giocano un ruolo fondamentale nella genesi del disturbo autistico.

Tratto da Centumcelle

“Disturbi autistici in aumento a Civitavecchia a causa dell’inquinamento”

CIVITAVECCHIA – “Disturbi autistici in aumento a Civitavecchia a causa dell’inquinamento”.Ne è convinto il Dottor Giovanni Ghirga, Pediatra e Membro della Commissione degli Esperti della Società Internazionale dei Medici per l’Ambiente, che cita in proposito una corposa e dettagliata bibliografia medica, esprimendo forte preoccupazione per la situazione del nostro territorio. Motivo per il quale ha deciso di scrivere una lettera aperta al Governatore del Lazio Nicola Zingaretti al fine di sensibilizzare la Regione su questo delicato argomento, chiedendo che tra i milioni di euro di fondi governativi destinati alla cura dei soggetti affetti da autismo possa essere compresa una specifica quota riservata proprio al territorio di Civitavecchia. Di seguito il testo integrale della sua lettera.
“Presidente Zingaretti,
nel comprensorio di Civitavecchia numerosi bambini sono affetti dal Disturbo dello Spettro Autistico.
La prevalenza del Disturbo Autistico negli ultimi anni è aumentata e continua ad aumentare in tutto il mondo anche prendendo accuratamente in considerazione una maggior attenzione e una miglior capacità di diagnosi del disturbo autistico stesso. Su un “terreno costituzionale predisponente”, sostanze ed elementi tossici ambientali giocano un ruolo fondamentale nella genesi del disturbo autistico. L’esposizione all’inquinamento dell’aria, per esempio, è stata associata ad un aumento del rischio di ammalarsi di autismo in numerosi studi caso-controllo e, recentemente, anche in studi prospettici.
Da una prevalenza di 4-5 casi su 10.000 persone nel 1966, si è passati ai circa 100 casi attuali ogni 10.000 persone. Questa stima è comunque un valore medio e la prevalenza varia sensibilmente tra le diverse nazioni. Negli Stati Uniti, i dati sulla prevalenza dell’autismo del CDC’s Autism and Developmental Disabilities Monitoring Network (ADDM) of Autism Spectrum Disorders, hanno messo in evidenza un aumento della prevalenza da 1 caso ogni 150 bambini nel 2007 (riferimento anni 2.000 – 2002) ad 1 caso ogni 59 bambini nel 2018 (riferimento anno 2014).
In Italia, gli ultimi dati ISTAT del 2018 (riferimento anni 2016 – 2017) mettono in evidenza un costante aumento delle disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Tra le cause di queste disabilità sono di particolare rilevanza i problemi del neurosviluppo tra i quali il disturbo dello spettro autistico.
Ricevere una diagnosi di autismo per un genitore è una grandissima sofferenza ed una infinita preoccupazione.
Al momento, un intervento molto utile per i bambini affetti dal disturbo autistico è l’Analisi Applicata del Comportamento (ABA). La Medicina Basata sull’Evidenza (EBM) afferma che interventi precoci ed intensivi con la tecnica ABA in bambini di età uguale o inferiore ai 12 anni, migliora le funzioni cognitive, il comportamento adattivo, la gravità dei sintomi, il/la linguaggio/comunicazione e la competenza sociale.
Purtroppo, la notevole sproporzione tra il numero dei bambini che si gioverebbero di questo intervento terapeutico e l’offerta insufficiente fornita dal Sistema Sanitario Nazionale, causata dall’elevato numero di pazienti affetti da autismo, fa sì che molti bambini non possano ricevere l’ABA. Solo coloro i cui genitori hanno una discreta possibilità economica, possono effettuarla a proprie spese; i costi per un anno di trattamento possono arrivare anche a numerose migliaia di euro. Tale cifra può essere sostenuta solo da poche famiglie.
Presidente Zingaretti, questa lettera aperta ha lo scopo di sensibilizzare il Governo della Regione Lazio sulle reali necessità terapeutiche di tutti bambini affetti dal disturbo dello spettro autistico. A tal fine risulta indispensabile che, tra i milioni di euro del fondo governativo destinato alla cura dei soggetti affetti da autismo, possa esserci una quota destinata a permettere a tutti i bambini del Comprensorio di Civitavecchia che ne hanno bisogno ma anche a coloro che vivono in altre aree della regione Lazio, di usufruire dell’ABA”.
Dr. Giovanni Ghirga

Tratto da  scienze.fanpage.it
Autismo e cause, l’inquinamento aumenta il rischio fino al 78% in più: ecco perché

L’inquinamento è sotto accusa (ancora una volta): incrementa il rischio di sviluppare il disturbo dello spettro autistico. I ricercatori hanno realizzato il primo studio che analizza gli effetti dell’aria inquinata sul lungo periodo sui bambini nei primi anni di vita e ci spiegano come mai potrebbe aumentare le probabilità di soffrire di autismo.

Inquinamento dell'aria sotto accusa: incrementa fino al 78% in più il rischio di sviluppare il disturbo dello spettro autistico. Questa è la preoccupante conclusione a cui sono arrivati i ricercatori della Monash Univesity che hanno realizzato il primo studio che esamina gli effetti sul lungo periodo dell'inquinamento sullo sviluppo dell'autismo, durante i primi anni di vita dei bambini nei paesi in via di sviluppo. Ma vediamo la ricerca nel dettaglio per capire di più.

Lo studio. I ricercatori hanno preso in analisi 124 bambini con disturbo dello spettro autistico e 1240 bambini sani come gruppo di controllo e li hanno seguiti per nove anni, esaminato l'eventuale associazione tra l'inquinamento dell'aria e il disturbo. Dai dati raccolti è emerso che l'esposizione ai PM2.5, il particolato più sottile che inquina l'ambiente in cui viviamo e che viene emesso dai veicoli, dalle fabbriche e da altre fonti di inquinamento che respiriamo, incrementa fino al 78% in più il rischio di sviluppare il disturbo dello spettro autistico.....

Come l'inquinamento provocherebbe l'autismo. Il cervello in via di sviluppo dei bambini è particolarmente vulnerabile all'esposizione di sostanze tossiche presenti nell'aria e molti studi hanno suggerito che questo possa influenzare le funzioni cerebrali così come quelle del sistema immunitario. Questo potrebbe spiegare come l'esposizione agli agenti inquinanti incrementi il rischio di autismo.....

Inquinamento pericoloso. Quel che è certo è che l'inquinamento è attualmente la causa di 4,2 milioni di morti nel mondo e che provoca lo sviluppo di malattie e morti premature, soprattutto in paesi come Cina e India.

Cosa fare. Gli scienziati sostengono che non si possa definire un livello di inquinamento ‘sicuro', ma in generale, a prescindere, sia da considerarsi potenzialmente pericoloso per la nostra salute.

A livello globale l’inquinamento atmosferico miete più vittime del tabacco.

TRATTO DA DOLCEVITA


A livello globale l’inquinamento atmosferico miete più vittime del tabacco.
Lo dicono i dati resi noti dalla prima Conferenza globale sull’inquinamento atmosferico e la salute che, certificando il preoccupante primato, ha lasciato intendere che i danni ad esso correlati come ictus e malattie cardiache e respiratorie, asma compreso, siano solo la punta dell’iceberg.
Infatti, ogni mese che passa nuovi studi mostrano ulteriori danni provocati dalla tossicità dell’aria: dalla riduzione delle facoltà cognitive al diabete fino all’allarmante ritrovamento di particelle di inquinamento nella placenta delle madri.
Circa il 91% della popolazione mondiale vive in luoghi in cui i livelli di qualità dell’aria superano il livello di riferimento dell’OMS di 10μg / m3. Solo nel Nord Italia sono 3,7 milioni i cittadini chiamati a sopportare il frequente e contemporaneo sforamento degli standard emissivi per tre componenti principali dellinquinamento atmosferico (ovvero PM10, NO2 e O3) che colpisce sia i paesi sviluppati sia quelli in via di sviluppo....
I BAMBINI. Ogni giorno nel mondo circa il 93% dei bambini di età inferiore ai 15 anni (stiamo parlando di una popolazione che conta 1,8 miliardi di individui) respira un’aria tanto inquinata da mettere a repentaglio la loro salute. Nel 2016, in 600.000 sono morti per infezioni acute delle basse vie respiratorie causate dall’aria inquinata. Uno dei motivi per cui i bambini sono particolarmente vulnerabili agli effetti dell’inquinamento atmosferico è legato al fatto che respirano più rapidamente degli adulti e quindi assorbono più inquinanti oltre alla condizione di vivere, per ovvie ragioni di altezza, più vicino al terreno, dove alcuni inquinanti raggiungono concentrazioni di picco in un momento in cui i loro cervelli e i loro corpi sono ancora in via di sviluppo aumenta  il rischio di sviluppare malattie croniche più avanti nella vita oltre a favorire l’insorgere di asma e cancro infantile.
CHE FARE. L’obiettivo dichiarato dei paesi e degli esperti intervenuti a Ginevra alla Conferenza promossa dalla Organizzazione mondiale della sanità è quello di ridurre di due terzi il numero dei decessi entro il 2030 che significa passare dagli attuali 4,2 milioni di morti a molto meno della metà.
Le politiche e gli investimenti a sostegno di trasporti più ecologici, edifici efficienti dal punto di vista energetico, produzione di energia da fonti rinnovabili e una migliore gestione dei rifiuti urbani sono le mosse attraverso cui ridurre efficacemente le principali fonti di inquinamento atmosferico.
Dallo smog che incombe sulle città al fumo negli ambienti chiusi, l’inquinamento dell’aria rappresenta una grave minaccia per la salute e il clima – molti dei fattori che determinano l’inquinamento atmosferico (ad esempio la combustione di combustibili fossili) sono anche fonti di elevate emissioni di CO2. Per questo le politiche volte a ridurre l’inquinamento offrono una strategia “win-win” sia per il clima sia per la salute, riducendo il carico di malattie attribuibili all’inquinamento atmosferico e contribuendo a rallentare l’impatto dei cambiamenti climatici.

06 novembre 2018

INQUINAMENTO: 600 MILA BAMBINI E ADOLESCENTI UCCISI DALLE POLVERI SOTTILI

Tratto da Notizie geopolitiche.it 

INQUINAMENTO: 600MILA BAMBINI E ADOLESCENTI UCCISI DALLE POLVERI SOTTILI
di C. Alessandro Mauceri
Ormai non si parla più di eventi catastrofici eccezionali. E appare anacronistico urlare allo stato di emergenza: la qualità dell’aria che si respira è continuamente potenzialmente letale per miliardi di persone in quasi tutte le aree del pianeta! Dai paesi più poveri o meno sviluppati .... ai paesi più sviluppati e industrializzati (che non sembrano messere capaci di fare buon uso della propria ricchezza economica e del proprio patrimonio tecnologico).
A confermare che questa è ormai una realtà consolidata due rapporti presentati in questi giorni. Il primo è il rapporto dell’Oms Air pollution and child health: prescribing clean air. Nel mondo circa il 93% delle ragazze e ragazzi sotto i 15 anni – 1,8 miliardi di persone – respira aria così inquinata da mettere a serio rischio salute e sviluppo. Solo nel 2016 sono 600mila i bambini e gli adolescenti morti per infezioni acute delle basse vie respiratorie, causate dall’inquinamento atmosferico. Il problema, sottolinea il documento, riguarda sia i paesi in via di sviluppo, dove il 98% dei bambini sotto i 5 anni respira livelli di polveri ultrasottili superiori al limite fissato dall’Oms, sia quelli ad alto reddito, dove la percentuale è comunque superiore al 50%. “L’aria inquinata sta avvelenando milioni di bambini e rovinando le loro vite”, ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore Generale dell’Oms.

Il rapporto, presentato in occasione della prima Conferenza globale sull’inquinamento atmosferico e la salute organizzata dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a Ginevra, ribadisce e conferma che le conseguenze dell’inquinamento dell’aria che respiriamo sulla salute sono ormai innegabili: circa un terzo dei decessi che ogni anno avvengono nel mondo è dovuto a ictus, cancro ai polmoni o malattie cardiache causate da inquinamento atmosferico. Le conseguenze delle sostanze inquinanti sulla salute sono paragonabili a quelle del fumo eccessivo o una a limitazione troppo ricca di sale. Ma mentre dal fumo ci si può difendere (con leggi ad hoc o evitando stare vicini a fumatori), e una corretta alimentazione può ridurre i rischi legati all’eccesso di sale, evitare l’inquinamento atmosferico è praticamente impossibile. L’inquinamento atmosferico è un nemico insidioso e incontrollabile. Secondo i dati dell’Oms, ormai nove persone su dieci nel mondo respirano aria inquinata. E questa morte lenta inizia in tenera età.
I risultati di questo studio sono confermati da un altro report, Air quality in Europe 2018, pubblicato dall’Agenzia europea dell’ambiente (EEA). Analizzando i dati ufficiali sulla qualità dell’aria comunicati (nel 2016) da oltre 2.500 stazioni di monitoraggio, i ricercatori hanno calcolato le conseguenze per la salute umana egli eccessi di particolato (PM), biossido di azoto (NO2) e ozono troposferico (O3). Sono questi, secondo il rapporto, i principali responsabili dei danni alla salute umana: nel 2015, “le concentrazioni di PM 2,5 hanno causato circa 422mila morti premature in 41 paesi europei, di cui circa 39mila nei 28 Stati membri dell’Ue”. Secondo l’EEA gli anni di vita persi sono maggiori nelle economie più grandi del continente e, in termini relativi (calcolati su 100mila abitanti), sono appannaggio dei Paesi dell’Europa centro-orientale. Nonostante i lenti miglioramenti, sottolinea lo studio, l’inquinamento atmosferico continua a superare i limiti e gli orientamenti dell’Unione europea e dell’Organizzazione mondiale della sanità, e “rappresenta ancora un pericolo per la salute umana e per l’ambiente”.
Ancora una volta le percentuali sono impressionanti: in Europa, circa il 95% degli europei sono esposti a emissioni di PM2,5, NO2 e O3 superiori ai limiti tollerabili. ........
Per quanto riguarda il diossido di azoto, il valore limite annuale continua ad essere ampiamente superato in tutta Europa. Nel 2016, il 7% della popolazione urbana dell’UE-28 viveva in aree con concentrazioni superiori al valore limite annuale dell’UE e alle linee guida dell’Oms. E anche in questo caso le conseguenze sono letali: l’esposizione all’NO2 nel mondo sarebbe causa di morte prematura per circa 79.000 persone in 41 paesi.
La presenza di queste sostanze risulta particolarmente elevata in Italia, dove il dato sulle morti premature conferma il primato negativo, con un lieve peggioramento delle cifre sui decessi: nel 2015 le concentrazioni di PM2,5 nel nostro Paese sono state responsabili di 60.600 morti premature, quelle di NO2 di altre 20.500 e quelle di O3 3.200 ancora.
Quello italiano costituisce un record di cui l’Italia non può vantarsi: nessun altro Paese europeo ha una qualità dell’aria responsabile di così tante vittime dell’inquinamento atmosferico (solo la Germania fa peggio per le morti causate da PM2,5).
E a conferma di quanto affermava l’altro rapporto, anche in Italia, il maggior numero di morti causate dalla qualità dell’aria si regista al nord dove più del 95% dei cittadini milioni e milioni di uomini donne e, soprattutto, bambini) pagano con la propria salute le consegue e delle eccessive emissioni di sostanze inquinanti. ..
Come ormai da anni ripete (inascoltato) anche l’Ispra, ai primissimi posti delle cause delle emissioni di inquinanti ci sono la climatizzazione degli edifici e il trasporto su strada: “L’inquinamento atmosferico è un assassino invisibile e dobbiamo intensificare gli sforzi per affrontarne le cause – conclude Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’Agenzia europea dell’ambiente .....
Come sempre, a pagare le conseguenze dell’incapacità di limitare le emissioni di sostanze inquinanti sono i soggetti meno responsabili: secondo gli esperti che hanno scritto Air Quality Europe 2018, a causa dell’inquinamento, per i bambini il nord Italia è il luogo peggiore dove vivere.
“Affrontare questi settori in modo integrato può offrire benefici evidenti sia per la qualità dell’aria che per il clima e contribuirà a migliorare la nostra salute e il nostro benessere” ha ribadito il direttore esecutivo dell’EEA Hans Belle parole, ma la realtà è che in Europa e nel mondo si continua a morire a causa dell’aria “sporca” che si respira. E nessuno, fino ad ora, è stato capace di fermare certe decisioni prese dai governi, come quelle di aprire o non chiudere le centrali a carbone o di favorire il trasporto su gomma e via mare e molte altre.....
Secondo l’Oms, ogni giorno, più del 90% di bambini sotto i 15 anni nel mondo respira aria inquinata che è la causa di 600mila morti infantili dovute allo smog respirato in casa e fuori. Morti sulla coscienza dei governi di quegli stati, ma anche su quella di tutti coloro i quali fingono di non sapere cosa respirano i propri figli.

Inquinamento atmosferico e autismo: l’esposizione nei primi anni di vita aumenta le possibilità di sviluppare la malattia del 78%

Tratto da Meteoweb
Inquinamento atmosferico e autismo, nuove conferme: l’esposizione nei primi anni di vita aumenta le possibilità di sviluppare la malattia del 78%

"Le cause dell’autismo sono complesse e non pienamente comprese, ma i fattori ambientali sono sempre più riconosciuti in aggiunta a fattori genetici e di altro tipo", spiegano gli autori di un nuovo studio


Linquinamento dell’aria è una grande preoccupazione pubblica e si stima che causi fino a 4,2 milioni di morti nel mondo ogni anno. Gli agenti inquinanti contribuiscono ad alto un carico di morbilità e di morti premature in Paesi come Cina e India, soprattutto nelle aree più densamente popolate. Anche in Australia, dove le concentrazioni sono tipicamente inferiori, l’inquinamento atmosferico dei combustibili fossili e dei processi industriali provoca circa 3.000 morti premature all’anno.
Uno studio, condotto dai ricercatori della Monash University e pubblicato sulla rivista Environment International, è stato il primo ad esaminare gli effetti dell’esposizione a lungo termine all’inquinamento atmosferico durante i primi anni di vita in un Paese sviluppato. Condotto su 124 bambini colpiti da autismo e 1240 bambini sani come gruppo di controllo, tutti di di età 0-3 anni, lo studio ha svelato che l’esposizione alle particelle sottili (PM2.5) emessi dagli scarichi dei veicoli, dalle emissioni industriali e da altre fonti di inquinamento esterno aumentano il rischio di sviluppare autismo del 78%. Lo studio è stato condotto a Shangai per 9 anni e si aggiunge agli studi precedenti che avevano già collegato l’inquinamento atmosferico prenatale all’autismo nei bambini.
Le cause dell’autismo sono complesse e non pienamente comprese, ma i fattori ambientali sono sempre più riconosciuti in aggiunta a fattori genetici e di altro tipo. I cervelli in sviluppo dei bambini sono più vulnerabili alle esposizioni tossiche dell’ambiente e diversi studi hanno suggerito che questo potrebbe influire sulla funzione cerebrale e sul sistema immunitario. Questi effetti potrebbero spiegare il forte collegamento che abbiamo trovato tra l’esposizione agli inquinanti atmosferici e l’autismo, ma sono necessarie ulteriori ricerche per esplorare l’associazione tra inquinamento atmosferico e salute mentale in maniera più ampia”, ha spiegato il Prof. Yuming Guo, tra gli autori dello nuovo studio.

Lo studio ha esaminato gli effetti sulla salute di 3 tipi di polveri sottili (PM1, PM2.5, PM10), sottoprodotti di emissioni di fabbriche, veicoli, attività edilizie e polvere. Più le particelle soni piccole, più sono in grado di penetrare nei polmoni e di entrare nel flusso sanguigno, provocando una serie di gravi condizioni di salute. I seri effetti sulla salute dell’inquinamento dell’aria sono ben documentati, suggerendo che non esiste un livello sicuro di esposizione. Anche l’esposizione a piccolissime quantità di polveri sottili è stata collegata a nascite premature, apprendimento ritardato e una serie di gravi condizioni di salute, incluse malattie cardiache, ha concluso Guo.

04 novembre 2018

Paolo Ermani :Effetto serra e cambiamenti climatici: la politica dorme, la natura no

Tratto da Il Cambiamento
Effetto serra e cambiamenti climatici: la politica dorme, la natura no
di Paolo Ermani 30-10-2018

Disastri ovunque, allagamenti, venti fortissimi, morti. La natura presenta il conto dell’effetto serra provocato dalla stupidità e avidità umana...


Venti fortissimi, di una violenza inaudita, mai vista, che nemmeno gli anziani ricordano; piogge che in pochi minuti fanno arrivare al suolo l’acqua di una intera stagione; straripamenti di fiumi; persone portate via dalla forza delle acque o investite da alberi che cadono; allagamenti; crolli di case e ponti; pali di cavi elettrici che vengono spazzati via; mareggiate che distruggono la costa, danni ingentissimi. La natura presenta il conto dell’effetto serra provocato dalla stupidità e avidità umana; e la politica cosa fa? ...

Ci si accapiglia per ridicoli punti di spread, si rassicurano mercati e banche, si parla di cose assurde, inutili, superflue tranne che di quello che è veramente importante, prioritario e che determina la nostra esistenza. E la cosa più incredibile è che l’unico argomento che regna sovrano sono i soldi, ma stranamente tutti i soldi che si pagano e si pagheranno per i danni da effetto serra, e che sono ben più alti di miseri punti di crescita del maledetto PIL, sembra come se non esistano, come se li pagassero i marziani e non noi cittadini.

Sembra che niente riesca a scalfire l’ignavia, l’indifferenza, il menefreghismo di fronte alla nostra sopravvivenza e salvaguardia. Cosa deve accadere ancora per mettere al primo posto l’ambiente e la difesa delle persone .....?

Solo la natura è padrona a casa sua e a casa sua ci abitiamo noi.

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Mentre arriva il 5G,il libro "“Manuale di autodifesa per elettrosensibil " spiega come difendersi dall’elettrosmog

Mentre arriva il 5G, un libro spiega come difendersi dall’elettrosmog

La compagnia assicurativa Lloyd’s di Londra esclude coperture per danni alla 
salute umana derivati dall’irradiazione elettromagnetica da radiofrequenze/
microonde emesse da smartphone, smart meter, wi-fi e sistemi wireless usati
 in abitazioni, scuole e uffici. Così pure la Swiss Re, la famosa compagnia 
svizzera di assicurazione, che in un rapporto di 37 pagine sostiene già dal
lontano 1996 come “i ricercatori hanno già trovato troppe evidenze 
scientifiche e quindi non si possono ignorare i rischi per la salute legati
 all’esposizione a Radiofrequenze/Microonde”. 
E che in Italia c’è il primo caso al mondo di  una sentenza passata in giudicato
 (Cassazione 2012) sul nesso causale  telefonino=cancro, lo sapevate?
E che sono centinaia e centinaia gli studi medico-scientifici validati che 
attestano effetti biologici da irradiazione  elettromagnetica?
Una mole enorme di autorevoli studi, infatti, evidenzia il rischio 
d’insorgenza tumori, malattie neurodegenerative come Azheimer e SLA
 (Sclerosi laterale amiotrofica), alterazioni del sistema immunitario
 e cardiocircolatorio, disturbi cognitivi della memoria e 
dell’ apprendimento, insonnia, alterata attività cerebrale ed
 elettrosensibilità, l’invisibile malattia dell’Era Elettromagnetica che colpisce 
sempre più persone anche in Italia.

Se tutto questo ancora non lo sapete e con disinvoltura continuate a ritenete
 innocue le strumentazioni tecnologiche che vi circondano, fareste bene a leggere
 il nuovo libro d’inchiesta del giornalista Maurizio Martucci, autore del “Manuale
dallo spazio” (Terra Nuova Edizioni), tanto più che nell’imminente arrivo del 5G, 
dal 2019 saremo immersi da un vero e proprio tsunami di microonde
 millimetriche con milioni di mini-antenne posizionate sui lampioni della luce 
LED riconvertiti in wireless.
I Governi ignorano gli appelli precauzionali della comunità medico-
scientifica, mentre la tecnologia corre più velocemente della ricerca, costretta
 al rimorchio tra gli insidiosi conflitti d’interesse che spesso macchiano
 l’onorabilità degli organismi sanitari mondiali che, invece di nascondere 
il pericolo, senza tentennare dovrebbero difendere la salute pubblica
 dallo spauracchio elettrosmog. E’ questo il cuore delle pagine di Martucci, 
il primo libro italiano che, investigando su un tema scivoloso, tenta di far luce 
sull’estrema attualità Smart, l’intelligenza artificiale di quinta generazione
 spesso macchiato che sembra partire con evidenti zone grigie e ambiguità,
 considerato l’impressionante business che muove le telecomunicazioni.

“Ma la salute viene prima di tutto”, afferma l’autore nelle sue pagine ricche
 di dati, ricerche e studi che, a fronte dell’impennata di casi tumori e malattie
 neurodegenerative, meritano un’urgente riesame, visto che proprio nel 2019
 l’Organizzazione Mondiale della Sanità potrebbe rivedere la classificazione delle
 cancerogenesi dell’elettrosmog.
Nel libro “Manuale di autodifesa per elettrosensibili” c’è il racconto dello strazio 
patito dagli ammalati di elettrosensibilità, persone che attraverso un meccanismo
 metabolico tipo allergico, non riescono a sopportare l’irradiazione dei campi
 elettromagnetici nemmeno a bassissima intensità. Oltre i malati, i più esposti 
al rischio sono poi i bambini e il Moby Kids (come spiega il libro sul più 
studio al mondo sui tumori in età pediatrico-adolescenziale) sarà chiamato a
 far luce sui troppi casi di patologie di minori che potrebbero avere un 
legame con l’esposizione elettromagnetica.
Nel volume trovate anche l’appello di medici, come ISDE Italia, per fermare
 l’avanzata del 5G, ormai alle porte: “Presidente ISDE, che al Governo 
Conte ha reiterato la necessità di una moratoria (rimasta inascoltata) per fermare
 il pericolo 5G. “Partiamo da dati di fatto ormai consolidati, il cancro è una 
evenienza che sembra molto probabile ma è soltanto la punta dell’iceberg! 
Le prime evidenze che stanno venendo fuori dalla sperimentazione del 5G 
sono abbastanza preoccupanti. Sono state segnalate alterazione 
dell’espressione genica, effetti sulla cute, effetti sulla proliferazione cellulare, 
sulla sintesi di proteine, sui processi infiammatori”.

Manuale di Autodifesa per Elettrosensibili