25 maggio 2013

Costi energetici: quanto costa veramente 1 kWh tra rinnovabili e energie tradizionali

 Tratto da Tuttogreen

Costi energetici: quanto costa veramente 1 kWh tra rinnovabili e fonti tradizionali

Secondo uno studio dell’associazione no profit Green Budget Germany, che prende in esame il costo delle varie fonti di energia e include nell’analisi anche i costi delle ricadute ambientali, sulla salute e sull’ecosistema, l’energia più economica sarebbe quella eolica, con un costo pari a 0,07 € al kwh, seguita dall’energia prodotta nelle centrali solari delle regioni del sud Europa (0,10 € al kwh).

Il costo dell’energia prodotta dalle centrali a carbone si aggirerebbe su valori doppi rispetto all’eolico e al solare e sarebbe in linea con il costo medio dell’energia prodotta dal solare nel resto del Mondo.
 
Ai costi di mercato bisogna poi sommare le ricadute ambientali e quelle sulla salute, valori che non vengono pagati dai produttori ma si scaricano sulla “società” come ad esempio tutti quei costi legati alle cure per malattie respiratorie oppure i danni ambientali legati al rilascio di agenti inquinanti.

Per chirire la cosa, si pensi al caso di una centrale nucleare cui, il costo netto di produzione dell’energia deve in realtà essere sommato con i costi altissimi legati ai danni causati da un eventuale incidente, scenario remoto ma, come insegnano gli episodi degli ultimi decenni, sempre possibile.
Volendo calcolare dunque l’impatto economico di una fuga radiottiva, i costi per la produzione di 1 kwh da parte di una centrale nucleare può quindi raggiunge valori reali compresi tra di 0,31 e 0,54 .
Ma questi dati non vengono mai diffusi né presi in considerazione quando si aprla di rinnovabili…

24 maggio 2013

Il ministro Orlando scivola sulla AIA per la centrale a carbone

Tratto da Ecoblog

Il ministro Orlando scivola sulla AIA per la centrale a carbone a La SpeziaIl ministro Orlando scivola sulla AIA per la centrale a carbone a La Spezia

La centrale elettrica a carbone Eugenio Montale di Enel a La Spezia compie un passo avanti tant’è che una prima convocazione per la Conferenza dei servizi per il rilascio dell’Aia era stata fissata per il 21 maggio, con comunicazione in via esclusiva al Sindaco di la Spezia. Ma l’appuntamento poi è slittato al prossimo 7 giugno.
La notizia arriva dai comitati cittadini allarmati dal fatto che della convocazione ne sono venuti a conoscenza per caso e dunque si sono immediatamente allertati per vederci chiaro. Soprattutto all’ indomani delle zuccherose dichiarazioni rilasciate a La Repubblica in cui dice:
Penso che occorra avviare una seria ricognizione delle centrali obsolete esistenti per programmare un processo graduale di dismissione degli impianti a carbone.

Ma non solo, altrettante dichiarazioni di buoni intenti le aveva espresse in audizione alla commissione Ambiente alla Camera e rilanciate da tutti i media del mainstream, come il nuovo manifesto della politica della green economy in Italia.
Ma come si spiega, allora la dicotomia? Risposta per ora non ne ho. Di fatto il ministro Andrea Orlando è nato a La Spezia e li ha vissuto e dunque conosce molto bene la storia della centrale elettrica E.Montale, così come conosce bene i cittadini che si battono per la dismissione della stessa chiesta nel 1990 con un referendum. La centrale si sarebbe dovuta fermare nel 2005 ma è ancora in funzione tant’ è che i comitati cittadini tra cui SpeziaPolis e Spezia via dal carbone hanno anche prodotto una serie di documenti, allegati alla AIA in cui spiegano e dimostrano (sopratutto) perché una centrale elettrica a carbone è inquinante e sempre lo sarà, non essendoci soluzioni tecniche per rendere pulito il bruciare carbone.

Ministro dell' Ambiente: ecco le nuove linee politiche del dicastero.

Tratto da Greenreport

Il ministro dell'Ambiente Orlando scopre le carte: ecco le nuove linee politiche del dicastero.

Pubblichiamo la sintesi delle dichiarazioni programmatiche presentate dal ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, alla commissione Ambiente della Camera 

 LE TRE GRANDI OPZIONI STRATEGICHE
Green economy
È in questo quadro, è con queste premesse di azione politica, che si possono perseguire le grandi opzioni strategiche che l'Italia ha di fronte: la progressiva modifica del modello di sviluppo verso la green economy, la riconversione energetica e la tutela della biodiversità.

Energie rinnovabili
Sulla questione energetica, faccio mie quanto detto ieri dal premier, Enrico Letta intervenendo in Senato alla vigilia del vertice Ue: "La priorità assoluta in campo energetico per noi resta lo sviluppo delle fonti rinnovabili".
Pensiamo sia cruciale ridurre il costo dell'energia, anche come fattore di competitività per le imprese.

Biodiversità
Insieme a quello dei cambiamenti climatici, la continua perdita di biodiversità rappresenta l'emergenza più importante con cui occorre misurarsi con l'obiettivo di invertire le tendenze in atto per salvare così il futuro della nostra civiltà.


LE TRE PRIORITA' LEGISLATIVE

 L'acqua
C'è bisogno di un intervento normativo urgente e organico per porre fine alla vacatio post referendum. Occorre pervenire ad un Piano nazionale di tutela e gestione della Risorsa Idrica, che traduca finalmente le risultanze referendarie in una azione organica per la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio, che introduca criteri e vincoli per una gestione efficiente, efficace ed economicamente sostenibile della risorsa acqua, rilanciando gli investimenti in infrastrutture e in tecnologie innovative.
Il consumo del suolo
La seconda priorità è di procedere alla definizione di una iniziativa legislativa che ponga dei limiti al consumo di suolo in tutto il Paese. Si tratta di puntare sulla trasformazione del tessuto urbano esistente  e non sulla realizzazione di nuove edificazioni.
I delitti ambientali
Un altro tema su cui intendo promuovere una iniziativa legislativa è quello delle sanzioni per illeciti ambientali. Credo infatti che in materia di reati ambientali e di illeciti amministrativi ambientali  sia giunto il momento di una complessiva riforma normativa del sistema delle sanzioni: noi abbiamo bisogno di rivedere il complesso delle sanzioni amministrative, ma anche di ampliare l'ambito  dei delitti contro l'Ambiente, le risorse e il patrimonio naturale e paesaggistico. Alcune proposte di iniziativa parlamentare sono state depositate in questa legislatura e nella passata, e saranno prese nella massima considerazione in vista di una  proposta del Governo. La tutela dell'ambiente è un tutt'uno con la lotta alla criminalità organizzata.Vai all'articolo integrale




Speriamo che  ai programmi  seguano  atti concreti che  possano   realmente favorire  la greeenconomy, lo sviluppo delle fonti rinnovabili,una reale presa di coscienza dei cambiamenti climatici,la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione dell' acqua e una reale  condanna dei delitti contro l'Ambiente, ed anche di riflesso  una maggiore  tutela dell ' ambiente stesso  e della salute delle persone.

Rimaniamo in attesa  di un reale ed improcrastinabile  cambio di paradigma  del Ministero dell' Ambiente e della politica in generale a questo punto indispensabile  per salvare  davvero  il futuro della nostra civiltà.

 RIMANIAMO IN ATTESA DI ATTI CONCRETI . NON COME  DA SEMPRE ACCADE  TANTE BELLE  PAROLE........ MA  POI NEI FATTI SU MOLTI  TERRITORI  COME IL NOSTRO SEMPRE.....TANTO  TANTO CARBONE
e al posto della green economy  TANTA BLACK ECONOMY.
 

23 maggio 2013

Legale di Riva sul caso Ilva: "La salute non e' un valore assoluto e non giustifica tutto"

Tratto da Cosmopolis

Legale Riva su caso Ilva: "La salute non e' un valore assoluto e non giustifica tutto" .

Destano perplessità le parole del legale di Emilio Riva, Marco De Luca, apparse quest'oggi sul 'Corriere della Sera'. L'articolo, a firma della collega Giusi Fasano, titolava: "Su di noi troppe attenzioni. Temo per la salute di Emilio Riva”. L’avvocato del patron dell’Ilva, commentando i recenti guai giudiziari del proprietario dello stabilimento, ha voluto puntualizzare: “La salute non è un valore assoluto e non giustifica tutto. Solo un talebano in malafede può sostenere che ci siano valori assoluti sopra ogni cosa e in ogni circostanza”. 

 “Con la sentenza della Corte Costituzionale, sul decreto “salva Ilva” - prosegue - si dice che la tutela della salute è demandata a poteri diversi dalla magistratura e che ci sono poteri attribuiti al giudice amministrativo sui quali i magistrati della procura di Taranto non possono minimamente interferire. E’ invece loro si sono arrogati quei poteri”.
Secondo De Luca verso Riva ci sarebbe un vero e proprio accanimento giudiziario: “Emilio è in condizione di salute precaria – ha affermato-  Si arrabbia perchè è convinto di subire ingiustizie. Sono preoccupato per lui. E’ l’unico caso in Italia dove un uomo di 87 anni è ai domiciliari da luglio dell’anno scorso”. 
  La preoccupazione di cui parla De Luca non dovrebbe avere ragion d’essere ritenendo la salute, come egli stesso afferma, nè un primum, nè un valore universale a cui prestare particolare tutela. Ma applicando il concetto sopra esposto della relatività del “bene vita” sarebbe più opportuno inscrivere tale compartecipazione emotiva e solidaristica nell’alveo della opportunità o possibilità. A volte capita.
 Capita che si violino le leggi costituite e capita altrettanto, di essere perseguiti dalla giustizia vigente.  
Simon Wiesenthal il noto cacciatore di nazisti, responsabile della cattura dell’efferato gerarca Adolf Eichmann, affermò: “Tutto il valore del mio lavoro sta nell'ammonimento agli assassini di domani: non avrete mai pace”.
  Per certi crimini non c'è pace, nè pretestuose prescrizioni. 
Paola Fornaro

Tratto da QualEnergia

Cip6, come spenderemo 500 milioni più del dovuto

Adeguando gli incentivi Cip6 per rinnovabili ed assimilate ai nuovi metodi di calcolo del prezzo del gas, come suggerito dall'Autorità per l'Energia elettrica e il gas, si sarebbe potuta allegerire la componente A3 della bolletta di 500 milioni di euro. Ma un decreto dell'ultima ora del ministro Passera lo ha impedito. Chi ne ha beneficiato?
Mentre il dibattito sugli oneri di sistema in bolletta continua (l'ultimo capitolo riguarda le osservazioni dell'Autorità che per ripartirli su una base maggiore li vorrebbe pagati anche sull'energia autoconsumata), scopriamo che c'era un modo per ridurli subito, di 500 milioni di euro. Ma il governo precedente si è guardato bene dall'approfittarne, con un intervento last minute dell'ex ministro del Ministero dello Sviluppo Economico, Corrado Passera.
Sono soldi che si sarebbero potuti risparmiare dal Cip6, l'incentivo istituito nel 1992 che nel 2011 è pesato 3,257 miliardi di euro sul totale della componente A3 delle bollette italiane. 
Sempre nel 2011 è andato per il 28,2% alle rinnovabili vere e proprie (918 milioni di €) e per il 72,8% alle assimilate (2.339 milioni di €), come gli inceneritori e la combustione di sottoprodotti delle raffinerie e di altri processi industriali, non proprio processi puliti. Nel grafico i gruppi che usufruiscono dei maggiori contributi CIP6 da fonti assimilate nel 2011 (clicca per ingrandire). Ad esempio Edison grazie al Cip6/assimilate si è portata nelle casse la ragguardevole cifra di circa 486 milioni di euro (fonte Aeeg). Se poi aggiungiamo i suoi contributi relativi per il Cip6/rinnovabili, arriviamo alla cifra di circa 536 milioni di euro! (per l'anno 2011)......
Intanto abbiamo speso 500 milioni più del dovuto; una scelta difficilmente giustificabile vista l'attenzione e la preoccupazione che il governo Monti e il ministro Passera ha sempre riservato alla crescita della componente A3 della bolletta, che ha sempre 'mediaticamente' fatto pesare sulle rinnovabili.
Chi si avvantaggia dell'atto dell'ultima ora? Tanto per fare qualche nome, Edison, Saras, Erg, Bg Group, Gdf Suez, Api, A2A, ecc.
  E per fortuna che grazie all’applicazione della legge 99 del 23 luglio 2009, che ha introdotto la possibilità di risoluzione anticipata delle convenzioni CIP6, il peso dei contributi CIP6 si esaurirà progressivamente. 
Ma qualcosa si troverà per gli orfani del Cip6, ne siamo certi.

SpeziaPolis: ANCORA CARBONE SENZA SE E SENZA MA........

Riceviamo da   SpeziaPolis

Questo è davvero l'ultimo round e non pare che Ministero e Comune vogliano troppo andare per il sottile: ANCORA CARBONE SENZA SE E SENZA MA.



Pubblichiamo il  comunicato del Comitato SpeziaViaDalCarbone che ben descrive cos'è accaduto ieri.
Riportiamo solo poche righe:
 Rimarchiamo 
l’omissione da parte del Ministero dell’Ambiente della convocazione per il Comitato a partecipare alla Conferenza dei Servizi, cui ha diritto......

il silenzio dell’amministrazione locale, ovvero di Regione Liguria, Provincia della Spezia, ed in particolar modo del Sindaco della Spezia Massimo Federici che, ricevuta la comunicazione, non l’ha resa nota alla cittadinanza ....


la distanza del nuovo Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, Spezzino, che un mese fa, ancora Deputato, aveva aperto un dialogo con il Comitato e oggi nel suo discorso programmatico alla Commissione Ambiente della Camera esalta l’importanza della partecipazione, ma che nella realtà dei fatti ha già tradito le aspettative in lui riposte dai concittadini, se non altro in termini di fiducia e trasparenza



EPPUR QUALCOSA SI MUOVE.......


EPPUR QUALCOSA SI MUOVE.......

1) Clima, eventi estremi e le scelte energetiche del Presidente  Obama 

2) La Cina propone un tetto alle emissioni di CO2 entro il 2016 

3)Come è cambiato il gioco con il boom delle rinnovabili

Tratto da QualEnergia

Clima, eventi estremi e le scelte energetiche di Obama

Il tornado in Oklahoma e i timori per gli eventi climatici estremi sempre più connessi al global warming stanno mettendo gli Stati Uniti e il presidente Obama di fronte a scelte quanto mai urgenti sul fronte energetico.
Sul tavolo c’è l’oleodotto Keystone che dal Canada dovrebbe trasportare negli Usa il petrolio ricavato dalle sabbie bituminose, un processo altamente energivoro e a forte impatto sulle emissioni di CO2, molto osteggiato dall’opinione pubblica.
Collegato agli effetti climatici e ambientali negli States sta inoltre prendendo piede la campagna Divest Fossil Fuels” (vedi Qualenergia.it) che chiede ai cittadini di togliere i propri risparmi da fondi pensione che contengono titoli di multinazionali coinvolte nel settore dei combustibili fossili.  
Un segnale dal basso che potrebbe orientare le scelte delle compagnie energetiche?
L’opinione di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia, a Ecoradio.
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  Tratto da Rinnovabili.it
 La Cina propone un tetto alle emissioni di CO2 entro il 2016 
Il governo di Pechino potrebbe dare una svolta significativa alla lotta ai cambiamenti climatici: introducendo un limite alle proprie emissioni sarebbe in grado di favorire l’adozione di un accordo mondiale durante la Conferenza di Parigi nel 2015
La Cina propone un tetto alle emissioni di CO2 entro il 2016(Rinnovabili.it) – Se un Paese decide di introdurre un tetto alle emissioni di gas serra compie un passo importante nella lotta al riscaldamento globale, ma se il Paese in questione è il numero uno dei produttori mondiali di anidride carbonica allora la prospettiva cambia totalmente.


Con le sue 8,9 miliardi di tonnellate emesse nel 2011, la Cina ha prodotto il 28 per cento delle emissioni totali di CO2. Dati così eclatanti hanno convinto il governo di Pechino a mutare in maniera drastica l’approccio ai cambiamenti climatici.

È di oggi la notizia che il Consiglio nazionale per lo sviluppo e le riforme (NDRC) ha inviato al Consiglio di Stato cinese una proposta che prevede l’introduzione di limiti alle emissioni di gas serra entro il 2016, qualcosa che gli Stati Uniti non hanno mai realizzato.

La battaglia contro il riscaldamento globale potrebbe ricevere, in questo modo, una spinta senza precedenti. La decisione della Cina, infatti, potrebbe facilmente provocare un vero e proprio effetto domino: i Paesi di tutto il mondo sarebbero incentivati ad accettare con maggiore probabilità tagli rigorosi alle emissioni di carbonio.


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Tratto da Qualenergia


La recente storia del sistema elettrico italiano nella fase dell'esplosione delle rinnovabili: i prezzi, gli incentivi, lo spiazzamento degli impianti convenzionali.
 Quella delle fonti rinnovabili in Italia è una rivoluzione "per sbaglio", ma indietro non si torna....
Indietro non si torna
L’esplosione delle rinnovabili elettriche ha imposto un cambio di paradigma ai mercati dell’elettricità e del gas, dimostrando che un’alternativa esiste. Il prezzo è stato una colossale distorsione delle dinamiche competitive e il proliferare di operazioni speculative, effetto di oltre dieci miliardi di euro l’anno di incentivi.
La domanda è ovvia: non si poteva fare meglio? In un mondo ideale sì, e a una frazione del costo. Ma la realtà è diversa: gli interessi colpiti dallo sviluppo su larga scala delle fonti rinnovabili, soprattutto in un contesto recessivo, sono enormi. L’ETS doveva essere la risposta razionale alle diseconomie ambientali dei combustibili fossili: ebbene, i gruppi di pressione hanno ottenuto allocazioni a buon mercato di diritti di emissione al di là di ogni logica.  
Il naufragio è sotto gli occhi di tutti.
Con un pizzico di cinismo, vien da dire che il cambio di paradigma potesse avvenire solo “per sbaglio”. Così è stato: ora c’è da rimettere ordine, ma indietro non si torna.
Leggi l'articolo integrale

22 maggio 2013

Addio Don Gallo,Continueremo la nostra, la tua battaglia.

 Riceviamo dalla Libreria UBIK
 Addio Don Gallo, prete di strada, servo degli ultimi.
Ti eri battuto con noi contro il carbone.
Continueremo la nostra, la tua battaglia.
Con le tue parole: “i nuovi Partigiani 
quelli che si battono contro la centrale 
a carbone di Vado Ligure!"
 
Don Andrea Gallo un anno fa alla Libreria Ubik aveva fatto dichiarazioni contro l'ampliamento della centrale a carbone di Savona,"un progetto dai dannosi effetti su persone e ambiente che viene imposto alla comunità, contro il volere dei cittadini e delle istituzioni".
Don Gallo aveva terminato l'incontro dicendo:
"Volete sapere chi sono i nuovi partigiani a Savona?
Sono quelli che si battono contro la centrale a carbone di Vado Ligure!"


Già nella prefazione del libro “All' ombra delle Ciminiere” di
Giovanni Borrello, Don Gallo aveva scritto:“Sto seguendo il movimento che combatte contro il carbone della centrale di Savona. 
Per chi mi chiede aiuto, io sono pronto a servire, quindi in questo momento sono con i cittadini e i comitati contro il raddoppio della centrale.
A me sembra fondamentale una presa di coscienza dal basso,attraverso una trasparenza totale, per organizzarsi e snidare quei determinati interessi economici che proliferano a danno dell’ambiente e delle persone.
 Solo i movimenti come quello savonese ne possono prendere coscienza e tentare l’unica strada percorribile...”.

Vedi il video di "Che tempo che fa" di Fabio Fazio dove
Don Gallo si dichiara vicino ai comitati savonesi
contro la centrale a carbone (all'inizio):
http://www.youtube.com/watch?v=dEQeJM3Hhzw

Truffa ai danni dello Stato, indagati i fratelli Riva.

Tratto da Il Corriere della Sera

Truffa ai danni dello Stato, indagati i fratelli Riva, proprietari dell'Ilva di Taranto

I giudici di Milano bloccano nel paradiso fiscale di Jersey un miliardo e duecento milioni di euro dei padroni dell'Ilva di Taranto, la famiglia Riva. Emilio e Adriano Riva sono infatti indagati per truffa ai danni dello Stato e trasferimento fittizio di beni, mentre due loro professionisti sono accusati di riciclaggio.  Leggi l'articolo integrale

 



Ilva: perquisizioni e sequestri a carico dei Riva.Per reati fiscali e di riciclaggio

Le accuse nei confronti della famiglia Riva sono di frode fiscale, riciclaggio, intestazione fittizia e truffa ai danni dello Stato. Gli immobili, i titoli e le disponibilità finanziarie per un valore totale di oltre un miliardo sequestrati alla famiglia Riva, sarebbero stati ottenuti sottraendo soldi all'Ilva. 

E' quanto avrebbero accertato le indagini della Gdf che hanno portato all'emissione del decreto di perquisizione e sequestro.

Leggi l'articolo integrale


No coke Altolazio: "Da dove vengono i milioni di euro dell'Enel presenti nel bilancio del Comune di Civitavecchia?

Tratto da Trc

No coke: "Da dove vengono i milioni di euro dell'Enel presenti nel bilancio del Comune di Civitavecchia?"

"Come si ricorderà, dopo avere sbandierato per mesi decine di criticità ambientali relative alla centrale di Torrevaldaliga Nord arrivando a minacciarne la chiusura, il Sindaco, al momento
decisivo per il rinnovo dell'autorizzazione integrata ambientale,ha accettato supinamente tutte le condizioni imposte da Enel, consentendo, tra le altre cose, che si autorizzassero ulteriori 1.500 ore all'anno di funzionamento dell'impianto al massimo carico, l'utilizzo di 900.000 tonnellate in più di carbone e l'emissione di quantità di monossido di carbonio più che doppie rispetto a quelle associate all'utilizzo delle migliori tecniche disponibili".
 Immagini   tratte da Facebook del Medico Isde dell' Alto Lazio G.Ghirga
  "In considerazione del noto rapporto di natura feudale tra la SpA elettrica e l'Amministrazione Comunale, non serviva una particolare immaginazione per pensare che al comportamento mansueto del Sindaco sarebbe seguita una nuova immissione di capitali Enel nel bilancio del Comune
Al contrario, abbiamo dovuto assistere – senza che, a dire il vero, qualcuno ci abbia creduto - a puerili smentite da palazzo del Pincio, alla negazione di qualsiasi accordo economico con Enel e al piccato rigetto di qualsiasi ipotesi di monetizzazione della salute.


Per venire all'attualità, nel Bilancio di previsione 2013, che in questi giorni viene portato all'approvazione del Consiglio comunale, è iscritta fra le entrate, sotto la voce generica "Contributo Enel", la somma di 12 milioni di euro per l'anno 2013 e sono previsti ulteriori versamenti di 7 milioni di euro per l'anno 2014 e 7 milioni di euro per il 2015.
Poiché Enel non è certo un ente di beneficenza, ci domandiamo come possa essere stato determinato l'ammontare di questo "contributo" e come cinici calcoli ragionieristici possano aver tenuto conto da una parte dei maggiori guadagni aziendali e dall'altra del sacrificio della popolazione conseguente all'aggravamento dell'impatto ambientale e agli effetti che l'aumento dell'inquinamento produrrà sulla
salute.

 

Immagini   tratte da Facebook del Medico Isde dell' Alto Lazio G.Ghirga

Ci domandiamo inoltre a che titolo è stato portato in bilancio il contributo Enel.

Esiste una convenzione? Chi la conosce, chi l'ha approvata?
Rivolgiamo queste domande prima di tutti ai consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione, che, in procinto di discutere il bilancio, su questo punto sembrano accomunati da una strana consegna del silenzio.

Eppure il dato è evidente e clamoroso. Non può essere ignorato perché contiene scelte politiche e amministrative determinanti per tutti: se il diritto alla salute di una popolazione può essere oggetto di baratto e se il futuro di un territorio può dipendere dalla sudditanza ad un potere esterno che agisce solo in base alle regole del mercato e del profitto".

Movimento Nocoke Altolazio

Immagine   tratta da Facebook del Medico Isde dell' Alto Lazio G.Ghirga


21 maggio 2013

"Mi hanno rubato l'aria pulita": allarme sui rischi per i bambini........


Tratto da Save the Children 

 "Mi hanno rubato l'aria pulita": allarme sui rischi per i bambini.

 

Campagna nazionale di Save the Children per sensibilizzare sui rischi che corre l'infanzia durante questa crisi economica

In Italia 1 bambino su 3 è a rischio povertà. Il 18% dei ragazzi abbandona la scuola e 1 milione e mezzo vive in territori avvelenati. 

Il 40% dei giovani è senza lavoro e molti non riescono a formare una famiglia o lasciare la casa dei genitori.  

Diamo l’allarme tutti insieme. Perché rubare il futuro ai bambini significa rubarlo al nostro paese 

 Dai dati di Save the Children, l’Italia è agli ultimi posti in Europa – peggio solo Grecia e Bulgaria – per “povertà di futuro” di bambini e adolescenti, deprivati di opportunità, prospettive e competenze.


Da qui l'iniziativa: affiggere manifesti e volantini che diano un messaggio forte. Tra i testi si legge "Mi hanno rubato la terza media", "Mi hanno rubato la mensa a scuola", "Mi hanno rubato l'aria pulita". Leggi l'articolo integrale 



Mark Jacobsob, professore della Stanford University : " Stato di New York, ecco come 100% rinnovabili al 2030"

Tratto da QualEnergia

Stato di New York, ecco come 100% rinnovabili al 2030

Il mondo può funzionare al 100% ad energia rinnovabile entro 20 anni. Mark Jacobsob, professore della Stanford University lo aveva dimostrato in uno studio del 2009 su scala globale e da poco ha elaborato un piano per liberare al 2030 da nucleare e fossili lo Stato di New York. Uno scenario realistico? “Gli ostacoli sono politici e sociali”.
 
 
Il mondo può funzionare al 100% ad energia rinnovabile entro 20 anni, basta volerlo. Mark Jacobsob, professore della Stanford University lo aveva dimostrato in uno studio del 2009, elaborato con Mark Delucchi della California Davis University. 
Il lavoro dei due, presentato su Scientific American nel 2010 e pubblicato su Energy Picy nel gennaio 2011 (vedi allegato in basso), faceva il calcolo di quanta potenza rinnovabile si dovrebbe installare e quanto si dovrebbe investire per rinunciare completamente a fossili e nucleare entro il 2030. 

Due anni dopo ecco un altro studio di Jacobson e Delucchi che, assieme ad altri, ritornano su questa prospettiva ma su scala più locale, spiegando come poter soddisfare con le sole fonti rinnovabili l'intero fabbisogno energetico dello Stato di New York entro il 2030 (vedi allegato in fondo).
La ricetta proposta parte da una forte dose di efficienza energetica, al fine di ridurre i consumi del 37%, e prevede un mix audace fatto al 40% di eolico, 38% di solare, tra termodinamico e fotovoltaico di diverse taglie, e il resto da geotermia, idroelettrico ed energia da onde e maree.
.......... Per vedere l'occupazione del territorio dell Stato da queste installazioni ci è d'aiuto il grafico qui sotto.
Tutto questo, ovviamente condito con interventi che trasformino la rete in una smart-grid, soddisferebbe non solo il 100% del fabbisogno elettrico, ma darebbe anche energia per riscaldamento e raffreddamento e per i trasporti, che dovranno essere completamente elettrici o con motorizzazione a idrogeno e fuel cell.
Una prospettiva che apparirebbe fantascientifica se non fosse sostenuta da uno studio rigoroso. Quanto realistica è la visione prospettata? Non si rischierebbe di spingere alle stelle i prezzi dell'elettricità?
Jacobson risponde in un'intervista appena pubblicata su Scientific American: “Negli Stati che hanno installato più solare ed eolico l'aumento medio del kWh dal 2003 al 2011 è stato di 2 centesimi, negli altri di 3,6: dove non si è spinto sulle rinnovabili i prezzi sono aumentati di più”, ribatte il ricercatore.
 In quanto a realismo, “gli ostacoli principali sono politici e sociali”.
Insomma, c'è da sperare che allo Stato di New York leggano con attenzione lo studio, anche perché costi e benefici illustrati mostrano che una svolta così radicale sarebbe un buon affare. Si creerebbe occupazione, si risparmierebbe sull'import di combustibili fossili e non si avrebbero grossi aumenti in bolletta. Nel complesso l'investimento necessario rientrerebbe tra i 10 e 17 anni.

 Solo da punto di vista dei costi sanitari lo Stato di New York risparmierebbe 33 miliardi di dollari ossia il 3% del Pil l'anno, e 4mila morti premature. 
 Dal punto di vista degli impatti del global warming al 2050 si eviterebbero danni per 3,2 miliardi l'anno.
Un'analisi coraggiosa in un paese che sembra al momento letteralmente drogato dalla quantità e dai bassi costi dello shale gas, che molti vorrebbero, secondo noi troppo ottimisticamente, come "la soluzione energetica" per gli States.