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19 settembre 2018

L’allarme degli epidemiologi :Emergenza inquinamento, in Italia crescono i tumori infantili

Tratto da  LA REPUBBLICA
Emergenza inquinamento, in Italia crescono i tumori infantili
Aumentano le malattie oncologiche nelle zone più inquinate, e sale l’incidenza tra i più giovani. L’allarme degli epidemiologi in un convegno alla Camera dei Deputati

Leggi anche

Greta Thunberg in "sciopero" dalla scuola per chiedere maggiore attenzione sul problema dei cambiamenti climatici.

Tratto da Il Cambiamento


Lei, Greta Thunberg, è la quindicenne svedese che sta facendo parlare di sé in tutto il mondo perchè da due settimane è in sit-in di protesta davanti al Parlamento di Stoccolma e in "sciopero" dalla scuola (che in Svezia è già iniziata) per chiedere maggiore attenzione sul problema dei cambiamenti climatici.Greta Thunberg presidente del consiglio, subito!
Greta Thunber sta "scioperando" davanti al Parlamento di Stoccolma accusando governi e adulti di non fare assolutamente nulla di concreto per evitare il disastro climatico.

Ma l’ambiente, i cambiamenti climatici per i politici e i decisori in genere sono elementi trascurabili, bazzecole di fronte alle favolette sulla crescita in cui ancora credono, cioè la produzione in massa di malessere, inquinamento e rifiuti.

L’ambiente, ovvero la casa dove viviamo, viene normalmente considerata come un costo, una scocciatura, un aspetto marginale, di cui si interessano quelli che vogliono salvare la foca monaca o qualche tartaruga marina. I politici hanno cose ben più importanti a cui pensare. Qualche volta dicono quattro cose sulla sostenibilità, partecipano a un convegno a tema, parole di circostanza, ma poi nei fatti si fa poco e niente sia per l’ambiente, che per contrastare i cambiamenti climatici, nonostante la situazione si aggravi drammaticamente di giorno in giorno.

Dai politici, anche giovani ma completamente genuflessi alla religione della crescita, non ci si può aspettare granché, sono solo chiacchiere e distintivo. I tempi di intervento sono scaduti da anni e né le amministrazioni locali, né lo Stato stanno facendo quello che sarebbe assolutamente urgente per salvare la nostra casa che è in fiamme.....

Greta Thunberg nella sua lucidità ci riporta al senso, a quello che è doveroso, chiaro, netto, indiscutibile. Dice quelle cose che dovrebbe dire ogni politico, che dovrebbe avere a cuore ogni essere umano. Le dice una ragazzina di 15 anni che ha iniziato uno sciopero dalla scuola di fronte al parlamento svedese dove si terranno a breve le elezioni.

Greta dice cose sagge, sacrosante e invece di rimanere inebetita di fronte ad un telefono cellulare, agisce in prima persona, scende in strada, fa la vera politica, quella del buon senso che è rivoluzionario. ....

«Più imparavo sulla questione e più pensavo: se la situazione è così grave perché non dedichiamo tutto il nostro tempo a parlarne e cercare di risolverla?».
....Credo che ogni persona possa fare la differenza».

Un insegnante di Greta, il professore Benjamin Wagner, ha condiviso la sua protesta e ha affermato: «Tutti sanno e nessuno reagisce. Greta è una rompiscatole, ma in questi casi l’unica cosa ragionevole da fare è essere irragionevoli»....

 I politici continuino a fare calcoli di convenienza, di carriera, di visibilità ma se non si adotteranno soluzioni radicali, la natura spazzerà via anche loro, compresi figli e parenti. Se non ci pensiamo noi a proteggere la nostra casa, non abbiamo scampo. Tutto questo Greta lo ha capito perfettamente e visto che vuole vivere e avere un futuro non solo per lei ma per tutti, prende una posizione netta, l’unica che ha un senso.

18 settembre 2018

Ricercatori londinesi hanno trovato particelle di carbonio nella placenta - Inquinamento nocivo per il feto

Tratto da https://www.rsi.


Inquinamento nocivo per il feto

Ricercatori londinesi hanno trovato particelle di carbonio nella placenta di alcune donne esposte allo smog

Emersi alcuni collegamenti tra esposizione e parto prematuro, basso peso alla nascita, problemi respiratori infantili
Quando le donne in gravidanza respirano aria inquinata, le particelle sono in grado di raggiungere la placenta. Lo ha rivelato una ricerca presentata al Congresso Internazionale della Società Respiratoria Europea, che suggerisce un possibile meccanismo di come i feti vengano influenzati dall'inquinamento.
Studi precedenti avevano fatto emergere alcuni collegamenti tra esposizione e parto prematuro, basso peso alla nascita, problemi respiratori infantili. I ricercatori della Queen Mary University di Londra hanno esaminato le placente di cinque donne incinte che vivevano nella città britannica, non fumatrici.
Il team ha studiato un totale di 3'500 cellule macrofagiche placentari e le ha esaminate con un microscopio ad alta potenza, trovando minuscole particelle di carbonio, create dalla combustione di combustibili fossili.
"La maggior parte delle particelle fuligginose - spiegano i ricercatori - dovrebbe essere inghiottita dai macrofagi all'interno le vie aeree materne. I nostri risultati forniscono la prima prova che possono avere un impatto diretto sul feto".

16 settembre 2018

ISDE :8a Giornata in Memoria di Lorenzo Tomatis – I DETERMINANTI SOCIALI ED AMBIENTALI DI SALUTE

Tratto da Isde 

8a Giornata in Memoria di Lorenzo Tomatis – I DETERMINANTI SOCIALI ED AMBIENTALI DI SALUTE


Si svolgerà a Torino Sabato  22 settembre prossimo l 8a Giornata in Memoria di Lorenzo Tomatis I DETERMINANTI SOCIALI ED AMBIENTALI DI SALUTE questo anno promossa in collaborazione con l’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Torino.

15 settembre 2018

Inquinamento-Taranto, Priolo, Brindisi, Terra dei Fuochi, Marghera e da sempre Brescia. Parliamone sempre

Tratto da Agora magazine

Ambiente - Taranto, Priolo, Brindisi, Terra dei Fuochi, Marghera e da sempre Brescia. Parliamone sempre

Ambiente - Taranto, Priolo, Brindisi, Terra dei Fuochi, Marghera e da sempre Brescia. Parliamone sempre
Dalle diossine, i furani i radioisotopi contenuti nei milioni di tonnellate bruciati nelle centrali a carbone o nell’uso del pet coke, le polveri sottili con limiti di sicurezza doppi o tripli rispetto a quelli fissati da OMS. Nel 2014 l’umanità ha bruciato ogni secondo 250 tonnellate di carbone, 1000 barili di petrolio e 105.000 metri cubi di gas.
Cambiamenti climatici, acidificazione degli oceani, riduzione della fascia di ozono nella stratosfera, modificazione del ciclo biogeochimico dell’azoto e del fosforo, cambiamenti nell’utilizzo del suolo, perdita di biodiversità, diffusione di aerosol atmosferici, inquinamento dovuto ai prodotti chimici immessi nell’ambiente.
Sono questi i cosiddetti limiti planetari relativi a processi fondamentali. Ieri l’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche che ha colpito tre province venete, oggi si sussurra appena della grande epidemia di polmoniti acuti nella bassa bresciana.45f15a57859906650f409fb0f785bcb2
E che dire delle migliaia di composti chimici sfornati e che lo IARC di Lione nemmeno ha potuto controllare? E che dire del glifosfato strategico nella produzione degli OGM e classificato in maniera diversa dal punto di vista tossicologico da IARC (agenzia ricerca sul cancro), ll’EFSA ( agenzia europea perla sicurezza alimentare) ed ECHA ( agenzia europea per le sostanze chimiche )?
In Europa il glifosfato è stato rinvenuto in campioni di pasta, nel pane, birra, lenticchie, biscotti, formaggi, latte. È dappertutto!!
Di particolare rilievo l’azione cancerogena del glifosfato nei linfomi non Hodking. Mille nuovi casi di tumore al giorno in Italia (Fonte: Associazione Italiana di Oncologia Medica e Associazione Italiana Registri Tumori). Cosa aspettarsi da un Paese del falso ambientalismo, gridato ma sterile nelle azioni concrete, tanto da essere certificato da organismi internazionali.
Faccio riferimento all’Agenda 2030 sullo Sviluppo Sostenibile corredata da 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals ) SDGs e 169 Target. Il Rapporto Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile di qualche anno fa bocciava inesorabilmente l’Italia: “non sostenibilità della condizione dell’Italia”.
Lo stesso Ministero dell’Ambiente gestione Galletti a confermarlo quando in preparazione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile fece una verifica rispetto ai 17 SDGs e 169 Target. Gli esiti sono stati tragici!! Nel 21% dei casi la valutazione è estremamente negativa, nel 48% insoddisfacente e nessun obiettivo viene raggiunto.
Italia distante, e di molto, da obiettivi quali la salute, l’energia, lo stato delle infrastrutture, le disuguaglianze, la qualità dell’ambiente. Cosa quindi aspettarsi in termini di qualità della esistenza? Il rapporto ambiente/salute annegato nella spregiudicata logica della compressione dei costi a fini competitivi . Il progetto alta velocità Brescia/Padova intercetta 40 siti da bonificare. Prescrizioni, interventi? Zero. Nella bassa bresciana una vera e propria epidemia di polmonite acuta. “La peggiore del millennio” dichiara il pneumologo e componente della Commissione Ambiente Zolezzi. Duecentotrentacinque casi fin’ora. Due ipotesi o il batterio della legionella oppure ciano batteri tossici che si sviluppano in acque contaminate da fogne e liquami? Sembra che sia proprio il batterio della Legionella. Le aree dei comuni interessati alla epidemia coincidono con quelle di spandimento di composto azotati.
Digestato prodotto da biodigestore o spandimento di deiezioni organiche o fanghi. La Lombardia ha un poco invidiabile record che è quello della importazione di fanghi di depurazione per oltre 600 mila tonnellate. Molto seguita è la “pista” del fiume Chiese considerato che molti comuni colpiti sono bagnati da questo fiume. Un fiume fortemente inquinato che scorre dentro un percorso dove si trovano discariche. Migliaia di tonnellate di fanghi di depurazione, digestati di biodigestori sparsi sui suoli. I nitrati in acqua potabile dichiara il pneumologo hanno una concentrazione di 50 mg/l praticamente cinque volte il limite Usa.
Il genere Legionella ricomprende oltre 60 specie di bacilli Gram-negativi aerobi, ampiamente diffusi in natura e predilige habitat acquatici caldi. Prolifera il batterio in acque ricche di sedimenti e nutrienti, ferro, manganese e altri metalli pesanti - Insomma l’ideale di habitat.
Anche la pista cianobbatteri è presente come ipotesi considerata la disponibilità di fosforo e l’aumento delle temperature superficiali. Un’epidemia gravissima nel cuore della pianura padana. Sversamenti di una agricoltura industriale e di una PA silente o inefficace nella funzione di vigilanza e controllo. 
La epidemia è solo un segnale inviato all’Uomo: agiamo sulla terra visto che vostre prospettive sono lente.

                               _____________

Tratto da Corriere.it


Inquinamento e danni alla salute

13 settembre 2018

Gli scienziati sono certi: «c’è relazione tra inquinamento e infertilità»

Tratto da Primadanoi  

Gli scienziati sono sicuri: «c’è relazione tra inquinamento e infertilità»


ROMA. L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico nel suo ultimo rapporto dal titolo “Prospettive ambientali dell'OCSE all'orizzonte del 2050 “ha stimato che nell’Unione Europea l’inquinamento atmosferico, sia responsabile di circa 600.000 morti premature e dell’aumento della morbilità. Nello stesso documento viene, inoltre, riconosciuto che l’inquinamento atmosferico ha un impatto negativo sulla riproduzione femminile e maschile.

In particolare, molti studi epidemiologici hanno osservato che i fattori ambientali e l'esposizione ad agenti chimici incidono sulla dimensione, sulla motilità e sul numero degli spermatozoi.
Un recente studio italiano pubblicato sulla rivista Environmental Toxicology and Pharmacology, ha utilizzato solo ed esclusivamente il liquido spermatico per misurare l'impatto dell'inquinamento sulla salute maschile, rivelando dati allarmanti ed inequivocabili sulla vitalità e fertilità del seme maschile di chi vive in aree gravemente inquinate come Taranto o la Terra dei Fuochi, a cavallo tra le province di Napoli e Caserta, comparato con quello di chi abita in zone della stessa regione non considerate a rischio.

L’evidente differenza tra i due campioni esaminati ha dimostrato che, sia i lavoratori delle acciaierie sia i pazienti che vivono in un'area altamente inquinata, mostrano una percentuale media di frammentazione del DNA dello sperma superiore al 30%, evidenziando un chiaro danno spermatico.
I ricercatori hanno suggerito che la valutazione del DNA dello sperma possa essere sia un indicatore della salute individuale e della capacità riproduttiva sia un dato adeguato per connettere l’ambiente circostante ai suoi effetti.

Il sindaco di Brindisi incontrerà Enel: un nuovo futuro per la centrale di Cerano?

Tratto da Stop carbone WWF 

Il sindaco di Brindisi incontrerà Enel: un nuovo futuro per la centrale di Cerano?

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BRINDISI – Carte scoperte sul futuro prossimo della centrale Enel di Cerano, spina nel fianco del Comune di Brindisi da anni. “Il mondo cambia, dopo il grido di dolore del no al carbone, è tempo di voltare pagina”: il sindaco Riccardo Rossi ha chiesto alla società elettrica impegni certi sulla dismissione del carbone usato come combustibile, in vista del 2025 e investimenti per garantire i livelli occupazionali. Senza rinvii: il 26 settembre incontrerà i manager di Enel per avere risposte, impegni e certezze.
Il messaggio
......“Il mondo cambia”, ha detto il sindaco al suo primo appuntamento con il mare di gente sul lungomare. “Dieci anni fa proprio qui in occasione della festa patronale, sulla sommità delle scalinate, fu srotolato uno striscione che diceva No Al Carbone”. Rossi lo ricorda bene, assieme a tutti gli attivisti di Brindisi Bene Comune. “Era il grido di dolore di una comunità ferita che chiedeva rispetto, sono passati dieci anni e oggi i tempi sono maturi. L’ avvento delle rinnovabili, le mutate condizioni del mercato termoelettrico hanno ridotto di oltre il sessanta per cento le attività della centrale. L’arrivo della strategia energetica Nazionale che impone al 2025 la chiusura del carbone in Italia, impone un cambio di passo”, ha detto parlando ai brindisini.
L’incontro
“Tra pochi giorni, il 26 settembre, incontrerò a Brindisi il responsabile delle attività Enel in Italia.......
“La città ha pagato un prezzo elevatissimo in termini di ambiente e salute come le indagini epidemiologiche hanno documentato”, ha ricordato Rossi. Indagini che sono arrivate in  Procura, nel processo pendente in Appello sulle polveri di carbone, al quale però l’Amministrazione non partecipa non avendo proposto per tempo il ricorso contro l’esclusione dal risarcimento dei danni, decisa con sentenza dal Tribunale di Brindisi. C’è, come parte civile, la Provincia con richiesta di 500 milioni di euro. Il rappresentante della pubblica accusa, prima della pausa estiva, ha già chiesto la conferma della condanna per imbrattamento a nove mesi per i dirigenti del sito di Brindisi,  Calogero Sanfilippo e Antonino Ascione, sottolineandone la consapevolezza.....Continua la lettura su Stop carbone wwf

11 settembre 2018

Corte dei Conti:Inquinamento, ancora trascurata la salute dei cittadini europei

Tratto da Villaggio globale

Inquinamento, ancora trascurata la salute dei cittadini europei




La Corte dei conti europea avverte che la salute dei cittadini dell’Ue non è ancora sufficientemente protetta. Ogni anno, l’inquinamento atmosferico provoca nell’Ue circa 400.000 decessi prematuri e comporta diseconomie legate alla salute per centinaia di miliardi di euro
Secondo quanto affermato dalla Corte dei conti europea in una relazione appena pubblicata, le azioni dell’Ue volte a proteggere la salute umana dall’inquinamento atmosferico non hanno prodotto l’impatto atteso. Ogni anno, l’inquinamento atmosferico provoca nell’Ue circa 400.000 decessi prematuri e comporta diseconomie legate alla salute per centinaia di miliardi di euro. Tuttavia, avverte la Corte, questi considerevoli costi umani ed economici non si sono ancora tradotti in un intervento adeguato nell’intera Ue. Gli inquinanti atmosferici responsabili della maggior parte di tali decessi prematuri sono il particolato, il biossido di azoto e l’ozono troposferico; le persone nelle zone urbane sono particolarmente esposte a tale rischio.
La direttiva sulla qualità dell’aria ambiente, adottata nel 2008, costituisce il fulcro della politica dell’Ue in materia di aria pulita, poiché definisce le concentrazioni limite di inquinanti nell’aria. La Corte ha esaminato l’impianto della direttiva e valutato se gli Stati membri vi abbiano dato efficace attuazione e le modalità con cui la Commissione ha monitorato e promosso il rispetto della direttiva. Inoltre, ha valutato se la qualità dell’aria sia stata adeguatamente considerata in altre politiche dell’Ue e opportunamente sostenuta dai fondi dell’Ue e se i cittadini siano stati informati in modo adeguato sui temi relativi alla qualità dell’aria.
«L’inquinamento atmosferico costituisce il principale rischio ambientale per la salute nell’Unione europea – ha affermato Janusz Wojciechowski, il Membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione -. Negli ultimi decenni, le politiche dell’Ue hanno contribuito alla riduzione delle emissioni, ma la qualità dell’aria non è migliorata allo stesso ritmo e ha ancora un notevole impatto sulla salute pubblica».
Gli standard sulla qualità dell’aria applicati dall’Ue sono stati definiti quasi venti anni fa e la Corte ha rilevato che alcuni sono molto meno severi rispetto alle linee-guida dell’Organizzazione mondiale della sanità e ai livelli suggeriti dai più recenti riscontri scientifici. Secondo la Corte, se da un lato le emissioni di inquinanti atmosferici sono diminuite, dall’altro la maggior parte degli Stati membri non rispetta ancora le norme dell’Ue in materia di qualità dell’aria e non intraprende azioni sufficientemente efficaci per migliorare la qualità dell’aria.
Vi è inoltre il rischio che l’inquinamento atmosferico sia stato sottostimato poiché potrebbe non essere stato misurato in siti idonei. I piani per la qualità dell’aria, un obbligo fondamentale introdotto dalla direttiva sulla qualità dell’aria ambiente, spesso non hanno prodotto i risultati attesi.
La Commissione incontra una serie di limitazioni nel monitorare la performance degli Stati membri quanto al conseguimento dei valori-obiettivo per la qualità dell’aria. Le misure di esecuzione da essa attuate fino ad ora non sono riuscite a far sì che gli Stati membri rispettassero i limiti definiti a tale riguardo dalla direttiva. Secondo la Corte, malgrado l’azione legale intrapresa dalla Commissione contro molti Stati membri e la pronuncia di sentenze ad essa favorevoli, gli Stati membri continuano a violarli spesso.
La Corte ha constatato che i finanziamenti dell’Ue per la qualità dell’aria possono fornire un sostegno utile, ma che i progetti finanziati non sempre sono sufficientemente ben mirati. Durante le visite agli Stati membri, sono stati osservati alcuni validi progetti, in particolare tra quelli sostenuti dal programma dell’Ue Life.
L’inquinamento atmosferico costituisce un problema urgente di salute pubblica e la sensibilizzazione e l’informazione dell’opinione pubblica svolgono un ruolo fondamentale nell’affrontarlo, secondo la Corte. Di recente, i cittadini hanno mostrato maggiore interesse per la qualità dell’aria e si sono appellati ai giudici nazionali, che in vari Stati membri si sono pronunciati a favore del diritto all’aria pulita. Tuttavia, la Corte ha constatato che la direttiva sulla qualità dell’aria ambiente è meno esplicita nel tutelare i diritti dei cittadini all’accesso alla giustizia rispetto ad altre direttive in materia di ambiente. Le informazioni messe a disposizione dei cittadini riguardo alla qualità dell’aria erano talvolta poco chiare, a giudizio della Corte.
Per migliorare la qualità dell’aria nell’Ue, la Corte raccomanda alla Commissione europea di:
adottare azioni più efficaci;
far aggiornare la direttiva sulla qualità dell’aria ambiente;
• integrare la politica relativa alla qualità dell’aria nelle altre politiche dell’Ue e di conferirle priorità;
• sensibilizzare l’opinione pubblica e di fornire migliori informazioni ai cittadini.
(Fonte Corte dei conti europea)

ISDE Italia in Canada per presentare la Rete dei Medici Sentinella per l’Ambiente alla J.Annual Conference 2018 di ISEE-ISES

 Tratto da Isde 

ISDE Italia in Canada per presentare la Rete dei Medici Sentinella per l’Ambiente alla Joint Annual Conference 2018 di ISEE-ISES


ISDE Italia in Canada per presentare la Rete dei Medici Sentinella per l’Ambiente alla Joint Annual Conference 2018 di ISEE-ISES (International Society for Environmental Epidemiology  e International Society of Exposure Science) 
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Dal 26 al 30 agosto si è svolta in Canada, a Ottawa, la Joint Annual Conference2018 ISEE-ISES ( International Society for Environmental Epidemiology  e International Society of Exposure Science) alla quale ISDE Italia ha partecipato con un proprio referente, Paolo Lauriola, presidente di ISDE Modena e coordinatore della Rete Italiana Medici Sentinella per l’Ambiente.

Si è trattato di un evento che ha visto la partecipazione di circa duemila persone provenienti da tutto il mondo. Vi sono state circa 178 sessioni parallele su diversi aspetti riguardanti contenuti scientifici, etici e di politica globale in tema di ambiente e salute.
L’attenzione si è concentrata sull’inquinamento atmosferico, i cambiamenti climatici e le sostanze chimiche. Per ISDE è stata l’occasione per presentare il Poster su RISMA ( Rete Italiana Medici sentinella per l’Ambiente) realizzato in collaborazione con la FNOMCEO ( Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici), che è stato visitato da partecipanti di diversa provenienza geografica e istituzionale.

Da sottolineare il commento della Prof.ssa  Klea Katsouianni (Università di Atene e King’s College di Londra), una delle più autorevoli epidemiologhe ambientali del mondo, che ha dichiarato il suo appoggio e sostegno alla creazione di una rete di Medici Sentinella per l’ Ambiente a livello globale.

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A ISEE-ISEE 2018 e' stato presentato  anche lo studio del CNR  sulla centrale a carbone di Vado  

Dottor Fabrizio Minichilli al ISES-ISEE 2018 Joint Annual Meeting: Il rischio per la salute di vivere vicino a una centrale elettrica a carbone in Italia.

Lo studio retrospettivo di coorte residenziale del CNR di Pisa sul nostro territorio.

10 settembre 2018

Il Cambiamento - Rivoluzione del clima e salute: passare dalle parole ai fatti



Tratto da Il Cambiamento 

Rivoluzione del clima e salute: passare dalle parole ai fatti

Rivoluzione del clima e salute: passare dalle parole ai fatti
Minaccia o opportunità? Se pensiamo a come definire il cambiamento climatico, il primo termine ci sembrerà sicuramente più adeguato, ma a volte cambiare prospettiva può far nascere delle sorprese. È quello che avviene leggendo un lungo speciale dedicato dalla rivista PLOS Medicine al tema dei rapporti tra la salute globale e il cambiamento del clima e che ha un titolo significativo: dalla teoria alla pratica.
Lo speciale prende spunto da un compleanno importante: trent’anni fa nasceva l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), il gruppo di lavoro che doveva fornire al mondo politico le conoscenze scientifiche su quello che già in quel 1988 si stava profilando come una gatta da pelare per gli anni a venire: il cambiamento climatico. E, in effetti, l’IPCC in questi trent’anni ha realizzato cinque rapporti dettagliati sul tema. In ognuno di essi, tranne che nel primo, è presente un capitolo dedicato alla salute: si è capito presto che si trattava di un nodo importante del problema. Negli ultimi anni, tuttavia, la ricerca su quali siano gli effetti sulla salute del cambiamento climatico si è intensificata enormemente fornendo una conoscenza molto più approfondita dei rischi, tanto che oggi si può dire con PLOS Medicine: basta con le parole, passiamo ai fatti. In sostanza, sappiamo ormai molto, ma finora abbiamo fatto poco e niente: è ora di cambiare.
La stessa cosa, più o meno, sosteneva un lungo articolo uscito a febbraio scorso su un’altra importante rivista medica: The Lancet. L’articolo dava conto del primo rapporto stilato da Lancet Countdown, una collaborazione tra 24 istituzioni accademiche e organismi internazionali presenti in ogni continente per mettere fine a “25 anni di inerzia”. L’organismo è nato in seguito al lavoro svolto nel 2015 dalla Commissione su Salute e cambiamenti climatici voluta dalla stessa Lancet che, nel suo resoconto finale, tirava due conclusioni: 1) il cambiamento climatico prodotto dall’uomo rischia di farci perdere tutto quello che abbiamo guadagnato in salute pubblica negli ultimi 50 anni; 2) la risposta a questo problema può essere vista come la maggiore opportunità che ci presenta il XXI secolo per migliorare la salute in tutto il mondo.
Minaccia e opportunità nello stesso tempo, quindi. Una contraddizione solo apparente. Vediamo perché. Gli ultimi studi dimostrano che la nostra salute è fortemente a rischio a causa del cambiamento del clima. Il pericolo si manifesta in particolare con una maggiore frequenza delle ondate di caldo, con un aumento delle condizioni meteo estreme, con l’aumento dell’inquinamento atmosferico, con una crescita dei casi di alcune malattie infettive e un cambiamento dei loro bacini di diffusione, con l’aggravarsi della malnutrizione, con le migrazioni forzate e i conflitti che sono conseguenza delle peggiorate condizioni di vita di alcuni popoli.
Ma la novità è che la minaccia alla salute della popolazione mondiale si esprime seguendo schemi che fino a qualche tempo fa non immaginavamo. Ad esempio si è visto che il rischio è maggiore per le donne e i bambini, che le ondate di caldo producono picchi più alti di inquinamento da ozono, che le ondate di caldo hanno un effetto negativo sulle capacità cognitive delle persone e che le piogge estreme contribuiscono alla contaminazione dei sistemi fognari nelle città. Mentre l’aumento di anidride carbonica induce la crescita di piante che presentano un deficit nutrizionale in zinco e ferro. Un deficit che, secondo le ultime stime, causerà nel mondo la perdita di oltre un milione di anni di vita in buona salute (DALYs –disability-adjusted life years) dovuta a disabilità o morte prematura entro il 2050.
Contemporaneamente, però, sappiamo che le azioni che devono essere intraprese per affrontare il problema del riscaldamento globale sono anche la più grande opportunità che ci si presenta in questo secolo per migliorare la salute degli abitanti di questo pianeta. Consideriamo infatti questi due elementi: l’Organizzazione mondiale della sanità stima che ogni anno ci siano 7 milioni di morti premature nel mondo a causa dell’inquinamento dell’aria che è un problema strettamente legato all’immissione di gas serra nell’atmosfera. Inoltre, obesità e malattie croniche sono in aumento in tutto il mondo e si calcola che altre 5,3 milioni di morti premature ogni anno siano da attribuire agli stili di vita sedentari che sono dovuti soprattutto all’uso eccessivo di quei mezzi di trasporto che sfruttano i combustibili fossili. Insomma, un circolo vizioso. Che però potrebbe trasformarsi in un circolo virtuoso.
L’energia pulita, dice l’editoriale che accompagna lo speciale su PLOS medicine, può avere un effetto sul clima e contemporaneamente salvare quelle vite minacciate dall’inquinamento atmosferico. Inoltre, l’incidenza di obesità, diabete, malattie cardiovascolari e cancro, che sono almeno in parte correlate all’inattività, potrebbe essere ridotta dal passaggio all’utilizzo di trasporti a basse emissioni di carbonio, in pratica se invece di prendere l’auto anche per andare a comperare il pane utilizzassimo di più i piedi o la bicicletta..........
Si calcola che i benefici per la salute dovuti solo all’aria più pulita potrebbero superare di molto i costi di investimento per le tecnologie in grado di fornire energie pulite, questo produrrebbe incentivi economici addizionali per le attività di mitigazione, ovvero per abbattere le emissioni. Ecco quello che chiamavamo un circolo virtuoso...........
Quello che è certo è che in molti si sono accorti che il binomio clima-salute sarà centrale nei prossimi anni, tanto che stanno nascendo nuove coalizioni come il Global Climate and Health Alliance, il Medical Society Consortium on Climate and Health, il Global Green and Healthy Hospitals (un network di Health Care Without Harm). E arrivano anche nuovi finanziamenti come quelli di Our Planet our Health programma della fondazione inglese Wellcome Trust.

 di scrittrice, giornalista e docente al master in comunicazione della scienza della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste.

07 settembre 2018

Inquinamento: il conto è molto piu' più salato di quanto si pensasse

                       Tratto da Il Corriere della Sera 

Inquinamento: il conto è molto piu' 
più salato di quanto si pensasse

Quasi 9 milioni di morti all’anno. Cinque principali cause di morte considerate: tumori al polmone, malattia polmonare cronico-ostruttiva, ischemie, ictus, infezioni respiratorie


Eravate preoccupati dei 4 milioni di morti all’anno da inquinamento dell’aria di cui parla periodicamente l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms)? Bene, è tempo di rivedere i conti. I morti nel mondo ogni anno non sono 4, bensì 8,9 milioni. La nuova cifra, che più che raddoppia il già pesante tributo in vite umane dovuto all’inquinamento atmosferico è frutto di uno studio pubblicato sulla rivista Pnas da un gigantesco consorzio di ricercatori sparsi per il mondo, che ha radicalmente cambiato il metodo di calcolo. Al posto del modello tradizionale, le nuove stime derivano dai dati aggiornati di una cinquantina di gruppi di popolazione (in gergo, coorti) sparsi per il mondo che da anni forniscono ai ricercatori informazioni dettagliate su numerosi fattori di rischio, fra cui le esposizioni individuali alle polveri sottili (PM 2,5).

Concentrazioni di polveri sottili
L’eclatante numero di 8,9 milioni di morti riferiti al 2015 non è più frutto di approssimazioni che integravano i dati degli inquinanti da traffico e industrie con quelli da fumo di sigaretta, stufe a carbone e altre fonti di inquinamento domestico, ma sono interamente derivati dalle reali concentrazioni di polveri sottili aleggianti su città e campagne sul 97% della popolazione del pianeta. Cinque le principali cause di morte considerate: tumori al polmone, malattia polmonare cronico-ostruttiva, ischemie, ictus, infezioni alle vie respiratorie. Ma non solo: lo studio conferma che una quota di morti è da attribuire anche a diabete e demenze, per le quali l’inquinamento gioca un ruolo non secondario. È di una settimana fa uno studio cinese uscito sulla stessa rivista che ha osservato un declino mentale (sia nell’uso della parola che nel far di conto) nella popolazione a secondo dei livelli di inquinanti atmosferici presenti. La prima conseguenza di questo ricalcolo, a cui hanno partecipato anche ricercatori italiani come Francesco Forastiere dell’Oms, è squisitamente politica: «Lo studio indica un aumento del 120% delle morti evitabili che si possono attribuire all’inquinamento dell’aria, ponendo questo fattore di rischio ai vertici delle cause di morte nel mondo, poco al di sotto di quelle dovute alle malattie di origine alimentare e decisamente superiore al fumo (6,3 milioni di morti all’anno). Ma soprattutto suggerisce alle autorità sanitarie che la riduzione dei livelli di inquinamento fa risparmiare vite in maniera ancora più significativa di quanto si pensasse prima» commenta Forastiere.

06 settembre 2018

Regione Liguria:Il 19 luglio spunta..... il Digestore nelle aree Ex Tirreno Power

Per opportuna conoscenza ai cittadini riportiamo alcune parti  del piano d' area omogeneo  della Provincia di Savona per la gestione integrata dei rifiuti.
Sotto  gli amministratori  che hanno votato la delibera 43 
del 2 agosto 2018

Riportiamo pagina tre  della delibera 43

 Il 19 luglio spunta..... il Digestore nelle aree Ex Tirreno Power 
Da cui apprendiamo che la Regione Liguria in data 19 luglio 2018   ha specificatamente chiesto di integrare il documento di Sintesi ,allegato alla documentazione di Piano d' area Omogenea, con l' inserimento del Sito ex Tirreno Power  nei comuni di Vado e di Quiliano come possibile alternativa per realizzazione del pubblico impianto biodigestore ......


Per ottimizzare l' impianto e ridurre i costi di investimento sarebbe opportuna la realizzazione di un impianto che tratti almeno 50.000t/anno di frazione umida .Pertanto oltre alla produzione della provincia di Savona ,l'impianto potrebbe servire anche da appoggio per altre province  ....

 Leggiamo inoltre  in localita'   Boscaccio sempre a Vado Ligure la realizzazione e la messa in funzione ,a partire dal 1 gennaio 2021 ,della linea di produzione di Combustibile Solido secondario CSS....

Sotto leggiamo :Dall' approvazione  ci cui sopra consegue l' obbligo della Provincia di provvedere all' avvio delle procedure  disciplinate dal codice dei contratti ,necessarie all' affidamento con  gara pubblica europea 
Qui sotto potete vedere il confronto fra i siti  di impianto del Boscaccio e di Tirreno Power 
Potenziale criticita':  emissioni in atmosfera e verificare la vicinanza con le  case  per gli odori e gli impatti sulla popolazione (ricordiamo  che tali  aree sono posizionate in mezzo alle zone residenziali  di Valleggia e di Vado Ligure 
 ma per i decisori  l'importante e' il lato economico:possibili vantaggi dal fatto che e' area di crisi (finanziamenti ad hoc)
L' inserimento  del Biodigestore nelle ex aree Tirreno Power e' riferibile ad uno scenario che al momento dell' istruttoria Vas era ancora  in fase di elaborazione , mentre oggi si presenta  come uno scenario reale e (poveri noi) concreto ....

Leggiamo nel sottostante documento

Impianto pubblico di smaltimento di Vado ligure ,
Localita' Boscaccio 
A partire dal 2021  e' prevista l' entrata in funzione del nuovo impianto comprensivo della linea per la produzione del CSS dimensionato per un totale di 100.000 t/anno in ingresso ,in grado di soddisfare  oltre le esigenze dell' area omogenea  della Provincia di Savona ,anche eventuali esigenze del restante territorio ligure ...


 L'Area omogenea Savonese la vorrebbero fare diventare 
 un ' importante discarica e luogo di compostaggio dei rifiuti dell' Area mtropolitana Genovese e del restante 
territorio Ligure....... 


Rimarchiamo che  Il Comitato d'Ambito (Regione in primis) avrebbero  posizionato  il  biodigestore: 
nell' area di crisi Tirreno Power 
proprio tra i centri abitati di Vado Ligure e  Valleggia 
 Le sottostanti immagini sono  piu' eloquenti di molte parole 



Dopo "oltre 40 anni di combustione di carbone " in mezzo alle nostre case  vorrebbero farci diventare un riferimento strategico per la gestione dei rifiuti  Liguri e  per la
 produzione di CSS ....
 con tutte  le  inevitabili problematiche connesse per la nostra salute ed il nostro ambiente.
Questo territorio ed i suoi abitanti  hanno  già dato tantissimo e non devono  essere  ulteriormente penalizzati ”.