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30 novembre 2011

ORDINE DEI MEDICI CHIRURGI E DEGLI ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI SAVONA:Relazione su "INQUINAMENTO E SALUTE IN PROVINCIA DI SAVONA"(3 Dicembre 2010)

PUBBLICHIAMO LA RELAZIONE DELL'ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI ED ODOINTOIATRI  DEL 3 DICEMBRE 2010 SU INQUINAMENTO E SALUTE IN PROVINCIA DI SAVONA.CONSIGLIAMO  UN'ATTENTA LETTURA.


1) DURBAN:Il decennio più caldo dal 1850 "Rischio cambi irreversibili".....IEA:'Siamo sulla strada per la catastrofe climatica'

Il decennio più caldo dal 1850 "Rischio cambi irreversibili"

Tratto da "La Repubblica"

Il decennio più caldo dal 1850 "Rischio cambi irreversibili"

L'allarme per l'aumento delle temperature arriva dall'Organizzazione meteorologica dell'Onu durante la 17esima Conferenza sul clima a Durban. Nuovi picchi per la concentrazione di gas serra. ........Leggi tutto

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Tratto da QualEnergia

'Siamo sulla strada per la catastrofe climatica'

"Siamo sulla strada per un aumento della temperatura globale di 6°C e, cioè, per la catastrofe", avverte davanti al mondo a Durban Fatih Birol, capo economista della International Energy Agency. Il tempo per evitare il peggio è agli sgoccioli, dicono i dati IEA. Ma la politica non sembra raccogliere l'allarme e la Cop 17 non promette bene.
Siamo sulla strada per un aumento della temperatura globale di 6°C. Cioè stiamo andando dritti verso la catastrofe. Parola di Fatih Birol, capo economista della International Energy Agency. Con l'inizio della diciassettesima conferenza delle parti sul clima, la Cop 17 di Durban, dalle principali istituzioni legate alla questione clima-energia stanno arrivando dati allarmanti su come stanno aumentando emissioni e temperature: nei giorni scorsi abbiamo sentito la voce di UNEP, IPCC e Organizzazione meteorologica internazionale (WMO). Proiezioni che per altro non sembrano intaccare l'incredibile scollamento tra quello che si dovrebbe fare e quanto nei negoziati si sta proponendo.
L'ultima a suonare il campanello d'allarme è stata appunto la International Energy Agency che mai prima d'ora aveva usato termini tanto drastici nel descrivere la situazione. A meno che non si abbandonino subito le fonti fossili, “il mondo è sulla perfetta traiettoria per un aumento della temperatura di 6 gradi Celsius. E anche i bambini delle elementari sanno che questa è una catastrofe per noi tutti”, ha dichiarato Birol davanti ai delegati delle quasi 200 nazioni convenute a Durban.
Una constatazione che nasce dalle analisi raccolte nell'ultimo World Energy Outlook di cui su queste pagine abbiamo già parlato. Il rapporto mette infatti in evidenza come, appunto, uno scenario business as usual condurrebbe oltre i 6 gradi di aumento al 2100 rispetto ai livelli preindustriali, mentre anche con impegni politici di riduzione delle emissioni “moderati” (il cosiddetto New Polices scenario) si andrebbe oltre i 3,5 °C.
L'unica strada per stare sotto alla soglia critica dei 2°C di aumento, obiettivo adottato a Copenhagen e confermato a Cancun, sarebbe agire subito con decisione sugli investimenti energetici, dando uno stop alla realizzazione di nuove centrali e infrastrutture per le fonti fossili. Dallo studio IEA emerge infatti che quattro quinti delle emissioni totali di CO2 oltre le quali si mancherebbe l'obiettivo dei 2°C sono già allocate dallo stock di capitale esistente, ossia implicite in centrali elettriche, edifici, stabilimenti industriali, esistenti o in fase di realizzazione. Se entro il 2017, scrive l'Agenzia, non si farà inversione di marcia, con le infrastrutture esistenti ci saremo già giocati la possibilità di contenere le emissioni abbastanza tenere la concentrazione della CO2 sotto le 450 ppm, e dunque di fermare l'aumento entro il 2°C.
Parole importanti quelle che il rappresentante di una delle istituzioni più autorevoli e conservatrici nel campo dell'energia ha pronunciato davanti al mondo a Durban e che “avranno forti implicazioni per gli investimenti nel settore energetico”, ha dichiarato David Burwell, del Carnegie Endowment for International Peace, l'associazione che ha organizzato l'incontro al quale Birol è intervenuto. Anche se, ha osservato Burwell, “si possono provare a mettere regole e incentivi ma sono loro (gli operatori privati dell'energia,ndr) che devono prendere le decisioni e fare gli investimenti”. E, aggiungiamo noi, non lo faranno certo se non sono costretti.
Il problema è appunto che la politica sembra ben lontana dall'imprimere il cambiamento che servirebbe. (si vedano questi grafici e questi dati UNEP).
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Leggi su Ansa

Clima: esperta Oms, 300mila morti in 2010, +50% in 10 anni

 GINEVRA - I cambiamenti climatici ed i fenomeni ad essi collegati - dalla riduzione della produttivita' agricola alle nuove emergenze sanitarie - hanno fatto registrare 150 mila morti nel mondo nell'anno 2000: a distanza di dieci anni tale cifra risulterebbe essersi addirittura raddoppiata, con 300 mila vittime a causa dell''effetto clima'.
E che le conseguenze dei cambiamenti abbiano un impatto sulla salute viene confermato anche dal dato che il pianeta si sta riscaldando. Secondo i dati diffusi oggi dall'Omm, in concomitanza con la conferenza mondiale in corso a Durban, il 2011 e' stato, malgrado l'effetto ''raffreddante'' della Nina, il decimo anno piu' caldo dal 1850.

''La nostra scienza - ha affermato il segretario generale dell'Omm, Michel Jarraud - e' solida e dimostra in modo inequivocabile che il clima mondiale si sta riscaldando e che questo riscaldamento e' dovuto alle attivita' umane''.


A mettere in guardia sull'aumento di mortalita' collegata ai cambiamenti climatici - precisando che si tratta di una stima in corso di elaborazione -, e' invece la responsabile del 'Programma cambiamento climatico, sviluppo sostenibile e salute' dell'Oms-Europa, Bettina Menne che, riferendosi alla conferenza sul clima in corso a Durban, sottolinea come sia fondamentale adottare iniziative concrete soprattutto in favore dei Paesi piu' poveri e a rischio. I cambiamenti climatici, spiega Menne, vanno affrontati considerando che essi determinano due tipi di conseguenze: ''Ci sono le conseguenze dirette come gli eventi estremi, dalle ondate di calore alle alluvioni: nel 2003, ad esempio, in Europa i morti per l'eccessivo calore furono 70 mila e si stima siano state circa 50 mila le vittime nel 2010 solo in Russia per caldo e incendi''. Ma ci sono anche delle ''conseguenze indirette'': ''Parliamo, soprattutto, degli effetti sul ciclo dell'acqua e del cibo. ......

Ma c'e' anche un terzo aspetto da considerare: quello sanitario. I cambiamenti climatici infatti, sottolinea l'esperta, ''hanno anche determinato lo spostamento di vettori infettivi da una regione all'altra: e' il caso di zecche e zanzare tigri, che dal sud si sono spostate verso il nord Europa, ed anche alcune piante molto allergeniche stanno iniziando a diffondersi in aree diverse da quelle di origine''. Tutto cio', afferma Menne, impone una prima urgenza: ''Bisogna investire di piu' perche' i servizi sanitari dei singoli Paesi siano preparati ad affrontare nuovi eventi estremi e problemi sanitari causati dai cambiamenti climatici, ma e' anche fondamentale sviluppare strategie a lungo termine di sviluppo sostenibile''.

Dalla conferenza di Durban dunque, sottolinea Menne, l'Oms lancia un messaggio preciso: ''Chiediamo che l'aumento degli investimenti in salute e sui sistemi sanitari per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici siano parte della convenzione finale di impegni che uscira' dalla conferenza''.


Insomma, la crisi economica mondiale ha sicuramente un forte peso, ma cio' che va considerato ''pur nella difficile situazione attuale - conclude l'esperta Oms - e' che investire sulla riduzione del gas serra rappresenta per i Paesi un 'investimento triplo', poiche' previene maggiori costi in termini di sanita' pubblica, danni ambientali e consumo energetico''.
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Ordine dei Medici di Savona: Ugo Trucco riconfermato presidente

Tratto da Savona News

Elezioni dell'Ordine dei Medici di Savona: Ugo Trucco riconfermato presidente

Nei giorni 26-27-28 novembre 2011 si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Savona. Vi è stata  una rilevante partecipazione di votanti (605 medici e 145 odontoiatri) che ha fatto superare largamente il quorum. E’ stata presentata una lista unitaria con medici rappresentativi dei 4 Ospedali della Provincia, dei tre sindacati dei medici di famiglia, dei liberi professionisti e degli specialisti ambulatoriali la quale ha ricevuto un notevolissimo consenso. Particolarmente votato è stato il Presidente uscente, Dr. Ugo Trucco, che ha ricevuto la fiducia di oltre il 90% dei votanti.
Interpellato, il Dr. Trucco, nel dichiararsi soddisfatto del risultato raggiunto e dell’afflusso, oltre le previsioni. In un momento di particolare difficoltà della sanità e dei medici, che sono sempre più condizionati dai tagli che determinano  ripercussioni sulla qualità delle cure, il Presidente uscente afferma che la fiducia espressa alla lista proposta, darà continuità a quanto svolto nel precedente mandato e impegnerà il Consiglio Direttivo, che si sta insediando, ad essere ancora più incisivo nella difesa della professione e nella tutela della salute dei cittadini.
Risulta inaccettabile che ogni decisione sia presa senza che i medici siano preventivamente coinvolti e resi responsabili nelle scelte operative a loro imposte ed è indispensabile far capire ai decisori (politici ed amministratori) che se la cura delle malattie ha un costo, il porre rimedio ad esse è infinitamente maggiore sia in termini etici che di valutazione economica a lungo termine e questo sarà uno dei principali obiettivi su cui si impegneranno i Colleghi eletti.Leggi tutto


ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI DI SAVONA ELEZIONI 2012 – 2014

29 novembre 2011

SierraClub :Carbone, smog e asma.....BEYOND COAL - E' ORA DI ANDARE OLTRE IL CARBONE

Tratto dal SierraClub  (Traduzione simutanea)

Carbone, smog e asma 

L'asma colpisce 1 ogni 10 bambini della scuola ed è  la  malattia numero uno che fa  perdere la scuola ai bambini negli Stati Uniti. I bambini hanno  un rischio più grande per la  salute da inquinamento atmosferico perché hanno  più probabilità di stare  all' aperto e i  loro polmoni sono ancora in via di sviluppo.

 L'  inquinamento da carbone produce  attacchi di asma e rende i bambini malati

 
 Fuliggine e smog minacciano la nostra salute

Negli Stati Uniti, c'è una probabilità del 50 per cento che l'aria non sia  sicura da  respirare  grazie a livelli pericolosi di inquinamento atmosferico, come lo smog e la  fuliggine.
  Lo smog  irrita i nostri polmoni, fa scattare gli attacchi di asma, aumenta  le visite al pronto soccorso, e può portare a danni polmonari irreversibili o addirittura la morte.
L'inquinamento da fuliggine, nel frattempo, provoca circa 9.700 ricoveri e più di 20.000 attacchi cardiaci ogni anno
L' inquinamento  da fuliggine è  pericolosa provoca battito cardiaco irregolare, bronchite cronica, diminuzione della funzionalità polmonare, e irritazione delle vie aeree.
Controlla le nostre mappa inquinamento atmosferico per vedere come l'aria sporca minaccia la salute in cui si vive.

Clean Air : per un'economia sana

L'inquinamento del carbone porta a circa 12.000 visite al pronto soccorso ogni anno. Continuare a consentire agli elevati livelli di inquinamento del carbone nella nostra aria potrebbe provocare più di 100 miliardi di dollari in costi sanitari annuali. Ci sono  un modi migliori per produrre  energia. Fonti energetiche pulite come l'eolico e il solare possono  proteggere la nostra salute e rafforzare la nostra economia. Nessuno ha mai avuto un attacco d'asma attivati ​​da un pannello solare.

EPA Azione

Nella tarda estate del 2011, l'amministrazione Obama ha chiesto  l'EPA di ritardare le sue protezioni per lo smog  attese da lungo tempo,  normative che che avrebbero  richiesto alle centrali a carbone di installare più
controlli  per l'inquinamento e proteggere la salute pubblica. Nonostante questo ritardo, il Sierra Club sta lavorando per mantenere la pressione sul presidente Obama e di sostenere l'EPA per affrontare l'inquinamento da  smog che scatena attacchi di asma.
Mostrate il vostro sostegno alle famiglie e ai bambini affetti da asma da centrali a carbone:
BEYOND COAL - E' ORA DI ANDARE OLTRE IL CARBONE

Ceneri di carbone

Che cosa sono le ceneri di carbone?

Oltre a rischi per la salute causati dall' estrazione del  carbone e la sua  combustione, anche lo  smaltimento dei rifiuti del  carbone mette le comunità a rischio. 
Ogni anno, le centrali a carbone della nazione  producono  140 milioni di tonnellate di ceneri di carbone,  rifiuti tossici che rimangono  dopo che il carbone viene bruciato. Tutto ciò che è cenere deve andare da qualche parte, per cui  vengono  scaricati in migliaia di pozzi a cielo aperto in tutta la nazione. 
Da queste discariche di rifiuti, sostanze chimiche come l'arsenico, piombo, selenio , penetrano  nelle acque sotterranee.
  Le Ceneri di carbone non sono  soggette  a protezioni federali , e le leggi statali che disciplinano lo smaltimento dei rifiuti della combustione del carbone sono in genere deboli o inesistenti. Il risultato: milioni di tonnellate di ceneri di carbone vengono memorizzati in stagni, discariche e miniere abbandonate.
 In  molti di questi siti la mancanza di adeguate garanzie, lascia le comunità vicine a rischio da potenziali disastri su larga scala come la marea nera fuoriuscita 2008 cenere di carbone che ha contaminato il Tennessee e l' Alabama.

I rischi delle ceneri di carbone

Vivere vicino a un laghetto bagnato di stoccaggio ceneri di carbone è molto più pericoloso di fumare un pacchetto di sigarette al giorno, secondo una valutazione dei rischi effettuata da EPA. Le tossine  che si trovano in ceneri di carbone sono stati collegati al cancro,  a malattie respiratorie, danni neurologici e problemi di sviluppo. Le persone che vivono ad 1  chilometro da stagni in cui sono state riversate  ceneri di carbone può avere un 1 su 50 rischio di cancro , che  è più di 2.000 volte superiore a quello che l'EPA considera accettabile.

  L'inquinamento tossico da ceneri di carbone si accumula negli animali esposti e le piante, facendo procedere l'inquinamento lungo la catena alimentare quando sono mangiati. I bambini sono più sensibili agli impatti sulla salute di cenere e carbone, secondo l'EPA, 1,54 milioni di bambini vivono vicino a siti di stoccaggio ceneri di carbone.
Ogni parte del ciclo di vita del carbone, dall'estrazione alla combustione di smaltimento dei rifiuti vari, presenta rischi per la salute umana. Abbiamo bisogno di sviluppare energia pulita e ridurre la nostra dipendenza da energia sporca. Unisciti a noi mentre lavoriamo per spostare l'America al di là di carbone. Agisci !
 

27 novembre 2011

1)ACQUA PUBBLICA, ecco come i gestori hanno DISINNESCATO 27 milioni di SI 2) Fukushima, mangiò insalata in TV per dimostrare che è sicura: scopre un cancro 3) "PENSACI"

Leggi su Il fatto Quotidiano 
 

Subito dopo il referendum del 12 e 13 giugno, l'Acea ha chiesto una consulenza a Giulio Napolitano, avvocato, esperto del settore e figlio del presidente della Repubblica. Secondo il documento il voto non ha effetti sugli interessi delle società idriche. In attesa dei ricorsi, che dureranno anni.

Il Sì all’acqua pubblica uscito dalle urne lo scorso giugno rischia di vedere i suoi effetti allontanarsi nel tempo, imprigionando la volontà popolare nelle pastoie giuridiche della giustizia amministrativa. E’ questa la tattica che i gestori privati dell’acqua hanno messo in campo subito dopo il voto dei ventisette milioni di italiani il 12 e 13 giugno scorsi, preparando le battaglie legali che potranno affollare i Tribunali nei prossimi mesi. Leggi tutto
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Tratto da La Voce dell'Emergenza

Fukushima, mangiò insalata in TV per dimostrare che è sicura: scopre un cancro

Il popolare presentatore che voleva rassicurare la popolazione si è preso un brutto cancro
Probabilmente lo chiameranno martire, di sicuro testimone fino in fondo delle sue scelte: Otsuka Norikazu è un popolarissimo presentatore della televisione giapponese che, per comunicare alla popolazione la sua tranquillità riguardo al disastro di Fukushima, ha deciso di mangiare verdura proveniente dalla zona contaminata.
RISCHIARE E PERDERE – Il popolare anchorman, infatti, secondo la testata spagnola, avrebbe la leucemia: per la precisione nella versione linfatica acuta, ed è stato ricoverato d’urgenza. 
 GUARDA IL VIDEO e Leggi tutto 
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PENSIAMOCI........PER SALVARE LA TERRA E SALVARE NOI STESSI.....
L'APPELLO  PROVIENE DAGLI ALUNNI DEL LICEO "MONTICELLI" Brindisi.

26 novembre 2011

Conferenza di Durban, è così difficile capire il legame tra la salute del pianeta e la salute di chi ci vive?

Tratto da Greenreport

Verso Durban, è così difficile capire il legame tra la salute del pianeta e la salute di chi ci vive?


Ci stiamo rapidamente avvicinando alla 17° Conferenza delle Parti della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici che avrà luogo a Durban, in Sud Africa, dal 28 novembre al 9 dicembre. Purtroppo non sembra proprio che la comunità internazionale stia finalmente convergendo su un significativo impegno di riduzione dei gas serra che modificano la composizione chimica dell'atmosfera e incrementano il riscaldamento globale.
E questo nonostante il fatto che sono numerosi e ripetuti i richiami all'azione urgente che provengono dal mondo scientifico.
La cruda verità è che non possiamo più aspettare. Perdere tempo adesso, temporeggiare, dilazionare, rimandare, vuol dire solo rendere tutto, dopo, maledettamente più difficile da risolvere.
L'idea che si chiuda nel 2012 l'orizzonte temporale indicato dal protocollo di Kyoto e si resti dunque senza un nuovo Protocollo che sancisca una seria regolamentazione internazionale per ridurre le emissioni di gas serra, è veramente insensato e folle e la dice lunga sulle profonde difficoltà culturali che ancora abbiamo nel collegare la salute dei sistemi naturali del pianeta con la nostra salute, il nostro benessere e le nostre economie. Così come la dice lunga sullo straordinario potere delle lobby che desiderano il mantenimento dello status quo che ancora interferiscono pesantemente sui negoziati......
Nel frattempo, prima di Durban, il Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) ha rilasciato il suo rapporto "Bridging the Emissions Gap" (aggiornando ed  ampliando quello che aveva prodotto nel novembre dello scorso anno  http://www.unep.org/publications/ebooks/bridgingemissionsgap/Portals/24152/UNEP_bridging_gap.pdf ).

Il rapporto, a conferma di quanto ripetutamente detto e scritto dai più grandi climatologi internazionali, mostra chiaramente che se non si intraprendono ora delle azioni decisive, il mondo si avvia verso cambiamenti climatici molto pericolosi.  
 Nonostante tutto anche l'UNEP conferma un messaggio positivo. 
 Possiamo ancora farcela, se ci impegniamo subito per fermare la deforestazione e creare un futuro basato su efficienza energetica e fonti rinnovabili....


Autorevoli ricerche scientifiche sul ruolo del forcing radiativo sono condotte da anni dal grande climatologo James Hansen, direttore del Goddard Institute for Space Studies (GISS) della NASA con diversi altri climatologi e dimostrano chiaramente che la Terra ormai a causa dell'attività antropogenica, come riassunto dall'IPCC; assorbe più energia dal Sole di quanto riesca a reimmetterne nello spazio, modificando quindi l'intero sistema energetico del clima e incrementando quindi i fenomeni meteorologici estremi....

 Leggi tutto su Greenreport

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  GUARDA IL VIDEO   DURBAN L'APPELLO DEL PAPA :"TENETE CONTO DEI POVERI"

In Sudafrica la conferenza Onu sul clima. L'auspicio di Benedetto XVI all'Angelus

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Tratto da Il Cambiamento

Verso Durban: serve un accordo globale sul clima


Fra pochi giorni inizierà la diciassettesima conferenza internazionale sul clima. Dal 28 novembre al al 9 dicembre, sotto l'egida dell'Onu, i grandi della terra si ritroveranno a Durban, Sud Africa, per discutere dei cambiamenti climatici e cercare di raggiungere un accordo vincolante sulle emissioni serra. Nello specifico, l'obiettivo sarà quello di ridurre a due gradi l'entità del riscaldamento globale, invece dei quattro e più previsti da diversi studi scientifici – ad esempio lo studio four degrees and beyond finanziato dal governo britannico – entro la fine del secolo.

Nonostante l'emergenza climatica, il summit non parte sotto i migliori auspici. Le potenze mondiali vi arrivano a ranghi sciolti, con vedute anche molto diverse sul futuro accordo. Pesa, eccome, il fallimento del vertice di Copenaghen del 2009, che doveva sancire l'intesa definitiva e invece si è concluso nel caos, con un accordo di forma raggiunto sul finire giusto per nascondere la totale assenza di intenti comuni.
Sebbene l'incontro di Cancun dell'anno passato abbia iniziato a riassemblare i cocci, mettendo le basi per futuri accordi, ci sono fin troppi elementi che si oppongono ad un patto definitivo sul clima. Se l'Europa appare ben disposta a fare la sua parte, a patto che anche gli altri paesi facciano la loro, gli Stati Uniti sono di tutt'altro avviso.....

Si è creata così una situazione di stallo dalla quale è difficile uscire. Nessuno dei paesi più inquinanti - Cina, Usa, Giappone, Russia e India - sembra disposto a fare il primo passo verso un futuro più sostenibile, per paura di perdere posizioni sullo scacchiere internazionale. Solo l'Europa presenta condizioni più concilianti. "L'Ue è pronta da anni a siglare un trattato globale a Durban, ma la realtà è che altre economie, come Usa e Cina, non lo sono” ha sottolineato il commissario Ue per il Clima, Connie Hedegaard

Ma cosa frena i grandi della terra a raggiungere un accordo vincolante sul clima? “Non si rendono conto della gravità della situazione?” viene da chiedersi. 
Secondo Greenpeace, la responsabilità è da ricercarsi non tanto fra governi e amministrazioni, quanto piuttosto nella rete delle grandi aziende inquinatrici.  
Il rapporto “Who’s holding us back?”, svela come un manipolo di multinazionali – tra cui Eskom, BASF, ArcelorMittal BHP Billiton, Shell e le industrie Koch -, le associazioni di categoria e le corporazioni di cui fanno parte stiano condizionando pesantemente i governi e i negoziati politici riguardo alle leggi per la protezione del clima.

“Se i Governi vogliono scongiurare le conseguenze irreversibili dei cambiamenti climatici, devono ascoltare i cittadini, prima ancora dei mercati, e agire nell'interesse della collettività”, ha dichiarato Salvatore Barbera, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. 
“A Durban è giunto il momento di dar voce alla gente, non alle multinazionali dell'inquinamento”.
Gli fa eco Mariagrazia Midulla, responsabile Policy Clima ed Energia del WWF Italia, quando sostiene che “Durban deve riportare il mondo alla realtà scientifica del cambiamento climatico e delle sue conseguenze, eliminando anche le scappatoie esistenti. Le soluzioni alla crisi ambientale saranno anche un’importante opportunità per rilanciare l’economia verso un futuro più sostenibile, equo e sicuro”.....

Insomma, il quadro complessivo delle nazioni che si apprestano a partecipare al summit non sembra dei più confortanti
. Ma il tempo stringe ed un accordo globale è quanto mai urgente. Proprio ieri la World meteorogiical organization ci ricordava che le concentrazioni di gas serra in atmosfera hanno praticamente raggiunto il punto di non ritorno.
Leggi l'articolo integrale 
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Tratto da Il Corriere della sera

Zagrebelsky: politica sotto tutela tecnocratica

La sfida del futuro Il costituzionalista: ora dobbiamo pensare alle generazioni future


ROMA ....il presidente emerito della Corte Costituzionale, G. Zagrebelsky, che ha parlato di società votate all' autodistruzione, di politica egoista con le prossime generazioni, di miopia davanti alle catastrofi tecnologiche, ambientali e finanziarie....  
Davanti al Capo dello Stato - che ha partecipato, assieme al presidente del Senato Renato Schifani e alla vicepresidente della Camera Rosy Bindi, al seminario annuale della Consulta dedicato al tema «Dallo Statuto Albertino alla Costituzione repubblicana» - Zagrebelsky rompe gli schemi. E con una relazione che scava nel profondo dell' anima del pensiero occidentale gela l' uditorio: «Pensate alla storia dell' isola di Pasqua, situata a 3.700 chilometri dalle coste del Cile che nei secoli fu sempre rigogliosa, con ananas che pendevano a volontà dagli alberi e animali in grande quantità. Insomma, un posto magnifico dove bastava alzare la mano per cogliere un frutto. Un luogo ricco. Che però, agli inizi del ' 700, quando fu scoperta dagli europei, si rivelò desertificato perché ogni generazione lì si comportò come fosse l' ultima. 
Nell' isola di Pasqua l' uomo ha agito libero da ogni debito nei confronti della generazione successiva. E alla fine ha autodistrutto la sua stessa società». 
Ecco qual è il punto di questo mondo globalizzato, insiste Zagrebelsky, pensando forse a uno Stato che si dovrebbe comportare come il buon padre di famiglia che riceve in eredità beni per custodirli temporaneamente e mantenerli in buone condizioni per trasmetterli ai suoi figli: 
«La vita dei viventi oggi non può essere onesta se non guarda alle generazioni future, se non si comporta come la madre fa con il figlio...  
Dino Martirano 
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25 novembre 2011

"Centrale a carbone, mercurio e disordini dello sviluppo nei bambini"

 Tratto da Brundisium
No al Carbone: "Centrale a carbone, mercurio e disordini dello sviluppo nei bambini"


Siamo giunti ad oltre 4000 firme a sostegno della richiesta di indagine epidemiologica che insieme ad altre associazioni e movimenti portiamo avanti. Dati inquietanti arrivano da studi americani che pongono in correlazione le emissioni di mercurio di una centrale a carbone con i disordini nello sviluppo dei bambini.  
Tali studi ci impongono di chiedere che l’indagine epidemiologica sia estesa anche per queste gravi patologie.
Un recentissimo report pubblicato da Enviroment America sulle centrali elettriche a carbone ha dichiarato che queste ultime emettano nell'atmosfera ben due terzi di tutto il mercurio presente nel nostro ambiente, rivelandosi la più grande e pericolosa fonte di inquinamento da metalli pesanti. 

Immagine tratta dalla Video conferenza del Dottor Ghirga,Medico Isde, a Savona al Teatro Chiabrera

Ricordiamo che il mercurio è una potente neurotossina e che un solo grammo può potenzialmente uccidere una persona se vaporizzato direttamente dentro i suoi polmoni.

Non crediamo che Brindisi faccia eccezione, anzi, e, da madri, da padri, da persone che hanno a cuore la salute dei bambini, spaventate dal riconosciuto ruolo neurotossico del mercurio, ci poniamo alcune semplici domanda a cui pretendiamo una risposta da chi ha la responsabilità della salute pubblica: 
in che modo queste emissioni di mercurio influenzano lo sviluppo della gravidanza, influiscono sul feto prima e sui bambini poi? 
E ancora, che tipo di impatto ha il livello delle emissioni sullo sviluppo del cervello e del sistema nervoso dei nostri bambini?
Il rischio di soffrire di disordini neurologici, dello sviluppo, dell'apprendimento e dell'attenzione è maggiore per i bambini che vivono vicino alla fonte di inquinamento?
Gli studi scientifici a disposizione purtroppo non ci consolano, anzi. 


Immagine tratta dalla Video conferenza del Dottor Ghirga,Medico Isde, a Savona al Teatro Chiabrera
Potremmo elencarne a decine, primo fra tutti quello svolto presso il Centro Universitario per la Salute a San Antonio, in Texas, che ha dimostrato un legame statisticamente significativo tra il rilascio di mercurio e i disordini dello sviluppo infantile. Questo studio, per la prima volta nella letteratura medica, ha anche evidenziato come il rischio di soffrire di tali disordini sia collegato proporzionalmente alla distanza dalla fonte di mercurio. Questo significa che più vicini si è alla fonte dell'emissione, maggiori sono le probabilità di avere questi disordini.
La definizione che scienziati e uomini di medicina usano, “disordini dello sviluppo”, forse non rende bene quello che realmente queste parole significano, la gravità che nascondono, il terribile e devastante impatto che hanno sulle famiglie, non ci descrivono esattamente il rischio che i nostri bambini corrono. 

La gravità della malattia è variabile e va dai più leggeri problemi nel linguaggio e nell'attenzione, all'iperattività, dislessia, fino ai casi più gravi di handicap con quoziente intellettivo ridotto, problemi nella comunicazione (i bambini non parlano e non socializzano), problemi motori. Tutto questo è spesso accompagnato da sintomi fisici, anche in questo caso di intensità variabile che vanno da disturbi gastrointestinali (allergie e intolleranze alimentari, reflusso, dolori addominali, ecc), disturbi del sonno e immunitari.


Parliamo quindi di qualcosa di molto serio che è compito di una società civile non solo curare, ma anche prevenire.
Stiamo facendo pagare ai nostri bambini (i dati ufficiali facilmente verificabili sono di 1 bambino su 100) il prezzo di uno sviluppo che poi tale non è!


  Chiediamo delle risposte e che anche per i disordini dello sviluppo ci sia una indagine epidemiologica che possa verificare un nesso causale con l'ambiente! 
Immagine tratta dalla Video conferenza del Dottor Ghirga,Medico Isde, a Savona al Teatro Chiabrera

COMUNICATO STAMPA NO AL CARBONE

1)EUROPA:Impianti super-inquinanti il conto è 102-169 miliardi 2)Tvs, sul IV gruppo di Tirreno Power, il consigliere comunale Petrelli diffida i Ministeri.

Tratto da La Repubblica

Una centrale a carbone in Germania

EUROPA:Impianti super-inquinanti il conto è 102-169 miliardi

L'indagine dell'Agenzia Ue per l'ambiente rivela che i tre quarti dei danni sono attribuibili a 622 stabilimenti. Il costo a carico di ogni cittadino europeo è di 200-300 euro. In testa Germania, Regno Unito, Polonia, Francia, Italia  

ANTONIO CIANCIULLO

 L'analisi dell'Agenzia europea precisa anche i danni prodotti: aumento dell'ozono di bassa quota (con relativo aggravio dei problemi respiratori e cardiovascolari), acidificazione ed eutrofizzazione degli ambienti, aumento di elementi tossici negli ecosistemi terrestri e acquatici.
"I cittadini europei stanno pagando l'inquinamento prodotto dagli impianti inquinanti con un sacrificio personale, con un danno alla loro salute", commenta Jacqueline McGlade, la biologa che guida l'Agenzia europea per l'ambiente. "Per quanto riguarda l'Italia va fatta una riflessione ulteriore: l'età media avanzata della popolazione comporta un'esposizione maggiore ai rischi prodotti dall'inquinamento. Calcolando inoltre che una parte significativa del problema deriva dalle centrali elettriche che utilizzano combustibili fossili, va sottolineata l'importanza di una spinta verso le fonti rinnovabili: il sole e il vento possono migliorare la qualità dell'aria che respiriamo dando un contributo molto importante all'alleggerimento del rischio sanitario".

(24 novembre 2011)
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Tratto da  TRCgiornale.it

Tvs, sul IV gruppo di Tirreno Power, Petrelli (Idv) diffida i ministeri

Il consigliere comunale dell'Italia dei Valori, Vittorio Petrelli, ha indirrizzato alla direzione generale per le valutazioni ambientali del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, alla Direzione Generale per l'energia nucleare, le energie rinnovabili e l'efficienza energetica del Ministero dello Sviluppo Economico, nonché a tutte le altre autorità coinvolte nel procedimento relativo al rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale per la centrale di Torre Valdaliga Sud, un atto di significazione e diffida.

L'iniziativa fa riferimento all'eventualità dell'emissione di un provvedimento autorizzativo all'esercizio continuo dell'unità produttiva del quarto gruppo di Torre Valdaliga Sud, come proposto dall'azienda Tirreno Power, "senza che si rispetti – scrive Petrelli nel documento - la prescrizione di esclusione Via prevista, relativamente all'alimentazione del quarto gruppo, che è stato stabilito debba essere a gas naturale".
  Con il suo atto Petrelli chiede anche la verifica ascrupolosa "del pieno rispetto della normativa vigente, degli atti autorizzativi, dei protocolli d'intesa istituzionali e degli obblighi formalmente assunti".
 

24 novembre 2011

1)COMUNICATO DI UNITI PER LA SALUTE SULLA LETTERA DEL DOTTOR QUAINI. 2)REGIONE LIGURIA:POTENZIAMENTO TIRRENO POWER







COMUNICATO DI UNITI PER LA SALUTE  SULLA LETTERA DEL DOTTOR QUAINI.
Come noto la nostra associazione,avendo come scopo primario esclusivamente la tutela della salute,rifugge dall' inserirsi in diatribe o polemiche
Essendo però stata direttamente citata nell’...intervento ..del dott Quaini  in cui egli parla di ..."un dialogo costante con “Uniti per la Salute” ed altre associazioni ..... ", per amor di verità , riteniamo  doveroso far presente quanto segue:

la nostra Associazione nel tempo  ha avuto incontri  con le molte realtà  del territorio  che ce lo hanno richiesto.

Tra questi, abbiamo avuto anche  qualche sporadico colloquio con il dott.  Quaini,  che riteniamo  quantomeno improprio definire “dialogo costante”.

Precisiamo che negli ultimi due  incontri, sollecitati dallo stesso Dottor Quaini, dopo la posizione  presa  dall' IDV a livello regionale  favorevole  al potenziamento a carbone della centrale, abbiamo in modo fermo e inequivocabile, manifestato più volte il nostro sconcerto e la nostra posizione di assoluta, inconciliabile contrarietà  e disapprovazione.

Gli abbiamo più volte ricordato che la sua parte politica, in occasione delle ultime elezioni regionali,  si espresse contro il potenziamento  a carbone della centrale specialmente con incontri a tema,  con la partecipazione del Dottor Baglietto, nei quali furono ben evidenziati la contrarietà ed i rischi derivanti dalla combustione del carbone.


Anche per questo ci ha stupito non poco la posizione della sua parte politica, sia per quanto affermato prima delle elezioni sia perché,  a lui, proprio come medico, abbiamo ricordato la posizione dell’Ordine e della letteratura medico-scientifica internazionale sui danni e la pericolosità del carbone.

Il dott Quaini sa benissimo che con quella che definisce “la posizione ufficiale” del suo partito”  il nostro territorio sarebbe destinato ad almeno altri quaranta anni di soggezione al carbone con le conseguenze che lui, proprio come medico, conosce bene.

In questo senso siamo ancora in attesa della sua risposta sul perché non si sia allineato alla posizione dell’Ordine dei Medici  che chiede la metanizzazione della centrale (scelta che salvaguarderebbe anche i posti di lavoro).

Tratto da  Uomini Liberi  :
POTENZIAMENTO TIRRENO POWER
ACCORDO DI POTENZIAMENTO A CARBONE DI TIRRENO POWER
INQUINAMENTO DA CARBONE OLTRE I LIMITI IMPOSTI
 DALLA UE  E SENZA AUTORIZZAZIONE AIA
INTANTO LA REGIONE CON LA  BRIANO PROMETTE VAGHI "MIGLIORAMENTI"
La Regione Liguria alla Conferenza dei Servizi di Roma del 13 Luglio 2011, con il totale assenso della Provincia di Savona e l'inefficace opposizione dei Comuni di Vado e Quiliano, ha approvato il pericoloso progetto di potenziamento a carbone della centrale di Vado proposto da T.Power: sì alla realizzazione di un nuovo gruppo a carbone da 460 MW . Solo al termine della costruzione del nuovo gruppo nel 2018, e quindi dopo circa 6 anni, verra' abbattuto uno dei due gruppi obsoleti (330 MW) che potra' essere sostituito da un ulteriore nuovo gruppo a carbone da 460 MW e dopo addirittura 9 anni ( 2021) verrà abbattuto il secondo obsoleto gruppo a carbone che potrà essere anch'esso sostituito da un nuovo gruppo a carbone. Oggi in un comunicato stampa (IVG del 23/11/2011) l'Assessore all'Ambiente della Regione Briano vuole rassicurare la popolazione dichiarando "imprenscindibile l'ottenimento dell'AIA" anche se ammette che "la situazione ambientale diventa sempre più insostenibile". In ogni caso dichiara :.... "L'obiettivo è chiudere l'intesa entro Dicembre". 
Queste le nostre considerazioni:
  1. Violazione delle normative della Unione Europea (Direttive AIA IPPC- 2005) e della normativa italiana (Dlgl. 128/2010) in quanto si accetta che i vecchi gruppi a carbone possano continuare a inquinare da oggi almeno per altri 9 anni ( fino al 2021) con emissioni inquinanti ben al di sopra dei limiti AIA come ammesso dalla Regione stessa e come riconosciuto anche dal Ministero dell’Ambiente.
  2. Tradimento della posizione sostenuta fino a ieri dalla Regione (NO al potenziamento a carbone) perché in realtà l'accordo di Burlando è un POTENZIAMENTO A CARBONE: dai 660 MW attuali si passerà a circa 1.400 MW con 3  gruppi a carbone (+ 760 MW a gas) .  
  3. Mantenimento della possibilità di bruciare il CDR (combustibile da rifiuti) nella centrale a carbone come previsto nel Piano Provinciale Rifiuti a pa g. 170 approvato dalla Giunta regionale con aggravamento dell’inquinamento per la produzione massiva di diossine e metalli pesanti cancerogeni e genotossici in quantità maggiori di un già pericoloso moderno inceneritore di rifiuti. 
  4. Accettazione supina delle condizioni imposte da un’ azienda privata (T. Power) senza tenere in alcuna considerazione i risvolti sanitari per le malattie e le mortalità precoci indotte dall’inquinamento e come documentato ormai d come relazionato dall’Ordine dei Medici della Provincia di Savona a più di 40 annni dalle Associazioni presenti sul territorio (costi esterni stimati secondo i criteri  Ue di almeno 140 milioni euro/anno)  
  5. Decisione della Regione di chiudere la piccola centrale di Stato (ENEL) a Genova per motivi di obsolescenza e di emissioni inquinanti, mentre nello stesso tempo si decide di promuovere il potenziamento a carbone a Savona-Vado di una grande centrale a carbone privata in pieno centro abitato (centrale in città) .
  6. Posizione retrograda dei sindacati che condividono totalmente le richieste dell’industria privata di T. Power in quanto per una manciata di posti di lavoro, accettando il potenziamento a carbone, accettano il peggioramento dell’inquinamento contro il diritto alla salute dei cittadini e degli stessi lavoratori della centrale. Perché allora i Sindacati hanno taciuto di fronte al drammatico crollo occupazionale quando nel passaggio da ENEL(anno 1985) ai privati di T. Power (anno 2006) l’occupazione in centrale si è dimezzata da 556 a 224 unità?
Ribadiamo ancora una volta l’unica posizione eticamente accettabile (votata da molti Comuni e dalla Provincia di Savona nel 1995 e nel 1998 e sostenuta da ACLI, ARCI, Ordine dei Medici ecc.) nei confronti di un territorio che da più di 40 anni è stato massacrato dall’inquinamento del carbone:

DEPOTENZIAMENTO E METANIZZAZIONE O ALMENO METANIZZARE COMPLETAMENTE LA CENTRALE T. POWER SOSTITUENDO GLI OBSOLETI VECCHI GRUPPI A CARBONE (CHE VANNO IMMEDIATAMENTE CHIUSI) CON MODERNI GRUPPI A METANO (CCGT) DI UGUALE POTENZA VISTO L’INGENTE INVESTIMENTO DI CIRCA 1 MILIARDO DI EURO CHE T. POWER PREVEDE DI SPENDERE PER L’IMPIANTO.


CONCLUDENDO vogliamo sottolineare che gli Enti Locali come Regione, Provincia, Sindacati e Ministeri che sono a favore del potenziamento a carbone si prendono tutte le responsabilità politiche, morali e legali per tutte le mortalità precoci ed i danni economici che si produrrano a seguito di questo scellerato utilizzo del carbone nella locale centrale T. Power di Vado. A tal proposito attendiamo ancora il rimborso alla popolazione da parte di Tirreno Power dei costi esterni (140 milioni di €/anno) per tutti questi anni di funzionamento a carbone

Savona, 23 Novembre 2011
Dr. Virginio Fadda
Dott. Agostino Torcello