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31 agosto 2013

Alessandro Marescotti .QUAL E' LA NOSTRA ARMA SEGRETA ?

 Tratto da Noalcarbone

QUAL E' LA NOSTRA ARMA SEGRETA ?


Taranto
Credo fortemente nel potere dell'informazione basata sulla verità. E' un potere enorme che ricorre non all'idea della forza ma alla forza dell'idea.

Noi non abbiamo bisogno della
violenza, abbiamo di meglio, basta la forza liberatrice di quell'informazione che demolisce i segreti e li mette mette a nudo, e con essi il potere che opprime, devasta, uccide. E nasconde. Perché il potere ha sempre bisogno di nascondere qualche cosa. 
 E noi la dobbiamo scoprire.

La rivoluzione è quella foto incredibile che ti sconvolge e che racconta un'intera storia.
La rivoluzione è in quella notizia assurda, in quella verità nascosta per tanto tempo.
La rivoluzione è toccare le coscienze, indignarle, provocarle fino al punto che la mobilitazione della gente diventa naturale, spontanea, irrefrenabile.



Chi sa cambiare l'informazione alla lunga cambia il mondo. La controinformazione genera ribellione, presa di coscienza. Fa dilagare in modo impressionante la capacità di mettere in ridicolo la reputazione e la stessa presentabilità in pubblico di chi è al potere.

La controinformazione - se ben fatta - distrugge e rovescia ogni potere basato sulla menzogna.

Ogni idea giusta vince se sorretta da una forte capacità di dominare l'arma segreta: l'informazione.

La nonviolenza è la capacità di gestire a proprio vantaggio i processi più delicati, quelli che toccano il cervello e in particolare le emozioni. Il potere di entrare nella mente degli altri è un potere immenso, molto più grande del potere di compiere violenza sui corpi.
Se ci confrontiamo sul piano della forza possiamo perdere, se lo facciamo sul piano della verità possiamo solo vincere.

Questa concezione della lotta nonviolenta - ce lo ha insegnato Gandhi - richiede studio, dedizione, autocontrollo, creatività, capacità di narrare le proprie sconfitte fino al punto da far apparire il vincitore ingiusto come un oppressore crudele. E alla fine chi vince perde e chi perde vince nella lotta dei simboli, dell'immaginazione globale che è costituita dall'opinione pubblica che si forma le sue idee del bene e del male, del giusto e dell'ingiusto, della verità e della menzogna.
Ad esempio un potere che imponesse lo studio di tabelline sbagliate potrebbe vincere sul momento con l'arroganza e l'intimidazione ma alla lunga perde in modo drammatico.
Perché è la verità che vince alla fine. Sempre. 

A ben guardare tutta la storia della nostra lotta a Taranto ha avuto al centro la controinformazione e il potere dei simboli. Ad esempio la calamita che attira la polvere di Taranto: quella esperienza empirica, diretta ed evidente non ammette smentite o repliche. E' verità allo stato puro, sperimentale, come la storia del cannocchiale di Galileo Galilei.

La nostra arma segreta?
In questi anni mi sono sempre ispirato - lo devo ammettere - a questa stupenda frase di uno dei più grandi giornalisti della storia: Joseph Pulitzer. Egli scriveva:

«Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri».

Ecco l'arma segreta. Ecco perché comunico con voi.
Alessandro Marescotti
PeaceLink

1)Carlo Rubbia senatore a vita, speranza per le rinnovabili? 2)Massachusetts Institute of Technology:Ricavare energia dall’acqua e dal sole come le foglie:

Tratto da  Ecoblog

Carlo Rubbia senatore a vita, speranza per le rinnovabili?

Scritto da: -
Premio Nobel 1984 per le ricerche al CERN sui bosoni W e Z, si è interessato a lungo di energie rinnovabili, dando vita alla centrale solare termodinamica di Priolo. La sua nomina è un buon segnale per una politica energetica più sostenibile.

Carlo Rubbia è stato nominato oggi senatore a vita insieme a Renzo Piano, Claudio, Abbado ed Elena Cattaneo. Per la prima volta un Fisico entra in questo ristretto consorzio ed è davvero una buona notizia.
Carlo Rubbia è noto per l’assegnazione nel 1984 del premio Nobel per la Fisica per il lavoro di ricerca svolto al CERN di Ginevra che ha portato all’evidenza sperimentale dei bosoni Z, W+ e W-, mediatori dell’interazione debole. E’ il primo Fisico italiano a ricevere il premio  che ha svolto il suo lavoro in un istituzione internazionale sostenuta anche dall’Italia e non semplicemente “all’estero”, come è invece avvenuto per i suoi predecessori Marconi, Fermi e Segrè. La sua voce in Wikipedia è presente in ben 42 lingue, a testimonianza che la sua fama è un po’ più grande dei confini dello stivale
In seguito,  dopo essere stato direttore del CERN, nel 1999 è stato nominato alla direzione dell’ENEA, l’ente italiano per le energie rinnovabili; in questa veste ha dato impulso al solare termodinamico, dando vita all’impianto pilota di Priolo, Sicilia. Se ne andò sbattendo la porta nel 2005 per contrasti con le baronie incompetenzi e lottizzate dell’allora consiglio di amministrazione, lavorando a progetti analoghi in Spagna (La Plataforma Solar de Almeria).
La sua nomina in parlamento può essere di buon auspicio sia per la ricerca scientifica, sia per le energie rinnovabili. Dopotutto, il potere di indirizzo di un senatore dipende dalla sua autorevolezza (oltre che da quanto lo vogliono ascoltare…).

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Tratto da Tuttogreen

Ricavare energia dall’acqua e dal sole come le foglie: finalmente creata una ‘foglia artificiale’.


Diversi anni di studi, rallentamenti e tentativi falliti, dai laboratori del Massachusetts Institute of Technology è arrivata la notizia tanto attesa: il professore Daniel Nocera - del cui ambizioso progetto avevamo già parlato in precedenza - ce l’ha fatta, ha creato la prima autentica foglia artificiale, capace di produrre energia, in maniera autonoma e pulita, e facendo uso di materiali a buon mercato.
Analizziamo la struttura della foglia, che a prima vista appare come un sottile foglio trasparente. Un primo strato si compone di una economica lega di nichel, molibdeno e zinco, per il secondo (sovrapposto) viene invece utilizzato del cobalto. Il principio di funzionamento è semplice: la foglia artificiale di Nocera deve essere prima immersa nell’acqua, quindi esposta al sole.
Analizziamo la struttura della foglia, che a prima vista appare come un sottile foglio trasparente. Un primo strato si compone di una economica lega di nichel, molibdeno e zinco, per il secondo (sovrapposto) viene invece utilizzato del cobalto. Il principio di funzionamento è semplice: la foglia artificiale di Nocera deve essere prima immersa nell’acqua, quindi esposta al sole.
SPECIALE: I segreti della fotosintesi aiuteranno a rendere più efficienti le rinnovabili
La rivoluzione sta proprio qui, perchè con la foglia di Nocera il saldo è invece assolutamente positivo, si può produrre energia gratis, con materiali comuni e poco costosi.

Aprirà la strada ad una rivoluzione energetica su larga scala? La sfida è sempre aperta…

 

30 agosto 2013

PASSEGGINO ROSSO : Studio dello IER stabilisce l’impatto negativo sulla salute delle principali centrali a carbone europee

Come madri non vogliamo che i nostri figli perdano ANNI DI VITA, la stessa vita che noi gli abbiamo donato, per produrre energia elettrica e profitti enormi per le aziende.

E’ stato pubblicato in aprile un importante studio condotto in Germania dall‘Institute for Energy Economics and the Rational Use of Energy (IER) dell’Università di Stuttgart in cui viene effettuata una stima dei rischi per la salute causati dalle emissioni di inquinanti da parte delle centrali a carbone in Europa.

Lo studio è stato condotto sulla base dei dati forniti da GREENPEACE (Myllyvirta 2013) e sono state prese in considerazione le polveri sottili (PM10, PM2.5) e gli inquinanti gassosi SO2, NOx e COVNM. Il metodo utilizzato per stimare i rischi per la salute è stato sviluppato da IER in collaborazione con altri partner europei nel corso di una serie di progetti (progetti ExternE), finanziati dall’Unione Europea (Commissione Europea 2005), (Friedrich e Preiss 2012).

Sono state considerate centrali a carbone sia in funzionamento che in progettazione o in fase di costruzione e, per ognuna di esse è stata calcolata ed espressa come ‘anni di vita persi’ (YOLL) la riduzione dell’aspettativa di vita nella popolazione. Sono state calcolate anche le ‘giornate lavorative perse’ (WLD) a causa di morbilità causata da queste emissioni.

Per i 311 impianti in esercizio, i dati relativi al 2010 sono stati ricavati da Greenpeace dal database dell’Agenzia europea dell’ambiente (http://prtr.ec.europa.eu). Inoltre, Greenpeace ha stimato i dati sulle emissioni di 111 siti in Europa, dove le centrali sono in costruzione, approvate, in attesa di approvazione o si erano connesse alla rete nel 2012 o successivamente.


Le seguenti tabelle mostrano una stima quantitativa di questi danni riguardo alla ridotta aspettativa della durata di vita causata dalle emissioni di inquinanti atmosferici (principalmente SO2, NOx e polveri sottili, cioè PM2.5 e PM10) da parte delle centrali elettriche a carbone per 27 paesi dell’UE.
Schermata2

I numeri che leggiamo sono spaventosi, come terribili sono anche le conclusioni dello studio che dichiarano in modo inequivocabile che “le centrali elettriche a carbone in Europa forniscono circa il 20% della produzione annuale di elettricità, ma causano anche un notevole impatto negativo sulla salute”.

 Immagine tratta da facebook del Medico Isde G.Ghirga
 Gli scienziati ammoniscono che “questi rischi per la salute devono essere presi in considerazione quando si prendono decisioni circa il sistema di generazione dell’energia elettrica, che dovrebbero considerare prima di tutto le conseguenze per la salute umana qui stimate, ma anche altri criteri come le emissioni di gas a effetto serra, i costi e la disponibilità delle risorse, la sicurezza degli approvvigionamenti, lo sviluppo tecnologico e i costi per la produzione di energia elettrica attuale e futura.”
GREENPEACE:COME CI AMMALIAMO DI CARBONE

Francamente ci sembra che il grido di questi uomini di Scienza sia stato vano, in quanto completamente inascoltato!  

Come madri non vogliamo che i nostri figli perdano ANNI DI VITA, la stessa vita che noi gli abbiamo donato, per produrre energia elettrica e profitti enormi per le aziende. Non vogliamo che ne perdano neanche un’ora, neanche un secondo. 

Per questo motivo pretendiamo che si faccia immediatamente qualcosa per uscire dall’era del carbone a Brindisi, cominciando a programmare seriamente quantomeno una riconversione a gas della centrale Federico II e a realizzare la tanto attesa chiusura dell’Edipower.
 Non sono i nostri figli a dover pagare con la vita. 

Questi i valori che riguardano in particolare le centrali Federico II di Cerano e Edipower di Brindisi. 
Adesso sapete quanti anni di vita persi si prevedono! Tocca a noi farsi sentire!
Schermata5 Schermata4

Qui è possibile visualizzare l’intero studio:

 Leggi anche Greenpeace:le centrali a carbone Killer-silenziosi

GREENPEACE:LE CENTRALI A CARBONE KILLER SILENZIOSI - See more at: http://unitiperlasalute.blogspot.it/2013/06/greenpeacele-centrali-carbone-killer.html#sthash.Vv3wwrvt.dpuf

1) Verso un’economia verde compiuta: gli obiettivi ambientali dell’EU 2) ENERGIA,L'UE SI APPRESTA A MODIFICARE IL TRATTATO DELLA COMUNITA':ECCO PERCHE'

178-13 - Verso un’economia verde compiuta: gli obiettivi ambientali dell’EU fino al 2050Tratto da Arpat Toscana

Verso un’economia verde compiuta: gli obiettivi ambientali dell’EU fino al 2050.

Il report dell’Agenzia Europea per l’Ambiente offre una panoramica completa dei targets da raggiungere


Il nuovo rapporto dell’EEATowards a green economy in Europe” attraverso una panoramica completa degli obiettivi ambientali e finalità stabiliti dalla normativa UE per il periodo 2010-2050 cerca misurare i progressi fatti verso il raggiungimento di una “green economy” che è sempre più al centro del dibattito politico europeo e che ha come scopo quello di aumentare la prosperità utilizzando le risorse in maniera più efficiente possibile, mantenendo nel contempo la resilienza dei sistemi naturali che sostengono la società.
Hans Bruyninckx direttore esecutivo dell’EEA ha dichiarato: "Questa relazione mostra che, mentre siamo riusciti a concordare una vasta gamma di politiche per la protezione dell'ambiente, la loro attuazione resta ancora una sfida. 

Stiamo facendo progressi verso l'obiettivo dell'UE di creare un'economia verde, ma abbiamo bisogno di mantenere alta l’attenzione fino al 2020 e oltre "....

Con il report Environmental indicator report 2012 l’EEA aveva già condotto una prima analisi dei progressi dell’EU verso un'economia verde......
Questo nuovo studio è utile sia per rivisitare i progressi compiuti in passato, sia per illuminare il futuro riguardo al raggiungimento degli obiettivi che la politica ambientale dell’EU richiede.
Esso si concentra sulle seguenti aree ambientali e tematiche: energia, gas (GHG) a effetto serra e sostanze che distruggono l'ozono, qualità dell'aria e inquinamento atmosferico, emissioni di gas serra dal settore dei trasporti e inquinanti atmosferici, rifiuti, acqua, consumo e produzione sostenibile, prodotti chimici, biodiversità e uso del territorio.
La revisione si basa su un'ampia analisi della legislazione UE in vigore e sui principali documenti politici e strategici degli ultimi dieci anni.
Per i settori dell’energia, dell'inquinamento dell'aria e dei rifiuti la revisione degli obiettivi si completa con una breve valutazione delle tendenze degli indicatori chiave e la distanza dagli obiettivi dell'UE.
Per esempio il rapporto sottolinea che l’UE, accanto a politiche indirizzate a mitigare i cambiamenti climatici, ha varato diverse politiche volte ad aiutare gli Stati membri che volevano adottare strategie globali di adattamento, che ad oggi sono state varate da 16 paesi.
Per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico, l’EU ha generalmente compiuto passi avanti verso i targets richiesti dalla ”Thematic Strategy on Air Pollution” entro 2020, anche se le proiezioni suggeriscono che il raggiungimento degli obiettivi è tecnicamente fattibile per tutti gli inquinanti tranne che per il PM2.5.
Un obiettivo legato ai rifiuti è quello del conferimento in discarica vicino allo zero entro il 2020. Lo studio della tendenza mostra che entro il 2020 si giungerà solo ad una quantità pari a 114 kg pro capite, per cui il raggiungimento del target sembra richiedere un cambiamento radicale nelle pratiche di gestione dei rifiuti........


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Tratto da Greenreport.it

ENERGIA,L'UE SI APPRESTA A MODIFICARE IL TRATTATO DELLA COMUNITA':ECCO PERCHE'.



29 agosto 2013

PROMEMORIA PER I PUBBLICI AMMINISTRATORI: Inquinamento atmosferico, una priorità di sanità pubblica

Tratto da notizie tiscali.it

Inquinamento atmosferico, una priorità di sanità pubblica.....

di Brigida Stagno


Oltre al fumo di sigaretta c'è un altro killer per il tumore del polmone, prima causa di morte nei Paesi industrializzati. Il sospetto c'era, ma servivano altre prove. Ora uno studio di enormi dimensioni conferma ancora una volta il legame tra questa neoplasia e l'inquinamento atmosferico, con l'evidenza che le polveri sottili tossiche nell'aria delle città aumenta di molto il rischio di cancro polmonare, in particolare l'adenocarcinoma, forma che colpisce anche i non fumatori. I risultati della ricerca condotta su 300 mila persone tra i 43 e i 73 anni di 9 paesi europei, seguite in 36 Centri per tredici anni, sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Lancet Oncology


E' il primo lavoro su questo argomento ad aver coinvolto un numero così elevato di persone, in un'area geografica tanto estesa e con un metodo per la misurazione dell'inquinamento davvero rigoroso e preciso.

 L'Italia è risultata tra i paesi più inquinati e ha partecipato con un gruppo di ricerca dell'Istituto Nazionale dei tumori di Milano, guidato da Vittorio Krogh, monitorando la situazione di Torino, Varese e Roma.

Ad essere incriminato è soprattutto l'inquinamento da polveri sottili tossiche presenti nell'aria (particolato Pm 10 e Pm 2,5), dovute nella maggior parte dei casi alle emissioni di motori a scoppio, impianti di riscaldamento, attività industriali: per ogni aumento di 10 microgrammi di Pm 10 per metro cubo presenti nell'aria, il rischio di tumore al polmone aumenta infatti di circa il 22%, ma questa percentuale sale al 51% per l'adenocarcinoma. 
Il particolato (PM, Particulate Matter), per chi non lo sapesse, è composto da particelle molto piccole (solide o liquide) disperse nell’atmosfera e classificate in base alle dimensioni. A causa del diametro minuscolo si inflitrano dappertutto negli organi, con effetti gravi sulla salute, non solo a carico del polmone, ma anche della funzione cardiaca.

La legge attuale della Comunità europea in vigore dal 2010 stabilisce il limite: il particolato presente nell'aria deve restare al di sotto dei 40 microgrammi per metro cubo per quanto riguarda i Pm 10 e al di sotto dei 20 microgrammi per i Pm 2,5, ma secondo l'Istituto nazionale dei tumori, il rischio non può essere escluso del tutto anche sotto questi limiti. 

Purtroppo il nostro Paese ha valori molto più alti.........


...........Una cosa però è certa: l'adozione di misure di contenimento dell'inquinamento atmosferico e di limiti di concentrazione più restrittivi non deve essere più rimandata.

26 agosto 2013
Leggi l'articolo integrale
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Immagine tratta da Facebook del Dottor Ghirga Medico Isde

.........Sotto accusa sono soprattutto le polveri sottili. «Il Pm10 e Pm 2,5 ed in particolare il Black carbon - ha continuato lo specialista – capaci di insinuarsi negli alveoli polmonari grazie alle ridottissime dimensioni e da qui, passare direttamente nel sangue». Altrettanto pericolosi sono gli ossidi di azoto e il biossido di zolfo.  
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.........Lo studio dimostra inoltre che non basta mantenersi al di sotto dei valori soglia previsti dalle attuali normative della Comunità europea in vigore dal 2010 (particolato al di sotto dei 40 microgrammi per metro cubo per i Pm10 e al di sotto dei 20 microgrammi per i Pm2.5).
 Anche rispettando i limiti di legge, non si esclude del tutto il rischio di tumore al polmone, essendo l’effetto presente anche al di sotto di questi valori, precisano gli scienziati.
 Dalla misurazione delle polveri sottili l’Italia è risultato essere tra i Paesi europei più inquinati........
Solo in Italia nel 2010 si sono registrati 31.051 nuovi casi di tumore al polmone (fonte: www.tumori.net). 
 Che da solo rappresenta circa il 20% di tutte le morti per tumore nel nostro Paese. 
Il link allo studio su Lancet Oncology
 

ANSA . Greenpeace, in Cina fino a 16.000 morti per centrali carbone.Per salvare umanita' non bruciare 80% carbone e gas

 RASSEGNA DI ALCUNI  INTERESSANTI ARTICOLI SULLE CENTRALI A CARBONE  PUBBLICATI DA ANSA ..

Tratto da  Ansa

Greenpeace, in Cina fino a 16.000 morti per centrali carbone

Rivelazione mette in discussione apertura 22 nuovi impianti

Cina: Greenpeace, fino a 16.000 morti per centrali carbone 


SHANGHAI - Le emissioni provenienti da nuove previste centrali a carbone nella provincia del Guangdong potrebbero causare la morte di 16.000 persone nei prossimi 40 anni. A rivelarlo è una ricerca commissionata da Greenpeace a Andrew Gray, un consulente privato americano esperto in qualità dell'aria. La scioccante rivelazione ha rimesso in discussione per la provincia l'apertura dei 22 nuovi impianti, dei quali la metà sono già in costruzioni e l'altra metà in fase di progettazione, tornando alla vecchia politica del 2009 che prevedeva l'alt all'apertura di nuovi impianti nella zona del Delta del fiume delle Perle. Nel solo 2011 ci sono state 3600 morti riconducibili all'inquinamento da emissioni provenienti dai 96 impianti già operativi nella provincia del Guangdong e a Hong Kong, e 4000 casi di asma infantile. Ma non tutti sembrano d'accordo sull'ipotesi di bloccare i nuovi impianti.....
Delle ipotetiche 16.000 morti che si verificherebbero nei prossimi 40 anni, i due terzi avverrebbero per ictus e il resto per cancro al polmone e per malattie cardiache. L'inquinamento provocherebbe anche 15.000 nuovi casi di asma e 19.000 casi di bronchite cronica.

Leggi l'articolo integrale  su Ansa 

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Tratto da Ansa

Per salvare umanita' non bruciare 80% carbone e gas

Scienziati, catastrofe con aumento temperature oltre 2 gradi

SYDNEY - E' indispensabile che almeno l'80% delle riserve mondiali di combustibili fossili resti nel sottosuolo, se l'umanita' vuole evitare cambiamenti climatici che ''metterebbero in causa l'esistenza stessa della nostra societa'''. Il nuovo, accorato avvertimento viene da un'agenzia governativa australiana, la Commissione per il clima.  
Nel rapporto dal titolo 'Il decennio Cruciale', gli autori avvertono che le emissioni globali di gas serra devono virare verso il basso entro la fine di questo decennio, per mantenere le temperature entro un livello ''gestibile'' e contenere gli eventi climatici estremi. Vi e' ormai pieno consenso fra gli scienziati che un aumento globale di temperatura che superi la soglia dei due gradi sarebbe catastrofico e quindi - sostiene il rapporto - per assicurare una stabilizzazione del clima il mondo si deve 'decarbonizzare'.
''Dovremo lasciare la maggior parte dei combustibili fossili sotto terra e naturalmente questo ha ovvie implicazioni per le decisioni di investimenti in questo decennio Sono necessarie decisioni intelligenti, in particolare investimenti nelle energie rinnovabili'', scrivono gli autori del rapporto, gli scienziati di fama internazionale Will Steffen e Lesley Hughes, il cui lavoro e' stato scrutinato criticamente da esperti dell'ente nazionale di ricerca Csiro, dell'Ufficio di meteorologia e da universita' australiane.

''Ondate di caldo e incendi devastanti in Europa, in Russia e in Usa durante l'ultimo decennio. Piogge torrenziali, un clima sempre piu' caldo, piu' evaporazione dagli oceani, piu' vapore acqueo nell'atmosfera e piu' pioggia. Le prove sono convincenti.

E' molto importante rendersi conto che i dati e le cifre sono chiari e semplici'', aggiungono gli autori.

  .........Le riserve australiane di carbone rappresentano da sole 51 miliardi di tonnellate di emissioni potenziali di CO2, un dodicesimo del totale ritenuto sufficiente per far salire le temperature globali di altri due gradi.

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Tratto da Ansa

90% italiani boccia carbone, vuole il solare

Rapporto, stop centrali inquinanti.

ROMA - ''Il 90% degli italiani chiude le porte al carbone e apre al solare, anche con nuovi incentivi''. E non solo: sempre in 9 su 10 vorrebbero ''la chiusura entro il 2020 delle centrali piu' inquinanti, a carbone e a olio combustibile'', facendo un pensiero ad ''un'Italia al 100% ad energia verde''. Questo alcuni dati che emergono dal nono rapporto 'Gli italiani e il solare' realizzato da Ipr marketing e dall'Osservatorio sul solare della Fondazione UniVerde, con il sostegno di Yingli green energy Italia e di Sorgenia.
I combustibili fossili ''piu' dannosi per il clima'' sono ritenuti il carbone e il petrolio. Tanto che - in base ai risultati del focus 'Carbone, carbon tax e smart grids' - ''per l'88% degli intervistati, sarebbe auspicabile l'introduzione di una carbon tax sulle attivita' che producono emissioni di Co2''.

........ ''Gli italiani pensano in modo decisamente piu' green rispetto alla loro classe dirigente - osserva Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde ed ex ministro dell'Ambiente - Emerge una grande determinazione verso una svolta energetica. Adesso piu' che mai, in un Parlamento caratterizzato da una forte presenza favorevole alla green economy, occorre promuovere questa svolta''

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Tratto da Ansa

Nord Cina, quasi 10mila morti nel 2011 per inquinamento carbone

Nord Cina, quasi 10mila morti per inquinamento carbone 
SHANGHAI - Sono 9.900 le persone decedute prematuramente a Pechino, a Tianjin e nella provincia dell'Hebei nel 2011 a causa dell'inquinamento causato dalle centrali elettriche a carbone. Lo riferisce uno studio condotto da Greenpeace con la collaborazione di esperti americani del settore. Oltre ai decessi, secondo lo studio, le emissioni dannose sarebbero state responsabili anche di 11.110 casi di asma e 12.100 casi di bronchite.
Tra le morti, 850 sarebbero avvenute per cancro legato a metalli pesanti - come l'arsenico, il piombo, il cadmio e il nichel - e il resto sarebbero state attribuite a ictus, problemi cardiaci e respiratori comunque derivati dall'inquinamento. Il rapporto ha ulteriormente fatto aumentare la preoccupazione della popolazione sulla questione dell'inquinamento e sui danni che puo' provocare alla salute. 

"Seriamente - ha commentato un utente su un microblog - ora e' venuto il momento di pensare di lasciare Pechino''......
 Pechino dal canto suo sta cercando di ridurre il suo consumo nazionale di carbone, portandolo da 27 milioni di tonnellate nel 2010 a 20 milioni di tonnellate nel 2015, laddove la provincia dell'Hebei da sola nel 2011 ha consumato 307 milioni di tonnellate di carbone.
''Per l'Hebei - ha spiegato Huang Wei, che conduce per Greenpeace una campagna sul clima - e' arrivato il momento di fare cambiamenti sostanziali e ridurre il suo consumo di carbone che ha provocato ben 6700 morti premature nella zona''.

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28 agosto 2013

Quello che ci dovrebbe preoccupare di più : l' 'inquinamento all'interno del corpo.



Tratto da Ecoblog

L'inquinamento all'interno del corpo

  Scritto da:

L'inquinamento non è solo nell'acqua, nella terra e nell'aria, ma anche all'interno dei nostri corpi. Una rilevazione dei CDC di Atlanta mostra che la popolazione USA mantiene livelli significativi e stabili di metalli pesanti e pesticidi nelle proprie cellule.


Si misura, si parla e si discute di inquinamento dell’aria, dell’acqua e del terreno, ma spesso si trascura di parlare di quello che ci dovrebbe preoccupare di più: l’inquinamento  all’interno dei nostri corpi.

L’organismo ha delle difese naturali contro le sostanze tossiche: se ne occupano quotidianamente l’apparato digerente, il fegato e i reni. Tuttavia la rivoluzione industriale e la chimica in pochi decenni hanno introdotto nella biosfera elementi e composti contro cui gli organismi non hanno difesa, perché non sono mai stati presenti duranti  milioni di anni di evoluzione (1).
Il ritmo di esposizione a questi inquinanti è in genere  più elevato della velocità con cui l’organismo se ne disfa.
Di conseguenza, le sostanze tossiche si accumulano nell’organismo.  
Il report pubblicato di recente dal CDC di Atlanta non lascia adito a dubbi: nel sangue della popolazione USA sono presenti livelli significativi di almeno 8 metalli pesanti ed altrettanti residui di pesticidi, oltre alla nicotina, al benzene e al fluorene.

Il grafico in alto mostra i livelli ematici mediani di Arsenico, Cesio e Piombo, mentre il fondo al post sono riportati Cadmio, Bario, Cobalto e Mercurio. (2) La maggior parte degli inquinanti è inoltre stabile nel tempo, con l’unica eccezione della nicotina, che si è dimezzata e del piombo che è in lieve calo.
Questi livelli di contaminazione  indicano che i nostri corpi sono diventati delle vere e proprie discariche. 
 E’ difficile valutare l’impatto sulla salute di centinaia di sostanze tossiche interagenti tra loro, anche se in piccola quantità: cancro, problemi circolatori, stress, perdita di attenzione, demenza senile?
Una recente ricerca californiana mostra ad esempio che donne nate tra il 1959 e il 1967, prima della messa al bando del DDT (non monitorato nelle tabelle CDC), mostrano problemi di ipertensione poichè sono state esposte all’insetticida durante la loro fase prenatale.
Come disintossicarsi? Mangiando cibi sani (leggi biologici, cioè senza pesticidi) ed evitando il più possibile il contatto con sostanze chimiche di sintesi sia in casa che al lavoro.
Attenzione inoltre alle diete rapide. Perdere peso in fretta può avere l’effetto indesiderato di spostare le sostanze tossiche dai tessuti adiposi al sangue, per poi  depositarsi nei muscoli o nel cervello dove potrebbero fare più danni.
(1) Ad esempio metalli come Piombo, Mercurio, Uranio, Cadmio Cromo e Cesio che non si trovano naturalmente nell’ecosistema, oltre ai milioni di composti chimici di sintesi, dal DDT in giù.
(2) Il valore mediano è quello che divide in due la popolazione: ad esempio nel caso dell’Arsenico, metà degli americani ha meno di 8 µg/litro e l’altra metà ne ha di più. Il CDC usa la mediana e non la media perchè quest’ultima verrebbe notevolmente alzata dai valori molto elevati presenti in una piccola percentuale della popolazione. In molti casi, il 5% della popolazione più esposta presenta livelli  di inquinanti anche oltre 10 volte più alti del valore mediano.

27 agosto 2013

ILVA DI TARANTO: "Decreto discariche, ulteriore regalo del Governo all'Ilva"

Tratto da  Giornale di Puglia.com

"Decreto discariche, ulteriore regalo del Governo all'Ilva"


TARANTO - Intervento del consigliere regionale SeL, Alfredo Cervellera. "Il Governo Letta-Berlusconi con il decreto d’urgenza per autorizzare le discariche interne all’Ilva non solo è in continuità con quello di Monti-Clini, ma se è possibile riesce a fare ancora di peggio.
Infatti, con una procedura, a mio modesto avviso incostituzionale, ignora le competenze della Regione e degli enti locali e qualsiasi loro coinvolgimento per imporre, con un atto autoritario ed antidemocratico, ulteriori aggravi ed umiliazioni ad un territorio già provato dal secolare stupro ambientale della grande industria.
Si può fare peggio di Clini per salvare l’Ilva ?
Evidentemente si, se il ministro Orlando ha tenuto conto solo delle volontà espresse dall’industrialista Bondi e dal finto ambientalista Ronchi e non quelle di una popolazione stremata che, dopo quest’atto prevaricatore deciso per far risparmiare l’Ilva, non avrà mai più fiducia in chi ci governa.
Sa il ministro Orlando che la “Mater Gratiae” è una bomba ecologica a cielo aperto?
Che in quella discarica per più di mezzo secolo, dall’Italsider ad oggi, si sono accumulate, seppellite e stratificate tonnellate di sostanze tossiche e nocive che sicuramente pregiudicano l’eco sistema del Mar Piccolo?
Sa che nelle vicinanze di quel territorio si sono seppelliti barili di apirolio, sostanza tra le più velenose per l’ambiente, che come teme l’Arpa sta raggiungendo attraverso la falda freatica il Mar Piccolo, aggravando quell’inquinamento da diossina che ha costretto i nostri mitilicoltori a trasferirsi in Mar Grande con un grave danno alla loro e alla nostra economia?
Non era più logico procedere, prima di sanare con un atto d’imperio una situazione illegittima, a una bonifica delle discariche Ilva con una rigorosa e stringente (anche nei tempi di attuazione) Autorizzazione Integrata Ambientale?
Quando si interverrà sulla questione dell’inquinamento delle falde acquifere, essenziale per il risanamento ambientale di Taranto, tenuto volutamente fuori da Clini dall’AIA nel decreto “Salva-Ilva”?.....

Per questo, nell’unirmi alle proteste che da più parti, politiche, istituzionale e sociali, si levano contro questo atto aberrante del Governo, auspico un intervento deciso dalla Regione Puglia e del Comune di Taranto fino ad avanzare, se verificati i dubbi di costituzionalità di cui innanzi parlavo, un ricorso presso la Suprema Corte per annullare le parti del Decreto Legge che concedono questo ulteriore “regalo” all’Ilva".

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 Discariche Ilva, il Sindaco scrive all'Arpa 

«In questo contesto - aggiunge il Sindaco di Taranto - si chiede a codesta Agenzia, cui è demandata l'espressione delle compatibilità tecnico/gestionali, particolare attenzione nella valutazione degli effetti cumulati di tali impianti che incidono su aree già fortemente gravate. Naturalmente si fa sin d'ora espressa riserva di ogni eventuale iniziativa a tutela del territorio e della comunità tutta. Si resta in attesa di aggiornamenti».

CENTRALI A CARBONE : andamento settimanale e previsioni carbon market -2-


Tratto da Borsa italiana
Notizie RadiocorNotizie Radiocor - Economia

Energia: andamento settimanale e previsioni carbon market -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 27 ago - Notizie della settimana La Polonia e' in rotta di collisione con l'UE. L'energia e' proprio al centro della diatriba tra il governo di Varsavia e Bruxelles, con il primo che non sembra essere intenzionato ad arrestare il processo di costruzione di due nuove unita', della potenza di 900 MW, presso la centrale a carbone di Opole, infrangendo quanto previsto dalla Direttiva europea sulla centrali CCS (Carbon Capture Storage). Direttiva che deve essere ancora ratificata dallo stato polacco, cosi' come la Direttiva sulle rinnovabili e quella sull'ETS, e che ha portato la Commissione a lanciare una procedura d'infrazione due anni fa (su cui la Corte di Giustizia Europea deve ancora pronunciarsi), fissando una multa di 133.000 euro per ogni giorno di ritardo nella ricezione della Direttiva. 

..........Dopo E.ON e EnBW anche RWE ha annunciato che procedera' alla chiusura di numerose centrali in Germania e Olanda, per un totale di 3.100 MW. Il rapporto semestrale di luglio ha evidenziato come i profitti delle centrali termoelettriche del gruppo siano scesi del 42% rispetto alla prima meta' del 2012, a fronte di una diminuzione dell'elettricita' prodotta dal gruppo dell'1,2% (111,3 TWh). Dopo esser stata colpita dalla decisione del governo Merkel di anticipare la chiusura delle centrali nucleari tedesche, RWE sta ora scontando i bassi prezzi dell'elettricita' tedesca, conseguenza del rapido espandersi della capacita' rinnovabile nel paese. 
 Cosi' dopo la notizia, arrivata lo scorso mercoledi', che E.ON ha sospeso l'attivita' presso numerose centrali, rinunciando a circa 6.500 MW di capacita' (con altri 5.ooo MW previsti in chiusura entro il 2015), RWE potrebbe fare altrettanto, anticipando la chiusura definitiva di alcune centrali a carbone di lungo corso, e mettendo in standby quelle centrali a gas al momento economicamente inefficienti. 
 Si attende ora il via libera definitivo da parte dei quattro TSO nazionali, che valutano la sicurezza del sistema in assenza di tali centrali, e dell'Agenzia federale delle reti .
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TARES:Chi inquina paga. Questo deve essere il principio per il pagamento della tassa dei rifiuti.


modifica tares saccomanni legambiente
Tratto da  Ecologiae

Ambientalisti, agricoltori e pmi chiedono a Saccomanni di modificare la Tares


Valentina Ierrobino 26 agosto 2013
Chi inquina paga. Questo deve essere il principio per il pagamento della tassa dei rifiuti. E’ quanto chiedono ambientalisti, con in testa l’associazione Legambiente, la prima a proporre una petizion per la modifica della Tares a riguardo, agricoltori e piccole e medie imprese. 
Si dovrebbero introdurre dei premi per i cittadini virtuosi e le aziende che praticano la raccolta differenziata dei rifiuti, si dovrebbe eliminare il pagamento di maggiorazione per metro quadro.
Le idee e le proposte per modificare l’attuale tassa sui rifiuti sono molte e vengono dagli esperti di Legambiente e dalle associazioni dei produttori, come Confapi, Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Aiab. Tutte le richieste sono state inviate al ministro dell’Economia e delle Finanze Saccomanni e anche ai ministri dell’Ambiente Orlando, degli Affari regionali Delrio, e delle Politiche agricole De Girolamo. Quel che si chiede è di
Liberare il tributo sui rifiuti dalla copertura dei costi dei servizi indivisibili, eliminando la maggiorazione di 0,30 euro per metro quadro, perché non correlati in alcun modo alla produzione dei rifiuti e all’esigenza di responsabilizzare i comportamenti individuali applicando criteri meritocratici.

In parole povere si chiede una ripartizione più equa e ragionevole dei costi dei rifiuti che non possono essere definiti a priori in base alla metratura dell’abitazione e al numero dei suoi abitanti: una famiglia di 1 persona che vive in un monolocale può produrre più rifiuti di una famiglia di 4 persone che vive in una casa a 3 piani, pratica la raccolta differenziata e fa arrivare in discarica 1 sacchetto di spazzatura ogni 10 giorni. Come spiegano i promotori della modifica della tassa sui rifiuti
Le nostre associazioni sono preoccupate perché, fino ad oggi, la discussione si è concentrata molto sulla modifica dell’imposta sulla casa e poco sulla Tares che, nella versione attuale, rischia di essere un nuovo pesante aggravio per tutte le utenze che producono rifiuti, senza prevedere alcun principio di premialità per i comportamenti virtuosi, anche perché comprende la copertura dei costi dei cosiddetti servizi indivisibili che poco hanno a che fare con la gestione dei rifiuti.
Ora non resta che attendere la risposta dei ministri chiamati in gioco.
[Fonte: Ansa]

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Comuni ricicloni 2013, firma la petizione: Chi inquina paga


........ La nuova tassa sui rifiuti, la Tares, è un’ingiustizia perché non equa e non premia i comportamenti virtuosi. I cittadini chiedono al Governo di rivedere
il nuovo tributo sui rifiuti, che deve rispettare il principio europeo “chi inquina paga” e deve essere calcolato solo sulla effettiva produzione di rifiuti indifferenziati, permettendo alle utenze più virtuose di pagare meno. In più di settemila Comuni italiani la quantità di rifiuti prodotti è irrilevante nel determinare l’ammontare della tassa, mentre solo alcune centinaia di enti locali fa pagare in base alle quantità effettivamente prodotte grazie alla tariffazione puntuale. Tutto questo è assolutamente inaccettabile.
Nel nostro Paese si continua a produrre troppi rifiuti e quasi la metà vengono smaltiti nelle discariche inquinanti.
Con l’introduzione di una tariffazione equa e l’applicazione del criterio di giustizia e sostenibilità ambientale, i più virtuosi potranno avere una minore pressione fiscale e
Solo in questo modo si contribuirà davvero a liberare l’Italia dal problema rifiuti, facendo entrare il nostro Paese a pieno titolo in quella “società europea del riciclaggio” alla base nella nuova direttiva europea

Fonte: Legambiente Italia rifiuti free]

ILVA Discarica Ilva Mater Gratiae: la magistratura arresta, il governo autorizza.

Tratto da Il Fatto Quotidano

Discarica Ilva Mater Gratiae: la magistratura arresta, il governo autorizza

“L’inferno è vuoto e tutti i diavoli sono qui”, scriverebbe nuovamente Shakespeare.  
A Taranto accade l’inverosimile e l’informazione nazionale mette tutto in sordina. La magistratura ha arrestato il presidente della Provincia Gianni Florido  per fatti relativi ad una discarica per rifiuti speciali pericolosi dell’Ilva, la Mater Gratiae. Con lui è già finito agli arresti un altro esponente del Pd, Michele Conserva.
Allora cosa fa il governo? Decide di metterci una pietra sopra e di autorizzare per decreto quella discarica. Oggi si riunisce per sanare tutto. Incredibile ma vero. In questo modo potrebbero essere dichiarati a norma anche i palazzi senza collaudo, gli appartamenti senza agibilità o i camion senza revisione.

Ormai siamo abituati a vedere governi che a colpi di decreto rendono legale ciò che non lo era. Ora l’Ilva è nuovamente nella legalità “ope legis”, ossia “per il dettato della legge” 

Scendendo nello specifico, vi è un aspetto su cui è interessante riflettere, visto che parliamo di una discarica per “rifiuti speciali pericolosi“, ossia una di quelle più a rischio di ogni altra. Ci sono infatti rifiuti così pericolosi che non si possono conferire in discarica. Questi rifiuti devono infatti subire dei trattamenti preventivi (ad es. solidificazione o vetrificazione). Se ad esempio vi sono rifiuti pericolosi che percolano, essi non possono essere portati in discarica. Vanno prima sottoposti a trattamenti in genere piuttosto costosi che – se fossero applicati ad un’industria inquinante, così come richiede la legge – farebbero impennare i suoi costi di gestione.

Dovrebbe riflettere su questo aspetto il governo che pensa di sanare tutto per decreto, come se per decreto si potesse bloccare il percolato di rifiuti pericolosi non trattati. La cosa curiosa è che questo ennesimo provvedimento “per l’Ilva” si annida in un “pacchetto tagli” che riguarda la pubblica amministrazione: auto blu, precariato, dirigenti scolastici e varie voci della spesa pubblica.
Ma che attinenza ha una discarica privata con la spesa pubblica? Torniamo però alla questione dei rifiuti pericolosi che sono “troppo pericolosi” da essere portati in discarica tal quali. Il passaggio cruciale in questo caso è l’ARPA che potrebbe ficcare il naso in quei rifiuti e farli analizzare. Se infatti l’ARPA facesse controlli a tappeto e puntasse a fare la radiografica completa di quanto finisce nella discarica Mater Gratiae, ecco che si spalancherebbe un mondo.
Sarebbe la prova della verità. E’ un atto di coraggio che dobbiamo chiedere non solo all’ARPA ma anche alla magistratura.
Occorre una perizia su quei rifiuti (le due perizie del GIP non hanno toccato le discariche Ilva). Chiederemo ispezioni a metri di profondità su quello che ci è finito dentro in questi anni. Per non parlare della falda acquifera – superficiale e profonda – che scorre sotto la discarica. Più si scava e più ci sarebbe da scavare. Analizzare sistematicamente i rifiuti e caratterizzarli adeguatamente è quello che va fatto.......

Perché decretare procedure eccezionali per una discarica che invece deve passare dalle procedure autorizzative ordinarie? 
E’ bene infatti dire che la questione della procedura “ope legis” di autorizzazione contrasta con ogni più elementare regola europea.
  I cittadini hanno il diritto di sapere e di avanzare osservazioni alle quali va data risposta. Ad esempio: la discarica ha un adeguato sistema di recupero delle acque meteoriche? O la pioggia porta in profondità tutto ciò che percola? Ed esiste un efficace fondo di impermeabilizzazione? E la falda quanto è inquinata? Sono tutte cose che i cittadini hanno diritto di sapere. 
 La procedura che consente di sapere e di partecipare si chiama AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale). L’AIA infatti non vale solo per l’inquinamento dell’aria ma anche per l’acqua e per le discariche. Proprio per questo la questione della Mater Gratiae era spinosissima ed è stata stralciata dall’AIA.
Autorizzare la Mater Gratiae per decreto scavalcando l’iter di legge significa compiere un ennesimo azzardo.....
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Tratto da Ansa

Per rifiuti Ilva ok a smaltimento in area stabilimento            26 agosto

Per rifiuti Ilva ok a smaltimento in area stabilimento
ROMA - Nel pacchetto di provvedimenti sulla Pa che ha avuto il via libera dal Consiglio dei ministri c'è un articolo che riguarda le 'imprese di interesse strategico nazionale' e fa riferimento, in particolare, all'Ilva e alla produzione dei rifiuti di cui si autorizza lo smaltimento nell'area dello stabilimento nel rispetto dell'ambiente e della salute.
Per attuare l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) - spiega il ministero dell'Ambiente - è, infatti, prevista la produzione di rilevanti quantità di rifiuti non pericolosi e pericolosi che devono essere smaltiti in tempi rapidi in impianti idonei.  

Quindi è urgente disporre delle discariche per le quali è già stato rilasciato il giudizio positivo di compatibilità ambientale - e fra questi ci sono alcuni siti compresi nel perimetro dello stabilimento Ilva di Taranto - ma il cui iter autorizzativo non è stato ancora definito. Una soluzione che evita di cercare siti esterni che richiederebbe tempi lunghi e costi molto elevati che sottrarrebbero risorse ad altri interventi ambientali.  Leggi tutto su  Ansa