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30 aprile 2012

BUON PRIMO MAGGIO

"BUON  PRIMO MAGGIO "A TUTTI I LETTORI DEL NOSTRO BLOG DA 
UNITI PER LA SALUTE.

AUGURIAMO A TUTTI DI TRASCORRERE UNA PIACEVOLE GIORNATA,.....  NON DIMENTICANDO IL MOMENTO ESTREMAMENTE DIFFICILE E DELICATO CHE STIAMO VIVENDO.......
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UN ANNO FA......
1 °MAGGIO 2011 : GIORNO DELLA BEATIFICAZIONE DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II

1°MAGGIO 2012 Ricordando Karol Wojtyla e il Suo Pensiero su Ambiente e Salute
 
“L’ambiente è così diventato spesso una preda a vantaggio di alcuni forti gruppi industriali e a scapito dell’umanità nel suo insieme, con conseguente danno per gli equilibri dell’ecosistema, della salute degli abitanti e delle generazioni future.”

“il segno più profondo e più grave delle implicazioni morali, insite nella questione ecologica, è costituito dalla mancanza di rispetto per la vita quale si avverte in molti comportamenti inquinanti”


Energia: andamento settimanale e previsioni carbon market

Tratto da Borsa Italiana

Energia: andamento settimanale e previsioni carbon market

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 30 apr - Notizie della settimana L'industria energetica tedesca ha in programma di investire oltre 60 miliardi di euro per la costruzione e l'ammodernamento di 84 grandi centrali elettriche con una capacita' installata di circa 42 GW. L'Associazione energetica tedesca segnala che 69 degli 84 progetti sono al momento in corso di approvazione, alcuni dei quali hanno gia' ottenuto il via libera, mentre i restanti 15 sono in fase di progettazione.
Tuttavia, nonostante molti progetti abbiano gia' ottenuto l'autorizzazione, gli investimenti sono in fase di stand-by. 
La riduzione delle ore di carico, a causa della priorita' di dispacciamento delle rinnovabili e della debolezza congiunturale della domanda (scesa del 3,7% nei primi 2 mesi del 2012), ha compromesso seriamente la viabilita' economica di molti progetti, soprattutto per le 29 centrali a ciclo combinato, i cui tempi di ritorno sul capitale investito appaiono ora molto dilatati. Incertezza anche piu' acuta nel caso delle 17 centrali a carbone, il cui destino dipende anche dalle azioni legali intentate dalle varie comunita' locali. Si iniziano a delineare i confini di quello che sara il nuovo paradigma di riferimento per l'ETS (emmissions trading system) a partire dal 2013......Leggi l'articolo integrale

" I VELENI DELLE CENTRALI A CARBONE

 Nuovo articolo  oggi su La Repubblica sui "Veleni delle Centrali a carbone".

Attendiamo vivamente  su" La Repubblica"anche un articolo calibrato sulla centrale a carbone di Vado Ligure.

VISTO CHE ANCHE I NOSTRI IMPATTI SANITARI  RISULTEREBBERO NOTEVOLI

VISTO CHE VORREBBERO LEGARCI PER ALTRI 50 ANNI  A DOPPIO FILO CON IL CARBONE....VISTO CHE QUESTI NUMERI FANNO PAURA ANCHE A NOI.

NON "ENEL"  ma "TIRRENO POWER".......

MA  LA PROBLEMATICA SULLA COMBUSTIONE DEL CARBONE E' SEMPRE LA STESSA!!!! 

Tratto da "La Repubblica"

BRINDISI

Veleni dalla centrale Enel"Più di cento morti all'anno"

I dati di uno studio commissionato da Greenpeace: intorno allo stabilimento a carbone pugliese i picchi più alti di decessi. I primati delle emissioni di CO2 e PM10

di SONIA GIOIA
Un morto al giorno, 366 morti all'anno, di cui poco meno di un terzo solo a Brindisi, terra che nel 2009 ha pagato un tributo di sangue pari a 119 morti. Tanti i decessi in più rispetto a quelli che si sarebbero verificati in un ambiente sgombro dalle emissioni della centrale termoelettrica Enel, la famigerata Federico II. Sono le conclusioni agghiaccianti di uno studio commissionato da  Greenpeace all'istituto di ricerca indipendente e no profit Somo, un primo stralcio dei quali è stato reso noto ieri mattina. La centrale è la stessa, naturalmente a carbone, che nel novembre dello scorso anno ha meritato il 18esimo posto nella classifica degli impianti industriali più inquinanti del Vecchio continente, stilata dalla Agenzia europea per l'ambiente (Eea). 
Numeri che fanno paura.

Scopo della ricerca calcolare i danni che le emissioni atmosferiche prodotte dalla combustione del carbone nelle centrali termoelettriche determinano a livello ambientale, economico (con particolare riferimento alle colture) e sanitario. La metodologia utilizzata da Somo-Greenpeace ed Eea è la stessa, applicata su dati di emissione pubblici e di fonte istituzionale. Metodo che tiene conto di un numero relativamente ristretto di inquinanti. Le stime dei danni sulla salute, per esempio, sono riferite alle emissioni di particolato primario, ossidi di zolfo e ossidi di azoto, questi ultimi in particolare contribuiscono alla formazione di ozono, con tutto quel che ne consegue. Gli indici di mortalità sono calcolati, nella metodologia Eea, in base al metodo Vls (Value of statistical life) che indica il numero di morti in eccesso associate a una data esposizione a inquinanti.
La spaventosa pole position meritata da Brindisi su questo fronte sarebbe direttamente connessa, secondo la ricerca Somo, con i numeri degli inquinanti di cui sopra, a partire dai 13.000.000 di CO2 emessi dalla Federico II. La cifra a sei zeri surclassa di gran lunga quella degli impianti di tutta la penisola, se è vero come è vero che al secondo posto si trova Fusina con 4.300.000. Primato che fa il paio con quello delle emissioni di PM10 (473), NOx (7.300) e SOx (6.540). Cifre direttamente proporzionali ai danni cagionati all'agricoltura, stimati nell'ordine 1.372.000 euro solo nel 2009, per un totale di 707 milioni di euro di costi interni ed esterni sempre nello stesso anno, una cifra che supera i profitti che Enel ottiene dalla centrale brindisina. A chi conviene, dunque, l'uso del carbone? Secondo Greenpeace, numeri alla mano, a nessuno. Nemmeno al colosso energetico, a quanto pare. 

Un momentaccio, per l'Enel in generale e per la centrale brindisina in particolare, anche prima che arrivassero i numeri dell'associazione che ha dichiarato guerra, giurata e nonviolenta alla multinazionale, ribattezzata "Enel, l'energia che ti avvelena".
 La centrale dedicata all'imperatore svevo è finita nel mirino della procura messapica per ipotesi di reato direttamente collegate con inquinamento ambientale, danni all'agricoltura e morti per le quali più di un esposto indirizzato alla magistratura inquirente ha chiesto di indagare il nesso con l'esposizione alle polveri di carbone. Quesiti dai quali sono scaturite due grandi inchieste. La prima per getto pericoloso di cose, danneggiamento delle colture e insudiciamento delle abitazioni, a carico di dodici indagati fra cui dieci dirigenti Enel. Nell'ambito dell'indagine in questione, giunta a conclusione a inizio marzo scorso, è emerso che le polveri nere di carbone che hanno ucciso l'agricoltura a Cerano provengono dalla centrale. Conclusioni del consulente tecnico incaricato dal pm Giuseppe De Nozza in perfetta antitesi con quelle di uno studio commissionato da Enel all'istituto di ricerca Erm. La seconda indagine affidata allo stesso pm, in dirittura d'arrivo, parla di omicidio colposo, dovrà verificare se a uccidere i contadini siano state le emissioni della centrale stessa.
Se il dossier griffato Greenpeace farà la differenza nelle valutazioni della procura brindisina, non è dato sapere. Quel che è certo è che quei numeri che fanno paura, non sorprendono. Se è vero come è vero che fra i tanti slogan possibili gli ambientalisti di Brindisi non hanno esitato a scegliere uno, bianco su nero: "No al carbone".
 

(30 aprile 2012)
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Leggi anche  su Il Cambiamento

Greenpeace chiede a Enel di azzerare il carbone entro il 2030.

Gli attivisti di Greenpeace sono entrati in azione oggi presso la centrale Enel Federico II di Brindisi.

Leggi

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 MA................

Promemoria del 2010

10 DOMANDE ALL’ING. DE BENEDETTI SULLA CENTRALE A CARBONE TIRRENO POWER DI SAVONA .
Egr. ing. Carlo De Benedetti, a Lei che si vanta di essere la tessera numero uno del Partito Democratico, poniamo 10 questioni in merito alla Sua decisione di ampliare la centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure (Savona), da Lei controllata attraverso CIR Sorgenia, con tutte le conseguenze in termini di mortalità prematura della popolazione e nonostante la quasi totale contrarietà di cittadini, istituzioni, partiti, associazioni, medici e biologi. 10 le domande, alle quali Le chiediamo di dare risposta:


Le 10  domande  nella sua versione integrale

Immagine tratta da  Libero del 24 agosto 2010


Link ad articoli su Siti e Quotidiani nazionali a proposito
 delle dieci domande all'Ingegner De Benedetti inerenti 
"Il potenziamento a carbone della Centrale Tirreno Power 
di Vado Ligure"Leggi qui
 Leggete bene :Nel 2010 Anche il pd locale 
era contro l' ingrandimento a carbone .........


Ricordiamo che Sorgenia, società del gruppo CIR, è il secondo
 azionista di Tirreno Power con una quota di circa il 39%.
 Il resto del capitale è posseduto da 
GDF SUEZ ( francese 50%), Hera ed Iren. 

 

29 aprile 2012

MA QUANTO CI COSTA IL CARBONE?????

Tratto da La Repubblica

"Un italiano muore ogni giorno
per colpa delle centrali a carbone"

Rapporto di Greenpeace sul costo sociale dell'energia prodotta con combustibile fossile. Ogni anno persi 1,7 miliardi di euro........  

di ANTONIO CIANCIULLO

Un morto al giorno e 1,7 miliardi di euro all'anno. E' il prezzo che l'uso del carbone comporta per gli italiani. Lo ha calcolato Greenpeace sulle centrali Enel prendendo a modello uno studio dell'Agenzia europea per l'ambiente (Eea) che nel novembre scorso ha pubblicato un'analisi sugli impatti sanitari, ambientali ed economici prodotti, sotto forma di inquinamento atmosferico, dai principali impianti industriali europei.
Nella classifica dei 20 impianti più inquinanti troviamo una sola presenza italiana: la centrale termoelettrica dell'Enel di Brindisi Sud.  
Secondo le valutazioni dell'Agenzia europea per l'ambiente questo solo impianto, nel solo 2009, ha prodotto danni sanitari, economici e ambientali stimabili tra i 536 e i 707 milioni di euro.
Fin qui gli esperti europei. Greenpeace ha deciso di applicare gli stessi strumenti di analisi a tutte le centrali Enel alimentate a combustibili fossili in Italia. Obiettivo: calcolare il costo occulto del carbone, quello che fa lievitare voci di spesa non riconducibili alla bolletta elettrica (spese sanitarie, spese ospedaliere, giornate di lavoro perse, danni all'agricoltura).


Risultato: "Le morti premature associabili alle emissioni della produzione elettrica con fonti fossili di Enel in Italia per l'anno 2009 sono 460.I danni associati a queste emissioni sono stimabili come prossimi a 2,4 miliardi di euro", si legge nelle conclusioni della ricerca. E il carbone è il responsabile numero uno: "causa 366 morti e oltre 1,7 miliardi di euro".



Uno studio che l'Enel
considera scientificamente errato e diffamatorio... ...."Enel è il principale produttore di elettricità con il carbone in Italia: genera circa il 70% dell'elettricità realizzata con questa fonte", ribatte Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace. "Inoltre i dati utilizzati sono del 2009, un anno in cui la centrale a carbone di Civitavecchia ha funzionato molto poco. Rifacendo lo studio oggi i morti da carbone salirebbero a 400 l'anno e i danni a oltre 2 miliardi di euro l'anno".


Greenpeace infine sottolinea il fatto che la produzione di elettricità da carbone sia aumentata in Italia, tra il 2010 e il 2011, passando dal 34 al 41% del totale della produzione Enel.  Se il progetto di riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle verrà completato, "la situazione peggiorerà ulteriormente perché il carbone ha un impatto 6 volte superiore a quello del gas".
 

  (29 aprile 2012)
Leggi l'articolo integrale 

Leggi su Savona News

Greenpeace: La centrale di Vado Ligure farebbe un morto a settimana

La sola centrale di Vado Ligure (Tirreno Power - GDF Suez) sarebbe responsabile di 54 morti premature l'anno, secondo la proiezione della Fondazione Somo per Greenpeace Italia
Cinquantaquattro morti premature l'anno, più di una la settimana, è il tragico dato pubblicato in uno studio di Greenpeace Italia consultabile Qui.
Il Dato che riguarda Savona - Vado - Quiliano è a pag #9 (e riportato qui sotto) 
Leggi l'articolo integrale  direttamente su Savona News


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Tratto da : Il Fatto Quotidiano

  “Il carbone dell’Enel fa un morto al giorno e costa due miliardi l’anno”

Greenpeace Italia anticipa al Fatto Quotidiano il suo rapporto su Enel, basato sulle ricerche della fondazione olandese SOMO e della European Environmental Agency (EEA). 
 Investimenti minimi nelle nuove rinnovabili, sostegno anacronistico al carbone e nucleare all’estero

 enel carbone interna nuova

Per il collegamento  alle slide di Greenpeace: Enel il carbone costa un morto al giorno 
( Clicca qui)
“Lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili unito alla perdurante stagnazione della domanda di energia elettrica sta rendendo difficile la copertura dei costi di produzione degli impianti convenzionali, mettendo a rischio la possibilità di tali impianti di rimanere in esercizio”. L’ha dichiarato un mese fa Paolo Colombo, presidente dell’Enel, seguito a ruota dall’amministratore delegato Fulvio Conti, che ha chiesto di “correggere le forme di incentivi per le fonti rinnovabili” calibrando meglio i sussidi nel prossimo decreto allo studio del governo nazionale, per “dare impulso ad altre filiere”.

Leggi l'articolo integrale su Il Fatto Quotidiano

28 aprile 2012

Transizione alle rinnovabili, che succede in Germania?E cosa succede in Italia?

 Tratto da Qual'Energia

Transizione alle rinnovabili, che succede in Germania?

In Germania, ancor più che in Italia, le rinnovabili stanno diventando protagoniste del sistema energetico. In Baviera pesano per il 40% della produzione elettrica, a livello nazionale nel 2011 hanno tagliato del 10% il prezzo del kWh e stanno colmando parte del vuoto lasciato dal nucleare. Andiamo a vedere cosa accade.

Siamo nel bel mezzo dell'era in cui le rinnovabili, da fonti un tempo marginali, stanno cominciando a diventare protagoniste. Una transizione non indolore, come mostra lo scontro tra le fonti pulite e il sistema energetico precostituito in atto nel nostro Paese. Come evolverà la situazione? La risposta non la si può certo avere guardando all'estero, dato che dipenderà in gran parte da scelte nazionali, ma è interessante osservare quel che sta succedendo in Germania, nazione che sembra essere un passo avanti rispetto a noi nel cammino verso il nuovo sistema energetico.


Conforta per esempio il recente comunicato in cui il ministro dell'Ambiente, Norbert Röttgen, tira le somme di come sta procedendo la trasformazione del sistema energetico tedesco. Nonostante la crescita economica e il buco energetico, lasciato dall'atomo dopo che il Paese nel post-Fukushima ha deciso di accelerare l'uscita dal nucleare, la Germania nel 2011 ha tagliato significativamente le proprie emissioni: si è sulla traiettoria per una riduzione di oltre il 40% al 2020 e il merito è in gran parte del crescente contributo delle rinnovabili, spiega Röttgen.
Nel primo trimestre 2011 la produzione da eolico è cresciuta del 35% rispetto all'anno precedente arrivando a 15.682 GWh e quella da fotovoltaico del 40% raggiungendo circa 3.900 GWh. Nel 2011 si sono installati oltre 7,5 GW di fotovoltaico e oltre 2 di eolico (senza contare l'off-shore). Tre anni fa il FV in Germania copriva l'1% del fabbisogno energetico. Ora siamo già al 4% e nei week end estivi il sole arriva a fornire oltre il 50% dell'elettricità. I numeri delle rinnovabili in Germania, insomma, iniziano a essere relativamente importanti: in Baviera - 12,5 milioni di abitanti per 4,3 GW di potenza da fotovoltaico installata - le rinnovabili forniscono già il 40% del fabbisogno elettrico.
..........
Veniamo infine ai costi che l'esplosione delle rinnovabili scarica sulle bollette dei tedeschi: al momento gli incentivi portano a un rincaro in bolletta di 3,6 centesimi di euro/kWh e si prevede ovviamente che questo peso aumenti. Il fardello però grava solo in misura ridotta sull'industria nazionale: le 250 aziende che consumano più elettricità in Germania sono praticamente esenti dagli oneri pro-rinnovabili in bolletta.

In compenso l'effetto di contenimento del prezzo dell'energia a opera delle rinnovabili in Germania sta raggiungendo proporzioni importanti: nel 2011 ha ridotto il prezzo del kWh in Borsa del 10% e ora succede addirittura che in certi giorni l'elettricità, grazie al contributo del fotovoltaico, che produce a costi marginali nulli, costi meno alle 2 del pomeriggio che di notte (la stessa tendenza si sta verificando in Italia, si veda Qualenergia.it, Un cartello delle fossili per difendersi dal fotovoltaico? e Quei 400 milioni che il fotovoltaico fa risparmiare in bolletta).
C'è poi un altro effetto economico che le rinnovabili stanno producendo in Germania: creano occupazione e democratizzano l'energia. Oggi nel Paese gli occupati nel settore dell'energia pulita hanno superato quelli del carbone e del nucleare messi assieme e, mentre nelle energie convenzionali le quattro utility più grandi pesano per tre quarti della potenza, nelle rinnovabili la loro quota di mercato si ferma al 7%: il restante 93% è gestito da aziende più piccole, privati cittadini, agricoltori e comunità locali.

Cosa succede in Italia  ?
 Tratto da Il sole 24 Ore

Bolletta della luce più cara: da maggio aumento del 4,3%


Aumenta il costo dell'elettricità a partire da maggio, con un rincaro della bolletta del 4,3%. Lo comunica l'Autorità per l'energia, affermando che per la famiglia tipo ci sarà una maggiore spesa di altri 21,44 euro su base annua. L'Authority ha approvato infatti l'adeguamento della componente tariffaria a copertura dei costi per gli incentivi diretti alle fonti rinnovabili e assimilate (la componente A3 degli oneri generali di sistema)per tutte le categorie di utenti.(leggi Bollette, quei 2,4 milioni al giorno sprecati per le fossili (19 aprile 2012)
L'adeguamento è in linea con le stime indicate dall'Autorità il 30 marzo, quando ha approvato l'aggiornamento del secondo trimestre 2012 .......
Dal primo maggio, quindi, il prezzo di riferimento dell'energia elettrica sarà di 19,09 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse. La spesa media annua della famiglia-tipo residente, con consumi di 2.700 Kilowattora e potenza impegnata di 3 Kilowatt, sarà pari a 515 euro.

Leggi l'articolo integrale su Il sole 24 Ore
Leggi anche:

27 aprile 2012

PIU' LEGGI PIU' SAI LEGGERE LA REALTA'.VAI OLTRE.......

 
 
 

Apprezziamo la campagna promozionale che  "Il Governo Italiano" ha realizzato  per invitare gli Italiani ad avvicinarsi alla lettura, il cui slogan è 
Vai oltre il muro. Più leggi e più sai leggere la realtà.”

E' lo stesso imperativo che ci siamo posti noi cittadini  dinanzi  alla  consapelevolezza che la problematica ambientale è una grossa spada di Damocle che pende sul nostro territorio.

 Abbiamo oltrepassato il muro.

Abbiamo letto e riletto ,studi scientifici e medici inerenti le problematiche ambientali della combustione del carbone  sulla salute,perizie tecniche , la legislazione italiana ed europea vigente,gli studi di fattibilità, tutta la ampia documentazione presente al Ministero dell' Ambiente  (sia del gestore che le varie e documentate osservazioni). ORMAI SONO OLTRE  5 ANNI CHE LEGGIAMO E SIAMO realmente ANDATI OLTRE NELLA CONOSCENZA:

SE CON TUTTE QUESTE EVIDENZE VOGLIONO  IMPORCI UN ULTERIORE POTENZIAMENTO A CARBONE IN MEZZO ALLE NOSTRE CASE,  FORSE NON VEDONO O NON VOGLIONO VEDERE OLTRE IL MURO, SORDI ALLE   LEGITTIME ISTANZE DEI CITTADINI CHE LOTTANO PER IL RISPETTO DELLE NORME DI LEGGE VIGENTI E PER UN AMBIENTE VIVIBILE PER I PROPRI FIGLI.






ALTRO CHE MURAGLIA CINESE .......


MA NOI CITTADINI SIAMO TENACI, 
FORTI DELLA CONSAPEVOLEZZA DELLE LEGGI E DELLA COSTITUZIONE
IN CUI CONFIDIAMO.

Spezia via dal carbone' chiede se siano state rispettate le norme in materia di inquinamento,diritto alla salute e all'informazione.

 Tratto da Città della Spezia

Le risposte non arrivano e il comitato presenta l'esposto in Procura

'Spezia via dal carbone' chiede se siano state
 rispettate le norme in materia di inquinamento,diritto alla salute e all'informazione.

La Spezia - Ieri il comitato 'Spezia via dal carbone' ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica della Spezia con il quale chiede di “verificare il rispetto delle normative vigenti in materia di inquinamento ambientale e di diritto alla salute e all’informazione”.
L'iniziativa del movimento di cittadini, che da mesi si batte per la chiusura del gruppo a carbone della centrale Enel di Vallegrande, fa seguito all'inoltro di un esposto alle istituzioni e alle autorità locali del 14 febbraio scorso con il quale venivano chiesti chiarimenti su alcune questioni.
"In assenza di un qualsivoglia riscontro alle reiterate richieste di chiarimento - fa sapere il comitato -, anche a seguito delle iniziative intraprese dall’Autorità portuale in collaborazione con Arpal e le amministrazioni locali, in seguito delle continue dispersioni di carbone da parte di Enel e del probabile avvio del monitoraggio annunciato abbiamo deciso di rivolgerci alla Procura".

Le motivazioni dell'esposto vanno dal presunto protrarsi di emissioni diffuse di polvere di carbone, che sarebbero state documentate con riprese foto e video nel corso della movimentazione della materia prima, di cui era peraltro stata richiesta la sospensione dall'Autorità portuale. "Tale circostanza - si legge nelle argomentazioni dell'esposto - oltre a determinare un danno continuo alla salute e alla qualità della vita dei cittadini residenti nei quartieri limitrofi alle zone di movimentazione del carbone, produce una violazione della normativa vigente in materia di limitazione delle emissioni diffuse".
Il comitato lamenta inoltre la mancata comunicazione dei dettagli del monitoraggio avviato da Arpal, nonostante le reiterate richieste e sospetta che in concomitanza con il posizionamento della centralina di rilevamento la ciminiera dell’Enel abbia smesso di emettere fumi, facendo ipotizzare l’interruzione o una forte riduzione delle attività.
QUI,su Città della Spezia per completezza di informazione, il testo integrale dell'esposto.

Venerdì 27 aprile 2012 alle 20:40:43

26 aprile 2012

Decreti rinnovabili, la Camera chiede modifiche




Decreti rinnovabili, la Camera chiede modifiche 

di Valerio Gualerzi


Il Quinto conto energia e il decreto attuativo per le altre rinnovabili messi a punto le settimane scorse dal governo non piacciono neppure al Parlamento. Dopo le critiche delle organizzazioni di categoria, delle associazioni ambientaliste, dei sindacati e delle Regioni, anche la Commissione Ambiente della Camera ha dato parere negativo ai provvedimenti presentati dai ministri Passera, Clini e Catania.
Il governo, chiede la Commissione di Montecitorio, deve “modificare i recenti schemi dei decreti interministeriali recanti la disciplina degli incentivi per l’installazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili al fine di garantire il conseguimento degli obiettivi di politica ambientale assunti in sede europea e di promuovere il rafforzamento e il consolidamento di una filiera industriale integrata delle rinnovabili”.
Il parere votato dalla Commissione impegna poi l’esecutivo a “stabilizzare all’attuale livello del 55 per cento le agevolazioni fiscali per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici, compresi quelli di edilizia residenziale pubblica”, estendendo le agevolazioni agli interventi per la messa in sicurezza degli edifici dal rischio sismico.
Intanto l’associazione dei produttori di fotovoltaico Anie/Gifi ha inviato al governo e alle Regioni le proposte migliorative da apportare al V Conto Energia.(Leggi su QualEnergia 
“Un V Conto Energia – dichiara Valerio Natalizia, Presidente GIFI-ANIE – con i contenuti così come riportati nella bozza del ministero dello Sviluppo Economico, in un settore che è già stato fortemente colpito da numerose e penalizzanti modifiche negli ultimi 18 mesi, ha effetti fortemente destabilizzanti per l’intero comparto, in quanto contiene provvedimenti decisamente restrittivi per lo sviluppo del mercato e senza aperture a soluzioni innovative già esistenti che contribuerebbero ad una migliore integrazione del fotovoltaico nel panorama energetico nazionale”.......

“Approvare senza modifiche il V Conto Energia – conclude Natalizia – significherebbe vanificare gli oltre 5,6 miliardi euro/anno già impegnati per i prossimi 20 anni mettendo in discussione la sopravvivenza delle aziende italiane.”
  
 Tratto da Borsa Italiana

Notizie Radiocor - Economia

Legambiente, Passera frena rinnovabili a favore fonti fossili  
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 26 apr - 
 "Il ministro Passera ha svelato le sue carte: frenare con ogni mezzo le rinnovabili per favorire le fonti fossili. Difficile comprenderne la logica ma e' evidentemente questo il piano di un ministro che si sta battendo per penalizzare le fonti rinnovabili, additandole come responsabili degli aumenti in bolletta, attraverso limiti annui agli investimenti, burocrazia e riduzione degli incentivi che aumentano le incertezze sulla realizzazione degli impianti, e con limiti perfino per gli impianti casalinghi". Cosi' Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, commenta le dichiarazioni del ministro.

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 Tratto da La Repubblica

Ser il corridore viene trattenuto…

Di Antonio Cianciullo


Gas e rinnovabili: saranno questi i vincitori della competizione sull’energia nei prossimi 20 anni.
Lo dice il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera. Un’affermazione in linea con il rilancio del fotovoltaico appena deciso dal Giappone nel dopo Fukushima e nel 26° anniversario del disastro di Chernobyl (l’ultima centrale nucleare giapponese ancora in funzione sarà spenta il 5 maggio per completare una pausa di incerta durata).
Dopo aver inquadrato la prospettiva, Passera si preoccupa degli ostacoli che in Italia potrebbero rallentare il cammino di un sistema energetico efficiente. E lamenta il fatto che le autorizzazioni all’avvio delle trivelle “oggi richiedono passaggi autorizzativi lunghissimi e sono, per molti aspetti, più restrittive di quanto previsto dalle normative europee”.
Dunque per il gas si chiede la corsia privilegiata.  
E per l’altro vincitore, per le rinnovabili? A questa domanda rispondono i decreti firmati da Passera: più burocrazia, tempi più lunghi, costi aumentati anche per i piccoli impianti, premi per la rimozione dell’amianto non più automatici.
Se ci sono due possibili vincitori e uno viene trattenuto per la giacchetta…
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Forse ai nostri ministri  potrebbe essere utile guardare  la trasmissione  tratta dall' archivio di  Presa Diretta 2010 condotta da Riccardo Iacona

Sole Vento Alberi

  • Andato in onda:07/03/2010    .......... .Riportiamo solo alcune frasi e vi consigliamo la visione del video:
  •   IN ITALIA STIAMO PERDENDO UN'OCCASIONE VITALE PER IL NOSTRO PAESE.
  • IL MERCATO DELLE ENERGIE RINNOVABILI PUO' SOLO CRESCERE
  •   IN GERMANIA I POLITICI  HANNO CAPITO CHE LE ENERGIE RINNOVABILI SONO  IL FUTURO:NON SOLO DELLA GERMANIA MA DI TUTTA L'EUROPA. TUTTO NASCE CON LA LEGGE DELLE ENERGIE RINNOVABILI......
  • LA LEGGE DELLE ENERGIE RINNOVABILI HA PRODOTTO  IN GERMANIA IN MENO DI 10 ANNI PIU' DI 750.000 POSTI DI LAVORO ED E' UN VOLANO PER LA RICERCA
  •   LA SOLON  PRODUCE CELLE SOLARI  ....HA SCELTO UNO SLOGAN MOLTO AGGRESSIVO:NON LASCIAMO IL MONDO AGLI STUPIDI..... UN GIORNO VOGLIAMO POTER DIRE CHE QUANDO C'E' STATA LA RIVOLUZIONE ENERGETICA NOI C'ERAVAMO E ANZI SIAMO STATI NOI A DETERMINARLA     E QUESTA E' UNA CONQUISTA MERAVIGLIOSA......
  • GUARDATEVI IL VIDEO ...... PENSATE AL QUINTO CONTO ENERGIA  E AL DECRETO ATTUATIVO PER LE ALTRE RINNOVABILI E ALLA LUNGIMIRANZA TIPICAMENTE ITALIANA DEI NOSTRI MINISTRI  E....... TRAETE LE DOVUTE CONCLUSIONI .
  • VOGLIONO RIDIMENSIONARE UNO DEI POCHI SETTORI REALMENTE IN  POTENZIALE CRESCITA :L'ENERGIA PULITA . 
  • PER FARE GLI INTERESSI  DI CHI?
 Leggi anche

Modifiche al Quinto Conto Energia, gli 8 punti delle associazioni

LA SITUAZIONE ENERGETICA ITALIANA E’ CAMBIATA.


Aggiornamento Centrale a carbone.....Da un paio di giorni la Centrale Tirreno Power di Vado Ligure  pare non emetta più evidenti emissioni nè dai gruppi a carbone nè dal turbogas che sembrerebbero spenti.
Gruppo  a turbogas spento? 
Gruppi a carbone in manutenzione o comunque al minimo della potenza?

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 Tratto da  Sibarinet

LA SITUAZIONE ENERGETICA ITALIANA E’ CAMBIATA. 
........ Partiamo da alcune dichiarazioni di pochi giorni fa del ministro dell’ambiente dott. Clini. Secondo i dati forniti da Terna spa, l’Italia, pur importando ancora molto petrolio, non è più in deficit energetico, anzi è in surplus, cioè oggi l’Italia produce  più energia di quanta serva alla sua industria e società.  Questo risultato è stato possibile grazie al fatto che negli ultimi cinque anni in  molte regioni italiane, specie del Sud( Puglia, Sicilia, Calabria) sono stati costruiti moltissimi impianti eolici e pannelli solari che hanno notevolmente aumentato la disponibilità di corrente, con investimenti dello stato e dei privati cittadini aiutati dal conto energia. In altre parole non c’è più quel deficit di corrente che fino a cinque sei anni fa giustificava la costruzione di nuove centrali di energia( a gas, a carbone o nucleari che fossero) per evitare l’importazione di energia dall’estero .  La realtà è andata più avanti di quanto la politica prevedesse: le energie alternative già oggi hanno coperto il fabbisogno mancante di energia. E investire mille o duemila miliardi  per avere una centrale dopo dieci anni, quando in uno o due anni si può quasi ottenere lo stesso risultato spendendo molto di meno da parte dell’Enel, lo capisce chiunque, non conviene. ..... E’ evidente che lo scenario è cambiato rispetto ad alcuni anni fa: non ci sono più le grandi imprese energivore che richiedono tanta energia subito, la crisi ne ha spazzate via molte e le energie alternative fanno bene il loro dovere.  Naturalmente ancora la bilancia dei pagamenti è in deficit, rispetto all’estero, perché importiamo molto gas e petrolio, ma ai ritmi attuali di costruzione di pale eoliche o di pannelli solari, praticamente la società italiana sta da sola avviandosi a risolvere il problema,  dimostrandosi più matura di quanto i governi pensino. .....
Leggi l'articolo integrale


Leggi su QualEnergia
Su queste pagine per primi avevamo denunciato la strana dinamica che si sta verificando sul mercato elettrico italiano: un anomalo aumento del prezzo dell'elettricità nel picco serale, che compensa la riduzione nelle fasce diurne prodotta dal fotovoltaico. Ora finalmente l'Autorità per l'energia annuncia un'indagine.
 .......Quel che succede è che il fotovoltaico, assieme alle altre rinnovabili, producendo a costi marginali nulli (non serve più combustibile per dare un kWh in più), di giorno fa concorrenza alle centrali tradizionali e riesce a contenere il prezzo dell'energia (l'effetto peak shaving che nel 2011 ha fatto risparmiare 400 milioni di euro). A rimetterci sono i produttori da fonti tradizionali, specie chi ha investito in nuovi impianti a ciclo combinato, che durante il giorno deve spesso tenere ferme le centrali, con evidente danno economico. L'ipotesi di Qualenergia.it è che dietro l'impennata del prezzo nel picco serale ci possa essere un tentativo di questi operatori di rifarsi dei guadagni erosi nella fascia diurna, cosa che sicuramente rende inefficiente il sistema elettrico e che potrebbe anche nascondere pratiche di cartello......

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Tratto da mondoecoblog

Cosa c’è dietro gli ultimi attacchi alle rinnovabili


 .......il decreto rinnovabili elettriche stanno mostrando che con ogni probabilità si sta sviluppando uno scontro tra questa forma di energia e quella fossile.

Al di là del fumo negli occhi che viene gettato, basta poco per capire le ragioni di questo scontro.
In Italia ci sono stati investimenti in centrali che sfruttano l’energia fossile per circa 25 miliardi di euro.
Investimenti probabilmente eccessivi che hanno generato una sovracapacità produttiva acuita dalla presenza di circa 30 TWh di energia prodotta dalle rinnovabili – più o meno il 10% della produzione totale di energia.
Questo dato ha finito per incidere sul funzionamento di molti impianti – e in particolare di quelli più recenti. Per ripagare gli investimenti dovrebbero funzionare almeno 4-5.000 ore all’anno, mentre questi ora stanno funzionando non più di 3.000 ore l’anno.

Questa situazione ha anche portato ad una scissione in Assoeletrica, l’associazione dei produttori elettrici di Confidustria. La nuova associazione comprende società come Sorgenia, GDF Suez, Tirreno Power, EGL e RePower – sono state quelle più penalizzate dall’ingresso delle energie rinnovabili, e per questo si sono riunite in questa organizzazione.
Un altra forma di resistenza è rappresentata dal fatto che sia necessario adeguare la rete elettrica. Prima o poi sarà ncessario un cambiamento di paradigma che sposti gli investimenti, ma ogni cambiamento rilevante richiede tempo e che si vincano delle resistenze da parte di chi è penalizzato.
Quanto è successo finora ha permesso di ridurre le emissioni a parità di energia prodotta, e ha anche un importante effetto a livello economico. Il nostro paese è fortemente dipendente dall’importazione di combustibili fossili, e lo sviluppo delle rinnovabili permette di ridurre la dipendenza dai paesi produttori di petrolio e gas naturale – tipo Iran per intenderci -, e migliorare la nostra bilancia dei pagamenti.