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31 ottobre 2013

1) Tirreno Power, il vescovo Lupi: «Prima la vita del profitto» 2)Tirreno Power, l’accusa è “disastro ambientale”

Breve rassegna delle notizie di oggi sui quotidiani.

Su IL SECOLO XIX in edicola oggi  
su Savona e Provincia 

Su Il Secolo XIX  edizione nazionale.  


 Qui l' edizione online integrale  

  Tirreno Power, il vescovo: «Prima la vita del profitto»


Mario De Fazio
Savona - «Come Chiesa, e in particolare come Diocesi di Savona-Noli, non possiamo che ribadire una ferma posizione a difesa innanzitutto della vita oltre la mera logica del profitto».

Parola del vescovo Vittorio Lupi. Il prelato - all’indomani della notizia pubblicata da Il Secolo XIX sullo studio elaborato dall’Università di Stoccarda che dimostrerebbe come, nel 2010, ci siano stati 120 morti collegabili alle emissioni nocive della centrale Tirreno Power - decide di affrontare, per la prima volta, la delicatissima questione del rapporto tra l’attività delle “due torri” che sovrastano Vado e l’eventuale aumento della mortalità in zona.
E lo fa (ovviamente) senza smettere l’abito che gli compete, più con metafore e citazioni che con parole dirette, citando Papa Francesco ed evitando di entrare nel merito della vicenda giudiziaria. Ma il monito del vescovo di Savona fa rumore anche perchè sembra cadere nel silenzio o nell’indifferenza di istituzioni e politica.
La premessa di Lupi è d’obbligo: «L’accertamento di eventuali responsabilità relative all’inquinamento e alla salute dei cittadini è compito esclusivo della magistratura, di cui ovviamente rispettiamo l’azione di indagine».
Come scontata sembra la precisazione che «la soluzione di problemi complessi come quello della centrale di Vado Ligure, inerente temi delicati come l’ambiente e l’occupazione, spettino alla politica e agli amministratori».
Poi il monsignore sceglie di collegare alla vicenda Tirreno Power una citazione di Bergoglio. Un passo che va letto fuor di metafora, al di là delle limitazioni che ruolo e funzione impongono ad un uomo di Chiesa. «Seguire gli idoli del potere, del profitto, del denaro, al di sopra del valore della persona umana - scrive il vescovo di Savona citando il Pontefice -, è diventato norma fondamentale di funzionamento e criterio decisivo di organizzazione. Ci si è dimenticati e ci si dimentica tuttora che al di sopra degli affari, della logica e dei parametri di mercato, c’è l’essere umano e c’è qualcosa che è dovuto all’uomo in quanto uomo».
La chiosa è ancora più esplicita: «In questa non facile vicenda prevalga sempre la logica della prudenza: difesa del lavoro, ovviamente, ma difesa della vita al centro, prima di ogni altro aspetto»......
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Sulla prima pagina di  "La Stampa  "di oggi 
 Savona e Provincia 


Qui l'articolo online 

Tirreno Power, l’accusa è “disastro ambientale”

La Procura ufficializza l’ipotesi di reato per la centrale di Vado


La Procura di Savona ha ufficializzato l’ipotesi di reato che sarà contestata agli indagati - per ora ancora da individuare - che emergeranno dall’inchiesta su Tirreno Power: disastro ambientale.  
Leggi l'articolo integrale 

30 ottobre 2013

La Via Del Carbone - Reportage di Rita Rocca su RAI Radio1 -

NEL  SERVIZIO "LA VIA DEL CARBONE" di Rita Rocca   L'INTERVISTA AL DOTT. GIOVANNI GHIRGA

IL DANNO PIU' GRAVE E' QUELLO AL CORREDO GENETICO CHE SI PUO' TRASMETTERE 
PER  3 GENERAZIONI.
Slide del Medico Isde G.Ghirga
Slide del Medico Isde G.Ghirga
L' impatto derivante da una centrale elettrica è massimo entro un raggio di 30 miglia(48 Km dalla ciminiera).

Le ricadute delle 3 centrali  a carbone liguri interessano praticamente tutto il territorio regionale


IL CARBONE NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE


http://www.youtube.com/v/73q_OYQFQP4?version=3&autohide=1&autohide=1&feature=share&autoplay=1&showinfo=1&attribution_tag=-zx17hOeAv0F1s3t9EH7ZQ

Tirreno Power: prosegue l’indagine per omicidio colposo e disastro ambientale....novità potrebbero arrivare a breve.


Tratto da IVG

Tirreno Power: prosegue l’indagine per omicidio colposo e disastro ambientale

Vado L. Mentre si è in attesa degli sviluppi nel primo filone di indagine della Procura di Savona sulla centrale Tirreno Power (si indaga contro ignoti per il reato di omicidio colposo plurimo), novità potrebbero arrivare a breve anche nell’ambito del secondo filone investigativo aperto dall’autorità giudiziaria savonese che riguarda eventuali ipotesi di inquinamento ambientale di aria e acqua: per la Procura sarebbe stato accertato il reato di disastro ambientale, dopo le nuove perizie depositate a Palazzo di Giustizia su qualità dell’aria e dati ambientali.
Su entrambi i fronti delle inchieste giudiziarie, comunque, ancora massimo riserbo da parte degli organi inquirenti che proseguono il lavoro di indagine attraverso un confronto quasi quotidiano con i consulenti tecnici ed il pool di esperti nominati per far luce su eventuali responsabilità o negligenze che hanno provocato l’aumento di malattie oncologiche e del tasso di mortalità nell’area di Vado e Quiliano, valutandone l’incidenza anche sotto il profilo temporale.
L’attività investigativa prosegue a ritmo serrato scandagliando i riscontri relativi alle analisi peritali a livello epidemiologico, su qualità dell’aria e possibile danno ambientale prodotto dalla centrale vadese. Dalla Procura, al momento, nessuna conferma sulla tempistica per la conclusione delle indagini.

 

Ilva, 53 indagati: anche Vendola e il sindaco di Taranto. Il 'terremoto' giudiziario che a Taranto ci si attendeva e' alla fine arrivato,

Tratto da Peacelink

ILVA: la legalità prima del profitto. Vengano processati i politici che non hanno difeso la salute.

ilva di taranto
Il Tribunale di Taranto ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini preliminari e E STAMANI HA RESO NOTI I NOMI DEI 53 indagati nell’ambito dell’inchiesta “Ambiente Svenduto”. TRA QUESTI FIGURANO PERSONAGGI ECCELLENTI, COME IL GOVERNATORE DELLA REGIONE PUGLIA NICHI VENDOLA, IL SINDACO DI TARANTO IPPAZIO STEFANO E L'EX PRESIDENTE DELLA PROVINCIA GIANNI FLORIDO.....
PeaceLink e Fondo Antidiossina esprimono la propria soddisfazione per l’eccellente lavoro svolto dal GIP Patrizia Todisco che con coraggio e professionalità ha garantito lo svolgimento delle indagini, le quali dovrebbero confluire nel processo a carico di coloro che, secondo il GIP, avrebbero messo in atto un "disegno criminoso" per inquinare l'ambiente, causando danni alla salute. Tutto ciò al fine di perseguire la logica del profitto.


Il lavoro del Giudice Todisco e della Procura di Taranto rappresentano il baluardo in difesa dei diritti primari dei cittadini, diritti che non dovrebbero mai essere negoziabili.

La difesa strenua e coraggiosa dell'ambiente e della salute dei tarantini, in contrasto con le logiche di profitto, è stata il caposaldo del lavoro dei magistrati tarantini e del Capo Procuratore Franco Sebastio, ai quali va il nostro più profondo ringraziamento e plauso, affinché si perseveri nella ricerca della verità, durante tutte le fasi del preannunciato processo.



PeaceLink e Fondo Antidiossina, in costante collegamento con le istituzioni europee ed in particolare con la Commissione, nel solco dell’attività svolta dai magistrati a Taranto, continuano a portare avanti il lavoro di denuncia e di informazione presso gli organi europei, affinché la parallela procedura di infrazione europea continui ad andare di pari passo con l' iter giudiziario a Taranto.
Vengano processati i politici che non hanno difeso la salute.

 

Tratto da Il Messaggero

Ilva, 53 indagati: anche Vendola e il sindaco di Taranto. 

Militari della Guardia di finanza di Taranto hanno notificato in Puglia e in altre zone d'Italia l'avviso di chiusura delle indagini preliminari a 53 indagati dell'inchiesta per disastro ambientale a carico dell'Ilva.
Il provvedimento riguarda dirigenti, funzionari e politici.

Tra gli indagati ci sono anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano. Secondo quanto indicato negli atti dell'accusa, nei mesi scorsi Vendola avrebbe tentato di «far fuori» il dg di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, figura "sgradita" all'azienda. E' accusato di concussione aggravata in concorso.
Ippazio Stefano è formalmente indagato dall'aprile scorso, quando fu firmata la proroga di 6 mesi dell'inchiesta "Ambiente svenduto"....... i magistrati ipotizzano nei suoi confronti il reato di abuso e omissioni in atti d'ufficio. 

Per l'accusa, non si sarebbe adoperato con le necessarie misure per tutelare la salute dei cittadini.

L'inchiesta. Il provvedimento è stato firmato dal procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, .......

I reati contestati agli indagati vanno dall'associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale all'avvelenamento di sostanze alimentari, all'emissione di sostanze inquinanti con violazione delle normative a tutela dell'ambiente....
 L'articolo integrale su Il Messaggero

Leggi anche su Agi 
Disastro ambientale Ilva: 53 indagati, anche Vendola
Il 'terremoto' giudiziario che a Taranto ci si attendeva e' alla fine arrivato......
(AGI) - Roma, 30 ott. - Il 'terremoto' giudiziario che a Taranto ci si attendeva e' alla fine arrivato, e investe trasversalmente le diverse e numerose figure che contavano nell'Ilva dei Riva ed anche il mondo di ieri e di oggi della politica locale e regionale e il mondo della tutela ambientale pugliese. C'e' infatti anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, tra i 53 destinatari degli avvisi di conclusione delle indagini nell'inchiesta della Procura di Taranto per il disastro ambientale dell'Ilva
E' stata la Guardia di Finanza a notificarli. Vendola e' uno degli amministratori pubblici coinvolti nell'indagine, e gli viene mossa l'accusa di concussione per le pressioni che, da governatore, avrebbe fatto sui vertici dell'Arpa Puglia, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale, a proposito degli accertamenti sull'inquinamento dello stabilimento siderurgico di Taranto. 
 Per la parte politico-amministrativa, oltre a Vendola, anche l'attuale assessore regionale all'Ambiente, Lorenzo Nicastro, l'ex assessore regionale e attualmente parlamentare di Sel, Nicola Fratoianni, il sindaco di Taranto, Ezio Stefano, l'ex presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, l'ex assessore all'Ambiente della Provincia di Taranto, il consigliere regionale della Puglia Donato Pentassuglia.
  Coinvolti anche il direttore generale e il direttore scientifico dell'Arpa Puglia, Giorgio Assennato e Massimo Blonda. 
Indagato pure Dario Ticali, a capo della commissione che nell'agosto 2011 varo' l'Autorizzazione integrata ambientale all'Ilva, accusato di abuso e rivelazione di segreti d'ufficio in concorso.
Secondo i pm, Ticali, "tenendo contatti non istituzionali con Ilva spa", sebbene i commissari della commissione Aia "fossero tenuti ad osservare il segreto d'ufficio sulle attivita' oggetto dell'incarico", consegnava a Capogrosso una bozza dell'Aia "per consentire al gruppo Riva di interloquire ed ottenere l'eliminazione di prescrizioni "non gradite"........Leggi tutto

GREENPEACE STUDIO DELL' UNIVERSITA' DI STOCCARDA :TIRRENO POWER ,MAGLIA NERA TRA TUTTE LE CENTRALI ITALIANE

Su IL SECOLO XIX  di oggi in prima pagina 

STUDIO DELL' UNIVERSITA' DI STOCCARDA : 
120 MORTI SOLO NEL 2010
TIRRENO POWER ,MAGLIA NERA TRA TUTTE LE CENTRALI ITALIANE 
l'articolo di Giampiero Timossi a pag 7

IMMAGINE DI PAG 7 
Riportiamo  l'articolo   pubblicato   su
" Il Secolo XIX" oggi in edicola


LE MORTI PREMATURE 
DOVUTE ALLE EMISSIONI.

GREENPEACE:LE CENTRALI A CARBONE KILLER SILENZIOSI - See more at: http://unitiperlasalute.blogspot.it/2013/06/greenpeacele-centrali-carbone-killer.html#sthash.QX3W6QxR.dpuf

COME CI AMMALIAMO.
IL CARBONE BRUCIATO NELLE CENTRALI PRODUCE PARTICELLE TOSSICHE ,OZONO E METALLI PESANTI ,CHE PENETRANO NEI POLMONI E NEL SANGUE.
Ecco nell' immagine le conseguenze  

Sempre  tratto  da pag 7

COLLOQUIO CON ANDREA BORASCHI 
GREENPEACE ACCUSA:" IMPIANTO OBSOLETO.

"La centrale Tirreno Power è la più impattante d' Italia,questo rivela il dettaglio dello studio realizzato dall' Università di Stoccarda. 
Si tratta di un modello elaborato da un centro universitario,per una ricerca commissionata dalla stessa organizzazione."Ma il modello è  addirittura conservativo rispetto ad altri ,che vengono applicati in diversi  Paesi,compresi gli Stati Uniti.
Per Vado stiamo parlando di un impianto obsoleto,su un territorio dove i controlli istituzionali si sono rilevati insufficienti. 
Anche Greenpeace ribadisce le anomalie dell' Autorizzazione Integrata Ambientale:"L' AIA è stata data(e firmata) dalla Regione Liguria con tutta una serie di deroghe ai parametri già stabiliti e per un tempo infinitamente piu' lungo rispetto a quanto previsto dalle normative europee in vigore."
Vero.Intanto si attendono gli sviluppi dell' inchiesta avviata dalla Procura di Savona.......

                 




Leggi il RAPPORTO  “Silent killers”

Tratto da Greenpeace

L’impatto sanitario delle centrali a carbone europee

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Le dichiarazioni sul Segno News dell' Assessore all' Ambiente Renata Briano.....


 Sul Segno News di oggi leggiamo 
scritto da Alessandro Foffi

 "PIU' CHIAREZZA DALLA REGIONE".....

IN REALTA' NOI  CITTADINI DALLA REGIONE LIGURIA OLTRE ALLA CHIAREZZA ,CI SAREMMO ASPETTATI  UNA MAGGIORE CONSIDERAZIONE  E TUTELA PER LA  NOSTRA SALUTE  MEDIANTE   UN' A.I.A  PIU' RESTRITTIVA E  STRETTAMENTE ALLINEATA ,nei tempi e nei parametri,ALLE  VIGENTI NORMATIVE AMBIENTALI .

                

Leggiamo alcune dichiarazioni sul 
Segno News dell' Assessore Regionale all'Ambiente Renata  Briano 


Ci permettiamo due  brevi considerazioni .....

Le siamo grati di avere dichiarato che siete CONSAPEVOLI CHE  LA SITUAZIONE NON E' PIU' SOSTENIBILE!!!! 
MA LA NUOVA AIA.....CHE CI LEGHEREBBE  PER ULTERIORI ANNI AD UNA SITUAZIONE NON SOSTENIBILE ,NON CONFORME ALLE MIGLIORI TECNOLOGIE  DISPONIBILI......,CI RISULTA  L'ABBIA  FIRMATA  ANCHE LA REGIONE  LIGURIA  ! 

IN QUANTO AI DATI SULLE EMISSIONI -dice l' Assessore  Briano- "dobbiamo tenere conto dell' inquinamento dell' inquinamento diffuso quello proveniente dal traffico,dal riscaldamento e così via.... Non possiamo attribuirlo tutto alla centrale......"
  
PER FARE CHIAREZZA le ricordiamo,se per sbaglio se ne fosse dimenticata , che la stessa Regione Liguria ,  ne attribuisce...... una grande parte alla centrale in un suo documento ufficiale:
IL PIANO DI RISANAMENTO E QUALITA' DELL'ARIA DEL 2006



"Eu riduca subito emissioni", la richiesta di 13 Ministri

Tratto da Zeroemission 
"Eu riduca subito emissioni", la richiesta di 13 Ministri

I Ministri dell'ambiente di Italia, Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Belgio, Portogallo, Svezia, Danimarca, Finlandia, Slovenia ed Estonia, riunitisi sotto il nome di "Green growth group", chiedono misure efficienti contro la CO2

Concordare un pacchetto  ambizioso di politiche per energia e clima per il 2030, riformare il mercato europeo delle emissioni (Ets) e assicurare che l' Ue sia in grado di offrire un target importante di riduzione di CO2 sul tavolo dei negoziati Onu sul clima del 2014: queste le tre priorità chiave del 'manifesto' lanciato oggi da tredici ministri dell' ambiente europei, fra cui Andrea Orlando. Il gruppo si firma come Green growth group, Gruppo per la crescita verde, e oltre all' Italia include Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Belgio, Portogallo, Svezia, Danimarca, Finlandia, Slovenia ed Estonia. "Agire subito per ridurre le  emissioni di carbonio: questo deve essere l' obiettivo della Ue" ha commentato il ministro dell' Ambiente Orlando.

Secondo Orlando, l' azione immediata per la riduzione della Co2 "è la condizione per assicurare uno sviluppo verde in grado di creare buona occupazione e innovazione. Agire subito e' il modo per evitare costi più grandi in futuro così ... da rendere più competitive le nostre economie e più sostenibile la nostra crescita. Servono obiettivi ambiziosi e regole nuove per il mercato delle emissioni. Questo è il senso della nostra azione comune".


Leggi anche su QualEnergia  

 
Come dovranno essere impostati gli obiettivi europei su clima ed energia al 2030? Lo scontro è a 360 gradi con posizioni contrapposte anche a livello dei singoli governi e all'interno della Commissione.

.........la competitività delle economie (anche sul fronte dell’export delle tecnologie low carbon e per la realizzazione di nuove infrastrutture energetiche) – dicono quelli dell’Ambiente - si raggiunge proprio con un cambio di paradigma su clima ed energia, con obiettivi certi e ambiziosi, da indicare in tempi rapidi.
Dunque la battaglia è aperta sul fronte politico, istituzionale e industriale. I grandi dell’energia e le grandi imprese europee, causa la crisi, la concorrenza asiatica e l’erosione dei loro profitti, trovano il loro capro espiatorio nelle politiche contro il global warming e i costi di una possibile transizione energetica. Un approccio retrivo, e non sorprende che la loro ‘mano armata’ sia rappresentata da una parte di quella politica, non solo italiana, incapace di progettare un futuro fondato su nuove basi, ma che resta ancorata a modelli di crescita ormai condannati dai fatti, dai dati economici e dalle evidenze ambientali sempre più drammatiche.......

29 ottobre 2013

BRINDISI : All' udienza del processo per l' inquinamento generato dalla centrale di Cerano ,mostrate fotografie choc.

Tratto da Manduria oggi


Lodo Mondadori, l’incasso salva i conti del gruppo De Benedetti........ e di Sorgenia

Per la serie ampliamento a carbone ......,recessione in atto e  difficoltà del mercato energetico nazionale......

Tratto da Il Fatto Quotidiano

Lodo Mondadori, l’incasso salva i conti del gruppo De Benedetti

A livello contabile la posta di 319,3 milioni portata da Fininvest dopo la sentenza della Cassazione basta a malapena per coprire la svalutazione da 287,2 milioni della controllata Sorgenia e così Cir chiude i nove mesi con un utile di 10,7 milioni

 ........Da una parte c’è l’incasso del risarcimento ricevuto da Fininvest per il Lodo Mondadori in seguito alla sentenza della Cassazione del 17 settembre scorso, cioè 491,3 milioni di euro, nel conto economico al netto delle spese legali e delle imposte sono diventati una posta contabile da 319,3 milioni.

 Dall’altra c’è una maxi svalutazione da 287,2 milioni di euro effettuata nello stesso periodo dalla controllata per l’energia,
Sorgenia,
che certo non modifica l’entità dell’incasso registrato dalla capogruppo Cir spa, ma a livello contabile ne ha annacquato notevolmente la portata. In altre parole, quindi, De Benedetti jr. non potrà che ringraziare Berlusconi e l’editoria che gli hanno consentito di coprire le perdite messe a segno dalle altre attività industriali del gruppo e, in particolare, dall’energia. Un’area che sta generando non pochi grattacapi alla famiglia piemontese che, con un po’ di ritardo rispetto agli altri operatori, sta facendo i conti con lo sboom dell’attività. E con i relativi debiti superiori a 1,7 miliardi di euro verso il sistema bancario, Mediobanca in primis, seguita da Mps, Intesa e Unicredit. Più della metà della somma, oltre un miliardo, scadrà nel prossimo triennio, con circa 780 milioni che andrebbero resi alle banche tra il 2014 e il 2015. 

NB:Per la centrale a carbone (coal) di Vado Ligure non è riportato l'anno della costruzione.  Forse perchè troppo datata?

...........Intanto Sorgenia ha dato il via alle pulizie del bilancio che, dopo svalutazioni di attività per complessivi 396,6 milioni, ha chiuso i primi nove mesi del 2013 con una perdita netta di 434,3 milioni che si confronta con il rosso di 77,1 milioni dell’anno prima. In dettaglio, Sorgenia ha svalutato le attività internazionali nell’E&P, l’avviamento (goodwill) nelle attività rinnovabili, oltre alle svalutazioni di Energia Italiana/Tirreno Power, delle altre partecipazioni a patrimonio netto e dei crediti, si legge nella nota con cui Cir ha annunciato i conti. Nella quale si precisa anche che “proseguono le azioni avviate da Sorgenia negli scorsi trimestri per fare fronte alla recessione in atto in Italia e alle difficoltà del mercato energetico nazionale......

Assetto societario di Tirreno Power

 ........ Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo integrale


28 ottobre 2013

Se.......“L'aria fa male”, chi ne deve rispondere?

Tratto da Novionline.net

“L'aria fa male”, chi ne deve rispondere?


L'ultimo rapporto Iarc, Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, finisce tra la documentazione inviata al tribunale di Alessandria che sta valutando l'opposizione alla richiesta di archiviazione del procedimento a carico dell'ex sindaco Fabbio per i livelli di inquinamento atmosferico negli anni passati. Secondo lo studio Iarc la semplice respirazione ci espone a pericoli 

ALESSANDRIA – Il semplice fatto di respirare ci espone a gravi rischi. Lo dice, per la prima volta, l'ultimo rapporto Iarc, Agenzia Internazionale per la Ricerca su Cancro, la massima autorità mondiale in merito alla ricerca. Secondo tale studio, la semplice respirazione dell’aria esterna ci espone a due agenti cancerogeni, che hanno causato nel 2010 oltre 223.000 morti nel mondo per tumore ai polmoni.
Indipendentemente dall'origine dell'inquinamento, l'aria è comunque “pericolosa”, e i fattori ambientali vengono individuati per la prima volta come fattori determinanti
Quasi in contemporanea, anche l'agenzia Europea per l'Ambiente ha diffuso l'ultimo rapporto in cui si indica la regione della Pianura Padana come tra le più inquinate d'Europa. Sebbene il trend sia migliorato nell'ultimo anno, resta comunque negativo e al di sotto dei limiti considerati tollerabili. 

Ora, il dossier, disponibile sul sito dello Iarc e, in sintesi su altri siti italiani che si occupano di ambiente, finisce anche nel fascicolo aperto dal tribunale di Alessandria contro l'ex sindaco Piercarlo Fabbio: l'associazione Medicina Democratica, che nel 2007 fece partire, con un esposto, insieme all'associazione Amicidellabici, l'inchiesta per inquinamento nei confronti dell'amministrazione alessandrina dell'epoca, aggiunge lo studio internazionale alla documentazione che il pubblico ministero dovrà prendere in considerazione .........
Continua  sull'articolo integrale

ANTONIA BRIUGLIA .CARBONE: I MIEI DUBBI SU UN REFERENDUM NAZIONALE

Tratto da Trucioli Savonesi


ANTONIA BRIUGLIA .CARBONE:
I MIEI DUBBI SU UN REFERENDUM NAZIONALE.
Questo articolo è anche un mio contributo alla discussione sull’argomento.....

 Tirreno Power, a Vado Ligure, possiede la sua unica centrale a carbone a fronte di Enel che ne detiene molte di più sul territorio nazionale, ma che ne chiede, con insistenza, un ampliamento che la porterebbe ad essere la più grande del Nord Italia, che deve produrre tanta energia da vendere altrove e per questo deve essere competitiva e a basso costo e a qualunque costo.......

E oggi? In tempi alquanto sospetti, lancia l’idea di un referendum. 

 Francamente nutro seri dubbi su un referendum proposto da chi sta gestendo una centrale con gruppi riconosciuti da tutti come vetusti e oltremodo “dannosi per l’emissione d’inquinanti e responsabili di più dell’80% dell’inquinamento dell’intera centrale con circa il 100 % dell’anidride solforosa SO2 (5.300 tonnellate l’anno), il 75 % degli ossidi di azoto NOx (3.000 tonnellate/anno su 4.000 di t/a totali) il 70% dell’anidride carbonica ( 3,7 milioni t/anno su 5,4 milioni di t/anno totali)” .

Francamente nutro seri dubbi su un referendum proposto da chi sta gestendo ”una centrale i cui costi esterni, secondo Greenpeace, ammonterebbero a circa 248 milioni di euro e 54 morti premature l’anno,che non rispetterebbe i limiti delle direttive UE e che non possono essere ristrutturati con le migliori tecnologie disponibili (BAT)” , perché a Vado è di questo che si sta parlando da tempo con insistenza da più parti:  di una ristrutturazione nonché ampliamento della centrale stessa.


 Non c’è referendum che tenga che possa contraddire una ormai assodata asserzione: l’inquinamento fa ammalare di tumore e non solo e la combustione del carbone fa ammalare e morire le persone e il pianeta.
Sono ricercatori, scienziati con dati alla mano a dichiararlo ormai da tempo, anche in Italia.
All’Istituto nazionale tumori (Int) di Milano, si è arrivati alla conclusione che  fra i veleni analizzati,  le polveri sottili Pm10 e Pm2.5, cruccio di ogni città industriale danno  risultati  allarmanti. lo studio ha mostrato che, per ogni incremento di 10 microgrammi di Pm10 per metro cubo presenti nell’aria, il rischio di tumore al polmone aumenta di circa il 22%” . Possiamo solo immaginare ciò che accade nel territorio savonese a causa delle polveri sottili e di quelle ultrafini, mai controllate, neanche da Tirreno Power che si controlla da sé, e aumentate considerevolmente a causa delle emissioni dei camini della centrale a carbone.

Possiamo veramente pensare di poter affidarci al giudizio di tutti i cittadini, anche quelli che credono ancora percorribile il ricatto occupazione-salute, morte e malattia e crescita economica e ancora vogliono credere che tutto questo non sarà strettamente legato all’ampliamento e alla combustione di altro carbone a Vado?
Immagine tratta da Facebook del Medico Isde G Ghirga
 Che apporto potrebbe dare il Sindacato savonese al referendum, quello che qualche anno fa voleva indire uno sciopero dei lavoratori contro i cittadini colpevoli solo di essere contrari all’ampliamento della centrale?

Come potrebbero interagire col referendum tutti gli Enti Istituzionali che non hanno ostacolato il percorso dell’azienda, creando tempistiche e procedure alquanto discutibili e rendendo credibili i limitati e insufficienti controlli sui dati di analisi dell’aria che anche per ammissione di Arpal non erano funzionali all’inquinamento della centrale ?...

Francamente nutro seri dubbi sulla proposta di un referendum che a Savona, peraltro, arriva proprio fuori tempo massimo, quando anche la "Rete Savonese Fermiamo il Carbone" ha depositato un ricorso al TAR del Lazio e il Movimento Cinque Stelle ha chiesto la chiusura dei gruppi a carbone   ha presentato  un’ interrogazione parlamentare ......

E poi, altrettanto francamente non desidero che sia, con un referendum, l’uomo della porta accanto a decidere per me e per il futuro di un intero territorio e delle generazioni che non hanno ancora diritto a votare ma che sono tra quelle che pagano il più altro prezzo del danno.
Immagine tratta da Passeggino Rosso

Quell’uomo che continua a tenere la testa sotto la sabbia, che accetta come male necessario la mancanza di una responsabilità bioetica di cui sono colpevoli la classe politica e quella industriale e troppi danni , in Italia, ha già fatto......
.
 Ogni attività svolta dall’uomo ha un senso solo se si pone al servizio della persona umana, riconosciuta come valore supremo, a servizio di tutti gli uomini, secondo un vincolo imprescindibile di giustizia.
Non si può chiedere ai cittadini se deve essere così.

Per noi, consapevoli delle gravi responsabilità non solo dell’azienda ma anche di chi doveva controllare e non l’ha fatto , di chi doveva opporsi politicamente e non l’ha fatto , di chi doveva tutelare e non l’ha fatto, poco importanti sono i nuovi equilibri di prezzo sul mercato dell’energia, poco importa sapere chi detiene il monopolio della borsa dell’energia o a chi conviene  e chi no, perché mentre possiamo immaginare chi comanda sull’energia in Italia da oltre cinquant’anni,
noi da quarant’anni qui  moriamo.
   ANTONIA BRIUGLIA  
su  Trucioli Savonesi l'articolo integrale
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 LE ALTERNATIVE ...............ESISTONO

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Le Alternative esistono
Immagine tratta da facebook del Medico Isde  G. Ghirga

27 ottobre 2013

Ilva di Taranto, caso di Leucemia arriva alla Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo


Tratto da Ecoblog

Ilva di Taranto, caso di Leucemia arriva alla Corte di Strasburgo.

 

Un caso legato all’inquinamento dell’Ilva di Taranto arriva alla Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo, dato che la Corte, almeno in via preliminare, ha considerato valido il ricorso inoltrato dai familiari di Giuseppina Smaltini, donna deceduta a causa di una leucemia, secondo i parenti causata dall’inquinamento dello stabilimento siderurgico tarantino.


Il caso di Giuseppina Smaltini, deceduta a causa della leucemia lo scorso dicembre, approda quindi alla Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo, sulla spinta dei familiari che ritengono l’insorgere della patologia e il conseguente decesso collegato alle emissioni inquinanti prodotte dall’Ilva di Taranto. In seguito alla ricezione del ricorso da parte di Strasburgo, giunge al Governo Italiano la richiesta di dimostrare di aver accertato che non vi sia una correlazione tra la morte di Giuseppina Smaltini e l’inquinamento prodotto dall’impresa siderurgica.
Se il ricorso è giunto fino in Europa, come è facile immaginare, i familiari della vittima non ritengono che le indagini svolte in Italia sia state effettuate correttamente e in maniera completa. Difatti la stessa Giuseppina Smaltini, dopo aver scoperto di soffrire di leucemia nel 2006, aveva sporto denuncia contro l’Ilva di Taranto, ma la procura aveva rigettato la sua istanza due volte.
Cosa accadrà adesso? In sostanza la Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo andrà a controllare su quali dati si è basata la procura nel rigettare la denuncia di Giuseppina Smaltini, e quindi su quali dati ci si è basati per definire insufficienti le prove di una correlazione tra la malattia della donna e le emissioni inquinanti dell’Ilva di Taranto.
Va da sé che pur essendo un caso relativo a un singolo soggetto, l’importanza dell’indagine potrebbe divenire molto grande, nel caso la Corte di Strasburgo non dovesse concordare, alla fine, con il giudizio della procura tarantina. Un caso che varrà senza dubbio la pena di seguire, nel corso del tempo.

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Ilva di Taranto, Ministero Ambiente: violati limiti impatto ambientale

L’Ilva di Taranto è ancora oltre i limiti ambientali richiesti. A stabilirlo l’ultima verifica da parte del Ministero dell’Ambiente, svoltasi tra il 10 e l’11 settembre, che diffida il colosso siderurgico per violazione dei termini stabiliti dall’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).