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29 aprile 2009

2009/04/29"A CERANO TERZA ANALISI SUI TERRENI L'ARSENICO RESTA ALLE STELLE"


Tratto dal Blog del Comitato per Taranto

Dal "Corriere del mezzogiorno "del 29 aprile

A CERANO TERZA ANALISI SUI TERRENI L'ARSENICO RESTA ALLE STELLE

Brindisi-Conlusa la terza analisi sui terreni agricoli contaminati a Cerano:ci sono nuovi sospetti su Enel ,ma ora potrebbe sbloccarsi l'accordo per la rinconversione dell'area in colture no-food,ovvero in colture non destinate alla tavola dei consumatori.
L'arsenico tetravalente presente nel suolo raggiunge valori di concentrazione 100 VOLTE superiori al normale in una pianta a sistema biologico breve e a sistema di accumolo ridotto,come la lattuga,e comunque molto elevati anche nel ravanello e nel crescione. ......Leggete tutto l'articolo ingrandendo l'immagine.

2009/04/27 "Il racconto del fiume rubato: 100 anni di Acna"

Per chi fosse interessato la rappresentazione teatrale sarà presente a Vado Ligure a Villa Groppallo Giovedì 30 Aprile alle ore 20,45
Come dice l'autore "Conoscere aiuta a trovare il coraggio di cambiare giorno per giorno."

TRATTO DA" ECOBLOG"

Scrive Andrea Pedricca per presentare il suo lavoro teatrale sul caso Acna, tratto dal capolavoro di Alessandro Hellmann “Cent’anni di veleno”, l’ultima guerra civile italiana.
Il Fiume rubato è un opera teatrale, sulla storia dei cento anni della “fabbrica della morte” che porta in giro per l’Italia grazie alla volontà di chi desidera ospitarlo, non ci sono biglietti in vendita bensì una libera offerta.
Dice Andrea:

Questa storia lascia l’amaro in bocca ma il cuore pulito, alimenta la fiducia nel buon fine di ogni gesto antagonista. Una lotta sul piano ambientale, della salute, della vita; una guerra che va presa come esempio per tutte le guerre attuali (movimento NO TAV, NO al Ponte sullo Stretto, al Terzo Valico, alla Gronda autostradale, comitato per Scarpino, comitato NO API di Falconara, comitati no inceneritore, al nucleare, alla Tirreno Power, alla Cokitalia, alla piattaforma Maersk, contro il MOSE, centrali a carbone di Civitavecchia, rigassificatore di Brindisi, ecc…).
Quando la verità dei fatti non viene condivisa si crea il terreno per “…l’indifferenza, l’ignoranza, la paura, la carriera, il silenzio”.

"Conoscere aiuta a trovare il coraggio di cambiare giorno per giorno."


"CLICCA PER VEDERE IL VIDEO "

Ecco le date e i luoghi in cui verrà presentato in Liguria

Mercoledì 29 Aprile ‘09 — Genova — Circolo Punto G - Vico Calvi - h.21
Giovedì 30 Aprile ‘09 — Vado Ligure (SV) — Museo Villa Gropallo - Via Aurelia - h.21
Venerdì 1 Maggio ‘09 — Tavole (IM) — Festa I Maggio - h.14
Domenica 31 Maggio ‘09 — Sestri Levante (GE) — Festival Andersen - Baia del Silenzio - h.19

2009/04/30 "Blitz di Greenpeace e Legambiente al Ministero"Greenpeace risponde:Riduzione delle emissioni a Porto Tolle?BALLE SPAZIALI"


Tratto da Apcom
Ambiente/ Blitz di Greenpeace e Legambiente al Ministero

Contro via libera riconversione a carbone centrale di Porto Tolle
Roma, 29 apr. (Apcom) - Blitz di Greenpeace e Legambiente questa mattina a Roma per dire 'no' al carbone a Porto Tolle. Le due associazioni hanno srotolato dalle finestre del ministero dell'Ambiente uno striscione di 9 metri "No al carbone" e innalzato una ciminiera fumante sul marciapiede sottostante, in occasione del voto odierno in plenaria della Commissione Via(Valutazione d'Impatto Ambientale) del ministero.
"Il via libera alla riconversione a carbone della centrale termoelettrica Enel di Porto Tolle in discussione in Commissione VIA regalerà all'Italia altri 10 milioni di tonnellate di emissioni di CO2, contro gli obiettivi europei per la riduzione delle emissioni entro il 2020", dichiarano in una nota Greenpeace e Legambiente. "Il voto odierno va in direzione diametralmente opposta a quella annunciata dal ministro Prestigiacomo solo qualche giorno fa a Siracusa al G8 Ambiente sui mutamenti climatici, dove ha sottolineato la necessità e l'urgenza di interventi di riduzione dei gas climalteranti. - commentano Greenpeace e Legambiente -
Un atteggiamento veramente schizofrenico da parte del nostro governo, che evidentemente negli incontri internazionali presenta la maschera ragionevole di chi vuole combattere il global warming e in casa scopre il volto becero di chi autorizza nuove centrali a carbone". Prima della votazione, attivisti di Greenpeace e Legambiente hanno consegnato al presidente e ai membri della Commissione Via un volantino che recita"Carbone a Porto Tolle? Il tuo voto favorevole aumenta le emissioni di gas serra e condanna il delta del Po. Non diventare killer del clima". Secondo le associazioni, infatti, la conversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle, "nel bel mezzo di un parco naturale patrimonio dell'Umanità per l'Unesco comporterà impatti devastanti per il delicato ambiente del Delta del Po, come il passaggio di 3000 chiatte all'anno per portare il carbone all'impianto. La riconversione del nuovo impianto, inoltre, aggiungerà 10 milioni di tonnellate di CO2 ai ritardi dell'Italia rispetto agli obblighi di riduzione previsti dal Protocollo di Kyoto e dal pacchetto clima europeo, appena firmato dall'Italia".
Il carbone pulito non esiste. Anche avvalendosi delle migliori tecnologie, i nuovi impianti a carbone hanno emissioni più che doppie rispetto a quelle di un ciclo combinato a gas: 770 grammi di CO2 per kilowattora prodotto, contro i 365 grammi del gas. La conferma è che nel 2007 le 12 centrali a carbone attive nel nostro Paese hanno prodotto il 14% dell'energia elettrica complessiva, e il 30% delle emissioni di anidride carbonica dell'intero settore elettrico.

mercoledì 29 aprile 2009
Tolle a Porto Balle...

Greenpeace risponde: "Riduzione delle emissioni a Porto Tolle? Balle spaziali

Roma, Italia — “Respingiamo al mittente le accuse di disinformazione. Disinformazione la fa chi parla di ‘carbone pulito’, chi si lascia strumentalizzare dai grandi interessi industriali che non guardano in faccia a nessuno, tanto meno alla salute dei lavoratori. La verità è che le emissioni di CO2 della nuova centrale non saranno affatto ridotte ma aumenteranno passando da circa un milione e mezzo nel 2006 a oltre 10 milioni” così Francesco Tedesco, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace, risponde alle dichiarazioni del Comitato d’Azione dei Lavoratori della centrale Enel di Porto Tolle.

Greenpeace non rientra nel partito degli ambientalisti del “NO”, ma in quello degli ambientalisti del fare rispettando l’ambiente, e il carbone non lo rispetta. Sia perché la conversione della centrale verrà avviata in deroga alle leggi che proteggono l’ambiente, sia perché il passaggio di oltre 3000 chiatte all’anno per il trasporto del carbone in un Parco Naturale patrimonio dell’umanità per l’UNESCO è una vera mostruosità.

Greenpeace ricorda invece che alternative concrete e pulite al carbone esistono. L’impianto potrebbe essere “ambientalizzato” per ridurre le emissioni senza convertirlo a carbone, si potrebbe utilizzare il gas in arrivo dal nuovo vicinissimo terminal gasiero di Porto Levante, si potrebbe decidere di puntare sulle fonti rinnovabili creando molti più posti di lavoro sul territorio, come hanno fatto Austria e Germania, Paesi leader nelle rinnovabili.

2009/04/29"CENTRALE ENEL CIVITAVECCHIA accensione impianto e violazione norme finiscono al Parlamento Europeo."

Tratto da Unonotizie
CIVITAVECCHIA (ROMA) / 29-04-2009

PARLAMENTO EUROPEO, INTERROGAZIONE DELL' EURODEPUTATO ROBERTO MUSACCHIO SU:

Attività illegittime di accensione dell’ENEL nella Centrale Elettrica Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia e violazione delle norme ambientali e di sicurezza nel cantiere


Premesso che

- la Centrale Elettrica di Torre Valdaliga Nord è in corso di conversione a centrale a carbone, ma di fatto dal 24.12.2008 l’impianto è fuorilegge perché privo di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) essendo scaduta e non aggiornata la precedente autorizzazione all'esercizio ai sensi della direttiva 96/61 "IPPC";

- il Ministero dell’Ambiente non ha applicato alcuna delle sanzioni previste mentre solo in questi giorni la Conferenza dei Servizi presso lo stesso Ministero sta riesaminando l’AIA a seguito delle denunce di inadempienze rilevate dall’Azienda Regionale Protezione Ambientale regionale e dal Ministero della Salute;


- nonostante le evidenti omissioni, irregolarità e incompletezze delle procedure da oltre 40 giorni l’ENEL avrebbe acceso gli impianti destinati a funzionare a carbone, dopo aver provveduto ad accantonarne una prima scorta in depositi coperti per un totale di 150.000 tonnellate di carbone scaricato da tre navi carboniere attraccanti ad un molo non collaudato e con un pontile per gessi e residui delle lavorazioni non ultimato;

- l’uso del carbone avverrebbe con accensione degli impianti nelle sole ore notturne, senza l’uso dei filtri e delle strumentazioni non ancora installate necessarie all’abbattimento degli ossidi e delle polveri;

- il percorso effettuato del combustibile dalla nave al deposito e ai bruciatori è effettuato senza alcuna norma a salvaguardia della salute e dell’incolumità dei lavoratori, senza impianti di prevenzione incendi, di rilevazione delle emissioni di monossido di carbonio e del grisou (il gas letale prodotto dal carbone);

- il caricamento del combustibile avverrebbe nelle ore pomeridiane, dalle 16 alle 20, pronto per bruciare nelle ore notturne rendendo in tal modo gli effetti non visibili, ma con deposito sui terreni agricoli e centri abitati nonché nell’aria di polveri e sostanze nocive pregiudicando, oltre alla salute pubblica delle popolazioni, la qualità delle produzioni agricole che in quest’area sono di notevole pregio alimentare.

Si chiede alla Commissione

se non ritenga di dover intervenire affinché le autorità italiane competenti adottino da subito i provvedimenti a tutela della salute pubblica di popolazioni ed addetti pretendendo l'emissione dell'AIA , il completamento delle analisi sulle emissioni della nuova centrale a carbone e il rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro.


Eurodeputato Roberto Musacchio



TARQUINA (VITERBO) / 29-04-2009
AMBIENTE E SALUTE/ a Tarquinia presentato Piano di Monitoraggio Ambientale del Territorio

E così a Tarquinia il Comitato dei Cittadini Liberi, insieme alle associazioni e cooperative agricole ed al Consorzio di Bonifica ha presentato il piano di monitoraggio ambientale, totalmente autonomo dai monitoraggi che dovranno essere messi in atto, sul territorio, con i soldi di Enel spa.
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27 aprile 2009

2009/04/27 "CENTRALI A CARBONE E TUMORI"











Riceviamo dal Dottor Paolo Franceschi Pneumologo Comitato Direttivo e Albo degli Esperti dell' ISDE Italia e pubblichiamo.


CENTRALI A CARBONE E TUMORI:RASSEGNA DELLA LETTERATURA SCIENTIFICA CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AD UNA CENTRALE A CARBONE IN LIGURIA .
I dati sulla possibile rapporto di causalità fra centrali a carbone ed insorgenza di tumori maligni nelle popolazioni circostanti si possono studiare in maniera diversa:
1) Verifica della presenza nelle emissioni delle centrali a carbone di sostanze ritenute con maggiore o minore evidenza cancerogene per l’ uomo e riscontro delle stesse nel territorio circostante alle centrali.

2) Studi di mutagenicità in vitro e su animali delle ceneri di carbone

3) Studi condotti sull’ uomo , in popolazioni residenti nei pressi di centrali a carbone.

4) Studi condotti su sorgenti puntuali con emissioni assimilabili alle centrali a carbone.


1)Presenza di cancerogeni nelle emissioni delle centrali a carbone:


Le centrali a carbone sono fonti di una grande quantità di composti organici ed inorganici, ossidanti ed acidi, e contribuiscono in maniera importante all’ inquinamento da particolato.
Queste sostanze ad attività cancerogena per l’ uomo sono emesse dalle centrali a carbone, in quantità enormi.

Inquinanti prodotti da una centrale elettrica a carbone con potenziale cancerogenicità.
P0LVERI (in particolare PM2.5)
benzopirene, diossine, benzene
Microinquinanti inorganici (Cd, Cromo, Mn, Ni, Pb, Cu,Co, Hg, Arsenico, Vanadio, Silicio)
• Isotopi Radioattivi naturali

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26 aprile 2009

2009/04/27"Carlo d'Inghilterra e il clima impazzito "Un Rinascimento per salvare la nostra terra"

Tratto da "La repubblica.it"

Ecco una parte del discorso che il principe farà stamattina alla Camera. "Invertire subito la tendenza in atto" di CARLO d'INGHILTERRA "Un Rinascimento per salvare la Terra"

"Le previsioni degli scienziati sono sempre più allarmanti: è nostra responsabilità invertire subito la tendenza in atto" di CARLO d'INGHILTERRA

HO visitato l'Italia diverse volte negli anni passati ed ho un caro ricordo sia dei luoghi che ho visto sia delle persone che ho incontrato. Ricordo bene la mia ultima visita ufficiale qui cinque anni fa, durante la quale ho partecipato ad una serie di eventi per promuovere il movimento "Slow Food" che ha fatto molto per sostenere le risorse locali e la produzione di prodotti alimentari sostenibili. Senza alcun dubbio in questi giorni, prima in Italia e durante il mio incontro con il Papa al Vaticano ed in seguito in Germania riprenderò il tema della sostenibilità ambientale, sottolineando la problematica del cambiamento climatico ed il bisogno da parte di tutti di raggiungere una maggiore sostenibilità a livello globale se vogliamo proteggere il nostro pianeta per le generazioni future. Basta riflettere sull'aumento della regolarità di alluvioni a Venezia o di cambiamenti nei tempi dello scioglimento delle nevi in montagna (che provocano il rilascio di flussi d'acqua) per vedere gli effetti dei cambiamenti climatici. E la situazione non farà altro che peggiorare se non si agisce subito.

Credo fermamente che la risposta che diamo alla sfida che ci troviamo ad affrontare definirà la nostra era. Nello stesso modo in cui il Rinascimento ha definito per molti di noi in Europa un risveglio dell'identità culturale ed intellettuale alla fine del periodo medievale, le nostre azioni di oggi potrebbero essere ricordate come il rinascimento del nostro modo di vivere, come l'inizio di una nuova epoca con una gestione efficiente dei nostri Paesi.

Se ciò suona come un'ambizione troppo grande, dobbiamo riflettere brevemente sulla scienza dei cambiamenti climatici per iniziare a vedere quello che succederà se non agiamo subito. In molti tra coloro che sostengono che questa scienza è sbagliata dovrebbero approfondire la loro conoscenza: basta infatti visitare la sede dell'Istituto Statistico Britannico sull'Antartico a Cambridge e chiedere di poter vedere i campioni di ghiaccio estratti da 3 chilometri di profondità che raccolgono il livello di presenza di diossido di carbonio degli ultimi mille anni circa, per vedere con i propri occhi. Il grafico oscilla in modo regolare e stabile tra periodo glaciale ed interglaciale fino alla metà del XVIII secolo, proprio quando iniziò la rivoluzione industriale, ed inizia poi ad accelerare in misura di parti di CO2 per milione fino alla nostra era che è il punto in cui il grafico indica la gravità della situazione.

Al momento stiamo esaurendo rapidamente le riserve di carburante fossile della Terra, bruciando più risorse di quelle disponibili. Facendo così, inquiniamo l'atmosfera con grandi quantità di diossido di carbonio che cattura l'energia solare provocando il riscaldamento globale. In parole più semplici, stiamo distruggendo il pianeta con una doppia azione: prima di tutto bruciando troppi carburanti fossili, e poi cambiando in modo significativo la temperatura del nostro pianeta.

Il problema che stiamo creando per le nostre generazioni future è così grande che gli scienziati continuano a rivedere le loro valutazioni sugli effetti catastrofici del cambiamento climatico.
In base alle ultime relazioni, il livello del mare potrebbe aumentare di un metro in questo secolo con gravi conseguenze per 600 milioni di persone e occupando ampie fasce di terra. Paesi come l'Egitto e l'India ne subirebbero enormi conseguenze, mentre le isole più piccole scomparirebbero del tutto.

In base alle previsioni, il numero di persone a rischio alluvione aumenterà su base annuale dagli attuali cinque milioni a 370 milioni entro la fine di questo secolo. In paesi costieri come l'Italia o la Gran Bretagna, queste previsioni sono decisamente allarmanti.

Ma l'aumento del livello del mare è solo una delle diverse conseguenze dei cambiamenti climatici, tra cui vi è anche la riduzione drastica delle riserve d'acqua e condizioni climatiche estreme che provocherebbero seri danni sia sulle proprietà che sulle persone.
Se si considerano le conseguenze che questi fattori avranno sul movimento di una popolazione in continua crescita, si prevedono letteralmente centinaia di milioni di rifugiati ambientali.

Se, come me, pensate che abbiamo raggiunto un punto di svolta nella nostra storia e che ciò che faremo nei prossimi anni creerà le basi per come saremo giudicati dalle generazioni a venire, sarete senza dubbio d'accordo sul fatto che sia necessaria una collaborazione tra comunità, nazioni e continenti per fornire una risposta globale a questa sfida mondiale. Durante la mia visita in Italia cercherò di definire le modalità di azione ed i principi che possono aiutarci nella nostra ricerca di una maggiore sostenibilità ambientale.

Ma indipendentemente dai dettagli, il punto fondamentale che vorrei sottolineare è che è necessario agire ora, con urgenza. Mi piacerebbe che non fosse così e che fosse possibile continuare a portare avanti il business nello stesso modo.
Sfortunatamente non e così, e se dovessimo continuare ad usare le stesse modalità, lasceremmo un'eredità terribile ed avvelenata ai nostri figli e nipoti. Spero sinceramente che i nostri due Paesi, le cui storie si sono incrociate per più di 2000 anni, si uniscano nuovamente con un obiettivo unico verso un futuro equo, sicuro e sostenibile.

(27 aprile 2009)

Considerazioni di Uniti per la Salute

Auspichiamo vivamente che anche in Italia ci sia finalmente un razionale cambio di rotta per non lasciare ai nostri figli e nipoti un'eredità terribile e avvelenata per essere pienamente e consapevolmente partecipi di un futuro equo,sicuro e sostenibile .

2009/04/26 "FALCONARA MARITTIMA, STUDI EPIDEMIOLOGICI: RISCHI LEUCEMIA E TUMORI. POTERI FORTI E INTERESSI ECONOMICI"


Tratto da "Unonotizie"FALCONARA MARITTIMA (ANCONA) / 25-04-2009

Dott. ANDREA MICHELI
SC Epidemiologia Descrittiva e Programmazione Sanitaria
Fondazione IRCCS “Istituto Nazionale Tumori” - Milano
Dott. MAURO MARIOTTINI
Responsabile Settore Epidemiologia ARPA Marche
Dott.ssa ELISABETTA MENEGHINI
Dott. PAOLO BAILI


LETTERA APERTA AGLI EPIDEMIOLOGI
DELL’ISTITUO NAZIONALE TUMORI di Milano e dell’ARPA Marche


Stimatissimi Epidemiologi,

nel ringraziarVi per il preziosissimo lavoro scientifico svolto per tutta la comunità, desideriamo anche esprimerVi la nostra solidarietà ed il nostro incondizionato sostegno di fronte all’inaudito tentativo di screditamento perpetrato dalla lettera dell’AD della Società petrolifera API, Ing. Giancarlo Cogliati,
che fa paio con quello, isolato e imbarazzante del Neosindaco Brandoni, immediatamente successivo alla presentazione ufficiale dell’Indagine epidemiologica ai cittadini di Falconara M.ma il 18 dicembre 2008.

L’indipendenza, la trasparenza e la compartecipazione con cui avete preceduto e condotto questa Indagine Epidemiologica sulle popolazioni di Falconara Marittima, Chiaravalle e Montemarciano è risaltata anche nell’aver attivato insieme alla Regione Marche un organismo partecipativo che ha incluso i rappresentanti della popolazione interessata – il Comitato di Partecipazione Attiva regionale - in maniera che esso fosse da referente, insieme alle Amministrazioni comunali interessate, per la valutazione dei risultati dell’Indagine e le decisioni conseguenti.

Tutto questo che apprezziamo profondamente nobilita la democrazia ed il rapporto costante ed indispensabile tra lo scienziato e la popolazione analizzata.

La lettera con cui l’AD della Società API ha attaccato pubblicamente l’Indagine Epidemiologica che ha verificato i rischi di LEUCEMIA e TUMORI EMOLINFOPOIETICI per la salute dei residenti di Falconara Marittima, Chiaravalle e Montemarciano in realtà rivela quanto sia importante il risultato conoscitivo ottenuto dall’Indagine.

Per i cittadini, le loro associazioni e i comitati, dopo anni di lotte, l’Indagine rappresenta uno strumento formidabile di conoscenza sul bene più prezioso per tutti: LA SALUTE!

Siamo allibiti che l’Indagine Epidemiologica da Voi eseguita sia stata recepita dalla Società API come una minaccia a se stessa tanto da indurre l’AD Cogliati a tentare di screditarne le conclusioni scientifiche!

Le affermazioni dell’AD della Società API ci indignano vieppiù perché calpestano la nostra salute, il diritto alla sua tutela e il nostro diritto alla conoscenza!

Piuttosto che tentare di controllare anche la salute della popolazione che non è alle loro dipendenze, i Dirigenti dell’API dovrebbero da subito dare la massima disponibilità a collaborare con l’Istituto Nazionale Tumori e l’ARPA Marche per un approfondito Studio occupazionale sui lavoratori, Studio chiesto già dal 2004 da 3.500 falconaresi – non dipendenti della Società API - con la Petizione Popolare sottoscritta da cui, successivamente, è scaturita l’Indagine Epidemiologica dell’equipe del Dott. Micheli e del Dott. Mariottini.

I presidenti e portavoce di:
Assemblea Permanente NO CENTRALI API Falconara - Comitato quartiere Villanova – Comitato quartiere Fiumesino – Comitato 25 Agosto – Ambasciata dei Diritti – Centro Sociale Kontatto – Associazione OndaVerde – Comitato Città Viva – Meetup Grillo Falconara – Medicina Democratica Falconara – Circolo Legambiente “Il Martin pescatore” Falconara – Lumumba Onlus – Legambiente Marche
Roberto Cenci – Alfredo Campanelli – Franco Budini – Elisa Griffoni – Pierpaolo Pupilli – Fabrizio Recanatesi – Antonio Liviabella – Onorino Maiolatesi – Simone Tomassoni – Loris Calcina – Enea Neri – Luigino Quarchioni

Considerazioni di Uniti Per La Salute

"Per i cittadini, le loro associazioni e i comitati, dopo anni di lotte, l’Indagine rappresenta uno strumento formidabile di conoscenza sul bene più prezioso per tutti: LA SALUTE!"

"PER TUTTI I CITTADINI ANCHE PER NOI SAREBBE UNO STRUMENTO FORMIDABILE PER SAPERE FINALMENTE LA VERITA'".
Sarebbe indispensabile che anche sul nostro territorio ci fosse la volontà di fare,realmente una seria analisi epidemiologica che realmente ed in modo inequivocabile fotografi la realtà e creare inoltre ,come a Falconara, un organismo partecipativo che, includendo anche i rappresentanti della popolazione interessata , sia posto di garanzia allo svolgimento dell' indagine .

Solo questo per noi è concretezza le altre sono tutte parole vuote che cercano di rassicurarci ma che in effetti incrementano le nostre " fondate "paure .
In fondo tutti noi abbiamo una famiglia e una gran parte delle famiglie ha al suo interno MALATI CON PATOLOGIE facilmente CORRELABILI ALL' INQUINAMENTO AMBIENTALE.
Bisognerebbe avere i paraocchi per non vederlo......

Quando vi sarà l'auspicato cambio di mentalità e "le neccessità primarie " diventeranno finalmente i sacrosanti diritti dei cittadini di vivere e far vivere i propri figli in un ambiente sano e non esclusivamente gli interessi economici ?

Noi semplici cittadini siamo in attesa di questo cambio di rotta, che ci dimostri la volontà di salvaguardare,non solo a parole ma con atti concreti il domani dei nostri figli e l'ambiente per le generazioni future.

25 aprile 2009

2009/04/24 "Marco Preve: ARRIVA LA LEGGE BLOCCA-RICORSI SE PERDI AL TAR RISARCISCI"

ARTICOLO MOLTO LUNGO MA VI PREGHIAMO DI LEGGERLO TUTTO PERCHE' E' MOLTO IMPORTANTE CONOSCERE ...........E SAPERE
"COSA CAMBIA" In ITALIA e in EUROPA!!!!!!...

.
Tratto dal "Blog del Comitato per Taranto"
venerdì 24 aprile 2009

...e noi, zitti, sotto...


"Gli eredi ideali del ventennio escogitano una nuova mossa per continuare ad aiutare gli "amici degli amici" a distruggere, inquinare e razziare il territorio in nome del profitto. Chissà se qualche parlamentare dell'"opposizione" avrà il coraggio e la forza di intervenire...

Di Marco Preve
Repubblica.it

ARRIVA LA LEGGE BLOCCA-RICORSI
SE PERDI AL TAR RISARCISCI


LO scopo dichiarato è quello di contrastare "l'egoismo territoriale" che rallenta "il cantiere Italia". Ma l'effetto della legge anti Nimby (not in my back yard, non nel mio giardino), in caso di approvazione, sarà di azzerare, attraverso la minaccia di risarcimenti milionari, i ricorsi alla giustizia amministrativa da parte di associazioni ambientaliste storiche, che difendono ciò che resta del Belpaese da abusi edilizi e colate di cemento.

La proposta di legge 2271 è sottoscritta da 136 deputati del Pdl ed il primo firmatario è l'onorevole Michele Scandroglio, genovese, fedelissimo del ministro Claudio Scajola. Aderiscono, tra i tanti, l'ex ministro Pietro Lunardi, il presidente della commissione Cultura Valentina Aprea, il vice di quella Ambiente Roberto Tortoli, l'ex presidente della Regione Liguria Sandro Biasotti.

Presentata in sordina nei giorni del "piano casa", con due brevi aggiunte all'articolo 18 della legge 8 luglio 1986 (responsabilità processuale delle associazioni di natura ambientale), potrebbe schiacciare all'angolo celebri sigle come Italia Nostra, Legambiente, Wwf, Vas Verdi Ambiente e Società, senza parlare della miriade di comitali locali.

Con la modifica 5-ter qualora il ricorso alla giustizia amministrativa "sia respinto perché manifestamente infondato, il giudice condanna le associazioni soccombenti al risarcimento del danno oltre che alle spese del giudizio". Pensiamo a cosa vorrebbe dire un anno di fermo cantiere per il ponte sullo stretto di Messina tra una prima sentenza favorevole del Tar e una bocciatura del Consiglio di Stato: un risarcimento per milioni di euro.

"È una legge liberticida, intimidatoria, di regime - attacca l'avvocato Daniele Granara, docente alla facoltà di giurisprudenza di Genova, legale in molti ricorsi ambientali - . Confido che venga ritenuta palesemente anticostituzionale visto che l'articolo 24 stabilisce che "Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi"".

Ma per il deputato e coordinatore ligure del Pdl Scandroglio le istanze ambientaliste hanno moltiplicato "comportamenti di protesta contro le scelte infrastrutturali sviluppate da soggetti pubblici e privati... proteste che, conosciute con l'acronimo "Nimby", determinano un ritardo costante del "cantiere Italia"... di gran parte degli interventi pubblici... e della stessa edilizia residenziale". Tutto ciò, prosegue il deputato "senza che sia previsto alcuno strumento di responsabilizzazione delle associazioni di protezione ambientale, le quali, talvolta, presentano ricorsi pretestuosi, con il solo e unico scopo di impedire la realizzazione dell'opera pubblica". Scandroglio aggiunge che, per combattere questa "forma di egoismo territoriale", il governo ha già varato norme per "l'iter accelerato delle opere pubbliche.

Le modifiche richieste (la proposta è al vaglio della commissione giustizia) accennano anche all'applicazione di azioni risarcitorie ai sensi del codice civile in caso i ricorsi respinti abbiano agito "con mala fede o colpa grave", ma secondo l'avvocato Granara questa possibilità è già garantita e prevista. La vera svolta è quindi l'eventualità di un risarcimento in caso di ricorso respinto.

"È chiaro - spiega il presidente di Italia Nostra Giovanni Losavio - che lo scopo specifico della proposta di legge è quello di mettere catene (concrete e psicologiche) alle Associazioni, impedendo di fatto lo svolgimento del proprio ruolo civico con la minaccia di ritorsioni per avere la via spianata a fare del territorio quello che "loro" vogliono".
(24 aprile 2009)

Tratto dal sito "NOCOke"
Silenzio assordante della politica, PDL come PD, i cittadini lasciati soli anche di fronte ai ricorsi..
solo l'EU si interroga sulle ripercussioni della legge,

Presentata ieri alla Commissione Europea l'interrogazione scritta sulle modifiche in corso in Italia per impedire alla giustizia amministrativa ogni decisione di sospensione lavori/interventi su cui legittimamente cittadini ed associazioni pretendono di verificare se le regole soprattutto di tutela ambientale sono rispettate e se il giudizio fosse negativo o di rigetto dell'istanza i ricorrenti sarebbero costretti a risarcire "il danno" causato per ritardo....!!!

Nel chiedere agli STATI MEMBRI di applicare la Convenzione di Aarhus e le direttive ad essa collegate la CE non pouó entrare nel merito procedurale giuridico di come vengono applicate se non garantire che diritti e principi generali vengano rispettati.

Fondamentale tener conto degli indirizzi auspicati dalla CE - che difatto verrebbero stravolti in Italia dall'ipotesi voluta dalla maggioranza di governo - la comunicazione della Commissione sull'applicazione del diritto comunitario sull'ambiente, utilissima per rendere noto il quadro delle inadempienze piú clamorose degli STATI MEMBRI ivi compresa l'Italia e le misure, in parte già in atto, in parte da realizzare per una piú corretta e puntuale applicazione ed esigibilità del diritto comunitatario.

Organizzazioni Non Governative e Associazioni di cittadini sono citati come "controllori" utili ed indispensabili per segnalare e far correggere le potenziali violazioni degli Stati Membri

Premesso che
- che la Commissione nella COM(2008)773 del 18.11.2008 sottolinea i problemi negli STATI Membri per insufficiente attenzione prestata nell'adozione delle norme EU e sull'assenza di responsabilità carenza delle procedure di applicazione delle amministrazioni decentrate, nonchè sulle ripetute violazioni del diritto comunitario per non conformità nella trasposizione di direttive o nell'omessa esecuzione delle sentenze Corte di Giustizia;

- la convenzione di Aarhus, di cui alle direttive 2003/4 e 2003/35 prevedono un ampio accesso alla giustizia: nel 2003 la Commissione ha proposto una direttiva già adottata in prima lettura dal Parlamento Europeo recante misure di applicazione dell'accesso alla giustizia in materia ambientale per dare maggiore uniformità all'attuazione del diritto comunitario dell'ambiente: il ricorso al giudice nazionale va facilitato per risolvere i problemi ad un livello più prossimo ai cittadini che sono i primi a segnalare inadempimenti gravi alle norme comunitarie;

- il Parlamento europeo ha un chiaro interesse ad un'applicazione efficace:il 10% delle interrogazioni rivolte alla Commissione riguarda l'ambiente come il 35% delle petizioni ricevute dalla commissione petizioni;
-
la legge n.349 prevedeva che le associazioni individuate nell'art.13 potessero intervenire alla giustizia amministrativa per verificare richiedere l'annullamento di atti se non congrui con le norme ambientali;

- le modifiche che il governo italiano propone all'art.18, sulla base della L.28.1.2009 n.2, per velocizzare opere impedirebbe alla giustizia amministrativa di decidere una sospensione di lavori illegittimi conferendo ai ricorrenti o un indennizzo monetario in caso di giustezza dell'istanza o il risarcimento penale del danno ai committenti dei lavori in caso di esito negativo del ricorso:
un deterrente lesivo delle libertà dei cittadini;

Si chiede alla Commissione
se non ritenga, nello spirito delle direttive in vigore, che favoriscono il pieno ed efficace accesso a giustizia ed informazione in materia di tutela ambientale e delle sue raccomandazioni del 18.11.2008 in cui si evidenziano le innumerevoli violazioni di Stati Membri e altresí il contributo essenziale di associazioni e cittadini nel vigilare in prima linea sul rispetto di norme UE,
che le proposte del governo siano contrarie all'esigenze di partecipazione dei cittadini cosí come sostenute dalla Commissione Europea e dal Parlamento Europeo.
Leggi tutto l'articolo

2009/04/25 "Risorse rinnovabili, il passaggio obbligato per l’energia del futuro"


Tratto da Il sussidiario.net
Scienze AMBIENTE/
Risorse rinnovabili, il passaggio obbligato per l’energia del futuro
venerdì 24 aprile 2009

Parlare di tutela dell’ambiente vuol sempre più dire parlare di energia e di possibilità di produrla a partire da fonti rinnovabili e con ridotto impatto sugli ecosistemi. Lo si è visto al G8 Ambiente in corso in questi giorni a Siracusa e dove uno dei temi portanti è stato proprio quello delle tecnologie energetiche a basso contenuto di carbonio. È uno scenario che abbiamo sottoposto a Vincenzo Balzani, docente di chimica all’università di Bologna e molto noto nella comunità scientifica internazionale per le sue ricerche di fotochimica supramolecolare e di fotosintesi artificiale: dal suo laboratorio sono usciti alcune dei più avanzati prototipi di “macchine molecolari”, primi risultati nel campo delle emergenti nanotecnologie. Ultimamente Balzani si sta molto occupando di questioni energetiche e ha condensato le sue proposte nel saggio, scritto con Nicola Armaroli, Energia per l’astronave Terra. "Quanta ne usiamo, come la produciamo, che cosa ci riserva il futuro"

Professor Balzani, il problema della CO2 in atmosfera è davvero così grave?

Ci sono diverse opinioni. La mia è in linea con quella dell'Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), organismo composto da 2.500 scienziati provenienti da tutto il mondo, che denuncia un atteggiamento molto preoccupato. Mi sembra sia abbastanza evidente che il clima sta cambiando, che sta aumentando la temperatura e che ci sia, sebbene non se ne possa avere una certezza assoluta, una relazione col fatto che si immette nell'atmosfera una quantità vieppiù crescente di anidride carbonica.

Ma anche quest’ultima, l’anidride carbonica cioè, è solo uno degli aspetti da considerare.

Personalmente porrei il problema in un ottica un po’ più vasta: dobbiamo continuare a consumare combustibili fossili o no? Perché è un dato di fatto, al di là delle prese di posizioni più o meno ambientaliste, che l'aria è comunque inquinata e che la combustione dei combustibili fossili non faccia particolarmente bene alla nostra salute. Quindi non è ideologico cominciare seriamente a pensare a energie alternative.

Quindi il cominciare a intraprendere un serio sfruttamento delle risorse alternative è più che auspicabile...

Quali sono le prospettive più realistiche per una produzione di energia a basso contenuto di carbonio?
È chiaro ora come ora che se si deve uscire dall'uso dei combustibili fossili, e si deve farlo pian piano, ci sono due alternative: nucleare e risorse rinnovabili.

Il nucleare ha il problema, sul quale sorvoliamo, di destare perplessità da parte di alcuni.

Sulle risorse rinnovabili invece, per il momento, siamo tutti d'accordo. Sia ben chiaro: non è un hobby studiarle, ma una necessità. È una necessità che può addirittura trasformarsi in un'opportunità.

A prescindere infatti da come la si pensi sulla situazione ambientale non c'è motivo logico per non studiare ancor meglio come sfruttare l'energia del sole e tutte le altre fonti rinnovabili.

Per quanto riguarda la situazione italiana, su quali fonti bisognerebbe maggiormente puntare per uno sviluppo ecocompatibile?

Su tutte quelle che abbiamo: non abbiamo petrolio né metano né carbone e nemmeno l’uranio. Ma abbiamo un’esposizione al Sole invidiabile e la “terra calda”, la possibilità cioè di sfruttare l’energia geotermica. L’obiettivo, forse un po’ trionfalistico, che ha dichiarato Obama ossia di arrivare a usare l’energia che viene dal Sole e dal vento per far funzionare industrie e mezzi di trasporto, non è così inarrivabile come può sembrare. È ovvio, non si può fare in due giorni, ma anche l’Italia dovrebbe stilare un piano per impostare in modo serio il discorso per il risparmio e l'efficienza energetica per il futuro prossimo. Finora si è fatto davvero poco. Possibile ad esempio che in Germania abbiano più impianti fotovoltaici che da noi? Non mi si vorrà dire che là c’è più Sole.

Ma anche nella vita dei singoli cittadini questa direzione dovrebbe essere intrapresa: cominciamo con l’utilizzo dei doppi vetri, dei muri isolati ecc... . Si tratta di attenzioni alle quali nessuno finora dà retta, ma se tutti agissero con coscienza nel risparmio energetico potremmo realisticamente ridurre l’uso dei combustibili fossili a meno di un terzo rispetto a quello che ora usiamo.....

Il problema energetico è più questione di alternative tecnologiche o di stili di vita?
Assolutamente di stili, perché per le alternative tecnologiche c'è tempo. Bisogna invece, ripeto, cambiare atteggiamento mentale nell'utilizzo quotidiano dell’energia. Questa è la chiave dello sviluppo energetico e conseguentemente economico del futuro.Leggi l'articolo integrale

24 aprile 2009

2009/04/24 AMBIENTE, BUSH E OBAMA: CRISI, INVESTIMENTI IN "ENERGIA PULITA E 2 MILIONI DI POSTI LAVORO"

Tratto da" Unonotizie"

ROMA 24-04-2009


Investire sull’energia pulita potrebbe creare due milioni di nuovi posti di lavoro nel giro di due anni. E’ quanto ha annunciato Kathleen Kennedy Townsend, Professore della Georgetown University e dell’Harvard University, intervenendo al Forum di Venezia “L’energia di domani” organizzato da Coldiretti in collaborazione con lo Studio Ambrosetti.

Secondo una ricerca del centro studi Center for American Progress e dell’Università del Massachusetts un investimento di 100 miliardi di dollari nell’energia pulita e in tecnologie e infrastrutture efficienti potrebbe creare due milioni di posti di lavoro nel giro di due anni, il quadruplo rispetto a quelli che potrebbero essere creati con un pari investimento nel settore della produzione di petrolio e gas.

Sotto l’amministrazione Bush - ha sottolineato Kathleen Kennedy - abbiamo opposto resistenza a trattare sul cambiamento climatico, dove voi europei stavate prendendo la guida. L’Unione europea ha già promesso di raggiungere il 20 per cento di tagli delle emissioni entro il 2020 e il 30 per cento se altri paesi fanno maggiori sforzi inizia a fare la differenza. Negli ultimi otto anni la nostra dipendenza dal petrolio è continuata e la nostra emissione di gas serra è aumentata. Oggi gli Usa stanno rilasciando biossido di carbone e altre sostanze inquinanti che contribuiscono al riscaldamento globale nell’atmosfera a ritmi da record. Ma il presidente Obama ha una visione diversa. Dalla crisi arrivano opportunità e il presidente sta usando le crisi per creare nuove opportunità nel settore energetico.

Questo piano di recupero include un fondo senza precedenti di 90 miliardi di dollari per programmi di energia pulita che puntano primariamente sulla conservazione e sulle strategie alternative.
Il piano aiuterà a conservare energia: rendendo gli edifici governativi più efficienti dal punto di vista energetico del 75 per cento; coibentando oltre due milioni di abitazioni a basso reddito; ripristinando la ferrovia e i sistemi di trasporto pubblico. Ciò aiuterà lo sviluppo di carburanti alternativi migliorando la nostra rete elettrica. Tremila miglia di linee ad alta capacità di trasmissione saranno realizzate per trasportare l’elettricità rinnovabili prodotta dal sole e dal vento alle maggiori città. Così raggiungeremo sia l’obiettivo di ottenere il 20 per cento della nostra elettricità dal vento e creare mezzo milione di posti di lavoro nell’impresa. La legge finanzia anche la ricerca e lo sviluppo di tecnologia pulita. Il budget stabilisce obiettivi relativamente energici di riduzione delle emissioni del 14 per cento dai livelli del 2005 entro il 2020 e dell’80 per cento entro il 2050.

Negli ultimi anni il Congresso si è impegnato molto per i biocarburanti con modelli e sussidi. La legge ha avuto un effetto. Il 20 per cento del raccolto viene impiegato per l’etanolo. Questi modelli e sussidi non sono senza controversie. L’altro problema è l’aumento dei prezzi del cibo - che ha devastanti effetti sulle popolazioni povere – la gente morirà di fame e più di 105 milioni di persone diventeranno poveri quest’anno.

La Biblioteca Kennedy mostra un film su mio zio, il Presidente. Nella pellicola si racconta la storia di un duca che voleva piantare alberi sul suo terreno. Il suo giardiniere gli disse che il tipo di albero che aveva scelto non avrebbe raggiunto la giusta altezza prima di trecento anni. Udendo ciò, il duca rispose “Ah, in questo caso non abbiamo un minuto da perdere. Inizia a piantare ora”. Anche noi - ha concluso Kathleen Kennedy - non abbiamo un minuto da perdere.

23 aprile 2009

2009/04/24 "CO2, se il sequestro fa paura"Greenpeace: “CO2 sottoterra? Una truffa”

Tratto da "Qualenergia"

CO2, se il sequestro fa paura

A Barendrecht, in Olanda, la popolazione locale si oppone a un progetto sperimentale di sequestro della CO2. Il gas stoccato in un area così densamente popolata suscita obiezioni per motivi di sicurezza. Con rischi non ancora ben conosciuti, la CCS trova nella diffidenza dell'opinione pubblica un ulteriore ostacolo.
Un altro ostacolo, finora trascurato, sulla strada lunga e incerta verso la cattura dell’anidride carbonica: la sindrome NIMBY (not in my back yard, cioè non nel giardino di casa mia). Che in questo caso è stata ribatezzata NUMBY, not under my back yard, cioè non sotto il mio giardino. Lo sta sperimentando la Shell in Olanda, nella cittadina di Barendrecht, dove vorrebbe realizzare un progetto di sequestro della CO2 stoccandola in giacimenti di gas esauriti che si trovano in una zona densamente abitata: la comunità locale non ne vuole sapere, ed è insorta.

Un problema per lo sviluppo della cattura e del sequestro della CO2 in Olanda. Il sito era stato individuato come il primo progetto pilota. La vicinanza dell’impianto, di cui si vuole sequestrare l’anidride carbonica, ai siti di stoccaggio (già dotati delle condutture), fanno infatti della località il posto ideale per un progetto di sequestro del gas serra. Nella piccola città olandese Shell vorrebbe iniettare circa 400mila tonnellate di CO2 all’anno, prodotti dalla raffineria di Pernis, a una decina di chilometri di distanza, in due giacimenti vuoti a 2700 metri di profondità. La gente che vive lì però si sta opponendo. I timori sono legati alla sicurezza e a un possibile crollo del valore degli immobili.

I rischi legati allo stoccaggio della CO2 d’altra parte non sono ancora ben conosciuti, anche se la tecnica di iniettare CO2 nei giacimenti è usata già da tempo per estrarre gas e petrolio. In un report della società di consulenza DNV sulla gestione del rischio nel campo della CCS si parla di rischio relativamente basso, ma si sottolinea la necessità di applicare il principio di precauzione e si ricorda come nel campo più assimilabile, quello dell’estrazione del gas naturale non si è ancora riusciti completamente a prevenire il problema delle fughe che contano ancora per il 2-3% del totale del gas estratto. Per l’Istitute de Phyisique du Globe de Paris, i rischi ci sarebbero, dato che la CO2 è un gas più leggero dell’acqua e che può corrodere certi tipi di roccia, ma sarebbero comunque gestibili.

Anche secondo un dossier di Greenpeace sull’argomento diversi test avrebbero già evidenziato come potrebbero verificarsi imprevisti: ad esempio, la CO2 potrebbe corrodere gli stessi materiali da cui dovrebbe essere imprigionata. I possibili effetti di fuoriuscite potrebbero creare danni agli ecosistemi e alla salute o inquinare falde acquifere, non è un caso - rimarca il dossier – che le industrie siano restie a investire su questa tecnologia senza garanzie di non dover rispondere di eventuali danni futuri.

Per Shell però il progetto olandese è assolutamente sicuro e lo dice chiaramente nella valutazione di impatto ambientale che ha presentato. Ma gli abitanti della cittadina, in più di mille, hanno espresso ufficialmente riserve sul documento presentato dalla multinazionale. Chi ha paura cita quanto successo in Camerun nel 1986: lì, in seguito ad un’eruzione vulcanica, una grande quantità di CO2 accumulata naturalmente sul fondo di un lago era stata rilasciata improvvisamente in atmosfera, uccidendo per soffocamento 1.700 persone e migliaia di capi di bestiame in un raggio di 25 chilometri quadrati.

“Questo progetto è un esperimento e non pensiamo che sia una buona idea realizzarlo in un’area così densamente popolata. Sarebbe meglio farlo da qualche altra parte”, dichiara, citato da Bloomberg, Simon Zuurbier, membro del Consiglio Comunale della cittadina. Ora una valutazione ambientale indipendente dovrà stabilire se il progetto si può fare o no. Il Consiglio Comunale, finora contrario, dovrà decidere entro il 29 giugno se dare il via liberà. Nel caso le autorità locali continuino ad opporsi allo stoccaggio della CO2 sotto casa, potrà intervenire il governo centrale, committente del progetto che Shell vuole realizzare, per imporlo.

Quello che sta succedendo a Barendrecht è però sicuramente un precedente importante per il futuro della CCS. Se già il piccolo progetto sperimentale incontra questa resistenza, sarà difficile realizzare l’obiettivo nazionale e difficoltà simili saranno da mettere in conto anche per gli altri paesi. L’Olanda – che assieme a Norvegia e Regno Unito è tra i paesi che più stanno investendo in questa soluzione - vuole sequestrare e stoccare 30 milioni di tonnelate di CO2 entro il 2030 e ha già stanziato 750 milioni di euro per i prossimi tre anni per farlo. A livello europeo, invece, si parla di mettere in campo di 9 miliardi di euro per progetti pilota di sequestro e stoccaggio.

Un ostacolo – quello delle obiezioni sulla sicurezza - che comunque resta solo uno in più tra i molti che questa tecnologia non ancora matura deve superare. Più volte su queste pagine li abbiamo ricordati: ad esempio ci sono i consumi maggiorati di acqua e di energia di centrali equipaggiate con CCS e gli ingenti costi di realizzazione e di esercizio. Anche considerando solo la fase dello stoccaggio, come a Barendrecht, poi, il fattore economico frena ancora molto lo sviluppo di questa soluzione, specie fino a che il prezzo della CO2 resta così basso.

Le 400mila tonnellate annue che si stoccherebbero nel sottosuolo della cittadina olandese, con il prezzo della CO2 attuale, infatti si tradurrebbero in un risparmio di circa 5 milioni di euro, mentre, solo per fare partire il progetto, il governo olandese di milioni di euro ora dovrebbe stanziarne più di 30. La CCS dunque, è evidente, non può esistere senza ingenti finanziamenti pubblici, soldi che ci si augura non vengano reperiti a scapito di altre soluzioni che hanno meno controindicazioni e che suscitano meno diffidenza nell’opinione pubblica, come le fonti rinnovabili.


GM

Tratto da "La voce dell'Emergenza

Greenpeace: “CO2 sottoterra? Una truffa”

G8 Ambiente: accordo Italia-Australia su sviluppo tecnologie di cattura e stoccaggio di CO2. Un rapporto di Greenpeace del 2007 denuncia tutti i limiti del sistema CCS Leggi tutto

2009/04/23 "G8: AMBIENTE; PRESTIGIACOMO, PRIORITA' SALUTE BAMBINI


G8: AMBIENTE; PRESTIGIACOMO, PRIORITA' SALUTE BAMBINI

(ANSA) - SIRACUSA, 21 APR - ''E' un dovere e una priorita' dei governi e della comunita' internazionale preoccuparsi dei soggetti piu' vulnerabili, di coloro i quali hanno piu' ridotte capacita' di difesa dalle esposizioni e i rischi ambientali''.
Lo ha affermato il ministro Stefania Prestigiacomo annunciando che una delle sezioni del G8 ambiente che si terra' da domani a Siracusa affrontera' anche il tema del rapporto tra inquinamento e salute dei bambini. Il ministro ha chiesto ''interventi piu' incisivi'' che coinvolgano anche i ministro della Salute. ''Evidenze statistiche - ha aggiunto il ministro - confermano che sono proprio i bambini a subire gli effetti piu' nocivi di fattori di inquinamento che procurano malattie croniche gravissime. Il nostro impegno - ha concluso Stefania Prestigiacomo - sara' quello di sostenere le iniziative internazionali volte a ridurre o eliminare l'impatto delle sostanze nocive sui bambini e di proporre studi epidemiologici sulla salute dei minorenni e la loro interazione con l'ambiente''. (ANSA).

Considerazioni di Uniti per la Salute

Noi ,da cittadini ,timorosi e preoccupati giustamente per la salute dei nostri figli e per quella delle future generazioni plaudiamo le intenzioni ma vorremmo che in primis,al di la delle parole e delle passerelle internazionali ,il Ministro si attivasse realmente per tutelare i nostri bambini visto che è pienamente consapevole che "'Evidenze statistiche confermano che sono proprio i bambini a subire gli effetti piu' nocivi di fattori di inquinamento che procurano malattie croniche gravissime" e che "''E' un dovere e una priorita' dei governi e della comunita' internazionale preoccuparsi dei soggetti piu' vulnerabili, di coloro i quali hanno piu' ridotte capacita' di difesa dalle esposizioni e i rischi ambientali''
Oltre a "sostenere le iniziative internazionali volte a ridurre o eliminare l'impatto delle sostanze nocive sui bambini e di proporre studi epidemiologici sulla salute dei minorenni e la loro interazione con l'ambiente''gradiremmo che ci fosse una particolare attenzione ed impegno nel non promuovere ulteriori potenziamenti e realizzazioni di impianti per loro natura altamente inquinanti come gli inceneritori e le centrali a carbone.

Teniamo a precisare che nel Novembre del 2008 abbiamo inoltrato una lettera alla Sig Ministra Prestigiacomo proprio perchè fosse tenuta in massima considerazione la salute degli abitanti e soprattutto quella dei nostri bambini.....Ma ad oggi non abbiamo ancora avuto da lei alcuna risposta ..................
Per chi volesse rinfrescarsi le idee ecco la lettera in archivio

Insomma ai cittadini interessa un concreto cambio di rotta che ponga la nostra salute e l'ambiente REALMENTE AL CENTRO delle politiche nazionali ,come pare altrove stia già avvenendo, ma che per noi,in questo momento, è forse una chimera.

22 aprile 2009

2009/04/22 "Earth Day 2009: tempo di cambiare"


Il 22 aprile si celebra la giornata internazionale della Terra.
Il nostro modello di sviluppo sta producendo danni irreversibili e catastrofici al pianeta. è tempo di cambiare

Celebrare la Giornata della Terra nei giorni del terremoto e negli anni del cambiamento climatico richiama tutti noi a riflessioni severe. Le vicende dolorose di questi giorni hanno riproposto una regola essenziale del nostro stare sulla terra: allo sciame di noi, formiche al lavoro per prenderci un pezzo della Terra e per contendercelo, altra prospettiva conviene. Quella di conoscere le grandi leggi di funzionamento del pianeta e inserirsi in esse in modo coerente e in modo che la perturbazione apportata da noi sia più piccola possibile. Dell’inserirsi in modo coerente, in queste ore, si è detto tutto: di un’architettura capace di robustezza e di elasticità sono pieni i manuali e resta solo la scena di imbroglio volgare di quelli che hanno considerato normale spendere di meno. In definitiva, ci vuole lo spettacolo di bare allineate per considerare quell’imbroglio indecente per gli esseri umani: la cultura che abbiamo intorno, infatti, non è così severa sulla slealtà verso i beni comuni e gli obblighi reciproci. Allora l’esecrazione di queste ore verso quelli del cemento friabile o dei controlli ciechi è insopportabile ipocrisia. Forse si può aggiungere che sarebbe auspicabile anche uno sforzo maggiore di ricerca scientifica per tentare, in fatto di sisma, anche un percorso di predittività, oggi impossibile. Ma questo non è all’ordine del giorno.
Ancora più difficile appare l’altra metà della regola: quella di inserirci nel funzionamento della terra, dei suoi cicli, apportando la perturbazione minima possibile. Il fenomeno del cambiamento climatico è ormai diventato evidente, anzi possiamo dire vistoso. In questi ultimi anni si sono registrate le punte record di temperatura da quando esistono dati scientifici attendibili. Ma soprattutto è aumentata la frequenza degli eventi meteorologici estremi e abbiamo visto lo scioglimento di porzioni enormi di ghiacci polari.

È la questione dell’effetto “serra”: i grafici mostrano in maniera inequivocabile la correlazione tra andamento dei consumi dei combustibili fossili (carbone, petrolio, gas naturale) e andamento della concentrazione di anidride carbonica (CO2 ) in atmosfera. E da più di un trentennio i climatologi hanno cominciato a indicare con crescente allarme l’aumento accelerato della concentrazione in atmosfera di anidride carbonica (e di altri gas) come causa possibile di modifica dell’effetto serra e perciò causa dell’innalzamento della temperatura al suolo del pianeta. L’attenzione prevalente si è concentrata allora sulle conseguenze di tale aumento: sono stati messi a punto, in particolare dall’Intergovernamental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite, modelli fisico-matematici predittivi e si è cominciato così a redigere scenari in cui il modello indicava, correlato con il progressivo aumento della concentrazione in atmosfera dei cosidetti composti climalteranti, l’incremento della temperatura e di conseguenza la previsione, scandita nel tempo dei decenni futuri, di eventi gravi, quali lo scioglimento delle calotte polari con il conseguente innalzamento dei livelli marini, l’intensificarsi delle piogge in alcune zone e l’affermarsi di siccità e desertificazione in altre.......

Poi, nel 2002, la National Academy of Sciences ha pubblicato il rapporto “Abrupt Climate Change” esplicitando, con la sua autorevolezza, quello che già minacciosamente era sotto gli occhi di tutti: e cioè che quando un sistema fisico subisce una variazione strutturale significativa – e non è tale una variazione di concentrazione di CO2 del 30% in appena 150 anni ! – ciò che è a rischio, anche da subito, è la stabilità degli equilibri e dei fenomeni periodici, quali sono i cicli climatici. ... Da parte sua l’IPCC nonostante le pressioni politiche, ha accentuato la drammatizzazione della questione, introducendo nei suoi scenari anche l’eventualità di fenomeni di destabilizzazione del sistema climatico. Da qui la necessità perentoria di ridurre in modo drastico il ricorso ai combustibili fossili.
.... Ciò che è importante sottolineare nella Giornata della Terra è quel che abbiamo capito della legge della sobrietà che deve governare il grande ambiente entro il quale vorremmo vivere in armonia.

È il passaggio dalla quantità alla qualità: è la legge che chiama in gioco l’intelligenza, la conoscenza e disegna per ognuno un’identità basata non sulla quantità da consumare e da possedere, ma sulla qualità del ben vivere per tutti.
Parole?
Certo, appaiono oggi fastidiose le belle immagini in tv di un mondo stupido che stringe al petto i suoi consumi e misura su questo il suo successo.
Ma, almeno oggi, una voglia di cambiare gliela dovremmo promettere alla terra.

Gianni Mattioli

2009/04/22 "Qualità dell’aria: al vaglio la direttiva "


Tratto da "La repubblica.it"
Qualità dell’aria: al vaglio la direttiva , 15:06
Vicino il recepimento della direttiva 2008/50/Ce sulla qualità dell’aria. Limiti più restrittivi, omogeneità di raccolta ed elaborazione dati, comunicazione trasparente con il pubblico.

( Tratto da Rinnovabili.it) – Limiti più restrittivi, accuratezza maggiore nelle rilevazioni e provvedimenti disciplinari più decisi sono, in linea di massima, quanto decreta il nuovo provvedimento in riferimento alla direttiva 2008/50/Ce sulla qualità dell’aria il cui recepimento è attualmente al vaglio della Camera dei Deputati. Fra le disposizioni del provvedimento, quindi, si riscontrano quella di elevare il livello e gli standard di qualità dell’aria tra il 201 ed il 2020, l’obbligo, da parte degli Stati membri, di procedere ad una più omogenea e accurata valutazione della qualità dell’aria basata su strumenti, metodi e criteri comuni, e inoltre la necessità di adottare provvedimenti più decisi in caso di superamento di valori massimi di criticità. A livello di Commissione invece si dovrà provvedere alla lotta contro l’inquinamento dell’aria e gli effetti nocivi monitorando le tendenze a lungo termine e i miglioramenti ottenuti con l’applicazione delle specifiche misure nazionali e comunitarie. Quale importante garanzia per la popolazione, su tutto e ad ogni livello, l’obbligo della trasparenza delle informazioni raccolte e dei dati elaborati. Obiettivo alla base del provvedimento la definizione di obiettivi di qualità dell’aria dell’ambiente che ci circonda in modo tale da evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi per la salute delle persone e per l’intero ecosistema che ci circonda, attraverzo un’azione congiunta, di cooperazione fra i diversi Stati. Qualora tale direttiva dovesse essere recepita, saranno abrogate progressivamente le direttive 96/62/Ce, 1999/30/Ce, 2000/69/Ce e 2002/2/Ce.

21 aprile 2009

2009/04/21Video del Dott. Stefano Montanari e della Dott.ssa Patrizia Gentilini:"Le generazioni future non ci perdoneranno mai"

Mercoledì 15 Aprile 2009

Con il contributo del Dott. Stefano Montanari e della Dott.ssa Patrizia Gentilini.

"Per questo suicidio ambientale
Le generazioni future non ci perdoneranno mai


Cliccate per vedere il video ed avere una maggior consapevolezza

2009/04/21 "UN APPELLO ALL'EUROPA SULL'INQUINAMENTO AMBIENTALE"

Tratto da "Greenplanet.net"
UN APPELLO ALL'EUROPA SULL'INQUINAMENTO AMBIENTALE
Mercoledì 18 Aprile 2007

Pubblicato sul Manifesto un appello dell'Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno concernente lo stato di inquinamento ambientale che minaccia l'Italia (e il mondo intero)

Inquinamento_ambientale
Noi cittadini italiani ed europei, preoccupati per l'appello lanciato dalla UE a proposito della drammatica e potenzialmente irreversibile crisi ambientale-climatica, sentiamo il dovere di richiamare l'attenzione dei Governi sull'inevitabile ricaduta degli effetti dannosi dell'inquinamento prodotto da ogni singola nazione sulle altre e sull'intero pianeta.

La ricerca scientifica ha documentato negli ultimi anni che le sostanze tossiche e inquinanti (diossine, PCB, metalli pesanti, particolato ultrafine ecc..), prodotte dall'incenerimento dei rifiuti, possono arrecare danni irreparabili non solo alla salute delle popolazioni residenti nelle vicinanze di impianti inutili, antieconomici e insalubri, ma, attraverso l'inquinamento della catena alimentare, all'intera popolazione umana e agli ecosistemi.

E' infatti noto che i suddetti "inquinanti organici persistenti" (diossine, PCB ecc..) inquinano tutte le matrici ambientali per migliaia di chilometri, accumulandosi nel corso degli anni; che il vento trasporta per diecine di chilometri il particolato ultrafine (capace di penetrare in profondità nei tessuti e nei nuclei delle cellule, e di danneggiare il DNA); che la "globalizzazione" delle merci e degli alimenti contaminati non ha confini.

Una vasta letteratura scientifica ha ampiamente documentato gli effetti mutageni e cancerogeni di molte delle succitate sostanze, e la loro capacità di alterare i meccanismi di regolazione biochimica di organi e apparati e di interferire con il funzionamento dei sistemi immunitario e neuro-endocrino... contribuendo all'incremento di malformazioni congenite, deficit dello sviluppo, pubertà precoci, disturbi dell'apprendimento e del comportamento, malattie autoimmuni e neuro-degenerative (tra cui l'Alzheimer).

Strategie scorrette e obsolete di processamento dei materiali post-utilizzo e di smaltimento degli scarti industriali e dei rifiuti urbani, unitamente al traffico internazionale di rifiuti tossici, stanno determinando in molte regioni del mondo e in particolare in Campania e nel Mezzogiorno d'Italia (come documentato da numerose inchieste della magistratura e di prestigiose riviste scientifiche internazionali) - a causa dell'inquinamento delle campagne, delle falde acquifere, dei fondali marini e di vaste aree urbane - una vera e propria catastrofe ambientale e sanitaria, le cui reali dimensioni saranno evidenti solo tra anni/decenni.

Sulla base di quanto fin qui descritto, noi cittadini italiani, nella consapevolezza che il compito della salvaguardia dell'ambiente e della tutela della salute siano di competenza dell'Unione Europea, denunciamo le dimensioni e la gravità del disastro ambientale della Campania e di altre regioni italiane, che rischia di contribuire pesantemente alla deriva ambientale e climatica del nostro continente e dell'intero pianeta.
Bruciare milioni di tonnellate di rifiuti, sversare e interrare rifiuti tossici, riempire le discariche con le ceneri di fondo provenienti dagli impianti di incenerimento ricche di diossine, furani, PCB, metalli pesanti significa infatti contribuire alla sempre più grave alterazione chimica dell'atmosfera, all'inquinamento delle falde idriche e dell'intero ciclo delle acque, alla distruzione sistematica degli ecosistemi.

Chiediamo, quindi, che le maggiori istituzioni comunitarie si attivino con urgenza per verificare i risultati delle ricerche sul particolato ultrafine, che rappresenta, fra i molti inquinanti prodotti ed emessi dagli inceneritori di rifiuti (oltre che da cementifici, acciaierie, centrali a carbone, raffinerie ecc..) quello più pervasivo e dannoso per l'uomo e per gli altri esseri viventi.
Chiediamo, in particolare, che la UE si faccia promotrice di una grande Conferenza internazionale che renda edotti i decisori politici, gli industriali, i tecnici, i medici e i cittadini comuni circa le enormi (e colpevolmente sottaciute) potenzialità biocide del particolato ultrafine: così da convincere tutti circa la necessità di rispettare le leggi comunitarie e nazionali incentrate sulla corretta filiera di trattamento dei materiali post-utilizzo, sulla disincentivazione della termodistruzione degli stessi e sulla rapida eliminazione degli impianti di incenerimento (che soltanto in Italia godono di vergognosi incentivi pubblici (CIP6) grazie ad una norma mendace e immorale che assimila i rifiuti alle fonti di energia rinnovabile).

L'Europa possiede indubbiamente le risorse culturali e scientifiche per porsi - in un momento drammatico e cruciale per le sorti della nostra civiltà - alla testa di un grande movimento di rinnovamento culturale e morale che deve partire da un ri-orientamento complessivo delle principali modalità e strategie di utilizzo delle risorse energetiche, materiali, idriche, alimentari e genetiche del pianeta... per impedire che un modello di sviluppo insostenibile, fondato su un utilizzo dissennato dei processi di combustione, trasformi l'intera biosfera in un ambiente invivibile per le generazioni a venire.

Oggi l'avv. Marotta, presidente dell'Istituto degli Studi Filosofici, ha chiesto di proporre l'appello a personalità del mondo scientifico e accademico:
in attesa che ci si organizzi per una sottoscrizione "telematica" chi volesse già aderire legga le modalità sull'articolo integrale

Il Manifesto, 18 aprile 2007

18 aprile 2009

2009/04/18 "TARQUINIA: PRESENTATO PIANO DI MONITORAGGIO AMBIENTALE DEL TERRITORIO

Tratto da Unonotizie

TARQUINIA: PRESENTATO PIANO DI MONITORAGGIO AMBIENTALE DEL TERRITORIO

LA COOPERATIVA PANTANO, IL CONSORZIO DI BONIFICA DELLA MAREMMA ETRUSCA, LA CENTRALE ORTOFRUTTICOLA, L'AL.PO, L'ORTOTUSCIA SRL ED IL COMITATO DEI CITTADINI LIBERI DI TARQUINIA hanno presentato ufficialmente ieri pomeriggio, presso il Salone della Cooperativa Pantano fra Produttori Agricoli a Tarquinia, il programma di "monitoraggio ambientale" del territorio.

Un evento importante, non solo per le popolazioni di Tarquinia, della Maremma Etrusca e di Civitavecchia, ma un'iniziativa ed un esempio di rilevanza nazionale che dimostra come i cittadini ed in questo caso il mondo economico agricolo ed un ente locale sovracomunale (il Consorzio di Bonifica) si possano organizzare ed autodifendersi con un vero piano di monitoraggio ambientale.

Si evita così che in caso di inquinamento i dati siano forniti da organismi sotto influenza dello sponsor, dove nei fatti "il controllore sia, forte del denaro, pure il controllato".

In situazioni in cui siano stati presi dai comuni i soldi dell'Enel, da più parti definiti "soldi Bavaglio" è chiaro che cittadini ed agricoltori, cominciano ad organizzarsi per difendersi anche da coloro che negli enti locali, in questi anni, non hanno operato per il bene comune e che vengono definiti "miserabili amministratori".

E così a Tarquinia il Comitato dei Cittadini Liberi, insieme alle associazioni e cooperative agricole ed al Consorzio di Bonifica ha presentato il piano di monitoraggio ambientale, totalmente autonomo dai monitoraggi che dovranno essere messi in atto, sul territorio, con i soldi di Enel spa.

Insieme svilupperanno il programma di autodifesa contro tutte le fonti d'inquinamento che degradano l'aria che si respira da queste parti.

Questa è la prova che il tessuto economico fatto di piccole e medie imprese, teme per il futuro delle proprie aziende e sente di dover agire, a difesa del proprio reddito, ma soprattutto a difesa della salute della popolazione del territorio che rappresentano.

Purtroppo le istituzioni che avevano promesso tutela per la salute e per l'economia agricola e turistica, di questo meraviglioso territorio, hanno deciso di accettare i soldi di Enel spa, per noi è stato un durissimo colpo, ma la reazione c'è stata ed ora siamo più convinti che mai che questa è la decisione più giusta che potevamo prendere.

Brindisi, Taranto, Brescia insegnano che i cittadini informati devono fare la loro parte.

Quando chi è preposto alla difesa e cura della salute, è latitante, bisogna organizzarsi e trovare strategie di difesa, per il futuro.

Questa per noi è legittima difesa.

Legittima come la richiesta di poter vivere in un ambiente sano e di poter esercitare attività lavorative come l'agricoltura e turismo, in un contesto di ambiente salubre.

Il Comitato dei Cittadini Liberi è formato da gente determinata e libera, unita contro chi vuole abusare della Maremma Etrusca, inquinandola e distruggendo la sua vocazione agricola e turistica.

Il tributo già pagato dalle popolazioni è alto.

Le istituzioni che avrebbero dovuto difendere questo territorio negli anni dell'olio combustibile, bruciato a fiumi nelle centrali termoelettriche di Civitavecchia e Montalto sono state assenti per colpa di amministratori miserabili.

Non ha mai funzionato la rete di rilevamento della qualità dell'aria, non è mai stato istituito il registro dei tumori, mai sono stati fatti screening sulla popolazione, non è mai stata fatta informazione per conoscere che cosa accadeva all'aria che respiravamo.

Il Comitato dei Cittadini Liberi porta avanti una molteplicità di iniziative per difendere la salute delle popolazioni dagli inquinatori e ha trovato un pilastro solido e altrettanto determinato nel mondo agricolo di Tarquinia.

www.comitatocittadiniliberi.blogspot.com

17 aprile 2009

2009/04/17 SANITA': MEDICI UNITI PER VIA A PROGETTO SU CLIMA E SALUTE



Tratto da l'Unità

(ANSA) - ROMA, 7 APRILE - Indirizzare i governi alla firma di un accordo su clima e salute fondato sulla cooperazione internazionale e sui principi di giustizia ed equita' nella tutela della salute dei cittadini. E' l'obiettivo del progetto 'Cambiamenti climatici e salute' che la Fnomceo (Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri) e l'Isde Italia (Associazione Medici per l'ambiente) hanno presentato oggi in occasione della Giornata Mondiale della Sanita'. ''E' scientificamente provato - affermano le associazioni - che le ricadute delle condizioni ambientali sulla salute sono allarmanti'' e proprio l'Organizzazione Mondiale della Sanita' (OMS), che promuove la giornata che si celebra oggi, ha recentemente dichiarato che per ogni grado di aumento della temperatura terrestre, ogni anno la popolazione mondiale perde, complessivamente, cinque milioni di anni di vita in buona salute, mentre la mortalita', a livello globale, aumenta del 3%. Danni molto gravi riguardano inoltre gli ecosistemi con notevole rischio sul piano bio-evolutivo. I medici sono convinti che l'efficacia dei provvedimenti per contrastare i cambiamenti climatici richieda azioni integrate su piu' livelli di governo e su piu' piani. Obiettivi condivisi saranno: ''promuovere salute, giustizia sociale e sopravvivenza delle generazioni attuali e future; Limitare i cambiamenti climatici dovuti alle emissioni di anidride carbonica; Avviare riflessioni e proposte su un modello di sviluppo sostenibile''.
Fnomceo e Isde annunciano dunque la ratifica di una Dichiarazione comune su 'Clima e Salute e, successivamente, i medici italiani potranno aderire via e-mail alla Dichiarazione comune ''per dare al Documento un connotato di autenticazione forte''. (ANSA).

2009/04/17 ''I gas inquinanti nell'atmosfera rappresentano un rischio per la salute e per il benessere di questa e delle future generazioni''

MONDO
ILSOLE24ORE.COM
Ambiente, l'americana Epa conferma: «I gas serra sono nocivi per la salute»

17 aprile 2009

L'anidride carbonica è nociva per l'uomo: a ufficializzare la notizia è l'Environmental Protection Agency (EPA), l'Agenzia americana per l'Ambiente, che ha certificato che il gas CO2 emesso dalle fabbriche, dalle case e dalle automobili, dalle «attività dell'uomo» , rappresenta negli Stati Uniti un rischio per la salute delle persone.

Niente di nuovo da punto di vista scientifico, gli ambientalisti di tutto il mondo da anni sostengono che l'inquinamento fa male alla salute e che l'effetto serra è causato dalle emissioni delle fabbriche, delle case e delle automobili. Ma la certificazione di un organismo pubblico come l'Epa, che in tema di Ambiente, negli Stati Uniti, è l'istituto tenuto a vigilare in nome e per conto di tutti gli americani, ha un altro peso.
Il rapporto reso noto oggi rileva appunto che «i gas inquinanti presenti nell'atmosfera rappresentano un rischio per la salute umana e per il benessere di questa e delle future generazioni» e che «con ogni probabilità» l'effetto serra è causato dalle attività umane.
Significa, nei fatti, produrre dal punto di vista politico un'incredibile base d'appoggio per qualsiasi misura possa ora varare la Casa Bianca a tutela della salute.

Il documento infatti non certifica solo che «l'inquinamento fa male», ma anche che «l'inquinamento è causato dall'uomo». Evidente l'invito a che si prendano dei provvedimenti, anche se l'Agenzia precisa che eventuali nuove regole non sono necessariamente da mettere in relazione al rapporto. Nei fatti, la relazione dell'EPA è la giustificazione "scientifica" che la Casa Bianca aspettava per varare una serie di riforme in tema di produzione e tutela dell'ambiente.

«La nostra scoperta - ha commentato l'amministratore dell'Epa, Lisa P. Jackson - conferma che l'inquinamento da emissioni di gas è un problema serio non solo per il presente, ma anche per il futuro». Si tratta dunque di prendere provvedimenti che inevitabilmente andranno a condizionare alla base gli attuali modelli di produzione industriale, così come quelli riguardanti il consumo energetico. Il presidente Obama non ha mai nascosto la sua sensibilità ambientalista. Anzi, la colloca tra le priorità della sua amministrazione, uno dei temi da affrontare subito e in concerto con partner e alleati, così come la crisi economica o la guerra in Afghanistan. Ma, tradotta in termini pratici, una riduzione delle emissioni significa andare inevitabilmente a modificare gli attuali modelli di consumo e di produzione. In nome, però, della salute delle persone.

16 aprile 2009

2009/04/16 "VENETO, ROVIGO: A PORTO TOLLE LA PROCURA MOSTRA TUTTE LE FALLE DELLA CONVERSIONE A CARBONE"

Tratto da" Unonotizie"

ROVIGO 16-04-2009(UNONOTIZIE.IT) Le ultime notizie parlano di una nuova perizia della Procura della Repubblica di Rovigo consegnata recentemente al Ministero dell’Ambiente.

La perizia mostra che "le rassicurazioni di Enel sulla riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle sono del tutto inconsistenti, che esistono gravi lacune sulla stima delle emissioni in atmosfera e gli impatti per l’ambiente, e che il carbone rimane la scelta più onerosa per il delicato equilibrio del Parco Naturale del Delta del Po. "

"Alla luce di questi nuovi elementi, - le associazioni firmatarie di una nota giunta alla stampa- ribadiscono che la scelta di Enel è unicamente mirata a massimizzare il proprio profitto utilizzando il combustibile più economico e più “sporco” oggi esistente sul mercato."


Per qualcuno esiste una deroga alle leggi esistenti per la tutela dell’ambiente o la legge è uguale per tutti?

"Enel continua ad ignorare valide alternative per una conversione più pulita dell’impianto.

Recentemente il Procuratore Generale di Rovigo, Dario Curtarello, e il Pubblico Ministero, Manuela Fasolato, hanno conferito incarico ad alcuni periti di valutare le risposte di Enel ai punti deboli del progetto già segnalati dai consulenti in una precedente relazione tecnica.

Il nuovo documento conferma che rispetto a tutti i parametri ambientali considerati - l’emissione di inquinanti in atmosfera, l’impatto della logistica e la produzione di rifiuti - la soluzione a carbone è inequivocabilmente peggiorativa.

Inoltre nella relazione tecnica dei consulenti si ribadisce che non viene data garanzia in ordine al rispetto di emissioni di polveri nei fumi corrispondenti a quanto prescritto dai documenti europei sulle MTD-migliori tecnologie disponibili.

Si omette inoltre di quantificare i carichi degli inquinanti in acqua e non viene previsto alcun dispositivo aggiuntivo per la rimozione dalle emissioni in atmosfera del mercurio e di altri metalli altamente nocivi.

I periti della Procura evidenziano infine che la stessa scelta di utilizzare l’olio combustibile a bassissimo tenore di zolfo, risulterebbe addirittura una scelta più razionale in quanto implicherebbe minori spese per l’adeguamento dell’impianto ed eviterebbe il transito delle oltre 3000 chiatte, riducendo le emissioni di sostanze inquinanti nelle lagune prospicienti il sito, dove è fortemente sviluppata l’attività della pesca.

Anche il vicino terminal gasiero di Porto Levante potrebbe rifornire la centrale di Porto Tolle a metano. In questo modo il maggior prezzo del combustibile sarebbe tuttavia a carico di Enel. E' quindi più conveniente scaricare sulla comunità polesana tutti gli impatti ambientali della conversione a carbone.

Nell’osservazione più grave la Procura contesta alla società elettrica di non voler fornire, come richiesto dal procedimento in corso, un quadro credibile tra le diverse alternative, a cui la centrale esistente può prestarsi; i confronti sono infatti effettuati in modo non omogeneo, viziando palesemente la stima degli impatti provocati.

Le carenze del progetto e dello studio di impatto ambientale del progetto di riconversione della centrale a carbone preoccupano particolarmente in quanto, come concludono i consulenti tecnici della Procura, “non si può trascurare il problema dell’ulteriore addizione di emissioni ad un bacino caratterizzato da elevata capacità di intrappolamento come quello padano, che costituisce notoriamente una delle aree geografiche a maggior impatto dell’intero pianeta”.

Questo scenario, tutt’altro che rassicurante, fu peraltro indicato come argomento da approfondire dalla stessa Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente la quale pertanto non può oggi omettere di tenerne conto, anche se una recente disposizione di legge, inopinatamente inserita in un provvedimento urgente riguardante tutt’altri argomenti (gli incentivi alla rottamazione delle auto e delle lavatrici), sembri agevolare l’espressione di un parere positivo alla trasformazione dell’impianto di Porto Tolle a carbone, in espressa deroga delle leggi nazionali e regionali: vera e propria legge “ad centralem”.

Comitato Cittadini Liberi di Porto Tolle

Coordinamento Comitati provincia di Rovigo, di Cavarzere e Cona

2009/04/16"Da Tarquinia:Questo è un quadro inquietante...ma che i nostri sindaci non temono."

Tratto dal Comitato NOCOKE di Tatquinia

Questo quadro rappresenta l'aria malefica di TORREVALDALIGA NORD + TORREVALDALIGA SUD
Questo è il polo Energetico di Civitavecchia dove la somma tra carbone e olio combustibile si miscela e compone nuvole semplicemente venefiche.Il vento sposta da scirocco verso Tarquinia, oppure da ponente verso Santa Marinella.
Il vento "prominente" è il libeccio, dritto verso Allumiere e Tolfa.
Il vento di tramontana trasporta i veleni sul mare.
La brezza di terra che spira di notte spinge verso il mare.
La brezza di mare che spira dal mare verso la terra, è di nuovo su Allumiere.Presto mostreremo lo studio sui venti, su ciò che trasportano e dove lasciano.
La direzione e la frequenza dei venti.Ovviamente trattasi di venti inquinanti.
Questo è un quadro inquietante...ma che i nostri sindaci non temono.
Non respirano come facciamo noi, e vengono, anche, convinti che la roulette Russa del tumore non gli toccherà....
i soldi però non riescono a pagare tutto.
Sicuro.Questo per puntualizzare che alla conferenza dei servizi presso il Ministero dell'Ambiente sulla questione dell'AIA, i sindaci non c'erano.Perchè?!
La risposta è: per pochi spiccioli......