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31 agosto 2018

Il Cambiamento :In viaggio con i rifiuti... per capire

Tratto da Il Cambiamento

In viaggio con i rifiuti... per capire              30-08-2018


Malgrado le campagne di sensibilizzazione, quelle per la 

riduzione, il riuso e il riciclo, malgrado le spiegazioni, sono 

tantissime le persone che ancora non hanno idea di cosa 

accada al "rifiuto" quando se ne liberano. Allora seguiamolo,

 mettiamoci in viaggio col "rifiuto" e cerchiamo di capire 

perché è vitale ridurli drasticamente.

In viaggio con i rifiuti... per capire
In poco più di sei minuti, "Micro" racconta con leggerezza e un tocco di comicità l’incredibile viaggio che compiono tre rifiuti, piccoli ma emblematici: un cotton fioc, un mozzicone di sigaretta e una cartina di uno snack, dal punto in cui vengono abbandonati o rilasciati fino ad arrivare al mare.

"Micro" è un video, breve ma efficace, realizzato dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente del Friuli Venezia Giulia al fine di sensibilizzare la popolazione, ma soprattutto i giovani, sull’importante tema sull’accumulo di plastiche e rifiuti di ogni genere nei nostri mari. Allora, mostriamolo nelle classi, nelle case ai nostri figli, ai nostri amici..
Il video si chiude con un’amara constatazione: “Ogni minuto finisce in mare un camion di spazzatura”. Un dato allarmante causato sicuramente dalle attività portuali e di navigazione, dalla pesca e dal turismo, ma anche dai piccoli rifiuti che partendo da molto lontano, da casa nostra o dal centro città, dopo un lungo percorso raggiungono il mare e le nostre spiagge.
Dunque, se vogliamo un mare e una spiaggia pulita dobbiamo sapere che “ogni rifiuto, anche il più piccolo,può fare la differenza” e deve essere nostra cura smaltirlo nel modo corretto.
Il video è stato realizzato dall’Osservatorio regionale rifiuti e dal Laboratorio regionale di educazione ambientale dell'Arpa friulana, per la regia di Diego Cenetiempo della mediateca La Cappella Underground di Trieste.....Guarda il video qui 

30 agosto 2018

L'Inquinamento da metalli pesanti danneggia il cuore

Tratto da Alto Adige

Inquinamento da metalli pesanti danneggia il cuore

(ANSA) - ROMA, 30 AGO - Così come fanno il fumo e l'obesità, anche l'esposizione a metalli pesanti legati all'inquinamento ambientale, come piombo e arsenico, aumentano il rischio di malattie cardiovascolari. La conferma del legame arriva da una revisione della letteratura scientifica che ha preso in esame studi precedenti condotti su un totale di 350 mila persone.    L'esposizione a metalli tossici ambientali, causata dai processi industriali, è diventata un importante problema di salute globale. Alcuni di questi come arsenico e cadmio, sono noti cancerogeni, ma ci sono sempre più evidenze che possano essere un fattore di rischio indipendente per le malattie cardiovascolari. Per indagare in merito, un gruppo di ricerca internazionale presso l'Università di Cambridge, ha esaminato i risultati di 37 studi epidemiologici precedenti. L'esposizione all'arsenico (e in misura minore del rame) è risultata significativamente associata a un rischio maggiore del 23% di cardiopatia coronarica e del 30% di malattia cardiovascolare.    Mentre piombo e cadmio erano associati ad un aumentato rischio di ictus, rispettivamente 63% e 72%. Nessuna particolare evidenza è stata dimostrata per il mercurio. I risultati, pubblicati sul British Medical Journal (BMJ), "rafforzano l'importanza, spesso non riconosciuta, dei metalli tossici ambientali nell'aumentare il rischio cardiovascolare, al di là dei fattori di rischio comportamentali, come il fumo, la cattiva alimentazione e l'inattività", commentano gli autori.(ANSA).   

28 agosto 2018

Cos’è un Biodigestore e quali sono i danni per la salute

Tratto da Notizie.it

Cos’è il Biodigestore e quali sono i danni per la salute

I biodigestore sono stazioni di riciclaggio per lo smaltimento dei rifiuti organici, che trasformano in energia. Si tratta di una nuova tecnologia e in Italia già sono presenti soprattutto al Nord. Ma l’Osservatorio ambientale mette in guardia dai rischi per la salute.

Cos'è il Biodigestore e quali sono i danni per la salute
Come funziona? L’impianto trasforma i rifiuti organici e li miscela con dei batteri. Si ottiene quindi una miscela detta biogas. Questi impianti sono stati presentati come fonti rinnovabili, in quanto ridurrebbero le emissioni di gas serra.
Quello che si ottiene da questa elaborazione è gas metano, che unito all’anidrite carbonica produce energia elettrica termica. Attualmente in Italia sono presenti circa 43 impianti Biodigestore. La maggioranza degli impianti è presente nelle regioni del Nord Italia.
Da alcune statistiche risulta che i rifiuti organici crescono, per cui si sono cercate alternative allo smaltimento. Le centrali biodigestore, producono una fermentazione, che produce gas, immesso successivamente in vasche dove avviene la combustione.
Quello che viene ottenuto in queste centrali, può essere utilizzato per produrre energia oppure in agricoltura, come concime per i terreni.
Secondo l’Osservatorio Ambientale, il biodigestore non sarebbe innocuo. L’accostamento bio a questi impianti è un tentativo di attribuire il sistema alla green economy.
Poichè le imprese che realizzano tali opere, godono di generosi incentivi statali, molte sono le critiche mosse da più parti contro questo sistema di riciclaggio.
Pare che il processo preveda la produzione di batteri sporigeni anaerobi. Il concime ottenuto sparso sui campi potrebbe avere ripercussioni serie sugli animali.
Inoltre il biogas ottenuto inquina, in quanto gas. La combustione può dare origine a spore. Nel 2011 la Germania fu interessata da una epidemia da escherichia coli. Alcuni ricercatori tedeschi attribuirono l’epidemia alla presenza di centrali biogas.
Il problema legato ai rifiuti e al loro smaltimento si potrebbe risolvere. Le possibili soluzioni sono diverse, se solo ci fosse una volontà. Basterebbe avere una buona organizzazione di raccolta e smaltimento. Si potrebbe ricorrere al riutilizzo e al riciclo dei materiali tossici. In questo modo ci sarebbe una notevole riduzione nella produzione di rifiuti.

L'inquinamento provoca "un'enorme" riduzione dell'intelligenza - L’ inquinamento danneggia il cervello e porta alla demenza.

Tratto da Tg 24 Sky

L'inquinamento provoca "un'enorme" riduzione dell'intelligenza

L'inquinamento atmosferico causa una forte riduzione dell'intelligenza: lo afferma una ricerca cinese, pubblicata su Pnas e ripresa dal Guardian. Secondo i dati raccolti i danni provocati dalla tossicità atmosferica sulla società sono molto più profondi di quelli osservabili sul corpo. La ricerca è stata condotta in Cina, ma i risultati interessano tutto il mondo dato che il 90% della popolazione globale respira aria non sicura.

I risultati dello studio

Secondo la ricerca alti livelli di inquinamento atmosferico producono un declino cognitivo, osservabile nei test linguistici e aritmetici, con un impatto medio equivalente alla perdita di un anno di scuola. "L'aria inquinata può ridurre di un anno il livello di istruzione di chiunque", ha detto Xi Chen della Yale Schoool of Public Healt. "Gli effetti sono peggiori sulle persone più anziane, - continua l'esperto - soprattutto chi supera i 64 anni, per gli uomini e per coloro che hanno un basso grado di istruzione. Per questi soggetti, la perdita è paragonabile a qualche anno scolastico". Studi precedenti avevano documentato il declino delle performance cognitive negli studenti: questa è la prima volta invece che il fenomeno viene osservato negli adulti, con differenze tra uomini e donne.

Il metodo

I ricercatori hanno preso in considerazione i risultati di test linguistici e matematici sottoposti a 20.000 partecipanti del China Family Panel Studies in tutto il Paese tra il 2010 e il 2014. I dati sono stati comparati con i livelli di anidride solforosa e biossido di azoto nell'atmosfera. Da quest'analisi è stato possibile riscontrare che la gente che vive più a lungo all'aria aperta, esposta ad alti livelli di inquinamento, riporta maggiori danni cognitivi rispetto agli altri. Questi sono più marcati nel settore linguistico rispetto a quello matematico, che è comunque ugualmente colpito. A livello di genere, invece, gli uomini sono quelli che patiscono maggiormente gli effetti dell'inquinamento.

Le conseguenze

Dato che nell'età adulta si è chiamati a prendere serie decisioni per il proprio futuro, i risultati dello studio dovrebbero allarmare anche le istituzioni. I dati hanno inoltre preso in considerazione la capacità di mantenere la pazienza e riflettere sulle situazioni, altre due capacità che subiscono un declino quando l'aria si fa meno pulita. "Non ci sono scorciatoie per risolvere questo problema - sostiene Chen - il Governo deve davvero prendere delle misure concrete per ridurre l'inquinamento atmosferico. Lo scopo è tutelare il capitale umano, che è una delle più importanti forze che guidano la crescita economica".                                                                           Continua qui
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Tratto da Ultima edizione

L’ inquinamento danneggia il cervello e porta alla demenza


L’ inquinamento provoca una “enorme” riduzione dell’intelligenza negli uomini e le donne. Uno recentissimo studio  indicando che il danno provocato dell’aria intossicata è molto più grave di guanto già indicato per l’impatto sulla salute.
E’ The Guardian di Londra a dare la notizia con la pubblicazione dei risultati di studi condotti in Cina ma che riguardano tutto il mondo dove si ritiene che il 95% della popolazione respiri aria nociva.
Secondo gli studi resi noti sul giornale scientifico Proceedings of the National Academy of Sciences alti livelli di inquinamento portano a cali significativi nei punteggi dei test nei livelli di controllo della lingua e della matematica, con un impatto medio equivalente a quello della perdita di un anno di istruzione da parte di ogni essere umano.
Sottolineate,  in particolare, le conseguenze per gli anziani, specialmente per quelli con più di 64 anni di età, e per quelli con un più  basso livello di istruzione.
L’inquinamento atmosferico causa circa sette milioni di morti premature all’anno e lo studio collega l’aria tossica ad una “mortalità estremamente elevata” in persone con disturbi mentali. Così come è collegata a disturbi mentali presenti tra i bambini e coloro che vivendo lungo o vicino a strade trafficate che presentano  un aumentato rischio di demenza.

27 agosto 2018

L'inquinamento da CO2 minaccia anche il cibo

Tratto da La Repubblica
L'inquinamento da anidride carbonica minaccia anche il cibo


L'inquinamento da anidride carbonica minaccia anche il cibo
L'aumento dei livelli di CO2 in atmosfera, in futuro, potrà ridurre i nutrienti presenti nei raccolti e impoverire la nostra dieta: entro il 2050, 122 milioni di persone in più soffriranno la carenza di proteine
 di SANDRO IANNACCONE
NON SOLO effetto serra, aumento delle temperature, desertificazione e innalzamento del livello dei mari. L’inquinamento da anidride carbonica, se dovesse continuare a crescere – come purtroppo dicono le previsioni – renderà più poveri i raccolti agricoli, in termini di nutrienti in essi contenuti. Il che avrà certamente un impatto negativo sulla salute umana. A lanciare l’allarme, sulle pagine della rivista Nature Climate Change, sono Matthew Smith e Samuel Myers, scienziati in forza, rispettivamente, al Department of Environmental Health della Harvard Chan School of Public Health di Boston e allo Harvard University Center for the Environment di Cambridge: stando alle loro previsioni, l’aumento di concentrazione di CO2 in atmosfera farà sì che, entro il 2050, 175 milioni di persone in più rispetto a oggi soffriranno di carenza di zinco, e 122 milioni di carenza di proteine.

• UNO SCENARIO INFAUSTO
A guardare le ultime stime del Noaa, l’ente americano preposto, tra le altre cose, al monitoraggio del clima e dell’inquinamento atmosferico, c’è poco da star sereni. Il livello medio di anidride carbonica in atmosfera nel 2017 era di 405 parti per milione, il più alto (a quanto ne sappiamo) degli ultimi 800mila anni. L’unico momento in cui i livelli di anidride carbonica in atmosfera sono stati più alti di quelli attuali è stato oltre tre milioni di anni fa, quando la temperatura era più alta di 2-3 gradi centigradi rispetto a quella dell’era pre-industriale e gli oceani erano circa 20 metri più alti rispetto a quanto lo siano oggi. Le previsioni non lasciano ben sperare: se le emissioni di natura antropica (ovvero quelle dovute all’attività umana sulla Terra) non si ridurranno drasticamente, i livelli di anidride carbonica potrebbero toccare quota 800 parti per milione entro il 2100. Con il conseguente (e catastrofico) aumento di 4 gradi centigradi delle temperature medie del nostro pianeta.
Continua su La Repubblica

Ansa L'inquinamento fa male ai reni, può causare malattia cronica

Tratto da Ansa 

L'inquinamento fa male ai reni, può causare malattia cronica

Studio Usa individua una relazione con le Pm 2,5



(ANSA) - ROMA, 27 AGO - Lo smog oltre che ai polmoni fa male anche ai reni. E' la conclusione a cui sono arrivati i ricercatori dell'Università del Michigan in uno studio pubblicato su Plos One. Secondo l'analisi, infatti, può provocare la malattia renale cronica (la Mrc), patologia che si scatena quando i reni di una persona si danneggiano o non possono filtrare correttamente il sangue. L'inquinamento atmosferico contiene particelle molto piccole, le Pm 2,5, che riescono a rimanere nell'aria molto più a lungo delle altre e che vengono inalate regolarmente senza saperlo.
    Inoltre, spiegano gli studiosi, contiene anche metalli pesanti come piombo, mercurio e cadmio, noti per influenzare negativamente i reni. Dall'analisi dei dati è emersa una relazione tra i tassi di malattia renale cronica e la concentrazione delle Pm 2,5. Nelle aree con miniere di carbone nella regione degli Appalachia, nell'Est degli Usa, è stato rilevato un rischio superiore del 19% tra gli uomini e del 13% tra le donne di avere una malattia renale cronica. Per Jennifer Bragg-Gresham, autrice principale dello studio, proprio "come il fumo", l'inquinamento atmosferico "contiene sostanze dannose che possono colpire direttamente i reni". (ANSA).

   

Pollution .La principale causa di morte nei paesi in via di sviluppo potrebbe sorprendere

Tratto da Global voice
La principale causa di morte nei paesi in via di sviluppo potrebbe sorprendere

Questo post di Richard Fuller  è stato pubblicato originariamente su Ensia.com, una rivista dedicata alle soluzioni ambientali internazionali in atto.....

........ L'esposizione al suolo, all'acqua e all'aria (sia dentro che fuori casa) inquinati, nel 2012 ha ucciso 8,4 milioni di persone in questi paesi.

Per dare un sguardo in prospettiva, le statistiche dell’ OMS – l'Organizzazione Mondiale della Sanità, riportano che nel 2012 sono morte 56 milioni di persone tenendo conto di qualsiasi persona venuta a mancare sul pianeta, a causa di incidenti stradali, suicidi, vecchiaia, cancro, malasanità, fulmini, incidenti con il paracadute, guerre o qualsiasi altra ragione. Pertanto, l'inquinamento ha ucciso quasi una persona su sette tra queste.

L'inquinamento dell'aria esterna ha causato 3,7 milioni di morti. Altre 4,2 milioni di persone sono morte a causa dell'inalazione di un particolato proveniente dalle stufe domestiche. Circa un milione è morto a causa delle sostanze chimiche riversate nel suolo e nell'acqua. Infine, 840.000 persone sono morte in seguito a scarse condizioni igienico-sanitarie. Tutti questi dati provengono direttamente dal sito web e dai database dell'OMS, ad eccezione delle statistiche relative al suolo, numeri molto più recenti (probabilmente sottostimati) provenienti da Global Alliance for Health and Pollution.....

Lento e indiretto


È importante inoltre tenere in considerazione che di rado l'inquinamento uccide in modo rapido e diretto. Provoca invece malattie cardiache, infezioni toraciche, tumori, malattie respiratorie e diarrea. L'inquinamento agisce da catalizzatore, aumentando smisuratamente il tasso di queste malattie. Alla luce di ciò, l'OMS considera l'inquinamento come un fattore di rischio, una minaccia nei confronti della salute umana alla stregua di obesità, fumo, malnutrizione e scarso esercizio fisico. Ma l'inquinamento è il re dei tutti i fattori di rischio. A livello mondiale il numero delle vittime dell'inquinamento eclissa tutti gli altri, causati da qualsiasi altro fattore di rischio in qualsiasi altro contesto...

Come possiamo risolvere il problema?

La nostra economia è globale, così come lo sono le sostanze inquinanti che genera. L'aria contaminata dalla Cina, adesso può essere misurata in altri paesi. Tracce di mercurio proveniente dalle miniere d'oro e dalle centrali a carbone sono state ritrovate nei pesci e tracce di arsenico nel riso.

Molte industrie altamente inquinanti si sono spostate dai paesi sviluppati ai paesi poveri, in cui sono in vigore meno regolamenti in materia di ambiente e di tecnologia per la gestione ed il recupero dei prodotti chimici. Le tecnologie pulite, una crescita verde, sono possibili per le economie emergenti e possono prevenire decenni di future contaminazioni che danneggeranno tutti noi. I paesi occidentali hanno avuto successo nel risanamento dell'inquinamento, e possono pertanto esportare la tecnologia e i finanziamenti nei paesi a medio e basso reddito.

Di importanza fondamentale è assicurarsi che l'inquinamento venga incluso negli Obietivi di sviluppo sostenibile dell'ONU, che analizzano il raggiungimento dello sviluppo in futuro in modo sostenibile, dopo la scadenza dei vigenti Obiettivi di sviluppo di quest'anno [2015].

Dare priorità alla prevenzione e al risanamento dell'inquinamento, non solo salverà vite, ma ridurrà i cambiamenti climatici e le minacce alla biodiversità.
Se si guarda la graduatoria delle priorità nei programmi delle principali organizzazioni internazionali, il basso livello ricoperto dall'inquinamento è sorprendente, considerato il suo impatto. Probabilmente ciò deriva dalla conseguenza di una mancanza di consapevolezza, oltre al non sapere da dove iniziare per affrontare questo complesso insieme di problemi.


Riveste un'importanza decisiva garantire la presenza dell'inquinamento tra gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, i quali prendono in esame il conseguimento di uno sviluppo sostenibile e toccano temi come il porre fine alla povertà, la promozione di un'agricoltura sostenibile, la garanzia di un'istruzione equa ed altri. La bozza attuale non prevede un obiettivo per l'inquinamento a sé stante, tuttavia quest'ultimo è stato incluso nell'obiettivo della salute. Il testo – sotto obiettivo numero 3.9 – attualmente chiede di ridurre la morte e l'invalidità derivate da qualsiasi tipo di inquinamento. Questo linguaggio è necessario che rimanga anche nel testo finale, in quanto gli Obiettivi di sviluppo sostenibili limiteranno gli sforzi nazionali e internazionali negli anni seguenti.

La Global Alliance on Health and Pollution sta attivando risorse per aiutare i paesi a medio e basso reddito a risolvere i principali problemi di inquinamento. Oltre all'educazione su tutte le forme di inquinamento, la GAHP aiuta i paesi a:
identificare e stimare le minacce degli agenti tossici, specialmente per i siti contaminati,
creare un processo di pianificazione per dare maggior priorità alla risoluzione dei problemi più rischiosi per la salute umana,
rendere effettive le soluzioni per salvare vite.

La tecnologia e la competenza per contrastare questa minaccia sanitaria ed economica, esistono nei paesi sviluppati. Le soluzioni possono essere attuate nei paesi a medio e basso reddito per una frazione dei costi investiti in Occidente per fronteggiare le sostanze tossiche, come conseguenza dell'industrializzazione.

Ciò significa che l'inquinamento non è un problema inevitabile. Ma è un problema risolvibile nel corso della nostra vita.

21 agosto 2018

Usa, Trump cancella i limiti messi da Obama alle emissioni carbone

Tratto  da Rainews


Usa, Trump cancella i limiti messi da Obama alle emissioni carbone 
L'amministrazione del presidente Usa Donald Trump ha annunciato il suo piano sulla regolamentazione delle centrali a carbone e sulla regolazione delle emissioni di anidride carbonica, annullando la normativa varata da Barack Obama nel 2015. Secondo le nuove norme, che saranno completate dall'agenzia per la tutela ambientale (Epa) entro l'anno prossimo, ogni singolo Stato potrà determinare le proprie regole e decidere autonomamente le eventuali limitazioni delle emissioni, e le rispettive modalità. 
Andrew Wheeler, l'amministratore ad interim della Environmental Protection Agency (Epa), ha approvato una misura volta a cancellare il 'Clean Power Plan' voluto da Obama per ridurre le emissioni di gas serra sotto i livelli del 2015 entro il 2030. "L'intero piano di Obama era volto ad eliminare il carbone", ha spiegato Wheeler in un intervista al Wall Street Journal. Il Clean Power Plan puntava a ridurre i gas serra nelle centrali energetiche Usa tagliando drasticamente l'uso del carbone. Trump aveva promesso in campagna elettorale di rivitalizzare l'industria del carbone, accusando la precedente amministrazione di avergli dichiarato guerra per favorire le fonti di energia rinnovabili. Difficilmente la misura potrà entra in vigore senza una raffica di cause legali da parte degli ambientalisti. Anche l'attuazione delle regole dell'era di Ostate sospese dalla Corte Suprema nel 2016 in seguito al ricorso avviato da alcuni stati produttori di carbone. Stati Usa pronti a fare causa Una coalizione di Stati capitanata da quello di New York hanno promesso una causa legale. Il loro obiettivo è difendere il Clean Power Plan voluto da Obama. Il procuratore generale di New York, Barbara D. Underwood, ha spiegato in una nota che "mentre viviamo un altro anno record di caldo estremo e tempeste violente, l'amministrazione Trump punta ad abolire limiti cruciali sulle emissioni dagli impianti a carbone", una delle principali fonti inquinanti. Secondo lei, "il cambiamento climatico è reale a prescindere da quanto questa amministrazione cerchi di negarlo. Serve un'azione forte e immediata per ridurre drasticamente l'inquinamento e promuovere energia sostenibile, pulita e a buon mercato, non passi indietro che alimentano impianti costosi e inquinanti". Il procuratore dell'Empire State ha promesso che se la proposta cosiddetta "Affordable Clean Energy" verrà adottata smantellando l'impianto regolatorio di Obama, verrà lanciata un'azione legale. Ad essa aderiranno, oltre a New York, gli Stati di California, Connecticut, Delaware, Hawaii, Illinois, Iowa, Maine, Maryland, Massachusetts, Minnesota, New Mexico......

Leggi  tutto su Rainews

15 agosto 2018

Osservatoriodiritti: Inquinamento ambientale: ecco cosa succede alla nostra salute

Inquinamento ambientale: ecco cosa succede alla nostra salute

Maggiori probabilità di ammalarsi di tumore. Patologie di ogni tipo in aumento. E i più colpiti sono soprattutto i bambini. Ecco che cosa provocano i vari tipi di inquinamento sulla salute in Italia

I bambini e i ragazzi che vivono in un ambiente inquinato, magari vicino a una discarica, a un inceneritore, a un polo industriale o petrolchimico che rilasciano sostanze tossiche, hanno il 9% in più di probabilità di ammalarsi di tumore rispetto ai coetanei. Lo dimostrano i dati raccolti dall’Istituto superiore di sanità e pubblicati a giugno nell’ultimo aggiornamento dello studio Sentieri. Un documento che monitora gli effetti che l’inquinamento ha avuto sulla popolazione italiana fino al 2013.
In tutto, da quanto emerge dall’indagine, sono circa 6 milioni gli italiani che vivono vicino a zone altamente inquinate, molte delle quali sono Siti di interesse nazionale. Ma gli effetti delle sostanze nocive si fanno sentire su una fascia ben più ampia di popolazione. E a farne le spese sono soprattutto i giovani e i giovanissimi, come dimostra l’aumento dei casi di tumori nella fascia 0-24 anni. E i numeri non lasciano spazio ai dubbi.

inquinamentoInquinamento: tumori in crescita tra bambini e giovani

Rispetto alle medie regionali, gli under 24 che abitano in zone contaminate contraggono molto più frequentemente leucemie (+66%) e linfomi (50%). Aumentano del 36% anche i tumori al testicolo e del 62% i sarcomi. Questi ultimi sono considerati patologie “sentinella” dell’esposizione alle diossine, rilevate anche tra gli adulti che risiedono nelle stesse aree. Segnale che l’inquinamento ha effetti importanti sulla salute di tutta la popolazione e che diventano devastanti sui giovani e giovanissimi. Ma c’è di più. Le sostanze tossiche iniziano a colpire durante la gravidanza.

L’inquinamento ambientale colpisce i bambini: i casi di Emilia Romagna e Umbria

Una ricerca del 2017 dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) di Lione effettuata in 62 Paesi, comparsa su Lancet Oncology, dimostra come la media mondiale dei tumori tra pazienti fino a 14 anni, tra gli anni ‘80 e il 2010, sia passata da 124 a 140 casi su un milione.
L’Italia ha partecipato con i dati raccolti da 15 registri dei tumori regionali. Significativa è la situazione in Emilia Romagna: 200 casi sono stati registrati a Modena, Parma, Forlì, dove, come racconta Patrizia Gentilini, medico che per 30 anni ha lavorato nel reparto di oncologia della città e che fa parte del comitato scientifico dell’associazione dei Medici per l’Ambiente e di Medicina Democratica, in 15 anni il registro dei tumori segnala un importante incremento di pazienti giovanissimi. A inizio 2000 i ragazzini in cura erano 18, mentre nel 2016 i nuovi ammalati erano 46. Numeri analoghi sono stati registrati anche in Umbria.

Inquinamento e bambini: aumentano tutte le patologie

minori che vivono nelle aree più inquinate del Paese finiscono spesso in ospedaleanche per altre patologie. Il primo ricercatore dell’Iss, dottor Ivano Iavarone, sottolinea come ci siano ricoveri «in eccesso del 6-8% di bimbi e ragazzi per qualsiasi tipo di malattia rispetto ai loro coetanei residenti in zone non contaminate».
Situazione che non risparmia nemmeno i piccolissimi. Infatti «per quanto riguarda il primo anno di vita – sottolinea l’esperto – c’è un eccesso di ricoveri del 3% per patologie di origine perinatale rispetto al resto dei coetanei e un eccesso compreso tra l’8 e il 16% per le malattie respiratorie acute e asma».

Inquinamento: difficile certificare cause comuni di tumori

Dati allarmanti, certo, ma non sufficienti a certificare l’impatto dell’inquinamento ambientale su bambini e ragazzi. Al momento, infatti, non è possibile certificare una causa comune per tutti i tumori riscontrati, non esistono studi epidemiologici sistematici e spesso non vengono eseguiti monitoraggi puntuali da pare delle Ats regionali e i registri tumori non vengono aggiornati puntualmente.
«Le generazioni a venire non ci perdoneranno i danni che noi stiamo facendo loro».
Era questo il motto dell’oncologo Lorenzo Tomatis, scomparso nel 2017, pioniere della ricerca sugli effetti della diossina sul corpo umano. Proprio a lui si devono i primi studi pubblicati una quarantina di anni fa sui rischi per i bambini di contrarre, durante la gestazione, malattie intrauterine legate a sostanze cancerogene. Responsabili, per Tomatis, sono i metalli pesanti con i quali le mamme entrano in contatto e che durante la gravidanza sono presenti anche all’interno dell’utero e della placenta.
Le conferme arrivano anche da uno studio americano del 2004, pubblicato dal sito PubMed e condotto su 268 donne incinte: nelle loro urine o nel sangue c’erano ben 168 diverse sostanze chimiche, che vanno dal mercurio al cadmio.

Inquinamento: ricerca indaga gli effetti sui neonati

A marzo l’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Ircss) Burlo Garofolo di Trieste ha iniziato uno studio sui primi 1.000 giorni dei neonato, dal concepimento al compimento del secondo anno di vita, per vedere quanto incida l’esposizione a inquinanti ambientali come pesticidi e metalli pesanti.
inquinamento
«Obiettivo primario dello studio è stilare una mappa, per ora in cinque regioni italiane pilota, del carico di esposizione ambientale delle donne in gravidanza e dei neonatifino a 24 mesi», spiega Luca Ronfani, pediatra epidemiologo del Burlo e responsabile scientifico del progetto.
«I dati che produrremo serviranno ai decisori politico-sanitari per pianificare interventi di prevenzione in sanità pubblica». I prossimi due anni saranno necessari per raccogliere informazioni e dati fondamentali per predisporre un metodo di lavoro sia per i pediatri sia per tutto il personale medico degli ospedali oncologici.

Inquinamento atmosferico, dell’acqua, dell’aria, del suolo: i danni dei metalli pesanti sulla salute

Anche i dati raccolti dalla Federazione internazionale dei ginecologi e ostetrici dimostrano come la presenza di metalli pesanti presenti nella placenta, dovuti all’inquinamento ambientale, porti ad alti tassi di morte fetaleparti prematuri e basso peso dei neonati alla nascita.
«Spesso i bambini presentano anche danni cognitivi, per curare i quali ogni anno in tutta Europa vengono spesi 194 miliardi di euro», sottolinea la dottoressa Gentilini, in base alle stime degli oncologi europei.
Tutti rischi a cui i bambini, da Aosta a Trapani, sono stati esposti per anni e continuano a essere esposti. Magari senza saperlo. Negli ultimi mesi, infatti, ci sono stati diversi incendi in discariche autorizzate e non, da Nord a Sud. Gli ultimi, in ordine di tempo, sono divampati a Macerata e a Muggiano, in provincia di Milano. In entrambi i casi, i sindaci hanno invitato la popolazione a non aprire per alcune ore le finestre, non spostarsi se non per motivi di emergenza e a non comprare cibo fresco proveniente dalla zona subito dopo i roghi.

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13 agosto 2018

Marco Grondacci -Normativa sulle industrie insalubri: i compiti di Sindaci e ASL

Tratto da Note di Marco Grondacci 

Normativa sulle industrie insalubri: i compiti di Sindaci e ASL
















Seguendo da anni numerose vertenze ambientali in giro per l’Italia mi è spesso capitato di incontrare problematiche legate alle c.d. industrie insalubri di prima classe e di registrare come Sindaci e ASL non applichino correttamente la normativa che disciplina queste attività e come su  questa normativa ci sia un confusione che spesso e volentieri è voluta.
Vediamo quindi di chiarire quali sono le industrie insalubri, come vengono classificate, cosa devono fare i gestori di tali industrie, gli amministratori pubblici e gli enti di controllo tecnico secondo normativa e giurisprudenza…

LA NORMATIVA E LE MODALITÀ DI CLASSIFICAZIONE DELLE INDUSTRIE COME INSALUBRI
La classificazione di una industria insalubre di prima classe è soltanto un atto di ratifica ex lege in rapporto all’elenco del Decreto Ministeriale 5 settembre 1994 (per l'elenco vedi QUI). In altri termini se l’impresa in questione svolge una attività o detiene/tratta materiali e sostanze rientranti nell’allegato I a detto Decreto è automaticamente classificata insalubre. Quindi le autorità competenti (Asl sotto il profilo della istruttoria tecnica e il Sindaco titolare della funziona di massima Autorità Sanitaria sul Territorio) devono limitarsi a prendere atto di tale attività e applicare le seguenti chiarissime norme del testo unico sanitario (RD 27 luglio 1934 n° 165):
Art. 216
Le manifatture o fabbriche che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in altro modo pericolose alla salute de gli abitanti sono indicate in un elenco diviso in due classi.
La prima classe comprende quelle che debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni; la seconda, quelle che esigono speciali cautele per la incolumità del vicinato.
Questo elenco, compilato dal Consiglio superiore di sanità, è approvato dal Ministro per l'interno, sentito il Ministro per le corporazioni (ora vedi Ministro Sanità e più recentemente della Salute n.d.r.), e serve di norma per l’esecuzione delle presenti disposizioni.
Le stesse norme stabilite per la formazione dell’elenco sono seguite per iscrivervi ogni altra fabbrica o manifattura che posteriormente sia riconosciuta insalubre.
Una industria o manifattura la quale sia inserita nella prima classe, può essere permessa nell’abitato, quante volte l’industriale che l’esercita provi che, per l’introduzione di nuovi metodi o speciali cautele, il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato.
Chiunque intende attivare una fabbrica o manifattura, compresa nel sopra indicato elenco, deve quindici giorni prima darne avviso per iscritto al podestà, il quale, quando lo ritenga necessario nell’interesse della salute pubblica, può vietarne la attivazione o subordinarla a determinate cautele.”
Art. 217
Quando vapori, gas o altre esalazioni, scoli di acque, rifiuti solidi o liquidi provenienti da manifatture o fabbriche, possono riuscire di pericolo o di danno per la salute pubblica, il podestà prescrive le norme da applicare per prevenire o impedire il danno o il pericolo e si assicura della loro esecuzione ed efficienza.
Nel caso di inadempimento il podestà (ora il Sindaco n.d.r.) può provvedere di ufficio nei modi e termini stabiliti nel testo unico della legge comunale e provinciale.”



COSA SUCCEDE QUANTO UNA ATTIVITÀ E/O IMPRESA È CLASSIFICATA INSALUBRE
Quando invece occorre applicare quanto previsto dal comma 5 articolo 216 sopra riportato (verificare che l’azienda non rechi nocumento al pubblico) occorre che tale verifica sia fatta in concreto  per dimostrare la pericolosità effettiva o meno dell’azienda.
Non solo ma l’ industria che abbia adottato certi accorgimenti tecnici – o speciali cautele – che l’abbiano resa meno inquinante, o meno pericolosa, o meno nociva per l’ambiente esterno ed il vicinato, non perde affatto le «caratteristiche» di industria insalubre.

Quindi occorrerebbe predisporre regolamenti e protocolli che monitorizzino in continuo questi impianti secondo l'evoluzione: 
- del contesto del sito in cui operano, 
- la normativa ambientale che ne disciplina le emissioni e i rischi 
- le tecnologie che li caratterizzano, 
- le modifiche nella gestione del ciclo di attività. 
Continua l  su  Note di Marco Grondacci