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30 novembre 2013

La Repubblica :Tirreno Power, le ceneri seppellite in Piemonte

Tratto da "la Repubblica "




Tirreno Power, le ceneri seppellite in Piemonte

La Dda indaga sullo smaltimento illecito. Indagati i titolari di ditte di trasporto e smaltimento con due dirigenti della centrale
I Tir, carichi di tonnellate di ceneri provenienti dalla Centrale Termoelettrica di Vado Ligure, avrebbero scaricato e smaltito i rifiuti speciali dentro enormi crateri, scavati a cinque, dieci metri di profondità, poi coperti da terra, in aperta campagna, nel Basso Piemonte. È l'ipotesi investigativa sulla quale lavora la Direzione Distrettuale Antimafia di Genova, che sospetta il reato di "smaltimento illecito di rifiuti" ed ha indagato una decina di persone: due alti dirigenti della Centrale Tirreno Power, altrettanti titolari delle ditte specializzate nello smaltimento, più una mezza dozzina di autotrasportatori che facevano la spola tra Savona, il Cuneense e l'Astigiano.

Il fascicolo, affidato al pm Giovanni Arena della Dda, è stato aperto prima dell'estate, su indagini condotte dai carabinieri del Noe che di nascosto hanno seguito i tir. Anche se fonti investigative molto accreditate raccontano che già un anno fa la Guardia di Finanza di Savona si era presentata ai laboratori dell'Arpal con alcuni campioni di sostanze prelevate in Piemonte, chiedendo di analizzarle e verificare se fossero compatibili con le ceneri prodotte dalla Tirreno Power.

Il fascicolo della Dda sulla centrale termoelettrica si affianca ad una doppia inchiesta per disastro ambientale e omicidio colposo, aperta dalla Procura della Repubblica di Savona, nata dagli esposti dei comitati di residenti che denunciano un elevato indice di tumori e di mortalità nelle zone circostanti. Anche se i controlli di Arpal riferiscono che le emissioni di fumi sono nella norma.
Cosa c'è, però, dietro la vicenda sullo smaltimento degli scarti della centrale, sotto certi aspetti misteriosa, di cui si occupa l'Antimafia? Secondo quanto trapela dalla Procura della Repubblica di Genova, enormi quantitativi di ceneri "bianche" e "nere" sarebbero state "distrutte" illegalmente. Le "nere" provengono dalla combustione diretta del carbone. Le "bianche" sono il risultato dell'abbattimento dell'anidride solforosa e solforica mediante calce: si ottiene solfato di calcio (gesso comune).

Entrambe le sostanze sono considerate rifiuti speciali, non pericolosi, tantomeno tossiconocivi. Necessitano però di smaltimento autorizzato: trasferite in opportuni stabilimenti industriali, lavorate per la produzione di mattoni per pavimentazione. Il processo più sbrigativo e meno costoso, adottato dalla criminalità organizzata che fa affari con i rifiuti, è quello di interrarle, destinandole a cave abbandonate
nel Sud Italia, come scoperto in precedenti inchieste. Oppure, interrandole, come avrebbero scoperto i carabinieri del Noe di Genova.

Perché, però, se ne occupa la Dda, ancorché la vicenda non sia direttamente collegata alle ecomafie, a 'ndrangheta e camorra? "Nel caso di attività organizzata, è di nostra competenza", spiega il procuratore capo, Michele Di Lecce, che coordina il pool antimafia.

L'inchiesta su Tirreno Power è blindata, anche se Di Lecce conferma che è aperto un altro fronte investigativo, seguito dalla Dda di Torino. Inoltre, precisa che devono essere vagliate attentamente le diverse posizioni: accertare se lo smaltimento illecito sia stato compiuto con la connivenza dei dirigenti della centrale di Vado. Oppure, se loro pagassero, convinti che i rifiuti andassero negli stabilimenti per le lavorazioni industriali; ignari, invece, dell'interramento.





Leggi anche su Panorama

Vado Ligure, sulla centrale a carbone di De Benedetti indaga l'Antimafia

La grande centrale della Tirreno Power, di cui la famiglia De Benedetti è azionista, viene indagata dall’Antimafia di Genova anche per lo smaltimento del carbone bruciato.L'articolo  qui



Leggi anche su Il Cambiamento

Le ceneri del carbone di Civitavecchia nel cemento di Bassano Romano


...... In realtà i problemi sono più d’uno. Partiamo dalle ceneri. In più punti della relazione istruttoria pubblicata dalla regione si assicura che le ceneri el carbone rientrano nella categoria dei rifiuti non pericolosi. Ma sulla questione i pareri tecnici sono perlomeno discordanti.

Le ceneri da carbone sono identificate dal codice CER 100102 e classificate come rifiuto speciale non pericoloso in base al Decreto Ronchi che riporta in allegato il Catalogo Europeo dei Rifiuti. Inoltre il Decreto Ministeriale 05/02/98 indica la produzione di calcestruzzi e di manufatti prefabbricati in calcestruzzo fra i settori produttivi di riutilizzo delle ceneri. Alcuni studi però sembrano dimostrare che tali ceneri proprio innocue non siano.

Il carbone infatti contiene sostanze molto nocive per l’uomo come l’arsenico, il mercurio, il selenio, e persino elementi radioattivi come l’uranio, il torio e i prodotti del loro decadimento, radio e radon. Secondo uno studio di qualche anno fa pubblicato dalla rivista Scientific American le ceneri rilasciate dalle centrali a carbone sarebbero persino più radioattive di quelle delle centrali nucleari:
“I rifiuti prodotti da impianti di carbone sono in realtà più radioattivi di quelli generati dai loro omologhi nucleari. Infatti le ceneri volatili emesse da una centrale elettrica – come conseguenza della combustione del carbone per produrre l'energia elettrica – generano nell'ambiente circostante radiazioni 100 volte superiori rispetto ad una centrale nucleare che produca la stessa quantità di energia. […] Quando il carbone è bruciato in ceneri volanti, uranio e torio sono concentrati fino a 10 volte i loro livelli originali”.

.......La storia di Bassano è comune a molti piccoli centri limitrofi alla capitale, che pagano dazio per la vicinanza con un mostro urbano capace di divorare ogni giorno enormi quantità di energia e di produrre quantitativi di rifiuti che non riesce in alcun modo a smaltire. Che dunque succhia energia dalle zone circostanti e vi getta i propri scarti.

 .......Le amministrazioni locali non hanno generalmente la forza politica per opporsi a tali progetti, spinti dai colossi nazionali dell’energia e dei rifiuti, appoggiati dalla classe politica. Spesso sono costrette a piegare il capo e assistere al progressivo degrado del proprio territorio.
Al tempo stesso sono sempre più numerosi i gruppi e comitati di cittadini che si oppongono a questo genere di opere, dai vari comitati “No inceneritori”, alle reti “No Coke”. Tutti in lotta per non vedere il proprio futuro, letteralmente, andare in cenere.

I coccodrilli del clima di Alessandro Giannì

Tratto da La Stampa 
I coccodrilli del clima 
di Alessandro Giannì

L’ultimo summit sul clima delle Nazioni Unite, appena conclusosi a Varsavia, ha certificato lo stato comatoso del negoziato più importante per il futuro dell’umanità. Non è bastato l’accorato appello, all’apertura, del delegato delle Filippine che ricordava la strage del tifone Haiyan/Yolanda: le lacrime che abbiamo visto in sala erano ovviamente lacrime di coccodrillo. E come bestie feroci, i ............ guidati dalle lobby dei fossili, che sanno bene di cosa sono responsabili, continuano a infischiarsene del nostro futuro e dei milioni di esseri umani che ormai in un modo o nell’altro con i cambiamenti climatici i conti devono farli sul serio.  
Nel nostro piccolo, ci sia consentito di sobbalzare quando dopo i rituali disastri autunnali causati dal maltempo (ma la stessa cosa può valere per le siccità estive) sentiamo il Primo ministro Enrico
Letta dire - anche lui con l’occhio umido - che lo Stato “sta facendo il massimo” per aiutare le popolazioni duramente colpite dalle alluvioni, in Sardegna come altrove. Proprio lui è appena tornato da Malta, dove ha negoziato un accordo per trivellare a tutta manetta il Canale di Sicilia e quindi immettere nell’atmosfera ancora più CO2, quel “propellente” che è notoriamente causa dei disastri che puntualmente annotiamo. 
 La verità è che stiamo “facendo il massimo” per garantirci altri danni, ad esempio con l’adozione di emendamenti nella Legge di stabilità per far pagare alle
rinnovabili le centrali a combustibili fossili ferme (capacity payment): un vero scippo! 
Invece di discutere di quali impianti servono davvero, si danno soldi a pioggia ai “fossili”. 
.....I coccodrilli sono ovunque: nessuna sorpresa che il Summit di Varsavia si sia trasformato in una vergognosa vetrina per la promozione del carbone, il peggior killer del clima tra tutti i combustibili fossili, e che non ci sia stato modo non dico di accordarsi per una riduzione delle emissioni, ma almeno per una data in cui cominciare a farlo! Che governi come quelli di Polonia, Stati Uniti, Cina, India e Ue si vantino di “agire” contro il cambiamento climatico impegnandosi in accordi striminziti è una vergogna che non sarà dimenticata facilmente.  
Non è servito a nulla che all’assemblea di produttori di carbone, che la Polonia ha avuto la faccia tosta di organizzare in occasione del Summit, la Segretaria della Convenzione sul Clima abbia ribadito che la stragrande maggioranza delle centrali a carbone deve chiudere e che le altre devono essere dotate del sistema di cattura della CO2, che non si riesce neanche a far funzionare.
 Senza un netto cambio di paradigma che allontani le nostre società dalla dipendenza dalle fonti fossili sarà impossibile che nel 2015, a Parigi, si giunga al promesso accordo “serio e vincolante” per salvare il clima e tutti noi.  
Ci vorrà ben altro. Toccherà alla disobbedienza civile dei cittadini l’ingrato compito di opporsi ai coccodrilli che ingrassano sulla pelle della povera gente: non è un caso se, in segno di protesta, le Organizzazioni non governative hanno abbandonato il Summit di Varsavia. 


Alessandro Giannì direttore delle Campagne di Greenpeace Italia .Qui l'articolo integrale
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Tratto da la Repubblica

Energia: Zanonato e Orlando bocciano
l'emendamento "anti-rinnovabili"

I ministridell'Ambiente e dello Sviluppo economico si schierano contro il provvedimento inserito dalla maggioranza nella legge di stabilità per il sostegno alle centrali tradizionali: "Una decisione del Parlamento, non del Governo".

MILANO - Corto circuito tra governo e maggioranza sul cosidetto emendamento "anti-rinnovabili"

Il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando prima e il titolare dello Sviluppo economico Flavio Zanonato poi hanno bocciato l'emedamento approvato dal Senato che prevede un riconoscimento economico alle centrali elettriche alimentate dalle fonti tradizionali........

Qui l'articolo integrale

29 novembre 2013

WWF ILVA E BONIFICHE : “Le istituzioni devono ascoltarci”.

Tratto da Inchiostro Verde

Ilva e bonifiche, Millarte (Wwf): “Le istituzioni devono ascoltarci”

TARANTOCi sono diritti che non sono presi in considerazione. Ci sono violenze perpetrate su tutti: donne, bambini, uomini. Ci sono persone che non riconoscono questi diritti.  .. La realtà che ci racconta quello che non vogliamo sentire. La mente non vuole accettare. Nasconde a se stessa le proprie paure. Ciò aiuta a vivere, ma fa morire più velocemente.

I cittadini di Taranto non sono stati ascoltati quasi mai e quando è accaduto le loro proposte sono state cestinate dalle istituzioni. Abbiamo provato a parlare con i vertici della Regione, del Comune, della Provincia, ma non avevamo i loro numeri. Dovevamo passare per le forche caudine delle segretarie e degli uffici, mille rivoli utilizzati dal potere per non ascoltare il nostro grido di allarme. Mentre in Regione si cercava di aiutare i Riva a trovare stratagemmi per salvare il loro profitto, con la scusa del lavoro, noi chiedevamo di poter intervenire.
Anche nella cabina di regia istituita a Taranto, luogo Istituzionale, dove si dovrebbe decidere delle bonifiche esterne al recinto Ilva, noi cittadini non siamo ben accetti. Mentre sono presenti tutte le forze che in questi anni hanno perpetrato il disastro di Taranto


Veniamo trattati come quelli che vogliono rallentare il processo di affermazione del profitto sulla nostra pelle.
È capitato al Wwf Taranto, al Comitato Liberi e Pensanti ad altri movimenti che in questo anno sono stati chiamati a partecipare anche per una sola volta, poi allontanati, per aver chiesto maggiore incisività sulle bonifiche, o per aver detto che non si può assolutamente bonificare un territorio con le fonti inquinanti attive. Anche se ci vorranno 300 anni per tornare agli attuali livelli di inquinamento, i bambini che frequentano le scuole dei Tamburi non sono al sicuro. Le emissioni sono continue, anche se minori. La differenza è nella quantità e nell’effetto, mentre un’alta dose è letale in poco tempo, una piccola dose per lungo tempo, modifica la nostra vita senza che ce ne accorgiamo (o ce ne accorgiamo troppo tardi).

Ora, la storia si ripete. Qui l'articolo integrale

Protocollo di Kyoto,l'Italia lontana dall'obbiettivo ......

Tratto da Qualenergia
L’Italia non è in linea con il proprio obiettivo di riduzione delle emissioni, soprattutto perché non ha fornito adeguate informazioni sull’utilizzo dei meccanismi flessibili. Ora dovrà acquistare crediti di carbonio o permessi di emissione. Non poteva evitare prima questa investendo la stessa quantità di risorse in progetti nazionali?

Nella Tabella 1 , estratta dal rapporto dell’AEA, una sintesi quantitativa della situazione del nostro Paese nei confronti dell’obiettivo di Kyoto ancora, purtroppo, lontano dall’essere raggiunto.
L'articolo è stato pubblicato sul n.5/2013 della rivista bimestrale QualEnergia, con il titolo "Troppa CO2 nel Belpaese"

SVIZZERA :Il Governo ha deciso la strategia di proprietario per Repower

Tratto da Gr.ch

SVIZZERA :Il Governo ha deciso la strategia di proprietario per Repower AG

28.11.2013

Con la strategia di proprietario per Repower AG dal punto di vista del Cantone dei Grigioni quale uno degli azionisti principali il Governo ha deciso obiettivi di proprietario individuali per gli anni 2014–2017. Il Governo vuole così creare presupposti ottimali affinché Repower AG possa avere successo anche in futuro sul mercato dell'elettricità cantonale, nazionale ed europeo quale impresa grigionese integrata verticalmente.
Quale impresa grigionese autonoma attiva nel settore energetico e con orientamento nazionale e internazione, Repower AG fornisce un contributo essenziale nell'interesse della politica energetica grigionese. In questa funzione ricopre un importante ruolo economico, politico-regionale e finanziario. Anche in futuro bisognerà garantire, per quanto possibile, questa situazione vantaggiosa per Cantone e comuni tenendo conto degli attuali sviluppi dell'impresa e del mercato.

A questo scopo il Governo ha deciso la sua strategia di proprietario per Repower AG per gli anni 2014–2017. In essa il Governo ha fissato obiettivi di proprietario individuali dal punto di vista del Cantone, che è uno degli azionisti principali. Adempie così nell'interesse del Cantone ai compiti e alla responsabilità nel quadro della sua competenza, nonché nel rispetto dei diritti e dei doveri secondo la vigente convenzione tra azionisti stipulata tra Cantone e Axpo Holding AG e nella tutela dei diritti degli altri azionisti e dei partecipanti.

In base ai punti chiave strategici e agli obiettivi prescritti, il Governo vuole offrire presupposti ottimali dal punto di vista del Cantone affinché Repower AG possa essere attiva anche in futuro con successo nell'economia energetica e possa creare valore aggiunto per i proprietari. La strategia di proprietario rafforza la particolare caratteristica di Repower AG quale cosiddetta impresa integrata verticalmente attiva nel settore energetico. Repower AG deve poter essere attiva anche in futuro in tutti i settori della catena di valore aggiunto dell'industria dell'energia elettrica, dalla produzione di elettricità al commercio e alla vendita, fino all'approvvigionamento elettrico.

Quale conseguenza della decisione popolare del 22 settembre 2013 relativa all'iniziativa sul carbone, il Governo si aspetta però da Repower AG che in futuro non partecipi più a società con centrali a carbone. Allo stesso modo l'impresa deve abbandonare in modo ordinato e vincolante il progetto concreto di centrale a carbone di Saline Joniche, in Calabria. Secondo il Governo gli sforzi in questo senso devono essere affrontati in modo rapido e serio, così da attuare la volontà popolare espressa. 
 
Persona di riferimento:
Consigliere di Stato Dr. Mario Cavigelli, direttore del Dipartimento costruzioni, trasporti e foreste, tel. 081 257 36 01, e-mail: mario.cavigelli@bvfd.gr.ch 
 
Organo: Governo
Fonte: it Cancelleria dello Stato dei Grigioni

28 novembre 2013

CENTRALE,BLIZ DELLA PROCURA A ROMA

Tratto da Il Secolo XIX oggi in edicola 

CENTRALE,BLIZ DELLA PROCURA A ROMA 
Viaggio del Procuratore Granero e del Pm  Paolucci per ascoltare i tecnici del Ministero



Super Lavoro.
Gli investigatori,stanno ascoltando da due giorni persone informate sui fatti
 Nel Mirino
Visita  all' ISPRA che si occupa ,tra l'altro, 
dell' accuratezza dei controlli sulle emissioni.

ESPOSIZIONE AL PARTICOLATO ATMOSFERICO E AUMENTO DELLE RICADUTE PER SCLEROSI MULTIPLA

“Dal XXXVII Congresso dell’Ass. Italiana di Epidemiologia – Roma 4-6 novembre 2013”


Introduzione: La sclerosi multipla (SM) è una malattia cronica demielinizzante del sistema nervoso centrale, caratterizzata da ricadute infiammatorie ricorrenti che provocano una disabilità da lieve a grave. L’eziologia della SM non è nota, e la patogenesi della malattia comprende molteplici processi, sia infiammatori sia apoptotici, nel sistema nervoso centrale. Numerose evidenze suggeriscono che i fattori ambientali possano svolgere un ruolo nello sviluppo della SM.........
Obiettivi: Scopo dello studio è stato valutare l’associazione tra i livelli di esposizione a PM10 e le ricadute per SM.

Risultati: I livelli di PM10 sono associati al numero di ricadute per SM, con un effetto massimo osservato per la media di PM10 nelle due settimane precedenti la ricaduta.........
“(In Pratica: I livelli di PM10 sono associati al numero di ricadute per SM, con un effetto massimo osservato per la media di PM10 nelle due settimane precedenti la ricaduta. Un aumento del livello di PM10 da basso a medio basso è associato ad aumento del 26% dei ricoveri ospedalieri per ricadute per SM, un aumento da un livello di esposizione basso ad un livello medio alto è associato ad un corrispondente aumento del 38% dei ricoveri ospedalieri ed, infine, un aumento dei livelli dei PM10 da basso ad alto è associato ad un aumento del 52% dei ricoveri ospedalieri.) (ndr)”
Conclusioni: Questi dati, sebbene preliminari, supportano l’ipotesi che l’esposizione a PM10 possa essere un importante fattore per le ricadute di SM.


IN ONTARIO:BYE,BYE CARBONE

Tratto da Ecoblog

La regione dell'Ontario sarà la prima in nord America a dire addio al carbone.

Secondo il primo ministro Kathleen Wynne si tratta dell'azione più significativa in tutto il nord America per combattere il riscaldamento globale. Una delle più grandi centrali a carbone verrà convertita a biomassa.


 Se il governo conservatore canadese è al momento uno dei peggiori nemici dell’ambiente, altrettanto non si può dire del governo liberale della provincia dell’Ontario, la più popolosa della nazione.

Come ha annunciato il suo primo ministro Kathleen Wynne, l’Ontario sarà la prima regione del Nord America ad essersi liberata dal carbone.
A breve verrà chiusa la centrale di  Nanticoke,  un tempo una delle principali emettitrici di CO2 di tutto il Canada. La centrale di Thunder Bay (attualmente ferma) verrà invece convertita a biomasse. L’ Ending Coal for Cleaner Air Act verrà approvato la prossima settimana per dare una base legislativa definitiva all’abbandono del carbone.
Secondo il governo dell’Ontario, il carbone stava costando 4,4 miliardi di dollari in danni sanitari, ambientali e finanziari.
«La nostra operazione di eliminare il carbone e investire nelle rinnovabili è la pià forte azione in tutto il Nord America per combattere i cambiamenti climatici», ha dichiarato Wynne, ed ha perfettamente ragione.
Si spera ciò costituisca un incentivo per il grande vicino del Canada, dal momento che le centrali a carbone USA contribuiscono terribilmente ad inquinare l’atmosfera.

27 novembre 2013

Capacity payment a spese delle rinnovabili: il ministro Orlando non ci sta - STOP SUSSIDI A FONTI FOSSILI


QualenergiaTratto da  Impresa mia

Legge Stabilità-

Forum Qualenergia:

 Cogliati Dezza, delusione .
 
Grande è la delusione che ci viene a guardare le scelte politiche della maggioranza, che nella legge di Stabilità si trasformano, nel settore elettrico, nell'ennesimo regalo alle fonti fossili a danno delle rinnovabili. Lo ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza nel suo intervento. "Non si vuole capire che il sistema elettrico italiano è già cambiato - ha rilevato - che enormi possibilità di sviluppo per il lavoro, per la riqualificazione urbana, per la produzione distribuita di energia possono venire da una politica lungimirante che sappia dove sta andando lo sviluppo dei sistemi energetici italiani. Si continua a pensare che il compito della politica sia quello di garantire il sistema elettrico del secolo scorso ed i suoi attori. Per questo chiediamo la cancellazione del comma 99 dal maxi emendamento della legge di Stabilità, che prevede di togliere risorse alle rinnovabili per dare alle fonti fossili. Da questo Forum lanciamo un presidio per la prossima settimana davanti al Parlamento per ottenere un cambiamento reale nella politica energetica del paese. Le proposte ci sono, le abbiamo presentate in occasione della manifestazione Italiarinnovabile, che abbiamo tenuto a Roma il 26 ottobre scorso".Qui l'articolo integrale

 

Tratto da Greenbiz  Capacity payment a spese delle rinnovabili: il ministro Orlando non ci sta

Anche il Ministro dell'Ambiente Andrea Orlando condivide "l'incazzatura", per usare le sue parole, del settore delle energie pulite e delle associazioni ambientaliste, Dopo l'approvazione in Senato del capacity payment pagato dalle rinnovabili con il comma 99 del maxi emendamento della legge di Stabilità.
In occasione del forum QualEnergia, Orlando fa sapere alla platea di imprenditori e associazioni della green economy che darà battaglia su una norma che non approva affatto: "Condivido l'incazzatura per due ragioni diverse, una di metodo e una di merito. Sono contrario ad affrontare in legge di stabilità questioni di rilevanza strategica che esulano dai conti pubblici. E' una prassi consolidata, ha riguardato il demanio con le spiagge, gli stadi e ora l'energia. Ma è una sede impropria".

A dire di Orlando, ci sarebbero anche dubbi di costituzionalità: "anche se con il ministro Zanonato abbiamo qualche opinione diversa sulle rinnovabili; in questo siamo d'accordo e lui ha sempre riconosciuto che i contributi acquisiti non dovranno essere messi in discussione". .......

Il Ministro conclude il suo intervento sul soccorso al termoelettrico finanziato a spese delle rinnovabili con una nota di speranza, un piccolo spiraglio di luce in quella che è stata una giornata decisamente nera, sottolineando che è giusto ridurre gli incentivi alle fonti fossili e respingere l'attacco: "Considero che ci sia un margine di manovra che va utilizzato. Intendo proporre, insieme al Ministero Sviluppo Economico, un emendamento che mi auguro possa diventare governativo per modificare la norma nel passaggio alla Camera".

Rispondendo a una domanda diretta del presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, Orlando si è dichiarato, infine, disponibile a partecipare a un confronto pubblico proprio sugli incentivi alle fonti fossili e sulle politiche energetiche nel Paese.....

Roberta Ragni

Tratto da Borsa ItaliAna

ENERGIA: ORLANDO, STOP SUSSIDI A FONTI FOSSILI E AD ASSALTO A RINNOVABILI


(Il Sole 24 Ore Radiocor) - "Sono assolutamente d'accordo" a smettere di finanziare e incentivare le fonti fossili" cosi' come "bisogna respingere qualunque tipo di assalto alle rinnovabili, come e' accaduto anche nei diversi passaggi al Senato della Legge di stabilita'". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, al suo arrivo al Forum di 'Qualenergia'.


IL COORDINAMENTO NAZIONALE NO AL CARBONE CHIEDE UN INCONTRO CON IL MINISTRO ORLANDO.

 Tratto da Noalcarbone

COORDINAMENTO NAZIONALE NO AL CARBONE CHIEDE UN INCONTRO CON IL MINISTRO ORLANDO.

Con un comunicato stampa a margine della Conferenza sui Cambiamenti Climatici di Varsavia (COP19) il Ministro Orlando ha annunciato di voler incontrare a Roma le associazioni ambientaliste “per giungere ad un'azione condivisa sui cambiamenti climatici tra politica e società civile" ritenendo "essenziale coinvolgere non solo gli addetti ai lavori, ma tutte le espressioni della società nell' elaborazione delle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici”.

Le centrali a carbone italiane sono vetuste e tutte a buona ragione inserite tra le 200 industrie inquinanti che l’EEA ha stimato come responsabili del 50% dei danni economici provocati alla salute e all’ambiente. Il costo complessivo delle centrali italiane oscilla tra 1,9 e 2,6 MLD€ /anno.
La Banca Mondiale, USA e UK - e a breve la Svizzera e la Germania – hanno dichiarato di

aver sospeso finanziamenti per nuove centrali a carbone che sono in fase di progressivo smantellamento nei paesi sviluppati. L’Italia dispone di una potenza installata di oltre il doppio di quella necessaria e la stessa Terna investe sull’integrazione con le reti europee e il necessario ammodernamento finalizzato ad accogliere l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili.
La retorica dominante è quella che vede Cina e India, insieme ai maggiori paesi in via di sviluppo, come massimi inquinatori. Anziché puntare il dito sulle altrui responsabilità, mentre ci attiviamo nell’opera di giusta persuasione, è opportuno che anche l’Italia stabilisca una road map che consideri la progressiva dismissione delle centrali, a partire da quelle più inquinanti, e la sospensione della costruzione di quelle in progetto.

Comitati ed associazioni aderenti al Coordinamento Nazionale No Carbone e la Rete Internazionale Stop Enel, particolarmente attivi sul territorio italiano e non solo, hanno apprezzato questa proposta del Ministro Orlando di incontrare le associazioni, attraverso una lettera inviata al Ministero chiedono di poter partecipare a questo incontro con una propria delegazione e poter esprimere le opportune valutazioni.

I Comitati e le associazioni di Brindisi, Civitavecchia, La Spezia, Porto Tolle, Rossano, Saline Joniche, Savona‐Vado‐Quiliano aderenti al progetto di Coordinamento Nazionale No Carbonemailto:noalcarboneitalia@gmail.com )
e alla Rete Internazionale Stop Enel (www.stopenel.org  ‐ noenel@autistici.org)

26 novembre 2013

ILVA: 24 novembre 2013 - Continua il disastro sotto gli occhi di tutti

Tratto da Peacelink

Comunicato stampa

PeaceLink e Fondo Antidiossina informano le istituzioni EU della grave situazione attuale di Taranto

Invitiamo inoltre le istituzioni europee a considerare la piena gravità degli eventi che continuano a susseguirsi a Taranto e di cui cittadini e lavoratori pagano direttamente pesantissime conseguenze sulla propria salute
26 novembre 2013 - Antonia Battaglia, Alessandro Marescotti, Fabio Matacchiera (Peacelink e Fondo Antidiossina)

video: http://youtu.be/3kX5xH4jYag  (link)
In relazioni agli ultimi preoccupanti eventi di questi ultimi giorni, PeaceLink e Fondo Antidiossina hanno comunicato stamane alla Commissione Europea ed al Parlamento Europeo che la situazione all'ILVA di Taranto e di conseguenza in città resta particolarmente grave.


 Le alte concentrazioni di IPA registrate nelle ultime settimane e le imponenti colonne di fumi neri rilasciati nell'aria da fenomeni di slopping nella giornata di ieri sono state ampiamente documentate e dettagliate nelle relazioni inviate a Bruxelles.

PeaceLink e Fondo Antidiossina invitano le autorità italiane a prendere posizione rispetto a questi eventi fuori norma e preoccupanti, in particolare il Ministero della Salute il cui silenzio, in una vicenda che tocca direttamente la salute di tutti i cittadini di Taranto, rimane inspiegabile.

Invitiamo inoltre le istituzioni europee a considerare la piena gravità degli eventi che continuano a susseguirsi a Taranto e di cui cittadini e lavoratori pagano direttamente pesantissime conseguenze sulla propria salute.


Il Sindaco Tidei di Civitavecchia : "Rassegno le dimissioni"

Tratto da Facebook del Medico Isde G. Ghirga di Civitavecchia.

UN MONITO A TUTTI AI SINDACI DI QUELLE CITTA' DOVE LA SALUTE PUBBLICA E' MINACCIATA DALL'INQUINAMENTO INDUSTRIALE

L'aver accettato la ulteriore combustione di 900.000 tonnellate l'anno di carbone e l'ostinazione a non opporsi alla privatizzazione dell'acqua, costringono alle dimissioni il Sindaco di Civitavecchia (qualche attimo prima della molto probabile sfiducia da parte della maggior parte del Consiglio Comunale) 

Tratto da Civionline

Tidei: "Rassegno le dimissioni"

Di fronte ad almeno 14 o 15 consiglieri decisi a dimettersi il sindaco ha cercato di anticiparli ma sostanzialmente le sue dimissioni andranno presentate in consiglio. L'amministrazione decadrà quando saranno presentate le firme dei consiglieri


Un fulmine nella notte. A pochi minuti dalla mezzanotte l'ufficio stampa del comune di Civitavecchia ha diramato il seguente comunicato stampa: "Dimissioni del sindaco Tidei. Ho deciso di rassegnare le mie dimissioni da Sindaco........ 
Il comunicato del Sindaco è arrivato dopo le voci, circolate per tutta la giornata di domenica, riguardanti una possibile sfiducia. Con le dimissioni di 13 consiglieri comunali, l'amministrazione viene infatti sciolta automaticamente.
...........

Se le dimissioni verranno invece confermate nei prossimi 20 giorni, si procederà a nuove elezioni.
Su Civionline l'articolo integrale

Querelato da Enel per un video, ora assolto .Enel è stata condannata a pagare le spese dell’intero processo

 Tratto da Brindisi Report
Querelato da Enel per un video, ora assolto

 26 novembre 2013
Gli ugelli nel video di Dibble

BRINDISI – Non solo l’autore del video di denuncia sugli scarichi della centrale Federico II di Cerano è stato assolto, nel tardo pomeriggio di oggi, ma Enel Produzione è stata condannata a pagare le spese dell’intero processo (allo Stato oltre che all’imputato) e a versare un risarcimento danni pari a 4.550 euro.
La vicenda è ben nota alle cronache, il giudizio e la battaglia di un cittadino americano, ma residente a Brindisi, che realizzò il filmato e lo postò su Youtube. Si è conclusa oggi, con la sentenza del giudice monocratico Vittorio Testi che ha ritenuto Edward Dribble, 56 anni, nativo di Houston (Usa) del tutto estraneo alle accuse “per non aver commesso il fatto”.
Venivano denunciati oltre al resto i cattivi odori che provenivano dagli scarichi idrici dell’impianto. Sosteneva che la temperatura avesse alterato la fauna ittica dei fondali della zona circostante. Il video fu realizzato e pubblicato il 15 ottobre nel 2008. A sporgere querela fu Antonino Ascione, responsabile dell’Unità Business Enel Produzione di Brindisi.
La querela di Ascione era stata già vagliata dal giudice per le indagini preliminari Eva Toscani che aveva, ritenendo la sussistenza della diffamazione, emesso decreto penale di condanna di Dibble al pagamento di una multa. Ma lo statunitense non accettò il provvedimento perché ritenne e ritiene di non avere diffamato alcuno e il giudice Toscani lo mandò a giudizio ordinario, certo di poter dimostrare la propria innocenza
Per gli avvocati dell’imputato si tratta di una “sentenza storica” in quanto “Enel dovrà pagare le spese processuali anche allo Stato per il denaro complessivamente speso nel giudizio”.

Comunicato ISDE Italia sulla combustione di CSS nei cementifici del nostro paese.

Riceviamo da Isde Italia

Comunicato ISDE Italia sulla combustione di CSS nei cementifici

ISDE Italia ribadisce la propria netta contrarietà a provvedimenti legislativi che semplifichino le procedure per la combustione di rifiuti (in particolare CSS, combustibile solido secondario), nei cementifici del nostro Paese.
L’intenzione, da parte del Governo, di voler riproporre questa cattiva pratica (bocciata nella precedente legislatura, in seguito ad approfondimenti, dalla Commissione Ambiente della Camera) è contraria alle più recenti direttive del Parlamento e della Commissione Europea, che chiedono invece agli Stati membri il completo abbandono del ricorso all’incenerimento nel prossimo decennio, favorendo il recupero spinto di materia. L’Italia, che è il Paese Europeo con il maggior numero di cementifici, diventerebbe lo Stato Europeo con la maggiore capacità di incenerimento, potendo contare su circa 120 impianti (tra inceneritori e cementifici) da utilizzare per la combustione di rifiuti, con tutte le conseguenze sanitarie e ambientali che questo comporterebbe.
Bruciare rifiuti nei cementifici (pratica economicamente vantaggiosa solo per i gestori di questi impianti e per i produttori di CSS) non ridurrebbe in maniera utile le loro elevatissime emissioni inquinanti: la modesta riduzione che si otterrebbe mediante sostituzione dei combustibili fossili con rifiuti, sarebbe abbondantemente compensata da incrementi anche minimi della capacità produttiva, con incrementi importanti delle emissioni di microinquinanti persistenti nell’ambiente, bioaccumulabili e tossici per la salute umana,quali metalli pesanti e diossine.
Il cemento prodotto, inoltre, ingloberebbe le ceneri tossiche prodotte dalla combustione dei rifiuti, incrementando il rischio professionale e sanitario legato al suo utilizzo.
Sarebbe molto più utile, in termini di sostenibilità, se il Governo prendesse in considerazione per i cementifici il divieto di utilizzo di alcuni combustibili altamente inquinanti (ad es. ilpet-coke) e l’imposizione di miglioramenti tecnologici e di limiti produttivi ed emissivi in grado di garantire la tutela dell’ambiente e della salute pubblica ai residenti nelle vicinanze di questi impianti, molto spesso inseriti in pieno contesto urbano con gravi conseguenze sanitarie.