
Inquinamento, nemico dei bambini
L’età evolutiva, infatti, è per vari motivi la più esposta agli inquinanti atmosferici. L’apparato respiratorio del bambino è vulnerabile perché in via di sviluppo, in quanto la maggior crescita volumetrica e la maggior evoluzione strutturale del polmone avvengono fra l’età di un mese e i 7 anni. I due terzi degli alveoli si sviluppano per segmentazione degli alveoli primitivi dopo la nascita, soprattutto nei primi 18 mesi di vita e, la differenziazione, la ramificazione e lo sviluppo delle vie aeree continuano fino ai 18-20 anni.Altri motivi di vulnerabilità, specie per i bambini più piccoli, sono dovuti all’inalazione di maggiore volume di aria rispetto all’adulto in rapporto al peso corporeo e alla relativa maggiore inalazione di inquinanti, all’immaturità metabolica e immunologica, all’elevata frequenza di infezioni respiratorie e alla scarsa consapevolezza del rischio.
Quali le conseguenze nel breve e nel lungo periodo?
L’esposizione a breve termine al particolato PM10, spesso considerato come indicatore per definire l’inquinamento atmosferico complessivo, comporta, per ogni incremento di concentrazione di 10 gr/m3, nel bambino di età inferiore a cinque anni, un incremento di mortalità a breve termine dello 1,66%, valore tre volte maggiore rispetto a quello della popolazione generale.Nel bambino l’esposizione acuta agli inquinanti atmosferici comporta sintomi respiratori come tosse e respiro sibilante, infezioni delle basse vie respiratorie e riduzione transitoria della funzionalità respiratoria; negli affetti da asma si associa a incremento di sintomi, di numero di ricoveri e di uso di farmaci.
Nella popolazione l’inquinamento dell’aria nei centri urbani determina tra il 3% e l’8% della mortalità totale, con valori che arrivano al 15% nelle zone più inquinate.L’esposizione durante la gravidanza si associa ad alterato sviluppo del polmone nel feto e maggior rischio di morte del lattante, l’esposizione a lungo termine nel bambino è associata a riduzione dello sviluppo polmonare e conseguente riduzione persistente della funzionalità respiratoria.
C’è un rapporto diretto fra lunga esposizione ad elevate concentrazioni di inquinanti e maggior incidenza di sintomi e di infezioni respiratorie; negli asmatici le concentrazioni elevate si correlano a maggior rischio di persistenza di sintomi e maggior numero di crisi asmatiche gravi. È plausibile che gli inquinanti atmosferici abbiano un ruolo nel facilitare la sensibilizzazione allergica; il praticare molto sport in ambienti con elevate concentrazioni di ozono si associa inoltre a maggior incidenza di asma.Infine, mentre è certo il ruolo di alcuni metalli pesanti come piombo e mercurio nel determinare alterazioni dello sviluppo neurocomportamentale, non è ancora possibile stabilire una relazione causale fra inquinamento atmosferico e tumori nei bambini.
Cosa si può fare?
Nel 2004 l’OMS Europeo, con la IV Conferenza Ministeriale Europea sull’Ambiente e la Salute del Bambino, riconoscendo come priorità la necessità di ridurre gli effetti avversi dell’inquinamento atmosferico, ha formulato specifiche raccomandazioni per i governi con l’obiettivo di permettere ai bambini di respirare aria pulita. Le azioni individuate comprendono anche interventi per rendere le aule scolastiche libere da inquinamento, l’intervento educativo su insegnanti, genitori e ragazzi relativamente ai pericoli dell’inquinamento dell’aria esterna e la promozione e il coinvolgimento dei bambini delle scuole e delle comunità nel sostenere e diffondere informazioni sulle politiche a favore di un’aria pulita.
Anche i pediatri, come tutti i professionisti della salute, hanno un ruolo sia a livello individuale sia a livello delle comunità su questi temi. Chi meglio del pediatra infatti può informare famiglia, bambini e adolescenti sui rischi connessi all’esposizione ambientale? E quindi insieme a loro agire sui responsabili istituzionali delle politiche ambientali?
Il pediatra, inoltre, può dare suggerimenti anticipatori su come ridurre l’esposizione agli inquinanti e informare le famiglie sui dati disponibili a livello locale sulle concentrazioni di inquinanti di aria e acqua, e sull’esistenza di leggi che fissano i limiti di inquinamento ambientale.
A cura di Stefania Mengoni
_____________________________________________________________________________________
L'IMPORTANZA DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA
UNA SENTENZA DELLA CORTE DEI CONTI CAMPANA, OLTRE CHE AI DANNI RELATIVI ALL'AMBIENTE METTE IN MOSTRA ANCHE QUALI SONO I DANNI ECONOMICI RELATIVI ALLA MANCATA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI
Oltre che un danno all'ambiente, la mancata raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani costituisce per l'Erario un danno economico.
La sentenza 1492/2009 della Corte dei Conti infatti sentenzia che, qualora la raccolta non venga effettuata, i comuni debbano risarcire lo Stato per una spesa non prevista.
La sentenza è stata emessa contro il Comune di Marcianise e contro il sindaco inerte di fronte ad un problema grave come quello relativo ai rifiuti.
La Corte dei conti ha stabilito per il comune campano un danno che supera i 450 mila euro.
In base alla sentenza le sanzioni possono essere progressive nei confronti dei comuni che dovessero mostrarsi inefficienti nella promozione della raccolta differenziata ed impreparati alla bisogna.
Sono tre i danni contestati che hanno dato poi l'esito della sentenza.
Innanzi tutto un danno eccessivo per il Comune che ha dovuto pagare all'Ente preposto la *tariffa di smaltimento rifiuti* per il conferimento dell'indifferenziato che si sarebbe evitata qualora la raccolta differenziata fosse stata attuata; altro danno, sempre in conto alle casse comunali è costituito dai mancati introiti che si sarebbero potuti ricavare dalla vendita del materiale riciclato.
Terza, ed ultima contestazione, è il danno provocato, oltre che al Comune, anche all'Erario, costituito dal collasso del piano integrato dei rifiuti e dei costi emergenti, cui l'insufficiente raccolta ha costretto uno smodato ricorso al conferimento in discarica mentre le normative Europee impongono il ricorso alla discarica solo come
Extrema ratio....
Felice Airoldi portavoce del Comitato per Scarpino
PRESIDIO PERMANENTE NO GASSIFICATORE di SCARPINO
Nessun commento:
Posta un commento