Viene spesso sottolineato che le centrali a carbone emettono maggiore radioattività delle centrali nucleari. La causa sono le particelle di elementi radioattivi, in particolare uranio e torio, presenti nelle ceneri che fuoriescono dalle ciminiere. Sono proprio queste particelle che la società canadese Sparton Resources ha deciso di raccogliere per produrre combustibile nucleare.
Il progetto pilota di questa tecnologia, in corso alla centrale a carbone di Lingang, nella provincia cinese dello Yunnan (Sud del Paese) dimostra che la concentrazione dell'uranio nelle ceneri di carbone è di 300 parti per milione: un ordine di grandezza paragonabile alle 1000 parti per milione, la soglia attualmente stabilita per procedere all'estrazione dell'uranio.
Per isolare l'uranio dalle altre sostanze presenti nelle ceneri, la tecnica elaborata dalla Sparton consiste nell'aggiungere acqua, acido solforico e acido cloridrico (in alcuni casi anche acido nitrico), in modo da formare una miscela semisolida. Gli acidi sciolgono l'uranio, che si può così filtrare prima con un setaccio per scartare i composti organici e poi con una speciale resina. Infine si separa l'uranio dalla resina con una soluzione di carbonato d'ammonio.
Il processo è economicamente conveniente: la complessità della tecnica è compensata dal risparmio sui costi di estrazione. Infatti un chilo di uranio viene prodotto al costo di 60 euro: una cifra che consente un discreto margine di guadagno, calcolando il prezzo di vendita di 70 euro al chilo.
Per la Cina, leader del nuovo rinascimento nucleare ma povera di giacimenti di uranio, la ricerca di fonti alternative all'estrazione mineraria è una priorità strategica per non dipendere dalle importazioni: il Paese vuole ricavare uranio «da tutte le fonti possibili», ha dichiarato Wang Hongfang, manager della China National Nuclear Corporation (CNNC).
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Tratto da "Il Corriere della sera"
UN ARTICOLO DEL NEW YORK TIMES SU UNO STUDIO AMERICANO
Il solare costa meno del nucleare
Il sorpasso al prezzo di 0,16 dollari a chilowattora. L'energia atomica costerà sempre di più
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I costi di energia solare e atomica (da Ncwarn.org) |
COSTI FOTOVOLTAICO IN DISCESA - Secondo lo studio di Blackburn negli ultimi otto anni il costo del fotovoltaico è sempre diminuito, mentre quello di un singolo reattore nucleare è passato da 3 miliardi di dollari nel 2002 a dieci nel 2010. In un precedente studio Blackburn aveva dimostrato che se solare e eolico lavorano in tandem possono tranquillamente far fronte alle esigenze energetiche di uno Stato come il Nord Carolina senza le interruzioni di erogazione dovute all’instabilità di queste fonti.
COSTI NUCLEARE IN CRESCITA - I costi dell'energia fotovoltaica, alle luce degli attuali investimenti e dei progressi della tecnologia, si ridurrà ulteriormente nei prossimi dieci anni. Mentre, al contrario, i nuovi problemi e l'aumento dei costi dei progetti hanno già portato alla cancellazione o al ritardo nei tempi di consegna del 90% delle centrali nucleari pianificate negli Stati Uniti, spiega Mark Cooper, analista economico dell'Istituto di energia e ambiente della facoltà di legge dell'Università del Vermont. I costi di produzione di una centrale nucleare sono regolarmente aumentati negli ultimi anni e le stime sono costantemente in crescita.
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TRATTO DA "LA REPUBBLICA BARI"
Ambiente: Taranto, metalli pesanti in polmoni e fegato bovini
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Nella ricerca sono stati coinvolti solo animali allevati nella provincia di Taranto, divisa in quattro aree sulla base della distanza dalla citta'. Ebbene, "abbiamo notato la presenza dei metalli pesanti anche in una vitellino di quattro mesi e mezzo - dice la ricercatrice - Oltre a una differenza nei valori riscontrati negli animali allevati nella zona piu' vicina all'area industriale". Se le alterazioni notate negli animali piu' piccoli non erano ancora segno di una patologia, per altri soggetti, piu' grandi, le cose erano differenti.E, secondo la ricercatrice, questi risultati devono far riflettere. "Lo studio dei bovini allevati in aree ad alto rischio di inquinamento ambientale puo' essere utile per stimare il pericolo di esposizione umana a contaminanti ambienti", nota la Morelli.Il cui studio, nel frattempo, va avanti. Sembra che ci sia l'intenzione di esaminare l'eventuale presenza di metalli pesanti anche negli organi di altri animali nati e cresciuti nella zona.
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TRATTO DA NOALCARBONE
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