Tratto da Agi.it
SUD AFRICA, MENO CARBONE E PIU' FOTOVOLTAICO
(AGIAFRO) - Pretoria, 28 nov. - L'Ente elettrico pubblico sudafricano Eskom ha avviato la realizzazione di un progetto pilota che prevede l'installazione di tre centrali termo solari in altrettanti impianti a carbone, che permettera' di diminuire drasticamente le emissioni di Co2. Il progetto gestito da Eskom e dal ministero delle Partecipazioni statali, riguardera' dapprima la centrale elettrica di Lethabo, nel nord-est del paese, e consentira' di evitare le emissioni causate annualmente dall'uso di 2.845 tonnellate di carbone.......Leggi tutto su Agi.it
E IN ITALIA LA VERA ENERGIA SENSIBILE DOV' E'?
SOLO NELL'IMMAGINARIO DELLE DITTE ENERGETICHE E NELLE PUBBLICITA'?
MA PER L' ITALIA ANCORA...... TANTO .....TANTO CARBONE?
SEMPRE PIU' CARBONE?
VADO.LIGURE,CIVITAVECCHIA,BRINDISI,
PORTO TOLLE ,ROSSANO CALABRO,LA SPEZIA .......DOCENT.
IL TERZO MONDO STA FORSE CAMBIANDO LATITUDINE COME LE INNONDAZIONI?
DAL NUOVO GOVERNO TECNICO NOI CITTADINI CI ASPETTIAMO UN SERIO E REALE CAMBIAMENTO DI ROTTA .
O PER NOI....... IL TUNNEL DIVENTERA' SEMPRE PIU' BUIO E NERO.
Leggi su Savona News
Sorgenia (l'energia sensibile)..... per difendere il carbone a Vado
Leggi su GreenStyle
Rinnovabili, gli investimenti superano quelli per le fonti fossili

Il progresso delle fonti rinnovabili è stata a dir poco notevole – ha commentato Achim Steiner, segretario esecutivo del Programma Ambientale delle Nazioni Unite – anche perché gli investimenti record sono giunti nel bel mezzo di una crisi economica e finanziaria.Un’altra buona notizia è che l’aumento degli investimenti nel settore ha determinato un calo progressivo dei prezzi dei componenti per le rinnovabili e più in generale dell’elettricità “verde”, rendendola molto più competitiva con le fonti energetiche convenzionali.
Un ruolo fondamentale nell’incremento della spesa per l’energia alternativa si deve agli incentivi applicati da un numero sempre maggiore di governi ed enti locali....
Fonte: Los Angeles Times | Ecogeek
___________________
Tratto da Il Corriere della Sera
Liberare l’Arpa dalla politica e approvare la legge sui reati ambientali
Tutta Italia adesso sa che peso abbia l’emergenza ambientale a Brescia e in Lombardia. Lo sanno grazie all’arresto del vicepresidente del consiglio Nicoli Cristiani ,uomo forte del PdL bresciano. “MI SERVE L’AIA (autorizzazione integrata per le industrie, ndr) A MAGGIO ALTRIMENTI LE BANCHE…” dice l’imprenditore arrestato Locatelli ad un amico (lo riportano le intercettazioni telefoniche). E Chiama Nicoli, non l’Arpa, non la Provincia che dovrebbero rilasciarla. Perchè “LI HA SOTTO TUTTI LUI”. E dai commenti dei politici di queste ore sembra che molti CONOSCESSERO IL SISTEMA NICOLI (copyright di Claudio Bragaglio del Pd). Pensare che Nicoli ha fatto senza problemi 10 anni l’assessore regionale all’Ambiente e 3 anni fa stava per diventare presidente regionale dell’Arpa.
Per cercare di arginare in futuro l’escalation tremenda di reati ambientali servirebbero urgentemente due misure.
1) Approvare il disegno di legge che giace in parlamento dal 24 aprile 2007 e che intende inasprire le pene per i reati ambientali, adeguandoli a livello europeo (oggi gli inquinatori se la cavano al 97% con una piccola multa amminitrativa). Vuol dire anni di carcere, multe fino a 300mila euro. Gli arresti della Procura avranno - credo- una ricaduta efficace: gli imprenditori disonesti si saranno ben spaventati e quindi righeranno dritto per un pò. Ma è urgente che vengano inasprite le pene per i reati ambientali, che si limitano spesso a qualche multa amministrativa.
2) Liberare l’Arpa dal giogo della politica regionale (renderla effettivamente indipendente) e ridargli il potere di fare sequestri e controlli seri (pochi sanno che la Regione ha tolto scandalosamente il ruolo di polizia giudiziaria ai pochi tecnici Arpa che l’avevano). L’Arpa in diverse zone della Lombardia (in primis a Brescia) è accusata di non fare controlli a sufficienza. Spero che sia chiaro che non si trattava di assenza di mezzi: credo si trattasse di una precisa volontà politica. Lasciare stare aziende amiche, inquinatori amici.
L’emergenza è chiara: il Pirellone si impegni a fare di Arpa un organo indipendente con gli strumenti necessari per controllare l’ambiente. Perchè mica si può sperare sempre in anni di indagini della procura.
Leggi l'articolo integrale
Nessun commento:
Posta un commento