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20 giugno 2012

Rinnovabili in crescita, fonti fossili in affanno.......

 Tratto da Qualenergia

Rinnovabili in crescita, fonti fossili in affanno

 La continua crescita del fotovoltaico incide sul mondo governato dalle fonti fossili attualmente in crisi.  Quali strade percorrere nello scenario energetico che si sta delineando? Quale futuro per l’Italia che è alle prese con la definizione dei nuovi incentivi che accompagneranno il settore nei prossimi anni? Silvestrini a Ecoradio.


Ascolta audio (mp3 – durata 2’40’’)
La continua crescita del fotovoltaico, insieme alla recessione, incide sul mondo governato dalle fonti fossili attualmente in crisi.
Due centrali termoelettriche a ciclo combinato, infatti, rischiano la chiusura (leggi anche Rinnovabili contro fossili, prime vittime nel termoelettrico? su QualEnergia.it).
I dati parlano chiaro: le rinnovabili sono cresciute del 50% negli ultimi quattro anni e il fotovoltaico, lo scorso maggio, ha coperto il 9% di tutta la produzione elettrica nazionale.

Cosa fare nell’attuale scenario energetico che si sta delineando? Quale futuro per l’Italia che è alle prese con la definizione dei nuovi incentivi che accompagneranno il settore nei prossimi anni?
Le rinnovabili si avviano, per alcune tecnologie, verso la grid
parity: dovranno giocare un ruolo da protagonista nello scenario energetico nazionale.

L’opinione di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e QualEnergia, a Ecoradio.


Leggi anche su QualEnergia

Conto energia fotovoltaico, “grave mancato accoglimento richieste Regioni”

“Molto gravi le indiscrezioni di queste ore, circa il mancato accoglimento - da parte del Governo - delle modifiche 'imprescindibili' richieste dalle Regioni”. (vedi qui, ndr)
 Si tratterebbe - scrivono - dell'ennesima posizione ideologica sulla quale si “arrocca” il Ministero dello Sviluppo Economico per il quale, a questo punto è d’obbligo dirlo, le uniche fonti energetiche "plausibili" sono quelle fossili.Leggi tutto

Rio+20: Basta coi Sussidi a Carbone, Petrolio, Gas

.......A vent’anni di distanza quasi nessuna delle promesse di Rio si è avverata. A parte il controllo del buco dell’ozono e la riduzione del tasso di deforestazione, è stata tutta una serie di insuccessi. Il riscaldamento globale e il cambiamento climatico ad esso associato stanno accelerando. La nitrificazione dei suoli e l’acidificazione degli oceani procedono a ritmi proeccupanti. Soprattutto, non cessa la dipendenza dai combustibili fossili per la produzione di energia, prima causa della crisi ecologica.

Al vertice in Brasile converranno tutti i leader mondiali, in particolare quelli del G20, che si raduneranno poco prima in Messico. Il tema della conferenza di Rio è “Costruire l’economia verde globale”. 350.org, l’organizzazione climattivista fondata da James Hansen e Bill McKibben, lancia per l’occasione una nuova campagna mondiale: 
 “Beh, non possiamo pensare ad un modo migliore per costruire la green economy che terminare sussidi ai combustibili fossili e investire nelle energie rinnovabili. Quindi useremo il vertice di Rio per lanciare la nostra campagna contro i combustibili fossili. 
 Il 18 giugno scateneremo una tempesta di 24 ore su twitter e gli altri social media, uniti da un unico, perentorio messaggio:
"EndFossilFuelSubsidies.”
http://endfossilfuelsubsidies.org/twitterstorm/

Tratto da Ecoo

Rio+20, gli accordi sono ancora lontani e Twitter si mobilita


A cura di Gianluca Rini
E intanto su Twitter parte la mobilitazione da parte degli utenti, che non sopportano che tematiche di questo genere, come sviluppo sostenibile ed energia, siano fermate da questioni burocratiche o di incomprensioni.
E’ stata l’associazione 350.org a proporre una mobilitazione da parte degli utenti del social network.
  (Per firmare  la Petizione)  La proposta è quella di scrivere sul proprio profilo la frase Per cosa si spendono 1.000 miliardi dollari? Fermiamo i sussidi ai combustibili fossili“.
Si tratta di una frase semplice, chiara, una provocazione nei confronti di chi si sta confrontando con un testo complesso ed aperto a varie interpretazioni come quello del documento da presentare alla conferenza Rio+20.
E allo stesso tempo quella proposta da 350.org è una mobilitazione che mira a sostenere il progetto sul quale si batte l’organizzazione, quello di far tornare a 350 parti per milione la concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera.
Sull’argomento è intervenuto anche Kumi Naidoo, direttore di Greenpeace internazionale, che ha dichiarato: I governi non vogliono raccogliere le sfide poste della crisi economica, ecologica e sociale: non c’è alcun segnale di una visione che sappia trasformare le crisi nell’opportunità di creare una prosperità durevole. 

Un reale cambiamento ci sarà solo quando i cittadini avranno preso nota dell’incapacità dei loro leader di garantire il futuro che vogliamo per i nostri figli“.

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