Stralcio da Il Fatto Quotidiano
Ilva di Taranto, i giudici: “Decreto legge ad aziendam come quelle ad personam”
di Francesco Casula
La legge “salva Ilva” varata dal Governo Monti “è niente più che una legge ad aziendam, che si colloca nella scia delle leggi ad personam inaugurata negli ultimi venti anni in Italia”.
È il duro affondo del presidente della Corte d’appello di Lecce, Mario Buffa, che in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario ha dedicato (oltre alla copertina della sua relazione) un intero capitolo alla vicenda del capoluogo ionico che sta coinvolgendo, in uno scontro istituzionale che arriverà fino alla Corte Costituzionale, azienda e Governo da una parte e magistratura dall’altra.
Per il presidente Buffa, dunque, la legge 231 che consente alla fabbrica del Gruppo Riva di tornare a produrre e commercializzare i prodotti già sequestrati come corpo del reato è “una legge che riconsegna lo stabilimento a coloro che fingevano di rispettare le regole di giorno e continuavano ad inquinare di notte......
Il magistrato a capo del distretto che comprende Lecce, Brindisi e Taranto non risparmia la politica: “Può avere anche ragione il ministro Passera a definire irreparabile, con un aggettivo così radicale, il danno che deriverebbe non solo a Taranto, ma forse all’intera economia nazionale, dal blocco definitivo dell’attività dello stabilimento.Ma un danno irreparabile purtroppo si è già verificato e sono i morti, i malati di tumore e di leucemia che hanno funestato finora un’intera città”. E infine sul conflitto che si è creato tra poteri dello Stato ha spiegato che “ancora una volta la magistratura si è trovata da sola a dover far fronte ad un problema di proporzioni enormi, che altri con la sua indifferenza e negligenza ha lasciato ingigantire” con un chiaro riferimento ai legami tra politica, istituzioni e azienda emersi che grazie al lavoro della Guardia di finanza di Taranto che ha condotto l’indagine denominata “ambiente svenduto” .
“Io voglio solo augurarmi – ha concluso Buffa – che la comunità di Taranto sappia trovare la sua unità, intorno a questo problema; che si renda conto quanto sia assurdo contrapporre il diritto al lavoro al diritto alla salute, di quanto cinismo ci sia nello slogan che è stato gridato nelle piazze secondo cui di tumore si potrà morire in futuro ma con la perdita del lavoro si può morire subito.
I cittadini di Taranto hanno diritto di

Nessun commento:
Posta un commento