Riceviamo da ISDE Italia
LA COMMISSIONE AMBIENTE DELLA CAMERA HA ESPRESSO OGGI A MAGGIORANZA PARERE NEGATIVO AL DECRETO LEGGE SULLA COMBUSTIONE DI RIFIUTI NEI CEMENTIFICI.
Credo che il comunicato ISDE abbia avuto un ruolo importante, perchè è stato inviato a tutti i membri della commissione parlamentare.
Grazie di cuore a tutti quelli che hanno contribuito a questo risultato.
Dottor Roberto Romizi Presidente Isde Italia
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Nella lettera aperta del dottor Di Ciaula dell'Isde,
indirizzata al ministro Clini, si legge: "Riteniamo opportuno
ricordarLe l'articolo 5 del codice deontologico dei Medici: 'Il medico è tenuto a considerare l'ambiente nel quale l'uomo vive e lavora quale determinante più importante della salute dei cittadini. A tale fine il medico è tenuto a promuovere una cultura civile per l'utilizzo appropriato delle risorse naturali anche allo scopo di salvaguardare l'utilizzo stesso da parte delle future generazioni'.
Anche qualora Lei non riconosca valide le evidenze scientifiche sino ad ora prodotte sulla nocività di centrali nucleari, inceneritori, impianti a biomasse e cementifici con o senza co-combustione di rifiuti, riteniamo opportuno ricordarLe la necessità del rispetto del principio di precauzione, citato nell'articolo 191 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (UE).
Esso afferma che ove vi siano minacce di danno serio o irreversibile, l'assenza di certezze scientifiche non deve essere usata come ragione per impedire che si adottino misure di prevenzione della degradazione ambientale". Poi, dopo pochi giorni, la polemica, che evidentemente pochi avevano l'"interesse" di alimentare, è scemata, cadendo nel dimenticatoio, mentre il Paese, che ormai si muoveva per inerzia, diminuiva progressivamente la sua velocità angolare. Il risultato del "silenzio" è stato che il decreto legge che consentirebbe di "bruciare rifiuti negli impianti di produzione di cemento" è passato pochi giorni fa (il 16 gennaio scorso) a Parlamente "scaduto".
Tratto da Casa e clima
Anche i Medici contrari a bruciare i rifiuti nei cementifici
Permettere
la combustione dei rifiuti nei cementifici comporterebbe gravi danni
per la salute dei cittadini. Dopo varie manifestazioni di protesta in
tutta Italia, anche l'Associazione italiana Medici per l'Ambiente si
schiera contro il testo del decreto che vorrebbe introdurre la
possibilità di classificare
il cdr (combustibile derivato rifiuti) in combustibile solido secondario
(css), permettendo, in tal modo, che venga utilizzato come “prodotto
industriale di libera circolazione”, in alternativa ai combustibili tradizionali.
BLOCCARE IL DECRETO LEGGE CLINI. Il provvedimento, proposto dal Ministro dell'ambiente Corrado Clini, è stato approvato dal Cdm
lo scorso 26 ottobre 2012 e, per essere convertito in legge, dovrà
ricevere il parere positivo della Commissione Ambiente della Camera. E'
proprio in vista della riunione a Palazzo Montecitorio che i medici per
l'ambiente lanciano un appello affinché l'approvazione venga bloccata.
CEMENTIFICI, IMPIANTI INQUINANTI E INADATTI ALLA COMBUSTIONE DI RIFIUTI.
I cementifici- spiega Agostino Di Ciaula, referente per la Regione Puglia dell'Associazione italiana medici per l'ambiente (Isde Italia)- sono impianti industriali altamente inquinanti che
producono almeno il triplo di CO2 rispetto a un inceneritore classico e
che prevedono limiti di emissioni molto più alti.” E sopratutto, non
sono nati per bruciare rifiuti. Non hanno dotazioni tecnologiche
specifiche e quindi “la combustione di rifiuti nei cementifici comporta una variazione della tipologia emissiva di questi impianti,
in particolare in merito alla emissione di diossine/composti organici
clorurati e metalli pesanti È stato dimostrato- prosegue Di Ciaula- che
la combustione di CSS nei cementifici causa un significativo incremento
delle emissioni di metalli pesanti, in particolare mercurio, enormemente
pericolosi per la salute umana.”
INTERVENTO CHE VA IN CONTROTENDENZA RISPETTO ALLA DIREZIONE EUROPEA.
E questo senza considerare che la destinazione
dei rifiuti a pratiche di incenerimento è contraria alla recente
raccomandazione del Parlamento Europeo (A7-0161/2012, adottata a Maggio
2012), di rispettare la gerarchia dei rifiuti e di intraprendere, entro
il prossimo decennio, la strada dell’abbandono delle pratiche di
incenerimento di materie recuperabili in altro modo. “Una politica
finalizzata alla transizione dal concetto di rifiuto a quello di
risorsa, che preveda una progressiva riduzione della quantità di rifiuti
prodotti e una concreta politica di riutilizzo della materia attraverso
trattamenti a freddo- conclude Di Ciaula- sarebbe pratica decisamente
più sostenibile, economicamente vantaggiosa e orientata al bene comune
di quanto sia qualunque scelta che comporti forme di incentivo alla
combustione.”

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