COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".

08 febbraio 2013

L’italia condannata dall’Unione Europea per l’inquinamento ambientale da pm10:Al danno sulla salute e l’ambiente si somma quello sulla tasca....

Tratto da Agorà Magazine

L’italia condannata dall’Unione Europea per l’inquinamento ambientale da pm10

giovedì 7 febbraio 2013

Il problema più grave oggi in Italia è rappresentato da una classe dirigente che, di fatto, ha accettato che l’inquinamento ambientale generi una strage silenziosa, in numero pari a quello di un conflitto. Taranto, Marghera, Priolo rappresentano solo la punta, ma anche la dimostrazione di come il problema ambientale e dell’inquinamento, prima di essere un problema politico, è un problema culturale e d’interessi corposissimi.
Una prova evidente di quest’affermazione si trova nello scarsissimo eco sui maggiori media riguardo alla condanna dell’Italia da parte della Corte Europea di Giustizia in materia d’inquinamento atmosferico. Non è una novità che il nostro Paese sia condannato su questioni che riguardano l’ambiente, tanto che sono in corso 36 procedimenti dell’UE per parziali o totali mancati recepimento di direttive ambientali. La condanna questa volta assume una particolare rilevanza perché riguarda il superamento dei limiti del PM 10 (polveri sottili aventi un diametro inferiore o pari a 10 millesimi di millimetro e superiore a 2,5 millesimi di millimetro) in molte regioni italiane.
La Commissione UE, proprio sulla base dei dati inviati dal nostro Paese, rilevava lo sforamento del PM 10 per gli anni 2006 e 2007 in ben 55 zone e diffidava l’Italia al rispetto dei limiti. ...
Alla Commissione è stato sufficiente dimostrare che nessun dato era stato trasmesso dall’Italia per la valutazione di quanto incidesse il vento e la forma del territorio nel superamento dei limiti, e conseguentemente denunciava l’Italia alla Corte di Giustizia, che ha ritenuto, fondate le contestazioni avanzate dalla Commissione Europea e condannato l’Italia. 
........ L’assurdo di questa situazione è che le cose da fare il legislatore italiano le ha scritte nel d.lgs. 155 del 2010!.......


Alle polveri sottili è associati vari gravi rischi per la salute. Rischi riconosciuti da autorevoli organismi scientifici accreditati come l' Organizzazione Mondiale della Sanità (riconosciuti nel 2005) , l’American Thoracic Society (1999) e l’American College of Cardiology Society (2010).
Effetti acuti e cronici che possono comportare una diminuzione della speranza di vita e un aumento della mortalità in generale. 
Certo che se i magistrati fossero tutti come la dott.ssa Todisco o il dott Guariniello, forse i cittadini qualche speranza di rispetto della legge, per far cessare gli attentati alla salute e la strage da tumori, l’avrebbero..........
La legge esiste ma nella pratica è solo un pezzo di carta utile, per dimostrare il recepimento delle direttive UE.
Oltre agli attentati alla salute, per la mancata applicazione delle norme esiste anche il problema che la condanna determina il pagamento di pesanti sanzioni giornaliere. 
 La sanzione pecuniaria, comminata dalla Corte si compone una penalità di mora e di una somma forfettaria.
La determinazione della sanzione dipende da tre criteri: la gravità dell’infrazione, la sua durata, la necessità di garantire l’efficacia dissuasiva per evitare recidive. 
Il calcolo delle sanzioni è fatto dalla Commissione Europea attraverso la moltiplicazione di un importo base (…210 euro per la somma forfettaria + 640 euro per la penalità di mora ) per un coefficiente relativo a ciascuno dei criteri prima ricordati. Il primo criterio quello della gravità dell’infrazione è valutato tra 1 e 20 in base alla importanza delle norme. Nel nostro caso si è facili profeti se si afferma che il coefficiente sarà il massimo! Stessa valutazione sulla determinazione del coefficiente di gravità la cui valutazione , dipenderà dalla stima del danno alla salute umana o all’ambiente.
Insomma possiamo ipotizzare che il nostro Paese per il mancato rispetto di queste norme comunitarie a tutela della salute umana dovrà anche pagare delle sanzioni pecuniarie che, graveranno sulle tasche dei cittadini e non su quelle dei parlamentari e dei ministri che si sono succeduti negli ultimi 14 anni.  
Sarebbe interessante conoscere quali azioni ha posto in essere l’attuale Ministro Clini, su questa grave e onerosissima condanna da parte della Corte di Giustizia del nostro Paese! Sanzioni che possono triplicarsi perché la durata dell’inadempimento si esprime attraverso un coefficiente che, varia da uno a tre calcolato computando 0,10 per ogni mese trascorso a decorrere dalla pronuncia della prima sentenza di inadempimento. 
Analoga valutazione è da farsi nei confronti della Corte dei Conti che , dovrebbe promuovere azioni di responsabilità per i danni determinati da Ministri, Presidenti di Regioni, di Province e Sindaci per mancato rispetto delle norme comunitarie che determinano costi sanitari, aumento di malattie gravi, mortalità e pene pecuniarie altissime , pagate dal contribuente italiano.
Al danno sulla salute e l’ambiente si somma quello sulla tasca costituito dalle multe da pagare all’Unione Europea!
Leggi l'articolo integrale su  Agorà Magazine

Nessun commento: