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31 ottobre 2023

Recommon: Perché la lotta di Vado Ligure ci riguarda tutti

 Tratto da Recommon

Perché la lotta di Vado Ligure ci riguarda tutti


 I cittadini del golfo di Savona e quelli di Piombino non stanno solo portando avanti delle lotte relative al loro territorio, ma stanno difendendo il “cortile” di tutti e il nostro diritto di guardare a un futuro senza combustibili fossili.

Ci stiamo legando mani e piedi al gas per decenni senza che ci sia un bisogno reale per il Paese. Sono sempre di più le voci fuori dal coro che, dati alla mano, dimostrano come in Italia la realizzazione delle infrastrutture per il gas vada soprattutto a vantaggio dei grandi player del settore, con Snam in primissima fila.

Recentemente l’ex ministro dell’Ambiente Sergio Costa, in un incontro dal titolo “La strategia Energetica Italiana: i casi di Vado e Piombino”, ha sottolineato come il nostro Paese abbia passato la fase più dura dell’emergenza energetica e adesso potrebbe arrivare con i nuovi progetti a gestire circa 140 miliardi di metri cubi di gas. Il tutto a fronte però di un consumo annuo che si aggira fra i 68 e i 70 miliardi di metri cubi, di fatto solo la metà. Un dato che deve far riflettere. D’altronde anche una recente analisi del think tank ECCO evidenzia che la domanda di gas italiano, ma anche europeo, sia destinata a ridursi nel medio e lungo termine.

Noi di ReCommon abbiamo allegato il rapporto di ECCO alle nostre osservazioni formali sullo spostamento del rigassificatore da Piombino a Vado che si vorrebbe realizzare nel 2026. Nel nostro documento, inoltre, ribadiamo un interrogativo nodale: dov’è finita la strategia di uscita dalle fossili dell’Italia?.

C’è un ulteriore punto, intrinsecamente collegato con quello appena citato, su cui siamo profondamente critici: l’abuso del concetto di “emergenza”. L’italianissimo continuo ricorso proprio a provvedimenti emergenziali ha sostenuto decisioni di investimento di risorse pubbliche in grandi infrastrutture energetiche che comportano un impatto non di breve, ma di fin troppo lungo termine. Il caso del rigassificatore di Piombino, occorre ribadirlo, è quanto mai esemplificativo. La nave Golar Tundra doveva essere utilizzata per un periodo di 3 anni, proprio per fare fronte nel breve termine all’esigenza di aumentare le importazioni di gas da fonti diverse dalla Russia. La richiesta da parte di Snam di un permesso di funzionamento per ulteriori 22 anni, con spostamento all’area di mare compresa tra Vado Ligure e Savona (a una distanza estremamente ridotta dai centri abitati, pari a 4 chilometri nel caso di Vado Ligure e 2,9 chilometri nel caso di Savona) non può rispondere a una logica emergenziale. Al contrario si tratta di un investimento di lungo termine, che porta Snam e il governo italiano a incentivare l’utilizzo di gas fossile fino al 2048, solo due anni prima della scadenza limite del 2050 in cui l’Italia dovrà raggiungere l’obiettivo del “Net Zero Emissions”. Come già accennato, per buona pace della strategia per l’uscita dalle fossili.

Eppure gli eventi climatici estremi sono diventati la regola e non serve di certo a migliorare la situazione investire nel gas. Fonte fossile che inoltre presenta una variabilità folle dei prezzi, che lo renderanno presto inaccessibile. Lo dice lo stesso amministratore delegato di Snam Stefano Venier in una recente intervista: “La contrazione della domanda, la crescita marginale dell’offerta e la rimozione degli ostacoli infrastrutturali hanno contribuito a creare un fragile equilibrio instabile nel mercato del gas”. Perché insistere con questi progetti costosi e impattanti ma di breve termine, quando si potrebbe pianificare subito una giusta transizione fuori dalle fossili? Quello che vediamo è la mancanza di coraggio della politica nell’opporsi all’agenda di un colosso della distribuzione come Snam che ha evidenti interessi nell’import-export di gas. I cittadini del golfo di Savona e quelli di Piombino non stanno solo portando avanti delle lotte relative al loro territorio, ma stanno difendendo il “cortile” di tutti e il nostro diritto di guardare a un futuro senza combustibili fossili.

18 ottobre 2023

EMANUELA SABIDUSSI : Nave rigassificatore: ecco i possibili impatti sul mondo marino.

Tratto da Italia che Cambia 
Nave rigassificatore: ecco i possibili impatti sul mondo marino 
Torniamo a parlare del progetto della nave rigassificatore e questa volta lo facciamo cambiando il punto di vista. Dopo aver dato voce all'impatto sulla sfera umana infatti, oggi parliamo di chi spesso voce in capitolo su queste grandi decisioni non le ha: il regno animale e vegetale, che condivide con noi questa parte di mondo. La domanda è: che impatto avrebbe questo progetto di grandi opere su di loro? 
….. Abbiamo affrontato in queste settimane diversi aspetti della questione: dichiarazioni politiche, interessi economici, problemi energetici, gruppi di cittadini schierati per il no e politici per il sì. Nel raccontare tutto ciò mi sono resa conto però che la visione maturata sinora e a voi offerta era esclusivamente antropocentrica, laddove anche quando si è parlato dei possibili effetti inquinanti e di rischio lo si è fatto esclusivamente da un punto di vista delle possibili conseguenze per gli abitanti umani del territorio, dimenticando però che siamo parte di un ecosistema molto più ampio e complesso. Per questo motivo contatto Gabriella Motta, biologa e guida ambientale escursionistica, ornitologa del Parco del Beigua e divulgatrice scientifica, per porle qualche domanda rispetto all’attuale situazione del mare oggetto di interesse per l’installazione della nave e le possibili conseguenze sul futuro traffico marino delle navi che trasporteranno il gas liquefatto. Si prevede che la nave rigassificatore che venga installata a Vado Ligure, davanti alle coste savonesi. Si tratta di un’area marina protetta: è corretto? Esatto, l’area prescelta interesserebbe due aree marine protette: l’area marina protetta Isola di Bergeggi (istituita nel 2007) e l’area protetta internazionale Santuario Pelagos, che coinvolge Italia, Francia e Principato di Monaco e che copre una superficie di 87.500 km². Quest’ultima nata nel 2002 è stata creata per limitare comportamenti umani che mettevano a rischio la sopravvivenza dell’ecosistema marino e in particolare dei cetacei.

Si tratta di un mare molto particolare: esiste una ricchissima biodiversità, ogni piccolo cambiamento ambientale di salinità, corrente, torbidità possono mettere a rischio l’esistenza di diverse specie
…..

Vado Ligure confina con Bergeggi, altra area marina molto particolare: ce ne vuoi parlare?

I fondali dell’area marina di Bergeggi sono estremamente ricchi di vita. È presente infatti in questa parte di mare una biodiversità che non ha nulla da invidiare alle barriere coralline per varietà e bellezza. Un elemento fondamentale in quest’area è la presenza della posidonia: si tratta di una pianta superiore, ovvero che possiede radici, fusto, foglie e proprio attraverso le sue radici è in grado di trattenere il suolo formando delle vaste praterie. Si tratta quindi di una barriera naturale contro l’erosione delle coste.

Quali sono i possibili rischi per la vita marina vegetale ed animale ad oggi presente in modo così importante in quest’area?

Per quanto riguarda la poseidonia, ad esempio, risente molto dei cambiamenti di corrente e della torbidità delle acque; ha infatti bisogno di luce come tutte le piante per poter effettuare la fotosintesi. Inoltre dalle informazioni pubblicate sul progetto della nave rigassificatore si parla della candeggina che verrà riversata in mare e dell’acqua utilizzata per il processo di rigassificazione, che verrà rimessa in mare a una temperatura più bassa.

A ciò si aggiunge il movimento continuo delle grandi navi che si muoveranno in quest’area. Insomma, l’impatto ci sarà: questi ecosistemi hanno un equilibrio molto delicato che era stato ripristinato dopo anni e anni di protezione. Ciò che mi stupisce è che non ci sia stato nessuno studio approfondito e imparziale per comprendere l’effettivo impatto ambientale per l’intero ecosistema mare.


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31 agosto 2023

CONTRODEDUZIONI DELLO STUDIO TERRA SRL per il RIGASSIFICATORE di Piombino…..

 Tratto da Regione  Toscana.it


        CONTRODEDUZIONI  ELABORATE DALLO 

STUDIO TERRA SRL  SULLA DOCUMENTAZIONE DI CHIARIMENTO DEPOSITATA DA SNAM ALL’ OPERA DENOMINATA FSRU PIOMBINO  E COLLEGAMENTO ALLA RETE NAZIONALE GASDOTTI IN COMUNE DI PIOMBINO .

Elaborate dal
 Dottor Marco Stevanin 
Dott. Cinzia Ciarallo 
Prof Fabrizio Bianchi
Dott.sa Cinzia Morsiani 
Ing Navale Andrea Bertolato
Ing Giovanni Francalanza  




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