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Visualizzazione post con etichetta parti civili. Mostra tutti i post
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19 novembre 2020

Oggi Processo Tirreno Power, i testimoni delle parti civili: “Polveri, inquinamento e rischi per la nostra salute”

Tratto da  IVG

Processo Tirreno Power, i testimoni delle parti civili: “Polveri, inquinamento e rischi per la nostra salute”
Nuova udienza nel procedimento per disastro ambientale e sanitario colposo


Vado Ligure. Nuova “tappa” nel processo a carico di Tirreno Power, per il quale sono imputati 26 persone, tra vertici e dirigenti dell’azienda, rinviati a giudizio per disastro ambientale e sanitario colposo.

Questa mattina, a porte chiuse, si è svolta un’altra udienza nell’ambito del procedimento penale in corso.

Dopo le ultime due udienze di settembre e ottobre, nelle quali altri cittadini hanno esposto le conseguenze delle emissioni di carbone nei pressi della centrale anche durante il periodo di gestione di Enel, anche oggi in aula sono stati ascoltati altri test delle parti civili coinvolte nel processo.

Numerose le persone ascoltate e portate in aula dalle parti civili, tutte residenti nei pressi dell’ex centrale a carbone: al vaglio la loro situazione fisica e psicologica negli anni del funzionamento dell’impianto. Sono 48 persone che si sono costituite come parte civile con Medicina Democratica nel procedimento in corso: chiedono un risarcimento del danno morale per la paura di poter contrarre delle patologie a causa dell’ esposizione alle emissioni della centrale termoelettrica, una specie di “class action” per i danni collaterali.

I testimoni, tramite le domande dell’avvocato di Medicina Democratica Rita Lasagna (che assiste le parti civili assieme all’avvocato Laura Mara), hanno ancora una volta raccontato la difficile situazione ambientale vissuta nel contesto urbano vicino alla centrale vadese, con riferimento alle polveri presenti nei giardini, nei terrazzi, sulle auto e anche sui vestiti stesi, con continui rischi e paure per la propria salute.

“I test hanno evidenziato i gravi fenomeni di inquinamento, con l’impossibilità di mangiare frutta e verdura del proprio orto, ad esempio, oltre a raccontare le malattie all’apparato respiratorio e cardiocircolatorio che hanno colpito i loro familiari” affermano i legali.

Per la prossima settimana, il 26 novembre, è già stata fissata dal giudice Francesco Giannone una nuova udienza, nella quale proseguiranno le testimonianze delle parti civili: in aula saranno sentiti il referente savonese di Medicina Democratica Maurizio Loschi e il presidente nazionale Marco Caldiroli.

Il processo proseguirà con i test delle associazioni ambientaliste e del Ministero dell’Ambiente, anche loro parti civili nel procedimento penale, successivamente saranno ascoltati in aula i consulenti tecnici.

19 marzo 2019

Comunicato di Uniti per la Salute Onlus del 19 Marzo 2019

Comunicato di Uniti per la Salute ONLUS 

L'associazione esprime la propria soddisfazione per la decisione del giudice Dott. Giannone  di ammettere come parti civili tutti i soggetti, enti, associazioni e privati, che ne avevano fatto richiesta. ritenendosi danneggiati dal disastro ambientale e sanitario contestato.
Altrettanto positivo è che si sia giunti rapidamente all'apertura del dibattimento per cui già nella prossima udienza verrà sentito il primo testimone della Procura della Repubblica. 
Rimane il rammarico per la decisione di tutti gli enti locali:comuni di Vado e Quiliano, Provincia e Regione di non essere presenti in questo processo così importante per le comunità locali quando al processo si sono costituiti i Ministeri dell' Ambiente e della Salute 

La Stampa:Processo Tirreno Power, 50 abitanti di Vado ammessi come parte civile

 “UNITI PER LA SALUTE ONLUS” AMMESSA COME PARTE CIVILE INSIEME ALLE ALTRE ASSOCIAZIONI.
Tratto da La Stampa

Processo Tirreno Power, 50 abitanti di Vado ammessi come parte civile

Accolte anche le richieste di associazioni ambientaliste, ministero alla Salute e all’Ambiente
SAVONA
Il giudice nel pomeriggio ha sciolto le riserve e accolto la costituzione
di parte civile di una cinquantina di abitanti di Vado Ligure, tutti
 residenti nella cosiddetta «zona di ricaduta» delle emissioni (
secondo l’accusa inquinanti) della centrale. Con loro sono stati
 accolti come parti civili anche Ministero della Salute, l’Accademia 
Kronos, il Codacons, Cittadinanza Attiva, Articolo 32, Adoc 
e le associazioni ambientaliste (Greenpeace, Medicina 
Democratica, Legambiente, Uniti per la Salute, Wwf e Anpana)
e il Ministero dell’Ambiente.

26 gennaio 2018

Centrale Tirreno Power : ministero e associazioni ambientali ammessi come parti civili.

Immagine tratta da La Stampa oggi in edicola
Tirreno Power, ministero e associazioni ambientali ammessi come parti civili.


Immagine tratta da Il Secolo XIX oggi in edicola 
Centrale , gli ambientalisti nel processo.

25 gennaio 2018

News:Tirreno Power, ministero e ambientalisti ammessi come parti civili nel processo

Tratto  da Il Secolo XIX

Tirreno Power, ministero e ambientalisti ammessi come parti civili nel processo

Vado Ligure - Ministero dell’Ambiente e sei associazioni ambientaliste (Greenpeace, Legambiente, Wwf, Anpana, Medicina Democratica e Uniti per la Salute) sono state ammesse dal giudice come parti civili nell’udienza preliminare in corso sul caso Tirreno Power, il presunto disastro ambientale e sanitario colposo che vede sotto accusa ventisette imputati tra cui i vertici dell’azienda. 
«Oggi è un gran giorno - ha detto Giovanni Durante, portavoce della Rete Savonese Fermiamo il Carbone - è stata riconosciuta dal giudice la rilevanza del lavoro svolto in tutti questi anni. Abbiamo grande fiducia nel lavoro della magistratura, e questo è un passo importante nella strada della verifica di una verità giudiziaria». Per Medicina Democratica questa «è una prima vittoria». 
Il pm ha chiesto il rinvio a giudizio di 26 persone tra cui i vertici dell’azienda.

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30 novembre 2017

TRIBUNALE DI SAVONA :Il Ministero dell’Ambiente si è costituito parte civile contro Tirreno Power




Tratto da IVG

Tirreno Power, il Ministero dell’Ambiente si è costituito parte civile

Per un difetto di notifica udienza rinviata a gennaio. 
Savona. Dopo l’udienza interlocutoria del 26 ottobre scorso, questa mattina in Tribunale a Savona nuova udienza per la nota vicenda della centrale di Tirreno Power a Vado Ligure. La novità di oggi è che, oltre a sei associazioni ambientaliste (Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana), anche il Ministero dell’Ambiente si è costituito parte civile nel procedimento per disastro ambientale e sanitario contro la centrale termoelettrica di Vado Ligure.

Tuttavia, per un difetto di notifica, la discussione in aula è stata rimandata all’udienza del 25 gennaio (che era stata già calendarizzata), con il giudice che ha fissato anche una nuova udienza nel mese di aprile 2018. Quindi, si dovrà attendere la prossima primavera per conoscere l’esito dell’udienza preliminare e di conseguenza il verdetto sulle richieste di rinvio a giudizio.

Tratto da Rsvn

Anche il Ministero dell’Ambiente si è costituito parte civile contro Tirreno Power

L'esito dell'udienza preliminare non sarà prima di aprile 2018
Risultati immagini per tirreno power




Vado Ligure. Il ministero all’Ambiente si è costituito parte civile nel procedimento per disastro ambientale contro la centrale di Tirreno Power. Congiuntamente al ministero ci sono anche sei associazioni ambientaliste: Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, Uniti per la salute, Wwf e Anpana. Per conoscere l’esito dell’udienza preliminare si dovrà attendere aprile 2018.

27 ottobre 2017

Anche Greenpeace e WWF nel processo a Tirreno Power :sei associazioni si sono costituite parti civili

Immagine tratta da La Stampa oggi in edicola

Anche Greenpeace e Wwf nel 

processo a Tirreno Power.

Sei associazioni si sono costituite parti civili contro i vertici della centrale

Sei associazioni ambientaliste, Greenpeace, Medicina Democratica, Legambiente, 
Uniti per la Salute, Wwf e Anpana, hanno chiesto di costituirsi parte civile nel procedimento sulla centrale Tirreno 
Power di Vado Ligure.
 La richiesta è stata formalizzata ieri mattina 
nel corso dell’udienza preliminare celebrata 
nell’aula magna del tribunale di Savona davanti 
al giudice Francesco Meloni.

Immagine tratta da Il Secolo XIX oggi in edicola
AL VIA L' UDIENZA PER DISASTRO AMBIENTALE E SANITARIO COLPOSO
Centrale ,sei associazioni chiedono i danni
Ventisei richieste di rinvio a giudizio da parte della Procura .Prime decisioni il 30 novembre

17 maggio 2016

Ilva: oggi 17 maggio inizia il processo, in 47 alla sbarra.Circa mille le parti civili nel procedimento per presunto disastro ambientale

Tratto da Ansa

Ilva: inizia il processo, in 47 alla sbarra

Circa mille le parti civili nel procedimento per presunto disastro ambientale

TARANTO - Dopo il replay di parte dell'udienza preliminare a causa di un vizio procedurale, inizia il 17 maggio nell'aula Alessandrini della Corte d'Assise di Taranto il processo per il presunto disastro ambientale causato dall'Ilva. Alla sbarra 44 persone fisiche e tre società. Tra gli imputati ci sono i fratelli Fabio e Nicola Riva, della proprietà Ilva (oggi in amministrazione straordinaria), l'ex governatore della Puglia, Nichi Vendola, il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, l'ex presidente della Provincia Gianni Florido, l'ex presidente dell'Ilva Bruno Ferrante, l'ex responsabile dei rapporti istituzionali dell'Ilva Girolamo Archinà, gli ex direttori di stabilimento Luigi Capogrosso e Adolfo Buffo, l'ex direttore di Arpa Puglia Giorgio Assennato, l'avvocato Francesco Perli (uno dei legali dell'Ilva), l'ex presidente della commissione ministeriale che rilasciò l'autorizzazione integrata ambientale all'Ilva, Dario Ticali e il deputato di Sel (ex assessore regionale) Nicola Fratoianni. 

Circa mille le parti civili. .......
L'elenco delle contestazioni comprende, tra gli altri, i reati di associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, avvelenamento delle acque o di sostanze alimentari, concussione aggravata, corruzione in atti giudiziari, getto pericoloso di cose, omissione di atti di ufficio, omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro e due omicidi colposi. Tre società (Ilva, Riva Fire e Riva Forni Elettrici) sono imputate per responsabilità amministrative. Sono stati già condannati con rito abbreviato don Marco Gerardo, ex segretario dell'ex arcivescovo di Taranto Benigno Luigi Papa (10 mesi di reclusione con pena sospesa per favoreggiamento), e l'ex consulente della Procura ionica Roberto Primerano (tre anni e quattro mesi per falso ideologico).