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11 febbraio 2014

Peacelink.Approvata nuova legge sanatoria su ILVA. Infrazione europea sempre più grave

Tratto da Peacelink

Approvata nuova legge sanatoria su ILVA. Infrazione europea sempre più grave

 Comunicato stampa di Peacelink
6 febbraio 2014 -
L'’approvazione, avvenuta ieri in Senato, del Decreto-Legge 10 dicembre 2013, n.136, comunemente detto “Decreto Ilva-Terra dei Fuochi”, è una sanatoria che pone l‘'Italia fuori dalle norme europee.
Il punto che desta particolare preoccupazione riguarda  la mancata messa a norma dello stabilimento ILVA di Taranto.
Siamo di fronte ad una sanatoria e ad una chiara violazione della direttiva europea IPPC sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'’inquinamento ambientale.
La direttiva IPPC obbliga il Governo e lo stabilimento ILVA alla messa a norma degli impianti attraverso l’'AIA (autorizzazione intergrata ambientale). E'’ invece avvenuto un fatto stupefacente: con questa legge l’'ILVA è autorizzata a non attuare il 20% delle prescrizioni dell’AIA.
E’ un pauroso pasticcio all '’italiana.
Con la nuova legge l'’ILVA potrà continuare a produrre anche solo avendo avviato l'’adozione dell’'80% del numero complessivo delle prescrizioni AIA.

In quel 20% di prescrizioni non ottemperate, l’'ILVA potrà includere le prescrizioni più importanti, come ad esempio la copertura del parco minerali o la riduzione delle emissioni diffuse e fuggitive della cokeria.
Gli effetti sulla salute di una simile logica perversa sono potenzialmente devastanti. L’'AIA è stata scritta per essere rispettata al 100% e non all’'80%.
Con questa legge l’Italia si pone al di fuori delle norme europee.
Su questo punto PeaceLink ha informato in modo dettagliato stamane la Commissione ed il Parlamento Europeo.
Il decreto contiene anche una norma “salva-proprietà” che prevede che, al fine di stanziare gli investimenti necessario alla realizzazione del piano industriale (che non c’è), vengano ampliati i poteri del Commissario straordinario Enrico Bondi al fine di poter disporre delle somme necessarie per un aumento di capitale  attraverso l’'emissione di nuove azioni ILVA..........

In barba alla procedura di infrazione realizzata dalla Commissione Europea sulla base della denuncia di PeaceLink e del Fondo Antidiossina Taranto, l’'Italia continua a violare il diritto di Taranto alla salute e al futuro.
Inoltre va sottolineato che con la nuova legge approvata oggi dal Parlamento italiano, l’'Ilva e gli altri impianti strategici possono essere autorizzati a produrre anche se non rispettano sostanzialmente le prescrizioni AIA in quanto basta che i lavori relativi ad una prescrizione siano “avviati” (ma non “completati“) per considerare attuata la prescrizione.
Così slitta tutto il crono programma dell‘'AIA.
Il rispetto del  rigoroso cronoprogramma era stato considerato dalla Corte Costituzionale quale condizione sine qua non della produzione ILVA. Ora anche questo punto è stato aggirato.
Siamo di fronte ad una legge anti-cittadini, anti-esseri umani, anti-Taranto, in nome della produzione a tutti i costi dell’'acciaio e della garanzia assoluta dei profitti.
Ma tutto questo prima o poi finirà perché l’Italia si è posta fuori dalle norme europee con grossolana noncuranza.
Per PeaceLink 
 -Antonia Battaglia -Luciano Manna- Alessandro Marescotti

26 novembre 2013

Rifiuti, arriva la sanatoria della vergogna.Un colpo di spugna che rischia di costare caro ai contribuenti italiani

 Tratto da Il Fatto Quotidiano

Rifiuti, arriva la sanatoria della vergogna. Niente multe ai sindaci sulle discariche.

Il collegato ambientale alla Legge di stabilità del governo proroga e posticipa gli obiettivi della raccolta differenziata per i Comuni.E di fatto solleva migliaia di amministratori dal rischio di pagare di tasca propria i danni provocati dal mancato rispetto di quei tetti.

 Un colpo di spugna che rischia di costare caro ai contribuenti italiani sui quali già pendono infrazioni europee per 100 milioni di euro


Un colpo di spugna per lavare i peccati ambientali dei sindaci. Mentre i Comuni bombardano gli italiani con avvisi di pagamento della Tares, il governo Letta condona loro milioni di euro di multe sui rifiuti. E dunque, niente sanzioni ai sindaci per “eccesso di discarica”. All’Italia della Terra dei Fuochi mancava giusto questo, il trattamento differenziato per primi cittadini inadempienti, con “collegata” deroga, sanatoria e liberatoria per disastri ambientali passati e futuri. Che spunta proprio nel cuore dell’Agenda Verde del governo approvata venerdì scorso. Incredula Legambiente, proteste si levano da diverse regioni d’Italia, in primis la Liguria, dove si è materializzata una condanna della Corte dei Conti agli amministratori locali a rifondere l’erario del danno da loro provocato con l’insufficiente raccolta differenziata. Il punto è che la maggior parte dei sindaci ora si ritrova quella tagliola al collo, visto che la metà delle regioni italiane porta ancora il 50% di rifiuti in discarica e solo 1.300 amministrazioni locali hanno raggiunto dall’obiettivo fissato dalla legge 152/2006 di portare la differenzia al 65% entro il 2012.
Migliaia di sindaci, dunque, potrebbero essere chiamati a pagare di tasca propria le multe che la legge prevedeva in forma di maggiorazione, la cosiddetta “ecotassa”, nella misura del 20% del tributo sui rifiuti in eccesso conferiti in discarica dai comuni inadempienti. Costi su cui l’erario può rivalersi, come è accaduto a Recco (Genova), dove lo scorso maggio la magistratura contabile ha condannato gli amministratori a risarcire lo Stato per un milione di euro.  
In soccorso dei sindaci è arrivato, niente meno, il ministro dell’Ambiente. Il disegno di legge collegato alla legge di stabilità - presentato come primo tassello dell’Agenda Verde del governo ora all’attenzione della Camera – mette un bel cerotto al problema.
L’articolo 18 introduce una semplice modifica normativa che ha però l’effetto di una generale sanatoria perché sostituisce le scadenze degli obiettivi di legge fissati ormai sette anni fa e le deferisce nel tempo, sgravando di riflesso da eventuali azioni di responsabilità gli amministratori che, nel frattempo, non li hanno rispettati. Il tetto del 65%, che doveva essere conseguito l’anno scorso, slitta di 4 anni e arriva al 2016. .....
“E’ una cosa vergognosa – sbotta il vicepresidente di Legambiente, Stefano Ciafani – un provvedimento che premia gli amministratori che non rispettano gli obblighi di legge e penalizza quelli virtuosi, un controsenso rispetto al principio di equità economico-ambientale per cui chi più inquina più paga. Anziché pensare al condono per i sindaci, spostando gli obiettivi che non hanno rispettato, il governo dovrebbe incentivare il riciclo rendendolo meno costoso della discarica e dell’inceneritore. Solo così possiamo centrare gli obiettivi che l’Europa ci chiede”.
Dall’Europa multe per 100 milioni
Sono quattro le procedure di infrazione Ue all’Italia per eccessivo conferimento di rifiuti, discariche abusive e fuori norma. Allo stato più avanzato la 2003/2077, relativa a 218 discariche da bonificare in 18 regioni, che pende davanti alla Corte di giustizia. L’Italia rischia una multa di 61,5 milioni di euro e una multa giornaliera di 256.819 euro per ogni giorno successivo alla sentenza fino al momento di messa in regola........
Perché alla fine si andrà a parare lì, sulle quattro procedure aperte che rischiano di costarci oltre 100 milioni di euro  e cui presto potrebbero aggiungersene altre. Per la felicità del contribuente italiano. “Quell’articolo spinge nella direzione contraria agli obiettivi indicati dall’Europa perché incentiva ulteriormente i Comuni verso il rifiuto in discarica. ... Ma quello che conta, a quanto pare, è rimandare il rischio imminente delle multe ai primi cittadini sull’ecotassa. 
“Non si pagheranno fino a tutto il 2014 e dal 2015 le pagheranno solo i comuni che non avranno raggiunto nell’anno precedente solo il 35% di differenziata, non di più. ...

.......Il provvedimento era stato invocato proprio dal Presidente della Liguria Claudio Burlando che in una nota ufficiale del 4 aprile scorso aveva chiesto al presidente della Conferenza Stato-Regioni l’attivazione di una procedura che consentisse “tramite la definizione di un Accordo di programma tra Ministero dell’Ambiente, Regione ed enti locali interessati, di ottenere una deroga rispetto agli obiettivi fissati dalla normativa nazionale”. Se il provvedimento non sarà fermato alla Camera, a questo punto, il desiderio dei sindaci inquinatori (e di Burlando) sarà legge.
“Non si sa come andrà a finire. Ma noi faremo pressione sui parlamentari per togliere di mezzo quell’articolo vergognoso” promette Ciafani.....

di Thomas Mackinson e Ferruccio Sansa
Leggi l'articolo integrale su Il Fatto Quotidiano

12 ottobre 2013

Piano per l' Ilva di Taranto : quanto tempo deve aspettare ancora la salute?

Tratto da Peacelink

Piano Ilva: quanto tempo deve aspettare ancora la salute?

Un piano delle misure e delle attività di tutela ambientale deludente
11 ottobre 2013 - Alessandro Marescotti
ilva di taranto
Il Piano delle misure e delle attivita' di tutela ambientale e sanitaria presentato dal Comitato di Esperti per l'Ilva di Taranto e' deludente in quanto rinvia ancora una volta le scelte importanti e le soluzioni.
L'Aia del 2012 viene ora resa flessibile ed e' spalmata su tempi allungati, entrando in contraddizione con la stessa sentenza della Corte Costituzionale che prescriveva una puntuale e rigorosa applicazione di tutte le prescrizioni dell'Aia secondo la tempistica definita nell'ottobre 2012.
Porteremo questo piano di fronte alla Commissione Europea perche' e' la dimostrazione che - invece di sanzionare le inadempienze all'Aia - si prorogano i tempi e le scadenze con una sanatoria.
Viene meno l'equilibrio fra salute e produzione invocato dalla Corte Costituzionale e si genera uno squilibrio inaccettabile.
Quanto ancora deve aspettare la salute?
Alessandro Marescotti
Presidente di PeaceLink
www.peacelink.it