30 gennaio 2005

20io/01/22 Lettera che abbiamo inviato per segnalare problematiche inerenti le misurazioni degli inquinanti .... !!!


Pubblichiamo la lettera che abbiamo inviato agli enti in indirizzo per segnalare che sul sito della regione sono indicati SOLO 3 inquinanti !!!

Uniti Per La Salute

Associazione di Volontariato ONLUS

Sig. Presidente Regione Liguria ,

Sig Assessore Ambiente Regione Liguria,

Sig. Presidente Provincia di Savona,

Sig. Direttore generale Dipartimento Ambiente Regione Liguria,

Sig. Sindaco Comune di Quiliano,

Sig. Sindaco Comune di Vado Ligure ,Sig. Sindaco Comune di Savona

Oggetto: misurazione degli inquinanti

Sappiamo che con delibera di Giunta regionale n.1196 del 26 settembre 2008 è stato e dato mandato agli uffici regionali competenti di definire le azioni da mettere in atto per consentire il monitoraggio del PM 2,5 (polveri sottili) e il monitoraggio o stima delle concentrazioni in aria-ambiente di metalli e IPA in applicazione del decreto legislativo 152/07.

Mentre si ribadisce che sul nostro territorio non risultano siano state misurate le polveri PM 2,5 come già ben previsto dal DM 60/2002, si chiede quanti anni dovranno trascorrere perché i cittadini vedano adempiuto quanto previsto dalla legislazione in tutela della loro salute.

A nostro parere tuttavia è assai preoccupante quanto segue:

Premesso che il decreto 2 aprile 2002 n 60 prevede che sia data informazione al pubblico ed alle categorie interessate con frequenza almeno giornaliera , e nel caso di valori orari, se possibile ogni ora sui livelli degli inquinanti previsti nello stesso decreto

- si citano art 11 per il biossido di zolfo, art 16 per biossido e ossidi di azoto, art 23 per il particolato [segnatamente PM10 (art 17) e PM 2,5 (art 18)] art 28 per il piombo, art 33 per il benzene, art 37 per il monossido di carbonio-.

Premesso inoltre che per quanto riguarda l’ozono il Decreto legislativo 21 maggio 2004 n. 183 all’art 7, comma 2 recita: Le regioni e le province autonome competenti mettono regolarmente a disposizione del pubblico informazioni sulle concentrazioni di ozono nell'aria, aggiornate con frequenza almeno giornaliera ovvero, se opportuno e possibile, con frequenza oraria. Dette informazioni includono almeno i casi di superamento dell'obiettivo a lungo termine riferito alla protezione della salute umana, i casi di superamento delle soglie di informazione e delle soglie di allarme, con la specificazione delle ore di superamento, nonche', se opportuno, una breve valutazione degli effetti sulla salute di tali casi di superamento.

si comunica che, nonostante le citate precise normative, sul sito della Regione Liguria sono visibili solo i valori di tre inquinanti : benzene PM1O e biossido di azoto.

Con la presente si chiedono i motivi di questa misurazione ridotta a tre soli inquinanti.

Si richiede inoltre motivazione della soppressione dei valori storici degli altri inquinanti, non più presenti sul sito.

In definitiva si chiede se gli inquinanti mancanti vengano misurati: se sì perché non ne venga più data comunicazione come previsto dal decreto, se no quali siano i motivi di tale decisione.

In ogni caso la scrivente associazione desidera conoscere, in mancanza di dati visibili, con quali criteri si stia operando per la comunicazione delle soglie di attenzione e di allarme previste dalle norme vigenti.

Uniti per la Salute

Quiliano 19.01.2010

29 gennaio 2005

Considerazioni di Uniti per la salute: E a Savona che aria tira?

E a Savona che aria tira?

In Liguria forse non abbiamo il traffico di Milano ma abbiamo ben "TRE CENTRALI A CARBONE........"e non ci risulta che misurino in modo continuativole polveri sottili Pm 2,5 come previsto dal decretoministeriale 60/2002.

I Cittadini hanno il Diritto di Sapere l'Aria che respirano......
le autorità competenti hanno la responsabilità di far in modo che la normativa ambientale venga rispettata.

Come fanno i cittadini a sapere gli eventuali sforamenti in mancanza di dati sugli stessi?

Tutti i dati ambientali liguri hanno avuto un momentaneo oscuramento dal 1 gennaio al 26 gennaio 2010 " sottolineato nella nostra lettera inviata ,per conoscenza ai nostri amministratori, dati ora miracolosamente ricomparsi,,,,,,,,,,,,,,Ve ne pubblichiamo lo stralcio di uno ,a noi parso particolarmente rilevante, relativo alla postazione di Vado Ligure, del benzene Eccovi alcuni Valori 13,42 9,64 9,5 9,4...........Guardateli nell'immagine sottostante o in rete in tempo reale
sul sito
Ambiente in Liguria ;
Inoltre i dati pubblicati in rete ,da parecchi mesi si sono ridotti solo a tre inquinanti : Benzene,pm10,ossidi di azoto.....
Continuiamo quindi a non vedere ossidi di zolfo e ozono .....e le .......famigerate Pm2,5non abbiamo ancora avuto l'onore di sapere quando saranno una buona volta misurate.
Solo per conoscenza vi proponiamo lo stralcio di alcuni di tali valori,apparsi su tale sito, del 25 -26 gennaio con l'ora delle misurazioni
Via Aurelia - Via Ferraris - Vado L. - Tipo zona: Urbana - Tipo postazione: TrafficoBenzene - adsorbimento continuo, gc/fid

dataora valore
25/01/2010 09:0025/01/2010 10:007.24

25/01/2010 10:0025/01/2010 11:007.57

25/01/2010 12:0025/01/2010 13:006.28

25/01/2010 13:0025/01/2010 14:0013.42

25/01/2010 14:0025/01/2010 15:007.25

25/01/2010 15:0025/01/2010 16:007.66

25/01/2010 16:0025/01/2010 17:007.91

25/01/2010 17:0025/01/2010 18:007.84

25/01/2010 18:0025/01/2010 19:007.99

25/01/2010 19:0025/01/2010 20:007.65

25/01/2010 20:0025/01/2010 21:007.43



22/01/2010 09:0022/01/2010 10:007.25

22/01/2010 10:0022/01/2010 11:007.09

22/01/2010 11:0022/01/2010 12:008.18

22/01/2010 12:0022/01/2010 13:008.93

22/01/2010 13:0022/01/2010 14:009.39

22/01/2010 14:0022/01/2010 15:009.64
22/01/2010 15:0022/01/2010 16:009.5

22/01/2010 16:0022/01/2010 17:009.63

22/01/2010 17:0022/01/2010 18:009.48

22/01/2010 18:0022/01/2010 19:008.79

22/01/2010 19:0022/01/2010 20:008.15

22/01/2010 20:0022/01/2010 21:008.1


I VALORI di questi giorni, non proprio di intenso traffico automobilistico (infatti il benzene è prodotto oltre che da certi impianti industriali ....dal traffico automobilistico,e dai riscaldamenti)
nostro malgrado non ci tranquillizzano proprio ....

Infatti leggiamo sulla Direttiva 2000/69/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2000, concernente i valori limite per il benzene ed il monossido di carbonio nell'aria ambiente :"Il benzene è una sostanza cancerogena genotossica per l'uomo ed è impossibile individuare un limite al di sotto del quale non vi siano rischi per la salute umana".

E i valori delle sovrastanti tabelle sono di per se abbastanza eloquenti......Non avremo il traffico di Milano ma i sovrastanti valori dovrebbero farci riflettere sull'aria di questi giorni.
E non solo noi...............


Ci permettiamo alcune considerazioni:

valutando il benzene su tutte le postazioni presenti sulla schermata di Ambiente in Liguria ,siamo gli unici ad avere valori così alti per intervalli di tempo così lunghi.
Qualcuno si sarà chiesto il motivo di questi valori di benzene?
Non saranno certo dovuti solo al traffico, in realtà molto limitato in questi giorni sul nostro territorio,anche perchè a Genova, con sicuramente maggior quantità di traffico di autovetture ,hanno solo in centro pochi valori in linea con i nostri .Attendiamo provvedimenti seri che tutelino la nostra salute anche perché è giunto il momento di di porre "come priorità atti concreti a tutela della salute dei cittadini".
A Quiliano dove operano una "Centrale a Carbone"e un deposito Costiero di olii minerali misurano un solo inquinante gli ossidi di Azoto .
Invece di diimplementarne il numero,nel corso del 2009 , da tre siamo passati ad uno solo !!!!!!!!
Ci sembra realmente troppo poco per sentirci tranquilli.

ANZI DALLE ISTITUZIONI CI ASPETTEREMMO UNA DECISA PRESA DI POSIZIONE nell'ottica di RAGGIUNGERE un" EFFICIENTE ,CONTINUO E CAPILLARE MONITORAGGIO DEGLI INQUINANTI SUL TERRITORIO" E SOPRATTUTTO "A NORMA DI LEGGE "

25 gennaio 2005

2009/01/25 "A PROPOSITO DI ARSENICO E CENTRALI TERMOELETTRICHE A CARBONE......."


Vi proponiamo uno stralcio tratto dalle osservazioni e rilievi relativi al procedimento di Autorizzazione Unica della Centrale Termoelettrica di Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia poichè presenta interessanti aspetti ed approfondimenti validi anche per la centrale di Vado Ligure

Caratteristiche dell’arsenico ed effetti sulla salute umana.

L’arsenico è stato dichiarato cancerogeno per l’uomo dal Department of Health and Human Services (DHHS),dall’International Agency for Research on Cancer (IARC) e dall’EPA (il dipartimento USA per la protezione dell’ambiente). L'assorbimento di quantità specifiche di arsenico intensifica le probabilità di sviluppo di cancro
della pelle, di cancro polmonare, di cancro al fegato, alla vescica, al rene e di cancro linfatico.

Causa inoltre l’aumento della pressione arteriosa, malattie del sistema cardiovascolare, del sistema nervoso e compromette l’efficacia dell’insulina aumentando l’incidenza del diabete.
E’, tra gli elementi in traccia, uno dei più mobili sia nell’idrosfera che nell’atmosfera e nella crosta terrestre è presente naturalmente in concentrazioni relativamente basse (2 ppm), ma i livelli nel terreno oscillano anche a seconda della presenza di contaminazioni industriali. L’arsenico può essere poi facilmente veicolato nelle altre sfere geochimiche attraverso polveri trasportate dal vento.

Attività antropiche, come la combustione del carbone interferiscono sul ciclo dell’arsenico, immettendo nell’ambiente ulteriori pericolose quantità di questo elemento. L’arsenico è tra gli elementi tossici più noti e non sembra svolgere alcuna funzione essenziale per lo sviluppo e la crescita delle specie viventi. Anzi, può invece
causare danni gravi ed irreversibili se supera determinati limiti nell’ambiente in generale e in particolare nei mezzi capaci di essere assorbiti (come cibi, acque potabili, atmosfera).

Ciò che rende ancora più pericoloso questo elemento come altri, è la tendenza a dar luogo a naturali processi di accumulo lungo la catena alimentare. L'arsenico infatti viene facilmente assimilato dalle piante e da queste può essere trasferito agli animali superiori; ogni volta che si passa poi da un livello trofico ad uno superiore le biomasse diminuiscono e la concentrazione dell’elemento nei tessuti aumenta enormemente, mettendo in serio rischio la salute degli animali superiori, uomo compreso.
Il carbone arriva a contenere fino a 35 grammi di arsenico per ogni 1.000 grammi di sostanza a secondo della provenienza (Jack C. coll, 2003).
L'attività umana è responsabile del rilascio in atmosfera di 80.000 tonnellate di arsenico all'anno liberate dalla combustione dei combustibili fossili..
E’ bene specificare che non esistono livelli di arsenico non dannosi.
La combustione del carbone emette nell’aria soprattutto polveri di diametro compreso tra 0.1 - 0.5 Gm e l´efficacia dei filtri a manica, tecnologia definita d´avanguardia nella limitazione delle emissioni di materiale corpuscolato, si riduce sensibilmente per le polveri di diametro <>

Inoltre, la maggior parte del PM prodotto dalla combustione del carbone si forma successivamente alla emissione dei fumi (PM secondario), come conseguenza della condensazione di altri inquinanti emessi in forma gassosa. I metalli come l´arsenico sono veicolati soprattutto da polveri dello stesso diametro di quelle prodotte dalla combustione del carbone (Review of the U.S. Department of Energy Office of Fossil).
La presenza di composti metallici nei fumi di combustione è conseguenza diretta del contenuto di metalli presente inizialmente nel combustibile. Di norma i metalli tendono ad evaporare durante la fase di combustione e a ricondensare in fase di raffreddamento, andando ad adsorbirsi sulle particelle di polveri presenti nei fumi.

L’ulteriore dubbio che permane riguarda, oltre l’efficacia, l’efficienza dei filtri, inclusi quelli a manica durante il normale esercizio; è un problema comune a tutte le tecniche normalmente adottate ed attiene alla capacità di manutenzione costante delle apparecchiature, unica garanzia di funzionamento nel tempo nel rispetto delle caratteristiche del progetto. Dubbio sostanziato del fatto che non necessariamente si rileva una soluzione tempestiva in casi di disfunzione.omissis

La Direttiva europea del 15 dicembre 2004 n.107 fissa i valori limite per gli inquinanti atmosferici presenti nell’aria delle nostre città che il Parlamento Europeo ha ritenuto pericolosi per la salute delle popolazioni. Tra questi, oltre a nichel e cadmio, c’è l’arsenico.
Tale direttiva costituisce un punto di riferimento obbligatorio per i responsabili della salute pubblica e fissa il valore limite per l’arsenico in 6 ng/m3 (media annuale), valore ben lontano da quelli risultanti dai rilevamenti effettuati.
La direttiva europea sulla qualità dell’aria è stata recepita nel 2007 anche in Italia e modificata nel 2008, prescrivendo proprio il monitoraggio dell’arsenico.
Ma il ritardo e le difficoltà della giurisdizione italiana nel recepire completamente la direttiva comunitaria, nulla tolgono alla validità dei limiti indicati, né alle aspettative del Parlamento Europeo teso a legiferare in prospettiva di un miglioramento della qualità ambientale e dello stato sanitario pubblico.

Citiamo dalla nota di trasmissione ‘Verso una politica più efficace in materia di emissioni industriali’, del Consiglio dell’Unione Europea, Bruxelles 14 gennaio 2008(all.5):
‘Azione 1. Garantire il recepimento integrale della legislazione sulle emissioni industriali
La legislazione volta a limitare le emissioni industriali è stata concepita per la tutela e il miglioramento dell’ambiente in Europa e per la tutela della salute e del benessere dei cittadini europei. Il successo di una normativa dipende, in primo luogo, da un recepimento efficace nell’ordinamento giuridico nazionale degli Stati membri. Vari Stati non hanno provveduto a recepire integralmente la direttiva IPPC e la normativa connessa sulle emissioni industriali entro le scadenze previste.
La Commissione prenderà pertanto tutti i provvedimenti necessari, compresi i procedimenti d’infrazione, per garantirne il recepimento integrale e corretto.’

L’arsenico rilasciato dagli impianti di produzione di energia e da tutti i processi di combustione, viaggia in atmosfera attaccato alle polveri sottili (Pm10 e frazioni inferiori) e gli effetti dell’inquinamento derivante dalla combustione del carbone saranno sentiti per aree molto estese grazie alla veicolazione dei venti.
L’ambito delle ricadute non può limitarsi alla superficie di 25 * 31 Km . E’ noto dal punto di vista scientifico che le particelle più fini (PM2.5) vengono trasportate a lunga distanza, anche a centinaia di Km in poche ore. Tale capacità è ben riconosciuta nelle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO, 2000, Air Quality Guidelines). L’ambito di interesse delle ricadute delle emissioni
dalla centrale è un ambito regionale (e nazionale) e non può limitarsi ai pochi Km2 in prossimità dell’impianto.


E non a caso, tenuto conto delle problematiche collegate anche alla centrale Enel di Brindisi Sud alimentata a carbone, con riferimento all’ordinanza del sindaco di Brindisi che ha vietato l’utilizzo delle colture per inquinamento dei terreni circostanti gli impianti, c’è legittima preoccupazione anche nei comuni limitrofi.omissis

In particolare, data la natura del processo produttivo in esame, si ritiene una grave lacuna il fatto che relativamente alle polveri venga monitorata la sola frazione granulometrica più grossolana, ovvero le Polveri Totali Sospese, trascurando completamente il controllo sulle frazioni più sottili che da dati di letteratura risultano, tra l’altro, le più rappresentative sotto il profilo quantitativo. Si ritiene, inoltre,
altrettanto grave il fatto che non venga previsto il monitoraggio di Composti Organici Volatili(Benzene), sicuramente prodotti anche dal tipo di impianto in questione e di recente oggetto di particolare attenzione dagli strumenti normativi di settore

. Conclusioni finali
Alla luce della rilevanza delle lacune sopra argomentate, si ritiene necessaria
l’implementazione del piano di monitoraggio e controllo con lo sviluppo di quelle tematiche riscontrate, non adeguatamente approfondite e, nei casi peggiori, del tutto trascurate che comportano gravi lacune sotto il profilo sanitario ( principio di precauzione)


In sintesi: un buon piano di monitoraggio conviene a tutti, all’autorità competente che ha l’interesse di garantire l’osservanza delle prescrizioni autorizzative, al gestore che ha l’interesse di aumentare l’efficacia della produzione riducendo al massimo possibile l’impatto dei controlli sul normale esercizio (tanto in termini di tempo quanto di risorse impegnate) e di poter oggettivamente dimostrare la propria conformità alle prescrizioni, alle agenzie ambientali che hanno l’interesse di effettuare compiutamente il proprio compito istituzionale utilizzando al meglio possibile le risorse.....
leggi tutto l'articolo in versione originale

21 gennaio 2005

2009/01/21 "I Medici per l’Ambiente e l’intelligenza inquinata"


Comunicato stampa della sezione napoletana dell’Associazione Medici per l’Ambiente:
IN RELAZIONE ALLA ORMAI IMMINENTE INAUGURAZIONE DELL’INCENERITORE DI ACERRA, OPPORTUNAMENTE COSTRUITO IN UNA TERRA DECLARATA DISASTRATA DA DIOSSINA, I SOTTOSCRITTI “MEDICI PER L’AMBIENTE” COLGONO L’OCCASIONE PER FARE I PIU’ SENTITI AUGURI E RACCOMANDARE A TUTTI I SANTI IN PARADISO LA POPOLAZIONE DI ACERRA, NAPOLI E CASERTA CHE SARA’ OGGETTO SIA DELLE EMISSIONI IN ATMOSFERA DI UNA NUMEROSISSIMA SERIE DI INQUINANTI (MOLTO PIU’DELLE SOLE DIOSSINE “FILTRATE”) AD ALTISSIMA PERICOLOSITA’ PER LE PIU’ GRAVI PATOLOGIE CRONICHE, MA CHE RIMARRA’ IN OGNI CASO ESPOSTA AL DANNO DI PERICOLOSISSIME E TOSSICHE CENERI CHE SARANNO OPPORTUNAMENTE INTERRATE NELLE TERRE GIA’ DISASTRATE DA DECENNI DI SVERSAMENTI TOSSICI E NOCIVI. TALI CENERI RISULTERANNO OVVIAMENTE TANTO PIU’ TOSSICHE QUANTO PIU’ SARANNO EFFICIENTI I TANTO DECANTATI “FILTRI” CHE SARANNO IMPIANTATI SUL CAMINO DELL’INCENERITORE E SARANNO OPPORTUNAMENTE SMALTITE IN TUTTE LE NON IDONEE TERRE DELLA REGIONE CAMPANIA, DA CHIAIANO AD ANDRETTA, SULLA BASE DEI VIGENTI DISPOSITIVI DI LEGGE.

FORMULIAMO ALTRESI’ I PIU’ SINCERI AUGURI E COMPLIMENTI ALLE BANCHE ED ALLE IMPRESE DEL NORD CHE SONO RIUSCITI NELLA NON FACILE IMPRESA DI ASSICURARE, IN UNA ITALIA CHE VOLGE AL FEDERALISMO FISCALE E SANITARIO, UN INTROITO CERTO E SENZA RISCHI SANITARI AL NORD DI ALMENO SESSANTA MILIONI DI EURO L’ANNO PER UN MINIMO DI VENTI ANNI GRAZIE AD UNO DEGLI IMPIANTI PIU’ GRANDI DI EUROPA, GARANTENDO INVECE, SULLA BASE DI QUANTO CALCOLATO DAI MEDICI INGLESI IN TERMINI DI SOLI COSTI INDIRETTI SANITARI AGGIUNTIVI, (RELAZIONE ALLEGATA ALLA PRESENTE), IN UNA REGIONE COME LA CAMPANIA, E IN UNA ZONA COME QUELLA DI ACERRA, GIA’ AI VERTICI NAZIONALI PER MALATTIE CRONICHE, MALFORMAZIONI INFANTILI E TUMORI , UN COSTO AGGIUNTIVO (!) PER MEDICINE E CURE NON INFERIORE AI 40 MILIONI DI EURO L’ANNO (CENERI ESCLUSE!) PER TUTTO IL TEMPO DI FUNZIONAMENTO DI TALE OBSOLETO, E ORMAI IN VIA DI ABBANDONO IN TUTTO IL MONDO OCCIDENTALE, STRUMENTO DI SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI.

IL TUTTO AVENDO ASSICURATO UNA ASSENZA CERTA DI UN NUMERO DI ADEGUATI ED EFFICIENTI IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO PURE A DISPOSIZIONE DELLA REGIONE CAMPANIA (VEDI 7 CDR) CHE AVREBBERO POTUTO ELIMINARE I RISCHI PER LA SALUTE DERIVANTI DAI RIFIUTI UMIDI MA SOPRATTUTTO DIMINUIRE GLI INCASSI, GARANTITI DALLA TRUFFA DEI CIP6, DI TALE INCENERIMENTO INDISCRIMINATO, ASSICURANDO PURE LAUTI STIPENDI AD UN SERVIZIO PUBBLICO INDECOROSAMENTE INCAPACE DI ASSICURARE UNA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEGNA DI QUESTO NOME E RISPETTOSA DEI PARAMETRI DI LEGGE ITALIANI ED EUROPEI.

RINGRAZIAMO ALTRESI’ PER IL GENTILE ED ULTERIORE OMAGGIO CHE LE BANCHE E LE IMPRESE DEL NORD HANNO ASSICURATO AL COMUNE DI NAPOLI CHE SI E’ VISTO PRIVARE DEI LAUTI GUADAGNI ASSICURATI DAI CIP 6 PER ACERRA .

LA COSTRUZIONE DI UN ALTRO INCENERITORE A SOLI 10 KM DA ACERRA ED IN PIENO CENTRO A NAPOLI, CITTA’ GIA’ AI VERTICI NAZIONALI PER INCIDENZA DI TUMORI AL POLMONE E DANNO DA TRAFFICO VEICOLARE PER ASSENZA DI QUALUNQUE RAZIONALE CONTROLLO, GARANTIRA’ ALLE VUOTE CASSE DEL COMUNE DI NAPOLI LA POSSIBILITA’ DI SPRECARE NON MENO DI ALTRI 40 MILIONI DI EURO L’ANNO PER I PROSSIMI VENTI ANNI, CON UN ULTERIORE COSTO AGGIUNTIVO PER MEDICI E MEDICINE NON INFERIORE AI VENTI MILIONI DI EURO ANNO CHE I NAPOLETANI, IN REGIME DI FEDERALISMO FISCALE E SANITARIO, POTRANNO SERENAMENTE E FELICEMENTE PAGARE CON LE PROPRIE TASCHE!

GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, A TUTTI I POLITICI NAZIONALI E LOCALI DI TUTTI I PARTITI!
CHE DIO VE NE RENDA IL GIUSTO MERITO !

NAPOLI , LI 20 GENNAIO 2009 - MEDICI PER L’AMBIENTE SEZIONE DI NAPOLI

2009/01/21 ""L’intelligenza inquinata di Patrizia Gentilini"


L’intelligenza inquinata
Questione beni comuni: la privatizzazione dell’acqua. Diamo spazio ad un articolo dell’oncologa Patrizia Gentilini ed alla notizia che arriva da Pozzuoli: diverse associazioni, con la collaborazione dell’Assemblea Nazionale dei Giuristi Democratici, hanno prodotto un esposto alla Procura della Repubblica contro il Comune.
La stragrande maggioranza degli italiani non si è accorta che mentre si disquisiva su grembiulini, guinzaglio al cane e voti in pagella, l’attuale governo, senza -sia chiaro- incontrare la benché minima opposizione, ha dato il via libera alla privatizzazione dell’acqua con l’articolo 23 bis del decreto legge 133/2008. Ciò significa che è stato sancito per legge che nel nostro paese l’acqua non è più un bene pubblico, ma una merce e che la gestione dei servizi idrici può quindi essere affidata a imprese/società pubbliche, miste, ma anche totalmente private, ad es. alle stesse multinazionali che controllano il mercato delle acque minerali.

Da anni voci coraggiose, come quella di padre Alex Zanotelli, sostengono che la privatizzazione dell’acqua a livello mondiale causerà milioni di morte per sete nei paesi più poveri ed è l’acqua, ancor più del petrolio, l’oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre......(omissis)

Ma l’esproprio di Beni Comuni non si è limitato all’ acqua, il 30 dicembre nel silenzio politico delle festività e grazie alla complicità di tutte le forze politiche, presenti e non, in Parlamento, con la legge n. 210 del 30 dicembre 2008 (http://www.parlamento.it/parlam/leggi/08210l.htm) pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.2 del 3 gennaio 2009, sono stati riconfermati i vergognosi CIP6 agli inceneritori, con una spesa per i contribuenti valutabile in due miliardi di Euro l’anno. Nel dl 172 all’articolo 9 (incentivi per la realizzazione degli inceneritori) vengono infatti confermati gli incentivi (“Cip6”) all’incenerimento per la parte non biodegradabile dei rifiuti e per le cosiddette “fonti assimilate”. Gli incentivi Cip6 vengono concessi a tutti gli impianti in costruzione o entrati in esercizio prima del 31 dicembre 2008. Vengono altresì confermati, in aggiunta, per una quota pari al 51%, gli incentivi sotto forma di “Certificati Verdi” a tutte le forme d’incenerimento (sia rifiuti tal quali, sia residui da raccolta differenziata che per il cosiddetto “combustibile da rifiuti”). Questo sia che si tratti di rifiuti non biodegradabili che biodegradabili. Anche questo nel più assordante silenzio dei media e nel più ampio e trasversale consenso di tutte le forze politiche.
Sarebbe utile che qualcuno ricordasse agli amministratori e ai politici che la comunità europea ha quantificato in modo molto preciso i costi dei danni all’ambiente ed alla salute derivanti da una qualunque fonte emissiva (costi esternalizzati http://www.externe.info/). Tali costi andrebbero pertanto sempre tenuti in considerazione per ogni insediamento produttivo/industriale. Aanche se questi “costi” in Europa sono – al momento - valutati da 3 a 5 volte meno che negli USA, è importante che finalmente si riconosca – nei fatti - che una centrale elettrica, una discarica, un inceneritore, un cementificio, ecc. _provocano_ danni, che hanno oltre ad un costo in termine di sofferenza, anche costi economici ben quantificabili. Ecco alcuni esempi del macabro “tariffario”:

* Cancro (mortale o no): 2 milioni di €

* Morte prematura: 1 milione di €

* Valore di un anno di vita perso: 50mila euro

* 1 punto di quoziente intellettivo perso ( a causa del mercurio ): 10 mila €

A titolo di esemplificazione ricordo che lo studio di Coriano, a Forlì, aveva evidenziato, fra le donne residenti almeno 5 anni nel raggio di 3.5 km da 2 inceneritori, un eccesso di morti stimabile in oltre un centinaio di casi: i conti sono presto fatti, oltre 200 milioni di Euro! Ma qual’è il prezzo in termini di sofferenza e lutto per un familiare deceduto per un cancro evitabile? Chi potrà mai risarcirli?
Sempre a titolo esemplificativo ancora più recentemente http://wmr.sagepub.com/cgi/content/abstract/26/2/147 sono stati calcolati i danni economici che la combustione dei rifiuti arreca alla salute delle popolazioni: questi costi variano da 4 a 21 Euro per ogni tonnellata di rifiuti combusta, a seconda che ci sia recupero o meno di energia e dell’ efficienza di tale recupero; quindi, ovviamente, i danni arrivano anche con i tanto decantati impianti a recupero energetico.
Si può facilmente calcolare che un inceneritore da 120.000 tonnellate comporterà, ogni anno, danni variabili da 480.000 a 2.520.000 Euro!

Che senso ha, in un momento di crisi economica così grave, in cui tutti noi paghiamo le conseguenze di una finanza mondiale che ha mostrato il suo vero volto bancarottiere, orientato solo alla ricerca illimitata di profitto, perseguire in scelte che comportano costi tanto intollerabil per le popolazioni? Come è possibile che anche quando esistono soluzioni semplici e concrete ai problemi mai, o quasi mai, esse vengano accolte? Incentivare il risparmio di energia, di acqua e di risorse in generale, puntare non sul carbone ma su fonti realmente rinnovabili quali solare ed eolico, riciclare e recuperare i rifiuti e non bruciarli, porterebbe certo meno profitti a multiutility, lobbies e multinazionali, ma certamente più salute e benessere a tutti noi. Comincio a pensare che il genere umano, in particolare chi ci governa, risenta dei gravi danni alle funzioni intellettive che l’inquinamento, specie da Piombo e Mercurio, provoca.
Suggerisco di stabilire dei nuovi “limiti di legge”: richiedere l’analisi del quoziente intellettivo non solo agli amministratori e ai politici che perseverano in scelte scellerate, ma anche a chi continua a votarli.
(Patrizia Gentilini, Medico Oncologo ed Ematologo. Articolo tratto da Agorà Magazine)

17 gennaio 2005

Risarcimento danni dell’ inquinamento alla salute


I costi dell' Inquinamento.
Riceviamo dal Dottor Paolo Franceschi per il Coordianmento dei Comitati per l' Ambiente e la Salute (Liguria).

Cari amici,
la Comunità Europea ha stabilito delle tariffe , per quantificare i danni dell' inquinamento alla salute.
Sono stati valutati sia i danni per malattie, di cui si possono stabilire dei costi di mercato, sia i danni per anni di vita persa, mortalità prematura ecc., di cui non si può stabilire un costo di mercato, ma che si basano su valutazione date da economisti in base a fattori standardizzati.
In linea di masima emerge che i "costi" in Europa sono valutati da 3 a 5 volte meno che negli USA.
Alcuni esempi del "tariffario":

* Cancro (mortale o no): 2 milioni di euro
* Morte prematura: 1 milione di euro
* Valore di un anno di vita perso: 50mila euro
* 1 punto di quoziente intellettivo perso ( a causa del mercurio ): 10mila euro
* ecc., ecc.

L' importanza principale dell' affermarsi di questi sistemi di calcolo in Europa e in usa non sta nei valori economici, ma nel riconoscimento che una centrale elettrica, una discarica, un inceneritore, un cementificio, ecc. provocano questi danni, che hanno un costo.
Non ci sono dubbi su questo punto, non c' è la necessità di fare alcuno studio di verifica per stabilire se il danno è provocato da una piuttosto che da un' altra centrale a carbone o inceneritore, ci sono solo delle variabili di entità che variano da zona a zona per molteplici fattori, che sono ben spiegati nello studio in questione.

Ricorderete certo che fino a metà dell' anno scorso i nostri amministratori affermavano, spalleggiati da importanti istituzioni tecnico scientifiche che:" in provincia di Savona il cancro non è causato dall' inquinamento", "le malattie cardiovascolari non sono causate dall' inquinamento", "La centrale non sembra essere responsabile di un eccesso di mortalità, ecc., ecc..: era un evidente tentativo, a dire il vero piuttosto penoso, di prendere tempo, fidandosi sulla proverbiale pazienza del popolo bue.

Queste affermazioni avvenivano mentre da 20 anni a livello europeo e USA si sta studiando non "se", ma "quanto" questi insediamenti ci costino in termine di malattie e morti.

E intanto a Vado accogliamo tutti i rifiuti solidi urbani di Savona e del Ponente della provincia, abbiamo una mega centrale a carbone, ci apprestiamo a costruire una megapiattaforma che porterà la mazzata finale ad un equilibrio ambientale già totalmente pregiudicato.

E allora mi chiedo e vi chiedo se, con questi dati che provengono dagli studi della Comunità Europea e degli USA, non sia il caso di cominciare a a verificare se si è fatto o no tutto quello che si poteva per evitare tanti drammi, e chiedere il risarcimento dei danni per quanto non sia stato fatto per impedire questi enormi danni alla popolazione.
Questo sarebbe anche una' ottima lezione per una più attenta valutazione degli insediamenti futuri e delle metodiche da utilizzare.


La risposta non può essere: "sono tutte cose che servono per lo sviluppo e l' occupazione, e per le esigenze di una società moderna", perchè le cose si potevano fare in maniera diversa:

1. E' ampiamente dimostrato come siano possibili altri e più efficaci sistemi di trattamento dei rifiuti solidi urbani, che in molti comuni d' Italia già esistono. La comunità europea d' altronde pone degli obiettivi che da noi non sono stati raggiunti. Pertanto, i danni alla salute ( quantificati economicamente in 12€ per tonnellata di rifiuti soldi urbani portati in discarica) devono esere risarciti da qualcuno.
2. Dopo 40 anni di centrale a carbone, si dovrebbe pensare a investire in energie alternative.
3. la centrale a gas potrebbe utilizzare sistemi più efficaci di abbattimento dgli ossidi di azoto, con conseguente riduzione dei "costi" (E' stata costruita quando erano già disponibili tecnologie più efficienti.
La lista è molto lunga, e ciascuno di voi potrebbe aggiungere qualcosa.

E quel che peggio ciascuno di noi potrebbe dire di avere avuto delle vittime da questo tipo di sviluppo dissennato, e che è il momento di studiare un futuro sostenibile e durevole, cominciando con il dotarci di una classe politica più efficiente e d informata.
Dottor Paolo Franceschi per il Coordinamento dei Comitati per l' Ambiente e la Salute (Liguria).

Tratto da/www.agoramagazine.it
Ambiente
Risarcimento danni dell’ inquinamento alla salute.
venerdì 16 gennaio 2009 di Patrizia Gentilini

È anche bene che, si cominci a fare sapere che la Unione Europea ha stabilito delle tariffe per quantificare i danni dell’ inquinamento alla salute. Sono stati valutati sia i danni per malattie, di cui si possono stabilire dei costi di mercato, sia i danni per anni di vita persa, mortalità prematura ecc., di cui non si può stabilire un costo di mercato, ma che si basano su valutazione date da economisti in base a fattori standardizzati. In linea di massima emerge che i "costi" in Europa sono valutati da 3 a 5 volte meno che negli USA.
L’ importanza principale dell’ affermarsi di questi sistemi di calcolo in Europa e in U.S.A.non sta nei valori economici, ma nel riconoscimento che una centrale elettrica, una discarica, un inceneritore, un cementificio, ecc. provocano questi danni, che hanno un costo.
Non ci sono dubbi su questo punto, non c’ è più la necessità di fare alcuno studio di verifica per stabilire se il danno è provocato da una piuttosto che da un’ altra centrale a carbone o inceneritore, ci sono solo delle variabili di entità che variano da zona a zona per molteplici fattori, che sono ben spiegati nello studio in questione.

Chiediamoci se, con questi dati che provengono dagli studi della Comunità Europea e degli USA, non sia il caso di cominciare a a verificare se si è fatto o no tutto quello che si poteva per evitare tanti drammi, e chiedere il risarcimento dei danni per quanto non sia stato fatto per impedire questi enormi danni alla popolazione. Questo sarebbe anche una’ ottima lezione per una più attenta valutazione degli insediamenti futuri e delle metodiche da utilizzare, specie quando- come per i rifiuti - esistono già validissime e più economiche soluzioni al posto di inceneritori e discariche!
E quel che peggio ciascuno di noi potrebbe dire di avere avuto delle vittime da questo tipo di sviluppo dissennato: è il momento di PRETENDERE non un solo FUTURO sostenibile e durevole, ma già un OGGI più vivibile cominciando con il dotarci di una classe politica più efficiente ed informata.

14 gennaio 2005

"Non solo Centro oli di Ortona. Le trivelle minacciano l'Abruzzo"



Tratto da Abruzzo 24 ore beta
Ambiente :Le trivelle minacciano l' Abruzzo
INTERVISTA A MARIA RITA D’ORSOGNA, RICERCATRICE E DOCENTE DI FISICA ALL’ UNIVERSITA’ DELLA CALIFORNIA.

Nonostante il bombardamento mediatico inerente lo stato di cattiva salute nel quale versa il Pianeta, le persone risultano spesso poco informate riguardo i temi dell’ambientalismo e i rischi derivanti dalle varie forme di inquinamento che ammalano la Terra. Da dove nascono l’amore per l’ambiente ed il rispetto per la Natura? Educazione, indole, esperienza …?

“Basta guardarsi attorno … Se si vive a contatto con la natura, immersi nelle risorse paesaggistiche e ambientali che il mondo offre, emerge spontaneo un senso di apprezzamento, di gratitudine, tale da indurre la gente a voler preservare e difendere quanto la circonda. A me è successo. Io ho studiato a Padova dove all’inizio degli anni 90 si faceva già la raccolta differenziata: ti veniva spiegato come un tale accorgimento fosse di aiuto per l’ambiente e contribuisse a ridurre l’inquinamento del territorio. Una persona sensibile assorbe questi insegnamenti e quando può, amplia i propri orizzonti. Quella che era una consapevolezza “vaga” e iniziale, è esplosa poi in una vera e propria presa di coscienza quando mi sono trasferita in California, dove ho compreso quanto fosse importante e anche bello partecipare al processo di risanamento dell’ecosistema.
La difesa della natura non è mai fine a se stessa. Difendere l’ambiente naturale significa difendere noi stessi, la nostra stessa vita. Dico questo non soltanto in relazione ai danni fisici che l’inquinamento può comportare all’organismo umano, mi riferisco anche all’aspetto psicologico e al senso estetico della persona: siamo parte del ciclo vitale, se l’ambiente perde armonia e bellezza non possiamo che risultarne danneggiati. Io vivo in America, ogni tanto spunta un’associazione in difesa dell’ambiente, adesso per esempio c’è questo fiume di Los Angeles che deve essere riportato ai livelli di salute ambientale previsti: un progetto megagalattico. L’idea parte spesso dal singolo. Succede spesso. Se non ci si arrende, e si continua a parlare con la gente, i politici, a diffondere le informazioni … il processo prende vita, si forma e va avanti”.

Come ha saputo del Centro oli di Ortona, e cosa l’ha spinta a venire a battagliare proprio in Abruzzo? Lei vive in America e il mondo è pieno di acciacchi … ha sentito di avere un ruolo, un compito particolare nei confronti di questa terra?

“Sono nata a New York da emigranti abruzzesi. Ho vissuto nel Bronx i primi 7 anni di vita. Dai 7 ai 12 anni ho trascorso l’anno scolastico in Abruzzo e l’estate in America. Sono rimasta in Italia fino alla laurea. Voglio bene alla mia terra d’origine. Mi fa male saperla in pericolo. Del Centro oli sono venuta a sapere casualmente. Era l’ottobre del 2007 e parlando con un amico al telefono venne fuori la notizia relativa al progetto dell’Eni. Sospettavo si trattasse di un impianto altamente insalubre ma volevo saperne di più, così mi sono rivolta a gente esperta, come il direttore di tossicologia dell’ospedale di Los Angeles, uno dei fondatori della medicina ambientale.

Ho approfondito il tema e una volta giunta alle conclusioni non potevo rimanere in silenzio. Inizialmente pensavo bastasse scrivere una mail alle autorità competenti. Qualcuno più esperto di me avrebbe preso in mano la situazione. Ma non è stato così, a quel punto non potevo più tirarmi indietro. Non so se si possa chiamare “compito”, l’impegno che mi sono assunta di informare la gente abruzzese sui rischi che la petrolizzazione della Regione comporta. Più che altro ho sentito dentro di me l’impeto morale di fare qualcosa, di non stare semplicemente a guardare”.

Opporsi alla costruzione del solo Centro oli di Ortona non basta a contrastare la petrolizzazione dell’intero Abruzzo. Questo in sintesi il monito della ricercatrice statunitense Maria Rita D’Orsogna, dal 2007 impegnata anima e corpo nella ricerca e divulgazione di materiale scientifico inerente i rischi ambientali e igienicosanitari che la raffinazione del petrolio comporta nel territorio abruzzese.

Nata nel Bronx di New York, Maria Rita ha la pelle dura, l’atteggiamento di chi vuole veder seguire i fatti alle parole, e soprattutto il senso di responsabilità individuale che contraddistingue il vero ambientalismo da quello puramente associazionistico e di facciata. “In America- afferma la D’Orsogna- la gente veramente interessata all’ambiente si chiede cosa possa fare di concreto per migliorare il mondo, e non si ritrae nascondendosi dietro la mancanza di potere personale appena la situazione si fa complicata” . leggi tutto l'articolo

Considerazioni di uniti per la Salute

Abbiamo ritenuto importante pubblicare questo articolo poichè è un grande esempio di impegno civile .Bisognerebbe che ci fossero molte persone così e soprattutto che noi tutti incominciassimo a pensare che il futuro del nostro territorio dipende dal contributo e dall'impegno che ognuno di noi è disposto a mettere in gioco per il futuro dei nostri figli. Più che altro bisognerebbe in molti sentire dentro di noi l’impeto morale di fare qualcosa, di non stare semplicemente a guardare”.Questo sarebbe già un grosso passo avanti.......

12 gennaio 2005

"La proposta del sindaco Giacobbe presenta aspetti positivi e altri meno "

Riceviamo dal Dottor PAOLO FRANCESCHI a nome del "COORDINAMENTO NAZIONALE DEI MEDICI PER L'AMBIENTE e la SALUTE LIGURIA "e pubblichiamo :
"La proposta del sindaco Giacobbe presenta aspetti positivi e altri meno "











09 gennaio 2005

2005/01/07 COME VINCERE LA GUERRA CONTRO IL CANCRO



COME VINCERE LA GUERRA CONTRO IL CANCRO

By Samuel S. Epstein,

CHICAGO, IL, May 10, 2005 --/WORLD-WIRE/-- Oggi, ci sono generali che combattono una guerra che esige un ingente tributo in termini di salute e di vite umane in America. Questi generali richiedono miliardi di dollari – oltre ai 50 miliardi di dollari già spesi – al fine di sconfiggere il flagello del nemico. Ma, in modo crescente, esperti indipendenti stanno riferendo che le strategie di questi generali sono palesemente sbagliate e che costoro coscientemente travisano gli insuccessi al fine di fornire falsi, rosei scenari.

Con tutta probabilità, voi pensate che io mi riferisca alla guerra in Iraq. Ma c’è attualmente un’altra guerra, che è gestita in modo sorprendentemente maldestro ed ingannevole. E’ una guerra che fa più vittime della guerra al terrorismo. Si tratta, in realtà, della guerra contro il cancro.

Nel 1971, il Presidente Nixon dichiarò la guerra contro il cancro. A sostegno, il Congresso approvò il National Cancer Act. Queste iniziative portarono ad una nuova battaglia, determinarono un considerevole aumento dei fondi destinati all’ente governativo National Cancer Institute (NCI)– per la bellezza di 5 miliardi di dollari quest’anno. La nuova guerra determinò anche un aumento delle libere offerte e l’American Cancer Society (ACS) raccolse decine di milioni. Con il vento in poppa e i fianchi coperti, i vertici di NCI e ACS, diventati i generali di una nuova guerra, hanno speso miliardi di tasse e di denaro pubblico nella sua gestione negli anni successivi.

Ma dopo trent’anni di reclamizzate ed ingannevoli promesse di successi, la triste realtà è infine affiorata: stiamo infatti perdendo la guerra al cancro, in un modo che può essere soltanto descritto come una sconfitta. L’incidenza dei tumori – in particolare della mammella, dei testicoli, della tiroide, nonché i mielomi e i linfomi, in particolare nei bambini – che non possono essere messi in relazione con il fumo di sigaretta, hanno raggiunto proporzioni epidemiche, ora evidenti in un uomo su due e in oltre una donna su tre. Nel frattempo, gli indici di mortalità complessiva – gli indicatori della nostra possibilità di sopravvivere ad un cancro, dopo che si è manifestato – sono rimasti immutati per decenni.

C’è una forte evidenza scientifica che questa moderna epidemia sia dovuta all’esposizione a cancerogeni industriali in tutti gli ambienti – aria, acqua, suolo, posti di lavoro e prodotti destinati al consumo, in particolare cibi, articoli da toeletta, cosmetici e prodotti per la casa – e persino in farmaci di uso comune.

Ma la nostra progressiva sconfitta in questa guerra è attribuibile a due importanti fattori.

Primo, NCI e ACS hanno concentrato le loro abbondanti risorse e la loro impostazione non sulla prevenzione del cancro, ma sui tentativi di cura dopo l’insorgenza del tumore. Il NCI, per esempio, ha destinato meno di uno stimato 3% delle sue risorse alle cause ambientali del cancro, mentre l’ACS ha usato meno dello 0,1% in questa ricerca. Come recentemente ammesso dal Presidente di uno dei più importanti Cancer Centers del NCI, molte delle risorse del centro sono state destinate alla “promozione di farmaci inefficaci” per le malattie terminali.

Trascurando la prevenzione – il principio basilare che la medicina ci ha insegnato nel corso dei secoli e la necessità di ogni scienza ancora una volta sottolineata nella guerra contro il cancro – i nostri generali del cancro hanno abbracciato la strategia del “controllo del danno”, simile al trattamento dei soldati feriti, invece di cercar di impedire l’avanzata del nemico. Il semplice fatto più il cancro viene prevenuto e meno c’è da curare – continua a non essere presente nei piani di battaglia dei generali.

Un altro motivo per cui i nostri generali del cancro sono così inutili è che costoro sono diventati troppo amichevoli nei confronti dei particolari interessi, che si oppongono alle politiche di prevenzione o che banalizzano la prevenzione del cancro. Il peso dell’ACS dipende in modo consistente dai loro “Excalibur donors” (donatori eccellenti?) – un gruppo di industrie chimiche che si oppongono alla regolamentazione dei cancerogeni e compagnie farmaceutiche che vanno alla ricerca di un’approvazione ai loro ben propagandati farmaci miracolosi, che hanno mostrato un limitato, o inesistente, successo dopo anni di utilizzo.

Allo stesso modo il NCI ha anche avviato incestuose relazioni con le compagnie dei farmaci contro il cancro. In effetti, un precedente direttore del NCI ammise candidamente che l’istituto “è diventato equivalente ad una compagnia farmaceutica governativa”.

Per cambiare la linea di condotta, drastiche correzioni sono necessarie nelle strategie e negli alti comandi della guerra contro il cancro. Sia il NCI che l’ACS devono essere obbligati a dedicare almeno pari priorità e risorse alla prevenzione e alla cura del cancro.Sia il NCI che l’ACS devono essere obbligati ad informare il pubblico, il Congresso e gli enti di controllo circa le solide evidenze scientifiche sulle cause di cancro legate all’industria o ad altre cause evitabili. Il Congresso deve inoltre assicurare che le società che inquinano il nostro ambiente e i prodotti di consumo, con cancerogeni industriali, siano vincolate ai massimi standard di responsabilità e di trasparenza.

Quasi tutti gli americani conoscono le pene causate dal cancro a parenti e amici. Il crimine è che molti di questi tumori sarebbero evitabili.

About Samuel S. Epstein, MD:

Professor emeritus, Environmental & Occupational Medicine, School of Public Health, University of Illinois at Chicago; Chairman, Cancer Prevention Coalition; Author of the 2005 Cancer-Gate: How to Win the Losing Cancer War.

Traduzione di Roberto Topino M.D.

By Samuel S. Epstein,

CHICAGO, IL, May 10, 2005 --/WORLD-WIRE/-- Oggi, ci sono generali che combattono una guerra che esige un ingente tributo in termini di salute e di vite umane in America. Questi generali richiedono miliardi di dollari – oltre ai 50 miliardi di dollari già spesi – al fine di sconfiggere il flagello del nemico. Ma, in modo crescente, esperti indipendenti stanno riferendo che le strategie di questi generali sono palesemente sbagliate e che costoro coscientemente travisano gli insuccessi al fine di fornire falsi, rosei scenari.

Con tutta probabilità, voi pensate che io mi riferisca alla guerra in Iraq. Ma c’è attualmente un’altra guerra, che è gestita in modo sorprendentemente maldestro ed ingannevole. E’ una guerra che fa più vittime della guerra al terrorismo. Si tratta, in realtà, della guerra contro il cancro.

Nel 1971, il Presidente Nixon dichiarò la guerra contro il cancro. A sostegno, il Congresso approvò il National Cancer Act. Queste iniziative portarono ad una nuova battaglia, determinarono un considerevole aumento dei fondi destinati all’ente governativo National Cancer Institute (NCI)– per la bellezza di 5 miliardi di dollari quest’anno. La nuova guerra determinò anche un aumento delle libere offerte e l’American Cancer Society (ACS) raccolse decine di milioni. Con il vento in poppa e i fianchi coperti, i vertici di NCI e ACS, diventati i generali di una nuova guerra, hanno speso miliardi di tasse e di denaro pubblico nella sua gestione negli anni successivi.

Ma dopo trent’anni di reclamizzate ed ingannevoli promesse di successi, la triste realtà è infine affiorata: stiamo infatti perdendo la guerra al cancro, in un modo che può essere soltanto descritto come una sconfitta. L’incidenza dei tumori – in particolare della mammella, dei testicoli, della tiroide, nonché i mielomi e i linfomi, in particolare nei bambini – che non possono essere messi in relazione con il fumo di sigaretta, hanno raggiunto proporzioni epidemiche, ora evidenti in un uomo su due e in oltre una donna su tre. Nel frattempo, gli indici di mortalità complessiva – gli indicatori della nostra possibilità di sopravvivere ad un cancro, dopo che si è manifestato – sono rimasti immutati per decenni.

C’è una forte evidenza scientifica che questa moderna epidemia sia dovuta all’esposizione a cancerogeni industriali in tutti gli ambienti – aria, acqua, suolo, posti di lavoro e prodotti destinati al consumo, in particolare cibi, articoli da toeletta, cosmetici e prodotti per la casa – e persino in farmaci di uso comune.

Ma la nostra progressiva sconfitta in questa guerra è attribuibile a due importanti fattori.

Primo, NCI e ACS hanno concentrato le loro abbondanti risorse e la loro impostazione non sulla prevenzione del cancro, ma sui tentativi di cura dopo l’insorgenza del tumore. Il NCI, per esempio, ha destinato meno di uno stimato 3% delle sue risorse alle cause ambientali del cancro, mentre l’ACS ha usato meno dello 0,1% in questa ricerca. Come recentemente ammesso dal Presidente di uno dei più importanti Cancer Centers del NCI, molte delle risorse del centro sono state destinate alla “promozione di farmaci inefficaci” per le malattie terminali.

Trascurando la prevenzione – il principio basilare che la medicina ci ha insegnato nel corso dei secoli e la necessità di ogni scienza ancora una volta sottolineata nella guerra contro il cancro – i nostri generali del cancro hanno abbracciato la strategia del “controllo del danno”, simile al trattamento dei soldati feriti, invece di cercar di impedire l’avanzata del nemico. Il semplice fatto più il cancro viene prevenuto e meno c’è da curare – continua a non essere presente nei piani di battaglia dei generali.

Un altro motivo per cui i nostri generali del cancro sono così inutili è che costoro sono diventati troppo amichevoli nei confronti dei particolari interessi, che si oppongono alle politiche di prevenzione o che banalizzano la prevenzione del cancro. Il peso dell’ACS dipende in modo consistente dai loro “Excalibur donors” (donatori eccellenti?) – un gruppo di industrie chimiche che si oppongono alla regolamentazione dei cancerogeni e compagnie farmaceutiche che vanno alla ricerca di un’approvazione ai loro ben propagandati farmaci miracolosi, che hanno mostrato un limitato, o inesistente, successo dopo anni di utilizzo.

Allo stesso modo il NCI ha anche avviato incestuose relazioni con le compagnie dei farmaci contro il cancro. In effetti, un precedente direttore del NCI ammise candidamente che l’istituto “è diventato equivalente ad una compagnia farmaceutica governativa”.

Per cambiare la linea di condotta, drastiche correzioni sono necessarie nelle strategie e negli alti comandi della guerra contro il cancro. Sia il NCI che l’ACS devono essere obbligati a dedicare almeno pari priorità e risorse alla prevenzione e alla cura del cancro.Sia il NCI che l’ACS devono essere obbligati ad informare il pubblico, il Congresso e gli enti di controllo circa le solide evidenze scientifiche sulle cause di cancro legate all’industria o ad altre cause evitabili. Il Congresso deve inoltre assicurare che le società che inquinano il nostro ambiente e i prodotti di consumo, con cancerogeni industriali, siano vincolate ai massimi standard di responsabilità e di trasparenza.

Quasi tutti gli americani conoscono le pene causate dal cancro a parenti e amici. Il crimine è che molti di questi tumori sarebbero evitabili.

About Samuel S. Epstein, MD:

Professor emeritus, Environmental & Occupational Medicine, School of Public Health, University of Illinois at Chicago; Chairman, Cancer Prevention Coalition; Author of the 2005 Cancer-Gate: How to Win the Losing Cancer War.

Traduzione di Roberto Topino M.D.

07 gennaio 2005

2005/01/07 Cos’è la “Res Publica”?

Pubblichiamo un articolo che ci deve far riflettere in questo inizio di "2010"


Giovanni Peccarisio – 5 gennaio 2010
Cos’è la “Res Publica”?
Periodicamente nelle nazioni dove esiste una forma nominalmente democratica della vita sociale i cittadini votano per eleggere dei rappresentanti che gestiscano la “res pubblica”.
Ma in che cosa consiste la “res pubblica” ?
Per poter rispondere a questa domanda è necessario partire da una precisa conoscenza dell’essere umano.

Quest’ultimo per sua propria costituzione deve continuamente mantenere un sottile equilibrio fra i bisogni riguardanti il suo corpo fisico, i moti della sua vita animica (psichica) e le sue aspirazioni verso la realizzazione di mete spirituali.
Soddisfare i bisogni del corpo fisico significa apportare e mantenere nel corpo fisico stesso, in modo armonico, i quattro elementi che lo compongono: terra, acqua, aria e fuoco.
Fin dall’ antichità questi quattro elementi nella loro interrelazione sono stati considerati essenziali
per mantenere la salute del corpo fisico.
La “res pubblica” è tutto ciò che riguarda i rapporti fra il singolo individuo e la società. Si potrebbe senz’ altro affermare che la natura della “res pubblica” è composta dall’insieme della vita culturale, economica e politico-giuridica.
L’ambito politico-giuridico non dovrebbe gestire i primi due ambiti, soprattutto in modo coercitivo, ma solo vigilare rispettando la loro indipendenza e intervenire, per il bene della collettività, solamente in caso di comportamenti errati.
Qual è invece l’effettiva situazione delle cosiddette democrazie parlamentari più evolute?
I rappresentanti politici delle medesime sono uniti, condizionati e, in modo diretto, strettamente dipendenti da potentati economici sovranazionali.
Tutto ciò comporta che non vengano in primo luogo soddisfatti i bisogni dei cittadini ma che invece vengano salvaguardati e protetti gli interessi economici-finanziari di ristrette cerchie di persone che giungono non solo a gestire ma addirittura ad abusare delle radici, delle basi stesse della vita di ogni singola persona.
Questa globalizzazione dell’ economia mondiale, tuttora imperante, è stata presentata e imposta come panacea per qualsiasi problema dell’umanità. Lo strumento principale della globalizzazione sono le liberalizzazioni, che avrebbero dovuto comportare un innalzamento stupefacente della qualità di vita mentre invece le conseguenze sono state, e lo sono tuttora, opposte e disastrose.
Le liberalizzazioni ormai si stanno rivelando giorno dopo giorno matrici e causa di malessere sociale a tutti i livelli e vanno a toccare direttamente ed indirettamente soprattutto l’integrità fisica dei popoli della terra perché, nonostante gli accattivanti proclami a favore del bene per l’ umanità, il fine vero delle liberalizzazioni è unicamente il profitto a scapito di tutto e tutti.
I quattro elementi
Per ciascun essere umano il benessere del proprio corpo fisico è essenziale nel contesto di tutta la vita.
Qualsiasi intervento eseguito dalla “res pubblica” dovrebbe salvaguardare e proteggere la terra, l’acqua, l’aria e il calore, i quattro elementi che costituiscono la vita umana e quella del pianeta terra.
In tal modo sarebbe salvaguardata la salute di ciascun essere umano poiché il suo corpo fisico è affine alla terra nella sua parte solida, all’acqua nel suo organismo liquido, all’aria nel suo elemento gassoso e, per quanto riguarda il proprio calore interno, è in rapporto al calore esterno in modo esiziale.
Se l’ individuo non si facesse imbrigliare la coscienza dalle sirene della disinformazione, allora potrebbe accorgersi di come vengano sferrati continuamente degli attacchi, estremamente nocivi, ai quattro elementi, alle radici principali della propria vita biologica.
Si accorgerebbe che l’attacco rivolto contro uno dei quattro elementi, a breve o a lungo termine, si ripercuote anche sugli altri tre per l’effetto domino. Inoltre tutto ciò ha influenza anche sulle condizioni economiche dell’intera umanità come gli esempi seguenti stanno a dimostrare.
Terra - Quando la terra viene continuamente irrorata, intrisa di concimi chimici non solo si devitalizza e indebolisce la pianta ma i veleni così sparsi vanno ad interessare le acque reflue e sotterranee nonché quelle di superficie: fiumi, laghi e mari. Per conseguenza, inquinando l’aria, creano morie fra gli insetti impollinatori rompendo il delicatissimo equilibrio esistente fra terra, acqua ed aria. Anche il quarto elemento, il calore, si disarticola e il tutto crea squilibri e malattie nel pianeta e nell’ organismo degli esseri umani, nonché dissesti economici conseguenti.
Ciascun elemento non viene trattato e curato amorevolmente a servizio del pianeta e dell’ umanità tutta ma, al contrario, viene asservito da ristrette cerchie finanziarie come fosse uno strumento atto a creare ottimi affari economici per soddisfare il loro egoismo.
Tramite gli O.G.M. (organismi geneticamente modificati), si è cercato e si cerca di trasformare la pianta, figlia privilegiata della terra, in un avvilente prodotto economico. Gli O.G.M. rendono sterili le piante costringendo l’agricoltore ad acquistare i semi per le nuove produzioni ogni anno da imprese multinazionali monopoliste che hanno il solo fine del profitto economico.
Acqua - Per quanto riguarda l’ acqua, aldilà dell’ inquinamento ormai assodato, questo secondo elemento basilare della vita per l’imperante e mal compreso messianico principio della liberalizzazione di ogni cespite economico, viene equiparata ad un qualsiasi prodotto tramite la privatizzazione degli enti pubblici preposti alla sua erogazione.
In tal modo un bene pubblico di fondamentale importanza per la vita giorno dopo giorno, nella maggior parte delle nazioni del mondo, diviene proprietà di pochi.
Anche l’Italia da poco tempo si è allineata e piegata ai voleri degli organi economico-finanziari sovranazionali privatizzando l’ acqua.
Aria, Fuoco - Infine il destino del terzo elemento, l’aria, è strettamente legato a quello del quarto elemento il fuoco o, per meglio dire al calore.
La creazione di energia termica è fondamentale per tutto l’apparato produttivo delle economie più avanzate, ma questo apparato si basa quasi esclusivamente sull’ utilizzo del petrolio carbone e dei loro derivati, che però genera pesanti effetti collaterali per l’uso indiscriminato che ne viene fatto.
Gli elementi terra, acqua e soprattutto aria vengono sempre più pesantemente inquinati da fattori differenti, diversi dalla loro natura mentre invece il calore terrestre naturale viene caricato di altro calore che risulta comunque estraneo alla sua vera natura, determinando il cosiddetto riscaldamento globale. .....

L’azione del singolo
Sulla salvaguardia di questi quattro elementi di fondamentale importanza per la vita del pianeta Terra e dell’umanità tutta sembrerebbe ovvio che dovessero vigilare i rappresentanti politici eletti, apparentemente in modo democratico, dai cittadini delle varie nazioni. Purtroppo ciò non avviene perché ormai esiste una grave patologia riguardante il rapporto fra politica ed economia finanziaria, come già accennato all’inizio di questo scritto.
Alla fine del XIX° secolo nel mondo occidentale è iniziato ad affermarsi sempre più decisamente il passaggio da una forma di civiltà agricola ad una configurazione economica di tipo industriale.
Questo processo ha richiesto un ingente flusso di capitali per creare le prime grandi industrie (Ford, Krupp ecc.) e leggi “ad hoc” per sostenere nel tempo le attività produttive.
In seguito fu necessario trovare una forma di conciliazione fra politica e macroeconomia, che sempre più si stava avviando a divenire macrofinanza guidata soprattutto da due borse: Wall Street negli Stati Uniti e Londra in Inghilterra.
Avvenne purtroppo un capovolgimento dei compiti a scapito di tutti i cittadini del mondo.
La politica che avrebbe dovuto essere al servizio del bene pubblico anno dopo anno venne asservita all’ interesse egoistico di ristrette cerchie finanziarie.
Al tempo presente questa perversa situazione ormai si è tragicamente consolidata. Si è di fatto creata una oligarchia economica-finanziaria, che controlla le classi politiche delle nazioni più industrializzate del mondo...

L’uomo per evoluzione naturale, nel presente momento storico, ha la possibilità di avviare dei processi di coscienza sempre più chiari per cogliere l’autentica realtà del mondo che lo circonda in tutte le sue molteplici manifestazioni.
Ciò gli permetterà di sceverare la verità dalle menzogne che quotidianamente vengono divulgate dai mass-media, nella quasi totalità proprietà di quei medesimi centri di potere economico-finanziari. ........
Giovanni Peccarisio
Autore dei seguenti libri: “Evoluzione storica della coscienza” e “Ereditarietà ed individualità e delle dispense: "La forza dei sentimenti", "Malattie infantili", "Bambini iperattivi
Leggi il testo integrale su La politica e la vita del cittadino