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19 ottobre 2010

1)«Centrale a carbone nelle aree Ilva»2)UE:Inquinamento in tempo reale, il progetto Intamap

IN ITALIA E IN LIGURIA SOPRATTUTTO SERVIREBBE UNA VISIONE PIU' LUNGIMIRANTE CHE GUARDI SERIAMENTE AL FUTURO E NON PRENDA PIU' IN CONSIDERAZIONE IL SOLITO VECCHIO INQUINANTE CARBONE, DELETERIO PER LA SALUTE E PER LE CASSE DELLA COMUNITA' .

«Centrale a carbone nelle aree Ilva»

(...) Ieri, nel corso della commissione Attività produttive in Regione, erano presenti anche i responsabili dell’Ilva che hanno spiegato come la realizzazione di una centrale a carbone viene fortemente richiesta proprio da quegli enti locali che invece fino ad ora hanno sempre negato, e anzi hanno alzato polveroni sul rispetto dell’accordo di programma da parte del gruppo Riva. «Da tempo vado dicendo che a Roma, anche in ambienti Enel, sanno di queste intenzioni e parlano apertamente di 150 assunzioni necessarie proprio per la nuova e più grande centrale che prenderà il posto di quella sotto la Lanterna la cui concessione è in scadenza - esplode il capogruppo della Lega Edoardo Rixi - La Tirreno Power di Vado Ligure, concorrente Enel, ha più volte denunciato che la Regione si opponeva al “revamping” della loro centrale, proprio perché ormai sta portando avanti il piano del carbone a Cornigliano. I rappresentanti Ilva, nel corso dell’audizione, hanno reso nota la questione e a quel punto Guccinelli ha dovuto ammettere che qualcosa sotto c’è, pur definendola un’ipotesi da valutare, mentre è ormai chiaro che proprio Regione e Comune stanno andando in pressing per fare la centrale».
Esplode subito la polemica a Cornigliano. Maurizio Amorfino, capogruppo della Lega Nord in Municipio, appena informato della novità, non nasconde la rabbia: «L’accordo prevedeva che al posto delle Acciaierie, in quelle aree, dovessero sorgere attività non inquinanti e in grado di offrire occupazione alla delegazione. Ora invece finalmente viene alzato il velo su quello che la sinistra riserva per l’ennesima volta a Cornigliano.
Vedremo come ce la racconteranno questa volta».
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Tratto da" La Repubblica"

Di Valerio Gualerzi

In Cina vecchi riti per nuovi obiettivi

Con un lessico e un rituale d’altri tempi, la Cina, a conclusione del 17esimo comitato centrale del Partito comunista, ha varato il piano quinquennale 2011-2015. A parte l’intollerabile mancanza di confronto e democrazia che caratterizza il parto di questi programmi di sviluppo economico, si tratta però di un documento che parla di futuro in un modo tale che noi possiamo solo invidiare.

Lo sforzo di Pechino si concentra infatti sul settore energetico e in particolare sulle fonti rinnovabili: uno degli aspetti più significativi è rappresentato dai nuovi obiettivi in termini di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Il nuovo piano quinquennale – spiega oggi il Financial Timesvuole aumentare l’efficienza energetica con una riduzione degli sprechi del 15-20% e puntare ancora più in alto nella riduzione delle emissioni di CO2, prevedendo un taglio fino al 40-45% entro il 2020 della sua intensità energetica (la quantità di energia – e quindi la quantità di emissioni – necessaria a produrre un’unità di Pil, ndr)”.

Per raggiungere questi obiettivi, sottolinea ancora il quotidiano, la Cina si prepara a lanciare un enorme piano di investimenti nel settore energetico, che potrebbe iniettare qualcosa come 753 miliardi di dollari nello sviluppo delle energie alternative nel prossimo decennio.

Uno sforzo che si aggiunge ai traguardi già raggiunti da Pechino. L’ultimo resoconto in materia arriva dal rapporto Clean Tech Jobs Trend stilato dalla società di consulenza americana Clean Edge e ripreso dal sito Qualenergia.Stando allo studio, con 700 mila posti di lavoro “verdi” la Cina è di gran lunga in testa alla classifica degli occupati in questi settori.

Clean Edge sottolinea anche le divergenze tra le politiche messe in campo da Pechino e da Washington. In Cina – dove l’anno scorso sono stati stanziati 34,6 miliardi di dollari per rinnovabili ed efficienza contro i 18,4 degli Usa – ci sono politiche protezionistiche più marcate che negli Usa, sono in vigore tariffe feed-in per le rinnovabili che ancora mancano in America e c’è un obbligo di produzione da rinnovabili che negli Usa per ora è solo una proposta.

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Tratto daEcologiae

Inquinamento in tempo reale, il progetto Intamap dell’Ue

L’Unione europea ha finanziato con 1,8 milioni di euro il progetto Intamap che permette di mappare, in tempo reale, l’inquinamento atmosferico, dell’acqua e del suolo delle nostre città.

L’iniziativa, che fa parte dei progetti di ricerca nel settore ambientale dell’Ue, è già attiva in Germania dove è utilizzata per monitorare le zone soggette a radiazioni nucleari di tipo gamma.
Intamap è un software che dà accesso, pubblico, a tutte le informazioni sulla salute dell’aria, dell’acqua e del suolo del pianeta.
Sulle mappe dell’inquinamento si possono rintracciare, attraverso delle curve di isolivello, le aree inquinate, capire l’origine e il tipo di inquinamento e la destinazione. Il programma, open source, sarà consultabile via web attraverso l’Open Geospatial Consortium (OGC).
Le mappe dei siti inquinati sono state ideate con un obiettivo specifico e si pongono come strumento indispensabile affinché le autorità sappiano, in tempo reale, quali
problematiche ambientali affrontare, a quali emergenze dare priorità di intervento e come tutelare la salute dei cittadini prima che l’inquinamento abbia effetti irreversibili sulle persone. Se prima ad esempio era possibile monitorare le zone costiere colpite da inquinamento da idrocarburi, con il sistema Intamap si possono conoscere l’entità del disastro ambientale, l’origine della contaminazione e si può quindi intervenire in modo più specifico. Il programma di mappatura dell’inquinamento è così dettagliato che è in grado di misurare i livelli di particelle inquinanti atmosferiche anche in zone molto ravvicinate. E’ possibile persino calcolare la propria esposizione agli inquinanti se si rintraccia il proprio percorso per raggiungere il posto di lavoro, ad esempio.
Il progetto di monitoraggio ambientale
Intamap vede al lavoro ricercatori e studiosi provenienti dal Belgio, dall’Austria, dalla Germania, dalla Gran Bretagna, dalla Grecia e dall’Olanda. E’ nello stato tedesco che il software è stato implementato, presso il BfS (Das Bundesamt fur Strahnlenschutz). Molto soddisfatto il vicepresidente della Commissione europea, Neelie Kroes, che ha dichiarato

Il progetto INTAMAP è un buon esempio del contributo che la ricerca può apportare al miglioramento della vita quotidiana in Europa. Le mappe in tempo reale dell’inquinamento possono costituire per le autorità pubbliche uno strumento fondamentale per individuare le fonti dell’inquinamento e il modo migliore per risolvere il problema, ma possono anche aiutare i singoli cittadini ad evitare l’inquinamento come lo smog.( Nota di UNITI PER LA SALUTE:E NON SOLO.........)

Fonti: Europa; Europarlamento]


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