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20 aprile 2011

1)CIVITAVECCHIA:PROCURA APRE INCHIESTA ...2)La giustizia è una cosa per ricchi 3)GIAPPONE MANIFESTAZIONI POPOLARI per DIRE ADDIO AL NUCLEARE

Tratto da Unonotizie
PROCURA APRE INCHIESTA SU BOSCO ENEL MAI REALIZZATO. inchiesta Centrale Civitavecchia.

L’associazione ambientalista Fare Verde esprime soddisfazione per la notizia che la procura della repubblica di Civitavecchia ha aperto un’inchiesta sulla mancata realizzazione del bosco che doveva sorgere dietro la centrale a carbone, dove attualmente sono i vecchi serbatoi del combustibile.
Inoltre, i carabinieri del nucleo operativo ecologico mentre stavano effettuando un sopralluogo nell’ambito dell’inchiesta sul bosco, hanno notato la fuoriuscita di olio da un serbatoio, avviando un’ulteriore indagine e iscrivendo nel registro degli indagati un dirigente Enel responsabile della struttura.Leggi


La valutazione d’Impatto ambientale, parte integrante del decreto che autorizzò la riconversione a carbone dell’impianto, stabiliva che le previste prescrizioni dovevano essere ottemperate prima della chiusura del cantiere della centrale. Tra queste appunto la realizzazione del bosco.

Il procuratore capo di civitavecchia, dottor Gianfranco Amendola, vuole chiarire i motivi della mancata realizzazione del parco che avrebbe un estensione di 40 ettari. “Le associazioni ambientaliste – dichiara il circolo tarquiniese di Fare Verde – denunciarono la mancata realizzazione del bosco nell’area dei serbatoi, rompendo il grave silenzio che regnava su questa vicenda.

Il parco deve essere realizzato in quell’area retrostante la centrale, poiché costituisce uno “schermo” rispetto all’impianto industriale e un polmone verde per l’intero territorio, Tarquinia compresa. Inoltre, è un intervento previsto dai decreti che autorizzarono la riconversione a carbone dell’impianto.
Invitiamo i Sindaci del comprensorio – conclude Fare Verde - a sollecitare l’Enel affinché il bosco sia realizzato al più presto.
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Tratto da Peacelink
Cvm e Pvc appannaggio della politica e non più della scienza

Il Tar nega la Via per il cloruro a Marghera

La giustizia è una cosa per ricchi: l'amaro documento firmato dall'associazione "Gabriele Bortolozzo" e dall'ecoistituto del Veneto "Alex Langer"
19 aprile 2011 - Associazione Gabriele Bortolozzo/ Ecoistituto del Veneto "Alex Langer"

Il TAR con le sue due sentenze sulla chimica del cloro a Marghera ha sposato le scelte dello stato e delle aziende.

Così sull'aumento produttivo del cancerogeno dicloroetano (DCE) da 100 a 170 mila tonnellate all'anno non serve la Via , il ministero dice che non cambiano le emissioni, in realtà non cambiano le concentrazioni a camino ad es. i mg/mc di DCE, ma purtroppo cambiano molto, quasi raddoppiano i metri cubi emessi e quindi le quantità di mg di DCE che ricadono sulle nostre teste.

Si è scelto di essere deboli coi forti e forti coi deboli, il VIA lasciamolo fare con carte e costi e coinvolgimento della popolazione su un nuovo silos di mais a Ceggia, sull'aumento del 25 % di produzione di mangimi per cani a Portogruaro o su 2 km di strada a Jesolo o su una darsena da 50 posti barca a Cavallino, ma chi produce e sparge cancerogeni lasciamoli lavorare senza disturbarli.Anche se nella nostra provincia abbiamo record nazionali e internazionali di tumori alle vie respiratorie, del fegato, della pelle e delle mammelle, e la gente vede attorno a se esplodere sempre nuovi casi di cancro.

Cosi sul bilanciamento cioè aumento produttivo di CVM e PVC decide il consiglio dei ministri dopo che il ministero ambiente ha bocciato il progetto in commissione VIA e ne viene presentato un altro senza seguire le regole della legge.

Ma come ribadisce anche la sentenza del TAR si è tenuto conto soprattutto “delle ripercussioni negative sull’occupazione, con conseguenti forti tensioni sociali, derivanti da una eventuale mancata autorizzazione del progetto di bilanciamento.”

È questo il nodo politico della sentenza , la legge sulla VIA viene superata da volontà politiche e partitiche chiare, che però poi cozzano contro le valutazioni economiche di mercato, perchè potenziare impianti obsoleti del 1970 è finanziariamente un suicidio ; e così non è la tutela dell'ambiente e della salute a fermare questi impianti ma la globalizzazione. Speriamo che vengano rimossi gli impianti e bonificate le aree e su quei terreni trovino posto lavorazioni ecocompatibili che diano ai lavoratori e ai nostri figli lavori sicuri e salubri.

NON presenteremo ricorso al Consiglio di Stato perchè :

- è troppo costoso per le nostre casse di associazioni di volontariato, la giustizia è una cosa per ricchi

- crediamo illusorio chiedere che il consiglio di STATO dia torto alle scelte di chi rappresenta lo stato ( min ambiente e consiglio dei ministri) e dia ragione adassociazioni ambientaliste che chiedono l'applicazione delle leggi

Ringraziamo gli avvocati Marco Giacomini e Silvia Manderino che ci hanno rappresentato impegnandosi senza risparmiare energie.

La giustizia ingiusta e i giochi del potere per sottometterla danno anche in questi giorni spettacolo inverecondo e mostrano a quali livelli di stravolgimento delle regole si può arrivare. La mancanza di fiducia nella giustizia porta solo a diventare sudditi- schiavi o a farsi giustizia da soli.

Noi non vogliamo condividere nessuna delle due strade, continueremo a lottare perchè la gente si ribelli e perchè siano difesi i diritti democratici fondamentali . Terremo conto di tutto e chiederemo conto di tutto.


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MAI PIU' FUKUSHIMA 1

MANIFESTAZIONI POPOLARI per DIRE ADDIO AL NUCLEARE

In fermento i movimenti civili contro l’energia nucleare in tutto il Giappone

No nuke - la prima manifestazione in vita mia (tagliato)Sin dallo scoppio dell’incidente della centrale nucleare di Fukushima, in Giappone, si stanno moltiplicando le manifestazioni popolari per dire addio al nucleare.

Non solo a Tokyo, dove si trova la sede centrale della Tepco, la società elettrica responsabile del disastro di Fukushima, ma anche in altre città, grandi e piccole, come Osaka, Nagoya, Kamakura e Fukuoka.

A Tokyo, le dimostrazioni vengono organizzate anche due o tre volte a settimana. E il numero dei cittadini comuni che vi partecipano, sotto il silenzio forzato della maggior parte dei media, sta crescendo.

Senza sindacati né un leader carismatico

La novità maggiore di queste manifestazioni sta negli attori principali: i giovani, le famiglie e le persone non organizzate, che finora erano poco presenti nei movimenti sociali del paese; riusciranno loro ad aprire una nuova era nella società giapponese?

Potrebbe apparire più che naturale agli occhi degli italiani: con i reattori che continuano a disperdere una cospicua quantità di radiazione nell’aria, nel mare e nella terra contaminando gli ortaggi, i pesci e gli animali di allevamento, come potrebbero i cittadini stare zitti?

Difatti, le voci disperate degli abitanti della provincia, dei contadini e dei pescatori in particolare, arrivano anche nelle metropoli, non solo ai “consumatori” del cibo ma anche ai cittadini che beneficiano dell’elettricità.


E nonostante il rischio sventolato dalla Tepco e dal governo dei possibili blackout estivi che l’indisponibilità delle centrali nucleari potrebbe provocare,molti cittadini non ci credono più e lo liquidano come un’altra propaganda attuata allo scopo di giustificare le centrali nucleari;
gli altri cittadini, fino a ieri più fiduciosi delle parole delle autorità o convinti di non poterne fare a meno, ora considerano che l’abbondante elettricità non valesse l’aria e la natura contaminate dal cesio o dal plutonio.

Così a gran voce chiedono alla politica di abbandonare il nucleare e fermare subito tutte le centrali atomiche.

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