Presentazione del libro 'All'ombra delle ciminiere'.
Da domani tutti potranno leggere il libro di Giovanni
Borrello dal titolo “All'ombra delle ciminiere” di cui consigliamo la
lettura.
Un libro che ripercorre circa 60 anni della storia
della nostra, un tempo, bella vallata,
Un territorio che purtroppo ha subito oltre 40 anni di
carbone con le conseguenze ormai evidenziate ed attestate da studi medici
e scientifici.
Un libro che ci fa tornare indietro nel tempo e ci fa
ricordare con emozione e nostalgia questa valle quando era ancora
verdeggiante e rigogliosa.
In questi anni vi sono state molte lotte per difendere questa
terra, lotte condotte da Associazioni e Comitati, che continuano ora più che
mai, perché i cittadini non si arrendono e questa terra la
amano.
Tra questi, da anni ormai si batte anche la nostra
associazione “Uniti per la Salute”, che teniamo a sottolineare,
scevra da personalismi, ovviamente non è guidata dal portavoce ,
come si potrebbe desumere da un passaggio del libro, ma da un consiglio
direttivo composto da nove persone, che esprimono in modo univoco e compatto le
legittime aspirazioni dei numerosi soci iscritti e delle migliaia di cittadini
che hanno condiviso e sottoscritto le istanze di contrarietà al
carbone.
Con questo spirito il consiglio ha aderito alla
spontanea aggregazione di associazioni, partiti e comitati che hanno deciso di
attivare insieme atti di diffida ed azioni concrete a tutela dei cittadini e del
territorio.
Ci congratuliamo con l’autore ed auguriamo al nuovo
libro la fortuna editoriale che merita.
Il Presidente
Emilia Piccardo
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Presentazione del libro 'All'ombra delle ciminiere'.
Il WWF: è ora di cambiare
I dati preoccupanti sull'inquinamento e la mortalità sono un segnale tangibile
Il WWF plaude per l'incomiabile iniziativa culturale.Alla vigilia della presentazione del libro intitolato "All'ombra delle ciminiere", il WWF Liguria nella persona del Presidente regionale Piombo Marco nel ribadire la totale contrarietà all'ampliamento della Centrale a carbone di Vado ligure, invita la cittadinanza e gli organi istituzionali in primis la Regione Liguria, ma anche i Comuni (ricordiamo che tutti i 18 Comuni interessati hanno deliberato contro, oltre che partiti, associazioni, personalità locali, ordine dei medici, curia) a dare un contributo diretto e fattivo a “fermare il carbone”, data la loro capacità di influire sulle scelte nazionali alla luce dei loro poteri concorrenti. Dopo 40 anni di carbone nato come sperimentazione a Savona e dintorni è ora di cambiare rotta.
Il rispetto per la vita e per l’ambiente non può e non deve far parte di un mero gioco di interessi politici ed economici, ma deve invece far parte dei valori primari ed inalienabili di ogni popolo civile.
Il libro descrive una storia di 40 anni di pesante inquinamento a
Savona con gravissimi danni all'ambiente e alle persone, ma non solo,
anche di omissioni, imposizioni, gravi e compiacenti sottostime,
tangenti, indagati.
Il WWF, inoltre, ricorda almeno 4 buoni motivi per de-carbonizzare l’Italia:
- la migliore tecnologia a carbone (impropriamente detto “pulito”) emette livelli di anidride solforosa, malgrado la presenza di desolforatori, ben 140 volte superiori a quelli emessi da un impianto a ciclo combinato a gas;
- le emissioni di polveri fini (PM) risultano ben 71 volte superiori rispetto a quelle di impianti a gas, anche con l’introduzione di filtri a manica;
- la combustione del carbone costituisce una delle principali cause di inquinamento da Mercurio, che entrando nella catena alimentare crea gravi danni alla salute umana, e rilascia anche altre svariate decine di sostanze tossiche inquinanti, tra cui Arsenico, Cromo e Cadmio, che sono anch’esse causa di gravi patologie;
- le emissioni di carbonio di una centrale a carbone “pulito” sono praticamente doppie rispetto a quelle di una centrale a ciclo combinato a gas.
BRANI SCELTI DAL LIBRO "ALL'OMBRA DELLE CIMINIERE" - IN
USCITA VENERDI'
Ubik: ANTEPRIMA del libro in uscita domani "All'ombra delle ciminiere" Leggi il testo integrale su Savona news_______________________________
Chissà perché è dal 2008 a questa parte che coloro che vanno a
occupare lo scranno dell’Ambiente sono sempre i meno propensi alla
tutela degli ecosistemi, del territorio o a favore delle energie
rinnovabili. Infatti, la prima dichiarazione del neo ministro è:
Le politiche ambientali dovranno integrarsi maggiormente con quelle energetiche, del trasporto e delle infrastrutture per raggiungere l’ obiettivo della riduzione delle emissioni.Corrado Clini, fino a ieri gran burocrate del ministero che ora presiede e in un certo senso braccio destro dell’ex Ministro Stefania Prestigiacomo (che gli invia gli auguri ufficiali) sembra tagliato, tecnicamente è ovvio, sugli interessi delle grandi lobby industriali. Potrebbe, dunque essere il confortevole interfaccia di Corrado Passera, nuovo ministro allo Sviluppo economico, banchiere chiamato a dare quella scossa necessaria alle grandi opere del Paese, Tav in testa e poi inceneritori e infrastrutture varie senza che gli ambientalisti si mettano, politicamente di traverso. Famosi i suoi confronti accesi con il Nobel Carlo Rubbia oppure le sue posizioni rispetto alla politica di riduzione delle emissioni 20-20-20.
Clini è un burocrate a tutto tondo e sono certa che politicamente
asseconderà le necessità del Ministero per lo Sviluppo e appunto non ha
mai fatto mistero delle sue preferenze per inceneritori e centrali nucleari.
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Tratto da EcooLe associazioni per l’ambiente scrivono a Monti affinché la tutela ambientale sia una prioritàLe associazioni per l’ambiente prendono in mano la situazione e, sperando che il cambio della situazione politica sia favorevole, prendono carta e penna e scrivono al nuovo premier. Le richieste sono chiare e si concretizzano soprattutto nell’importanza che deve essere data alla tutela ambientale e allo sviluppo sostenibile. Legambiente, Greenpeace e WWF hanno le idee chiare: la crisi economica non deve essere un pretesto o, peggio ancora, il casus belli per aggravare le condizioni del nostro Pianeta Terra.
La produzione industriale deve considerare l’impatto ambientale, una gestione dei rifiuti giusta, un risarcimento per l’eventuale danno ambientale
arrecato.
E, aggiungiamo noi: i cittadini vanno accompagnati nella
costruzione di una coscienza civica per capire, ad esempio, che la
questione dei gas serra e dell’inquinamento atmosferico non sono argomenti lontani da loro bensì interessano il bene e la salute collettiva, e quindi anche ciascuno di noi.
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