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14 luglio 2012

Il Tribunale di Roma boccia ricorso Enel contro Greenpeace:la comunicazione di Greenpeace è commisurata all’evidenza dei dati scientifici

Riportiamo lo stralcio di un articolo tratto da QualEnergia  del 12 luglio poichè di fondamentale importanza per la problematica CARBONE

Tratto da QualEnergia

Il Tribunale di Roma boccia ricorso Enel contro Greenpeace

Si legge nel comunicato di Greenpeace Italia che "Il tentativo di Enel di censurare la campagna di Greenpeace ‘Facciamo Luce su Enel’ è stato bocciato dal Tribunale di Roma
La prima sezione civile infatti ha rigettato il ricorso dell’azienda riconoscendo che la comunicazione di Greenpeace è commisurata all’evidenza dei dati scientifici che dimostrano gli impatti del carbone sul clima e sulla salute umana.  
Nessuna diffamazione o lesione dell’onore, quindi, ma una critica legittima e giustificata. Il giudice ha condannato Enel alla rifusione delle spese processuali".
Ecco le motivazioni della sentenza: “I dati riportati [da Greenpeace] sono effettivamente conformi agli esiti della ricerca commissionata da Greenpeace a SOMO  (vedi Qualenergia.it) relativamente ai danni provocati dalle centrali a carbone e già noti alla comunità scientifica internazionale (prima tra tutte l’Agenzia Europea per l’Ambiente, EEA)”. 
 Lo stesso giudice ricorda poi nel dispositivo della sentenza che gli esiti della ricerca non “sono stati contestati dalle società ricorrenti [gruppo ENEL] essendone peraltro l’ENEL stata portata tempestivamente a conoscenza”.
In altre parole, dice Greenpeace nel suo comunicato, Enel non è in grado di smentire i dati di Greenpeace.

Il giudice ritiene quindi, tra l’altro, che il nucleo essenziale della notizia riportata da Greenpeace è dunque conforme a verità…”, che “le espressioni utilizzate dalla resistente [Greenpeace] appaiono infatti non solo conformi all’importanza e all’interesse della tematica trattata, ma anche al contesto espressivo delle campagne di denuncia ambientale…” e che

“la durezza delle espressioni è giustificata dalla gravità della tematica affrontata, dal suo rilevante interesse per l’opinione pubblica (oltre che per la comunità scientifica internazionale), dalla funzione tipicamente di denuncia dell’associazione resistente …”.
 Secondo il giudice “i termini killer, vittima, crimine, sporca verità e quanto altro indicato […] configurano un linguaggio, nell’intero contesto, adeguato all’importante iniziativa di denuncia ambientale…”.
“È questa la vittoria di un principio fondamentale della democrazia: il diritto alla critica. 
Il linguaggio aspro non è censurabile se si basa su dati e argomenti scientificamente fondati. 
L’utilizzo energetico del carbone danneggia il clima e uccide le persone, ed Enel è il primo utilizzatore di carbone in Italia”, ha dichiarato Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo dell’associazione....... 

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