Tratto da Qualenergia
Quei 50 miliardi che le rinnovabili farebbero guadagnare all'Italia
Redazione Qualenergia.it 18 aprile 2013
Dal 2008 al 2030 le rinnovabili faranno guadagnare al sistema Paese italiano fino a 49 miliardi di euro,
grazie alle ricadute sull'occupazione, al risparmio sull'import di
combustibili fossili e non ultimo all'effetto che hanno sul prezzo
dell'elettricità: nel solo 2012 tagliando il PUN nelle ore diurne, cioè
quando entra in azione il fotovoltaico, ci hanno fatto risparmiare 1,4
miliardi di euro. E' questo probabilmente il dato più significativo
contenuto nel RAPPORTO IREX 2013 di Althesys, presentato questa mattina nella sede dell GSE a Roma.
Il rapporto da un'interessante fotografia dell'industria italiana delle rinnovabili
e di come sta cambiando. Il forte calo dei costi delle tecnologie (-30%
in un anno per i moduli FV), non è però accompagnato da un analogo calo
delle spese burocratiche, mentre il taglio degli incentivi si fa
sentire duramente non solo nel mercato italiano ma anche in Europa e il
costo dei capitali sta diventando determinante (vedi immagine sotto).
Ciononostante nel 2012 le aziende italiane delle rinnovabili hanno mosso
10,1 miliardi di euro, con sempre più investimenti all'estero
e un aumento della concentrazione.
Ma quello che più ci interessa del
report è la valutazione dei costi-benefici che le energie pulite
comportano per l'Italia.

La cost-benefit analysis
di Althesys è costruita comparando due scenari: da un lato l’effettivo
mix di fonti dal 2008 e la sua prevedibile evoluzione al 2030,
dall’altro una situazione ipotetica in cui la produzione elettrica è
solo realizzata con fonti fossili. Nel valutare l'evoluzione delle
rinnovabili poi si considerano altri due percorsi possibili: uno Business as Usual
assume che si raggiunga al 2020 una copertura del 35% dei consumi
elettrici tramite rinnovabili e 42% al 2030; l'altro definito Accelerated Deployment Policy,
ipotizza che invece si arrivi al 38% al 2020 e al 45% al 2030.
Risultato: nel primo caso le energie pulite darebbero un beneficio netto
di 18,7 miliardi, nel secondo il vantaggio netto per il Paese arriverebbe a 49 miliardi di euro.
Ma
andiamo a vedere le voci dell'analisi di Althesys . Tra i costi la voce principale è quella degli incentivi:
circa 221 miliardi, volendo arrivare al 2030 con il 42% di rinnovabili
nel mix elettrico e circa 238 puntando al 45% al 2030. Altro costo gli adeguamenti del sistema elettrico necessari ad accogliere le fonti pulite non programmabile nel sistema elettrico: 1,5 e 1,8 miliardi.
Tra le principali voci di beneficio del bilancio, invece, vi sono le ricadute occupazionali
lungo tutte le diverse fasi della filiera.
Gli occupati incrementali
nelle rinnovabili italiane, cioè solo i posti di lavoro che non
esisterebbero in assenza di rinnovabili, dalla fabbricazione di impianti
e componenti fino all’O&M, sarebbero tra i 45.000 e i 60.000 al
2030.
I benefici valutati lungo tutta la vita utile degli impianti sono
compresi tra gli 85 e i 96,6 miliardi di €. Le ricadute sul PIL
che considerano il valore aggiunto generato dall’indotto, al netto di
quanto spetta agli occupati diretti, porterebbero invece i benefici tra i 28 e 33 miliardi.
C'è poi il risparmio nell'import di fonti fossili e la riduzione del fuel risk: tra 8 e 10 miliardi
di euro anche se, avvertono gli autori, le ricadute sul sistema
potrebbero essere anche maggiori, soprattutto in situazioni di tensione
sui prezzi dei combustibili.
La voce
di beneficio che, rispetto alle precedenti edizioni dell'analisi
Althesys, ha subito la maggiore variazione è quella relativa alla riduzione delle emissioni di CO2. Il beneficio economico è stato rivisto al ribasso dato il crollo del prezzo della CO2,
sceso del 43% nel 2012. Nel 2030 dunque le emissioni di CO2 evitate
grazie alle rinnovabili, tra i 68 e gli 83 milioni di tonnellate,
avranno un valore tra i 2,9 e i 3,6, a cui vanno aggiunti tra i 2,8 e i
3,4 miliardi di euro per evitate emissioni di NOx e SO2.
Infine, l'ultima voce appartenente ai beneficio anche se poco considerata è molto consistente: il risparmio che le rinnovabili provocano sui prezzi dell'elettricità, il cui valore cumulato al 2030 è compreso tra i 41 e i 47 miliardi.
Questa voce è quella che è più aumentata di peso rispetto all'analisi
dell'anno scorso e che sarà sempre più importante con la maggiore
penetrazione delle rinnovabili sul mercato elettrico.
Come
sappiamo, infatti, l'energia a costo marginale nullo immessa sul
mercato dalle rinnovabili taglia il prezzo dell'elettricità in Borsa
nelle ore del picco di domanda diurna, quando produce il fotovoltaico,
il cosiddetto effetto peak-shaving. ........
Ciò ha permesso un risparmio stimabile in quasi 1,42 miliardi di euro nel 2012, contro i 396 milioni del 2011.
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Rinnovabili, assolti i costi
L'Irex Annual Report quantifica i vantaggi economici delle fonti pulite, dimostrando che la spesa per incentivi produce utili grazie ad occupazione, abbattimento delle emissioni e riduzione del costo dell'elettricità. "Nel solo 2012 con il fotovoltaico il prezzo del kWh è calato di oltre un miliardo di euro"
di V. GUALERZI
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