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19 aprile 2013

Aie Anev: "L'energia prodotta nel mondo oggi è sporca".

 TRATTO DA ZEROEMISSION 
Aie/Anev: "L'energia prodotta nel mondo è sporca"


L’energia prodotta nel mondo oggi è "sporca". È quanto emerge dal report "Tracking Clean Energy Progress" dell' Aie, International Energy Agency, presentato dal Direttore esecutivo Maria Van Der Hoven e diffuso oggi da Anev. 
Dallo studio emerge che, nonostante gli interventi dei Paesi di tutto il Mondo per ridurre le emissioni inquinanti, nel 1990 l’energia prodotta a livello mondiale emetteva un quantitativo di CO2 pari a 2,39 tonnellate per tep, mentre nel 2010 si è giunti a 2,37. Un risultato insoddisfacente che è figlio di una carenza di strumenti normativi cogenti che spingano il settore verso una decisa inversione di marcia verso sistemi di produzione energetica puliti, unico modo per ridurre le emissioni climalteranti

Soprattutto in Europa, vigono ancora normative a sostegno dei combustibili fossili, i quali ricevono sussidi molto elevati. Al contrario le fonti pulite non godono di un adeguato sostegno ma ciò nonostante solo nel 2011 l’energia eolica nell’UE ha fatto risparmiare 140 Mt di CO2 e si prevede che farà risparmiare 342 Mt di CO2 nel 2020 e 646 nel 2030 (dati Ewea). 
Sempre secondo l'Ewea, pare che 100 GW di potenza eolica siano in grado di fornire energia elettrica a oltre 57 milioni di famiglie all'anno senza produrre inquinamento.

Al contrario per la stessa potenza prodotta da Carbone si emetterebbero 219.5 Mt di CO2, mentre il gas produrrebbe 97.8 Mt di CO2.  
"Questi dati - aggiunge Anev in una nota - devono far riflettere sul fatto che ancora poco è stato fatto per un settore a zero emissioni come quello eolico, spesso osteggiato dalle potenti lobby che rappresentano i combustibili fossili.  
Tuttavia i tentativi di affossare il settore falliscono di fronte a questi dati e a quanto espresso dall'Aie, ovvero l'esigenza di dare una spinta alle tecnologie a zero emissioni, magari modificando il meccanismo dei prezzi dell'energia spostandolo sempre più verso una internalizzazione delle esternalità nel prezzo di produzione".

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