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02 agosto 2013

Enel risarcisce, 5 Comuni e il Parco escono dal processo

Tratto da  Gazzettino..it

Enel risarcisce,5 Comuni 

e il Parco escono dal 

processo

Patologie respiratorie: con 130 mila 

euro le amministrazioni revocano la 

di parte civile. 

Restano gli ambientalisti












di Lorenzo Zoli

ROVIGO - Taglio di Po, Loreo, Ariano
 nel Polesine, Corbola, Porto Viro e il 
Parco regionale veneto del Delta del Po:  
sonoi sei enti che hanno firmato l'accordo 
con il quale, dietro un risarcimento versato da Enel si 
sono impegnati a revocare la propria costituzione di parte
 civile nel processo aperto a Rovigo
E incentrato principalmente sulle
 patologie respiratorie il cui insorgere,
 nella popolazione infantile del Delta, 
 sarebbe stato facilitato dalle emissioni 
della centrale Enel di Porto Tolle, nel 
periodo in cui era alimentata a olio
 combustibile.

Ai cinque Comuni andranno 130mila euro a

 testa, al netto delle spese, ben 500mila al 
parco regionale. In cambio, i sei enti,  oltre all'uscita dal processo, si impegnano pure a rinunciare ad azioni, anche
 future,  civili, penali o amministrative, 
per eventi collegati al funzionamento della centrale e verificatisi sino a oggi.
Firmato l'accordo, ciò non significa che il processo resti privo
 di parti civili: restano, infatti, Rosolina; 
le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Greenpeace, Legambiente e Wwf;la Provincia
 di Rovigo; e, per ora, il Comune di Porto 
Tolle; l'avvocatura dello Stato. 
 Stanno valutando, poi, un accordo vari enti locali del Ferrarese:
 il parco regionale emiliano romagnolo, la Provincia di Ferrara,
 la Regione Emilia Romagna, i Comuni di Mesola e Goro.

Il processo cosiddetto "Enel Bis", fa riferimento 
all'insorgenza delle patologie respiratorie tra i bimbi
 del Delta, avvenuta per l'accusa in misura  maggiore 
alla media a causa delle emissioni dell'impianto
del fatto che non sarebbe stato fatto tutto il possibile per limitarle; si fa riferimento, poi,  anche a un'altra questione, 
collegata al «vecchio» progetto di riconversione a carbone.
 In pratica, secondo la tesi accusatoria,
 alla commissione Via - che aveva il 
compito di approvare o meno il progetto - sarebbero stati presentati documenti che  
sottostimavano l'impatto ambientale di 
una alimentazione a carbone della centrale.  
Non valutando alternative migliori come,
 per esempio,quella a gas metano........


Infine, un passaggio sulla "questione  
carbone". «È anche evidente - chiude 
Migliorini - che il nuovo procedimento
 per ottenere la eventuale autorizzazione
 alla riconversione non è oggetto di 
questo  processo e la prova deriva dal
 fatto che è costituito parte civile anche
 lo stesso ministero dell'Ambiente che
 dovrebbe rilasciare la nuova valutazione favorevole alla riconversione a carbone».

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Venerdì 02 Agosto 2013 - 11:38   

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