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05 febbraio 2016

1) "Impianti di riciclo invece che inceneritori", lettera aperta della Dott. ssa Margherita Bologna al Ministro Galletti sullo Sblocca Italia 2)Sui nuovi inceneritori di rifiuti urbani, le regioni si spaccano.

Riceviamo su facebook di Unitiperlasalute  un commento  della Dottoressa Bologna  e pubblichiamo

Tratto da Ecodallecitta'
Immagine:
"Impianti di riciclo invece che inceneritori", lettera aperta della Dott. ssa Bologna al Ministro Galletti sullo Sblocca Italia
La ricercatrice esperta di tecnolgie tmb: "La Direzione Generale del Ministero dell'Ambiente e il Ministro Galletti prendano atto formalmente e operativamente dell'esistenza di tecnologie in grado di sostituire gli inceneritori"
12 gennaio, 2016
Ecco il testo della lettera:

Al Direttore Generale del Ministero dell'Ambiente Mariano Grillo,
Al Ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti
29 -12 -2015
Ho appreso dalla stampa la proposta contenuta nella nuova bozza di Decreto Attuativo dell'art. 35 dello Sblocca Italia nella quale, rispetto alla precedente, si riduce il numero degli inceneritori da costruire nelle varie regioni d'Italia ma si prospetta sempre la stessa vecchia soluzione per la chiusura del ciclo, senza tenere conto della proposta per la gestione dei rifiuti con impianti dedicati che consentono di superare sia la discarica che l'incenerimento che ho presentato nell'incontro avuto al Ministero dell'Ambiente il 18 novembre scorso con diversi funzionari  ai quali ho lasciato una chiavetta con la documentazione relativa al mio progetto e un promemoria contenente diverse proposte operative.

Mi permetto di evidenziare che  gli inceneritori sono impianti che producono un maggiore carico inquinante totale e in particolare di CO2, rispetto alle nuove tecnologie assemblate nella mia proposta. Le soluzioni alternative che prospetto, oltre alla possibilit
à di recuperare materia dall'indifferenziato e di promuovere l'economia circolare, sono certamente maggiormente sostenibili anche dal punto vista del clima. Un'ultima considerazione: i nuovi inceneritori previsti sono dislocati soprattutto al sud dove c'è maggiore necessità di creare posti di lavoro che l'incenerimento dei rifiuti non dà se non in misura molto limitata.  

Pertanto chiedo che la Direzione Generale del Ministero dell'Ambiente e il Ministro Galletti stesso prendano atto formalmente e operativamente dell'esistenza di tecnologie in grado di sostituire gli inceneritori, dal momento che questi impianti sono venduti in Italia e, tra l'altro, costano meno degli inceneritori. A tale proposito avevo concordato di organizzare con la Conferenza delle Regioni e la collaborazione del Ministero dell'Ambiente un incontro rivolto agli Assessori all'Ambiente di tutte le Regioni d'Italia avente per oggetto la presentazione da parte della sottoscritta delle nuove ed efficaci tecnologie per gestire le diverse tipologie di rifiuti compresi gli indifferenziati (vedi mia mail al Ministero e alla Conferenza delle Regioni del 19-11-2015).

Ricordo che il Ministro Galletti, quest'anno a Ecomondo, ha appreso direttamente dalla sottoscritta l'esistenza di tali impianti per trattare l'indifferenziato nel corso dell'incontro realizzato dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile e, quando al termine del suo discorso gli ho comunicato che la mia proposta ha ricevuto l'attenzione del Commissario Europeo all'Ambiente Vella, il Ministro mi ha riposto davanti ai tanti presenti che affollavano il tavolo dei relatori, affermando che saranno realizzati gli impianti che propongo.
Del resto nella scala gerarchica che norma la gestione dei rifiuti il recupero di materia è 
p
rioritario all'incenerimento.
 
In attesa di una risposta porgo cordiali saluti
dott.ssa Margherita Bologna
(esperta tecnologie tmb
)
 

                                   ______________________

Tratto da Il Foglietto 

2) Sui nuovi inceneritori di rifiuti urbani, le regioni si spaccano.


"Un paese civile ed avanzato scommetterebbe sull’economia circolare non su quella insostenibile che scarica gli inquinanti direttamente nei corpi dei cittadini."Forum H2O

Si era capito dall’inizio che lo “Sblocca Italia” non fosse foriero di provvedimenti positivi per l’ambiente. Ora i nodi vengono al pettine. Mercoledì scorso, ad esempio, in Conferenza Stato-Regioni si è riaperto lo sgradevole capitolo degli inceneritori.
Le Regioni, chiamate ad esprimersi sullo schema di decreto relativo all’“individuazione della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati a livello nazionale”, che prevede di costruire nove inceneritori, si sono divise. Solo cinque (‎Lombardia, Marche, Umbria, Abruzzo e Molise) hanno espresso parere negativo, adducendo diverse motivazioni. Le restanti 15 hanno approvato lo schema, «seppure condizionando il proprio parere positivo – ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini – all’accoglimento di alcuni emendamenti relativi all’integrazione tra piani regionali e piano nazionale». ....
Perciò, al fine di condurre ulteriori approfondimenti, l’atto, su richiesta dello stesso Bonaccini, è stato rinviato alla prossima riunione della Conferenza. .... Oggi dovrebbe tenersi una conferenza straordinaria decisiva, ma il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, ha già detto che sono impianti d'importanza strategica e, quindi, le Regioni non hanno voce in capitolo, l'unica concessione sarà l'istituzione di un tavolo di consultazione.
Tornando agli inceneritori, la Regione Umbria, per la quale era presente l’assessore Antonio Bartolini, ha espresso voto contrario poiché il governo non tiene conto del Piano regionale umbro per i rifiuti, che prevede una raccolta differenziata al 68,6% ed il collocamento sul mercato di Combustibile solido secondario (CSS) per 58mila tonnellate l’anno, portando così il fabbisogno di trattamento termico a 72mila tonnellate all’anno. Un piano che rende quanto mai diseconomica la realizzazione di un eventuale termovalorizzatore, tanto più in una regione che già ha alti livelli di inquinamento in città come Terni. Sulla posizione dell’Umbria hanno inciso non poco gli agguerriti comitati locali. «Occorre pensare a diverse tecnologie anche perché sostenere che bisogna incenerire per chiudere le discariche è un mito da sfatare, dato che per ogni 100 mila tonnellate di rifiuti bruciati ce ne sono 25 mila di ceneri − dice Fabio Neri del Comitato No inceneritori − bisogna estendere il porta a porta a tutti i comuni dell’Umbria».
Anche l’Abruzzo, dove si rischia di costruire un inceneritore, incalzato dai movimenti, ha detto no. «Questi impianti – sottolinea il Forum H2O – devono essere nutriti continuamente, l’esatto opposto di quello che prevede una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti. Un paese civile ed avanzato scommetterebbe sull’economia circolare non su quella insostenibile che scarica gli inquinanti direttamente nei corpi dei cittadini. Ci organizzeremo come abbiamo fatto per Ombrina respingendo al mittente questo ennesimo assalto al territorio abruzzese».
Una posizione condivisa dalle associazioni Zero Waste ItalyLegambienteWWF ItaliaGreenpeace e Fare Verde, che alla vigilia della Conferenza avevano scritto al ministro Galletti: “La nuova Bozza di Decreto, pur riducendo gli inceneritori strategici da 12 a 9 conferma gli assunti erronei pro-inceneritori di quello precedente, a partire da quello principale e più marcatamente sbagliato: pretrattamento dei rifiuti urbani residui (RUR) = incenerimento” e aggiungono “Si continua a puntare sull’incenerimento quando l’andamento della produzione di rifiuti solidi urbani è da anni in calo. E la bozza di decreto presuppone che per corrispondere alle necessità di trattamento del rifiuto, obbligo previsto dalla Direttiva 99/31 sulle discariche, sia necessario far passare il RUR attraverso sistemi di trattamento termico. Ma non è così, e lo ribadiamo”.
Ma non basta. Sempre secondo gli ambientalisti questo provvedimento sarebbe in contrasto con il Collegato ambientale alla Legge di Stabilità 2014 appena approvato dal Parlamento, che prevede una serie di misure sulla prevenzione della produzione di rifiuti, come il ritorno del vuoto a rendere, la promozione del compostaggio di comunità, lo stop al divieto del conferimento in discarica dei rifiuti ad alto potere calorifico. Né si tiene conto del Pacchetto dei provvedimenti sull’economia circolare, appena varato dal Parlamento europeo.....
Ma il punto più irricevibile del provvedimento in discussione è l’equiparazione fra pretrattamento e incenerimento, un principio che non è rinvenibile in nessuna Direttiva europea e che non tiene conto né dei problemi ambientali che tale approccio può generare, né della strategia dell’Unione europea sull’economia circolare. Insomma, un provvedimento completamente avulso dalla realtà che, da una parte, non tiene conto delle programmazioni poste in essere dagli enti locali e, dall’altro, neppure dell’evoluzione tecnologica in atto, che pone in campo le cosiddette “Fabbriche dei materiali”. Impianti di pretrattamento a freddo, volti al recupero di materia, quanto mai necessari in tempi di crisi. 
Come giustamente hanno detto i movimenti per l’acqua abruzzesi, è un provvedimento “salvifico per i grandi affari delle multi-utility, con impianti complessi che una volta costruiti bloccheranno per decenni la filiera del riciclo, perché dovranno ammortizzare i costi di costruzione”.Leggi su Il Foglietto  l'articolo integrale

1 commento:

Coderisott ha detto...

La nostra Politica si occupa solo dei posti disponibili a Montecitorio e a Palazza Madama. Mentre l'argomento mondiale che viene continuamente discusso è la salezza del notro Pianeta. La Dott.ssa Bologna ha proposto di riciclare (l'indifferenziato) al posto di bruciarlo, provocando un notevole inquinamento.
Possibile che nesun politico abbia sostenuto questa nuova tecnologia per poi, magari, esportarla in tutto il Mondo ???
Franco