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29 settembre 2016

Salute a rischio. L’inquinamento ci sta uccidendo.“Nel 2012, una persona su nove è morta a causa dell'inquinamento dell'aria”.

Tratto da Dazebaonews
Salute a rischio. L’inquinamento ci sta uccidendo

 
In una ricerca pubblicata ieri l’OMS l’Organizzazione mondiale per la sanità ha dichiarato che il 92 per cento della popolazione mondiale vive in centri urbani dove sono presenti inquinanti atmosferici che superano i livelli limite. 

L’analisi, basata anche sulle rilevazioni effettuate dai satelliti, arriva alla vigilia del summit di Marrakech (COP22). Le aspettative in vista del nuovo incontro sulle emissioni di CO2 erano alte dato che, se da una parte il limite minimo dei paesi che avrebbero dovuto sottoscrivere l’accordo era stato raggiunto (il 55%), non era ancora stata superata la soglia dei paesi responsabili delle emissioni (e questo nonostante l’adesione di Cina e USA nei giorni scorsi anche se con notevole ritardo sulla tabella di marcia).

I dati rilevati dai tecnici dell’OMS in quasi 3.000 siti in tutto il pianeta hanno fornito valori praticamente doppi rispetto all'ultima valutazione. Sono stati analizzati i valori di particolato ma anche di solfati, nitrati, ammoniaca, cloruro di sodio e polveri. Si tratta di valori che già adesso (e non nel 2030 data prevista per la riduzione dell’aumento delle temperature medie del pianeta previste dagli accordi della COP21) stanno avendo effetti devastanti sulla salute: “Nel 2012, una persona su nove è morta a causa dell'inquinamento dell'aria”. Il numero di decessi attribuibili sia l'inquinamento dell'aria interna ed esterna è pari a circa 6,5 ​​milioni.

A pagare il prezzo di tutto questo sono soprattutto le categorie più deboli: “L'inquinamento atmosferico continua ad avere un costo sulla salute delle popolazioni più vulnerabili - donne, bambini e gli anziani” ha detto in un comunicato stampa la dott.ssa Flavia Bustreo, assistente direttore generale presso l'OMS. “Perchè le persone godano di una buona salute, devono respirare aria pulita dal loro primo respiro fino all'ultimo”. ....

Cosa produce così tanto inquinamento? I ricercatori non hanno dubbi: le cause sono da ricercare in “modi inefficienti di trasporto, nel consumo di combustibili fossili per uso domestico e nella combustione dei rifiuti, nelle centrali elettriche a carbone e nelle attività industriali”. Pochi gli effetti dovuti a fonti non riconducibili all'uomo, come le tempeste di sabbia.

Si tratta di dati importanti in quanto si scontrano pesantemente con tutte le scelte a medio lungo periodo adottate dalla maggior parte dei paesi maggiori responsabili dell’inquinamento. ......

Duro il commento di Maria Neria, direttore della salute pubblica dell'OMS e del Dipartimento ambiente: “Ora abbiamo i dati di quanti cittadini sono muoiono di inquinamento atmosferico. Ora non ci sono scuse per non agire”. In Italia i morti per queste cause sono circa 21mila (6.400 per cancro ai polmoni, 5.800 per ictus, 8.300 per malattie cardiovascolari). La zona maggiormente inquinata secondo gli esperti dell’OMS sarebbe proprio quella maggiormente industrializzata che va dalla Lombardia alla pianura Padana.

A leggere questi dati e a vedere il numero di morti causati dall’inquinamento viene da riflettere su uno di quelli che all’inizio del 2000 erano stati inseriti tra i Millenium Goals, gli Obiettivi per il millennio: la “riduzione sostanziale”, entro il 2030 dei morti e delle malattie causate dall’inquinamento dell’aria. Un obiettivo che, come molti altri, sembra ben lontano dall’essere stato raggiunto.

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