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12 marzo 2018

La salute pubblica e i cambiamenti climatici: tutto quello che sappiamo sull’Italia----

Tratto da cmcc.it 
La salute pubblica e i cambiamenti climatici: tutto quello che sappiamo sull’Italia
Le conoscenze scientifiche più avanzate, i dati più attuali, gli scenari futuri, le aree di impatto più rilevanti. La collaborazione multidisciplinare realizzata con il supporto della OMS e della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) ha portato all’elaborazione del primo WHO UNFCCC Climate and health country profile for Italy, presentato oggi, 6 marzo a Roma. Un documento innovativo e prezioso, cui la Fondazione CMCC ha partecipato fornendo analisi relative alle aree urbane, con particolare riferimento a come cambieranno i fenomeni delle ondate di calore e come il cambiamento climatico possa incidere sulla qualità dell’aria.
Ci sono diversi aspetti del clima che hanno un effetto importante sulla salute in Italia. Ad esempio temperature elevate che si prolungano per periodi più lunghi del solito, oppure precipitazioni troppo abbondanti e violente o, al contrario, lunghi periodi in cui non piove. Questi sono alcuni degli argomenti affrontati dalla Fondazione CMCC nell’ambito del proprio contributo al WHO UNFCCC Climate and health country profile for Italy, la prima analisi intersettoriale e multidisciplinare realizzata con il dell‘Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization – WHO) e dellaConvenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).
In coerenza con la strategia, che ispira l’azione di WHO e UNCCC nelle interazioni con i governi dei diversi paesi per definire i Profili dei Paesi su clima e salute, il documento Italiano traccia il quadro di conoscenze e fornisce dati attuali e scenari futuri su cambiamenti climatici e salute nelle aree di impatto più rilevanti quali l’inquinamento atmosferico, le ondate di calore, le risorse idriche e la gestione dell’acqua, le malattie infettive e da vettori, la produzione primaria e la sicurezza alimentare, le migrazioni, gli ecosistemi e la biodiversità, anche in ambienti urbani......
Tre sono gli scenari futuri considerati. In quello caratterizzato da più alte concentrazioni di CO2 ed associato ad assenza di politiche di mitigazione si stimano incrementi di temperatura media sull’intera penisola nell’ordine di 4°C per l’ultimo trentennio del XXI secolo (2071-2100), un incremento atteso negli eventi intensi di precipitazione e una diminuzione dei cumuli di precipitazione soprattutto al meridione. Il secondo scenario invece, in cui sono considerate alcune misure per contenere la concentrazione di CO2 in atmosfera, gli aumenti di temperatura attesi si attesterebbero su 2/3°C in media, meno evidenti sarebbero le riduzioni di precipitazione cumulata e gli incrementi nella frequenza degli eventi intensi. “L’ultimo scenario considerato – conclude Mercogliano –è invece uno scenario molto ottimista, l’unico che non determina un innalzamento della temperatura media globale alla superficie degli oceani e del suolo entro la fine del XXI secolo superiore a 1.5°C rispetto al periodo pre-industriale”.
Gli effetti di questi cambiamenti sulla salute pubblica sono approfonditi nel Country profile rappresenta una base originale e scientificamente solida, per far crescere la consapevolezza dei cittadini e dei decisori, indurre azioni educative e di integrazione delle politiche di sorveglianza e risposta rapida alle emergenze, aumentare la resilienza dei sistemi socio-sanitari e ambientali per una prevenzione “olistica” finalizzata ad azioni comuni per la protezione della salute umana e del pianeta...Continua qui

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