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12 febbraio 2020

Studio di Greenpeace :Gas, carbone e petrolio: quanto costano al Pianeta?

Tratto da Il Fatto Quotidiano

Combustibili fossili, lo studio di Greenpeace: 

“L’inquinamento atmosferico costa 8 miliardi di dollari al giorno e 4,5 milioni di morti”



Il rapporto ‘Aria tossica: il costo dei combustibili fossili’ redatto da Greenpeace Southeast Asia e CREA (Centre for Research on Energy and Clean Air) valuta i danni causati da carbone, petrolio e gas, in termini economici e di salute umana. Tra gli effetti evidenziati, l’aumento di patologie croniche, di parti premature e di casi di asma, anche tra i bambini

Circa 4,5 milioni di morti premature e 2.900 miliardi di dollari (oltre 100 miliardi solo per i giorni di assenza dal lavoro), equivalenti al 3,3 per cento del Pil mondiale, ovvero 8 miliardi di dollari al giorno. È il costo che il Pianeta sostiene a causa dell’inquinamento atmosferico derivante dalla combustione di combustibili fossili, ovvero carbone, petrolio e gas, secondo le stime del rapporto ‘Aria tossica: il costo dei combustibili fossili’ redatto da Greenpeace Southeast Asia e CREA (Centre for Research on Energy and Clean Air) che, per la prima volta, valutano il danno – in termini economici e di salute umana – legato proprio a questo tipo di inquinamento. Il lavoro ne evidenzia alcuni effetti, come l’aumento del numero di patologie croniche ogni anno e il contributo a milioni di visite mediche e a miliardi di giorni di assenza dal lavoro per malattia.
Una situazione critica anche per l’Italia, dove si stima che il costo sia ogni anno di circa 56mila morti premature e 61 miliardi di dollari. Il dato globale sui decessi provocati da questo tipo di inquinamento supera di oltre tre volte il numero di morti causate da incidenti stradali, stando ai dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità. Eppure, anche nel nostro Paese, per esempio, l’uscita dal carbone trova diversi ostacoli e, anche nell’ultima versione del Pniec, Piano nazionale integrato per l’Energia e il Clima, viene condizionata a una serie di condizioni difficilmente realizzabili nel breve termine. “È essenziale che il governo italiano non faccia passi indietro sull’abbandono del carbone al 2025, come invece l’ultima versione del Pniec sembrerebbe suggerire” commenta, a riguardo, Federico Spadini, della Campagna Trasporti di Greenpeace Italia.
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Tratto da Greenpeace
Gas, carbone e petrolio: quanto costano al Pianeta?






Il costo globale dell’inquinamento atmosferico da combustibili fossili

Una stima di 4,5 milioni di morti premature ogni anno e 2.900 miliardi di dollari, equivalenti al 3,% del PIL mondiale, cioè 8 miliardi di dollari al giorno: è il costo che si stima il Pianeta sostenga annualmente a causa dell’inquinamento atmosferico derivante dalla combustione di combustibili fossili, ovvero carbone,petrolio e gas
È quanto emerge dal nuovo rapporto Aria tossica: il costo dei combustibili fossili, che abbiamo redatto insieme al CREA (Centre for Research on Energy and Clean Air), nel tentativo di valutare per la prima volta il costo globale dell’inquinamento atmosferico legato ai combustibili fossili.
L’inquinamento atmosferico minaccia la nostra salute e la nostra economia, causando milioni di morti premature ogni anno e aumentando i rischi di infarto, cancro ai polmoni e asma, con un costo economico di migliaia di miliardi di dollari.

Il quadro in Italia

Anche l’Italia subisce pesanti conseguenze dall’inquinamento atmosferico: nel nostro Paese, si stima che il “suo costo” sia ogni anno di circa 56 mila morti premature e 61 miliardi di dollari.
Per questo motivo, è essenziale che il governo italiano non faccia passi indietro sull’abbandono del carbone al 2025, come invece l’ultima versione del PNIECsembrerebbe suggerire. 
Occorre andare con coraggio e decisione verso le energie rinnovabili, abbandonando false soluzioni come il gas fossile. E i grandi attori privati come banche e assicurazioni devono smettere di elargire finanziamenti ai combustibili fossili.

Serve un nuovo paradigma globale!

Nonostante il quadro preoccupante, esistono diverse soluzioni.
Tra queste, un posto di primo piano hanno la transizione verso le energie rinnovabili e l’abbandono delle auto con motore a combustione interna. Occorre un contemporaneo cambio di paradigma della mobilità, puntando sul trasporto pubblico e su forme di mobilità meno impattanti. Oggi più che mai è fondamentale considerare il costo reale dei combustibili fossili, non soltanto per il rapido peggioramento dell’emergenza climatica, ma anche per la salute delle persone.

Ecco i risultati del nostro rapporto:

  • Circa 40 mila bambini al di sotto dei 5 anni muoiono ogni anno a causa dell’esposizione a PM2.5 derivato dalla combustione di combustibili fossili, soprattutto nei Paesi a più basso reddito
  • Ogni anno circa 4 milioni di nuovi casi di asma tra bambini sono associati all’NO2, prodotto dalla combustione di combustibili fossili nei veicoli, nelle centrali elettriche e nelle industrie, con una stima di 16 milioni di bambini nel mondo affetti da questo sintomo a causa dall’inquinamento da NO2derivante da combustibili fossili
  • 1,8 miliardi di giorni di assenza da lavoro per malattia sono associati all’inquinamento dell’aria da PM2.5 derivante da combustibili fossilicon una perdita economica pari a circa 101 miliardi di dollari all’anno
  • La Cina continentale, gli Stati Uniti e l’India sostengono i costi più elevati dell’inquinamento dell’aria causato dai combustibili fossili, pari rispettivamente a 900, 600 e 150 miliardi di dollari all’anno.

1 commento:

Unknown ha detto...

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