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11 aprile 2016

Sentenza del Tribunale della Corte distrettuale dell’Aja :L’obbligo legale di salvaguardare la salute collettiva

Tratto da Abbanews

Energia rinnovabile. L’Olanda fa causa allo Stato e l’Italia punta sull’idrogeno.

Entro il 2025, come ha stabilito il Palmento Europeo fin dal 2007 con l’approvazione della “DichiarazioneSMOG INQUINAMENTO sull’instaurazione di un’economia verde” tutti i Paesi-membri dell’UE, dovranno adottare una “tecnologia d’immagazzinaggio delle celle a combustibile a idrogeno”.
E ci sono paesi membri “ubbidienti”, sicuramente sensibili a ri-creare l’equilibrio dell’eco sistema, che hanno iniziato il percorso anche legislativo per arrivare alla fatidica data del 2025, in linea con la decisione europea.
È della prima settimana di Aprile 2016, la notizia che il Governo olandese ha approvato, in prima istanza, il provvedimento che vieterà dal 2025 la vendita di automobili alimentate dalla benzina o dal gasolio. Il provvedimento, proposto dal partito socialdemocratico PvdA è stato sostenuto dai deputati del Liberal Democratic D66, dai verdi  del GroenLinks e dai conservatori di centro della CristenUnie;  uniti hanno superato la pur forte opposizione dei rappresentanti della Destra VVD.
 L’obbligo legale di salvaguardare la salute collettiva.
disegno simbolo giudiceDecisiva nell’agevolare l’iter legislativo anti combustibili fossili è stata la sentenza del Tribunale della Corte distrettuale dell’Aja del giugno 2015, la quale ha condannato il Governo olandese perché non abbastanza attento nella difesa della salute dei suoi cittadini, dai pericoli determinati dal cambiamento climatico,  ordinando al Governo di ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 25%  da subito  (ossia dal 2015) al 2025.
Il giudice Hans Hofhuis, della Corte dell’Aja,  nelle motivazioni della  sentenza,  ha scritto: Lo Stato deve fare di più per scongiurare i rischi e migliorare l’ambiente in cui vivono i propri cittadini. Di conseguenza, non può nascondersi dietro la scusa, che la soluzione al problema del clima globale non dipende solo dagli sforzi dell’Olanda”.
Il processo ha avuto luogo a seguito della class action di 900 olandesi, capitanati dalla Ong “Urgenda Foundation” basandosi sul fondamento giuridico che prevede che lo Stato debba salvaguardare la salute collettiva.  Una sentenza storica perché per la prima volta un tribunale ha “condannato ” un governo per non impegnarsi come dovrebbe per il benessere dei suoi cittadini e stabilisce, per usare le parole di Faiza Oulahsen di Greenpeace Olanda: ” l’obbligo legale dei governi di proteggere i propri cittadini”.
E si che l’Olanda, negli anni precedenti alla sentenza, aveva già adottato delle misure nell’ambito delle disegno giudicepolitiche eco-sostenibili. Nel 2013 aveva preso accordi con organizzazioni indipendenti per l’isolamento termico degli edifici, oltre ad aver deciso di chiudere le centrali a carbone, di incrementare l’uso dei mulini a vento ed energia solare, di ridurre l’estrazione di gas nel nord del Paese. Un insieme d’iniziative con le quali si prevedeva una riduzione di emissione della CO2 del 17% entro il 2020.....Continua a leggere qui

24 giugno 2015

Sentenza storica: “Lo Stato ha l’obbligo di salvaguardare la salute dei propri cittadini e proteggerli dai rischi del cambiamento climatico”

Immagine tratta da Urgenda

Tratto da La Stampa

Olanda, la Giustizia ordina al governo di ridurre i gas serra entro il 2025.

Sentenza storica: “Lo Stato ha l’obbligo di salvaguardare la salute dei propri cittadini e proteggerli dai rischi del cambiamento climatico”.
MONICA PEROSINO
La class action 
«Lo Stato deve fare di più per scongiurare i rischi e migliorare l’ambiente in cui vivono i propri cittadini - scrive la Corte nelle motivazioni -. Di conseguenza, non può nascondersi dietro la scusa che la soluzione al problema del clima globale non dipende solo dagli sforzi dell’Olanda». Il caso nasce dalla class action guidata dalla ong Urgenda Foundation che ha coinvolto circa 900 olandesi. 
«Questa sentenza rappresenta un precedente importantissimo: stabilisce l’obbligo legale dei governi di proteggere i propri cittadini – ha detto Faiza Oulahsen di Greenpeace Olanda - e indica a tutti noi un metodo efficace per cambiare le cose. Cause simili sono già in corso in Belgio e nelle Filippine: questo è solo l’inizio di un’ondata di battaglie legali sul clima». 
Il governo olandese aveva già deciso di chiudere le centrali a carbone, aumentare l’uso di mulini a vento e energia solare e ridurre drasticamente estrazioni di gas nel nord del Paese, ma la sentenza lo metterà ancor più sotto pressione, visto che in base ai criteri attuali, i Paesi Bassi arriverebbero a una riduzione del 17% al massimo nel 2020, mentre l’Unione Europea ha stabilito un obiettivo di riduzione delle emissioni del 40% entro il 2030.

In Italia

Anche in Italia i margini per una class action simile ci sarebbero: «La sentenza dell’Aja è rivoluzionaria spiega Luca Iacoboni, responsabile campagne Energia e Clima di Greenpeace -: indica un nuovo modo di pensare e agire, usa argomentazioni applicabili a livello mondiale e basate non su principi teorici, ma su dati scientifici. Da oggi tutte le politiche ambientali dovranno tenerne conto».
Il cardine giuridico su cui si è basato il giudice Hans Hofhuis è quello che prevede che lo Stato debba salvaguardare la salute collettiva: «Ha ribadito che se il governo non mette in atto politiche ambientali efficaci, che non proteggono la salute del Paese, non sta facendo il proprio dovere. Da oggi, insomma, c’è un nuovo strumento nelle mani di tutti i cittadini, anche di quelli italiani».
La sentenza è storica: un tribunale olandese ha ordinato al governo di ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 25% da adesso al 2025.
Il verdetto del giudice Hans Hofhuis, della Corte distrettuale dell’Aja, è senza precedenti: per la prima volta la giustizia «condanna» un governo per non essersi impegnato a sufficienza nel proteggere la salute dei propri cittadini dai i pericoli del cambiamento climatico.

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TRATTO DA URGENDA

URGENDA VINCE IN TRIBUNALE  PER OTTENERE  MIGLIORI POLITICHE SUL CLIMA  DAL GOVERNO OLANDESE

L'Aia, 24 giugno 2015 - Urgenda e novecento firmatari  hanno vinto   la sentenza per la tutela del  clima oggi, costringendo il governo olandese ad adottare politiche climatiche più rigorose. Il tribunale distrettuale dell'Aia ha ritenuto giuste le loro  richieste , e il governo ha  ora richiesto di agire  più efficacemente per il clima  per ridurre in maniera considerevole le emissioni globali olandesi . Questa è la prima volta che un giudice ha legalmente richiesto  ad uno Stato di prendere precauzioni contro il cambiamento climatico.Questo verdetto farà da apripista  in tanti altri casi,   a favore del clima di tutto il mondo.
Tutti  i firmatari sono felicissimi del risultato. Ciò rende palese  che il cambiamento climatico è un problema enorme che deve essere affrontato in modo  molto più efficace, e che gli Stati non possono  più permettersi l'inazione.  Gli Stati hanno il dovere di proteggere i propri cittadini, e se i politici non lo farà di propria iniziativa, allora i tribunali sono lì per aiutare  i cittadini ", dice il direttore  di Urgenda Marjan Minnesma, che nel 2013 ha avviato questa class action  contro lo Stato olandese con un team di avvocati e novecento firmatari ."
Leggi il comunicato stampa completo qui 
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