COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta Finance. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Finance. Mostra tutti i post

31 ottobre 2015

PerBloomberg New Energy Finance le energie rinnovabili sostituiranno le fonti fossili nei prossimi anni

Tratto da Powerclouds.com
Bloomberg New Energy Finance: le energie rinnovabili sostituiranno le fonti fossili nei prossimi anni

Bloomberg New Energy Finance ha da poco pubblicato un rapporto sull'evoluzione del mercato energetico. Secondo la compagnia britannica l’andamento e i costi dell’energia nei prossimi anni saranno influenzati da 3 fattori principali: 
- I costi di produzione energetica da combustibili fossili stanno calando questo determina l'impossibilità di eliminarli dal mix energetico mondiale; 
- Le rinnovabili, soprattutto solare ed eolico, domineranno la fornitura energetica entro il 2040; 
-La domanda globale di energia si è stabilizzata e per ora non si registra una crescita come quella degli anni passati. Tutto questo porterà a diverse conseguenze sul mercato energetico ed una di queste è rappresentata dal fatto che le rinnovabili occuperanno una sempre più grande quota di mercato, arrivando a produrre energia agli stessi costi delle fonti fossili, entro i prossimi 10 anni. Se la domanda continua a non crescere, quale fonte energetica avrà la peggio? La richiesta di energia non è più in aumento e questo determinerà una debolezza per il mercato dal lato della domanda. 
Oltre alla crisi economica, ad influire sul calo dei consumi vi sono anche le nuove tecnologie orientate al risparmio energetico: dalle lampadine a LED fino alle più innovative soluzioni per la domotica domestica. Secondo gli analisti, ad avere la peggio saranno carbone e petrolio, complici anche le numerose campagne mondiali contro l'inquinamento e una accresciuta sensibilità ambientale del consumatore finale e dei governi. Bruciare questi combustibili avrà presto un prezzo troppo oneroso per competere con le fonti rinnovabili

Per questo motivo, nei prossimi anni assisteremo probabilmente alla chiusura di numerose centrali a carbone in favore dei più efficienti e meno inquinanti impianti fotovoltaici ed eolici. 
Il futuro è davvero più “green”? Il Pianeta spera di si. […]

08 luglio 2015

1) Obama lancia il piano per dare il fotovoltaico a chi non se lo può permettere 2) Investimenti: le rinnovabili battono i combustibili fossili.

Tratto da Qualenergia

Obama lancia il piano per dare il fotovoltaico a chi non se lo può permettere

La Casa Bianca punta su fotovoltaico su tetto ed efficienza energetica nell'edilizia sociale e in progetti comunitari. Obiettivo: tagliare la bolletta di chi ha redditi bassi e creare lavoro nel fotovoltaico presso le categorie sociali più vulnerabili. Obiettivo 300 MW sui tetti delle case popolari. Fondo da mezzo miliardo di $ per realizzare i progetti......
Insomma, una bella spinta al fotovoltaico su tetto, che negli Stati Uniti sta già vivendo un periodo d'oro. L'anno scorso negli Usa si sono installati circa 6,2 GW: ogni 3 settimane si è aggiunta tanta potenza come in tutto il 2008 e gli occupati nel solare sono cresciuti 10 volte più rapidamente rispetto alla media dell'economia nazionale.

_________________

Investimenti: le rinnovabili battono i combustibili fossili. Boom del solare con 3,7 trilioni di dollari.

Investimenti: le rinnovabili battono i combustibili fossili. Boom del solare con 3,7 trilioni di dollari
L’energia rinnovabile rappresenterà quasi i due terzi della spesa per nuove centrali nel corso dei prossimi 25 anni, una cifra che fa impallidire la spesa per i combustibili fossili, il crollo dei costi del solare farà si che tale tecnologia diventerà la prima opzione per i consumatori e le nazioni più povere.
L’energia solare avrà 3.700 miliardi dollari in investimenti entro il 2040, con un totale di 8.000 miliardi dollari per l’energia pulita . Tale cifra, secondo una previsione da Bloomberg New Energy Finance, è quasi il doppio dei 4.100 miliardi dollari che saranno spesi per il carbone , il gas naturale e le centrali nucleari.
1200x-1
I dati mostrano che verrà meno il tradizionale dominio dei fornitori di carbone e di gas naturale, mentre le energie rinnovabili più economiche permetteranno ai Paesi in via di sviluppo di soddisfare il loro crescente fabbisogno energetico riducendo il livello di inquinamento. La previsione di New Energy Finance indica anche che il carbone rimarrà un combustibile importante, i responsabili politici devono quindi adottare ulteriori programmi per controllare le emissioni di gas serra.
“Vedremo grandi progressi verso un sistema decarbonizzato di produzione energetica. Nonostante questo, le emissioni continueranno ad aumentare per altri quindici anni se non si interviene in modo radicale sulle politiche energetiche.” ha detto Michael Liebreich, fondatore della New Energy Finance.
Il ritorno del carbone nei paesi in via sviluppo
Source: Bloomberg
__________________________

Tratto da Le Scienze

Il ritorno del carbone nei paesi in via sviluppo

Il consumo di carbone per produrre energia è tornato ad aumentare, trainato da molti paesi in via di sviluppo per cui è una fonte energetica a basso costo e che richiede investimenti relativamente bassi per la costruzione delle centrali. Questa tendenza mette a rischio le speranze di contenimento del riscaldamento globale, a meno che non vengano intraprese iniziative internazionali di ampio respiro.....

A tracciare questo quadro è uno studio effettuato da ricercatori del Mercator Research Institute on Global Commons and Climate Change di Berlino, che in un articolo pubblicato sui "Proceedings of the National Academy of Sciences", indicano anche alcune possibili linee di azione.....
Sul medio lungo periodo bisognerebbe invece sviluppare incentivi per passare a fonti alternative di energia, stabilendo in sede internazionale obiettivi politici che in prima battuta non sono direttamente collegati alla politica climatica, ma che si possono riflettere in maniera significativa su di essa. Fra questi obiettivi vi sono per esempio la riduzione dell'inquinamento locale dell'aria, la sicurezza energetica e l'accesso all'energia.
Leggi l'articolo integrale

09 febbraio 2013

Bloomberg New Energy Finance:In Australia, l'eolico è più conveniente delle fossili

Tratto da Zeroemission
In Australia, l'eolico è più conveniente delle fossili
Venerdì, 8 Febbraio 2013 |
Il dato emerge dall'ultima ricerca di Bloomberg New Energy Finance, scondo cui un MWh eolico in Australia costerebbe 80 dollari australiani, contro 143 del carbone e 116 del gas

In Australia, l'eolico è più conveniente delle fossili

L'energia eolica in Australia è più conveniente di quella da carbone e gas. E' quanto emerge dall'ultima ricerca condotta da Bloomberg New Energy Finance, secondo cui, anche senza nessun incentivo nazionale, un MWh eolico prodotto costerebbe 80 dollari australiani, contro i 143 del carbone e i 116 del gas. Al netto delle tasse anti CO2, l’energia prodotta dal vento sarebbe comunque del 14% più economica di quella dal carbone e del 18% di quella dall gas. "
L'idea che i combustibili fossili siano più economici delle rinnovabili è cosa superata - ha detto Michael Liebreich, CEO di Bloomberg New Energy Finance - il fatto che l’eolico sia gia oggi più economico di carbone e gas, proprio in uno dei Paesi con le maggiori riserve di combustibili fossili, dimostra che le rinnovabili stanno davvero cambiando il mercato e, di conseguenza, l'economia della generazione elettrica"

Anche il fotovoltaico, però, è sulla buona strada per raggiungere la cosiddetta "grid parity" in Australia, anche se in tempi meno ristretti. Secondo Bloomberg, infatti, dopo il 2020 i grandi impianti FV installati nel Paese saranno in grado di produrre energia a costi inferiori alle fonti fossili
Questo sarebbe causato dalla mancata volontà già espressa dai prinicpali gruppi bancari australiani di finanziare nuove centrali a carbone.