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27 dicembre 2016

CHOICE:Costi dell’energia, il solare batte il carbone anche negli Stati Uniti

Tratto da QualEnergia

Costi dell’energia, il solare batte il carbone anche negli Stati Uniti

Un nuovo studio ha confrontato i valori LCOE medi delle diverse fonti elettriche sia fossili che rinnovabili, evidenziando che il fotovoltaico e l’eolico, nei casi migliori, sono già in grado di competere con gas e carbone anche nei mercati occidentali. Le analisi e i numeri più aggiornati.
Confrontare il costo “tutto compreso” delle diverse fonti energetiche è un esercizio molto complicato, perché dipende da una moltitudine di variabili, non solo tecniche-economiche ma anche geografiche.
Il dato che sempre più emerge, come QualEnergia.it ha osservato a più riprese, è che le fonti rinnovabili sono già competitive rispetto ai combustibili fossili in determinate circostanze.
La tendenza è confermata dalla nuova versione dello studio di Lazard sui costi LCOE (Levelized Cost of Energy) delle tecnologie pulite vs fonti tradizionali per il mercato americano.
Va precisato che l’analisi comprende solo i parametri economici: costi del capitale, spese fisse e variabili per l’operatività e la manutenzione degli impianti, prezzi del combustibile (quando pertinenti), fattori di capacità e così via.
Sono esclusi, invece, i costi sociali-ambientali delle varie risorse - le cosiddette “esternalità negative” dovute, per esempio, allo smaltimento delle scorie nucleari e all’emissione di gas serra - gli investimenti necessari per potenziare le reti elettriche e integrare la produzione energetica rinnovabile con sistemi di accumulo, le perdite dovute a congestioni-colli di bottiglia sulle linee di trasmissione.
Tuttavia, va ricordato che proprio questi elementi possono modificare in modo sensibile il paragone tra differenti tecnologie.
Difatti, la IEA (International Energy Agency) di recente ha introdotto una formula più ricca per interpretare i vantaggi-svantaggi delle fonti elettriche, il valore di sistema (SV, system value) che include molti parametri volutamente trascurati dal metodo LCOE. Qualcosa di simile ha proposto anche Althesys con il “costo globale” dell’energia (vedi articolo di QualEnergia.it)
Torniamo a Lazard: la tabella sotto riassume i valori LCOE negli Stati Uniti in dollari/MWh senza sussidi. Come si vede, i costi finali più bassi per i migliori progetti eolici e solari utility scale sono rispettivamente 32 e 46 $/MWh. Per i cicli combinati a gas, la forchetta è 48-78 $/MWh; per carbone e nucleare i numeri sono ancora più alti, rispettivamente 60-143 e 97-136 $/MWh.
Interessante poi, è la coppia di grafici sotto, perché mostra quanto sia calato il valore medio LCOE negli ultimi 7 anni per l’eolico e il fotovoltaico, sulla spinta di molteplici fattori, tra cui la diminuzione dei prezzi dei componenti (celle, moduli, inverter, ecc.) e l’incremento di efficienza.
Questi numeri, osservano gli analisti di GTM Research, si riflettono in contratti PPA (power purchase agreements) delle rinnovabili con prezzi sempre più convenienti......
L’abbassamento dei costi delle rinnovabili, con il conseguente raggiungimento di traguardi sempre più competitivi nelle aste per le rinnovabili in tutto il mondo, è stato segnalato da diversi studi recenti (vedi per esempio questo articolo di QualEnergia.it con gli ultimi dati di Bloomberg).
Solare ed eolico, in alcuni paesi e in determinate circostanze favorevoli, hanno già toccato prezzi finali per l’energia elettrica generata intorno a 30 $/MWh. Certo, in qualche caso non sono mancate polemiche per gli eccessivi ribassi e quindi l’effettiva possibilità di realizzare i progetti, come in Spagna dopo l’ultima asta eolica (vedi QualEnergia.it).
Una recente analisi di Carbon Tracker ha proposto una versione aggiornata dei valori LCOE, affermando che tra quattro anni le rinnovabili potranno battere ancora più nettamente le fonti fossili (Ecco perché le energie rinnovabili già ora costano meno delle fossili).
Questo studio, infatti, ha rivisto i parametri comunemente utilizzati nei calcoli, ad esempio ha assunto che le centrali fossili abbiano dei fattori di carico inferiori rispetto a quelli storici e una vita utile più corta.
Anche la fonte pulita più costosa, l’eolico offshore, è riuscita a segnare un ribasso record: in Olanda il parco marino Borssele II da 700 MW produrrà energia a 54,5 €/MWh (In Olanda l’eolico offshore sui costi batte già il carbone).

15 aprile 2015

Negli USA per la prima volta produrre energia pulita costa meno delle fonti fossili ben più inquinanti come il carbone e il gas naturale.

Tratto da TuttoGreen

Negli USA per la prima volta produrre energia pulita costa meno delle fonti fossili
Negli USA per la prima volta produrre energia pulita costa
 meno delle fonti fossili


La produzione di energia pulita costa meno delle fonti fossili; succede negli Stati Uniti, dove grazie agli incentivi e al miglioramento della tecnologia e alle economie di scala, oggi si paga meno di 2,1 centesimi per kilowattora dall’eolico contro 6 centesimi del carbone.

Per la prima volta l’energia pulita costa meno delle fonti fossili, ben più inquinanti, come il carbone e il gas naturale. Al momento questo accade solo negli Stati Uniti ma ci auguriamo che ben presto possa verificarsi anche in Europa.
A quanto pare, infatti, nell’ultimo quinquennio il costo della fornitura di energia elettrica proveniente dalle turbine eoliche o dai pannelli solari a stelle e strisce ha raggiunto il minimo storico, tanto che le fonti rinnovabili sono diventate economicamente più convenienti di quelle fossili.
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A confermarlo sono gli studi effettuati da diverse società di investimenti e istituti bancari, come quello commissionato da Lazard, da cui emerge che il costo di 1 kilowattora derivante dall’energia solare è pari a 5,6 centesimi che scende a soli 1,4 centesimi per la stessa quantità di energia ottenuta dall’eolico. Cifre che non temono il confronto con il gas naturale e il carbone che si attestano rispettivamente a 6,1 e 6,6 centesimi per kilowattora.
Il merito di questo storico risultato è anche dei generosi piani di incentivazioni economiche varati dai governi locali a beneficio delle aziende, ma recenti analisi hanno dimostrato che anche senza quei sussidi il costo delle rinnovabili sarebbe più competitivo rispetto alle fonti tradizionali.
A riprova dell’evidente crollo del costo dell’energia pulita con conseguente sorpasso sulle fonti convenzionali, ci sono i numerosi accordi e contratti stipulati da diverse aziende per l’acquisto di energia rinnovabile (solare o eolica) a prezzi inferiori a quelli del gas naturale, in particolare nelle regioni del sud facilitate dalla presenza di grandi pianure e dall’abbondanza di vento e luce solare.....
C’è chi osserva che l’altra faccia della medaglia è che la produzione di energia solare o eolica è per definizione intermittente: sole e vento, infatti, non consentono una totale affidabilità e spesso devono essere integrati da altre fonti in grado di rispondere tempestivamente alle fluttuazioni della domanda energetica. Nulla di minimamente confrontabile all’inquinamento derivante dall’utilizzo massiccio delle fonti energetiche convenzionali.......
Su TuttoGreen l'articolo integrale