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28 maggio 2014

TARANTO CITTADINI ATTIVI :Dieci cose che ci fanno resistere, che ci danno speranza e che ci faranno vincere

Tratto da Peacelink pubblichiamo  l'interessante articolo del Presidente Marescotti
Cittadini attivi
Taranto resisti!

Dieci cose che ci fanno resistere, che ci danno speranza e che ci faranno vincere

La lotta di Taranto è sostanzialmente ispirata a dieci semplici principi guida, a dieci basilari rivendicazioni di civiltà.
26 maggio 2014 - Alessandro Marescotti
Vi sono dieci principi che spiegano la nostra fiera resistenza e la nostra determinazione a vincere. 

Primo: il diritto alla sovranità popolare. Vogliamo far prevalere l’interesse sociale su quello privato. Vogliamo una democrazia fatta dalla gente, non una sua manomissione partitica in funzione del profitto. Vogliamo riappropriarci di quella sovranità che la Costituzione garantisce al popolo:
 articolo 1.

Secondo: il diritto al futuro e alla felicità. Vogliamo scongiurare che i veleni intacchino il Dna che consegneremo alle future generazioni. I nostri figli dovranno nascere sani. Le mamme non dovranno allattare con la diossina. Nei prati e nei giardini i bambini dovranno tornare a giocare senza timore di essere contaminati. Nel sangue dei bambini non ci dovrà essere piombo. La nostra lotta è per il diritto alla felicità e a nulla serve se non a questo.

Terzo: il diritto alla conoscenza. Vogliamo scoperchiare i segreti. Ci hanno nascosto la diossina. Le malattie e i morti sono stati chiusi nel cassetto perché non sapessimo. La scuola e la cultura devono rovesciare questo potere che uccide, devasta e provoca rassegnazione. Ai dogmi dell’industria inquinante senza alternative opponiamo il pensiero critico delle alternative all’industria inquinante.

Quarto: il diritto alla libertà e all’autodeterminazione. Come le colonie che si liberarono dall’oppressione e dall’interesse economico superiore, noi ci libereremo dal colonialismo che ci ha distrutto, derubato e ucciso, sottraendoci persino la dignità.

Quinto: il diritto alla salute. Per troppo tempo abbiamo considerato il cancro come un impazzimento inspiegabile delle cellule. Il nesso fra inquinamento e malattie è stata una conquista troppo tardiva della consapevolezza nostra e di molti medici.

Sesto: il diritto alla partecipazione. La Convenzione di Aarhus sancisce il principio di partecipare alle scelte ambientali.Da tanti tavoli sono stati esclusi i cittadini. Il diritto di partecipare comincia fin dalla fase progettuale delle scelte, non arriva alla fine a cose già fatte.

Settimo: il diritto alle alternative. L’economia pulita è un’alternativa che dà più lavoro. L’economia sporca brucia il futuro, blocca lo sviluppo, pregiudica un lavoro duraturo. Le città pulite attirano di più rispetto a quelle inquinate. Il futuro è lì, è semplice nella sua finalità anche se complesso nella sua realizzazione, e per questo è permeato di conoscenza e di creatività. Se a scuola si insegna il problem solving è per imparare a costruire alternative nel presente e nel futuro.

Ottavo: il diritto a bonificare. Nelle viscere della terra scenderanno i veleni sempre più in profondità. Impedirlo è un dovere prima che sia troppo tardi. Realizzare la bonifica è un investimento sul futuro. E’ lavoro per risanare, dopo tanti anni di lavoro per inquinare.

Nono: il diritto alla legalità. Vogliamo il primato del diritto sulla prepotenza e l’arbitrio del potere. Se un’industria non rispetta una legge va cambiata l’industria, non la legge.

Decimo: il diritto all’obiezione di coscienza. Obiezione di coscienza ai lavori cancerogeni, a quelli che producono malattie e morte. Disobbedienza al potere politico che provoca malattie e morte, sottrazione di ogni consenso ad una politica che devasta i corpi, le coscienze, la dignità delle persone.

24 aprile 2014

25 APRILE 2014 . RESISTERE E RESISTENZA OGGI

R-ESISTERE E RESISTENZA OGGI


 Per rendere migliore il mondo 

 dobbiamo cominciare da noi stessi".

Tratto da Peacelink del 2011 ma sempre attuale...

R-esistere oggi

R-esistere oggi significa assumere consapevolezza e avere la capacità di non essere indifferenti di fronte a tutte le ingiustizie...
La Resistenza non può essere intesa solo come un evento storico limitato agli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale, ma deve essere soprattutto un atteggiamento e un modo etico e morale permanente di porsi di fronte alle situazioni e agli eventi di rilevanza sociale e politica....
Resistenza non è solo memoria del passato, ma linfa ed esercizio del presente......
Il magistrato antimafia Antonino Caponnetto disse: "Ragazzi godetevi la vita, innamoratevi, siate felici ma diventate partigiani di questa nuova resistenza, la resistenza dei valori, la resistenza degli ideali.
Non abbiate mai paura di pensare, di denunciare e di agire da uomini liberi e consapevoli".
R-esistere oggi significa assumere consapevolezza e avere la capacità di non essere indifferenti di fronte a tutte le ingiustizie sociali.....  
R-esistere oggi significa avere la capacità di indignarsi e prendere posizione, ieri contro il fascismo, attualmente contro la corruzione, il malcostume, le mafie, il terrorismo, il razzismo, le guerre, contro il degrado morale, sociale, politico e istituzionale.

Scriveva il partigiano olandese Henk nell’ultima sua lettera al padre:.. 

 Per rendere migliore il mondo dobbiamo cominciare da noi stessi".

01 gennaio 2012

INIZIA IL 2012. RESISTERE ,RESISTERE RESISTERE


INIZIA IL 2012.
RESISTERE ,RESISTERE RESISTERE

In questo inizio del 2012 vorremmo riproporre il nostro post del 25 luglio che è comunque fondamentale  anche per il nuovo anno.
Non sarà così facile NON ASCOLTARE LE NOSTRE LEGITTIME istanze di vivere in un ambiente adeguatamente tutelato ,e per il futuro non sarà comunque così scontato che ci adatteremo a vivere per ulteriori ........anni senza il necessario e non più procrastinabile adeguamento alle normative AIA.

Le strada sarà  sicuramente  tutta in salita ma non solo per noi.


POTENZIAMENTO TIRRENO POWER:

RESISTENZA RESISTENZA RESISTENZA


Coraggio , non perdiamoci d’animo: ricordiamoci dei nostri Padri, pensiamo a coloro che con generosità, determinazione, armati di ideali di libertà seppero difendere il nostro territorio contro chi ne voleva fare scempio con l’abuso, il disprezzo dei i diritti, la protervia e la sopraffazione.
I nostri Padri hanno saputo con tenacia conquistare quella Costituzione Repubblicana a cui oggi noi ci ispiriamo:
con i cittadini e le numerose associazioni e partiti che si riconoscono sui principi della tutela del territorio e della salute utilizzeremo tutte le vie legalmente consentite per difendere strenuamente il nostro territorio e il nostro futuro

e.... quindi RESISTERE RESISTERE RESISTERE CONTRO
CHI prima delle elezioni si dichiarò contro il potenziamento a carbone e poi lo ha di fatto concesso (460+330 MW + altri 330 contro i due da 330 attuali)
CHI si è assunto la responsabilità di non adeguare gli attuali impianti secondo quanto dovuto per l’AIA costringendoci per anni ad emissioni non sottoposte ad autorizzazione integrata ambientale di legge secondo le migliori tecnologie.
CHI si è assunto la responsabilità di ignorare la posizione chiaramente espressa da tutto un territorio anche con le delibere contrarie di 18 comuni
CHI non ha dato seguito alla richiesta avanzata dai sindaci per una seria valutazione di impatto sanitario prima di ogni decisione autorizzatoria
CHI si è assunto la responsabilità di ignorare la chiara posizione dell'ordine dei medici a tutela della salute dei cittadini che tra l’altro, chiedevano la metanizzazione completa,
CHI per ben quattro anni non ha ancora prodotto documentazione completa sulla ottemperanza a tutte le prescrizioni dovute per il gruppo a turbogas entrato in funzione da ben quattro anni ed ha il coraggio di parlare ancora di prescrizioni per i futuribili impianti
CHI ha recentemente affermato “perché forzare una popolazione a ospitare un’opera che non vuole?” E POI.....
RESISTEREMO con tutti i mezzi previsti dallo stato di diritto e nello spirito di quella Costituzione che tante vite è costata e a cui NOI ci inchiniamo

ABBIAMO APPENA COMINCIATO ….
Il 4 luglio 1776, a Philadelphia, i rappresentanti di tredici colonie inglesi dichiararono la propria indipendenza dall’impero britannico. Furono però necessari ancora anni di aspri combattimenti prima che il governo britannico riconoscesse l’autorità di tale dichiarazione.

L’Inghilterra, noto valore della marina britannica, dimostrò una grande superiorità sulle navi americane nelle battaglie navali. Il 23 settembre 1779 la fregata americana Bon Homme Richard comandata da John Paul Jones con poche navi piccole e male armate si trovò di fronte ad una agguerrita squadra inglese con un grande numero di navi e un armamento notevolmente maggiore. La temuta ammiraglia inglese Serapis e per quattro ore consecutive sparò bordate, una più micidiale dell'altra contro la Bon Homme Richard. Ad un certo punto la Serapis era così vicina alla sua avversaria, gravemente colpita, che il comandante inglese, sicuro della propria vittoria, intimò all’equipaggio dei rivoluzionari americani di arrendersi.
Jones si rifiutò rispondendo con il grido:
"Non ho ancora cominciato a combattere!".
Il combattimento quindi proseguì e sorprendentemente vide vincitore il glorioso comandante americano, le cui parole sono ancora oggi, un celebre motto che esprime coraggio e determinazione.

ANCHE NOI OGGI SIAMO SULLA Bon Homme Richard E UN’ARMATA FORTE, POTENTISSIMA, AGUERRITA PARE INTIMARCI LA RESA:
LA NOSTRA RISPOSTA E’ QUELLA DEL COMANDANTE JONES “NON ABBIAMO ANCORA COMINCIATO A COMBATTERE!” .....
COMBATTERE E RESISTERE MA CON LE ARMI DEL DIRITTO, DELLA DETERMINAZIONE, DEGLI ARGOMENTI INOPPUGNABILI, DELL’ONESTA’, DEL BUON SENSO E DELLA CIVILTA’ .

25 luglio 2011

1)POTENZIAMENTO TIRRENO POWER: RESISTENZA RESISTENZA RESISTENZA 2)Cambiamenti climatici : minaccia globale e conflitti ambientali


Comunicato di Uniti per la Salute


Segnaliamo che non risulta a tutt'oggi pervenuta alcuna risposta alla lettera aperta 16/7 ( CLICCA QUI) sulla discussa intesa rilasciata dalla Regione Liguria per nuovi gruppi a carbone nella centrale di Vado Quiliano. Nonostante sia stata pubblicata da numerosi media e anche inviata ai destinatari, ci sconcerta e ci preoccupa moltissimo la mancanza di pubblica risposta su argomenti tanto fondamentali per il presente e per il futuro dei cittadini e del territorio.




POTENZIAMENTO TIRRENO POWER:


RESISTENZA RESISTENZA RESISTENZA


Coraggio , non perdiamoci d’animo: ricordiamoci dei nostri Padri, pensiamo a coloro che con generosità, determinazione, armati di ideali di libertà seppero difendere il nostro territorio contro chi ne voleva fare scempio con l’abuso, il disprezzo dei i diritti, la protervia e la sopraffazione. I nostri Padri hanno saputo con tenacia conquistare quella Costituzione Repubblicana a cui oggi noi ci ispiriamo:

con i cittadini e le numerose associazioni e partiti che si riconoscono sui principi della tutela del territorio e della salute utilizzeremo tutte le vie legalmente consentite per difendere strenuamente il nostro territorio e il nostro futuro


e.... quindi RESISTERE RESISTERE RESISTERE CONTRO

CHI prima delle elezioni si dichiarò contro il potenziamento a carbone e poi lo ha di fatto concesso (460+330 MW e possibili altri 330 contro i due da 330 attuali)

CHI si è assunto la responsabilità di non adeguare gli attuali impianti secondo quanto dovuto per l’AIA costringendoci per anni ad emissioni non sottoposte ad autorizzazione integrata ambientale di legge secondo le migliori tecnologie.

CHI si è assunto la responsabilità di ignorare la posizione chiaramente espressa da tutto un territorio anche con le delibere contrarie di 18 comuni

CHI non ha dato seguito alla richiesta avanzata dai sindaci per una seria valutazione di impatto sanitario prima di ogni decisione autorizzatoria

CHI si è assunto la responsabilità di ignorare la chiara posizione dell'ordine dei medici a tutela della salute dei cittadini che tra l’altro, chiedevano la metanizzazione completa,

CHI per ben quattro anni non ha ancora prodotto documentazione completa sulla ottemperanza a tutte le prescrizioni dovute per il gruppo a turbogas entrato in funzione da ben quattro anni ed ha il coraggio di parlare ancora di prescrizioni per i futuribili impianti

CHI ha recentemente affermato “perché forzare una popolazione a ospitare un’opera che non vuole?” E POI.....

RESISTEREMO con tutti i mezzi previsti dallo stato di diritto e nello spirito di quella Costituzione che tante vite è costata e a cui NOI ci inchiniamo


ABBIAMO APPENA COMINCIATO ….

Il 4 luglio 1776, a Philadelphia, i rappresentanti di tredici colonie inglesi dichiararono la propria indipendenza dall’impero britannico. Furono però necessari ancora anni di aspri combattimenti prima che il governo britannico riconoscesse l’autorità di tale dichiarazione.

L’Inghilterra, noto valore della marina britannica, dimostrò una grande superiorità sulle navi americane nelle battaglie navali. Il 23 settembre 1779 la fregata americana Bon Homme Richard comandata da John Paul Jones con poche navi piccole e male armate si trovò di fronte ad una agguerrita squadra inglese con un grande numero di navi e un armamento notevolmente maggiore. La temuta ammiraglia inglese Serapis e per quattro ore consecutive sparò bordate, una più micidiale dell'altra contro la Bon Homme Richard. Ad un certo punto la Serapis era così vicina alla sua avversaria, gravemente colpita, che il comandante inglese, sicuro della propria vittoria, intimò all’equipaggio dei rivoluzionari americani di arrendersi.

Jones si rifiutò rispondendo con il grido:

"Non ho ancora cominciato a combattere!".

Il combattimento quindi proseguì e sorprendentemente vide vincitore il glorioso comandante americano, le cui parole sono ancora oggi, un celebre motto che esprime coraggio e determinazione.

ANCHE NOI OGGI SIAMO SULLA Bon Homme Richard E UN’ARMATA FORTE, POTENTISSIMA, AGUERRITA PARE INTIMARCI LA RESA:

LA NOSTRA RISPOSTA E’ QUELLA DEL COMANDANTE JONES “NON ABBIAMO ANCORA COMINCIATO A COMBATTERE!” .....

COMBATTERE E RESISTERE MA CON LE ARMI DEL DIRITTO, DELLA DETERMINAZIONE, DEGLI ARGOMENTI INOPPUGNABILI, DELL’ONESTA’, DEL BUON SENSO E DELLA CIVILTA’ .

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Tratto da Paperblog

Cambiamenti climatici : minaccia globale e conflitti ambientali

Difendere l’ambiente in cui viviamo, lottare per una giusta politica energetica, scardinare l’illusione che l’emergenza rifiuti si risolva con i termovalorizzatori (comunemente chiamati inceneritori), considerare l’acqua un bene primario e non una merce.

Difendere questi principi è populista? Fa apparire come ambientalisti o ecologisti che vanno controcorrente e che non conoscono le leggi economiche che governano la globalizzazione?

Chi afferma questo limita la sua analisi alla superficie e non comprende che la soluzione politica ed economica del nostro futuro passa obbligatoriamente attraverso la risoluzione immediata dei conflitti legati alle mutazioni climatiche.

Per la maggior parte dovute a scelte scellerate di politici ed economisti che hanno pensato al profitto immediato e non al bene comune...

È ormai convinzione comune che nei prossimi anni il 40% delle guerre che insorgeranno tra gli Stati, saranno collegate alle risorse naturali.

Pensiamo ai conflitti in atto per il controllo dei fiumi o per il possesso delle miniere e dei giacimenti petroliferi.

Pensiamo a quei piccoli Paesi sparsi nell’Oceano Pacifico e Indiano, minacciati dall’innalzamento dei mari causato dal riscaldamento globale. Stefhen Marcus, presidente del Nauru, un piccolo stato insulare dell’Oceania, è arrivato ad affermare che:I cambiamenti climatici rappresentano un pericolo per la pace internazionale”.

Queste mutazioni climatiche sono diventate una maledizione per milioni di persone che vivono nella fascia sub sahariana. Nella totale indifferenza dei media, stanno avvenendo migrazioni bibliche, dovute alla mancanza di acqua e cibo, divenuti insufficienti per il sostentamento.

In seguito ai cambiamenti climatici si sta innalzando la linea dell’equatore e questo comporta un ingigantirsi delle zone aride del continente africano. Le previsioni più ottimistiche prevedono la mancanza di piogge fino ad Ottobre 2011. ..

Per contro l’Europa che va in crisi per alcuni barconi che sbarcano a Lampedusa, in seguito ai conflitti armati che coinvolgono la Libia, come pensa di difendersi quando i flussi migratori dovuti ai cambiamenti climatici porteranno milioni di affamati dalle coste africane verso l’Italia, la Francia, la Germania e l’Inghilterra? A quel punto parlare di tematiche ambientali non sarà più tanto populista, non riguarderà più un’elite di ecologisti new-age.

Trovare le soluzioni adesso non è demagogia, è indispensabile ed è la vera sfida per tutti gli economisti ed i politici dei Paesi occidentali !!

I cambiamenti climatici sono la più grande minaccia globale nei confronti della salute del XXI secolo” [Institute of Global Health dell’University College di Londra - Lancet 2009]

Leggi tutto

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Qualcuno dovrebbe provare a fermare l' ennesimo treno che corre a velocità folle verso la collisione ,ma siamo tutti troppo scoraggiati ad assistere inermi al treno dell'economia che va omai in collisione contro quello del buon senso.

E IL MONDO CONTINUA A TREMARE PER IL FUTURO GLOBALE AMBIENTALE ED ECONOMICO....

24 aprile 2011

R-ESISTERE E RESISTENZA OGGI

Tratto da Peacelink
Per non perdere la capacità di indignarci

R-esistere oggi

R-esistere oggi significa assumere consapevolezza e avere la capacità di non essere indifferenti di fronte a tutte le ingiustizie sociali....
La Resistenza non può essere intesa solo come un evento storico limitato agli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale, ma deve essere soprattutto un atteggiamento e un modo etico e morale permanente di porsi di fronte alle situazioni e agli eventi di rilevanza sociale e politica....
Resistenza non è solo memoria del passato, ma linfa ed esercizio del presente, come sostiene anche Moni Ovadia.

Il magistrato antimafia Antonino Caponnetto disse: "Ragazzi godetevi la vita, innamoratevi, siate felici ma diventate partigiani di questa nuova resistenza, la resistenza dei valori, la resistenza degli ideali.
Non abbiate mai paura di pensare, di denunciare e di agire da uomini liberi e consapevoli".

R-esistere oggi significa assumere consapevolezza e avere la capacità di non essere indifferenti di fronte a tutte le ingiustizie sociali. R-esistere oggi significa avere la capacità di indignarsi e prendere posizione, ieri contro il fascismo, attualmente contro la corruzione, il malcostume, le mafie, il terrorismo, il razzismo, le guerre, contro il degrado morale, sociale, politico e istituzionale.

Hessel, uno dei padri costituenti della Dichiarazione Universale dei diritti umani sancita a Parigi nel 1948, ha scritto, recentemente, un libro dal titolo “Indignatevi!”, che incita a prendere coscienza e posizione. R-esistere oggi significa avere la capacità di essere responsabili delle proprie azioni ed opinioni, per lanciare ponti di dialogo (Langer), messaggi di pace, per intessere reti di relazioni, per aprire varchi di speranza in un avvenire migliore, per un futuro dove il concetto di pace divenga la forma mentis di tutti i soggetti, di noi donne e uomini, di tutti i politici: proprio la pace per cui si sono battuti i partigiani antifascisti, perché la guerra finisse per sempre.

Leggi l'articolo integrale su Peacelink


Scriveva il partigiano olandese Henk nell’ultima sua lettera al padre: "Caro papa’, peccato che non ci saro’ piu’ il giorno della pace.
Ho sempre sperato di contribuire allora con tutta la mia forza ed energia alla ricostruzione,
non soltanto materiale, ma anche spirituale. Il nostro lavoro propriamente detto non comincia che dopo la guerra: eliminare l’odio fra i popoli. Perche’, solo quando questo non esiste piu’, la vera pace puo’ venire. Solo allora il fondamento della pace - la fiducia - puo’ fare il suo ingresso nel mondo. Fa’ di contribuirvi anche tu come meglio potrai.
Per rendere migliore il mondo dobbiamo cominciare da noi stessi".

24 aprile 2010

2010/04/25 RICORDANDO IL 25 APRILE

Tratto da Peacelink

Ricordando il 25 aprile

Per rendere migliore il mondo dobbiamo cominciare da noi stessi

Henk (partigiano olandese)
Caro papa’,

peccato che non ci saro’ piu’ il giorno della pace.

Ho sempre sperato di contribuire allora con tutta la mia forza ed energia alla ricostruzione, non soltanto materiale, ma anche spirituale.

Il nostro lavoro propriamente detto non comincia che dopo la guerra: eliminare l’odio fra i popoli. Perche’, solo quando questo non esiste piu’, la vera pace puo’ venire. Solo allora il fondamento della pace - la fiducia - puo’ fare il suo ingresso nel mondo.

Fa’ di contribuirvi anche tu come meglio potrai.

"Per rendere migliore il mondo dobbiamo cominciare da noi stessi."

Note:

Questa fu l'ultima lettera di Henk prima morire.

Su http://www.italia-liberazione.it/ultimelettere c'è l'archivio delle "Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana".