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02 dicembre 2016

Patrizia Gentilini :Referendum e ambiente, perché la cura è peggiore del male

Tratto da Il Fatto Quotidiano

Referendum e ambiente, perché la cura è peggiore del male

Patrizia Gentilini 

Risultati immagini per isde no

Si è svolta ieri mattina alla Camera una conferenza stampa indetta dall’onorevole Pino Pisicchio per mettere in luce le ricadute sull’ambiente – e di conseguenza sulla salute – delle modifiche costituzionali che il 4 dicembre andremo a votareIl tema è indubbiamente di cruciale importanza e, almeno fino ad ora, non era emerso con il rilievo che merita. In realtà il problema non era sfuggito all’Associazione dei Medici per l’Ambiente che già nel giugno scorso con un proprio comunicato aveva espresso tutte le proprie perplessità sulla questione.
Leggi il comunicato 

In sintesi con le modifiche al Titolo V si ridisegnano i rapporti fra Stato e Regioni e viene introdotta una diversa ripartizione delle loro competenze: in pratica, le modifiche porterebbero ad un accentramento di poteri e ad una contestuale diminuzione delle autonomie locali. In particolare lo Stato accentrerà su di sé tutte le competenze in materia di energia, grandi opere, infrastrutture, togliendo voce ai territori e potrà inoltre esercitare una “clausola di supremazia” esautorando quindi le amministrazioni locali di ogni potere decisionale anche sulle materie loro riservate.
La novità non è di poco conto e fortunatamente non è sfuggita a quanti, tra cittadini, associazioni, comitati, in tutta Italia si oppongono a grandi opere, inceneritori, trivellazioni e che di recente hanno sottoscritto l’appello “territori per il No”: ridisegnare in questo modo i rapporti fra governo centrale e territori significa di fatto esautorare completamente le volontà locali e quelle delle istituzioni più vicine ai cittadini.
In realtà non è una novità se pensiamo a quanto già fatto dallo “Sblocca Italia” che impone nuovi inceneritori, elimina i vincoli territoriali per lo smaltimento dei rifiuti e ribattezza impianti insalubri di 1° classe – quali sono appunto gli inceneritori – come “impianti strategici ai fini della salute e dell’ambiente”! Già oggi molte delle principali criticità sanitarie da inquinamento ambientale sono state causate, in varie aree del Paese, dall’identificazione di impianti inquinanti come “opere strategiche di rilevanza nazionale” espropriando di fatto completamente gli enti locali di qualunque possibilità decisionale.
La riforma costituzionale proposta, in particolare con le modifiche all’art. 117, renderebbe questa possibilità strutturale, con il rischio di allargare ulteriormente il divario tra le reali esigenze dei territori e gli interessi dello Stato, spesso legati a motivazioni estranee e antitetiche alle aspirazioni e al Bene Comune delle Comunità locali.
Per noi medici è chiaro il concetto che la salute non è la semplice assenza della malattia, ma, come la definiva l’Oms già dal 1948, “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale” e siamo ben consapevoli che tale stato di benessere può realizzarsi solo in presenza di equità sociale e nel rispetto dei diritti fondamentali della persona, quali il diritto alla salute, all’istruzione, all’abitazione, al lavoro, all’autodeterminazione territoriale, nonché ad un ambiente salubre e rispettoso degli equilibri naturali.
So bene, come medico, che se la diagnosi è sbagliata è ben difficile che il malato possa ricevere la cura giusta e quindi, parafrasando il concetto, individuare nella Costituzione la causa dei guai del nostro paese è semplicemente paradossale e, mai come in questo caso, la cura sarebbe peggiore del male!
Ma tutto questo non è un caso e va ben capita la “filosofia” che ispira questa riforma: essa non è certo nata oggi ma è il risultato di un percorso avviato già con la sottoscrizione dei trattati europei e l’introduzione del pareggio di bilancio. Mettendo al primo posto infatti stabilità dei prezzi, competitività e libera circolazione di merci, capitali e forza lavoro, si è spalancata la strada a principi di incontrollato neoliberismo che subordinano i diritti fondamentali della persona alle esigenze del mercato e della finanza.
La nostra Costituzione è nata, viceversa, da un lungo e paziente lavoro di conciliazione fra diverse visioni della società che avevano però come base comune il rifiuto del liberismo e l’affermazione prioritaria della dignità della persona e dei suoi diritti fondamentali. Attuiamo piuttosto finalmente la nostra Costituzione rimettendo al centro i valori che l’hanno ispirata e respingiamo modifiche che aggraverebbero ulteriormente disuguaglianze sociali, povertà, precarietà, disastri ambientali e incertezza per il futuro.

04 giugno 2016

Paolo Storani : Quando non si moriva di polveri sottili e... quando invece si è spezzato l'incantesimo.

  Pubblichiamo uno stralcio di un

 interessante articolo pubblicato su  Il Cambiamento 

Quando non si moriva di polveri sottili e... quando invece si è spezzato l'incantesimo.

.......I cattivi politici possono fare
 danni immensi.

Interessi ambientali, paesaggistici, sanitari...

Al momento dell'entrata in vigore della Costituzione della Repubblica le tematiche ambientali, come le intendiamo oggi, non avevano ancora trovato, nella società civile e quindi anche nel mondo giuridico nazionale, una precisa definizione, né una previsione normativa non solo di rango costituzionale, ma anche di legislazione ordinaria......

Stando allo statuto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità la salute è "uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non soltanto una mera assenza di malattia o infermità".....

L'art. 32 Cost. disegna una trama di poteri: è l'unico articolo di tutta la Costituzione che qualifica "fondamentale" un diritto.

Si tratta di una precisa indicazione di priorità......

Al cospetto di esigenze, bisogni, interessi che chiedono soddisfazione e tutela, la salute, che tocca nel profondo la vita di ognuno, deve ottenere prioritaria attenzione.

Per i programmi dei governi della nazione e dei territori basterebbe, dunque, dare uno sguardo alla Costituzione!......

La Corte Costituzionale ha definito l'ambiente un "diritto fondamentale della persona ed interesse fondamentale della collettività... valore primario ed assoluto" perché determina la "qualità della vita" al passo 4.5. della sentenza n. 210 del 28 maggio 1987, Pres. Antonio La Pergola, Redattore Francesco Greco, nei confronti della Provincia di Bolzano e di quella di Trento.....


Il diritto all'acqua è una condizione di base rispetto ad altri essenziali diritti fondamentali.

E all'aria!

La stessa Azienda Sanitaria Locale di Taranto ha addirittura raccomandato ai cittadini di non uscire di casa di giorno e di ridurre qualsivoglia attività sportiva all'aperto al fine di minimizzare l'esposizione a polveri sottili per la popolazione.

Tale inconcepibile situazione si verifica periodicamente e ciclicamente in coincidenza con i c.d. "wind days", quando il vento spira provenendo dal nord - ovest, ossia dall'area industriale del quartiere di Tamburi.

L'amico Peppe di Taranto mi scrive che "i bambini dei Tamburi non possono giocare nei parchi perché la terra è contaminata così come non possono scavare al Cimitero per non smuovere le polveri; neanche i morti sono in pace in quella bellissima città".

La soluzione proposta è paradossale e niente affatto risolutiva dell'immenso problema perché non è in grado di salvaguardare la salute dei cittadini che vengono esposti agli inquinanti cancerogeni e teratogeni, a dosi costanti durante l'anno.
Il verbo greco 'teratokeo' indica la generazione di un mostro e la teratogenesi segnala l'alterazione dello sviluppo embrionale, fetale o post-natale, causato da un agente patogeno.
Oggi le micropolveri si misurano in rapporto al loro peso per metro cubo.
La pericolosità aumenta con il diminuire delle dimensioni delle particelle.
Ma anche quando i limiti di legge sono rispettati, limiti convenzionali ben s'intenda!, che accade per i bambini o per chi pesa meno di settanta chilogrammi?
L'Italia sta purtroppo progredendo nell'incidenza dei tumori infantili rispetto al resto d'Europa.
L'incremento maggiore riguarda i bimbi sotto l'anno di età.
Pertanto, rilevare che le micropolveri sono al di sotto dei limiti di legge non significa non avere pericoli e non avere malattie o non avere morti per tali cause.....


Il diritto alla salubrità dell'ambiente quale esplicita imposizione anche ai Sindaci (i Comuni non hanno il potere legislativo e non possono fare leggi, ma hanno il potere regolamentare per dare attuazione alle leggi relative alle loro competenze e di amministrare i beni e i servizi) delle cittadine italiane di limitare il più possibile o eliminare le cause dell'inquinamento dell'aria (e dell'acqua...) al fine di prevenire l'insorgenza di patologie nel singolo e nella società.

Il Sindaco è, in sintesi, il responsabile sul territorio della salute pubblica.....

In proposito, ai sensi dell'art. 117 del Decreto Legislativo n. 112 del 1998, nonché ai sensi dell'art. 50 del Decreto Legislativo n. 267 del 18 agosto 2000 - Testo Unico degli Enti Locali - in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale il Sindaco, organo dello Stato nell'esercizio di alcune competenze in qualità di ufficiale di governo, sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici e all'esecuzione degli atti, quale rappresentante della comunità locale, adotta ordinanzecontingibili (da contingere, ciò che può accadere, avvenimenti accidentali) ed urgenti; inoltre, qualora l'emergenza interessi il territorio di più Comuni, ogni Sindaco adotta le misure necessarie sino a quando non intervengano le autorità competenti.

La Legge 23 dicembre 1978, n. 833, istituisce ilServizio Sanitario Nazionale, e all'art. 13 stabilisce che il Sindaco sia da considerare alla stregua di autorità locale riconoscendogli il potere di adottare provvedimenti autoritativi che impongono accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori.

Principi costituzionali per la tutela dell'ambiente sono rinvenibili anche all'interno delle previsioni degli articoli 44 e 42.....

Le polveri sottili sono alimentate dal traffico veicolare(la mobilità privata e i mezzi pesanti) e dalle caldaie domestiche.

La procedura di infrazione a carico dell'Italia è stata già avviata nel novembre 2014 per violazione degli articoli 13 e 23 della Direttiva 2008/50/EC relativa agli accumuli e agli sforamenti di Pm10, vale a dire di polveri sottili.

A quel quadro sotto i riflettori europei si è aggiunto il caso di Brindisi, complesso a causa della pluralità delle presenze industriali. "In particolare – è scritto nella nota europea – dal momento che la violazione dell'articolo 23 richiede l'adozione di tutte le misure atte a ridurre l'inquinamento atmosferico alla fonte, siamo sicuri che la vostra preoccupazione può essere affrontata dalle indagini in corso. Per quanto riguarda il Pm 2,5, il valore limite relativo è entrato in vigore solo il 1° gennaio 2015; la Commissione sarà quindi in grado di valutare la conformità a questo nuovo valore limite quando riceverà la prossima relazione annuale sulla qualità dell'aria, prevista al più tardi per il 30 settembre 2016".

Ogni cittadino dell'Unione europea perde in media 8,6 mesi di vita a causa dello smog, in particolare delle polveri sottili.

E la maglia nera va alla Pianura Padana, dove si arriva anche a 2-3 anni di vita.

L'allarme arriva dai risultati del programma Cafe (Clean Air For Europe) della Commissione europea, che ha valutato gli effetti del Pm2,5 prodotto dalle attività umane sull'aspettativa di vita.

E sono 800 mila i morti a causa dell'inquinamento ogni anno.

Se si considera anche quello all'interno delle abitazioni, si arriva a 1,3 milioni.
Queste cifre, fornite dall'OMS, sono state al centro del convegno RespiraMi, organizzato dalla Fondazione Policlinico di Milano.

Gli esperti puntano il dito in particolare contro la composizione delle polveri sottili: gli inquinanti sembrano essere oggi più pericolosi di una volta, aumentando il rischio di malattie respiratori, cardiovascolari e tumori. ......

Quella dell'inquinamento è un'emergenza che si riflette anche sui dati di mortalità del Paese, in aumento dell'11 per cento. A scriverlo sul suo blog è il leader (e cofondatore con il compianto Gianroberto Casaleggio) del MoVimento 5 Stelle Beppe Grillo, che attacca duramente anche il Governo.

"Il 2015 si chiuderà secondo l'Istat con 68mila morti in più rispetto al 2014: 666mila contro 598mila, l'11% in più. Come ai tempi delle grandi guerre – evidenzia -. Le città italiane non sono state bombardate dalle potenze straniere, ma vivono sotto l'assedio di nemici silenziosi. Lo smog sta rendendo le città italiane sempre più simili a Pechino".....

Tanto piccole da poter essere inalate e progressivamente si accumulano nel sistema respiratorio.

Di solito, quando si parla di polveri sottili il riferimento è alle c.d. PM10, che hanno un diametro pari a dieci micron.

In particolare, il riferimento è al particolato o particolato sospeso
Purtroppo, negli ultimi anni la scienza ha posto in risalto un'altra forma di inquinamento legato a polveri sottili contraddistinte da un diametro ancor minore: PM2,5, talvolta di pochi nanometri.

Queste ultime sono respirabili, il che significa che possono penetrare nei nostri polmoni sino ad accumularsi nel sangue e poi raggiungere diverse parti del nostro organismo.


Pertanto, se i danni collegati alle polveri sottili PM10 sono circoscritti al sistema respiratorio, quelli legati alle polveri sottili PM2,5 possono estendersi anche ad altri tessuti.

Sono in pochi a sapere che in molte città italiane la causa principale della ridotta visibilità per nebbia è dovuta proprio alle polveri sottili........

Le polveri sottili sono trasportate ovunque dalle correnti e si depositano nel suolo agricolo e sul manto stradale.

Il flusso viario delle automobili innalza questa polveri e i passanti le inalano e le respirano del tutto inconsapevolmente.

Le polveri sottili possono accumularsi nei corsi d'acqua o nel suolo sino a raggiungere le falde acquifere, rendendo laghi e torrenti acidi, modificando in tal modo l'equilibrio delle acque e dei bacini fluviali.

Quali sono le fonti.

Non vi è un'unica fonte; le polveri sottili più piccole si formano principalmente da residui di combustione.

In Italia purtroppo la soglia massima di polveri sottili stabilito dall'Unione Europea viene superato in molte aree geografiche.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha un tetto massimo più severo e di gran lunga inferiore a quello stabilito dall'UE.


Secondo l'Agenzia Europea dell'Ambiente - AEA quasi un terzo degli abitanti delle città europee è esposto a concentrazioni eccessive di particolato in sospensione nell'aria (PM, le cosiddette polveri sottili).

Il particolato è una delle sostanze più inquinanti e nocive per la salute umana e può indurre a morte prematura.

Dati decisamente allarmanti: il report ha analizzato altri inquinanti dell'aria come il biossido di azoto, l'ozono, il benenzo(a)pirene, il biossido di zolfo, il monossido di carbonio, il benzene e altri metalli pesanti (arsenico, cadmio, nichel, piombo).

S'impone, in conclusione, dare la priorità al principio di precauzione dal momento che quando c'è la possibilità che un'attività possa essere pregiudizievole per la salute o per l'ambiente, anche se le relazioni di causa ed effetto non sono ancora stabilite dalla scienza, dovrebbero essere prese le misure di precauzione.

Comunque!
Evitando di collocare le polveri sotto il tappeto...

Leggi l'articolo integrale su Il Cambiamento

03 gennaio 2016

DIRITTO ALLA SALUTE :Il giudice Imposimato con l'Isde per l'ambiente

Tratto  da Viterbo news

Il giudice Imposimato con l'Isde per l'ambiente

Anche l'illustre magistrato condivide le proposte dell'associazione

VITERBO - L’illustre magistrato Ferdinando Imposimato sostiene e condivide le misure proposte dall’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde in materia di inquinamento dell’aria e tutela dell’ambiente e della salute.

Il diritto alla salute è un diritto universale e inviolabile per tutti gli esseri umani, sancito anche dalla Carta Costituzionale italiana che all’articolo 32 afferma ''la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti…''

La drastica riduzione della mobilità su gomma, del trasporto aereo e l’abbandono della produzione di energia da combustibili fossili in favore di fonti energetiche realmente rinnovabili e pulite quali il solare, il solare termico e il minieolico; sono questi alcuni tra i provvedimenti più urgenti per tutelare il diritto alla salute delle persone e in particolare dei bambini e soprattutto nelle grandi città italiane.

20 luglio 2015

1)Reati ambientali, i compromessi li fa la politica non la magistratura 2)Ilva, la Procura di Taranto: spegnere subito altoforno 3) Ilva: il "lavoro sporco" degli ultimi tre governi.

AMBIENTE & VELENI

Reati ambientali, i compromessi li fa la politica non la magistratura

                            di  | 20 luglio 2015
Reati ambientali, i compromessi li fa la politica non la magistratura
Quando ci si occupa d’ambiente, si finisce sempre, prima o poi, con il trovarsi di fronte al tragico dilemma “tutela della salute e dell’ambiente o tutela dell’occupazione?“, riassunto da alcuni, negli anni 70 con il crudo slogan “meglio morire di fame subito o di cancro tra 30 anni?”
E’ un problema che non dovrebbe mai sorgere in quanto, in un quadro armonico di vero sviluppo, i due termini non sono affatto in contrapposizione; anzi, una corretta politica di tutela ambientale porta ad incrementare i livelli occupazionali in modo duraturo e stabile.
Purtroppo, nella pratica e nel breve periodo, specie in un Paese poco “normale” come il nostro, e specie in tempi di crisi economica ed occupazionale, avviene il contrario. Il caso Ilva è, ovviamente, emblematico a livello nazionale ma purtroppo rischia di diventare solo uno dei tanti.
Altrettanto emblematico è che, a questo punto, il problema iniziale si trasforma in un presunto conflitto “politica-magistratura dove la politica privilegerebbe l’occupazione rispetto ai sequestri ed alle chiusure imposti dai magistrati alle aziende in nome della tutela della salute e dell’ambiente.
E non a caso negli stessi giorni spunta sulla stampa un corposo dibattito sulla “ragionevolezza” della magistratura che, in tempi di crisi economica ed occupazionale, dovrebbe farsi carico delle conseguenze sociali delle sue iniziative attuando un “bilanciamento” tra opposti diritti costituzionali quali la salute ed il lavoro. Dibattito -si badi bene- che prende piede e decolla proprio negli stessi giorni in cui il governo, di fronte all’ultimo sequestro Ilva richiesto dalla Procura di Taranto dopo la morte di un operaio, emette un decreto legge in cui, “considerata la straordinaria necessità ed urgenza di emanare disposizioni che assicurino la prosecuzione, per un periodo determinato, dell’attività produttiva degli stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale interessati da un provvedimento giudiziario di sequestro dei beni”, consente che negli impianti sequestrati si continui a lavorare a condizione che l’impresa predisponga un piano “recante misura ed attività aggiuntive, anche di tipo provvisorio, per la tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro, riferite all’impianto oggetto del provvedimento di sequestro”.
Dirà la Corte Costituzionale se questo decreto legge è conforme ai dettami della Costituzione, oppure, come sostiene la Procura di Taranto, viola ben 6 articoli della stessa, soprattutto perché delega alla stessa azienda la scelta di nuove misure per garantire la sicurezza dei lavoratori.
A livello più generale, tuttavia, vi sono almeno due osservazioni da fare.
Del resto, la stessa legge sugli “ecoreati” appena promulgata, se da un lato costituisce una svolta importante perché introduce finalmente i delitti contro l’ambiente, dall’altro risente di troppi compromessi dell’ultima ora alle pretese di Confindustria.........
Questo non vuol dire affatto “bilanciare” esigenze della salute e dell’ambiente con le esigenze occupazionali e delle aziende. Vuol dire invece far prevalere le seconde sulle prime.
La seconda osservazione riguarda i rapporti politica-magistratura. I compromessi li fa la politica non la magistratura che deve solo applicare le leggi fatte dalla politica e, in primo luogo la Costituzione.
Certo, nessuno ha i paraocchi e, di certo, quando la legge consente più scelte, il magistrato dovrà attuare quella più appropriata al caso concreto, tenendo conto delle possibili conseguenze. Ma, detto questo, non si può chiedere al magistrato di assumersi responsabilità non sue o addirittura di disattendere il suo dovere di disporre un sequestro preventivo di fronte al pericolo che vengano aggravate o protratte le conseguenze di un reato ovvero venga agevolata la commissione di ulteriori reati (art. 321 c.p.p.).
E, per favore, se qualcuno vuole citare, per il “bilanciamento”, la sentenza sull’Ilva della Corte Costituzionale (n. 85/2013), la legga bene. Apprenderà, così, che, se da un lato è vero che non vi sono diritti costituzionali “tiranni“, dall’altro, per fortuna, che i valori dell’ambiente e della salute… non possono essere sacrificati ad altri interessi, ancorché costituzionalmente tutelati“.

Guarda il video "Battaglia nei cieli" su Ilva di Taranto 

Tratto da Corriere Quotidiano

Ilva, la Procura di Taranto: spegnere subito altoforno 2


La Procura di Taranto torna all'offensiva sull'altoforno 2. Oggi il custode giudiziario dell'impianto, Barbara Valenzano, ha scritto all'azienda intimando lo spegnimento immediato dell'altoforno 2 in attuazione del decreto di sequestro preventivo senza facoltà d'uso emesso dalla stessa Procura dopo l'incidente mortale avvenuto a giugno. Il custode ha poi chiesto all'Ilva di essere informata entro il 24 luglio a proposito dell'attuazione del cronoprogramma sullo spegnimento. .....

                                    ______________

Tratto da Huffingtonpost

Ilva: il "lavoro sporco" degli ultimi tre governi.



Roberto Della Seta Headshot



Francesco Ferrante Headshot

ILVA

L'Ilva di Taranto non è più soltanto il massimo simbolo di un modello di industria - lo stesso di Porto Marghera o di Bagnoli - che ha praticato per decenni il sistematico disprezzo di ogni garanzia e protezione a difesa dell'ambiente, della salute dei lavoratori e di tutti i cittadini. Oggi è anche di peggio: è il terreno di sperimentazione di leggi che tale disprezzo elevano a norma, a principio giuridico, affermando l'idea che l'interesse di un'impresa debba venire prima della sicurezza del lavoro e della tutela della salute pubblica.
La prova di questa scelta è nella sequenza via via più inquietante di decreti varati negli ultimi anni dai governi Monti, Letta, ora Renzi per impedire alla magistratura l'applicazione all'acciaieria di Taranto di un persino banale precetto costituzionale: nessun interesse privato per quanto economicamente rilevante può contare di più del diritto dei cittadini a un ambiente sano, a un'aria respirabile.
Su questa strada, il governo Renzi continua nel "lavoro ....." cominciato dai governi che l'hanno preceduto. Con due decreti emanati in pochi mesi, ha stabilito che l'Ilva può produrre senza bisogno di rispettare per intero le prescrizioni del Ministero dell'Ambiente per il risanamento e la bonifica ambientali del sito; che il commissario Ilva gode di una sorta di "guarentigia" che lo rende immune da eventuali provvedimenti giudiziari; che nel caso in cui la magistratura disponga il sequestro parziale o totale dello stabilimento ravvisando situazioni di grave pericolo per la sicurezza dei lavoratori, l'attività produttiva può proseguire ugualmente.
A Taranto, come mostrano consolidate ricerche epidemiologiche, in tanti si ammalano e muoiono per le sostanze tossiche in eccesso rispetto ad ogni standard di legge che dalle ciminiere come dai depositi di minerali piovono sull'area occupata dall'Ilva e su tutta la città. Anche la sicurezza del lavoro all'Ilva è tutt'altro che garantita, come tragicamente dimostrato dall'incidente dell'8 giugno scorso all'altoforno 2 costato la vita all'operaio Alessandro Morricella, che ha indotto la Procura di Taranto ad aprire un'inchiesta contro i responsabili dell'azienda per assenza dei requisiti minimi di sicurezza e ha portato al sequestro cautelativo dell'altoforno. D'altronde non ci si può stupire, visto che quella è la stessa fabbrica dove per decenni il "padrone" - prima l'Italsider, poi la famiglia Riva - ha fatto letteralmente i suoi comodi infischiandosene di leggi e regolamento, e sfruttando le vaste complicità istituzionali e politiche che oggi conosciamo grazie alle inchieste della magistratura.Continua a leggere qui

04 febbraio 2015

Tratto da .greenews.info


Mattarella presidente: asse con Papa Francesco per salvaguardare i “beni comuni”?

Con un applauso partecipato, lungo tre minuti, deputati e senatori di tutto l’arco parlamentare, hanno salutato il dodicesimo presidente della Repubblica Italiana,Sergio Mattarella, che oggi ha prestato giuramento (in base all’art.91 della Costituzione) di fronte alle Camere unite.

Il messaggio alla nazione che apre il settennato del nuovo Capo dello Stato potrebbe essere considerato in nuce il “Mattarella pensiero”, tanto che il neo presidente – eletto il 31 gennaio, al quarto scrutinio, con 665 voti – in qualità di garante della Costituzione stila una vera e propria “lista” dei modi in cui è possibile “garantire la Costituzione”e dunque, applicarla, “viverla giorno per giorno”.

“Garantire la Costituzione significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi in una scuola moderna, in ambienti sicuri (il richiamo alla sicurezza delle scuole è, tra le altre, una battaglia storica dei geologi, NdR) garantire il loro diritto al futuro. Significa riconoscere e rendere effettivo il diritto al lavoro. Significa promuovere la cultura diffusa e la ricerca di eccellenza, anche utilizzando le nuove tecnologie e superando il divario digitale”. Infine, sottolinea, “significa amare i nostri tesori ambientali e artistici”. E questo richiamo al patrimonio ambientale e al valore primario della sua tutela – oramai riconosciuto in maniera trasversale – resterà l’unico richiamo esplicito all’ambiente contenuto nel discorso di insediamento del Capo dello Stato e molto probabilmente, in tutti i suoi interventi passati, fatti da semplice deputato e da ministro.

Ma, si sa, sarebbe da ingenui considerare le parole – quando ci sono e quando le stesse sono assenti – come un misuratore reale del grado di sensibilità green e di consapevolezza che i nostri politici vantano in materia di conservazione, valorizzazione e tutela dei beni ambientali: perché se è vero che l’ambiente è diventato, negli anni, sempre più presente negli interventi pubblici e sempre più citato nei dibattiti televisivi, dobbiamo però ammettere con una certa amarezza, che la conquistata (e tardiva) presa di coscienza del valore assunto dal territorio e dal patrimonio naturale all’interno del dibattito pubblico, ancora non si traduce in politiche pubbliche e in scelte di governo.

Sergio Mattarella, in questo senso, sembrerebbe non costituire un’eccezione nel panorama politico e istituzionale del Paese: non ci sono, nei suoi atti e nei suoi (rari) discorsi pubblici, riferimenti espliciti al valore che l’ambiente e la sua tutela rivestono all’interno delle politiche pubbliche. E tuttavia, Mattarella potrebbe rappresentare lo stesso una speranza di cambiamento anche in questa direzione, per la sua storia, i suoi incarichi istituzionali passati e per la sua formazione culturale.......

Ma ancora più significativa è la formazione culturale di Sergio Mattarella: più che democristiano, come quasi tutti i commentatori si sono affrettati a definirlo, lui è un cattolico democratico. Il cattolicesimo democratico è una “ispirazione, uno stile, un modo di immaginare e costruire il rapporto fra l’ispirazione religiosa e l’impegno politico”. Significa provare a conciliare l’ispirazione cristiana con lo spirito della democrazia, dei diritti umani e della giustizia sociale. Significa, in due parole, la “salvaguardia del creato” tanto cara a Papa Francesco.

Ecco spiegati i ripetuti riferimenti del presidente, sia nel discorso d’insediamento che nelle pur rare interviste, alla “cura dei beni comuni” (e l’ambiente cosa altro è se non un bene comune?), quando oggi ha provato a spiegare “l’essenza del mandato parlamentare”: […]si è rappresentanti dell’intero popolo italiano e, tutti insieme, al servizio del Paese. Tutti sono chiamati ad assumere per intero questa responsabilità.Condizione primaria per riaccostare gli italiani alle istituzioni è intendere la politica come servizio al bene comune, patrimonio di ognuno e di tutti”.

Nessun dubbio, quindi, che Sergio Mattarella – a cui Cosa Nostra nel 1980 uccise il fratello Piersanti (all’epoca governatore della Regione Sicilia) – metta al centro del suo operato politico ed istituzionale la salvaguardia dei beni comuni e della legalità. Attraverso entrambi passa, poi, la tutela dell’ambiente, la scommessa sul futuro dell’Italia, l’articolo 9 della nostra Costituzione. Bisognerà ora attendere il passaggio dal pensiero all’azione.

Ilaria Donatio

30 settembre 2014

UN MESSAGGIO DALLA SVIZZERA:"Sì all'energia pulita senza carbone",

Tratto da Il Corriere del Ticino

Arriva il messaggio sul carbone.

Il governo retico ha attuato l'iniziativa cantonale "sì all'energia pulita", nata dal caso Repower

COIRA - A un anno di distanza dalla votazione popolare, il Governo retico ha sottoposto oggi al Parlamento il messaggio concernente l'attuazione dell'iniziativa cantonale "Sì all'energia pulita senza carbone", che chiede l'inserimento nella Costituzione di una ferma dichiarazione contro le centrali a carbone e, per le società con partecipazione statale, la rinuncia a investimenti in tali centrali.
L'iniziativa, promossa dalla sinistra e da organizzazioni ecologiste, era rivolta principalmente contro il progetto del gruppo poschiavino Repower a Saline Joniche (Calabria). ...

12 dicembre 2013

E' USCITO IL DECRETO-LEGGE 10 dicembre 2013, n. 136

Tratto da Altalex

 DECRETO-LEGGE 10 dicembre 2013, n. 136 Disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali ed a favorire lo sviluppo delle aree interessate. (13G00180)
(GU n. 289 del 10-12-2013)
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 4, 9, 32, 41, 77 e 87 della Costituzione;
Considerata la estrema gravita' sanitaria, ambientale, economica e della legalita' in cui versano alcune aree della regione Campania;
Considerato che la sicurezza della continuita' del funzionamento produttivo di stabilimenti di interesse strategico costituisce una priorita' di carattere nazionale, soprattutto in considerazione dei prevalenti profili di protezione dell'ambiente e della salute e di salvaguardia dei livelli occupazionali;

Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di emanare disposizioni per una piu' incisiva repressione delle condotte di illecita combustione dei rifiuti, per la mappatura dei terreni della regione Campania destinati all'agricoltura e per una efficace organizzazione e coordinamento degli interventi di bonifica in quelle aree, nell'interesse della salute dei cittadini, dell'ambiente, delle risorse e della produzione agroalimentare, nonche' garantire la continuita' degli interventi di bonifica gia' avviati;

Rilevato che le attivita' di attuazione delle prescrizioni delle a.i.a. rilasciate per lo stabilimento Ilva di Taranto, pur tempestivamente avviate, hanno evidenziato profili di complessita' che richiedono un immediato intervento di semplificazione e di interpretazione autentica;
Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di intervenire con disposizioni finalizzate a superare le sopra esposte criticita';
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 3 dicembre 2013;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell'interno, del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro per la coesione territoriale;
Emana

il seguente decreto-legge: 


Chissa' se ...... ," l' immediato intervento di semplificazione e di interpretazione autentica" per  l' AIA di Taranto terra' nella massima considerazione da subito .......... i profili di protezione dell'ambiente e della salute dei cittadini ?

25 ottobre 2013

Centrali a carbone - reati ambientali - sindaci - ministero.

Tratto da Spezia Polis

i sindaci,il Ministero......

Quello che non ti aspetti. E' talmente abnorme che uno quasi non ci pensa...
Nemmeno dopo aver constatato che nel 1970 un sindaco aveva fatto chiudere la centrale perchè l'Enel non aveva fornito prove sufficienti a dimostrare che la Centrale di Vallegrande  non arreca nocumento alla salute del vicinato per aver introdotto nuovi metodi e speciali cautele nei cicli di lavorazione”.
Nemmeno dopo aver visto, letto, capito - e per questo diffidato il sindaco - che non si può dare un parere sanitario qualsivoglia se non si hanno gli elementi necessari per fare una valutazione e - appunto - esprimere un parere.
Nemmeno dopo aver verificato che la centrale Enel della Spezia ha legittimamente operato per 5 anni fuori dalla normativa AIA, a causa e giustificata dalla lentezza della nostra burocrazia per cui siamo anche stati sanzionati dalla Corte di Giustizia.
Quello che proprio non ti aspetti  - nemmeno dopo aver letto il decreto di AIA, e preso nota del fatto che quell'AIA è stata rilasciata in quei termini perchè i sindaci di Arcola e della Spezia, che sono intervenuti nel procedimento “non hanno formulato per l’impianto specifiche prescrizioni ai sensi degli articoli 216 e 217 del Regio decreto 27 Luglio 1934, n. 1265...

     Li leggo per intero gli articoli di questo Regio decreto, anche se grosso modo so cosa dicono.

Art. 216
Le manifatture o fabbriche che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in altro modo pericolose alla salute degli abitanti sono indicate in un elenco diviso in due classi. La prima classe comprende quelle che debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni; la seconda quelle che esigono speciali cautele per la incolumità del vicinato. Questo elenco, compilato dal consiglio superiore di sanità, è approvato dal Ministro della sanità, sentito il Ministro del lavoro e della previdenza sociale.......
Una industria o manifattura la quale sia inscritta nella prima classe, può essere permessa nell'abitato, quante volte l'industriale che l'esercita provi che, per l'introduzione di nuovi metodi o speciali cautele, il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato.

Allora: la centrale della Spezia, costruita nel 1962 e inserita nella classe 1, non sarebbe dovuta esistere in quel posto lì, considerato che il vicinato c'era già. E comunque,..... è onere di Enel provare di non determinare nocumento alla salute del vicinato (nel raggio almeno di una cinquantina di Km a quanto si sa). Ed è responsabilità del Ministero chiedere preventivamente a Enel l'onere della prova.  E invece noi ci arrabattiamo alla ricerca di soldi pubblici per pagare studi ambientali e indagini epidemiologiche che ci dicano per certo che ci sono morti correlabili all'attività della centrale. Perchè se no non vale, se non ci sono i morti lei continua a bruciare carbone come una vetusta (così definita dalla Agenzia delle Entrate della Spezia) caffettiera sbullonata (così chiamata dal Ministro Orlando).
Chiunque intende attivare una fabbrica o manifattura compresa nel sopra indicato elenco, deve quindici giorni prima darne avviso per iscritto al sindaco, il quale, quando lo ritenga necessario nell'interesse della salute pubblica, può vietarne l'attivazione o subordinarla a determinate cautele.
Allora: il Sindaco, che avebbe dovuto ritenerlo necessario, avrebbe potuto - potrebbe - chiedere a Enel di dimostrare con indagini ambientali e sanitarie di non "recare nocumento alla salute del vicinato". Provarlo prima del rilascio dell'autorizzazione però, non dopo. .......
E questo era l'articolo 216, bellamente ignorato dal Sindaco, dal Ministero e dall'Ispra. 
Art. 217
Quando vapori, gas o altre esalazioni, scoli di acque, rifiuti solidi o liquidi provenienti da manifatture o fabbriche, possono riuscire di pericolo o di danno per la salute pubblica, il sindaco prescrive le norme da applicare per prevenire o impedire il danno e il pericolo e si assicura della loro esecuzione ed efficienza. Nel caso di inadempimento il sindaco può provvedere di ufficio nei modi e termini stabiliti nel testo unico della legge comunale e provinciale.

Allora: come mai il sindaco non interviene mai quando Enel ha disperso polvere di carbone dal pontile e dal nastro, e cenere dai silos? Quando le colonne di fumo nero escono dalla ciminiera?  Quando l'acqua antistante gli scarichi in mare è ricoperta di una poltiglia marrone? Tutte le volte che i cittadini  - non gli enti preposti al controllo, i cittadini  - testimoniano di violazioni e di possibili emissioni che "possono riuscire di pericolo o danno per la salute pubblica?".

Va beh, uno dice, il Regio Decreto. Sì il Regio decreto, soprattutto se me lo piazzi in bella mostra a pagina 8 dell'AIA che condanna una comunità (piuttosto estesa) a respirare inquinamento senza se e senza ma (per non parlare dell'acqua e del suolo).  
E la Costituzione allora?
 
Articolo 41
L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Art. 32 - La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Allora: possiamo dire che anche l’art 32  e il 41 della costituzione sono stati violati? E anche il Principio di Precauzione?
Possiamo anche dire che nel 1934, ai tempi del regio decreto - quando il principio di precauzione non esisteva ancora, essendo stato introdotto con l’art.15 della Dichiarazione di RIO del giugno 1992 -  l’Italia era già oltre perché bisognava dimostrare la non nocività di una produzione industriale per poterla esercitare mentre il Principio di Precauzione dice “solo” che Quando una attività crea possibilità di fare male alla salute o all’ambiente, misure precauzionali dovrebbero essere prese, anche se alcune relazioni di causa-effetto non sono stabilite con certezza dalla scienza”.

Tutte queste violazioni sono tanto più gravi se si considera che sono stati disposti accertamenti sulla situazione ambientale e sanitaria del territorio spezzino, da eseguirsi entro un anno dal rilascio dell’AIA, perché evidentemente sussistono dubbi circa la salvaguardia dell’incolumità del vicinato. ...... 
posto che nella relazione dell’ISS si legge che  "Tutto ciò ovviamente non significa che la CTE non abbia effetti sulla salute all’infuori dei confini comunali. Ossidi di azoto e di zolfo, anidride carbonica, e composti organici volatili  sono efficaci precursori di inquinanti secondari quali  particolato fine ed ozono  che agiscono nell’area vasta".....