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19 marzo 2011

Incubo radiazioni e petrolio alle stelle: scocca l’ora delle alternative?

Tratto da Panorama
Incubo radiazioni e petrolio alle stelle: scocca l’ora delle alternative?

In Giappone si lotta ancora per scongiurare che i reattori della centrale diFukushima Daiichi, severamente danneggiati dal terremoto dell’11 marzo scorso e dallo tsunami che ne è seguito, rilascino all’esterno più radiazionidi quante non ne siano già fuoriuscite. E’ passata una settimana dal sisma e un paese tecnologicamente avanzatissimo come il Giappone non è ancora stato in grado di porre fine all’emergenza. L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha innalzato il livello di gravità dell’incidente da 4 a 5, e così sancisce che non si tratta più di un evento con ripercussioni soltanto locali, ma che potrebbe avere conseguenze di raggio più ampio.

Il disastro impone di riflettere sulla scelta dell’energia nucleare come fonte alternativa ai carburanti fossili, che non solo mettono a rischio la salute del pianeta, ma inoltre non sono risorse infinite e per di più il loro prezzosubisce fluttuazioni anche notevoli, sulle quali i paesi occidentali hanno scarso controllo.

Il Giappone, che dopo il sisma non può più contare sull’energia fornita da una parte delle proprie centrali atomiche, sarà costretto a importare più petrolio, il che contribuirà di certo a farne alzare il prezzo a livello globale. L’effetto delle tensioni nel Golfo Persico hanno già fatto la loro parte e continuano a farla: oggi si è registrato un aumento di 1,65 dollari, che porta il prezzo del petrolio a quota a 103,07 dollari a barile.

La situazione sembra abbastanza grave per spingere cittadini e governi a domandarsi se non sia il caso di smettere di considerare le fontirinnovabili come una semplice “aggiunta” pulita alla produzione di energia. E cominciare a pensare di puntarci più decisamente, soprattutto stimolando la ricerca, per fare in modo che in un futuro non troppo lontano sole, vento, biomasse, geotermia, onde possano fornirci tutta o quasi l’elettricità di cui abbiamo bisogno.

La roadmap dell’Unione Europea per una economia a basso tasso di carbonio, presentata qualche giorno prima del sisma giapponese, ribadisce che l’obiettivo degli Stati membri per il 2050 è quello di ridurre l’emissione di gas serra dell’80-95 per cento rispetto ai livelli del 1990. Per farlo è necessario migliorare l’efficienza (cioè consumare meno) e aumentareesponenzialmente la quota di energia proveniente dalle rinnovabili fino a escludere idealmente del tutto i carburanti fossili.

Leggi l'articolo integrale

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Tratto da "Il fatto quotidiano"

"Nucleare, marcia indietro

del governo”

Non solo il ministro dell'Ambiente, ma anche Paolo Romani

, Umberto Veronesi e lo stesso Berlusconi ingranano la

retromarcia: "Necessario un ripensamento". Preoccupazione

per le ricadute elettorali. Il sondaggio di Sky Tg24:

"L'83 per cento degli italiani vuole affidarsi solo alle

energie rinnovabili"

L’emergenza in Giappone è sempre più vicina a un vero e proprio incubo nucleare. E, come avviene nel resto d’Europa, anche il governo italiano ne deve prendere atto. Quelle che erano nei giorni scorsi polemiche ingiustificate diventano oggi ragioni che spingono a ‘un momento di riflessione’. Il ritorno all’atomo, sull’onda emotiva delle notizie che arrivano dal Sol Levante, diventa un terreno scivoloso. Con il referendum a giugno, vicinissimo alle amministrative, è concreto anche il rischio di ricadute elettorali. ”E’ finita, non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare.

09 agosto 2010

1)Riscaldamento globale: altro che fantascienza.2)Spento incendio...Ma un altro impianto nucleare è in pericolo 3 Fuliggine e riscaldamento globale

Tratto da Bliz quotidiano

Riscaldamento globale: altro che fantascienza, la Padania sarà la nuova Atlantide

Mentre la politica energetica e climatica mondiale resta paralizzata, i ghiacci continuano a sciogliersi, i mari ad alzarsi e le temperature a crescere. Per capire meglio a cosa il pianeta stia andando incontro, Andrew C. Revkin del blog DotEarth del New York Times, riporta in un recente post un’intervista a Jim White, paleoclimatologo americano appena tornato da un’analisi dei ghiacci in Groenlandia.

Secondo lo scienziato, con il riscaldamento globale la Terra rischia di avvicinarsi alle condizioni climatiche che persistevano durante i millenni dell’ultimo intervallo interglaciale, l’Eemian, 125 mila anni fa. Un periodo ancor più caldo dell’attuale, in cui il livello dei mari era di 3-4 metri più alto.

A dirlo non sembra granché, ma, come fa notare lo scienziato, basterebbe a cancellare dalla faccia della Terra la maggior parte delle odierne città costiere, Miami in primis e addirittura Washington D.C. Possiamo solo immaginare gli equivalenti italiani: non solo sparirebbero le parti a livello del mare delle città costiere (a Napoli però si salverebbe Posillipo, a Genova Castelletto), ma la Padania sarebbe sommersa dalle acque, come lo era milioni di anni fa, prima che i detriti dalle Alpi la riempissero. Il delta del Po, per anni terra di inondazioni e allvioni, potrebbe essere la porta di ingresso della marea.

Dal momento che fermare il processo in corso e ridurre drasticamente le emissioni di gas serra pare nei fatti impossibile, viste le politiche adottate dai vari Paesi del mondo, White suggerisce di cominciare a pensare all’adattamento. In altre parole, di cominciare a spostare le città minacciate da un probabile inabissamento verso l’interno, ricostruendole e ripopolandole, dal momento che per la fine del secolo il livello delle acque si sarà già alzato di quasi un metro.

Lo scenario è fantascientifico, ma l’unica alternativa possibile lo è forse ancor di più. «Non c’è nulla che possiamo fare per prevenire il cambiamento climatico e non doverci rassegnare all’adattamento?» gli chiede il giornalista. Gli risponde lo scienziato: «I livelli di anidride carbonica e metano sono già molto più alti di quanto sia mai accaduto nell’ultimo milione di anni. E ridurli, a questo punto, non è affatto semplice né veloce. Ci vorrebbe un complesso intervento di geoingegneria, in grado di rimuovere i gas serra dall’atmosfera, ma sarebbe qualcosa di estremamente costoso».

«Penso sia giunto il momento di guardare alla realtà dei fatti e di cominciare a elaborare soluzioni intelligenti per essere pronti a quello che già oggi appare come un cambiamento ineluttabile. Non spetta a me decidere in che modo intervenire: il mio ruolo è quello di informare la società e i leader politici su quanto sta accadendo. A me non importa in che direzione andremo, se in quella dell’adattamento o in quella della modifica geoingegneristica del clima, l’unica cosa che mi interessa è che non si neghi l’evidenza e si affronti il problema con intelligenza».

Conclude White : «Siamo l’unica specie sul pianeta che può rendersi conto razionalmente di quanto sta accadendo ed è ora che cominciamo a prenderne atto».

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Tratto da "La Repubblica"

di Antonio Cianciullo

Uno spettacolo inaccettabile

imagesIl film è quello sul cambiamento climatico ma la pellicola non funziona. Le immagini scorrono sullo schermo e ci mostrano le immagini di migliaia di morti e di milioni di rifugiati per le alluvioni in Pakistan, in India, in Cina, in centro Europa; nello stesso momento in Russia si scavano trincee per difendere Mosca come al tempo delle grandi invasioni anche se stavolta il nemico è il caldo.

Ma l’audio resta muto: i governi che avevano annunciato il loro grande impegno per difendere l’umanità dal caos climatico tacciono; le misure contro i gas serra prodotti dall’uso del petrolio e dalla deforestazione restano timide o inesistenti. Non è uno spettacolo accettabile.

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Tratto da "La repubblica

MOSCA:

Spento incendio, salva la centrale di Sarov

Ma un altro impianto nucleare è in pericolo

Il fuoco adesso minaccia il sito di Snezhinsk, 1.500 chilometri a est di Mosca

. Nella capitale assediata dal fumo è ormai emergenza sanitaria. Due medici anonimi denunciano: "Ci è vietato diagnosticare morte da smog"

MOSCA - Neanche il tempo di rifiatare dopo aver finalmente domato le fiamme che minacciavano la centrale nucleare di Sarov, 500 chilometri a est di Mosca,

che una nuova minaccia al nucleare allarma Mosca. Il fuoco adesso è prossimo a un altro impianto atomico a Snezhinsk.

L'em

ergenza, dunque, non è affatto rientrata. La capitale russa resta avvolta in una micidiale nube di fumo e smog, e nelle ultime 36 ore i roghi attorno alla città si sono moltiplicati, a causa dell'inavvertenza dei 'turisti del fine settimana', che accendono fuochi e griglie nelle campagne arroventate, senza curarsi delle conseguenze. Anche a Mosca è ormai emergenza sanitaria. E medici anonimi denunciano: "Ci è vietato diagnosticare morti e malattie causate dal fumo".

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Tratto da Ecoo.it

Mutamenti climatici: fuliggine e riscaldamento globale

Nell’ambito dei mutamenti climatici la fuliggine ha un ruolo non trascurabile nel contribuire al riscaldamento globale. È questa la conclusione alla quale si è arrivati in seguito ad uno studio condotto presso l’Università di Stanford, il quale ha messo in evidenza quanto possa essere dannosa per l’ambiente la fuliggine prodotta dalla combustione dei carburanti fossili e daibiocombustibili solidi. Diesel, carbone, benzina, legno e letame e biomasseutilizzate per il riscaldamento domestico sono fonti che incidono a livello climatico. E non è una questione da sottovalutare.

Gli esperti infatti hanno avuto modo di appurare che la fuliggine derivata da queste fonti di combustione contribuisce in modo determinante all’effetto serra. Si può anzi affermare che essa può essere considerata la seconda causa del riscaldamento globale dopo le emissioni di anidride carbonica. Le emissioni di fuliggine, oltre a contribuire in maniera sostanziosa all’inquinamento atmosferico, fanno male alla salute.
Esse sono infatti responsabili di diversi disturbi cardiovascolari e respiratori. L’unico aspetto positivo in tutta questa faccenda è costituito dal fatto che le particelle di fuliggine si soffermano per poco tempo nell’atmosfera. Questo potrebbe consentire di fare in modo che si rallenti il riscaldamento globale, riducendo la produzione delle particelle stesse.

Si tratta di trovare e di mettere in atto strategie alternative, che possano fare in modo che si giunga alla realizzazione di un impatto zero che possa definirsi veramente tale. Provvedere in modo responsabile alla salvaguardia dell’ambiente è un’esigenza che non può essere trascurata.


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Tratto da Apcom

Clima/ Principe Carlo accusa scettici: Giocano a roulette russa

Smerciano pseudo-scienza per boicottare lotta riscaldamento
Roma, 15 lug. (Apcom) - Carlo d'Inghilterra all'attacco dei "clima-scettici", accusati di smerciare pseudo-scienza e di "intimidire" coloro che lottano contro il riscaldamento climatico. Il Principe di Galles - scrive oggi il Telegraph - ha paragonato un eventuale fallimento della politica dei tagli delle emissioni a "una roulette russa, giocata sul futuro dei nostri figli". Invece di intervenire, molte persone danno ascolto ai "canti delle sirene" degli scettici, per i quali la teoria che vede nelle attività umane la causa del riscaldamento globale è "semplicemente una tentativo di indebolire il sistema capitalistico". "Per troppo tempo abbiamo trattato il pianeta come una macchina senza fondo per fare soldi, senza neppure provare a verificare quale fosse il contraltare. Ma ora i soldi stanno finendo", ha affermato il principe ereditario... Rivolgendosi a centinaia di dirigenti d'azienda, il Principe ha sottolineato che lo scetticismo "è in aumento" e ha rivolto un invito al settore privato affinché tagli le emissioni e persuada l'opinione pubblica a prendere sul serio la questione.