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27 maggio 2015

Investimenti fossili: Axa,la maggiore compagnia di assicurazioni francese,dice addio al carbone

Tratto da Greenbiz

RISCHIO CARBONE - 

La maggiore compagnia di assicurazioni francese, Axa, ha annunciato che abbandonerà gli investimenti nel settore del carbone, mentre triplicherà quelli in energie e tecnologie pulite, portandoli a 3 miliardi di euro entro il 2020.
Contestualmente, la società si impegna anche ad adottare una politica di maggiore trasparenza, offrendo agli investitori informazioni dettagliate sui rischi finanziari derivati dai cambiamenti climatici.
La mossa di Axa movimenterà, nel complesso, circa 500 milioni di euro. La società francese non ha diffuso i nomi delle aziende da cui ha scelto di disinvestire, ma ha fatto sapere che cederà le azioni di quelle compagnie che traggono dal carbone più del 50% dei propri profitti complessivi e di quelle utility che derivano dalle centrali a carbone oltre la metà dell'elettricità che producono.
Secondo le dichiarazioni rilasciate da Henri de Castries, CEO di Axa, la scelta di disinvestire parzialmente dalle fossili è dovuta sia alla preoccupazione per i cambiamenti climatici, nella cui genesi il carbone ha avuto un ruolo innegabile, sia a valutazioni più squisitamente economiche, che considerano sempre più rischiosi e sempre meno convenienti gli investimenti in questa particolare fonte fossile.
"In qualità di investitore istituzionale a lungo termine, è nostra responsabilità considerare il carbone come un rischio e accompagnare la transizione energetica globale." – ha spiegato in proposito de Castries – "Oggi, bruciare carbone per produrre di energia è chiaramente uno dei maggiori ostacoli dal raggiungimento dell'obiettivo dei 2°C. Per questo, Axa ha deciso di disinvestire dalle società più coinvolte in attività legate al carbone. Tuttavia, questa politica si applicherà solo agli asset che gestiamo internamente."
La mossa della società francese è l'ennesimo punto a favore per il movimento per il disinvestimento, che può così includere nella lista di chi ha scelto di abbandonare le fossili, accanto ad atenei prestigiosi, chiese e fondi socialmente responsabili, anche un grande investitore tradizionale come Axa, con un portfolio di oltre 900 miliardi di euro.
                                                         Lisa Vagnozzi

12 maggio 2015

Investimenti fossili? No grazie. Bank of America ha annunciato l'intenzione di abbandonare il carbone

Tratto da greenbiz

Con questa mossa, l'istituto finanziario americano riconosce il rischio rappresentato, per le industrie del carbone, sia dalla probabile, futura regolamentazione dell'intero settore, in un'ottica di lotta alle emissioni e ai cambiamenti climatici, che dalla concorrenza sempre più agguerrita del gas naturale.
L'annuncio dell'adozione di una nuova politica nei confronti del carbone, con il taglio dei finanziamenti alle compagnie e ai comparti industriali attivi sul fronte dell'estrazione di questa materia prima, è stato diffuso lo scorso 6 maggio, in seguito all'incontro annuale dei soci di Bank of America.
"Per quanto riguarda il carbone, nel corso degli ultimi anni abbiamo gradualmente ma costantemente ridotto la nostra esposizione creditizia nei confronti delle compagnie attive sul fronte dell'estrazione di questo materiale." - ha dichiarato in proposito Andrew Plepler, a capo della CSR dell'istituto finanziario americano – "La nostra nuova politica [...] riflette la decisione di continuare a ridurre la nostra esposizione, a livello globale, nei confronti del settore minerario del carbone."
Bank of America ha anche ammesso anche che tale scelta è stata largamente influenzata dalle campagne di pressione portate avanti da università e gruppi ambientalisti, a partire da RAN – Rainforest Action Network.
"Queste campagne ci hanno spinto a sviluppare, riguardo al carbone, una nuova politica, che farà sì che Bank of America svolga un ruolo costante nel promuovere l'uso responsabile del carbone e di altre fonti di energia, bilanciando rischi e opportunità per i nostri investitori e per le comunità in cui operiamo."
L'annuncio di Bank of America arriva in un momento particolarmente favorevole per il movimento globale per il disinvestimento, con istituzioni, università, Chiese e grandi investitori privati che hanno scelto di abbandonare o di limitare in modo significativo gli investimenti nelle fonti fossili, sia per ragioni squisitamente ambientali che per valutazioni più prettamente finanziarie, collegate all'analisi di rischi e rendimenti.
                                                                   Lisa Vagnozzi
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01 maggio 2015

LONDRA:Gli anglicani si tingono di verde, no a combustibili fossili.

Tratto da Agi.it 

Gb: anglicani si tingono di verde, no a combustibili fossili

(AGI) - Londra, 1 mag. - La Chiesa d'Inghliterra, madre degli 80 milioni di anglicani nel mondo, batte la Chiesa Cattolica sul tempo e si tinge di verde. Prima che Papa Francesco formalizzi nella prossima enciclica la sua dottrina ambientalista, i cugini scismatici di Londra ritirano gli investimenti che avevano nelle fonti di energia piu' inquinanti come il carbone e le cosiddette sabbie bituminose da cui si estrae petrolio. In pratica la Chiesa d'Ingliterra vendera' 12 milioni di sterline di azioni in societa' che estraggono carbone e trattano le sabbie bituminose. I presul anglicani hanno anche deciso che non investiranno piu' in societa il cui fatturato sia per piu' del 10% legato a fonti energetiche fossili.
  Non solo. I tre fondi che curano le ricchezze della Chiesa d'Inghilterra, incluso il fondo pensionistico da 9 miliardi di sterline, aumenteranno' gli investimenti in compagnie a bassa emissione di carbonio. (AGI) .