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11 ottobre 2017

Agenzia europea per l’ambiente :L’aria in Italia uccide e l’inquinamento ci ruba le tredicesime

Tratto da Euronews

L’aria in Italia uccide e l’inquinamento ci ruba le tredicesime


Il rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente certifica la pessima situazione italiana. In media, nell’Ue, i costi legati all’atmosfera contaminata bruciano le tredicesime: l’invivibilità costa 1.082 euro all’anno a persona
Bruxelles – L’aria d’Italia uccide, e più che altrove. Lo dicono i dati dell’Agenzia europea dell’ambiente (Eea), contenuti nel rapporto sulla qualità dell’aria di fresca pubblicazione. Le cose sembrano andare meglio, ma i numeri sono preoccupanti: nel 2014 le sole polveri ultrasottili hanno provocata 399mila morti premature in tutto il territorio dell’Ue. Di queste 66.080 in Germania, e 59.630 in Italia. Oltre alle polveri ultrasottili (pm2,5), a incidere sulla salute umana sono anche ossidi e diossidi di azoto (NOx e NO2), i gas prodotti e sprigionati principalmente dai motori della automobili, e l’ozono (O3). Qui la Penisola è maglia nera d’Europa. Il maggior numero di morti premature da ossidi e biossidi di azoto si registra in Italia (17.290 vittime sulle 75mila totali), così come per quelle da ozono (2.900 sulle 13.600). In pratica in Italia si concentra un quarto (23%) delle morti premature da NO2, un quinto (20%) di morti premature da ozono.
L’Agenzia europea per l’ambiente mette in luce un cambiamento, evidenziato dai dati. Questi “mostrano che la qualità dell’aria in Europa sta lentamente migliorando grazie alle politiche passate e attuali e agli sviluppi tecnologici”, rileva lo studio. Tuttavia, i progressi sono pochi e non bastano. Le concentrazioni di inquinamento atmosferico continuano a essere “elevate” e ad avere “importanti ripercussioni sulla salute degli europei”. Non solo. Ai costi per la salute umana si aggiungono quelli per maggiori spese medico-sanitarie, la riduzione di produttività lavorativa legata alle malattie, e i costi legati alla perdita di terreni fertili coltivabili. Costi difficili da calcolare, ma stimati attorno a 1.280 dollari (circa 1.082 euro) pro-capite di perdite annue. Si perde in sostanza uno stipendio mensile per i costi dovuti all’inquinamento europeo.
“Non dovremmo accettare il costo dell’inquinamento atmosferico”, critica Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell’Agenzia europea per l’Ambiente. “Con decisioni audaci e investimenti intelligenti nei trasporti più puliti, nell’energia e nell’agricoltura, possiamo affrontare l’inquinamento e migliorare la nostra qualità di vita”. Da qui l’invito a governi ed enti locali a “mostrare leadership nella protezione della salute dei cittadini attraverso il miglioramento della qualità dell’aria”.

04 marzo 2017

ULTIMO AVVERTIMENTO:L’Italia finirà alla Corte di Giustizia per inquinamento ambientale

Tratto da Italianews24

L’Italia finirà alla Corte di Giustizia per inquinamento ambientale

Ultimo avvertimento per l’Italia da parte della Commissione europea, che ci esorta “ad agire per garantire una buona qualità dell’aria e salvaguardare la salute pubblica” entro i prossimi due mesi, pena il deferimento alla Corte di Giustizia. Bruxelles ha avviato la seconda fase della procedura di infrazione partita nel 2014 perché l’Italia, così come Germania, Francia, Spagna e Regno Unito, infatti, non ha “affrontato le ripetute violazioni dei limiti di inquinamento dell’aria per il biossido di azoto (NO2) che costituisce un grave rischio per la salute“, si legge nella nota di Bruxelles.
L’ultimatum non è inaspettato, considerando che la settimana scorsa l’Italia aveva ricevuto un report molto severo sulle politiche ambientali. Secondo la Commissione, nella Penisola ci sono state persistenti violazioni dei valori limite per l’NO2 in 12 zone di qualità dell’aria. Tra queste Roma, Milano e Torino e l’area padana. Per la Commissione Europea, quindi, “è necessario compiere maggiori sforzi a livello nazionale, regionale e locale per adempiere agli obblighi della normativa Ue e tutelare la salute pubblica”.Bruxelles ricorda che ogni anno più di 400 mila cittadini della Ue muoiono prematuramente a causa della scarsa qualità dell’aria.
Nel 2013 il persistere di elevati livelli di NO2 ha causato quasi 70.000 morti premature in Europa, ovvero circa tre volte il numero dei decessi causati da incidenti stradali nello stesso anno. Numeri allarmanti, senza dimentica i milioni di persone che soffrono di malattie cardiovascolari e respiratorie dovute all’inquinamento atmosferico.
La legislazione dell’Ue sulla qualità dell’aria, risalente al 2008, stabilisce valori limite per gli inquinanti atmosferici, tra cui l’NO2. In caso di superamento dei limiti, gli Stati membri sono tenuti ad adottare e attuare piani ad hoc nel più breve tempo possibile. Le emissioni di NO2 sono dovute in larga parte al traffico stradale e in special modo ai motori diesel, responsabili per l’80% di queste emissioni.
Nel frattempo fonti di Bruxelles hanno anche fatto sapere che se non ci saranno interventi urgenti da parte del governo l’Italia rischia di cominciare a pagare tra qualche mese una multa da circa 180 milioni l’anno per il mancato rispetto delle norme Ue sulle acque reflue in base alla decisione che la Corte di giustizia deve prendere dopo la richiesta avanzata dalla Commissione Ue. Questa nuova sanzione potrebbe far salire il conto totale delle multe all’Italia per infrazioni a quasi mezzo miliardo.

31 luglio 2015

Patrizia Gentilini ,Roberto Gava :Conoscere e prevenire le patologie cardiovascolari e il cancro.

Conoscere e prevenire le patologie cardiovascolari e il cancro: una proposta di cammino insieme




cuore
Le patologie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia
Le patologie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Italia, eppure i dati epidemiologici di cui disponiamo sono stupefacenti: la maggior parte delle patologie metaboliche e cardiovascolari sarebbe evitabile se adottassimo una corretta igiene di vita e migliorassimo l’ambiente in cui viviamo, perché queste patologie dipendono sia dai nostri comportamenti individuali (per esempio alimentazione scorretta, obesità, abitudine al fumo, sedentarietà, stress), sia dall’ambiente in cui viviamo (specialmente dalla qualità dell’aria che respiriamo, ma anche dall’inquinamento dell’acqua che beviamo e degli alimenti che mangiamo).

Fattori eziologici modificabili e non modificabili dal singolo soggetto
A livello cardiovascolare, in genere, tutto inizia con un semplice sovrappeso corporeo a cui possono seguire un aumento del colesterolo plasmatico e/o della glicemia e poi anche della pressione arteriosa............

Oltre a questi fattori eziologici modificabili su base individuale, oggi si sta invece inserendo in modo sempre più preponderante il ruolo di molti fattori non modificabili dalla singola persona. Un importante esempio è quello del Particolato Atmosferico (PM, dall’inglese Particulate Matter), ovvero di quell’insieme di particelle presenti nell'aria che respiriamo e che ormai sappiamo essere tanto più pericolose quanto più sono piccole. Col termine PM10 si indicano le particelle con diametro inferiore a 10 micron (particelle inalabili che in genere si fermano nelle prime vie respiratorie o nei bronchi più grandi), mentre con la sigla PM2,5 si indicano le particelle con diametro inferiore a 2,5 micron (particelle respirabili o fini che penetrano sino agli alveoli polmonari). 

Ancora più piccole e pericolose sono le Particelle Ultra Fini (UFP) - di dimensioni simili a quelle dei virus – che una volta inalate sono in grado di passare nel sangue polmonare e giungere in ogni distretto dell’organismo. Queste particelle possono essere di origine naturale (ceneri vulcaniche, sabbie del deserto, aerosol marino), ma più spesso originano dalle attività umane, in particolare dai processi di combustione per trasporti, produzioni industriali e incenerimento di rifiuti. I rischi per la salute umana si verificano sia a breve termine con aumento di eventi ischemici e respiratori, sia a lungo termine con aumento del rischio di cancro al polmone. È ormai assodato che per ogni incremento di 10 microgrammi/m3 di PM2.5, nella popolazione esposta vi sia un incremento del rischio:
- del 6% di morte per ogni causa,
- del 12% per le malattie cardiovascolari,
- del 14% per il cancro del polmone.


L’ultimo Rapporto dell’UE sulla qualità dell’aria in Europa ha stimato che nel nostro Paese vi siano ogni anno ben 65.000 morti premature per esposizione al PM2,5. L’Italia è al 2° posto dopo la Germania e prima della Polonia per numero di morti premature per PM2,5 e in soli questi tre Paesi (Germania, Italia e Polonia), si registra ben il 39% di tutte le morti europee annue (458.000) attribuibili al PM2,5. ........

L’inquinamento dell’aria influenza tutte le patologie moderne


In realtà, se è vero che l’inquinamento dell’aria comporta patologie cardiovascolari, respiratorie ed è stato riconosciuto dalla IARC nell’ottobre 2013 come un fattore cancerogeno certo per il polmone e la vescica, non va dimenticato che l’ambiente nella sua accezione più ampia (considerando l’inquinamento di aria, acqua e cibo da parte di pesticidi, interferenti endocrini, metalli pesanti, particolato ultrafine, ecc.) entra in gioco in tutte le patologie moderne che oggi affliggono i Paesi industrializzati, e va ricordato che sono purtroppo soprattutto i bambini a pagarne le conseguenze più gravi, sia perché alcuni organi e apparati sono ancora immaturi.

.....A questo proposito l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che globalmente nel mondo il 25% delle malattie dell’adulto e ben  il 33% delle malattie nei bambini sia dovuto a cause ambientali evitabili.

Le persone devono acquisire la consapevolezza che le centinaia e centinaia di sostanze chimiche estranee presenti nell’ambiente entrano - attraverso l’acqua, l’aria, il cibo e la nostra stessa pelle - all’interno del nostro corpo alterando la corretta funzione dei nostri organi e causando malattie.

Purtroppo, queste sostanze estranee tossiche e cancerogene, presenti nel corpo della madre, arrivano anche all’embrione e al feto durante la gestazione, nel momento quindi più delicato dello sviluppo e possono compromettere non solo la salute nell’infanzia, ma anche porre le basi di patologie che si verificheranno nella vita adulta. Le condizioni tossicologiche ambientali sono oltre l’immaginabile e stanno raggiungendo i limiti massimi di sopportazione del nostro organismo. La gente comune non è assolutamente cosciente di questa gravità, perché sono ancora troppo pochi i medici che ci informano sulla realtà attuale per farci crescere in conoscenza e in consapevolezza in modo da permetterci di prendere adeguati e salutari provvedimenti.

......Anche a livello oncologico, ricorriamo a interventi chirurgici, chemioterapie, radioterapie e a numerosi approcci terapeutici sintomatici, ma anche questo non è un trattamento eziologico risolutivo, perché non colpisce la causa prima della formazione del tumore: eliminare tutte le cellule tumorali è certamente un ottimo obiettivo, quando possibile, ma non esclude che lo stesso soggetto non ricada con un altro cancro. 

A livello di salute pubblica, poi, ancor più raramente si adottano politiche volte a ridurre la produzione, e di conseguenza l’esposizione, alle sostanze tossiche e cancerogene, anche se sappiamo tutti che questi interventi sarebbero i soli in grado di ridurre il rischio di ammalarsi e di tutelare quindi la salute della popolazione. Pensiamo al ritardo anche di decenni che è stato necessario per riconoscere la tossicità del fumo di tabacco, dell’amianto, del piombo, dei PCB (PoliCloroBifenili), dei pesticidi … e l’elenco potrebbe continuare a lungo.


Viene allora da chiedersi: perché il nostro Governo non interviene? Mancano le conoscenze, le possibilità attuative o la volontà politica?

A questa domanda ha già brillantemente risposto nel secolo scorso un grande scienziato italiano, Lorenzo Tomatis, medico che ha posto le basi della cancerogenesi e Direttore dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC): “La Prevenzione Primaria tutela la salute e protegge il ricco come il povero, ma non porta fama, onori o denari ed è purtroppo negletta ai Governi e alle Istituzioni”
D’altra parte, non possiamo pensare che questa triste realtà sia cambiata ai giorni nostri e la salute umana - anche se a parole tutti dicono di volerla difendere - non è quasi mai un fattore di cui si tiene adeguatamente conto da parte di chi ci governa.
Nell’attesa di una salvaguardia da parte delle Istituzioni, dobbiamo intervenire a livello personale...


Per fare questo però, noi dobbiamo fare un cammino di consapevolezza: 
1) dobbiamo prendere coscienza che la Medicina Farmacologica è prevalentemente sintomatica; 
2) dobbiamo agire prima che la malattia si manifesti intervenendo con una vera Medicina Preventiva (che va nettamente differenziata dagli attuali interventi di Diagnosi Precoce); 
3) nel caso la patologia si sia già manifestata, dobbiamo chiederci cosa l’ha causata; 
4) nella fase di remissione, quando la patologia acuta è adeguatamente controllata, dobbiamo agire per cambiare la predisposizione a ripetere eventi patologici simili o per evitare che si instauri una cronicizzazione.

Affinché quest’ultimo punto venga adeguatamente soddisfatto, la persona deve però impegnarsi su due fronti parimente importanti: 
1) il fronte personale, che implica una correzione delle nostre abitudini sbagliate e l’impostazione di una corretta igiene di vita a 360 gradi; 
2) il fronte sociale, che implica un impegno a migliorare la nostra società, sia testimoniando le nostre convinzioni e il nostro personale cambiamento migliorativo, sia impegnandoci attivamente affinché gli errori sociali vengano individuati e corretti. 
È vero che ognuno di noi, singolarmente, può fare poco per cambiare la società attuale, ma se nessuno agisce, nulla mai cambierà. Madre Teresa era solita dire: “Ognuno di noi è come una goccia, ma se noi non la mettiamo, il mare sarà più povero”.
Occorre poi ricordare che sono attivi, nel nostro come in altri Paesi, aggregazioni di cittadini, sotto forma di Movimenti e Comitati, impegnate tanto per contrastare specifiche fonti di inquinamento quanto per informare la popolazione sui rischi per l’ambiente e la salute che tali fonti comportano. 
Unendo fra loro tante singole gocce è possibile aumentare la loro forza: può così accadere - ed è accaduto - che le Istituzioni locali siano state costrette a rivedere le loro scelte sotto la pressione dei cittadini organizzati, la cui azione è andata a beneficio della salute e del benessere di tutti.

Ognuno di noi è responsabile, sia per se stesso, sia per gli altri

Oggi si parla tanto di prevenire le malattie, ma nella realtà pratica sono pochissimi quelli che fanno qualcosa di concreto, sia a livello istituzionale, sia a livello del singolo medico, sia a livello di singola persona.
Eppure sono molti i consigli pratici che possiamo conoscere per non ammalarci e per sviluppare le nostre meravigliose potenzialità personali.
Non possiamo aspettare di ammalarci gravemente per fare qualcosa. L’informazione e l’acquisizione di sempre nuove conoscenze sanitarie oggi sono non solo un diritto, ma anche un dovere di ogni persona, sia per migliorare la propria esistenza, sia per rendere più vivibile e felice quella delle generazioni future. 

Rivolgendo il pensiero proprio alle future generazioni o, più concretamente, ai nostri figli e ai nostri nipoti, dobbiamo domandarci quale mondo stiamo consegnando loro e impegnarci di conseguenza per rendere più vivibile il pianeta in cui viviamo.
Infatti, come dice Papa Francesco nella sua Enciclica Laudato sì, dobbiamo tutti collaborare “per difendere la nostra Casa Comune”.

Non possiamo cullarci nell’illusione che i cambiamenti calino spontaneamente dall’alto: oltre quindi a cercare di difendere singolarmente la nostra salute, collaboriamo attivamente con quanti già si adoperano per difendere il proprio ambiente di vita, vuoi con azioni concrete, vuoi con la diffusione delle informazioni sui rischi per la salute derivanti dall’inquinamento ambientale oltre che da errate abitudini personali e sociali.

Un primo passo concreto …

Il 17 ottobre 2015, noi abbiamo organizzato un Convegno pubblico che ha per tema il titolo di questo stesso articolo....
Qui l'articolo integrale               29/07/2015

23 gennaio 2014

SIAMO ALLE SOLITE : ORE 13.20 - 14.20 - 15.30 CENTRALE A CARBONE IN EVIDENTE......... ATTIVITÀ.

 

ore 14.20


ore 15.30

Non possiamo fare altro che prendere nota 
ed immortalare le
 NOTEVOLI EMISSIONI  IN TEMPO REALE... 

SICURAMENTE NOI  E I NOSTRI POLMONI  
NON   NE SENTIVAMO .....LA MANCANZA

01 luglio 2012

Emissioni: in arrivo decreto legge correttivo sulla qualità dell’aria.

Tratto da Meteo Web

Emissioni: in arrivo decreto legge correttivo sulla qualità dell’aria


In arrivo un decreto correttivo sulla qualita’ dell’aria. Il provvedimento (diciannove articoli e un allegato) varato dal consiglio dei ministri interviene sul decreto legislativo varato nell’agosto del 2010 modificando termini e competenze relativi ai progetti legati all’adeguamento delle reti di misura. Il decreto interviene pero’ anche sulle definizioni: il valore limite e’ “livello fissato in base alle conoscenze scientifiche al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi per la salute umana e per l’ambiente nel suo complesso, che deve essere raggiunto entro un termine prestabilito e in seguito non deve essere superato”, mentre viene soppresso il riferimento alle conoscenze relative alle migliori tecnologie disponibili.
 Quanto al perseguimento (previsto entro il 31 dicembre 2012) dei valori obiettivo relativi alla qualita’ dell’aria nelle aree critiche, non comporta – secondo le modifiche introdotte dal decreto – per gli impianti soggetti ad Autorizzazione integrata ambientale “condizioni piu’ rigorose di quelle connesse all’applicazione delle migliori tecniche disponibili”.