Tratto da Gaianews
La salute al centro delle strategie ambientali.
La salute dovrebbe essere al primo posto
quando si pensano le strategie di mitigazione del cambiamento climatico
secondo una ricerca pubblicata sul Britis Medical Journal (BMG).
Quasi sempre però questo non
avviene e la salute pubblica non è presa in considerazione nelle manovre
per la riduzione dei gas serra. Ma le conseguenze di questo
atteggiamento potrebbero essere molto più costose, in termini di spesa
pubblica per la sanità, della prevenzione attraverso politiche di green
economy.
Un team di medici ed esperti ci
allertano: è necessario che la politica ambientale si sposi con quella
sanitaria. Già nel mese di ottobre 2011, in un convegno ospitato dal BMJ
avevano avvertito che il cambiamento climatico rappresenta una seria
minaccia
immediata e grave per la salute e la sicurezza delle persone in
tutto il mondo, e invitavano ad un’azione urgente per assicurare il
nostro futuro benessere.
immediata e grave per la salute e la sicurezza delle persone in
tutto il mondo, e invitavano ad un’azione urgente per assicurare il
nostro futuro benessere.
Il Professor Sir Andy Haines della
London School di igiene e medicina tropicale e il dottor Carlos Dora
dell’Organizzazione mondiale della sanità, affermano che i benefici per
la salute di un’economia a basse emissioni “sono stati spesso troppo
trascurati”. E’ necessaria un’azione immediata per evitare danni
ulteriori a quelli ambientali già rilevati e per evitare di dover
affrontare spese insostenibili quando oramai sarà troppo tardi per
recuperare gli errori fatti.
Per ipotesi basterebbe passare dalla combustione del carbone all’energia
elettrica per ridurre le emissioni di anidride carbonica e di agenti
inquinanti dannosi sulla salute; ma non solo. Una stima indica che si
eviterebbero circa 90.000 morti premature ogni anno solamente in India.
Ciò che ancora non
è stato acquisito è che il fattore salute è
direttamente proporzionale al fattore green ed al fattore risparmio. Se
adeguarsi ad una green economy per certi settori può sembrare
improponibile ed economicamente devastante è solo perché non è stato
considerato il prezzo che si dovrà pagare dopo che si sarà superata la
soglia del non ritorno.
Basterebbe una minima riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e dell’inquinamento atmosferico per ridurre drasticamente le malattie cardiache, l’obesità, la depressione, la malattia di Alzheimer, il diabete e il cancro al seno e al colon.
è stato acquisito è che il fattore salute è
direttamente proporzionale al fattore green ed al fattore risparmio. Se
adeguarsi ad una green economy per certi settori può sembrare
improponibile ed economicamente devastante è solo perché non è stato
considerato il prezzo che si dovrà pagare dopo che si sarà superata la
soglia del non ritorno.Basterebbe una minima riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e dell’inquinamento atmosferico per ridurre drasticamente le malattie cardiache, l’obesità, la depressione, la malattia di Alzheimer, il diabete e il cancro al seno e al colon.
Continuano i due professori: “Le
politiche sui cambiamenti climatici devono smettere di adottare
soluzioni tecnologiche che non sono ottimali per la salute “. ... Il settore sanitario deve essere interpellato per
programmare le politiche ambientali. I professionisti della salute
possono promuovere una maggiore responsabilità e divulgare tutti i
benefici sulla salute dimostrabili come diretta conseguenza di una
valida politica di riduzione dei gas serra”.
Chiara Cichero



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