Tratto da Adnkronos
Mongolfiera sulla Tour Eiffel, azione di Greenpeace alla vigilia della Cop21
Oggi una mongolfiera di Greenpeace si è alzata accanto alla Torre Eiffel portando sul cielo di Parigi il messaggio: “Rinnoviamo l’energia”. L’azione è stata compiuta mentre la capitale francese si appresta a ospitare i leader mondiali per il vertice sul clima delle Nazioni Unite. La Cop21 sarà un’occasione per tutte le nazioni di negoziare un accordo globale e vincolante sul clima.
"La conferenza di Parigi è un’opportunità per rendere il mondo un posto più sicuro - dichiara Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace International, parlando ai piedi della Torre Eiffel - Qualsiasi decisione prenderanno i leader riuniti a Parigi, le rinnovabili hanno già cominciato a scalzare i combustibili sporchi e pericolosi del passato. Sarà una gara fra l’aumento delle temperature e l’affermarsi delle tecnologie pulite, e i negoziati di Parigi potrebbero accelerare la transizione verso le rinnovabili. Ma le persone chiedono di agire. Per questo la nostra mongolfiera porta il messaggio “Rinnoviamo l’energia”".
Naidoo, di origini sudafricane e veterano del movimento anti-apartheid, ha aggiunto: "Le radici del terrorismo sono molte e complesse, ma indubitabilmente i cambiamenti climatici aumentano l’instabilità e l’insicurezza delle regioni più esposte ai conflitti. Per decenni la nostra dipendenza dal petrolio è stata causa di guerre, e ogni azione concreta contro i cambiamenti climatici non potrà che trasformare il Pianeta in un luogo più sicuro".

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Tratto da Il Fatto Quotidiano
Cop21, Naomi Klein voce narrante di This Changes Everything
Siamo una specie avida e ottusa, e se questo è vero non c’è speranza. Per fortuna però durante questo cammino ho incontrato persone che lottavano, e ho capito che il problema non sono gli umani ma una storia che siamo andati avanti a raccontarci per 400 anni. E questa storia è il capitalismo”.
Non potrebbe essere più chiara Naomi Klein, la celebre autrice di No Logo, voce narrante di This Changes Everyting, documentario ambientalista che prende il nome dal suo ultimo libro e che sarà nelle sale italiane il 2 dicembre. Frutto di quattro anni di lavoro in giro per il mondo, racconta dalle battaglie contro l’estrazione di bitume nelle foreste del Canada, la fratturazione idraulica in Nord America, le centrali a carbone in India, le miniere in Grecia. Il documentario assume ancora più importanza in vista della conferenza sul clima Cop21 che si apre domenica a Parigi.
Proiettato ad Amsterdam sui muri di una vecchia centrale a carbone, ad Atene alimentato dall’energia cinetica delle biciclette, a Roma in anteprima nell’Aula dei Gruppi Parlamentari di Montecitorio alla presenza della presidentessa Laura Boldrini, che ha detto: “Alla Cop21 di Parigi dovranno essere gettate la basi per una possibile convivenza in questo pianeta”. Non è stato molto d’accordo il regista Avi Lewis, marito di Naomi Klein, che ha ricordato come a Parigi “non si discuterà nemmeno dei limiti di estrazione di energia fossile, che sono oggi il problema più stringente”. Sempre Avi Lewis a proposito della tragedia del climate change non ha lesinato critiche alla “mancanza di lungimiranza dei governi che parlano bene ma poi agiscono male”, e non si è nemmeno risparmiato una stoccata al governo italiano per le trivellazioni nel mare Adriatico.
Tra comunità di indigeni che lottano in nome di diritti ancestrali sul territorio e piccoli villaggi che si ribellano alla corruzione dei loro politici, il documentario ovviamente simpatizza con gli ultimi della terra, che sono poi i primi a subire le conseguenze della devastazione ambientale. “Crescita è il nome che più si avvicina oggi a una divinità globale. ....
Per ogni vittoria locale però, c’è l’ennesima decisione presa a discapito delle popolazioni e delle loro battaglie. Per questo dice ancora Avi Lewis a ilfattoquotidiano.it: “Per ottenere dei risultati vanno abbattuti i pilastri centrali del neoliberismo, oggi in particolare quelle leggi internazionali che diventano lo strumento che permette agli investitori stranieri, e quindi alle multinazionali, di citare in giudizio un governo perché le sue leggi locali potrebbero privarli di guadagno. Ovvero il cuore di trattati come il ttip, tisa e ttp. Non è possibile che comitati di presunti esperti non eletti dalle popolazioni possano poi decidere in favore delle multinazionali e dei loro guadagni invece che della tutela delle persone e dell’ambiente. E’ la logica mortale del libero scambio”....
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