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22 settembre 2016

1)BRINDISI, CENTRALI ELETTRICHE KILLER .Urge una decisa 'DECARBONIZZAZIONE' 2)FER, IN SALITA NONOSTANTE IL CALO DI INVESTIMENTI IN ENERGIA.

Tratto da Affari Italiani

Brindisi, Centrali elettriche killer
Urge una decisa decarbonizzazione.

Brindisi cerano1

L'impennata di tumori anche a Brindisi fa delle 3 centrali elettriche dei veri e propri 'killer'

Al Congresso Mondiale di Epidemiologia Ambientale, svoltosi a Roma nel mese di settembre, sono state presentate alcune evidenze di danno sanitario, provocato dall’inquinamento industriale, a carico delle popolazioni nelle aree di Taranto e Brindisi . Si tratta di anticipazioni di uno studio commissionato dalla Regione Puglia ad un gruppo di ricerca guidato daFrancesco Forastiere del DEP Lazio e composto da ricercatori di ARPA Puglia, Ares, ASL di Brindisi e Taranto.

 
Nell'ambito di tale studio, per quanto riguarda Brindisi, si è focalizzata l'attenzione sulle tre centrali elettriche, che hanno iniziato la loro attività nel 1961, nel 1969 e nel 1991 con differenti combustibili (gasolio, orimulsion e carbone) prendendo in considerazione le loro specifiche emissioni. Nel contempo si è costituita una coorte di 223.994 persone residenti dal 2000 al 2013 in sette municipi della provincia compreso quello di Brindisi. Le persone sono state seguite nel loro destino sanitario fino al 2013.
A ciascuna persona è stato attribuito un livello di esposizione con l'ausilio di complessi modelli di calcolo,utilizzando le emissioni in aria delle centrali elettriche relative all'anno 1998. I ricercatori hanno tenuto conto della posizione socio-economica dei componenti la coorte in base ai dati delle sezioni di censimento del 2001. Come è noto la posizione socio-economica ha un effetto importante sulla salute.
Nonostante l'apparentemente esiguo valore annuo (0,30 microgrammi/m3) del livello medio di esposizione della popolazione al PM10 originato dalle centrali elettriche, emerge, per coloro che sono stati più esposti di altri (differenza pari a 0,62 microgrammi/m3), un maggior rischio di morte per tutti i tumori (+8%), per tumore del pancreas (+11%), tumore della vescica (+16%), malattie respiratorie (+12%) e per eventi coronarici acuti (+11%).

 
                        Brindisi cerano Inquinamento
I ricercatori concludono che "l'inquinamento industriale proveniente dalle centrali è stato associato con la mortalità della coorte costituita dalla popolazione residente nell'area".....
Ancora una volta siamo davanti a evidenze scientifiche che indicano come la pressione su ambiente e persone da parte di attività economiche che pur rientrano nei termini di rispetto delle soglie di legge, rappresenta un rischio documentato per la salute. Non vorremmo che l'attesa per un adeguamento delle norme alle conoscenze scientifiche determinasse una totale inazione delle autorità competenti, inazione che lasci le persone respirare e ammalarsi a norma di legge.

Appare anche opportuno che questo ultimo studio fosse acquisito dalla Procura della Repubblica competente, per il possibile rilievo penale di questi dati, sia con riferimento a fattispecie di reato contro l'ambiente che contro l'incolumità pubblica. Qui l'articolo integrale

A cura di Salute Pubblica - Brindisi

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Tratto da Canalenergia.com 

FER, IN SALITA NONOSTANTE IL CALO DI INVESTIMENTI IN ENERGIA

Nonostante un contesto globale che vede gli investimenti nel settore energia in discesa arrivando ad attestarsi a 1,8 trilioni di dollari, l'8% in meno rispetto all'anno scorso, le rinnovabili continuano a registrare numeri positivi. 
 E' il quadro tracciato dal rapportoWorld Energy Investment 2016 realizzato dall'International Energy Agency (IEA). Secondo lo studio, come si legge sul sito del Guardian, nel 2015 sono stati investiti 313 miliardi di dollari in fer e altre forme di produzione di energia a basse emissioni di carbonio.  I dati più rilevanti, in particolare, sono stati registrati nel settore della produzione di energia elettrica, trend a cui ha contribuito la rapida discesa del costo delle turbine eoliche e dei pannelli solari.  
Se le energie pulite si caratterizzano per numeri in crescita, lo stesso non accade a livello globale per la generazione elettrica dal gas, una soluzione che, nonostante sia proposta come una via di transizione tra le centrali a carbone e le rinnovabili – scrive il Guardian citando lo studio della  IEA – è scesa del 40%
In questo contesto globale - in cui il più grande investitore in energia rimane la Cina, con 315 miliardi di dollari spesi nel 2015 – si sta verificando un  “un ampio riorientamento” dei sistemi energetici, finalizzato a promuovere la riduzione di emissioni di carbonio e l'efficienza energetica come sottolinea la IEA nel suo rapporto .

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