COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE.

QUESTO BLOG UTILIZZA COOKIES ,ANCHE DI TERZE PARTI.SCORRENDO QUESTA PAGINA ,CLICCANDO SU UN LINK O PROSEGUENDO LA NAVIGAZIONE IN ALTRA MANIERA ,ACCONSENTI ALL'USO DEI COOKIES.SE VUOI SAPERNE DI PIU' O NEGARE IL CONSENSO A TUTTI O AD ALCUNI COOKIES LEGGI LA "COOKIES POLICY DI UNITIPERLASALUTE".
Visualizzazione post con etichetta ACLI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ACLI. Mostra tutti i post

08 agosto 2012

RETE SAVONESE FERMIAMO IL CARBONE

 COMUNICATO.
 La settimana scorsa è nata a Savona 
La Rete Savonese Fermiamo il carbone.
Si  tratta di un passaggio importante nella storia riguardante i diritti alla salute e alla vita della cittadinanza savonese, creando formalmente un gruppo di organizzazioni ampio ed eterogeneo di lotta per un futuro migliore per le prossime generazioni delle nostre comunità e del paese intero. 
Non si tratta solo di organizzazioni ambientaliste, ma anche di associazioni grandi e generaliste come Acli e Arci, partiti e movimenti politici, tutti uniti contro l'ampliamento a carbone della Centrale di Vado Quiliano e a favore di un'economia libera dall'inquinamento da carbone
La rete savonese gode dell'appoggio delle grandi organizzazioni nazionali come Greenpeace, Legambiente, Italia Nostra, WWF, Arci.



Il documento  approvato è chiaro e netto: no al carbone,
 senza sé e senza ma.

Aderiscono localmente, per ora

Associazioni: ACLI provinciali Savona    ARCI provinciale Savona 
Comitato Spotorno Noli       Comitato savonese per l’acqua bene comune 
GASSA      Legambiente Liguria         Movimento consumatori Savona   

NuovoFilmstudio     Uniti per la Salute 

Movimenti  e partiti politici: 
API Savona   NoiperSavona    Rifondazione Comunista  Movimento 5 Stelle      Federazione dei Verdi     


Con il patrocinio di 
Libreria Ubik 


Le organizzazioni che hanno aderito a ieri sono certamente molto attive, rappresentative e serie.
  La rete funzionerà senza bisogno di formalizzare un nuovo soggetto giuridico e su base democratica.
E' stato eletto un primo gruppo di coordinamento composto da un componente di Uniti per la salute, Eric Festa, Stefano Milano, Franco Zunino, Giovanni Durante.


Si allega il documento costitutivo:

08 giugno 2011

UNITI PER LA SALUTE ONLUS.Comunicato: frange e tappeti

Comunicato: frange e tappeti

L’autore del pezzo “Tirreno Power, la Regione riattiva il confronto: nuovo incontro martedì” comparso oggi(mercoledì, 8 giugno 2011) su Ivg.it gratifica coloro che contestano il progetto dell’azienda come“frange di comitati locali” (sic!).

Ci sembra quantomeno riduttivo: ci permettiamo sommessamente di ricordare che contro il potenziamento a carbone si sono schierate alcune “piccole” frange come i comuni di Vado e Quiliano, il comune di Savona e ben quattordici altri comuni.

Oltre diecimila cittadini(10.000) hanno anche sottoscritto con la loro firma un documento di opposizione al potenziamento a carbone. Tutte posizioni argomentate con ricchissima documentazione tecnico-scientifica.

Rammentiamo inoltre che un’istituzione come L’Ordine dei Medici si è ripetutamente e fermamente espressa (sostenuta da numerosi e preoccupanti studi scientifici).

E ancora ricordiamo che importanti realtà, a cui aderiscono centinaia di cittadini, come ARCI, ACLI e numerose altre associazioni, si sono pronunciate chiaramente per la totale metanizzazione dell’impianto.

Anche lo stesso Sindaco di Savona Berruti, appena rieletto al primo turno, si è chiaramente e ripetutamente espresso per la completa metanizzazione.

Si aggiungano anche le numerose realtà associative, politiche, culturali (vedi sotto) che hanno finora
dato la loro adesione alla manifestazione che si terrà nel pomeriggio di sabato 11 in piazza Sisto IV a Savona dal titolo
“L’aria non è in vendita- respiriamo i nostri diritti – Contro la combustione a carbone nella Centrale Elettrica”

In conclusione ci pare di poter affermare che le uniche “frange” che conosciamo sono quelle dei tappeti,
( di questi invero c’ è abbondanza)…



Hanno finora dato la loro adesione alla manifestazione contro la combustione a carbone di sabato 11:



ARCI, ACLI, Uniti per la Salute, Emergency di Savona, Libera don Diana, Legambiente, ANPI, Italia Nostra, Comitato Acqua Pubblica, FAI fondo ambiente italiano, Redazione Uomini liberi, Comitato MODA, Libreria UBIK, Casa della Legalità, Donne in Nero, UDI Unione Donne in Italia, GasSa Gruppo di Acquisto Solidale, Banca Etica, Bottega della Solidarietà, Vivere Vado, NuovoFilmstudio, Cattivi Maestri, Dietrolequinte, Attori per Caso, Associazione Corelli, Teatro dell'Erbamatta, Sipario precario, Comitato Spotorno-Noli, Mamme della Margonara, Comunità dei Mussulmani Liguria, Medicina Democratica, CUB Confederazione Unitaria di Base, ACU Associazione Consumatori Utenti,

Movimento 5Stelle, Rifondazione Comunista, Alleanza per l’Italia, Unione di Centro, Sinistra Ecologia e Libertà, Partito Comunisti Italiani, Verdi, Noi per Savona, Partito Comunista dei Lavoratori.

14 dicembre 2010

1)Il carbone nello stivale, un ritorno al passato 2)REPORT:I costi esterni dello sviluppo

Tratto da Qualenergia

Il carbone nello stivale, un ritorno al passato

All'orizzonte due nuovi impianti a carbone in Calabria. Con le centrali autorizzate o in via di autorizzazione le emissioni da carbone in Italia rischiano di raddoppiare. Una scelta energetica controproducente e anacronistica, spiega un dossier di Legambiente.
Mentre il mondo cerca un accordo sul clima l'Italia va a marcia indietro e continua con il carbone. Rischiando di compromettere lo sforzo per la riduzione delle emissioni senza peraltro far scendere il costo dell'elettricità o migliorare la sicurezza energetica. “Un ritorno al passato”. L'allarme arriva da Legambiente che ha presentatoun dossier su questa fonte (vedi allegato in basso) proprio per denunciare l'inopportunità degli ultimi due progetti di impianti a carbone che si stanno per concretizzare in Calabria: una centrale nuova (della società SEI) a Saline Joniche in provincia di Reggio Calabria e la riconversione dei gruppi a olio combustibile della centrale Enel di Rossano Calabro.

Due operazioni che comporteranno emissioni aggiuntive rispettivamente per 7,5 e 6,7 milioni di tonnellate di CO2 all'anno e che stanno incontrando varie resistenze sul territorio, a partire dalla Regione, che ha rinnovato il suo "no" alle centrali a carbone scritto nel 2005 nel piano energetico regionale (Pear) con un recentissimo ordine del giorno approvato all’unanimità in Consiglio regionale. Se per Saline Joniche la "commissione Via" nella seduta del 21 ottobre 2010 ha dato parere positivo con prescrizioni (ma manca ancora il decreto definitivo per la contrarietà del Ministero per i beni e le attività culturali), sul progetto di riconversione della centrale di Rossano, presentato nel 2005 e integrato nel 2010, invece la commissione del Ministero dell’Ambiente ha respinto lo studio di impatto presentato, obbligando di fatto l’azienda energetica a ripresentare ex novo la proposta.

Progetti, quelli calabresi, che non sono che i più recenti basati questa fonte. C'è infatti la riconversione della centrale di Civitavecchia, ormai realizzata, il progetto dell’impianto di Porto Tolle sul delta del Po, sul quale manca solo la firma del decreto autorizzativo da parte del Ministro dello Sviluppo Economico. Il via libera poi è già stato dato ai nuovi gruppi a carbone delle centrali di Vado Ligure (SV)(PRECISAZIONE DI UNITI PER LA SALUTE :CI SARA' LA CONFERENZA DEI SERVIZI DELIBERANTE per L'EVENTUALE POTENZIAMENTO A CARBONE GIOVEDI' 16 DICEMBRE
AL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO se........)e Fiume Santo in Sardegna. Se alla centrale riconvertita di Civitavecchia, ormai in attività, si affiancassero tutti questi nuovi gruppi o centrali proposti le emissioni di CO2 degli impianti a carbone raddoppierebbero in pochi anni, passando dagli attuali 35,9 milioni di tonnellate a 74,8.

Nel dossier di Legambiente poi si fa un bilancio di quello che il carbone significa per il nostro paese: "In Italia sono attive 12 centrali a carbone che nel 2009, a fronte di una produzione di solo il 13% di elettricità, hanno emesso addirittura il 30% dell’anidride carbonica prodotta complessivamente dal settore termoelettrico, con circa 36 milioni di tonnellate (Mt) di CO2 sul totale di circa 122. "Il peggior impianto per emissioni di CO2 si conferma anche nel 2009 la centrale Enel di Brindisi Sud (13 Mt), a seguire l’impianto di Fusina (4,3 Mt) e quello di Fiume Santo di roprietà di E.On (4,1 Mt) (si veda anche la classifica degli emettitori appena pubblicata da Greenpeace: Qualenergia.it, La classifica degli emettitori italiani.)

Le centrali a carbone, si fa notare, tra tutte le attività coinvolte nel mercato europeo delle emissioni (EU-ETS)sono state le uniche ad emettere di più rispetto ai permessi gratuiti assegnati: mentre industria e settore termoelettrico nel complesso hanno visto ridurre significativamente le emissioni dal 2008 al 2009 e sono riusciti a rispettare gli obblighi di riduzione previsti dalla direttiva europea per il 2009 con ampi margini (rispettivamente 23 Mt e 3,5 Mt), gli impianti a carbone italiani hanno sforato di 3,6 milioni di tonnellate di CO2.

La cattura della CO2 è ancora lontana dall'applicabilità su scala commerciale e rischia di assorbire inutilmente fondi pubblici, fa notare Legambiente. E oltre ad aggravare il problema emissioni il carbone non serve all’Italia per risolvere i suoi problemi energetici, si spiega nel documento: "Peggiorerà la dipendenza energetica del nostro Paese dall’estero, visto che già oggi importiamo più del 99% del carbone utilizzato; non abbasserà la bolletta energetica del Paese, visto che dei potenziali risparmi nell’acquisto del combustibile beneficeranno soprattutto i bilanci delle aziende energetiche e faticheranno ad arrivare nelle bollette degli italiani; peserà alla fine sulle casse dello Stato visto che ci condannerà a pagare le multe di Kyoto e del 20-20-20."

Il carbone si fa poi notare, è un combustibile a basso prezzo solo perché (oltre non vedere incluse nel prezzo esternalità negative come i danni ambientali e sanitari: Qualenergia.it, I costi nascosti del carbone) è drogato dai sussidi statali: la Commissione europea ha stimato in circa 3 miliardi di euro all’anno, 2 dei quali in Germania, i sussidi pubblici che hanno sostenuto la filiera del carbone tra il 2007 e il 2009 nel vecchio continente.

A causa dei consumi sempre più importanti da parte dei paesi con economie emergenti, a partire da Cina e India, infine le riserve di carbone stanno diminuendo con tassi davvero inaspettati. (Qualenergia.it, Carbone, quanto ancora?). "Secondo le stime di Bp se 10 anni fa la disponibilità residua di carbone rapportata ai tassi di utilizzo era valutata in 240 anni, – fa notare lo studio di Legambiente – le ultime cifre aggiornate al 2010 sono scese addirittura a 119 anni. Continuando di questo passo tra 10 anni le riserve residue di carbone diventerebbero equivalenti a quelle di petrolio e gas, esauribili in 50-60 anni".

Insomma un ritorno al passato che porta verso un futuro incerto.

Documento:Legambiente_Dossier_carbone_dicembre_2010.0000002074.pdf (0.16 Mb)

_______________________________

TRATTO DA PEACELINK

I costi esterni dello sviluppo. PeaceLink su Report. Guarda il filmato
I costi esterni dello sviluppo.

PeaceLink su Report. Guarda il filmato

_____________________________


Tratto da Uomini Liberi


PROPOSTA “ENERGIA, SALUTE E LAVORO” SUL FUTURO DELLA CENTRALE TIRRENO POWER DI VADO LIGURE
Proposta di ARCI e ACLI savonesi

Lo scenario politico e sociale: la proposta di ampliamento a carbone della centrale elettrica di Vado Ligure avanzata da Tirreno Power che sarà analizzata dagli Enti proposti trova oggi schieramenti nettamente contrapposti, da una parte l’azienda, la quale però produce energia nelle altre centrali in Italia con gas naturale, le organizzazioni sindacali, che intravedono nell’investimento sicure opportunità occupazionali, l’Unione industriali che rappresenta aziende interessate ai lavori di costruzione e ristrutturazione, dall’altra una rete di Amministrazioni Comunali che si sono espresse nettamente contro l’ampliamento a carbone (oltre Vado Ligure e Quiliano anche Savona, Bergeggi, Spotorno, Noli, Finale Ligure, Balestrino, Vezzi Portio, Albissola Marina, Celle Ligure, Altare, Carcare, Cairo Montenotte),movimenti di cittadini, associazioni ambientaliste, personalità del mondo scientifico, culturale e politico della nostra provincia, della nostra regione e di livello nazionale.
Poi ci sono i partiti, un po’ in ordine sparso, con il centro destra favorevole, i partiti del centro sinistra con posizioni differenziate, addirittura all’interno degli stessi partiti.

La proposta di Tirreno Power e quello che può accadere: