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20 aprile 2013

Right2Water .Ice: l'Iniziativa dei cittadini europei per l'acqua pubblica

Leggi su Il Cambiamento

Ice: l'Iniziativa dei cittadini europei per l'acqua pubblica


Ascanio Celestini, Lella Costa e Stefano Rodotà sono i protagonisti, insieme a un gruppo di attivisti, di uno spot che invita a partecipare all'Ice per l'acqua pubblica, l'Iniziativa dei cittadini europei che, attraverso la raccolta di un milione di firme, punta a ottenere dalla Commissione europea un proposta di legge che escluda l'acqua dai tentativi di privatizzazione.  


Dal 1 aprile 2012 in Europa esiste uno strumento che permette di chiedere all'Esecutivo comunitario, raccogliendo un milione di firme in almeno sette paesi membri, una proposta di legge su un determinato tema.

Lo strumento si chiama Iniziativa dei cittadini europei e ha dato origine, nel suo primo anno di vita, a una serie di campagne in tutta l'Unione, dall'Ice per cambiare la direttiva europea sulla vivisezione a quella per il pluralismo dei media, solo per citarne alcune cui l'Italia ha aderito.

Una sola, però, ha già raggiunto il traguardo del milione di firme e mira addirittura a doppiare l'obiettivo con due milioni di adesioni: l'Ice sull'acqua pubblica Right2Water, dedicata cioè al diritto all'acqua. Un diritto negato nei fatti in molti paesi europei, nonostante sia stato riconosciuto come universale dalle Nazioni Unite, e in Italia, nonostante i 27 milioni di no alla privatizzazione espressi dai cittadini con il referendum del giugno 2011.

La campagna Right2Water chiede, quindi, un impegno formale da parte delle istituzioni europee a difendere questo diritto fondamentale e una normativa comune a livello dell'Unione che impedisca di ridurlo a merce. ...

A riassumere gli obiettivi della campagna, insieme ad alcuni attivisti, tre personaggi pubblici che sostengono Right2Water: Ascanio Celestini, Lella Costa e Stefano Rodotà. E in chiusura l'invito:
 Io partecipo, firma anche tu!
Continua sull' articolo integrale

04 gennaio 2013

IL REFERENDUM DELL' ACQUA E' CARTA STRACCIA.......

Tratto da ComeDonChisciotte

GLI APPROFITTATORI DELL'ACQUA PUBBLICA: IL REFERENDUM E' CARTA STRACCIA


Durante le feste fanno la festa ai cittadini e alla democrazia. E’ una vecchia tradizione italiana quella dei colpi di mano a Ferragosto e a Natale, quando i cittadini sono distratti, ma sull’acqua pubblica non ci si è risparmiati: devono essere tali e tanti gli interessi in campo che a distruggere il referendum ci hanno provato prima Berlusconi nell’estate del 2011, con un decreto così mal fatto che è stato riconosciuto incostituzionale e adesso il sobrio Monti, con entusiastico appoggio bipartisan. Così  ..............nascondendosi dietro il panettone e il silenzio mediatico hanno contribuito a fare carta straccia del referendum sull’acqua pubblica.

Il golpe idrico è avvenuto prudentemente in due mosse: prima con il decreto Salva Italia si è dato  all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas una competenza specifica per i servizi idrici, cosa già di per sé significativa dal momento che non è un mistero come le società private piccole o grandi, italiane o straniere  che vogliono mettere le mani sull’acqua operano anche nel campo dell’energia. E non c’è nemmeno bisogno di citare Sorgenia di De Benedetti: l’appoggio politico e mediatico va ripagato. Tanto alla fine tutto verrà preso dalle tasche dei cittadini.

Una volta esteso il proprio raggio d’azione l’Autorità, la cui sigla è Aeeg, ha  agito nel momento in cui gli italiani non pensavano all’acqua, ma a procurarsi lo spumante di capodanno: il 28 dicembre l’organismo vara  una delibera  Regolazione dei servizi idrici: approvazione del metodo tariffario transitorio per la determinazione delle tariffe 2012-2013” che reintroduce la remunerazione del capitale investito nella bolletta dell’acqua, proprio quella che 26 milioni di cittadini avevano bocciato con il referendum


Certo si è avuta l’accortezza di chiamarla in altro modo, è stata ribattezzata in un più fumoso “costo della risorsa finanziaria” il che permetterà ai gestori di ritagliarsi sulle bollette una fetta di profitti a prescindere.Leggi tutto

Scarica le osservazioni del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua sul nuovo sistema tariffario
 

19 gennaio 2012

1)Esplode condotto di gas in Lunigiana 2)Gli attivisti per l'acqua pubblica occupano il ministero dell'Economia 3) Bandito da Roma il responsabile della campagna Clima Greenpeace.

  Leggi su  Ansa

Esplode condotto di gas in Lunigiana: 10 feriti, 4 gravi  

Esplode condotto di gas in Lunigiana: 10 feriti, 4 gravi

TRESANA (MASSA CARRARA), 18 GEN - Una scintilla e un'esplosione improvvisa, devastante, che ha aperto un cratere largo fino a 25 metri e profondo quasi 10. In terra restano gli operai che stavano lavorando alla conduttura di un metanodotto mentre intorno fiamme alte fino a 100 metri distruggevano tutto.
Questa la scena che si e' presentata poco dopo ai primi soccorritori,
Ma la tragedia poteva avere conseguenze ben piu' gravi se le tre abitazioni completamente distrutte, o quelle danneggiate, non fossero in gran parte state vuote.....leggi tutto
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Tratto da Ecoblog

Gli attivisti per l'acqua pubblica occupano il ministero dell'Economia



Le privatizzazioni che il governo Monti si appresta a emanare non vanno a colpire solo tassisti, farmacisti e iscritti agli ordini professionali, ma anche l’acqua pubblica. 
Solo che nel caso dell’acqua gli italiani hanno chiaramente espresso la loro volontà nel referendum abrogativo del 12 e 13 giugno scorso: non vogliono che i servizi siano privatizzati.

Nel video ... la pacifica occupazione fatta stamattina da alcuni attivisti all’interno del ministero dell’Economia proprio per sollevare la questione e chiedere di essere ricevuti dal premier Monti.

Ecco cosa riferisce in un comunicato stampa il Forum italiano dei movimenti per l’acqua:

Per quanto riguarda l’acqua il Governo esclude la possibilità di gestione tramite aziende pubbliche e vincola il servizio idrico alle SPA e al mercato. In questo modo si agirano i risultati referendari e la volontà popolare producendo un grave atto contro la democrazia e la richiesta esplicita di un cambio di rotta nelle scelte politiche economiche di questo paese. Si rilancia, invece, con forza la ricetta del libero mercato, dello sfruttamento dei beni comuni e la tutela dei profitti. Per questo non arretreremo e saremo in mobilitazione permanente per far ritirare il decreto e per far prendere posizione al Parlamento ma, sopratutto, per far si che ancora una volta i cittadini e le cittadine italiane prendano parola in prima persona per riconquistare i propri diritti e il proprio futuro.

Qui la raccolta firme per sollecitare il governo a non intraprendere la privatizzazione dei servizi per l’acqua.
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Leggi su Il  Fatto  Quotidiano
 Parte la mobilitazione di Greenpeace
In difesa dell’attivista bandito da Roma
"Siamo tutti banditi del clima". Parte oggi sul web la mobilitazione di Greenpeace in sostegno a Salvatore Barbera, attivista dell’associazione e responsabile della campagna clima e energia, bandito da Roma per due anni in seguito alla sua partecipazione a un blitz pacifico davanti a Palazzo Chigi, lo scorso 6 dicembre...


Dopo 42 giorni e nonostante l’unanime condanna del provvedimento da parte del mondo ambientalista e un’interrogazione al ministro Cancellieri a firma dei senatori Pd Ferrante e Della Seta, è ancora in vigore il foglio di via firmato dal procuratore Tagliente per l’ambientalista, costretto dal 7 dicembre ad abbandonare la capitale, dove lavorava e viveva stabilmente, per fare ritorno a Pistoia, sua città d’origine e di residenza.

“Lo scorso 6 dicembre, in concomitanza con la partecipazione del governo italiano alla conferenza di Durban sui cambiamenti climatici, abbiamo dato vita ad un’azione del tutto pacifica di fronte al palazzo del governo, aprendo alcuni striscioni con la scritta ‘Il clima cambia la politica deve cambiare’ e mettendo in scena con degli attori la rappresentazione dell’immobilismo della politica di fronte alle emergenze climatiche” racconta Salvatore Barbera.

Un “esilio” giustificato legalmente dalla Questura sulla base del decreto legislativo 159/2011 che riprende la legge 1423/56 consentendo di applicare provvedimenti extra processuali a carico di soggetti considerati pericolosi per la pubblica sicurezza, come “oziosi e vagabondi abituali, coloro che sono abitualmente dediti a traffici illeciti o che vivono abitualmente con il provento di delitti; dediti a favorire lo sfruttamento della prostituzione, la tratta delle donne, la corruzione di minori” o ancora “ad esercitare il traffico illecito di sostanze tossiche o stupefacenti” o a svolgere abitualmente “altre attività contrarie alla morale pubblica e al buon costume”.


In pratica delinquenti, mafiosi e soggetti pericolosi per gli altri: il ritratto perfetto dei “pericolosissimi banditi del clima” che Greenpeace chiama provocatoriamente ad autodenunciarsi sul nuovo sito web della campagna,  www.banditidelclima.org.

“Il foglio di via fa riferimento ad una vecchia legge pensata più di mezzo secolo fa per allontanare i mafiosi dalle loro aree di influenza. E’ assurdo che una manifestazione non violenta venga giudicata al pari di un crimine mafioso, oltretutto la nostra azione non ha dato luogo a nessuna denuncia” sottolinea Barbera, che nel ruolo di responsabile di campagna, ha partecipato a tutte le iniziative organizzate lo scorso anno da Greenpeace in vista del referendum sul nucleare.

Un tentativo di criminalizzare i blitz dell’associazione e il diritto di agire per la tutela dell’ambiente che non è nuovo per gli avvocati di Greenpeace: già nel 2007 a Brindisi dodici attivisti furono banditi per tre anni in seguito ad un’azione nella centrale a carbone Enel mentre a fine maggio 2011 lo stesso provvedimento fu adottato dopo la spettacolare iniziativa anti nucleare allo Stadio Olimpico di Roma.
In entrambi i casi sentenze dei Tar hanno poi annullato i decreti della polizia.


09 novembre 2011

1) Ricorso per illegittimità costituzionale :“Violato l’esito del referendum popolare con la manovra bis ”2)CO2 da combustibili fossili: record nel 2010


Tratto da Leggioggi

La Regione Marche impugna in Corte Costituzionale la nuova disciplina sui servizi pubblici locali


“Violato l’esito del referendum popolare con la manovra bis ” (art. 4 DL 138/2011)



1. Con il decreto legge n. 138 del 2011, convertito in legge n. 148 del 14 settembre 2011, è stata introdotta una disposizione (art. 4), rubricata sotto il titolo ‘Adeguamento della disciplina dei servizi pubblici locali al referendum popolare e alla normativa europea’, che di fatto, pur escludendo dalla sua applicazione il servizio idrico integrato, obbliga a privatizzare entro la metà di marzo tutti gli altri servizi pubblici locali;
2. La norma appare contrastare con l’esito del referendum di giugno sull’art. 23 bis del decreto legge 112/2008, in quanto esso, come affermato in sede di giudizio di ammissibilità dalla Corte costituzionale, non riguardava solo l’acqua ma l’intero art. 23 bis, vale a dire la disposizione che intendeva favorire la gestione dei servizi pubblici locali da parte di soggetti privati scelti a seguito di gara ad evidenza pubblica.
3. La caducazione dell’art. 23 bis a seguito del referendum suddetto, così come sostenuto dalla Corte costituzionale nel giudizio di ammissibilità, comportava, in assenza dell’intervento legislativo statale, l’applicazione immediata nell’ordinamento italiano della normativa comunitaria che, come è noto, è meno restrittiva rispetto a quella oggetto di referendum, nel senso che essa non impone forme di privatizzazione forzata;
4. L’art. 4 della legge n. 148/2011 introduce una disciplina ancora più favorevole alla privatizzazione dei servizi pubblici locali di quella contenuta nell’art. 23 bis abrogato per referendum;
5. La suddetta disposizione neutralizza e sovverte l’esito del referendum di cui trattasi, laddove circa 27 milioni di cittadini hanno inequivocabilmente e sostanzialmente dichiarato che il ‘privato’ non è necessariamente la soluzione ma molto più sovente il problema”.

Sul sito  il testo della mozione approvata dal Consiglio regionale delle Marche, che, per le superiori ragioni, “impegna la Giunta Regionale a proporre ricorso dinanzi alla Corte costituzionale per la declaratoria di illegittimità costituzionale dell’art. 4 del decreto legge 13 agosto 2011, n.138 convertito, con modificazioni dalla legge 14 settembre 2011, n. 148″.
 

Vai al Sito per leggere l'articolo integrale
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 Tratto da NOalcarbone

CO2 da combustibili fossili: record nel 2010

dal Corriere.it


"Mai le attività umane avevano emesso in un anno nell'atmosfera una quantità simile di anidride carbonica. Il 2010 ha battuto ogni record, secondo i dati premilinari del Centro di informazione e analisi del diossido di carbonio (CDIAC) del dipartimento dell'Energia statunitense: sono stati immessi nell'atmosfera 33,5 miliardi di tonnellate di CO2, con un aumento del 5,9% rispetto al 2009 e del 4,5% rispetto al record del 2008. Il livello complessivo raggiunto lo scorso anno, sottolineano gli esperti, è più alto di quello usato dall'Ipcc, l'organismo Onu sui cambiamenti climatici, per descrivere lo scenario peggiore dal punto di vista dei cambiamenti climatici.

IMPUTATI - I principali imputati sono sempre gli stessi due: Stati Uniti e Cina, che da soli sono responsabili per la metà dell'anidride carbonica emessa sul pianeta. Per quanto riguarda gli Usa, le emissioni sono cresciute del 4% ma, grazie alla crisi economica, sono rimaste in termini assoluti sotto il record registrato nel 2007. La singola fonte energetica che ha fornito il maggiore contributo è il carbone, che ha fatto registrara una crescita delle emissioni dell'8%.

LIMITE - La concentrazione di anidride carbonica misurata nel 2010 nell'atmosfera è di circa 390 ppm (parti per milione), con una crescita di circa 2,2 ppm all'anno. Stime attendibili della concentrazione nel 1850 fanno ritenere che la concentrazione si aggirasse intorno a 290 ppm. Alla conferenza sul clima di Cancun 2010 si era raggiunto un accordo - non vincolante - per limitare a 2 gradi il riscaldamento globale e per raggiungere questo obiettivo diminuire le emissioni di CO2 per non superare i 450 ppm, ma solo l'Unione europea ha approvato direttive stringenti sull'argomento.

01 giugno 2011

NUCLEARE: LA CASSAZIONE AMMETTE IL REFERENDUM...DOMENICA 12 SCEGLIAMO IL NOSTRO FUTURO...

Tratto da Asca

NUCLEARE: LA CASSAZIONE AMMETTE IL REFERENDUM

La Corte di Cassazione ha ammesso il quesito referendario sul nucleare per il referendum del 12 e 13 giugno. E' stata quindi accolta l'istanza presentata dal Pd che chiedeva di trasferire il quesito sulle nuove norme, recentemente votate dal Parlamento, sul nucleare. Il quesito referendario percio', il 12 e 13 giugno, sara' posto sui commi 1 e 8 dell'articolo 5 del decreto omnibus. In sostanza, la richiesta di abrogazione rimane la stessa, ma invece di applicarsi alla precedente legge si applichera' appunto alle nuove norme sulla produzione di energia nucleare (art. 5 commi 1 e 8).


''Questa volta le furberie alle spalle degli italiani non passano. La Cassazione censura l'arroganza del governo e riconsegna nelle mani dei cittadini il diritto a decidere sul nucleare e del proprio futuro''. Cosi', il Comitato
''Vota Si' per fermare il nucleare', oltre 80 associazioni a favore del referendum contro il ritorno all'atomo, plaude alla decisione della Corte, che ''ha arginato i trucchi e gli ipocriti ''arrivederci' al nucleare e ha ricondotto la questione nell'alveo delle regole istituzionali,
contro l'inaccettabile tentato scippo di democrazia''.


Secondo le associazioni ''oggi ha vinto lo spirito democratico e referendario, hanno vinto gli italiani, che potranno esprimersi e cacciare definitivamente lo spettro del nucleare dall'Italia.
Domenica prossima tutti al voto contro il nucleare e per l'acqua pubblica!''.
Leggi la notizia integrale



LEGGI SU NOALCARBONE :
"E' IL MOMENTO DI VOTARE"







Riportiamo il post dell'8 Maggio
Tratto da Ecologiae

Voto il 12-13 giugno, io scelgo il mio futuro


Comprendere i temi referendari e formarsi una posizione a riguardo. Nasce con l’ambiziosa mission di offrire un’informazione imparziale sui quesiti, facendo breccia nel torpore ideologico che offusca l’opinione pubblica, il sito voto il12giugno.it.

Una sorta di guida non pilotata al voto divisa in quattro sezioni. La prima suona come un invito: Votare. Vi si sottolinea l’espressione del voto come diritto attivo della cittadinanza oltre che fornire utili informazioni sulle modalità di voto: come votare dall’Italia, dall’estero, dove richiedere la tessera elettorale in caso di smarrimento… inoltre si delinea la necessità di coinvolgere un maggior numero di persone possibili all’esercizio del voto, a prescindere dalla propensione al sì piuttosto che al no di ciascuno.

I quesiti posti nel referendum del 12 e 13 giugno sono molto sensibili, vicini a tutti noi e condizioneranno sicuramente il nostro futuro, quello dei nostri figli e delle future generazioni. Pensiamo dunque sia importantissimo effettuare una scelta, influire sulle decisioni, far sapere ai politici la nostra opinione, decidere se sia giusto o sbagliato il ritorno al nucleare, la privatizzazione dell’acqua ed il legittimo impedimento, spiega il promotore (un cittadino comune), invitando gli italiani alle urne.

Le altre tre sezioni, Acqua, Nucleare, Impedimento, vertono intorno ai quesiti, i veri protagonisti del dibattito infuocato di questi ultimi mesi.....
Per ogni argomento si riportano dati, informazioni utili, i quesiti stessi, i pareri discordi degli esperti. Per fare solo un esempio, nella sezione Nucleare trovano spazio Chicco Testa, presidente del Forum Nucleare Italiano, accanito pro-atomo che punta il dito piuttosto contro i fossili, ed il fisico Carlo Rubbia che sappiamo fervente sostenitore delle energie rinnovabili pulite e contrario all’energia nucleare. Energia nucleare che non considera poi così determinante nel bilancio energetico mondiale e che reputa ormai obsoleta nonché insidiosa, oltre che per la sicurezza delle centrali, anche per lo smaltimento delle scorie.

Per saperne di più www.votoil12giugno.it