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14 giugno 2021

Ansa . Ricerca sui Pfas in Veneto: più malattie e Covid più mortale

 Tratto da Ansa 

Ricerca sui Pfas in Veneto: più malattie e Covid più mortale

Il professor Foresta lo ha spiegato alla Commissione Ecomafie

I Pfas provocano un aumento di ischemie, ipertensione, malattie cardiovascolari, autismo, Alzheimer e trombi, indeboliscono le ossa e riducono la fertilità nei maschi. Lo ha spiegato oggi alla Commissione bicamerale Ecomafie il professore ordinario di Endocrinologia dell'Università di Padova Carlo Foresta, che ha guidato una ricerca sugli impatti sulla salute dell'inquinamento da Pfas.

Foresta ha riferito che nelle zone più inquinate si è osservata una maggiore gravità dei sintomi e una mortalità da Covid-19 maggiore del 60%.


Queste sostanze chimiche sono usate come impermeabilizzanti in varie produzioni. In Veneto gli scarichi abusivi della ditta Miteni di Trissino, in provincia di Vicenza (oggi fallita) hanno inquinato le falde acquifere del Vicentino.

Un'elevata concentrazione di Pfas nel sangue determina un aumento dell'incidenza di patologie ischemiche, aumento del colesterolo, problemi alla nascita ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari.

Nei giovani residenti nella zona rossa è stata riscontrata la presenza di Pfas nel liquido seminale, una diminuzione degli spermatozoi e una riduzione del 10% della distanza ano-genitale, connessa con una riduzione del testosterone. Un terzo dei giovani di 20 anni residenti in zona rossa presentano già osteoporosi e osteopenia alle ossa, a causa dell'azione dei Pfas che impediscono alla vitamina D di attivarsi consentendo l'assorbimento di calcio.

A un aumento dell'inquinamento corrispondono maggiori incidenze di demenza, morbo di Alzheimer, autismo, deficit di attenzione e iperattività. Foresta ha spiegato come alte concentrazioni di Pfas nel sangue favoriscano i trombi. Anche il C6O4 (uno dei Pfas) incide sulla fluidità del sangue e sulle piastrine.

05 aprile 2017

Autismo, tumori e disabilità: quanto influisce l’inquinamento sulla salute?

Tratto da Il Fatto Quotidiano

Autismo, tumori e disabilità: quanto influisce l’inquinamento sulla nostra salute?

Autismo, tumori e disabilità: quanto influisce l’inquinamento sulla nostra salute?
In questi giorni stiamo presentando in tutta Italia l’ultimo libro firmato anche da Umberto Veronesi che vede importanti capitolo scritti anche da me e dal Dr Luigi Montano, Medici dell’Ambiente della Campania L’inquinamento Ambientale: riflessioni normative e bioetiche Edizioni Utet a cura della Fondazione Veronesi. 
Il 2 aprile è stata commemorata la Giornata Mondiale dell’Autismo.
Ormai in troppe famiglie siamo costretti a notare quanta angoscia ci sia e quante risorse economiche manchino oggi per assistere i disabili, per patologie in gran parte provocate dal mancato rispetto delle regole di sviluppo sostenibile nella nostra (in)civiltà dei consumi, con metropoli e industrie che hanno profondamente alterato l’Ambiente e quindi anche le patologie cronico degenerative sinora conosciute. I tumori sono, purtroppo, soltanto l’ultimo e oserei dire oggi persino il meno grave dei problemi alla salute pubblica da danno all’ambiente.Nel capitolo introduttivo, scritto da me e intitolato La Patocenosi delle malattie da lapidazione ambientale, la lezione di Terra dei fuochi, cerco di spiegare quanto la medicina sia profondamente cambiata negli ultimi decenni, in tutto il mondo e in Campania in particolare, anche per il grave quanto misconosciuto danno all’ambiente di vita e di lavoro.
La nostra attenzione di medici, e quindi anche quella dei politici, deve essere proiettata a chiedere studi e indagini epidemiologiche vaste e approfondite, ma molto di più sul danno agli organi della riproduzione, alla fertilità, alle malformazioni neonatali, ai parti prematuri, ai tumori infantili (quindi da danno ereditato dai genitori), alle terribili e ingravescenti disabilità e invalidità come l’autismo che ormai stanno logorando non solo le nostre famiglie, ma l’intero sistema di welfare italiano.
Questo nel libro è ben illustrato dal ricercatore Dr Luigi Montano, del Cnr – Isde Campania, con il suo progetto di ricerca internazionale Ecofood Fertility. Patocenosi è il termine coniato dallo Storico della Medicina Mirko Gmerk dell’Università di Parigi in epoca di scoppio della epidemia di Aids per spiegare come le malattie dominanti di ogni epoca storica siano sempre diretta conseguenza della contemporanea pressione di danno ambientale e microbiologico specifico di quella epoca storica.
Le vere terribili epidemie che stiamo già vivendo da alcuni decenni sono ormai di autismo per i nostri figli e di Alzheimer per i nostri genitori. Malattie che alla mia laurea in Medicina nel 1980 praticamente erano rarissime (autismo 1 bambino ogni 7500 nati, oggi 1 ogni 78) sono esplose in modo epidemiologicamente significativo creando problemi di cura e di assistenza addirittura più gravosi del cancro.
Noi Medici dell’Ambiente della Campania abbiamo scelto di impegnarci al massimo alla ricerca della verità, interpretando i dati scientifici, non nascondendoci dietro di essi. La medicina non è scienza. La medicina è un’arte che usa la scienza. Parte da noi Medici dell’Ambiente Campani, la rivoluzione in prevenzione, ricerca ed epidemiologia che vede prioritari i dati ambientali (Arpa e Ispra) specie sui rifiuti speciali e non urbani, e poi quelli di igiene (impianti e concentrazioni di inquinanti) e infine gli studi epidemiologici ma sui parametri della fertilità e della riproduzione più che sui tumori per comprendere ma soprattutto per prevenire i danni alla salute pubblica e quindi al Sistema Sanitario Nazionale e al welfare.
Per noi ad esempio il dato epidemiologico più grave di questi giorni lo ha fornito ufficialmente il Miur attestando la necessità di incremento di insegnanti di sostegno nelle nostre scuole: “In occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca rende noti i dati statistici sulla presenza di alunni diversamente abili nella scuola italiana. Si tratta di quasi 235.000 studenti, il 2,7% del numero complessivo degli alunni frequentanti. Rispetto a dieci anni fa il loro incremento è pari quasi al 40%”.
Non preoccupiamoci soltanto di trovare risorse per avere più insegnanti di sostegno nelle scuole. Se non fermiamo la deriva di danno alla salute pubblica, il Sistema Sanitario Pubblico e il Welfare pubblico italiano sono già completamente perduti. La sola epidemiologia dei tumori, ormai da tempo è diventato un parametro da solo insufficiente per comprendere il danno ambientale e quindi indirizzare correttamente la politica per le azioni necessarie in prevenzione.
E’ specifico merito di noi Medici dell’Ambiente della Campania, avere “convertito” persino il rimpianto Umberto Veronesi a dare priorità a questi aspetti nella ricerca scientifica medica ma anche giuridica. Con un pizzico di sarcasmo alla De Luca, in occasione della presentazione del libro di Veronesi ad Acerra, il nostro assessore all’Ambiente On Bonavitacola ci ha onorati del termine di “Crociati della Verità”.
Ne siamo onorati, ma ci sentiamo semplicemente e unicamente medici, cioè di parte, schierati dalla parte dei nostri concittadini che hanno avuto sinora non solo poche parole di verità ma soprattutto poche azioni concrete per evitare il perpetuarsi del danno in Terra dei Fuochi (lotta alla evasione fiscale, monitoraggio efficace dell’aria , delle acque, etc.).

03 febbraio 2017

Ansa:inquinamento potrebbe raddoppiare il rischio di Alzheimer

Tratto da Ansa. 

Inquinamento potrebbe raddoppiare il rischio di Alzheimer.

Risultati immagini per alzheimer inquinamento

Lo  smog, l'inquinamento atmosferico e in particolare alcune particelle inquinanti (pm 2,5) potrebbero addirittura raddoppiare il rischio di Alzheimer.

    E' quanto suggerisce uno studio condotto dall'Università di San Francisco in California e pubblicato sulla rivista Translational Psychiatry.
    Lo studio epidemiologico è stato condotto su un campione di sole donne (oltre 3600 donne anziane, tutte sane all'inizio dello studio). Osservando la loro salute per parecchi anni e confrontando il livello di inquinamento di ciascuna stata esposta nella zona di residenza è emerso che l'esposizione a un quantitativo superiore ai limiti disposti dall'agenzia di protezione ambientale di particelle di diametro 2,5 nanometri è associato un aumento di rischio di ammalarsi di Alzheimer.
    Gli autori hanno anche seguito un esperimento su topi dimostrando che, in presenza di queste particelle inquinanti, roditori predisposti all'Alzheimer accumulano nel cervello ben il 60% in più di proteine tossiche rispetto ad altri topolini non esposti all'inquinamento.
    Se questi risultati si potessero estendere alla popolazione generale significherebbe che l'inquinamento atmosferico potrebbe essere responsabile di un caso su cinque Alzheimer, spiega l'autore del lavoro Jiu-Chiuan Chen.
   

06 settembre 2016

Toxic air pollution:Inquinamento, le particelle magnetiche che arrivano nel cervello


Tratto da Wired.it

Inquinamento, le particelle magnetiche che arrivano nel cervello



Le ha scoperte una ricerca appena pubblicata su Pnas. Si tratta di nanoparticelle di magnetite, un materiale tossico, che sembra collegato allo sviluppo dell’Alzheimer e di altre malattie neurodegenerative
Inquinamento in Cina
Non solo cuore e polmoni: anche il nostro cervello potrebbe essere a rischio a causa dell’inquinamento atmosferico. Una ricerca appena pubblicata sui Proceedings of the National Academy Sciences ha infatti identificato, per la prima volta, nei tessuti del cervello umano delle nanoparticelle di magnetite di origine industriale. Il materiale, spiegano gli autori dello studio, è un ossido del ferro con proprietà magnetiche prodotto dai processi di combustione delle centrali elettriche e di altri impianti di produzione, e all’interno del nostro organismo risulta estremamente tossico.
La presenza di magnetite nel cervello umano in realtà non è di per sé una novità. Da almeno 25 anni infatti si sa che il nostro organismo può produrre queste micro-particelle magnetiche a partire dal ferro utilizzato nei normali processi metabolici. Il ruolo svolto dalla magnetite di origine biologica però non è chiaro. Il problema, spiega un articolo di Science, è che la magnetite causa un grave stress ossidativo sulle nostre cellule, e la sua presenza è stata collegata (se pur non in modo definitivo) allo sviluppo dell’Alzehimer (e di altre patologie neurodegenerative) e alla formazione delle placche amiloidi che lo accompagnano.
Questo materiale è inoltre presente in grandi quantità negli inquinanti ambientali prodotti dalle centrali elettriche e da altri impianti produttivi di tipo industriale. Per questo motivo, gli autori dello studio, un team di ricerca internazionale coordinato dalla fisica Barbara Maher della Lancaster University, hanno deciso di verificare quante delle nanoparticelle di magnetite presenti nel cervello umano siano effettivamente di origine biologica, analizzando campioni di corteccia cerebrale provenienti da 37 cadaveri.
Utilizzando diversi tipi di tecniche di imaging, i ricercatori hanno verificato la struttura geometrica delle nanoparticelle di magnetite presenti nei campioni, scoprendo che la maggior parte è di forma sferica, particolare che a detta degli esperti suggerisce un’origine ambientale, e non biologica. A confermare la provenienza esterna del materiale, anche la presenza di altre particelle metalliche che non vengono prodotte naturalmente dal cervello, come platino, nickel e cobalto, che dimostrano come gli inquinanti ambientali possano raggiungere il nostro sistema nervoso centrale con molta più facilità di quanto si riteneva fino ad oggi.
La magnetite ambientale presente nel cervello supererebbe inoltre quella biologica con una proporzione di cento a uno: numeri elevatissimi che rendono ancor più preoccupante la scoperta. Il legame di questa sostanza con Alzheimer e altre patologie del sistema nervoso non è ancora chiaro, sottolineano gli autori dello studio, e non si sa neanche a quali livelli di concentrazione andrebbe considerata pericolosa. Ma i possibili rischi non si possono sottovalutare. “Purtroppo si tratta di un fattore di rischio estremamente plausibile, e rende sicuramente necessario lo sviluppo di adeguate precauzioni”, ha spiegato Maher su Science. “I legislatori hanno già cercato di tenere conto di questi pericoli nelle attuali normative sull’inquinamento ambientale, ma evidentemente queste norme potrebbero avere bisogno di essere riviste”.

05 giugno 2016

INQUINAMENTO ATMOSFERICO E MALATTIE NEUROPATOLIGICHE

Tratto da www.cogitoergo.it

INQUINAMENTO ATMOSFERICO E MALATTIE NEUROLOGICHE

inquinamento-atmosferico

L’inquinamento si verifica con il rilascio nell’aria di gas come ozono e ossido di azoto e di polveri sottili.
Tali particelle possono essere prodotte direttamente da attività industriali e traffico, ma possono anche formarsi come risultato di gas inquinanti. Tra tutte queste particelle, le più pericolose per la salute sono quelle del carbonio, le cui dimensioni variano da pochi nanometri ad alcuni micrometri. Oltre a causare inquinamento, queste particelle svolgono un ruolo anche nel cambiamento climatico.
La riduzione dei rifiuti industriali, e quindi delle emissioni di CO2, dovrebbe consentire una riduzione delle concentrazioni di polveri sottili nell’aria......
Pertanto è essenziale coniugare la ricerca in materia d’inquinamento con quella relativa al clima e sviluppare nuovi sistemi di monitoraggio che misurino la concentrazione delle polveri sottili di carbonio nell’atmosfera.

IMPATTO SULLE MALATTIE NEUROPATOLOGICHE?
Tre domande al Pr. Boller, Professore di Neurologia presso la George Washington University Medical School di Washington DC
Quali sono gli effetti di questo inquinamento dell’aria sulle malattie del sistema nervoso centrale e sulle neuropatologie?
È possibile notare che esiste un’evidenza crescente del ruolo svolto in tali malattie dagli inquinanti atmosferici. Le forme di demenza (Alzheimer, disturbi vascolari, ecc.) e il deterioramento delle funzioni cognitive negli anziani, che rappresentano un costo per la società certamente non trascurabile, possono essere posti in correlazione con tali inquinanti.
Questa correlazione è evidenziata in due recenti studi di ricerca scientifica.
Cosa emerge da tali studi di ricerca?
Il primo, condotto a Umeå in Svezia da Anna Oudin et al. mostra un’innegabile correlazione tra l’esposizione all’inquinamento atmosferico e la frequenza della demenza.
La ricerca si è basata su un profilo sanitario (campioni di sangue, pressione sanguigna, valutazioni sensoriali etc.) e su una valutazione cognitiva dei partecipanti (con un’ampia gamma di processi cognitivi e sistemi di memoria), seguiti per un periodo di 15 anni.
Esito: è stato riscontrato che 302 dei 1.806 partecipanti erano affetti da Alzheimer o da malattia vascolare.
E’ evidente che la proporzione di pazienti [affetti da tali malattie] aumenta proporzionalmente alla concentrazione nell’aria di ossido di azoto, uno dei principali inquinanti atmosferici.
Il secondo, condotto negli USA da Melinda C. Power et al., ha analizzato l’impatto delle concentrazioni di nerofumo (legato al traffico, come per le polveri sottili) sulle funzioni cognitive. La ricerca si è basata sull’analisi di 680 uomini che avevano effettuato in modo regolare una batteria di 7 test cognitivi per un periodo di 11 anni, con valutazione di una serie di aree cognitive: attenzione, memoria, funzioni esecutive, linguaggio, capacità visivo-motorie, ecc.
Esito: l’esposizione al nerofumo è associata in misura significativa con il rischio di punteggi deboli nei test cognitivi.
Come si può spiegare questo fenomeno?
Gli effetti nocivi dell’inquinamento atmosferico legato al traffico sulle funzioni cognitive possono essere spiegati da due meccanismi biologici:
  • Le polveri sottili sono di dimensioni talmente minime da essere in grado di attraversare la barriera emato-encefalica e causare la traslocazione nel cervello, provocando infiammazione dei neuroni e stress ossidativo.
  • Inoltre le polveri sottili correlate al traffico esercitano effetti indiretti sulle funzioni cognitive attraverso le conseguenze a danno della salute cardiovascolare (poiché aumentano il rischio di malattie cardio-vascolari).
Di Jean-Baptiste Renard, Direttore di ricerca presso il CNRS (National Centre for Scientific Research) 
Fonte: Generali.com

27 giugno 2015

Annals of Neurology -Con l’inquinamento il cervello invecchia più in fretta:Ne consegue un aumento dei morbi di Alzheimer e Parkinson

Tratto da Rinnovabili.it      

Con l’inquinamento il cervello invecchia più in fretta

(Rinnovabili.it) – L’esposizione all’inquinamento può contribuire all’invecchiamento del cervello, con conseguenze sulla crescita di malattie come Alzheimer e Parkinson. ....
Le conclusioni vengono da una ricerca pubblicata sulla rivista Annals of Neurology, grazie al quale i ricercatori hanno scoperto che nel corso del tempo, la maggiore esposizione all’inquinamento atmosferico in un gruppo di donne anziane non affette da demenza ha portato ad una significativa diminuzione nella materia bianca dei loro cervelli. Essa è una struttura attiva e importante per l’apprendimento.

I ricercatori, guidati dal dottor Jiu-Chiuan Chen della University of Southern California, hanno esaminato in particolare l’esposizione a polveri sottili. Un inquinamento tipico delle centrali a carbone, delle emissioni agricole e industriali, e del  traffico veicolare. Queste particelle, circa 36 volte più piccole di un granello di sabbia, possono entrare nei polmoni e viaggiare nel flusso sanguigno, causando gravi danni al corpo. I ricercatori hanno stimato l’esposizione all’inquinamento atmosferico di un gruppo di 1.403 donne anziane dal 1999 al 2006. Hanno scoperto che quelle esposte ad un aumento di 3.49 microgrammi di polveri sottili per metro cubo d’aria , hanno sperimentato una diminuzione del volume di materia bianca, come se il loro cervello fosse invecchiato di uno o due anni più del normale.

Quando si inalano polveri sottili, infatti, esse viaggiano lungo un percorso che dai nostri nasi va direttamente al nostro cervello. Questo si traduce in infiammazioni, risposta naturale del corpo agli agenti patogeni. Nel tempo, questi possono portare ad una vasta gamma di malattie croniche. Negli ultimi dieci anni una serie di studi ha dimostrato che le persone anziane che vivono in luoghi inquinati sembrano perdere le capacità mentali più rapidamente, mostrando più sintomi predemenza e sviluppando il morbo di Alzheimer in percentuale maggiore rispetto a quelli che respirano aria più pulita. Anche i bambini che vivono in luoghi a forte tasso di smog hanno mostrato segni di trauma cerebrale.

18 settembre 2013

COAL.THE SILENT EPIDEMIC - LA DIAGNOSI DEL PROF. LOCKWOOD CI RIGUARDA TUTTI.

Tratto da Ub Reporter
THE SILENT EPIDEMIC

 Il Libro di Alan Lockwood  rivela i rischi per la salute dal carbone

Alan Lockwood discute di  come il carbone minaccia la nostra salute in questo video. 

IL CARBONE UCCIDE . Questo è il messaggio di"L'EPIDEMIA SILENZIOSA : il carbone e la minaccia nascosta per la salute" di Alan H. Lockwood,  emerito professore di neurologia.

Il suo libro esamina come la salute umana è danneggiato dalla combustione del  carbone, che forniva( nel 2012) quasi la metà dell'energia degli Stati Uniti e di una percentuale di gran lunga maggiore nei paesi in via di industrializzazione, come la Cina, l'India e il Brasile.

Mentre Lockwood dice che è ampiamente accettato che le scelte di vita sono fattori determinanti della salute e della longevità, l'inquinamento atmosferico è sottovalutato come fattore di cause di morte negli Stati Uniti.


 ....."Il carbone è un importante fattore che contribuisce alle prime quattro cause di morte negli Stati Uniti per cancro, malattie cardiache, malattie respiratorie e ictus, ma penso che le persone siano  completamente all'oscuro che l'inquinamento da carbone è responsabile di un gran numero di morti."

Il libro esamina come il carbone è un fattore importante  in ciascuna di queste malattie.

 Altri capitoli esaminano la scienza, la politica e l'economia della combustione del carbone e del riscaldamento globale.
Al di là delle prime quattro cause di morte, Lockwood aggiunge, nuovi studi scientifici stanno cominciando a mostrare che la combustione del carbone può anche svolgere un ruolo in malattie neurodegenerative, come il morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson.
Lockwood, un membro del consiglio dei  Medici per la Responsabilità Sociale, si è  interessato a come  il carbone colpisce la salute umana durante la scrittura di un libro bianco sull'argomento per l'organizzazione PRS.

"Questo è  il momento in cui  in realtà ho  cominciato a focalizzare  che il carbone è una delle principali fonti di inquinamento atmosferico  che danneggiano  la salute degli americani," dice. "Gli effetti più gravi sulla salute dal  carbone sono sentiti dai residenti degli stati del nord-est degli Stati Uniti, a est del Mississippi, dove la maggior parte il carbone viene bruciato e dove le centrali elettriche sono più vecchie."

 La Combustione del Carbone  provoca malattie attraverso due meccanismi principali, spiega Lockwood: la risposta infiammatoria che il particolato inalato innesca nel corpo e la penetrazione nel cervello del particolato inalato.


Lockwood, che era un early-adopter della tecnologia solare per la propria abitazione, fornisce consulenza nel libro per i consumatori su come ridurre il loro consumo di energia. 

Egli suggerisce anche che le persone diventino "sostenitori dell'energia", promuovendo la conservazione e le fonti di energia sostenibili in forum pubblici e ai loro rappresentanti eletti.
 Ellen Goldbaum  (  27 settembre 2012 ) 

L'inquinamento atmosferico è una delle più importanti minacce per la salute ambientale del nostro tempo, contribuendo a quattro dei cinque principali cause di mortalità negli Stati Uniti: malattie cardiache, cancro, ictus e malattie respiratorie croniche più bassi.
 Cosa dicono le persone :
"La politica energetica è la politica sanitaria. L'epidemia silenziosa, Alan Lockwood rende chiaro che il carbone è un problema sanitario urgente. Proprio come un testo di microbiologia analizza i batteri, questo libro fornisce una guida per il pensiero medica e sanità pubblica di carbone. Altamente raccomandato." - Howard Frumkin, MD, DPH, Dean, School of Public Health, University of Washington


" Conosciamo da secoli che l'inquinamento del carbone è dannoso e persino mortale, ma l'epidemia silenziosa documenta faticosamente tutta la misura degli effetti maligni del carbone sulla nostra salute e sulla società-e aggiunge l'urgenza di mettere fine alla nostra dipendenza da un combustibile che non merita alcun posto in un'economia sana e pulita. " - Michael Brune, direttore esecutivo, Sierra Club


"L' esposizione del dottor Lockwood è misurata.Il suo tono è spassionato. E la sua prognosi è agghiacciante. Questo libro è necessario che lo leggano gli scienziati ambientali e i professionisti della salute. Dovrebbe anche essere sugli scaffali dei responsabili delle politiche energetiche, dirigenti di società elettriche, urbanisti, eletti e cittadini interessati.

La diagnosi del dottor Lockwood ci riguarda tutti ". - Philip J. Landrigan, MD, MSc, Ethel H. Wise Professor di Medicina di Comunità, Mount Sinai School of Medicine, membro dell'Istituto di Medicina dell'Accademia Nazionale delle Scienze.....


LA DIAGNOSI DEL PROF. LOCKWOOD CI RIGUARDA TUTTI......ANCHE LA LIGURIA 




THE SILENT EPIDEMIC
IL CARBONE UN VERO NEMICO DELL'UMANITA'

A PROPOSITO DEL SOPRASTANTE ARTICOLO   RIPUBBLICHIAMO DUE IMMAGINI ,MOLTO ELOQUENTI ,TRATTE DA FACEBOOK DEL MEDICO ISDE G. GHIRGA DELL' ALTO LAZIO  ED IL RELATIVO  COMMENTO .

Il libro pubblicato recentemente dal Dr. Lockwood e intitolato " L' Epidemia silente....il carbone e la minaccia nascosta alla salute"inizia con una importante riflessione:

"NON TROVEREMO MAI  NEANCHE UN SINGOLO CERTIFICATO DI MORTE CHE,COME CAUSA DEL DECESSO,DIA LA RESPONSABILITA' AI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE DEL CARBONE,TUTTAVIA DECINE DI MIGLIAIA DI MORTI PREMATURE SONO CAUSATE DALLA COMBUSTIONE DEL CARBONE 
E SONO DOVUTE AD ATTACCHI CARDIACI,CRISI ASMATICHE,ICTUS,TUMORE DEL POLMONE ED ALTRE MALATTIE. 

NONOSTANTE LE AZIENDE E I MISERI POLITICI CHE LE APPOGGIANO PARLINO DI CARBONE PULITO,LO SPORCO SEGRETO E' CHE IL CARBONE UCCIDE. 

NON SOLO MA LA GRANDE RESPONSABILITA' NEL CONTRIBUIRE FORTEMENTE AL RISCALDAMENTO TERRESTRE,
FANNO OGGI DEL CARBONE UN VERO NEMICO DELL' UMANITA'.



01 settembre 2013

L'INQUINAMENTO CI FA MALE : livelli «sicuri» di inquinamento ambientale danneggiano la salute nel tempo.

Tratto da Associazione alzheimer-riese

Livelli «sicuri» di inquinamento ambientale danneggiano la salute nel tempo.

Se stai mangiando meglio e ti eserciti regolarmente, ma non vedi ancora miglioramenti della salute, ci potrebbe essere un motivo: l'inquinamento.


Secondo un nuovo rapporto di ricerca pubblicato nel numero di Settembre di The FASEB Journal, il problema potrebbe non essere quello che si sta mangiando e facendo, ma qualcosa contenuto nel cibo.

"Questo studio aggiunge evidenze che inducono a ripensare il modo di affrontare la valutazione del rischio, soprattutto se si considera che la popolazione umana è molto esposta a migliaia di sostanze chimiche in basse quantità, e che dovrà essere testato anche l'impatto sulla salute delle miscele reali degli inquinanti", ha detto Brigitte Le Magueresse-Battistoni, ricercatrice coinvolta nel lavoro dell'Istituto Nazionale Francese della Sanità e della Ricerca Medica (INSERM).


"In effetti un inquinante potrebbe avere un effetto diverso quando è mischiato con altre sostanze inquinanti. Così, il nostro studio può avere forti implicazioni in termini di raccomandazioni per la sicurezza alimentare. I nostri dati ci fanno capire meglio l'impatto dei contaminanti alimentari ambientali nello sviluppo delle malattie metaboliche".


Per fare questa scoperta, gli scienziati hanno usato due gruppi di topi obesi. Entrambi hanno avuto una dieta arricchita con molti grassi e un alto contenuto di saccarosio; un gruppo ha ricevuto in più un cocktail di sostanze inquinanti con un dosaggio molto basso. Questi inquinanti sono stati dati sempre ai topi: dal pre-concepimento fino all'età adulta.

 Anche se i ricercatori non hanno osservato tossicità o eccesso di peso nel gruppo che aveva ricevuto il cocktail di sostanze inquinanti, essi hanno visto un peggioramento della tolleranza al glucosio nelle femmine, suggerendo un difetto nella segnalazione dell'insulina.
 I risultati dello studio suggeriscono che la miscela di inquinanti riduce l'attività degli estrogeni nel fegato, attraverso il potenziamento di un enzima che elimina gli estrogeni stessi. Al contrario delle femmine, la tolleranza al glucosio non è stata influenzata nei maschi esposti al cocktail di sostanze inquinanti. Tuttavia, i maschi hanno mostrato alcuni cambiamenti nel fegato legati alla sintesi e al trasporto del colesterolo.


Questo studio rafforza il concetto che gli inquinanti possono contribuire alla attuale prevalenza di malattie croniche, tra cui le malattie metaboliche e il diabete (tutti fattori conclamati di rischio per l'Alzheimer).

"Questo rapporto conferma qualcosa che sappiamo da molto tempo: l'inquinamento ci fa male", scrive Gerald Weissmann, MD, capo redattore di The FASEB Journal.  
"Ma, cosa altrettanto importante, dimostra che la valutazione della contaminazione degli alimenti e delle sostanze inquinanti su base individuale potrebbe essere troppo semplicistica. Possiamo vedere che, quando livelli "sicuri" di contaminanti e inquinanti agiscono insieme, hanno un impatto significativo sulla salute pubblica".