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25 febbraio 2013

24 -25 febbraio 2013 Italia al voto.

Tratto da Il Cambiamento 

Italia ...al voto.

Oggi ancora si vota, ma si vota ogni giorno. Seguiamo quindi da vicino la forza politica prescelta, stimoliamola a far meglio, denunciamola se tradisce le sue promesse e soprattutto portiamo quei contenuti che per noi sono importanti nella nostra vita quotidiana, nel nostro lavoro, nel nostro modo di vivere e abitare, nel nostro modo di costruire relazioni.

di Daniel Tarozzi - 23 Febbraio 2013

Alla fine si vota. Dopo una campagna elettorale imbarazzante gli italiani sono chiamati a scegliere la prossima classe dirigente. I partiti tradizionali si sono rincorsi per settimane, presenziando a tutte le trasmissioni televisive e riuscendo a ripetere costantemente il nulla.
 Imu, iperf, irap. Tagli qui, tagli là. Alleanze con questo o quello.  

Nessuna ricetta reale per una crisi senza precedenti. Una crisi di valori, di senso, di modello e di paradigma, molto prima che di finanza o di economia.
Eppure niente. I giornalisti dei mass media si sono ben guardati dal fare domande sensate. Dal chiedere cosa pensano di fare quei politici per la crisi ambientale, per l'agricoltura sempre più debole e costretta a ricorrere alla chimica, per il territorio del paese, in gran parte desertificato.
Nessuna ricetta chiara sul problema dei rifiuti, sull'acqua, sulla scuola, sulla ricerca, sull'energia. Non solo. .....
Domani si vota e milioni di italiani sono indecisi se non votare, votare turandosi il naso o .......

La redazione del Cambiamento, al suo interno, contiene da sempre diverse sensibilità e orientamenti politici. Una cosa però la posso dire a nome di tutto il gruppo: la politica non si fa il giorno del voto. La politica si fa ogni giorno, quando si fa la spesa, quando si decide se usare o meno la macchina, quando si cerca di non produrre rifiuti, di costruire relazioni, di rafforzare le comunità, di aiutare chi ha bisogno. Quando si riparte dalle cose essenziali per una vita dignitosa: un tetto, del cibo sano, acqua pulita, istruzione, cultura, espressione del proprio talento e della propria dignità, consapevolezza di far parte di una grande comunità, umana, animale, naturale.

E allora domani scegliamo la classe dirigente. Facciamolo se troviamo qualcuno che in qualche modo risponde alle nostre esigenze e se non lo troviamo attiviamoci noi per costruire il mondo che vogliamo. 
 Ieri in piazza Beppe Grillo e i candidati del Movimento a 5 Stelle hanno ripetuto più volte un concetto per me fondamentale: “non votatemi se volete darmi una delega.Votatemi se poi vi assumete la responsabilità di venirmi a controllare, di verificare quello che faccio. Votateci se avete voglia di contribuire con la vostra competenza e la vostra passione alla costruzione di un Paese migliore”.

Secondo me, questo appello dovrebbe riguardare tutti i candidati. 
Il mio auspicio, quindi è il seguente: “qualunque sia il nostro voto, assumiamoci la responsabilità della costruzione di questo nuovo mondo. Seguiamo da vicino la forza politica prescelta, stimoliamola a far meglio, denunciamola se tradisce le sue promesse e soprattutto portiamo quei contenuti che per noi sono importanti nella nostra vita quotidiana, nel nostro lavoro, nel nostro modo di vivere e abitare, nel nostro modo di costruire relazioni”.
Buon voto. Domani, lunedì e ogni singolo giorno della nostra vita.

25 gennaio 2013

ELEZIONI 2013 Greenpeace attacca: “Campagna elettorale senza ambiente, Paese senza futuro”

Tratto da International Business Times

Greenpeace attacca: “Campagna elettorale senza ambiente, Paese senza futuro”

Nel dibattito politico si esclude l'ambiente.
 Duro j'accuse di Greenpeace che punta il dito contro la classe dirigente nostrana, 'colpevole' di escludere la politica ambientalistica dalla campagna elettorale.  Secondo l'associazione "Bersani, Monti e  e Berlusconi  rimangono in silenzio cancellando di fatto l'ambiente dai loro programmi elettorali
Non rispondono ai circa 45 mila cittadini che attraverso una petizione on line di Greenpeace (www.iononvivoto.org), hanno detto che non daranno il voto a chi non si impegna a contrastare l'uso delle fonti fossili (carbone e petrolio) nella produzione di energia. Non voteranno chi non sostiene la crescita delle fonti rinnovabili".

Le questioni energetiche sono vitali e strategiche per ogni nazione e il clima è la principale emergenza planetaria. Oltre alle 45 mila email, tutti i candidati hanno ricevuto anche un questionario di Greenpeace sul futuro energetico del Paese. Alcuni e di diverso orientamento politico hanno risposto ma per Greenpeace "non i candidati principali: Bersani, Monti e Berlusconi . Un silenzio che ci fa capire che per loro parole quali lavoro, salute pubblica, sviluppo, strategie europee sono solo fumo negli occhi degli elettori".
 "La distanza dei partiti e dei loro leader dai cittadini si misura anche da atteggiamenti come questo" - commenta Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace. "I candidati non rispondono a noi come alle migliaia di cittadini che li interpellano. Eppure si tratta di domande su argomenti importanti:vogliono  eliminare progressivamente l'utilizzo del carbone, fermare l'estrazione petrolifera a mare, promuovere seriamente le fonti rinnovabili, o no?".
Per Greenpeace e i circa 45 mila cittadini che finora hanno firmato la petizione, ci sono almeno tre emergenze su cui i partiti e i loro leader devono esprimersi e dichiarare da che parte stanno:
 "Il Mediterraneo svenduto alle compagnie petrolifere per sfruttare giacimenti miseri, fare regalie fiscali a quelle stesse compagnie - prosegue l'associazione - , rischiare disastri che, sarebbero la fine, oltre che per preziosi ecosistemi, anche per turismo, pesca sostenibile e comunità costiere. 
Le emissioni delle centrali a carbone operanti in Italia, che causano  570 morti premature l'anno e danni sanitari, economici e ambientali per oltre 2,6 miliardi di euro. Enel, che è controllata direttamente dal governo, rappresenta tre quarti del problema".
 E dulcis in fundo le fonti rinnovabili, "l'unico settore che ha resistito alla crisi continuando a generare ricchezza e occupazione, è sempre più frenato da burocrazia e incertezza normativa. Solo nel 2010 - senza contare gettito fiscale, benefici ambientali, contributo al PIL - le rinnovabili hanno fatto risparmiare al Paese 8-10 miliardi in mancate importazioni di fonti fossili".
Il governo Monti ha definito recentemente una Strategia Energetica Nazionale fondata su un ulteriore ricorso alle fonti fossili, con un piano di trivellazioni offhore nei nostri mari. "Questa strategia è condivisa apertamente da Bersani, mentre Berlusconi rimane l'uomo del nucleare e colui che ha insediato l'attuale management Enel, che propugna un futuro energetico fatto di carbone. 
 Siamo in un momento in cui sono necessarie scelte coraggiose e innovative: questi politici che non si degnano nemmeno di rispondere ai cittadini sono invece vecchi - chiosa Boraschi - , 'fossili' come le fonti energetiche che difendono e promuovono".