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13 marzo 2016

Silurato don Palmiro Prisutto....Si mobilitano i cittadini

Tratto da Isola Pulita

Silurato don Palmiro Prisutto....

Il sacerdote di Augusta che da sempre si batte contro l’indifferenza di media e istituzioni dinnanzi al dramma dell’inquinamento del polo petrolchimico siracusano verrà rimosso. Si mobilitano i cittadini che hanno aperto una pagina Facebook in suo sostegno e che parlano apertamente di poteri forti a cui il prete non va giù…
Ha già più di mille fan la pagina Facebook aperta qualche giorno fa in sostegno di Don Palmiro Prisutto, sacerdote di Augusta da sempre impegnato contro la piaga dell’inquinamento ambientale nel “triangolo della morte” di Augusta-Priolo-Melilli.  Un sacerdote ‘speciale’ che, senza alcun timore, negli anni, ha denunciato l’indifferenza delle istituzioni e dei media nei confronti di un’area martoriata da tumori e malformazioni neonatali.
Una situazione drammatica che il sacerdote non ha esitato a definire “olocausto industriale”........A lui sono andati diversi riconoscimenti -come il premio Nenni 2015-  che hanno tributato onore al suo impegno civile e cristiano.
......Un prete coraggioso, un prete vero. Un prete troppo scomodo? Così pare. E’ notizia di questi giorni, infatti, che il vescovo di Siracusa, Salvatore Pappalardo, ha chiesto le sue dimissioni. Da qui la protesta dei cittadini di Augusta e dintorni che hanno aperto la pagina Facebook e che per domani hanno organizzato un flashmob. 
In pochi credono alle voci che parlano di dissapori con le confraternite locali. E non è difficile capire perché.
“Per chi non è di Augusta (SR), Don Palmiro Prisutto, sacerdote augustano, da circa trent’anni, combatte contro la piaga dell’inquinamento ambientale, nel “triangolo della morte”, Augusta-Priolo-Melilli, l’alta mortalità di cancro e l’alta incidenza di natalità con malformazioni- – si legge sulla pagina Facebook Io sto con Don Palmiro Prisutto–.....Continua a leggere qui

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Si terrà oggi, dalle 18 in piazza Duomo ad Augusta, il flash mob di solidarietà nei confronti di Padre Palmiro ...

05 febbraio 2013

Andrea Fontana:"Enel Black Power", l'energia che non ti ascolta

Tratto da QualEnergia

"Enel Black Power", l'energia che non ti ascolta


Domande, fatti e alcune risposte presentate nel libro del giornalista Andrea Fontana da titolo “Enel Black Power, chi tocca muore!”
 Un libro inchiesta su chi sembra voler bloccare l'espansione delle energie rinnovabili in Italia. 
E non solo Enel. Una raccolta di indizi sull’ordinario e storico conflitto tra vecchi poteri e forze dell’innovazione.
Perché il governo ha voluto fermare la corsa alle energie rinnovabili? Tutte le bugie o le mezze verità raccontate dai principali organi di stampa sul fotovoltaico e le bollette degli italiani.

Chi ha “dettato” gli articoli chiave del Quinto Conto Energia? Perché una scelta così in contrasto con la volontà popolare? E ancora, la vergogna del CIP6. E poi ora la Strategia Energetica Nazionale presentata dal ministro Corrado Passera: un passo avanti o uno indietro?

Queste domande, questi fatti e alcune risposte sono presentate nel libro del giornalista Andrea Fontana da titolo Enel Black Power, chi tocca muore!” Un libro inchiesta (128 pp.) su chi sembra voler bloccare l'espansione delle energie rinnovabili in Italia. Ed Enel è una delle forze che remano contro, spiega Fontana, così come altre lobby energetiche, che cercano anche di costruirsi un’anima verde (come la società Enel Green Power, che peraltro opera per la maggior parte fuori dal contesto italiano), mentre l’utility (Enel Spa) punta al carbone e detta spesso le regole del settore energetico. Come la spinta al ritorno al nucleare che ha visto il grande gruppo energetico in prima fila, poi bocciato dalla volontà popolare.
“L’energia solare è un’opportunità che non possiamo permetterci di perdere e può rappresentare la grande occasione per liberarci dalle lobby e dai politici che ci hanno trascinato sulla soglia del baratro.
Le lobby dell’energia sono tra le più influenti. Batterle non sarà facile, ma questo potrebbe essere il momento giusto.
 Smascherare gli intrighi, gli intrallazzi, le inefficienze e l’incompetenza di chi ci amministra significherebbe rimettere in moto tutto o quasi. Significherebbe liberarci da chi ha saputo o voluto guardare soltanto ai propri interessi. Sarebbe un segnale forte, fortissimo, di un cambio di mentalità. Significherebbe aver trovato uomini nuovi, coraggiosi, con idee innovative.”, scrive Fontana.

Immagine tratta da Energia felice

Ma come dice l’autore, che raccoglie moltissime testimonianze, interviste e citazioni, “ai poteri forti non interessano le nostre opinioni.  

Tentano di farci credere che il costo di un piano energetico ecosostenibile sarebbe troppo alto per le tasche dei cittadini, contemporaneamente indossano la maschera dei paladini della green energy”. Un gioco di ruoli nel quale controllati e controllori sono sempre le stesse persone, schierate in difesa di monopoli e posizioni dominanti difficili da scalfire, con buona pace del libero mercato e della concorrenza.

Un libro, come si può comprendere, di difficile diffusione, realizzato in autonomia dall’autore e senza editore.
 Una raccolta di indizi sull’ordinario e storico conflitto tra vecchi poteri e forze dell’innovazione. Qui sull’energia, tema centrale nello sviluppo economico ed ecologico di un paese.
Per richiedere il volume: www.solarimpulse.it
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12 maggio 2012

Ogni autoproduzione di energia è un atto di difesa contro i danni prodotti dalle multinazionali del carbone.

Tratto da Savona News

"Ufficio di scollocamento": Perotti massacra i poteri forti e mezzi forti

Simone Perotti, ieri alla Ubik: “è progresso chiedersi se ciò che si produce sia utile o no alla società, e non solo se crea o meno profitto. "Si cambia il mondo non decidendo chi votare ogni 4 anni, ma cosa comprare tutti i giorni della nostra vita: è scegliere quotidianamente se rispondere sì o no a questo sistema"

Ogni prodotto in meno che scegliamo di non consumare è un atto di protesta contro le logiche di mercato, ogni autoproduzione di energia è un atto di difesa contro i danni prodotti dalle multinazionali del carbone…

.....Non possiamo pensare insomma che ciò passi per gli organismi sovranazionali, tramite lo Stato o attraverso un voto politico. Stato e organismi sovranazionali sono parti integranti del sistema (lo vediamo in modo lampante nelle cronache di questi giorni) e la democrazia rappresentativa occidentale, per come è concepita, è limitata alla sfera politica e non coinvolge il terreno economico, dove non valgono regole rappresentative e di democrazia diretta.

Il gesto che incide davvero per cambiare il mondo in cui viviamo non è decidere chi votare ogni 4 anni, ma cosa comprare tutti i giorni della nostra vita: è scegliere quotidianamente se rispondere sì o no a questo sistema.

Ogni prodotto in meno che scegliamo di non consumare è un atto di protesta contro le logiche di mercato, ogni autoproduzione di energia con pannelli solari è un atto di difesa contro i danni prodotti dalle centrali a carbone, presenti a La Spezia dove vive Perotti, ma anche a Savona, dove viviamo noi.

Il cambiamento dovrà per forza di cose avvenire dal basso poiché l’uomo che cambia…cambia la società. Questo legame indissolubile affida a noi singoli il cambiamento reale attraverso delle azioni quotidiane libere (nel senso più alto del termine) e responsabili.

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